Il sindaco di San Casciano in Val di Pesa (Firenze) Roberto Ciappi si scaglia contro la normativa nazionale sugli impianti di telecomunicazione "Che legge è quella che tiene un Comune fuori dalla valutazione delle aree dove installare un'antenna sul proprio territorio? Per quale motivo la normativa nazionale, che disciplina il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazione, non tiene minimamente conto della volontà e delle indicazioni di un ente pubblico che lavora nell'esclusivo interesse della sua comunità, in un approccio di piena prossimità e vicinanza rispetto a quelli che sono i bisogni e le esigenze delle cittadine dei cittadini che vivono e lavorano nel Chianti?", si chiede il primo cittadino che, in una nota, non usa mezzi termini per scagliarsi contro i contenuti di una normativa (Legge 36 del 2001), quella relativa alla collocazione delle antenne nelle aree pubbliche e private, che definisce "ingessata e piena di limiti"
La battaglia del sindaco chiantigiano, si spiega, è finalizzata a chiedere alle alte rappresentanze dello Stato di intervenire e modificare l'attuale decreto legislativo che, assimilando gli impianti di telecomunicazione alle opere di urbanizzazione primaria, considera gli stessi compatibili con qualsiasi zonizzazione.
"Una legge distante dalle peculiarità e dai bisogni di un territorio e su cui non abbiamo alcun margine di manovra come ente pubblico, anche solo in una forma di dialogo con i nostri interlocutori, non è una legge che favorisce l'interesse della sua comunità", conclude.
La battaglia del sindaco chiantigiano, si spiega, è finalizzata a chiedere alle alte rappresentanze dello Stato di intervenire e modificare l'attuale decreto legislativo che, assimilando gli impianti di telecomunicazione alle opere di urbanizzazione primaria, considera gli stessi compatibili con qualsiasi zonizzazione.
"Una legge distante dalle peculiarità e dai bisogni di un territorio e su cui non abbiamo alcun margine di manovra come ente pubblico, anche solo in una forma di dialogo con i nostri interlocutori, non è una legge che favorisce l'interesse della sua comunità", conclude.
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