"I pendolari non sono cittadini di serie B"

"La situazione del sistema ferroviario in Toscana evidenzia una disparità sempre più marcata tra gli investimenti destinati all'Alta velocità e le condizioni del servizio regionale utilizzato quotidianamente da studenti e lavoratori. Mentre si concentrano risorse significative sulle infrastrutture Av e sui grandi nodi strategici, i pendolari continuano a subire ritardi frequenti, soppressioni, sovraffollamento, carenze manutentive e difficoltà nell'ottenere rimborsi. Il trasporto ferroviario regionale non rappresenta un servizio accessorio, ma uno strumento essenziale per garantire il diritto allo studio e al lavoro". Così Laura Grandi, presidente Federconsumatori Toscana.
    "Nel nodo ferroviario di Firenze, la precedenza sistematica ai treni ad Alta velocità determina un rallentamento cronico dei convogli regionali - aggiunge in una nota -, aggravato dalla presenza di linee a binario unico e dall'utilizzo di materiale rotabile spesso insufficiente o obsoleto. Il risultato è una perdita strutturale di affidabilità che ricade interamente sui cittadini". Per Grandi "a ciò si aggiunge un sistema di tutela poco efficace. Il cosiddetto 'Bonus Toscana' scatta solo sotto il 98% di affidabilità e richiede una procedura manuale per ottenere lo sconto. Per ritardi superiori ai 60 minuti il rimborso è subordinato a richiesta formale, soprattutto nel caso di biglietti cartacei". "Se si investono miliardi per guadagnare minuti tra grandi città - osserva ancora -, deve esserci lo stesso impegno per non far perdere ore ogni giorno ai lavoratori toscani. In Toscana non devono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B. Ed inoltre a tutti i cittadini diciamo: non lasciate intentata la possibilità di far valere i propri diritti, venite a Federconsumatori, vi aiutiamo a fare reclamo e conciliazione senza costi aggiuntivi di spese legali"
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