Nel nuovo regolamento comunale previste norme più ferree e maggior spazio ai grandi gruppi alberghieri

Firenze rilancia la sua crociata contro l'overtourism nonostante la sentenza del Consiglio di Stato che qualche giorno ha fatto traballare i paletti imposti dalle amministrazioni comunali agli affitti brevi.

Come riporta il quotidiano Avvenire la sindaca Sara Funaro ha chiarito che Palazzo Vecchio proseguirà la sua lotta al proliferare di un fenomeno che sta aggravando l'emergenza abitativa in città. Funaro sostiene di avere le spalle coperte dal Testo unico sul turismo approvato dalla Regione Toscana nel dicembre scorso, che amplia i poteri di intervento dei sindaci toscani e dal nuovo regolamento fiorentino, che entrerà in vigore nelle prossime settimane fissando nuovi limiti e disposizioni sulla sicurezza, criteri di decadenza e controlli sempre più capillari.

La giunta fiorentina è andata avanti senza curarsi neanche della valanga di ricorsi al Tar presentati contro la variante alla manovra urbanistica del Piano operativo comunale, approvando un pacchetto di delibere sulle locazioni turistiche che ha l'obiettivo finale dello stop agli affitti brevi nell'intero perimetro Unesco del centro storico. Un provvedimento sul quale la politica cittadina è spaccata: sia la minoranza di Palazzo Vecchio che le associazioni di categoria ribadiscono che la sindaca è impegnata in "una guerra ideologica contro i proprietari" e chiedono a gran voce di bloccare l'approvazione del nuovo regolamento comunale.

Intanto, mentre fiumane di turisti del tutto ignari di questo dibattito tra moderni Guelfi e Ghibellini continuano a riversarsi per le strade del centro, la Polizia Municipale ha intensificato i controlli a tappeto (nel 2024 ha riscontrato irregolarità in oltre sei casi su dieci) nel tentativo di disincentivare un fenomeno che appare ormai fuori controllo. Anche perché è la stessa politica locale a muoversi in modo incoerente. Seda una parte cerca di limitare gli affitti brevi e di imporre regole sempre più stringenti ai piccoli proprietari, dall'altra apre la strada ai grandi gruppi alberghieri, che a breve metteranno sul mercato altri trecento appartamenti destinati al turismo da aggiungere alle migliaia già disponibili sulle piattaforme degli affitti brevi.

Si tratta degli immobili di lusso in costruzione nell'area dell'ex teatro comunale e di quelli ubicati nell'ex palazzo della Cassa di Risparmio di Firenze, a due passi dal Duomo. Due grandi operazioni immobiliari che inizialmente avevano l'obiettivo di riportare le famiglie nel centro storico, ma con le osservazioni presentate alla variante affitti brevi dai proprietari degli edifici hanno ottenuto il via libera all'uso turistico da parte dell'amministrazione. È nato così un clamoroso paradosso: la stessa variante che doveva bloccare gli affitti turistici ha riconosciuto la funzione di "residenza temporanea per turisti" alle due più grosse operazioni immobiliari in corso nel centro storico.

“I piani di recupero e le convenzioni parlavano di uso residenziale senza alcun accenno all'uso turistico mentre l'approvazione delle due osservazioni ha dimostrato ancora una volta che la variante ha consolidato rendite di posizione favorendo i grandi investitori rispetto ai piccoli proprietari”, ha sottolineato Cecilia Del Re, ex assessore della precedente giunta Nardella e adesso consigliera dell'opposizione.

L'ultima parola sulla querelle spetterà al governo, che potrebbe impugnare la legge regionale toscana mandando all'aria una volta per tutte i piani di Palazzo Vecchio.

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