Hanno 39 e 38 anni, la cerimonia officiata dal vescovo di Prato Giovanni Nerbini

"Il Signore non si è scelto manager o super uomini, ma persone semplici e sempre generose. Carissimi Giulio e Michele, vorremmo sempre sentire il popolo di Dio parlare di voi in questi termini: riconoscendovi non qualità superlative, ma lo zelo ed il fervore di chi anche nel poco mostra un entusiasmo contagioso, sollecitudine, slancio". È l'augurio che il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, ha rivolto ai due novelli sacerdoti ordinati questa mattina nella cattedrale pratese. I nuovi preti sono  Michele Di Stefano, 39 anni, ex carabiniere, e Giulio Vannucci, 38  anni, ex chitarrista di un gruppo punk, due vocazioni nate nella Chiesa pratese e che all'interno della diocesi sono cresciute e formate, fino ad arrivare al sacramento dell'Ordine. Alla messa, concelebrata da circa settanta presbiteri, hanno partecipato in  tantissimi provenienti dalle realtà e dalle esperienze di fede frequentante dai due neo sacerdoti.

Nell'omelia monsignor Nerbini ha ricordato che Cristo Gesù ha reso i sacerdoti «servitori di tutti esigendo da noi stessi il massimo. Che dovrebbero dire gli altri se trovassero in noi un atteggiamento di sufficienza, di trascuratezza?». Poi l'invito ai due ordinati di curare la vita spirituale, da non mettere mai in secondo piano rispetto al servizio alla Chiesa e alla comunità che sarà loro affidata: «potremmo avere una capacità di lavoro illimitata ed una disponibilità assoluta, ma senza di Lui saremmo spenti ed ininfluenti», ha affermato il Presule. Da quando è arrivato a Prato, nel settembre 2019, il vescovo Nerbini ha ordinato nove sacerdoti del clero diocesano.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies