Grazzini (Iv): “Fatto un danno a contribuente e squadra“

"La dura presa di posizione della Fiorentina? Comprensibile. Si è trattato di un grave errore politico e amministrativo. Non si può cominciare dei lavori di profonda ristrutturazione senza avere la certezza assoluta di garantire la copertura economico-finanziaria di un'opera pubblica. Così come è stato un errore finanziare il progetto con risorse pubbliche quando c'era un privato disponibile ad investire. E come se non bastasse si è pensato di avviare i lavori attraverso la procedura dell'appalto pubblico che comporta rischi elevati ed incertezze sui tempi di conclusione dei lavori. Legittimo che la Fiorentina chieda di stoppare il restyling. Per tutelarsi e tutelare i propri tifosi!". Così Stefania Saccardi, candidata sindaca a Firenze con la lista Al centro con Saccardi in merito alle dichiarazioni del dge della Fiorentina Alessandro Ferrari sullo stadio.

 "Mancano 100 mln di euro (forse di più) per completare l'investimento e non si ha la minima idea di come reperire queste risosrse. Inoltre la Fiorentina non sa ancora dove andrà a giocare tra un anno ma comunque sono stati messi 10 milioni per ristrutturare lo stadio del rugby Padovani facendo passare la versione della 'necessità di un impianto provvisorio' senza che la società viola abbia manifestato la volontà di tarsferirsi in via transitoria nella struttura adiacente. Una vicenda che peggio non si poteva gestire", conclude la donna.

Interviene anche Francesco Grazzini, coordinatore fiorentino di Iv e candidato al consiglio comunale: "Che vergogna avere iniziato i lavori dello stadio con i soldi pubblici. Così facendo non solo si è fatto un danno al contribuente ma anche un danno alla società e alla squadra. Anche oggi la Fiorentina ha invitato a riflettere sul proseguimento di un'operazione dai contorni quantomeno incerti. Fermiamoci e ripariamo un dialogo serio tra amministrazione e società viola, per il bene dei fiorentini e della Fiorentina. Da anni ormai diciamo che lo stadio non si deve fare con i soldi pubblici ma con i soldi privati, e che i lavori non devono partire se non c'è copertura economica".
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