Portiere e allenatore al centro della ricostruzione viola

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Secondo la tradizionale “massima corviniana”, un direttore sportivo non può sbagliare le scelte del portiere e del centravanti, a cui oggi si aggiunge inevitabilmente anche quella dell’allenatore. Per questo Fabio Paratici, chiamato a rifondare la Fiorentina, dovrà partire proprio da questi ruoli chiave. Mentre il futuro di Moise Kean dipenderà dalle offerte di mercato, la situazione più immediata riguarda la porta viola e David De Gea, reduce da una stagione con qualche ombra ma ancora figura centrale della squadra.

Il legame con la città e le attenzioni del mercato

Nonostante i 35 anni e un contratto fino al 2028, David De Gea ha espresso chiaramente la volontà di continuare la sua avventura a Firenze. Dopo il periodo difficile seguito all’addio al Manchester United, lo spagnolo ha ritrovato serenità, motivazioni e leadership, diventando anche capitano della squadra. Il suo attaccamento alla città e all’ambiente viola è forte, ma il mercato resta una variabile importante: la Juventus osserva con interesse la situazione, considerandolo un’alternativa di esperienza e qualità a costi contenuti sul cartellino, pur con un ingaggio elevato.

Martinelli aspetta il suo momento

La scelta della Fiorentina su De Gea influenzerà direttamente anche il futuro di Tommaso Martinelli. Il giovane portiere classe 2006, oggi in prestito alla Sampdoria, è considerato l’erede designato della porta viola e molti ritengono sia già pronto per il grande salto. Tuttavia, se De Gea dovesse restare almeno un’altra stagione, Martinelli continuerebbe il proprio percorso lontano da Firenze. La società dovrà quindi trovare il giusto equilibrio tra l’esperienza dello spagnolo e la volontà di ringiovanire la rosa, rimandando eventualmente ancora l’occasione del giovane talento.

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