Una delegazione della Camera Penale di Firenze, insieme al Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune e della Regione e ai Magistrati di Sorveglianza, ha fatto ingresso all’istituto penitenziario di Sollicciano per una visita ispettiva nell’ambito del programma “Ristretti in agosto”, promosso dall’Unione delle Camere Penali Italiane. L’iniziativa, che ogni anno si ripete in molte realtà carcerarie italiane, ha l’obiettivo di monitorare le condizioni di detenzione e raccogliere dati da inserire in un report nazionale, successivamente trasmesso al Parlamento.
Tra i componenti della delegazione anche l’Avv. Massimiliano Chiuchiolo, membro dell’Osservatorio Carcere dell’U.C.P.I., che ha evidenziato le numerose criticità emerse durante la visita. "Le problematiche sono sempre le stesse – ha spiegato – sovraffollamento, strutture inagibili, personale sottodimensionato. Una parte consistente del carcere è inutilizzabile e questo acuisce le difficoltà. Sollicciano, inoltre, non ha ancora un direttore titolare: l’istituto è retto da due vice che fanno il possibile per gestire la situazione".
La delegazione ha visitato alcune delle sezioni più delicate, sia maschili che femminili, comprese le aree per i nuovi giunti, dove si sono verificati episodi drammatici, compreso un recente suicidio. Le condizioni, ha sottolineato Chiuchiolo, risultano "davvero difficili da sostenere, soprattutto per chi arriva improvvisamente dalla libertà".
Il cuore del problema, secondo l’avvocato, è politico. "Occorre puntare seriamente sulle misure alternative alla detenzione. Il carcere deve rappresentare la soluzione estrema, non la regola. La maggioranza dei detenuti a Sollicciano non appartiene al circuito di alta sicurezza: sono persone con pene brevi, spesso stranieri privi di lavoro e di reti familiari. Questi soggetti potrebbero accedere a percorsi alternativi, ma mancano strumenti concreti di reinserimento. Così il carcere diventa soltanto un contenitore di disperazione".
Un sistema che, così com’è, non rieduca. "Le statistiche parlano chiaro – ricorda Chiuchiolo – il 75% dei casi di recidiva riguarda chi ha scontato pene brevi. Senza lavoro, senza alloggi, senza percorsi di accompagnamento, chi esce torna a delinquere. È un dato, non un’opinione. Bisogna investire sulla risocializzazione, perché è l’unico modo per ridurre davvero la criminalità e aumentare la sicurezza sociale".
Le visite come quella svolta a Sollicciano hanno dunque l’obiettivo di sensibilizzare politica e istituzioni. "Troppo spesso si ragiona per luoghi comuni – conclude l’avvocato – ma la realtà è ben diversa. Portiamo numeri, testimonianze e dati concreti, affinché chi legifera abbia piena consapevolezza delle condizioni dei nostri istituti di pena e della necessità di una riforma strutturale".
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