Fiorentina, tra Sørloth e Retegui chi scegli?

30 milioni sul centravanti per una scelta da non sbagliare

Il nodo centrale del mercato della Fiorentina, come ormai noto, è legato alla scelta del nuovo centravanti. Una scelta da non sbagliare, per dare al neo tecnico Raffaele Palladino un attaccante in grado di regalare certezze alla sua nuova squadra e, soprattutto, ai tifosi viola un nome col quale esaltarsi e sperare in un futuro contraddistinto dalla parola ''ambizione''. Parola pronunciata a più riprese dal direttore generale Ferrari e dal ds Pradè nel corso dell'ultima conferenza stampa. Ma sul concetto del ''nome che fa esaltare i tifosi'' ci sono delle riflessioni da fare.Tanto per cominciare è giusto che la società, soprattutto il comparto tecnico, seguano le proprie esigenze e quelle dettate dall'allenatore. Quindi, qualora il profilo individuato fosse un attaccante non dal nome altisonante ma in grado di fornire le garanzie tecniche ricercate, ben venga. Giusto però sottolineare che, dopo tre finali perse in due anni ed un clima non particolarmente sereno nella tifoseria (organizzata e non), anche il fattore legato all'entusiasmo non è da sottovalutare. La Fiorentina si muove attualmente in questo ''limbo''.Tuttavia le cifre di cui si parla attualmente per l'acquisto di un centravanti sono davvero importanti, almeno 30 milioni se si parla dei casi di, nello specifico, di Mateo Retegui ed Alexander Sørloth. E qui un'altra domanda, l'ennesima, sorge spontanea: due giocatori diversi, con rendimento diverso e campionati di militanza diversi (giusto l'età è simile) come possono avere lo stesso prezzo? e chi tra i due può essere considerato una certezza o una scommessa? Domande alle quali è davvero difficile rispondere. Se ne occuperanno i dirigenti viola, ma è giusto provare ad analizzare la situazione con i dati a nostra disposizione.Mateo Retegui, impegnato in Germania con l'Italia per gli Europei ha siglato in questa stagione in Serie A 9 reti (2 in Coppa Italia) e fornito 3 assist. Il Genoa chiede 30 milioni, ma i rossoblù non sembrano intenzionati a cedere il giocatore prima della fine di Euro 2024. Sperano in un exploit del ragazzo per far lievitare ulteriormente il prezzo del cartellino. Discorso diverso per Sørloth. L'attaccante norvegese alto 1,95 cm ha giocato la sua prima vera grande stagione da bomber nella Liga con la maglia del Villareal. Vice capocannoniere del torneo dietro all'ucraino Artem Dovbyk, nell'ultimo anno tra Liga, Coppa del Re ed Europa League ha segnato 26 reti e sfornato 6 assist. Molti più gol di Retegui quindi, ma stesso valore di mercato (25-30 milioni).Sørloth si è confrontato in un campionato tosto come la Liga ed anche in Europa League. Ha segnato molti gol ed è cercato da altri importanti club europei. Dal canto suo Retegui al primo anno in Italia non ha certo sfigurato. La serie A non è un campionato semplice col quale confrontarsi con un attaccante ed anche in Nazionale Retegui non ha deluso. Due reti siglate in stagione anche con gli Azzurri e pass per Euro 24 staccato con timbro annesso del ct Spalletti. Chi è la vera scommessa tra i due? Su chi puntare la maggior parte delle risorse economiche a disposizione per il mercato della Fiorentina? Chi scegliere per non sbagliare? Al direttore sportivo Pradè e a Goretti (ed in ultimo a Commisso) l'ardua sentenza. 

La Fiorentina di Palladino si costruisce dall'alto: tutti i nomi per centrocampo ed attacco

Si complicano le piste italiane di Retegui, Pinamonti e Lucca

Il mercato della Fiorentina è pieno di voci e trattative che, al momento, sembrano concentrarsi soprattutto sui reparti di centrocampo ed attacco. Se in mezzo al campo restano un punto interrogativo i contratti di Bonaventura e Castrovilli, in salita la trattativa per il rinnovo di Duncan che potrebbe partire ed il brasiliano Arthur e Maxime Lopez che hanno già salutato, in attacco almeno ci sono Nzola e Beltran. Ma la Fiorentina cerca un attaccante forte, forse anche due, come ormai noto.Il progetto-mercato del nuovo corso viola targato Palladino abbraccia dunque il centrocampo in primis. Alle già note opzioni Brescianini (il Frosinone non si muove da 12 milioni di richiesta, troppi per la Fiorentina) e Bondo del Monza si è aggiunto Carlos Benavidez. Ventisei anni, uruguaiano dell’Alaves, nella stagione appena conclusa si è fatto notare con 32 partite e 4 gol. Un vecchio obiettivo delle passate stagioni tornato di attualità per il centrocampo viola.Passando all’attacco, partiamo dalle piste "italiane". La Fiorentina sta riscontrando non pochi problemi su tutto il fronte (Retegui, Lucca, Pinamonti ecc.) ed che allora si continua guardare anche all’estero ed a prendere in considerazione anche un ritorno in viola di Andrea Belotti (l'attaccante potrebbe rimanere dopo il prestito semestrale, ma si saprà solo tra qualche giorno, dopo un incontro chiarificatore). Restano per questo vive le piste per Jean-Philippe Mateta, vecchio pallino di Pradè quando il francese giocava nel Mainz e Vangelis Pavlidis. Per quanto riguarda il greco, la concorrenza appare foltissima ed agguerrita. Oltre all'interesse concreto del Benfica di Rui Costa ci sarebbe anche il Bologna di Italiano e Sartori. Il ds del Bologna ha ottimi rapporti con i dirigenti dell'AZ e questo potrebbe favorire la trattativa. Inoltre, la Fiorentina non sembra considerare Pavlidis un obiettivo principale, con il giocatore che potrebbe preferire Bologna visto la possibilità di giocare la Champions League.

Tutti i nomi nuovi del mercato: spunta un attaccante del Marocco

Intanto la Fiorentina fa sul serio con Zaniolo. Torna Jovetic?

Continuano a circolare nomi sul mercato della Fiorentina e le ultime notizie parlano di un ritorno di fiamma per Nicolò Zaniolo, che resta uno dei nomi più caldi del calciomercato italiano in assoluto. La sua avventura all'Aston Villa è terminata, e tornerà al Galatasaray. Su di lui ci sarebbero Atalanta e Fiorentina. Pare che attualmente i viola godano di una posizione di vantaggio sull'ex Roma, con i bergamaschi pronti a replicare ‘’l’operazione Scamacca’’ sperando nello stesso esito. Per quanto riguarda la formula al momento si parla di fatto un'offerta di prestito ai turchi.  A proposito di vecchie fiamme, una suggestione potrebbe essere il ritorno in Serie A per Stevan Jovetic. L'ipotesi non è da escludere. L'ex viola, infatti, potrebbe essere il colpo a sorpresa del Como di Cesc Fabregas. Ma attenzione anche alla Fiorentina. Il montenegrino ha fatto capire che tornerebbe di corsa a Firenze per chiudere in viola la sua carriera. L’idea è più del giocatore che non della società viola che pare orientata su tutt’altri obiettivi. Vero è però che il profilo di Jovetic garantisce esperienza, abilità tecniche, costo del cartellino nullo, ingaggio tutto sommato non così esoso. Occhi aperti dunque perché nel calciomercato non si sa mai.Infine il capitolo centravanti che si arricchisce di una nuova pista, oltre ‘’ai soliti’’ Pavlidis, Retegui, Pinamonti, Lucca e Kean (quest’ultimo con il contratto in scadenza nel 2025 e senza nessun accordo attualmente per il rinnovo). Parliamo di Youssef En-Nesyri. L’attaccante del Siviglia (20 gol in 41 partite tra Liga, Champions League, Coppa del Re e Supercoppa Uefa) è a fine ciclo con il club andaluso e pare che la cessione sia già stata concordata tra le parti: l’operazione può essere messa in piedi con una quindicina di milioni. Sarebbe davvero curioso se il nuovo corso della Fiorentina di Palladino iniziasse da un centravanti marocchino dopo la delusione patita ad Atene per mano di  El Kaabi in finale di Conference League.

