Dopo 24 anni di processo, la sentenza ha condannato il ministero a pagare 50.000 euro

Il Tribunale di Firenze ha deciso di liquidare 50.000 euro di danni morali a una donna di Arezzo che aveva contratto l'epatite C durante un parto cesareo avvenuto 54 anni fa. La donna, che ha scoperto di essere malata solo nel 1999 all'età di 50 anni, ha intentato una causa contro il ministero della Salute nel 2000 per ottenere un risarcimento.

Dopo 24 anni di processo, la sentenza ha condannato il ministero a pagare 50.000 euro per danni morali e 10.000 euro per spese legali, oltre agli interessi. A differenza di altre decisioni riguardanti casi di "sangue infetto", i giudici fiorentini non hanno liquidato danni biologici perché la donna, dopo aver scoperto la malattia, è riuscita a guarire. La Corte di Cassazione nel 2023 ha stabilito che non è possibile risarcire danni "lungo latenti" se non ci sono sintomi visibili della malattia.

Tuttavia, la Cassazione ha aperto una nuova strada per i casi di emotrasfusione, classificando i danni come morali anziché biologici. Il Tribunale di Firenze è stato uno dei primi in Italia a seguire questo orientamento, consentendo a casi simili di accedere a risarcimenti per danni morali. Secondo la Cassazione, l'acquisita consapevolezza di una grave patologia può giustificare il diritto al risarcimento per il danno morale da sofferenza.

La sentenza è stata emessa dal giudice Susanna Zanda del Tribunale di Firenze, competente nelle cause contro il ministero, e la donna è stata rappresentata dall'avvocato Nicola Fabbri.
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