L'Amministrazione comunale e la Regione Toscana rilanciano la battaglia per l'interramento dei cavi contro l'impatto dei piloni da 70 metri. Terna propone misure di mitigazione

Resta alta la tensione politica attorno alla realizzazione del nuovo elettrodotto Colunga-Calenzano. Nonostante l'opera sia già in fase avanzata di esecuzione e forte di un'autorizzazione ministeriale, il Comune di Calenzano e la Regione Toscana hanno compattato il fronte istituzionale per chiedere una netta revisione del tracciato urbano, giudicato incompatibile con il territorio.

Le istituzioni locali contestano duramente l'impatto visivo e paesaggistico della soluzione aerea in corso di installazione, caratterizzata da imponenti sostegni tubolari alti tra i 60 e i 70 metri che attraversano i centri abitati. La richiesta della politica locale resta una sola: l'interramento dei cavi. "Non intendiamo rinunciare all'obiettivo dell'interramento — fanno sapere dall'Amministrazione di Calenzano —. Confermiamo la volontà di proseguire il confronto in tutte le sedi competenti e chiederemo un'udienza urgente al Mase (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) per ridurre al minimo l'impatto dell'infrastruttura".

La posizione di Terna: opera strategica e demolizioni

Dal canto suo, la società che gestisce la rete elettrica nazionale ha ribadito la propria linea durante gli ultimi tavoli tecnici, difendendo la validità del progetto:

  • Valore nazionale: L'infrastruttura è considerata vitale e strategica per la sicurezza del sistema elettrico del Paese.

  • Benefici ambientali complessivi: Terna evidenzia che l'opera permetterà la razionalizzazione della rete, portando alla demolizione di oltre 100 chilometri di vecchie linee aeree in altre aree.

Il compromesso sul tavolo: mitigazione o muro contro muro?

Al termine dell'ultimo tavolo tecnico, Terna ha trasmesso al Comune una serie di misure di mitigazione paesaggistica e ambientale studiate per mimetizzare e ridurre l'impatto visivo dei piloni nel contesto urbano.

I tecnici e la giunta comunale valuteranno il dossier nelle prossime settimane, ma la linea politica del Comune non arretra: il dialogo con il Ministero servirà a verificare se esistano ancora i margini legali e finanziari per imporre la variante interrata e bloccare i giganti di ferro aerei.

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