Fiorentina a metà tra Retegui e Lucca

Tutti i numeri dei due obiettivi di mercato dei viola

La Fiorentina cerca un centravanti sul mercato, al momento, i due nomi che sembrano emergere dal calderone del mercato sono quelli di Retegui e Lucca. L'obiettivo non è solo prendere un attaccante, possibilmente due, ma alzare anche il livello della rosa in nome di quella parola (ambizione) a più riprese citata nell'ultima conferenza stampa tenuta al Viola Park dal dg Ferrari e dal ds Pradè. In questo momento, tralasciando quella che sembra più essere una suggestione come Mauro Icardi, da una parte c'è il vice centravanti della nazionale, dall'altra il corazziere dell'Udinese. Per Retegui il Genoa spara altissimo sulla valutazione: richiesta base di 30 milioni (trattabili) con i viola fermi a 20 milioni più eventuali bonus. Ma la strategia del Genoa sembra chiara: sparare alto adesso per vedere se qualche ''folle amatore'' ci casca e aspettare poi gli europei, sperando all'exploit di Retegui, per puntare con ancora più decisione alla cifra richiesta (se non ad una superiore). Situazione molto diversa invece per Lucca. L'attaccante dei friulani, che in toscana ha già vestito la maglia del Pisa, ha un costo del cartellino decisamente più contenuto (circa la metà).Chi scegliere tra i due? In questo caso una soluzione potrebbe essere affidarsi ai numeri. Partiamo da ciò che per un centravanti conta di più in assoluto: i gol. Nove reti (sette in A, due in Coppa Italia) in 31 presenze totali col Genoa per Retegui, nove (otto in A, una in Coppa Italia) anche per Lucca, che però ha giocato otto partite in più in bianconero. Per l'ex Boca è giusto aggiungere al computo anche due reti segnate in stagione con la maglia della Nazionale. Altro aspetto da analizzare è quello legato a quanto i due attaccanti abbiano calciato in porta in Serie A quest'anno. Retegui ha una media di tiri a partita pari a 1,8 (0,8 nello specchio), Lucca di 1,4 (0,7 nello specchio). Diverso anche il dato sui gol attesi con il genoano che ha 'overperformato' segnando 7 reti a fronte 5,84 xG e con Lucca che, invece, ha una media quasi aritmetica con otto gol e 7,84 xG.C'è, tuttavia, una statistica che spicca sulle altre, nel confronto tra i due, in maniera clamorosa: è quella relativa alle grandi occasioni da rete fallite. E in questo Retegui si fa decisamente preferire su Lucca con 4 palle gol fallite contro le ben 11 (un paio delle quali clamorosamente mancate anche contro la Fiorentina nella gara di Udine). Questo potrebbe essere un dato da non sottovalutare, in quanto l'italo argentino, statistiche alla mano, sembra essere un attaccante molto piu' preciso rispetto all'ex Ajax, che nella sua avventura ad Udine è riuscito a maturare anche sotto il profilo dell'aiuto alla manovra. Nota a favore di Lucca invece il confronto sui duelli aerei: forte della propria stazza, ha una percentuale di duelli aerei vinti del 44% contro il 37% di Retegui. Chissà se questi numeri saranno al vaglio anche di Palladino e dei dirigenti viola per la scelta del nuovo centravanti. Scelta che, questa volta, non puo' davvero essere sbagliata.

Sfida Sartori - Pradè sul mercato: nel mirino due nomi per il futuro

Centravanti, la Fiorentina ha scelto Retegui. Petkovic assieme a lui?

I destini di Vincenzo Italiano e della Fiorentina sembrano essere destinati ad incrociarsi ancora. Parliamo di calciomercato ovviamente, dato che Italiano è il nuovo allenatore del Bologna (sarà presentato giovedì alle 11) e la Fiorentina ha scelto Raffaele Palladino come nuova guida tecnica per la prima squadra. E, a quanto pare, i due allenatori potrebbero avere gli stessi gusti sul mercato. Pare infatti che Sartori e Pradè abbiano puntato gli stessi obbiettivi: Marco Brescianini e Kristian Thorstvedt in particolare. Per quanto riguarda il primo, il club viola sembra essere molto più avanti rispetto al Bologna e per questo Sartori starebbe virando su altri nomi. nel secondo caso invece la situazione è diametralmente opposta.A proposito di Bologna, vi ricordate di Bruno Petkovic? Ex attaccante appunto di Bologna, Catania e Trapani. Una meteora della Serie A che non ha lasciato il segno, ma  in patria con la Dinamo Zagabria sta facendo molto bene. Il 29enne ha messo insieme nell'ultima stagione 43 presenze condite da ben 18 reti e 9 assist che gli sono valsi la convocazione con la nazionale della Croazia (avversaria dell'Italia nella fase a gironi) per Euro 24. Infatti, secondo le voci croate, la Fiorentina sarebbe pronta a pagare la clausola per arrivare all'attaccante. L'attaccante ha una clausola di 2 milioni fino al 15 giugno. Dopodiché, fino al 15 luglio, la clausola passa a 2,5 milioni di euro. Vedremo se la Fiorentina approfitterà di questa situazione. Restando sempre sul discorso attaccanti, pare che la Fiorentina stia spingendo sempre di più per Mateo Retegui, attaccante italo argentino classe '99 del Genoa e convocato da Spalletti per vestire la maglia azzurra ad Euro 24. Il club viola ha messo nel mirino il giocatore da tempo e l'opposizione del club rossoblù non sembra spaventare la squadra mercato guidata da Daniele Pradè. Parliamo di opposizione perché il Genoa continua a chiedere 30 milioni per cedere l'attaccante (cifra trattabile, bontà loro). La Fiorentina pare che al momento sia ferma a 20 milioni più eventuali bonus. Una distanza tutto meno che incolmabile considerando che il calciomercato è appena iniziato. Ma in tutto questo, Retegui cosa ha in testa? Pare che la volontà del giocatore sia abbastanza chiara: lui ha già scelto Firenze. L'offerta che i viola hanno messo sul tavolo per lui è un contratto di 5 anni a 2,5 milioni più bonus. Molta, tanta roba. Adesso manca solo da trovare l'accordo definitivo con il Genoa ma Retegui e la Fiorentina si sono già scelti per costruire il loro futuro insieme.

Fiorentina, tutto sul centravanti. Ecco i nomi sul taccuino di Pradè

Attesi rinforzi anche sulla trequarti. Attenzioni ai rinnovi di Bonaventura e Castrovilli

Quello del centravanti, della sua scelta, sarà il centro del mercato della Fiorentina. L’arrivo di Raffaele Palladino rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo dell'era Fiorentina ed il direttore sportivo Daniele Pradè ha messo in chiaro quale sia la priorità della dirigenza sul calciomercato: la ricerca e l’acquisto di un attaccante da 20 gol a stagione. Ma stavolta nessuna scommessa, nessun acquisto in prospettiva. L'intenzione sembra sia quella di puntare ad un calciatore che rappresenti una garanzia assoluta in termini di gol.Dalla cessione di Vlahovic in poi i viola non hanno trovato un centravanti che potesse raccoglierne l’eredità. Si sono susseguiti Belotti, Cabral, Jovic, Beltran e Piatek ,ma nessuno di loro ha trovato la via del gol con regolarità. Adesso è giunta l'ora di invertire nettamente questo trend e di scegliere, senza ulteriori passi falsi, una macchina da gol per la Fiorentina di Palladino. Chiaro è che con delle ambizioni così importanti, si è parlato infatti di calciatori che potrebbero restare fuori dalle scelte dei ''top club'', ci sarà bisogno di tempo e pazienza.Pradè ha fatto intendere come la dirigenza dovrà essere abile a pescare anche da altri campionati. Non conta il blasone, o il cognome, non conta la sua popolarità. Stavolta conterà solo il curriculum in termini di gol. Palladino può giocare con un tridente alle spalle del centravanti oppure con due giocatori che siano leggermente dietro al suo punto di riferimento offensivo. Certamente la Fiorentina ha molti calciatori utili allo scopo in rosa, Gonzalez e Beltran su tutti. Anche l’obiettivo di mercato Colpani, in caso di rinnovo anche Bonaventura, chissà se addirittura potremo aggiungere alla lista anche Gaetano Castrovilli.Ma tornando alla questione del centravanti, negli ultimi giorni si susseguono le voci che vorrebbero addirittura Mauro Icardi in viola. Suggestione e poco altro, dato l’ingaggio dell’argentino che resta, al momento, inavvicinabile per la Fiorentina. Più accessibile il profilo di Mateo Retegui, di proprietà del Genoa e attualmente impegnato con la Nazionale azzurra agli Europei. Nove gol tra campionato e Coppa Italia nell’ultima stagione. Ma il Genoa spara alto per una sua eventuale cessione: non meno di 30 milioni la prima richiesta dei rossoblù. Altro nome che potrebbe tornare di moda è quello di Lucca, che in Toscana ha già vestito la maglia del Pisa, mentre restano sullo sfondo i nomi Pinamonti ed Arnautovic (che vorrebbe restare all’Inter).

