Per le imprese ricettive della Toscana l'estate 2025 dovrebbe riconfermare i numeri dello scorso anno, seppure con alcune ovvie disparità territoriali. Quattro ospiti su dieci saranno italiani, tra gli stranieri tedeschi, statunitensi e canadesi fanno la parte del leone. La permanenza media sarà di quattro giorni, ma sono in aumento i soggiorni brevi. Oltre sei prenotazioni su 10 provengono dai grandi portali di prenotazione sul web, ormai utilizzati dall'86,3% delle imprese ricettive toscane. E' quanto emerge, in sintesi, dall'indagine previsionale effettuata da Confcommercio Toscana e Format Research su un campione di strutture ricettive della regione.
I ricavi della stagione estiva 2025 sono invariati per oltre la metà delle strutture, si spiega in una nota, sia in riferimento alla clientela italiana che a quella straniera. I visitatori italiani sembrano però incidere meno, dato che il 30,2% delle imprese afferma che i ricavi da questa tipologia di clientela sono diminuiti. La situazione è inversa sulla clientela straniera che genera ricavi maggiori rispetto al 2024 per il 18,3% delle strutture. Oltre la metà degli imprenditori intervistati prospetta tassi di occupazione invariata rispetto al 2024: uno su quattro oltre il 90%, in particolare nella città di Firenze, il 23,9% tra l'80 e il 90%, soprattutto nei comuni a prevalente vocazione culturale, storica e artistica (28,5%). Infine, il 27,8% stima un tasso medio di occupazione tra il 70 e il 79% e il 19% inferiore al 70%. Rispetto all'anno precedente, il tasso di occupazione è in aumento per il 23,3% delle imprese (di cui 6,4% con aumento sensibile), la maggioranza afferma, invece, che è rimasto stabile. Appena il 4% segnala un decremento importante del tasso di occupazione nella propria struttura.
A Firenze la permanenza media è di tre notti, nei comuni con vocazione culturale, storica e artistica è di quattro e in quelli vocati al turismo marittimo o montano cinque. Si rileva una tendenza in crescita verso soggiorni più brevi (26,1%), in particolare presso le strutture ricettive di Firenze (39,3%). "Nonostante i timori legati alla difficile congiuntura economica e politica internazionale, l'ospitalità toscana sembra reggere l'urto", sottolinea il presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano. "Si nota, semmai, una certa sofferenza del mercato interno - aggiunge il dg di Confcommercio Toscana Franco Marinoni -, che porta ad un ridimensionamento dei tempi di permanenza e dei ricavi provenienti dai nostri connazionali".
I ricavi della stagione estiva 2025 sono invariati per oltre la metà delle strutture, si spiega in una nota, sia in riferimento alla clientela italiana che a quella straniera. I visitatori italiani sembrano però incidere meno, dato che il 30,2% delle imprese afferma che i ricavi da questa tipologia di clientela sono diminuiti. La situazione è inversa sulla clientela straniera che genera ricavi maggiori rispetto al 2024 per il 18,3% delle strutture. Oltre la metà degli imprenditori intervistati prospetta tassi di occupazione invariata rispetto al 2024: uno su quattro oltre il 90%, in particolare nella città di Firenze, il 23,9% tra l'80 e il 90%, soprattutto nei comuni a prevalente vocazione culturale, storica e artistica (28,5%). Infine, il 27,8% stima un tasso medio di occupazione tra il 70 e il 79% e il 19% inferiore al 70%. Rispetto all'anno precedente, il tasso di occupazione è in aumento per il 23,3% delle imprese (di cui 6,4% con aumento sensibile), la maggioranza afferma, invece, che è rimasto stabile. Appena il 4% segnala un decremento importante del tasso di occupazione nella propria struttura.
A Firenze la permanenza media è di tre notti, nei comuni con vocazione culturale, storica e artistica è di quattro e in quelli vocati al turismo marittimo o montano cinque. Si rileva una tendenza in crescita verso soggiorni più brevi (26,1%), in particolare presso le strutture ricettive di Firenze (39,3%). "Nonostante i timori legati alla difficile congiuntura economica e politica internazionale, l'ospitalità toscana sembra reggere l'urto", sottolinea il presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano. "Si nota, semmai, una certa sofferenza del mercato interno - aggiunge il dg di Confcommercio Toscana Franco Marinoni -, che porta ad un ridimensionamento dei tempi di permanenza e dei ricavi provenienti dai nostri connazionali".
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