Pochi i luoghi di aggregazione: «Le piazze virtuali illudono che gli altri ci siano vicini»

In una società sempre più connessa dagli strumenti digitali, le persone si sentono sempre più isolate. Un quarto dei fiorentini si sente sola, oltre un terzo sperimenta frequentemente la solitudine, quasi un terzo la avverte occasionalmente.

Sono dati che fanno riflettere, quelli diffusi dall’indagine demoscopica su un numero rappresentativo di fiorentini dal titolo «Disponibilità al dono in Toscana e nuovi bisogni sociali a Firenze» realizzata da Sociometrica per Cesvot, il centro servizi volontariato della Toscana. Una ricerca che si concentra soprattutto sulla povertà di tipo relazionale. Diminuiscono i luoghi di aggregazione sociale e aumentano le piazze virtuali, ma questo non favorisce l’incontro tra persone. Non a caso, soltanto il 6,9% delle persone intervistate sostiene di essere «molto soddisfatto» delle relazioni interpersonali che ha, il 36,4% si dichiara «abbastanza soddisfatto», il 50,3% «né soddisfatto, né insoddisfatto», il 6,4% «abbastanza insoddisfatto» e «molto insoddisfatto».

Esiste una differenza di genere rispetto al grado di soddisfazione delle loro relazioni sociali o interpersonali: mentre è «molto soddisfatto» il 10,3% degli uomini, lo è allo stesso modo solo il 3,8% delle donne. Il 4,9% degli intervistati si sente fortemente legato alla propria comunità, la maggior parte degli intervistati (41,5%) si sente «abbastanza coinvolto», quasi la metà dei partecipanti (46,1%) percepisce invece un basso livello di coinvolgimento con la propria comunità, il 7,5% si sente completamente disconnessa dalla propria comunità. Tra gli ostacoli che impediscono, o rendono più difficoltosa la costruzione di forti legami sociali e interpersonali ci sono la «mancanza di interessi comuni» (31,3%), la mancanza di «tempo» (29,5%), una certa «timidezza e ansia sociale» (23,6%), la «mancanza di opportunità» (23,3%), le responsabilità familiari (14,2%) e le difficoltà economiche (13,8%), la diversità linguistica o culturale (11,6%), esperienze passate negative (8,3%), problemi di salute (7,7%), distanza geografica (7,2%).

L’analisi evidenzia che il 21,1% della popolazione fiorentina in due anni non ha «mai» preso parte a un evento culturale e il 17,2% è stato coinvolto da eventi culturali «raramente», solo il 7,9% vi ha partecipato «almeno una volta alla settimana». Le donne sono culturalmente più attive rispetto agli uomini.

L’indagine si sofferma anche sulla povertà sanitaria, e anche qui emergono criticità: il 29,1% della popolazione dell’area fiorentina sostiene di aver sempre ottenuto i servizi sanitari di cui ha o ha avuto bisogno. Il resto però ha dovuto a volte rinunciare: tra le motivazioni i tempi d’attesa molto lunghi (48,2%) e la mancanza di mezzi economici (14,5%). «Questi dati sono un pugno nello stomaco — ha commentato Antonio Preiti, direttore Sociometrica e autore del report — perché mostrano l’elevata solitudine che viene avvertita dalla nostra popolazione. Esistono cause di lungo periodo, come quella dovuta allo sgretolamento della famiglia numerosa, con meno figli e meno nipoti.

E poi c’è anche un dato congiunturale, ovvero l’illusione della comunità e dell’amicizia creata dai social. Siamo tutti una community, ma siccome queste community sono digitali, alla fine nel nostro quotidiano ci si ritrova da soli. Si crede che gli altri ci siano vicini soltanto perché, magari, ci hanno messo un like su Facebook e invece nella realtà non è così». 
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