Tutti i giovani di Palladino: una marea di baby viola per il ritiro al Viola Park

Mercato: Brescianini primo obiettivo per il centrocampo

Sono in tutto diciannove i giocatori, prodotti del settore giovanile della Fiorentina, che nel corso di questa estate faranno ritorno al Viola Park al termine dei rispettivi prestiti tra serie B e serie C per mettersi a disposizione di Palladino durante la fase di preparazione. Ma se già oggi sembra scontato che solo una manciata di loro avrà il privilegio di restare a Firenze, è già possibile individuare alcuni profili che, alla luce della propria esperienza tra i grandi e delle rispettive caratteristiche, potrebbero fare al caso del nuovo allenatore. Sognando di ripercorrere le orme di Kayode lo scorso anno con Vincenzo ItalianoDue i calciatori certi, a meno di clamorose sorprese, di restare in prima squadra a partire da settembre: Bianco e Lucchesi. Il mediano, protagonista a Reggio Emilia nella scorsa stagione, sarà uno dei volti che comporranno il nuovo centrocampo, mentre il centrale (il migliore dei tanti giovani approdati alla Ternana) sarà uno dei ricambi in difesa, sia che Palladino adotti lo schieramento a tre che quello a quattro. Anche se potrebbe entrare in ballottaggio con Comuzzo per un posto nella rosa.Da valutare altri ragazzi reduci da annate brillanti: è il caso, ad esempio, dei tanti giovani viola che erano in prestito alla Ternana in serie B (ternana poi retrocessa in C dopo aver perso il playout contro il Bari). Dalle Mura, Favasuli, Amatucci e Distefano (quest’ultimo autore di 7 gol alla prima avventura tra i professionisti) ma anche di Niccolò Pierozzi, tornato a buoni livelli dopo i tanti infortuni, a Salerno. Scontata invece la partenza verso altri lidi, ancora in prestito, degli altri giovani: Krastev, Munteanu, Ferrarini, Edoardo Pierozzi, Gentile, Fiorini, Agostinelli, Toci, Guidobaldi, Dutu, Egharevba e Prati.Linfa giovane per Palladino che potrebbe arrivare non solo dai prodotti del vivaio viola, ma anche dal mercato. La Fiorentina infatti sta trattando Marco Brescianini, classe 2000 autore di 4 gol e 2 assist in 36 partite di campionato giocate questa stagione con la maglia del Frosinone. Il centrocampista  è un obiettivo concreto.La prima offerta viola sarebbe di otto milioni mentre il Frosinone ne chiede 12. Curiosità: il Milan è decisamente interessato alla trattativa perché detiene il 50% sulla cifra che incasserà il club ciociaro. Quindi, in caso di acquisto di Brescianini da parte della società viola, basandosi sulla forbice sopra citata, i rossoneri potrebbero incassare dai 4 ai 6 milioni di euro. 

Fiorentina: tutti gli scenari del mercato. Dal centravanti ai rinnovi

Dal Monza potrebbero arrivare Carboni, Bondo e Birindelli

Si decide in queste ore il destino di tanti calciatori che hanno fatto parte finora della rosa della Fiorentina. C’è aria di rivoluzione in casa viola e dopo l’ufficialità di Raffaele Palladino come nuovo allenatore, adesso è tempo di pianificare il futuro della Fiorentina. Daniele Pradè e Raffaele Palladino si stanno sentendo continuamente per parlare di mercato e di tutti i nomi per rinforzare la Fiorentina. Valentin Carboni, trequartista classe 2005 che Palladino ha già allenato al Monza, sarà tra i nomi che saranno sul tavolo. Piace anche Andrea Colpani, un centrocampista con caratteristiche offensive e soprattutto uno che porta gol, e che gode della stima assoluta di Palladino. Occhio alla concorrenza però: la Lazio si è mossa con grande anticipo per il classe  ‘99 ma l’addio burrascoso di Tudor delle ultime ore potrebbe aver scombinato le carte in tavola. Del Monza interessa anche Bonda, ma attenzione ad una nuova pista: la Fiorentina avrebbe infatti messo nel mirino Samuele Birindelli, esterno destro che nell'ultima stagione ha totalizzato 35 presenze su 38 giornate di campionato, condite da 2 assist. Per il momento si tratta solo di un'idea che però potrebbe diventare molto più concreta nelle prossime settimane.La priorità, comunque, resta l’attaccante. La sensazione è che serviranno tempo e pazienza e che questa operazione, centrale nel mercato viola, potrebbe concludersi anche negli ultimi giorni di mercato. Tra i primi nomi emersi dal confronto tra i dirigenti e l’allenatore ci sono quelli di Pinamonti, Krstovic e Arnautovic. L’idea è di far tornare al centro del reparto offensivo un interprete di assoluta qualità. D’altronde Pradè è stato chiaro: i giocatori più importanti prima aspettano le chiamate dei top club e soltanto dopo iniziano a vagliare le altre proposte. Se, con un eventuale cambio di modulo, potrebbero trovare spazio e nuova linfa sia Parisi che Barak, questi sono i giorni in cui Palladino dovrà fare alcune valutazioni assieme alla dirigenza su altri calciatori: Bonaventura è in scadenza, così come Castrovilli. Per Duncan, stessa situazione contrattuale e il rinnovo appare una strada in salita. E poi Kouamé: appena esercitata l’opzione per il prolungamento fino al 2025, l’ivoriano potrebbe seguire Italiano nella sua nuova avventura a Bologna. Nel frattempo Arthur, terminato il prestito dalla Juventus, ha salutato i suoi ex compagni ed ha lasciato il Viola Park.

Palladino nuovo allenatore della Fiorentina: ecco come giocherà

La società si getta sul mercato alla ricerca di un centravanti

Finalmente ci siamo. Oggi arriverà la firma, e quindi l’annuncio, di Raffaele Palladino come nuovo allenatore della Fiorentina. Mentre scriviamo l’ormai ex tecnico del Monza si trova al Viola Park per mettere nero su bianco il suo futuro.  Il quartier generale viola sarà la sua nuova casa per due anni, almeno, e da qui partirà la sua nuova avventura professionale.Ma come giocherà la sua nuova Fiorentina? Aspettando di sapere chi saranno i calciatori a sua disposizione dopo l'attesa rivoluzione che porterà questo calciomercato, qualcosa del nuovo tecnico viola lo sappiamo già. Raffaele Palladino ha dimostrato di essere un allenatore poliedrico a Monza, tatticamente parlando. Il primo anno, subentrato in corsa, ha adottato il 3-4-2-1: fu il sistema vincente, grazie alla spinta propulsiva di Carlos Augusto e Ciurria. Quest'anno, a metà della stagione, ha cambiato passando al 4-2-3-1, dopo aver perso il brasiliano, e con Ciurria in netto calo di forma. lo stesso modulo attuato negli ultimi tempi, in origine era il 4-3-3, da Vincenzo Italiano.A prescindere dalla scelta del modulo, serviranno rinforzi in tutti i reparti, e soprattutto in attacco anche se Palladino a Monza non ha mai avuto un vero e proprio centravanti altamente performante. Il nodo del mercato in casa Fiorentina resta sempre quello. Ci risulta, fortunatamente, che Palladino consideri il centravanti un ruolo fondamentale. Per questo la società dovrà tornare sul mercato con decisione e competenza. Belotti molto probabilmente tornerà a Roma, dopo 6 mesi non esaltanti, e dirà addio al viola. Anche Nzola sarà messo sul mercato. Infine c'è Beltran, al quale andrà trovata una posizione in cui valorizzare il suo talento.

La Fiorentina ha scelto Palladino e Quarta ha rinnovato

I primi segnali di rilancio della società dopo le contestazioni dei giorni scorsi

Dopo la sconfitta nella finale di Europa Conference League e la dura contestazione, accompagnata dal comunicato della curva Fiesole, che ha colpito la squadra ieri a Bergamo la Fiorentina reagisce coi fatti pianificando il proprio futuro tecnico con il rinnovo di Martinez Quarta e provando a chiudere la trattativa con Raffaele Palladino come nuovo allenatore dopo il commovente addio di Vincenzo Italiano. Il tecnico campano, che era stato sondato recentemente dalla Lazio, ha le idee chiare e dopo l'incontro di venerdì con la società viola (confermato dallo stesso ds Pradè) ha consentito nel weekend di risolvere i dettagli del suo futuro prossimo. Uno dei principali problemi da superare era legato alla rappresentanza di Beppe Riso, un agente che non è in buoni rapporti col club gigliato. Da chiarire anche le posizioni di alcuni possibili membri dello staff, due nomi in particolare: il vice allenatore dovrebbe rimanere Stefano Citterio, altro nome che rivestirebbe una certa importanza nella Fiorentina di Palladino, anche e soprattutto data la fresca esperienza sul terreno di gioco. Dal punto di vista economico la Fiorentina ha convinto il nuovo tecnico offrendo un contratto biennale (fino al 2026) a 1,7 milioni a stagione. La cifra è leggermente inferiore a quella percepita da Italiano, il cui ultimo stipendio ammontava a 1,9 più bonus. Per Palladino questo rappresenta un cospicuo aumento rispetto al salario che percepiva al Monza (circa 1 milione all'anno). Sempre a proposito della questione staff, un altro nome da tenere in considerazione è quello di Federico Peluso. Classe 1984, ex difensore, tra le altre, di Atalanta, Juventus e Sassuolo, con all'attivo 274 gettoni in Serie A, Peluso è entrato nello staff di Palladino al Monza nell'ottobre del 2022 nella non meglio specificata veste di collaboratore tecnico, dopo aver deciso il ritiro un mese prima. E' stato lui, quando l'allenatore era squalificato, a guidare i brianzoli da bordo campo, facendo in un certo senso le veci delle veci data l'indisponibilità anche di Citterio.E il mercato? circolano già i primi nomi che Palladino avrebbe fatto ai dirigenti viola, trai quali un loro vecchio ''pallino'': Valentin Carboni, attaccante esterno o trequartista argentino del 2005, ha mosso i primi passi in Serie A con il Monza di Palladino nella stagione appena conclusa: adesso è di ritorno all'Inter, che però non sembra intenzionata a trattenerlo per farne una pedina dell'attacco campione d'Italia in carica. Il club viola ha fatto un tentativo anche a gennaio, ma il prezzo era proibitivo: 30 milioni di euro. La stessa cifra che continua ad essere in bella mostra sull'etichetta del giovane calciatore. Chiaramente, se l’Inter vorrà disfarsene, dovrà aprire ad un prestito o quantomeno abbassare le pretese ed ecco che il primo rinforzo viola per la nuova stagione potrebbe essere già stato identificato. 

