I ritardi accumulati nella ristrutturazione del Franchi sono evidenti, ma l’annuncio del Comune che la nuova curva Fiesole non sarà conclusa fino ad inizio 2027 (invece che nel 2026, come inizialmente previsto) ha scatenato un vero e proprio putiferio, a partire dalla politica.
I quotidiani fiorentini riportano delle dichiarazioni dell’ex sindaco Dario Nardella, oggi europarlamentare, che sulla questione ha tagliato corto affermando di occuparsi solo di questioni europee, e della replica a stretto giro di un altro ex
sindaco, Matteo Renzi, che ha ‘lodato’ la scelta del suo successore a Palazzo Vecchio di non commentare. Ma anche il centrodestra ha alzato la voce contro Nardella, ritenendolo il responsabile della situazione caotica in cui Firenze e la Fiorentina si sono ritrovate.
E l’altro grande soggetto coinvolto nella vicenda è proprio la società, che con il Comune aveva instaurato un rapporto proficuo di collaborazione, soprattutto in vista dell’inizio del secondo lotto dei lavori.
Adesso, riferiscono i quotidiani, la situazione è cambiata. Se da una parte l’intenzione del club viola sembrerebbe quello di proseguire quantomeno nell’interlocuzione con il Comune, chiaro è che la società e il presidente Rocco Commisso stanno valutando attentamente la situazione. Per il secondo lotto dei lavori, com’è noto, mancano per il momento le coperture, e nei mesi scorsi si era fatta sempre più largo l’ipotesi che potesse essere proprio la Fiorentina ad intervenire economicamente, finanziando tramite project financing la seconda fase.
Con lo slittamento dei tempi, però, le cose sono cambiate. Per questo, riferiscono i quotidiani, la società viola invierà un dossier al Comune per avere chiarezza su determinate questioni, a partire dai tempi di realizzazione dei lavori. L’intervento economico della società aiuterebbe il Comune a portare a termine i lavori, ma come garanzia Commisso vuole il controllo totale dei cantieri e la garanzia di una lunga concessione. La società viola, per garantire una prosecuzione rapida dei lavori, potrebbe anche decidere, in futuro, di lasciare temporaneamente il Franchi e di ritornare a lavori conclusi. Opzioni sul tavolo, ma chiaro è che adesso la situazione
si è pressoché azzerata, con Comune e società che si incontreranno per fare il punto della situazione e, eventualmente, programmare la prosecuzione degli interventi.
Mentre la politica, dal canto suo, si è già scaldata.
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