La risposta di Bezzini

Dare una accelerata sulla sanità di prossimità e soprattutto "sburocratizzare". Queste le richieste dei sindacati dei pensionati, i cui esecutivi unitari oggi a Firenze si sono confrontati con l'assessore regionale per il diritto alla salute Simone Bezzini in una iniziativa intitolata 'Dall'ospedale al territorio. Prossimità e sanità territoriale, un'occasione per la popolazione fragile'. Un primo passaggio dopo la presentazione lo scorso giugno di un documento unitario, sottoscritto da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp-Uil.
    
"Bisogna passare dal dire al fare, c'è da accorciare questo mare e lo si fa con miglior organizzazione, minore burocrazia e tanta più tecnologia", ha detto Alessio Gramolati, segretario Spi Cgil.

  
"Dobbiamo costruire sul territorio la prossimità. C'è una grande occasione con le risorse del Pnrr, tutti i bandi sono stati già fatti quindi dovrebbero partire le case di comunità, le infrastrutture che vanno sul territorio. Il problema è dare l'idea ai cittadini che questo processo servirà a loro".

    
"Accelerare i tempi", è la richiesta arrivata da Viviano Bigazzi della Fnp Cisl: "I 'non più giovani' aumentano in maniera impressionante e non è pensabile non avere un'assistenza territoriale vicino a casa. Il sistema toscano, basato prevalentemente sull'ospedale non può reggere questo tipo di cambiamento demografico".

Parole analoghe quelle di Annalisa Nocentini segretaria Uilp Uil:
"L'ospedale non può essere centrale. Se si parla di prevenzione si parla di qualità della vita e non si può che tornare sul fatto del territorio e sulla sburocratizzazione; questa credo sia una delle materie fondamentali", sottolineando ad esempio il problema "della giungla delle prenotazioni".
    
Sollecitazioni a cui la Regione sta provando a dare risposta: "Stiamo ragionando - ha detto Bezzini - per trovare il modo di semplificare un po' la vita alle persone che hanno problemi di cronicità, fragilità e disabilità spesso costrette anche a vivere un disagio per l'eccesso di pratiche burocratiche", ripetitive, pure in presenza di "condizioni di disabilità o di patologia sostanzialmente irreversibili. Molti dei problemi dipendono dalle leggi nazionali, bisognerebbe che Governo e Parlamento si impegnassero un po' per sburocratizzare questi processi". 
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