Fiorentina, anatomia di una sconfitta che fa male. Troppo male.

Si chiude il ciclo di Italiano con tre finali perse in due anni. E in campionato mai oltre il settimo posto

Ci sono molti modi di perdere, ma alla frustrazione dei tifosi viola per la terza finale persa in due anni (la seconda consecutiva in Conference League) si aggiunge la prestazione (non) offerta dalla squadra nella giornata di ieri. Chi era sugli spalti ad Atene, chi si è ritrovato allo stadio Franchi e chi al Viola Park o davanti ai maxischermi sparsi per tutta la città o più semplicemente sul divano di casa, si aspettava una prestazione decisamente differente da parte della squadra di Vincenzo Italiano.Quello che ha fatto più male al tifoso è stato vedere una squadra mentalmente, e forse anche fisicamente, scarica. A tratti non sembrava nemmeno che la Fiorentina stesse giocando una finale. E poi i soliti errori sotto porta dettati da tanta imprecisione, nel caso di Bonaventura, e da qualità tecniche non trascendentali nel caso di Kouamé. E poi, una finale che racconta che il migliore in campo è stato il tuo portiere…In discussione, totalmente futile dato che lascerà a breve la Fiorentina, adesso c’è la filosofia dell’allenatore. Chi lo sostiene dice che quei gol presi in contropiede ed in situazione di palla scoperta sono frutto di una mentalità che, a loro dire, nella maggior parte dei casi ha garantito il successo alla Fiorentina in svariate occasioni. I suoi detrattori sostengono invece che, a prescindere dalla mentalità instillata alla squadra, certe situazioni di gioco siano da gestire meglio e certi gol presi in maniera semplicemente inammissibile.Ma alla fine di questi tre anni di ‘’ciclo Italiano’’, che cosa resta? Restano due settimi posti ed un ottavo posto in campionato, due semifinali perse (Coppa Italia contro l’Atalanta e Supercoppa Italiana contro il Napoli) e tre finali perse (due di Europa Conference League contro West Ham United ed Olympiakos e una di Coppa Italia contro l’Inter. Un po' poco per celebrare questi anni come positivi, certamente non abbastanza per passare alla storia della Fiorentina.

Il futuro è scritto a prescindere da Atene: Palladino e Goretti saranno viola

Rivoluzione della rosa, ecco chi resta e chi parte reparto per reparto

Vincenzo Italiano è sempre più nel mirino del Bologna, che però aspetterà la finale di Atene per muoversi e dare l'assalto definitivo al tecnico che ha già fatto capire che la sua esperienza a Firenze termina qui. Per sostituirlo invece salgono le quotazioni di Raffaele Palladino, anche lui ha dato l'addio al Monza, mentre l'opzione Aquilani resta in secondo piano anche perché il Sassuolo sarebbe fortemente interessato all'ex tecnico della Primavera della Fiorentina. Sul fronte relativo a nuovi ingressi di figure dirigenziali nel comparto sportivo il nome caldissimo è quello di Roberto Goretti, che sostituirà Nicolas Burdisso nel ruolo di direttore tecnico. Contratto di un anno per lui. Un arrivo necessario, visto che in estate saranno numerosi i cambiamenti che la rosa dovrà subire.Una rivoluzione tecnica che attende i viola dopo la finale di Atene. L'attacco soprattutto ha steccato e non basterà un buon finale di stagione a Nzola per la conferma in viola, così come per Belotti sul quale nelle ultime settimane si sono accumulati dubbi. Anche per Ikonè sembra essere la fine dell'avventura in viola, per lui si valuteranno eventuali offerte che potrebbero arrivare dalla Francia o comunque dall'estero.. Gli unici che potrebbero rimanere sono Sottil e Kouamè. Su Nico Gonzalez ci sono diversi club di Premier League. A centrocampo invece Duncan partirà, così come Amrabat in caso di ritorno che non sembra essere nelle idee tecniche del nuovo allenatore. Discorso diverso per Bonaventura e Castrovilli, con i quali si sta parlando di rinnovo, anche se non è semplice in nessuno dei due casi. Il brasiliano Arthur non sarà riscattato dalla Juventus. In difesa Martinez Quarta sembra destinato a partire, ci sono diverse squadre spagnole su di lui oltre al Napoli.Il lavoro dunque non manca, ma la priorità resta quella di chiudere la questione allenatore. Addirittura giovedì o venerdì ci potrebbe essere l'incontro tra la Fiorentina e Raffaele Palladino per discutere di un eventuale arrivo del tecnico campano sulla panchina viola. La scelta fatta dalla società gigliata di puntare tutto sull'attuale allenatore del Monza, in scadenza di contratto con i biancorossi ed in cerca di una nuova avventura prestigiosa, sarebbe ormai definitiva. Il profilo di Alberto Aquilani, resta, invece, sullo sfondo come alternativa. Rocco Commisso ha fretta di iniziare il nuovo sodalizio tecnico per poi programmare la prossima stagione.

Sale la febbre per la finale di Atene: esodo dei tifosi viola e appuntamenti in città

Milano Finanza incorona la società del presidente Commisso

Sale la febbre in vista della finale di Europa Conference League che vedrà la Fiorentina di mister Vincenzo Italiano protagonista ad Atene contro l'Olympiacos il 29 maggio prossimo.Sono circa 9.500 infatti i fiorentini sono pronti a mettersi in marcia verso la Grecia da lunedì. Chi ha scelto viaggi lunghi (voli con scali plurimi pur di risparmiare al massimo), compresi quelli in traghetto. La maggior parte dei tifosi che sono riusciti ad acquistare un biglietto per Atene partirà martedì o al massimo nelle prime ore di mercoledì.Ma è in città che saranno in tantissimi, appesi alla tv o ai maxischermi, che saranno allestiti allo stadio Franchi ed al Viola Park. Queste iniziative promosse dalla Fiorentina e dal Comune di Firenze sono state accolte con grandissimo entusiasmo, il che certifica la voglia del popolo viola (come ama chiamarlo il Presidente Commisso) di vivere questo momento storico tutti assieme.Partiamo dal Franchi dove si ritroveranno oltre 28.000 cuori viola per condividere la propria passione e spingere con il loro amore, da Firenze fino ad Atene, la squadra verso il trofeo continentale sfuggito per un soffio lo scorso anno a Praga. Esaurito invece in un paio di giorni il Viola Park, dove saranno circa 2mila i sostenitori gigliati pronti a seguire l'ultimo atto della Europa Conference League contro l'Olympiakos.Ma a prescindere da come finirà mercoledì sera, i tifosi viola hanno già qualcosa per cui festeggiare: Milano Finanza ha pubblicato i dati dei bilanci di tutte le squadre del nostro campionato e ad aggiudicarsi lo scudetto dei conti è la Fiorentina. La società di Rocco Commisso ha generato 148 milioni di ricavi e solo 78 milioni di debiti. Seguono Empoli e Milan, Atalanta e poi il Napoli. In fondo alla classifica troviamo Juve, Inter e Roma.

