Le abbondanti piogge che hanno interessato la Toscana fra l’autunno dell’anno scorso e la primavera di quest’anno sono state un autentico toccasana per l’Arno, che quest’anno, spiega a La Nazione la segretaria generale dell’Autorità di bacino dell’Appennino settentrionale Gaia Checcucci.
Negli anni scorsi, specialmente nel 2022, spiega Checcucci, il più importante fiume toscano aveva tremendamente risentito della mancanza di precipitazioni ed era arrivato all’estate con una portata ben ridotta rispetto al normale. Nel 2023 e nel 2024 poi la situazione era migliorata, ma quest’anno l’Arno si presenta come un fiume perfettamente sano sia dal punto di vista della portata sia per quanto riguarda la presenza e la salute della fauna ittica, come dimostrano le analisi condotte da Arpat.
A livello di inquinamento, poi, il fiume se la cava bene, non ci sono tratti pericolosi o nei quali sono state osservate criticità, anche se chiaramente si deve distinguere fra zona e zona.
Infine, al quotidiano Checcucci spiega che sulla base del buon andamento delle rilevazioni da parte di Arpat si potrebbe ipotizzare anche una possibile riapertura del fiume alla balneazione anche nella zona fiorentina. in questo caso, spiega il quotidiano, servirà una formale richiesta del Comune e l’autorizzazione da parte della Regione, dopo sedici mesi di monitoraggio delle acque.
Negli anni scorsi, specialmente nel 2022, spiega Checcucci, il più importante fiume toscano aveva tremendamente risentito della mancanza di precipitazioni ed era arrivato all’estate con una portata ben ridotta rispetto al normale. Nel 2023 e nel 2024 poi la situazione era migliorata, ma quest’anno l’Arno si presenta come un fiume perfettamente sano sia dal punto di vista della portata sia per quanto riguarda la presenza e la salute della fauna ittica, come dimostrano le analisi condotte da Arpat.
A livello di inquinamento, poi, il fiume se la cava bene, non ci sono tratti pericolosi o nei quali sono state osservate criticità, anche se chiaramente si deve distinguere fra zona e zona.
Infine, al quotidiano Checcucci spiega che sulla base del buon andamento delle rilevazioni da parte di Arpat si potrebbe ipotizzare anche una possibile riapertura del fiume alla balneazione anche nella zona fiorentina. in questo caso, spiega il quotidiano, servirà una formale richiesta del Comune e l’autorizzazione da parte della Regione, dopo sedici mesi di monitoraggio delle acque.
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