L’idea: "Aprire un percorso per modificare le proposte. Un Cda a 6 con 4 nomine del presidente"

Una rivoluzione per la Fondazione Meyer? Una bozza di riforma dello statuto, proposta dal presidente Marco Carrai, prevede che il Cda passi da 12 a 6 membri, tagliando i rappresentanti nominati dagli assessorati alla Salute della Regione e del Comune, quello espresso dal Consiglio regionale e quello del Coordinamento delle associazioni dei genitori. E riducendo da 6 a 4, ma aumentando il peso in un Cda a 6, i rappresentanti nominati dallo stesso presidente della Fondazione. Gli altri due consiglieri verrebbero nominati da sindaco e governatore.

Ma le 15 associazioni dei genitori dei bambini del Meyer che rappresentano il Coordinamento, salgono sulle barricate. Nei giorni scorsi hanno scritto una lettera a Carrai, al dg del Meyer Paolo Morello, al governatore Eugenio Giani e al sindaco Dario Nardella, per dire di no alla possibile riforma. «Siamo costernati dalla mancata comunicazione di modifica dello Statuto tanto impattante, ma ancor più interdetti per l’esclusione del rappresentante del Coordinamento proposta dal presidente Carrai, il quale sembra ignorare la nostra pluridecennale partecipazione e le nostre peculiari competenze — recita la lettera — Fino ad oggi abbiamo rappresentato nel Cda della Fondazione l’unica voce diretta sulle necessità dei reparti sanitari del Meyer. Le nostre associazioni sono quotidianamente accanto ai piccoli pazienti, alle loro famiglie e ai sanitari. Da sempre accogliamo e gestiamo in modo proattivo eventuali lamentele e criticità coordinandoci con l’ospedale. Da sempre mettiamo le nostre specifiche conoscenze e competenze a disposizione del consiglio di amministrazione a vantaggio delle decisioni che la Fondazione intende prendere».

Il coordinamento chiede quindi «aprire un percorso di condivisione e riflessione sulle modifiche proposte». Nella lettera si richiama infatti la scorsa grande modifica del regolamento, che risaliva a 12 anni fa, e che era stata il frutto di 4 mesi di dibattito, quando il Cda era stato allargato anche alla luce del fatto che il Meyer non era più da tempo l’«ospedalino dei bambini», ma era diventata una grande realtà sanitaria. Da allora si è ulteriormente rafforzato, diventando un riferimento internazionale e aumentando in 12 anni i finanziamenti da 6 a 12 milioni di euro.

Da parte sua, Carrai apre al dibattito: «La mia è solo una proposta, che si può emendare. Nei prossimi giorni ne discuterò con le associazioni dei genitori, non farei mai nulla contro di loro, sono fondamentali per la Fondazione». E aggiunge: «La mia idea è di creare un Cda più agile per le questioni burocratiche, le scelte sarebbero affidate a un board of trustees più ampio, sul modello dei grandi musei statunitensi».

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