Fiorentina, il futuro è adesso

Tra allenatore, direttore sportivo ed il mercato tutti gli scenari che passano da Atene

La finale di Conference League del prossimo 29 maggio in programma ad Atene rappresenta la massima priorità del momento, e anche se la società sta già cominciando a pensare alla prossima stagione ogni decisione sul domani resta in stand-by. Ovviamente tutte le prospettive cambierebbero in caso di vittoria in finale, dato che una cosa sarebbe preparare una squadra per affrontare campionato e Conference League e ben altra cosa sarebbe invece allestire un gruppo in grado di sostenere il doppio impegno Serie A - Europa League (competizione europea nella quale il livello tecnico si alza vertiginosamente rispetto alla Conference). Come sarà dunque il prossimo mercato estivo? A dir poco impegnativo per via delle tante partenze. Inoltre andrà deciso chi siederà in panchina al posto di Vincenzo Italiano e chi coadiuverà il lavoro del d.s. Pradè. Tutti argomenti in agenda. Ma è sulla questione dirigenziale che sembrano essersi concentrate le attenzioni della Fiorentina, dato che i contatti con i candidati proseguono ininterrotti. La priorità, fuori dal campo s'intende, è dunque trovare chi succederà al direttore tecnico Burdisso che ha già comunicato il termine della propria collaborazione. La scelta è caduta su Roberto Goretti. Nella corsa a un posto in società l’attuale d.s. della Reggiana ha infatti superato Eduardo Macia, oggi Chief Football Officer dello Spezia ma già alla Fiorentina dal 2011 al 2015. La Fiorentina ha pronto un contratto biennale per Goretti, che affiancherà Pradè un sostegno per guidare la ricostruzione della rosa.Più incerto resta il fronte della guida tecnica. Mentre per Italiano — il cui futuro lontano da Firenze, salvo clamorosi colpi di scena, sembra ormai scritto — sono in piedi varie piste, dal Napoli di De Laurentiis al Bologna e al Torino, i viola continuano a monitorare almeno due profili: Raffaele Palladino e Alberto Aquilani. Il primo, destinato a incontrarsi presto con Galliani a Monza, di recente ha ribadito l’intenzione di misurarsi con una piazza dalle maggiori ambizioni e in virtù dei risultati raccolti in Brianza. Rispetto ad Aquilani, Palladino può vantare maggiore esperienza in Serie A. Aquilani inoltre è reduce da un’annata in chiaroscuro con il Pisa in serie B. Questioni da sciogliere prima di dedicarsi al mercato nel quale la Fiorentina si troverà ad affrontare una ricostruzione totale della rosa: Nico Gonzalez sarà uno dei più ricercati. L’argentino è la punta di un iceberg che riguarda molti altri calciatori, come Martinez Quarta che piace al Napoli, mentre Arthur è destinato a rientrare alla Juventus. Altro nodo da sciogliere è quello del rinnovo di Bonaventura. Qualsiasi valutazione però passa in secondo piano rispetto all’appuntamento del 29 maggio ad Atene. Una finale europea che può regalare a Commisso il suo primo trofeo e destinata a indirizzare anche il futuro e le ambizioni del club.

Fiorentina contro il Cagliari per “blindare’’ l’ottavo posto

Attenzione al Torino. Tutti i possibili incroci per centrare l’Europa dal campionato (sperando che non serva)

Come è normale che sia l’attenzione dei tifosi viola è tutta rivolta alla finale di Europa Conference League ad Atene del 29 maggio. Tuttavia il campionato richiede ancora le forze necessarie per provare a centrare la Conference League, della quale la Fiorentina si dimostrerebbe vera appassionata partecipante qualora frequentasse la competizione per il terzo anno consecutivo, e lasciarsi così un piano ‘’B’’ per l’Europa del calcio.Archiviata la questione Napoli con il pareggio nell’ultima gara casalinga al Franchi (ai viola basta un punto in due partite grazie al vantaggio negli scontri diretti a favore contro gli azzurri), adesso la principale preoccupazione si chiama Torino. I granata hanno battuto ‘’a sorpresa’’  il Milan di Pioli e adesso resta loro lo scontro con l’Atalanta che, in caso di vittoria, li isserebbe a quota 56 in classifica. Anche in questo caso gli scontri diretti sono a favore della squadra di Vincenzo Italiano che per sistemare definitivamente  la situazione in campionato ha due strade: la prima, la più semplice, è quella di battere il Cagliari, già salvo e senza obiettivi nella gara di giovedì sera e chiudere subito la questione. L’alternativa, in caso di pareggio con i sardi, è sperare che il Torino non vinca. Ma, se la squadra di Juric dovesse battere anche l’Atalanta, a quel punto i viola sarebbero costretti a cercare almeno un altro punto da racimolare in classifica nel recupero del 2 giugno proprio contro la Dea di Gasperini.Ovviamente la speranza è che ad Atene sarà la Fiorentina, e non l’Olympiacos, ad alzare al cielo la coppa rendendo così tutti questi calcoli ed intrecci superflui. Resta, tuttavia, l’incognita di come Vincenzo Italiano vorrà gestire il turnover nella gara contro il Cagliari che, come abbiamo detto, potrebbe essere decisiva per ‘’blindare’’ l’ottavo posto in classifica ed un’altra partecipazione alla prossima Europa Conference League. La sensazione è che visto l’anticipo al giovedì concesso dalla Lega di Serie A, ed avendo quindi un giorno o due in più del previsto per preparare la finale, il tecnico viola potrebbe presentare una squadra senza troppe ‘’seconde linee’’ in campo. 

Ieri l'addio dei tifosi alla “loro” Fiesole

Ecco come sarà la nuova curva e tutti gli step previsti dei lavori di restyling

Quella di ieri sera contro il Napoli è stata una serata di saluti, ma quello più commovente e sentito i tifosi lo hanno dedicato allo ‘’loro’’ Curva Fiesole che, a causa degli interventi legati al restyling, chiuderà nella prossima stagione si ripresenterà nel 2026 con un look totalmente diverso. Ancora quindici giorni e la curva Fiesole non sarà più ciò che è stato finora ed il maxi cantiere che la coprirà, almeno fino a settembre del 2026, è un tema che preoccupa ed appassiona. Se tutto andrà bene, dopo due anni il velo cadrà per liberare 10mila posti che si collocheranno sotto la nuova copertura. Sono queste le tappe che aspettano la curva viola, dopo la sua ultima notte vissuta ieri nella gara casalinga contro il Napoli.Come detto, i lavori veri e propri cominceranno, da calendario, nella prima settimana di giugno, al termine cioè dell’intervento di risanamento delle strutture in cemento armato della curva Ferrovia. Si tratta ancora delle fasi preliminari al restyling che però, con il via libera delle ditte alla Fiesole, entreranno finalmente nel vivo. Il maxi progetto affidato nella realizzazione al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Cobar e Sac , prevede che la prima fila della storica casa del tifo viola si trovi all’altezza di circa un metro rispetto al campo, con barriere innalzabili oltre i due metri per motivi di sicurezza.Come noto i lavori dovranno procedere a tappe forzate entro il 2026 per rispettare le scadenze, salvo future deroghe, legate ai fondi del Pnrr. L’obiettivo è per settembre 2026 di completare anche il restauro delle parti storiche del Franchi, il risanamento di tutte le strutture in cemento armato, della pensilina e della torre di Maratona. Nel frattempo lo stadio andrà avanti con un capienza ridotta di 22mila posti così come stabilito dalla nuova convenzione fra Palazzo Vecchio e la Fiorentina. La società pagherà 600mila anziché i 650mila pattuiti per far fronte ai ‘’minori introiti" previsti.

Eduardo Macia è ad un passo dal ritorno alla Fiorentina

Sostituirà il partente Burdisso. Adesso c'è Aquilani in pole per la panchina?

A volte ritornano, e quando lo fanno, non sempre finisce bene. Eppure stavolta potrebbe essere molto diverso. Stiamo parlando di un possibile ritorno alla Fiorentina in qualità di direttore tecnico di Eduardo Macia. Il dirigente spagnolo, che ha lavorato a Firenze dal 2011 al 2015 prima al fianco di Corvino e poi con Pradè, potrebbe tornare a fare coppia con l'attuale direttore sportivo viola. Macia, ideatore e costruttore assieme all'attuale direttore sportivo viola di una delle squadre più belle e divertenti viste a Firenze negli ultimi 20 anni, potrebbe infatti accasarsi presto al Viola Park. Bisognerà infatti colmare il vuoto a livello di organigramma che Nicolas Burdisso lascerà salutando a fine stagione. Sono stati molti i profili dirigenziali sondati da Pradè e Ferrari nelle ultime settimane e tra questi, oltre a quello del dirigente spagnolo, c'era anche quello di Roberto Goretti. Il direttore sportivo della Reggiana avrebbe detto ''no'' ai viola dopo aver esaminato con attenzione la proposta ricevuta. Ecco dunque il motivo per cui è arrivata questa decisiva accelerazione nella trattativa con Eduardo Macia che sarebbe ad un passo dal suo ritorno a Firenze.Umanamente persona rara nel calcio, dotato di grande sensibilità e di un'intelligenza calcistica, e non solo, fuori dal comune. Macia parla molte lingue ed ha contatti nel calcio a livello mondiale con piccoli e grandi club. Lavora in questo settore da decenni ed ha una sua personale rete di scouting, cosa che alla Fiorentina servirebbe eccome. Il suo curriculum poi, parla per lui: Liverpool, Olympiacos (ironia del destino), Betis Siviglia, Leicester, Bordeaux ed infine Spezia. L'esperienza internazionale non gli manca, ma la grande sfida per Eduardo Macia, e forse anche per Daniele Pradè, sarà tornare ad attestarsi sui livelli della loro prima comune esperienza nella Fiorentina, poiché nessuno dei due professionalmente ha (quasi) più toccato quei livelli. La prima sfida sarà quella della scelta dell'allenatore che i due dovranno fare e completare assieme. Ed ecco che, questo ritrovato binomio dirigenziale, potrebbe ulteriormente spingere il nome di Alberto Aquilani verso Firenze. L'ex giocatore oggi allenatore, cresciuto nella Fiorentina in questa seconda parte della sua carriera, è legatissimo ad entrambi e forse questo potrebbe far risalire improvvisamente ma vertiginosamente le sue quotazioni tanto da scavalcare il chiacchieratissimo, nelle ultime ore, Raffaele Palladino.

