"Abbiamo bisogno di tornare a far sì che i nostri giovani sostituiscano la paura con la speranza". Lo ha affermato Brunello Cucinelli, imprenditore nel campo della moda, intervenuto oggi all'evento di presentazione del Documento Previsionale Annuale 2026 della Fondazione Cr Firenze.
"Una vita senza speranza - ha proseguito - non ha logica, no? Questa idea che abbiamo detto loro che se non studiano andranno a lavorare, quindi imputando al lavoro le colpe per non aver studiato... e poi, dare dignità al lavoro, no? Perché qual è il genitore che consiglia al proprio figlio di far l'operaio? Quando poi noi invece siamo un'Italia di manufatturieri veri. Dobbiamo ridare dignità al lavoro, dignità a tutto. Dobbiamo avere il coraggio di ascoltare le persone quando sono in leggera difficoltà, perché colui che ha il mal dell'anima è un po' difficile che alzi la mano. E il mal dell'anima che ci accompagna per tutta la vita, in questo momento, a mio avviso, è molto molto forte".
Cucinelli si è detto "convinto che sia un momento di rinascita che sta sorgendo, una sorta di rivoluzione culturale, umanistica da parte dei giovani", perché oggi "siamo un pochino meno gentili, abbiamo bisogno di ritrovare quella gentilezza, quel garbo del Rinascimento: e qui c'è la patria vera del Rinascimento mondiale, perché qui siamo a Firenze, che dopo Atene per me ha illuminato l'umanità".
"Una vita senza speranza - ha proseguito - non ha logica, no? Questa idea che abbiamo detto loro che se non studiano andranno a lavorare, quindi imputando al lavoro le colpe per non aver studiato... e poi, dare dignità al lavoro, no? Perché qual è il genitore che consiglia al proprio figlio di far l'operaio? Quando poi noi invece siamo un'Italia di manufatturieri veri. Dobbiamo ridare dignità al lavoro, dignità a tutto. Dobbiamo avere il coraggio di ascoltare le persone quando sono in leggera difficoltà, perché colui che ha il mal dell'anima è un po' difficile che alzi la mano. E il mal dell'anima che ci accompagna per tutta la vita, in questo momento, a mio avviso, è molto molto forte".
Cucinelli si è detto "convinto che sia un momento di rinascita che sta sorgendo, una sorta di rivoluzione culturale, umanistica da parte dei giovani", perché oggi "siamo un pochino meno gentili, abbiamo bisogno di ritrovare quella gentilezza, quel garbo del Rinascimento: e qui c'è la patria vera del Rinascimento mondiale, perché qui siamo a Firenze, che dopo Atene per me ha illuminato l'umanità".
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