Da oggi e fino a sabato, temi centrali suicidi e solitudine

Solitudine e suicidi negli anziani saranno tra i temi al centro del 24/o congresso dell'Associazione italiana di psicogeriatria che si tiene a Firenze da domani al 13 aprile col titolo 'Integrazione e innovazione. Fondamenti del sapere psicogeriatrico' su cui si confronteranno oltre 500 specialisti e ben 145 relatori che discuteranno anche dell'avvento dell'intelligenza artificiale e delle modifiche che darà nella cura degli anziani.
      
Inoltre, elenca i temi un comunicato stampa, "la cura delle demenze sta offrendo scenari innovativi con il ruolo dei bio-marcatori nell'approccio diagnostico mentre la recente approvazione della legge 33 sulla non-autosufficienza rappresenta un'altra opportunità di innovazione nell'assistenza, che si sposta dal sanitario al sociale aprendo nuove prospettive", "vi sono poi le novità farmacologiche riguardanti problematiche come il controllo di agitazione e delirium e quelle sui trapianti d'organo".

     
Grande attenzione a fenomeni globali "come i cambiamenti climatici, che hanno un notevole impatto proprio sulla salute dei più fragili, che possono subire maggiormente gli effetti della disidratazione, dei colpi di calore o semplicemente essere meno reattivi di fronte a calamità naturali per limiti sensoriali o per il basso livello di digitalizzazione, che in Italia nella popolazione anziana non raggiunge il 65% e talvolta implica solo la competenza di saper mandare una mail".

Tra gli studi, il congresso tratterà - dunque - dell'elevato tasso di suicidi tra gli anziani in Italia che "ha le sue ragioni nella solitudine in cui vengono ridotti gli anziani e nell'ageismo con cui vengono spesso discriminati, con diritti basilari che esistono solo sulla carta". Il tasso di solitudine degli anziani in Italia è il doppio rispetto alla media dei Paesi europei, con coloro che non hanno nessuno a cui chiedere aiuto che sono il 14%, mentre coloro che non hanno nessuno a cui raccontare cose personali il 12%, a fronte di una media europea del 6,1% (dati Eurostat). La solitudine non è solo un problema sociale, ma anche clinico, essendo associata ad un aumento del rischio di depressione, disturbi del sonno, demenza e malattie cardiovascolari. A mettere in correlazione ageismo e solitudine diversi studi internazionali.

"Gli anziani spesso vengono estromessi da misure di salvaguardia sanitaria, come avvenuto durante la pandemia, quando i posti in terapia intensiva erano destinati ai più giovani - spiega il professor Diego De Leo, presidente Aip - Questa impostazione è stata introiettata dagli anziani stessi, convinti che non possano essere utili alla società né attivi: questo non è frutto di un impoverimento cognitivo ma di un'impressione del loro patrimonio intellettuale come detta la società. Occorre ribaltare questo modello. Oltre all'ageismo, vi è una vera epidemia di solitudine: i Paesi occidentali contano il 30% degli anziani afflitti da solitudine cronica e il 10% da una solitudine molto severa, che porta alla depressione e in alcuni casi proprio al suicidio. L'altro Paese più vecchio al mondo insieme all'Italia, il Giappone, ha computato 45mila persone che ogni anno muoiono in completo isolamento e sono state create squadre di "death cleaners" che si occupano di bonificare i luoghi in cui sono avvenute queste morti in solitudine".

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