Con la vittoria in Conference il ciclo di Italiano sarà migliore di quelli di Prandelli e Montella

Vincere conta più dell’estetica e dei piazzamenti in classifica

‘’Unpopular opinion’’, ossia un’opinione impopolare. Qualcosa che si lancia sul web e sui social per alimentare una discussione che scaturisce di fronte a qualcosa che esce dal comune sentire e pensare. Ad esempio: ‘’la cioccolata non mi piace’’. Ed ecco la mia opinione impopolare: se Vincenzo Italiano dovesse trionfare con la sua squadra ad Atene alzando al cielo la Conference League il ciclo della sua Fiorentina diventerebbe migliore di quelli delle squadre guidate prima da Cesare Prandelli e da Vincenzo Montella poi. Il perché è semplice. Vincere conta più di tutto. Più dell’estetica, più della filosofia e più del piazzamento in classifica. Le squadre a disposizione di Prandelli e Montella erano nettamente più forti di quelle messe a disposizione di Italiano ed il campionato di Serie A era anche nettamente migliore dal punto di vista del tasso tecnico. Tuttavia, che si parli campo europeo o nazionale, nessuno dei due precedenti allenatori viola è mai riuscito a raggiungere un numero di semifinali e finali pari a quelle giocate dalle squadre di Italiano. E, se come tutti ci auguriamo, ad Atene il 29 maggio contro l’Olympiakos Biraghi e compagni alzeranno al cielo quella coppa sfuggita l’anno scorso a Praga contro il West Ham United, allora il sigillo a questo ragionamento sarà posto da un dato di fatto: vincendo la Europa Conference League questa Fiorentina metterà fine al periodo più lungo della sua storia (23 anni) senza un trofeo.

La Fiorentina cade a Verona, addio Europa dal campionato?

Tanti errori e qualche svista arbitrale condannano la squadra di Italiano. Infortunio per Bonaventura

Finisce 2-1 tra Verona e Fiorentina ed è un risultato che avvicina i gialloblù alla salvezza e rallenta la corsa all’ottavo posto dei viola (che hanno sempre il recupero di Bergamo con l’Atalanta da mettere nel conto). In attesa della gara tra Udinese e Napoli di stasera che potrebbe ulteriormente complicare la situazione in campionato per i viola. Una partita strana, fatta di tanti errori individuali ed anche di sviste arbitrali non da poco.Hanno contato i singoli episodi che il Verona ha saputo girare a proprio favore con il merito che gli va riconosciuto, come ad esempio la decisione del Var di non intervenire sul fallo di mano di Lazovic nell’azione del nuovo vantaggio Hellas e, infine, una ripresa disputata senza la lucidità necessaria per costruire azioni e occasioni da parte degli uomini di Italiano.Non sono mancati gli errori madornali dei singoli, in particolare quelli in fase difensiva imbastiti da Milenkovic (autore finora della peggior stagione da quando veste la maglia della Fiorentina) e dalla premiata ditta Ranieri - Christensen. Ciliegina sulla torta, si fa per dire, l'infortunio di Bonaventura. Jack è entrato nella ripresa ed ha accusato un fastidio muscolare che potrebbe mettere a repentaglio la sua presenza nella gara di semifinale di ritorno di Europa Conference League di mercoledì prossimo contro il Club Brugge. Gara quest'ultima che rappresenta a questo punto lo snodo fondamentale della stagione viola. Altrimenti senza una coppa da alzare al cielo e senza un piazzamento europeo in campionato (che tristezza la rincorsa all'ottavo posto...) la stagione rischia di essere bollata dai fatti come fallimentare. 

Fiorentina, finalmente gli attaccanti segnano

Belotti e Nzola (in extremis) regalano la vittoria ai viola contro il Brugge. Ma al ritorno sarà dura

Ennesima partita al cardiopalma della Fiorentina quella di ieri sera contro il Club Brugge, a riprova che con questa squadra non si può mai stare tranquilli. Nel bene e nel male. Viola subito in gol dopo 5’ con Sottil: gran movimento da sinistra e tiro a giro imparabile. Sembrano esserci tutte le premesse per una serata tranquilla ed esaltante per tutto lo stadio Franchi e per il presente Presidente Commisso, ma Nico purtroppo è impreciso nell'occasione che la Fiorentina ha subito dopo per raddoppiare. Ed ecco che dietro si apre la solita crepa centrale in cui s’infila Thiago, centravanti del Brugge. Tiro respinto e, sulla ripresa, mano di Biraghi in area. Rigore concesso dalla Var e pareggio del capitano Vanaken. La Fiorentina non si arrende e assedia gli avversari fino a che, al 37', Belotti trova la girata vincente e col sinistro fa 2-1. Nel secondo tempo follia di Onyedika: due falli in pochi minuti ed il Club Brugge resta in 10 uomini, con l'allenatore belga costretto a disegnare un 4-3-2 coraggioso a trazione Thiago. E qui accade l'inspiegabile. La Fiorentina esce dalla partita nonostante la superiorità numerica ed il Brugge pareggia. Solito contropiede folle preso per vie centrali. Ranieri non regge il confronto fisico in velocità con Thiago che fa 2-2 incrociando sul secondo palo.   Una partita folle che incarna la bellezza del calcio, a dimostrazione che questo sport sa raccontare storie incredibili. Come quella che sarebbe stata scritta da lì a pochi minuti. All'88esimo esce Belotti ed entra Nzola. L’uomo voluto da Italiano. Il Criticatissimo. L’attaccante che non segna mai. Dopo un periodo di problemi personali, di panchine e non-convocazioni, di situazioni lontane, di un Plzen non vissuto, M’Bala Nzola è riapparso, riemerso, come dal nulla. M’Bala Nzola è la risposta alla domanda di una Fiorentina che ancora una volta ha concesso molto e faticato tanto a trovare il gol in proporzione alla produzione offensiva. Gli servono solo tre minuti. Un palo e poi il gol che regala alla Fiorentina la definitiva vittoria per 3-2 nella semifinale di andata di Europa Conference League contro il Club Brugge. Dopo una serata infernale per chi era sugli spalti, vessato tanto dalla pioggia quanto dai difetti atavici della Fiorentina, arriva il momento di gioire senza freni. Nel post partita, analizzando la gara, Mister Vincenzo Italiano sembra diviso a metà: da una parte la gioia per la vittoria ed il risultato finale, dall'altra il rammarico per le reti subite, al solito, in maniera ingenua e tatticamente grottesca. Nei suoi occhi la consapevolezza che mercoledì prossimo in Belgio sarà durissima, nonostante la vittoria. Nei suoi occhi anche la speranza che quel solo gol di vantaggio nella gara casalinga di andata di una semifinale possa bastare a portare la sua squadra ad Atene per l'ultimo atto, a differenza di quanto accaduto qualche settimana fa con l'Atalanta in Coppa Italia.

