La politica fiorentina si interroga sull’opportunità di replicarla, con le dovute differenze: l’assessore Paulesu torna a chiedere un intervento delle istituzioni nazionali o europee

La Nazione questa mattina scrive di una legge approvata dalla città di Bruxelles che impone un limite fissato al 20% per l’aumento del costo degli affitti in città. Chiaramente, una misura del genere finisce con l’attirare l’attenzione di un’altra città alle prese con un aumento insostenibile dei costi degli affitti, ovvero Firenze.

Al quotidiano l’assessore al Welfare del Comune di Firenze Nicola Paulesu spiega che la dimensione del problema del costo dell’abitare, e della crisi abitativa in generale, è ormai talmente trasversale da richiedere per forza di cose un intervento pubblico, che sia da parte delle istituzioni europee o da parte di quelle nazionali.

Chiaramente, spiega ancora l’assessore, ogni città ha la sua dimensione peculiare, ma è chiaro che lasciare un settore delicato come quello dell’abitare, tra l’altro alle prese con un aumento dei costi insostenibile, del tutto deregolamentato, rischia di abbattersi come un macigno sulle fasce della popolazione più vulnerabile.

Ecco perché, aggiunge Paulesu al quotidiano, il Comune di Firenze si sta impegnando per portare avanti cinque richieste: una legge quadro sull’edilizia residenziale pubblica e sociale, l’assegnazione degli immobili inutilizzati ai comuni gratuitamente, il rifinanziamento del fondo nazionale locazione, una legge nazionale che regoli le piattaforme turistiche e un intervento nazionale a sostegno delle persone senza fissa dimora e contro l’emergenza abitativa.

La legge approvata da Bruxelles, spiega La Nazione, sembra mettere d’accordo la maggioranza, che guarda all’esperimento della capitale belga con interesse per mettere allo studio una misura simile anche a Firenze, con tutte le cautele e le differenze del caso, che l’opposizione, con Francesco Casini di Italia Viva che parla di “scelta pragmatica della capitale belga”.


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