Il nuovo allenatore viola conferma il modulo, ma vuole cambiare mentalità e atteggiamento della squadra

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Paolo Vanoli ha le idee chiare: per uscire dalla crisi serve un cambio di passo mentale, non tattico. Il nuovo tecnico della Fiorentina ha deciso di mantenere l'impianto di gioco ereditato, convinto che stravolgere tutto in questo momento delicato rischierebbe di creare ulteriore disorientamento nell'ambiente. La priorità è dare stabilità prima ancora che novità.

Il modulo resta quello con tre difensori centrali e un'unica punta centrale supportata da un trequartista. Una scelta che porta con sé una conseguenza diretta: Kean e Piccoli non giocheranno insieme, ma si alterneranno nel ruolo di terminale offensivo. Per la sfida di sabato contro la Juventus, Moise è alle prese con il recupero dall'infortunio, mentre l'ex attaccante del Cagliari è pronto a subentrare se necessario.

A centrocampo, Vanoli confermerà lo schieramento con due esterni, un regista e due interni. Nicolussi Caviglia avrà il compito di dettare i tempi, ma con compiti leggermente modificati rispetto alle richieste del predecessore Stefano Pioli: l'ex giocatore del Venezia dovrà cercare con maggiore insistenza l'interno di centrocampo dalla parte opposta. Al suo fianco, oltre a Mandragora, dovrebbe trovare spazio ancora Sohm, che contro il Genoa ha dato garanzie dal punto di vista della presenza fisica. Nicolò Fagioli dovrà attendere: il suo momento arriverà quando sarà necessario inserire maggiore qualità nella manovra.

L'obiettivo di Vanoli è costruire una squadra essenziale nei principi, chiara nelle idee e concreta nell'esecuzione. Niente fronzoli, solo efficacia e lucidità nelle scelte. Una delle urgenze più evidenti riguarda il contributo offensivo della mediana: in undici giornate di campionato, i centrocampisti viola hanno prodotto soltanto sette conclusioni verso la porta avversaria, un dato allarmante che il nuovo allenatore intende invertire rapidamente.

Sul fronte della condizione atletica, circolano dubbi e interrogativi. In molti si chiedono se la preparazione atletica condotta dallo staff precedente sia stata adeguata, anche se un dato positivo emerge chiaramente: la Fiorentina, insieme al Parma, vanta il minor numero di infortuni muscolari dell'intera Serie A, con appena due stop da gestire. Un elemento che, quantomeno, lascia margini di ottimismo per il lavoro futuro.
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