La Fiorentina recupera i suoi quattro ''Big'' per la gara di domani contro l'Atalanta

Le condizioni di Bonaventura, Belotti, Beltran e Nico Gonzalez

La Fiorentina è reduce in campionato dalla vittoria contro la Salernitana arrivata senza che molti dei calciatori migliori a disposizione di mister Vincenzo Italiano fossero convocati. Nello specifico parliamo di Belotti, Beltran, Bonaventura e Nico Gonzalez. La loro assenza nel match contro i campani non era dovuta solo alla volontà di risparmiarli in vista della gara di domani a Bergamo, nella quale la Fiorentina si gioca l'accesso ad una delle due finale di coppa (in questo caso Coppa Italia) che potrebbero darle l'accesso ad un'Europa di più alto rango nel corso della prossima stagione sportiva. I quattro ''big'' della Fiorentina che non sono andati a Salerno sono tutti da valutare dal punto di vista fisico e, persino la rifinitura di questa mattina, non pare aver sciolto gli ultimi dubbi nella mente del tecnico viola. Eppure, al di là di una condizione fisica che non può essere forzata viste le tante gare importanti ancora da disputare in stagione (non ultimo il doppio confronto in semifinale di Europa Conference League contro il Club Brugge), Italiano e la Fiorentina puntano anche sulla volontà di questi calciatori di essere protagonisti e dare una mano alla squadra in un momento decisivo della stagione.La prima buona notizia è che tutti sono stati convocati per la gara contro l'Atalanta, a parte N'Zola che resta ancora out per ''motivi personali'' e benché il calciatore angolano si stia regolarmente allenando col resto dei compagni. Ma veniamo alle condizioni fisiche precarie degli altri. La situazione che desta maggiore preoccupazione, e non solo per il futuro prossimo, è quella di Bonaventura: Jack non è al top da qualche settimana e i suoi minuti in campo (tanto più da titolare) sono da centellinare e quindi da mettere in conto nelle occasioni più importanti. Salvo sorprese domani ci sarà ma quasi certamente non scenderà in campo dal primo minuto. Poi si fermerà per riposare nella gara di domenica col Sassuolo per tornare, qui sì da titolare, per la semifinale di Conference. Questa sembra essere la strategia per la sua gestione nell'immediato futuro. Poi si vedrà.Passiamo all'attacco e parliamo di Belotti: la fasciatura alla gamba, all'altezza del quadricipite, evidenziata nella sua ultima apparizione contro il Viktoria Plzen nei quarti di finale di ritorno di Conference League è la conferma che l’attaccante ha finora disputato troppe partite consumando moltissime energie. ''Il gallo'' è stremato a livello fisico e al momento non è in grado di sostenere i 90 minuti in gare così importanti e specie se così ravvicinate. Anche per lui l’esclusione dalla trasferta di domenica ha avuto valore precauzionale per evitargli ulteriore stress fisico, per giunta in una partita certamente meno importante di quella che lo attende domani. Quelle di Bonaventura e Belotti, insomma, sono le due situazioni più delicate e da valutare con maggiore attenzione.Infine Beltran e Nico Gonzalez: Beltran ha avuto problemi ad una caviglia, ma tra tutti sembra essere quello che sta meglio, benché le alternative per sostituirlo nel suo ruolo di centrale nel tridente alle spalle della punta ci siano: Barak in primis. Anche Nico Gonzalez non c’era a Salerno. Per lui si tratta di un affaticamento e non di guai fisici peggiori, ma vista la fragilità dei muscoli dell'argentino è meglio essere cauti. Con l’Atalanta, la sua esclusione sarebbe una sorpresa, quindi stringerà i denti e ci sarà. Ma probabilmente non avrà i 90 minuti nelle gambe.

Fiorentina, Dottor Jekyll o Mister Hyde?

Da un 2023 spaziale ad un 2024 con sole 4 vittorie in 19 gare. L'involuzione di una squadra bipolare

Le due facce della Fiorentina in questo 2024 le abbiamo viste alternarsi ben poco in realtà. I viola sono stati spesso infatti una squadra spenta, senza idee, incapace di esprimere gioco e segnare e, quindi, di vincere. Paradossalmente però, quando per pochi sprazzi la seconda personalità della squadra di Vincenzo Italiano è tornata a galla, si è vista una fiorentina trascinante e trascendentale: una marea viola capace di sommergere e spazzare via i propri avversari. Ma quattro sole volte in quattro mesi e mezzo davvero è troppo poco. La Fiorentina infatti è riuscita a vincere solamente 4 gare delle 19 disputate in tutte le competizioni: al Franchi sono andate ko Frosinone, Lazio e Atalanta in Coppa Italia, mentre a Budapest la Fiorentina ha sconfitto allo scadere il Maccabi Haifa. Il conto delle vittorie si esaurisce qui, con poi 8 pareggi e 7 sconfitte. Vorremmo una squadra che sia più spesso il dottor Jekyll, presente a se stessa e capace di fare cose meravigliose grazie al talento dei suoi migliori calciatori ed alle puntuali decisioni dell'allenatore. Ma ci ritroviamo più spesso una Fiorentina in versione Mister Hyde, maggiormente propensa a commettere atti (calcisticamente) impuri e deprecabili e tanto schizofrenica quanto imprevedibile. Come si spiega la doppia personalità di questa squadra? Se nel racconto di Stevenson è una potente droga ideata dal dottor Jekyll stesso a dare vita alla personalità malvagia e latente di mister Hyde, nel caso della Fiorentina invece è difficile dire quale sia il fattore che ha scatenato questa involuzione di una squadra che aveva vissuto un anno solare 2023 ricco di vittorie e con una media punti altissima.Come è possibile che la squadra vista in Coppa Italia contro l'Atalanta, in campionato contro Roma e Lazio (solo per citare le gare più recenti) sia la stessa che ha perso con la Juventus e pareggiato a reti inviolate con il Viktoria Plzen? Questo è ciò che tutti si chiedono. Oltre a domandarsi, legittimamente, quali ambizioni di vittoria in Coppa Italia o Conference League possa avere una squadra con un tale rendimento. La risposta potrà darla solo il campo, nel frattempo però forse è giusto ribaltare, al netto dei numeri di questo 2024, la domanda che ci siamo posti poco prima. Ossia: com'è possibile che la squadra vista contro Juventus e Viktoria Plzen sia la stessa che è stata in grado di giocare grandi partite contro Atalanta, Lazio e Roma?  Probabilmente dovremmo iniziare a considerare le grandi partite giocate dalla Fiorentina di recente non come qualcosa di normale, bensì come eventi straordinari incastonati in una realtà fatta di grande grigiore e mestizia (8 pareggi e 7 sconfitte appunto) e ribaltare dunque la prospettiva e abbassare le aspettative su una squadra che, ultimamente, si sta esprimendo a livelli davvero bassi.Alcune cause di questa situazione sono ben note, come lo scarso stato di forma di alcuni dei migliori giocatori a disposizione di mister Vincenzo Italiano e, non ultima, la continua e persistente (nonostante l'arrivo del ‘’gallo’’ Belotti a gennaio) incapacità di questa squadra di andare in rete con costanza ed abbondanza. In fondo non è chiaro se sul campo faccia più comodo essere dottor Jekyll o Mister Hyde. Entrambe le personalità hanno lati ''positivi'' che potrebbero avere risvolti interessanti se applicati sugli avversari, ma ciò che conta in questo finale di stagione (nel quale la Fiorentina ha ancora la possibilità di alzare ben due trofei, è giusto ricordarlo) è che questa squadra, questo gruppo, scelgano chi e cosa vogliono essere e, pregi e difetti, vadano fino in fondo per spezzare questa lunga astinenza di vittorie che alberga ormai da un più di un ventennio nel cuore di chi ama il colore viola.        

La rivincita della Fiorentina inizia oggi a Plzen

Italiano e i suoi sognano di vendicare l’amara finale di Praga dello scorso anno

La rivincita della Fiorentina inizia oggi a Plzen. Una rincorsa al sogno Conference League che, fa effetto pensarlo, inizierà a pochi chilometri da dove l’anno scorso perse quella strana finale col West Ham. Sì, strana perché la Fiorentina sembrava avere tutte le carte in regola per giocarsi la partita alla pari. Invece una distrazione collettiva sul rinvio del portiere negò ai viola almeno i tempi supplementari che sarebbero stati più che meritati. E invece no: uno dei quei passaggi a vuoto clamorosi della fase difensiva spezzò il sogno europeo di Biraghi e compagni. Un déjà vu, visto quante volte in passato la cosa era accaduta. Ed ahinoi continua ad accadere. Tuttavia se  al termine della sfortunata stagione con due finali perse  Vincenzo Italiano è rimasto per un altro anno sulla panchina della Fiorentina, anziché accasarsi al Napoli orfano di Spalletti e Campione d’Italia o chissà dove, lo deve anche a quella sconfitta di Praga. Pochi giorni dopo Vincenzo Italiano ebbe un colloquio col presidente Commisso e con la dirigenza. Un confronto franco, autentico, che chiuse in partenza ogni possibile ipotesi su un suo ipotetico addio. Al di là delle garanzie tecniche e della costruzione della nuova squadra alla base di quel confronto ci fu soprattutto la voglia di riscatto, la voglia di provarci ancora. Perché la Conference League era nella testa di tutti, soprattutto dell’allenatore, un trofeo alla portata della Fiorentina e l’esclusione dalle coppe europee della Juventus aveva aperto la strada per un’imperdibile seconda occasione. Stavolta però da non sbagliare.Vincenzo Italiano è  rimasto per chiudere il cerchio con la vittoria di un trofeo che a Firenze manca da 23 anni e che potrebbe, come immediata conseguenza, far alzare l’asticella alla Fiorentina con l’approdo alla prossima Europa League. Tra Coppa Italia e Conference, Italiano e i suoi si giocano la stagione. La finale europea chiuderebbe idealmente ( e non solo) il ciclo del tecnico, che vuole farlo alzando al cielo un trofeo.

