Lavori in corso per la transizione energetica interrotti improvvisamente perché "il miliardario ha detto stop". Il miliardario sarebbe Bill Gates. Questo un flash mob realizzato nel pomeriggio a Firenze in piazza Santissima Annunziata da Fridays for Future. Gli attivisti, giubbino catarifrangente e caschetto in testa, impegnati simbolicamente per la transizione, hanno transennato parte della piazza con nastro bianco e rosso fin quando una musica stoppa il loro impegno e appare un cartello "Il miliardario ha detto stop". Una protesta alla vigilia del Climate pride, la manifestazione nazionale in programma domani a Roma.
"Questo presidio - racconta Gaia Corsini di Fridays for Future - ci è venuto in mente dopo le dichiarazioni di Bill Gates", con la lettera inviata alla Cop 30 a Belem, in Brasile. "Si è allineato alle politiche di Trump. Prima era un miliardario che aveva a cuore la transizione per risolvere la crisi climatica, adesso ha detto che non serve più mobilitarsi, non è più una questione di esistenza. Certo, non rovina la sua di esistenza. Dipende dal reddito, dipende dalla classe socio-economica di cui fai parte. Se sei più vulnerabile vieni schiacciato, altrimenti no".
"La crisi climatica - aggiunge Federica Patrizi, altra attivista di Fridays for future - non riguarda solo l'ambiente. Clima vuol dire anche sviluppo, diritti umani e sociali. La crisi climatica è ormai davanti ai nostri occhi, è innegabile, abbiamo i dati, conosciamo le cause, vediamo ogni giorno le conseguenze e a questo punto vogliamo i fatti".
Non molte le persone in piazza, al di là dei promotori di flash mob e presidio. "Negli ultimi anni - prosegue - la partecipazione è sicuramente calata, ma vedendo le mobilitazioni dell'ultimo periodo, secondo me c'è ancora speranza. Questa Cop però è l'ultima possibilità che abbiamo per cercare di invertire la rotta".
"Questo presidio - racconta Gaia Corsini di Fridays for Future - ci è venuto in mente dopo le dichiarazioni di Bill Gates", con la lettera inviata alla Cop 30 a Belem, in Brasile. "Si è allineato alle politiche di Trump. Prima era un miliardario che aveva a cuore la transizione per risolvere la crisi climatica, adesso ha detto che non serve più mobilitarsi, non è più una questione di esistenza. Certo, non rovina la sua di esistenza. Dipende dal reddito, dipende dalla classe socio-economica di cui fai parte. Se sei più vulnerabile vieni schiacciato, altrimenti no".
"La crisi climatica - aggiunge Federica Patrizi, altra attivista di Fridays for future - non riguarda solo l'ambiente. Clima vuol dire anche sviluppo, diritti umani e sociali. La crisi climatica è ormai davanti ai nostri occhi, è innegabile, abbiamo i dati, conosciamo le cause, vediamo ogni giorno le conseguenze e a questo punto vogliamo i fatti".
Non molte le persone in piazza, al di là dei promotori di flash mob e presidio. "Negli ultimi anni - prosegue - la partecipazione è sicuramente calata, ma vedendo le mobilitazioni dell'ultimo periodo, secondo me c'è ancora speranza. Questa Cop però è l'ultima possibilità che abbiamo per cercare di invertire la rotta".
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