Col Viktoria e per la Conference serve il miglior Nico

Mister Italiano punta tutto sul carattere e sul talento del suo numero 10

La Fiorentina deve ripartire dopo la sconfitta di Torino contro la Juventus e  mister Vincenzo Italiano ai suoi giocatori chiede di riprendere nel segno di quel secondo tempo che tanto gli è piaciuto e di buttarsi, anima e cuore, sulla Conference League. Questo perché alzare un trofeo sarebbe una soddisfazione per il gruppo, per la città, ma soprattutto per il presidente Rocco Commisso, che sta vivendo un momento difficile certamente legato anche al grande dolore per la prematura scomparsa del direttore generale Joe Barone. Il quale era molto legato anche al gruppo squadra.  Italiano adesso dovrà scegliere gli uomini migliori da mettere in campo. E non è soltanto una questione di talento, ma anche (e soprattutto) di condizione. Nico Gonzalez che è fuori forma, ma è il calciatore più forte a sua disposizione e quello in grado di fare la differenza., cosa che ha già ampiamente dimostrato anche nella Conference.  Grazie infatti alla doppietta nel ritorno dei playoff contro il Rapid Vienna, l’argentino ha trascinato la Fiorentina alla fase a gironi, ribaltando la sconfitta dell’andata, e con il Genk, su calcio di rigore, ha regalato tre punti decisivi per raggiungere gli ottavi. Senza Nico probabilmente la Fiorentina avrebbe avuto un cammino nettamente più complicato. Tuttavia è giusto interrogarsi sul suo utilizzo e sul suo attuale stato di forma da che, dopo l’infortunio a Budapest con il Ferencvaros del 14 dicembre, è irriconoscibile.Tutti ricordiamo però quando, nella passata stagione, in un periodo di simile difficoltà, alla vigilia della partita contro il Lech Poznan, Nico prese la parola in conferenza stampa e disse: ‘’Domani ci penso io’’. E tutti ricordiamo il gol e che partita giocò il numero 10 della Fiorentina. Al di là della presa di posizione e dell’esporsi pubblicamente, adesso Vincenzo Italiano ha bisogno della versione migliore di Nico Gonzalez. A Torino contro la Juventus lo ha fermato il palo, e prima ancora in Coppa Italia contro l’Atalanta uno straordinario Carnesecchi.  Adesso è il momento di mettere bene nel mirino la porta del Viktoria. Fondamentale sarà la rifinitura di oggi: se starà bene e se darà garanzie sarà in campo anche domani dall’inizio, per cercare di trascinare la Fiorentina verso un trofeo che in bacheca manca ormai da troppi anni. 

Domani c'è la Coppa Italia, la Fiorentina si gioca (in parte) la stagione

Le scelte di Italiano e gasperini in vista del match di domani

Mercoledì al Franchi la Fiorentina si gioca un pezzo della sua stagione nella semifinale di andata di Coppa Italia contro l'Atalanta di Gian Piero Gasperini. Due squadre che arrivano alla gara con differenti stati di forma. La Fiorentina non è ancora riuscita a cambiare il trend negativo di questo 2024, l'Atalanta invece procede a gonfie vele verso un piazzamento Champions. Ma come deciderà di affrontarla Mister Vincenzo Italiano? A chi deciderà di affidarsi dopo la disastrosa prova contro il Milan di alcuni tra i migliori giocatori in rosa (vedi Milenkivic e Biraghi)? In difesa la coppia di centrali dovrebbe essere formata da Luca Ranieri e proprio da Milenkovic, mentre sulle fasce Kayode prenderà il posto del brasiliano Dodò, apparso ancora visibilmente fuori forma) e capitan Biraghi. Jack Bonaventura dovrebbe tonare titolare nei due di centrocampo insieme ad Arthur che non era meglio contro il Milan. In attacco i tre dietro al ''gallo'' Belotti saranno con tutta probabilità Nico Gonzalez, Sottil ed ovviamente l'imprescindibile Beltran.I nerazzurri di Gasperini arriveranno a Firenze forti della vittoria per 0-3 di Napoli e con l'ultima sconfitta risalente al 3 marzo contro il Bologna. Gasperini non sarà della partita perché squalificato, con buona pace dei tifosi viola che come sempre gli avrebbero riservato un'accoglienza ''calorosa''. Vedrà la gara del Franchi dalla tribuna. Assente Charles De Ketelaere, così come Scalvini, mentre Zappacosta è recuperato. Dovrebbero rivedersi dal 1' in campo Lookman e Koopmeiners, partiti dalla panchina a Napoli. 

“Toni” è tornato ed è in grande forma. Titolare sabato col Milan?

Italiano pensa alla “convivenza” con Beltran. Kjaer non ce la fa. Franchi sold out.

Antonin Barak, che in nazionale si è esaltato segnando un gol contro la Norvegia e fornendo un assist contro l’Armenia, sembra finalmente aver raggiunto il top della condizione dopo un inizio di stagione complicatissimo dal punto di vista della salute. La sua stagione a Firenze non è stata esaltante finora, ma la sua intenzione è di cercare il riscatto in una squadra, la Fiorentina, che ha creduto in lui resistendo anche alle offerte arrivate a gennaio per l'ex verona, soprattutto da Napoli. “Sono felice di essere rimasto qui”, le sue parole dal ritiro con la Repubblica Ceca. Adesso il giocatore scalpita e Italiano dovrà decidere se concedergli spazio dal primo minuto, magari già sabato sera contro il Milan, o se preferirgli Beltran o addirittura ''dirottare'' l'argentino in un'altra zona del campo per farli coesistere. A proposito di Milan, i rossoneri avranno tantissimi asennze legate a squlifiche ed infortuni. Intanto Stefano Pioli sembra aver preso la decisione definitiva per quanto riguarda il difensore Kjaer, che era uscito malconcio dalla sfida fra la sua Danimarca e la Svezia. Pare che l'ex Atalanta non verrà convocato a scopo precauzionale. Al suo posto sarà convocato uno fra Bartesaghi e Simic. Quindi il Milan al centro della difesa, salvo sorprese, schiererà Gabbia e Tomori. Infine il fattore Franchi: per Fiorentina-Milan è stato raggiunto il tutto esaurito. Il club viola, sui social, ha voluto ringraziare così i propri tifosi: "La passione dei nostri tifosi ha fatto la differenza! Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario sold out. Il Franchi sarà un tripudio di emozioni! Forza Viola!". Firenze si prepara dunque a vivere una serata di grandi emozioni in occasione della prima gara dopo la tragica e prematura scomparsa del direttore generale viola Joe Barone.

L'ultimo regalo di Joe Barone, contatti con Zaniolo?

L'ex Roma ed il suo entourage avrebbero già parlato con la Fiorentina

Il calciomercato non dorme mai. così ecco che, quasi al termine della sosta per le nazionali, spunta l'interesse della Fiorentina per l'attaccante ex Roma e della nazionale Niccolò Zaniolo (anche ex viola a dire il vero). L'attaccante esterno sarebbe l'ultima idea in casa Fiorentina per rinforzare un roster dove i gol latitano. La suggestione, secondo un quotidiano sportivo, sarebbe l'ultimo regalo di Joe Barone, che giorni fa, avrebbe incontrato Claudio Vigorelli, procuratore del giocatore oggi in prestito all'Aston Villa.  L’ex romanista la scorsa estate si è trasferito a Birmingham ma a fine stagione è destinato a tornare in Turchia: l’Aston Villa l’ha preso in prestito oneroso dal Galatasaray per 3,5 milioni, con un obbligo (da 27 milioni) che scatterebbe al raggiungimento dell’80% di minuti giocati in stagione da Zaniolo. Un traguardo già impossibile da tagliare: senza obbligo, l’Aston Villa potrebbe lasciarlo andare eludendo così il potenziale oneroso esborso. A quel punto la Fiorentina potrebbe trattare con il Galatasaray. Chissà se il presidente Rocco Commisso sarà davvero intenzionato a regalare a Firenze questo colpo. E lo stipendio? Chi arriva dalla Premier non guadagna certo poco. L’ingaggio (4 milioni netti) non sarebbe ostacolo semplice da superare. Tuttavia la Fiorentina, da par suo, potrebbe garantire a Zaniolo di tornare a giocare in Serie A ed essere così più ''vicino'' alla nazionale e soprattutto agli occhi del ct Luciano Spalletti, e di farlo anche con un ruolo da protagonista. Sperando che queste motivazioni possono convincere Zaniolo ad abbassare le sue pretese economiche in virtù di un riscatto sul campo che aiuterebbe anche la Fiorentina stessa. 

Milan ai raggi x, i punti deboli dei rossoneri

Difetti, assenze e squalifiche per tentare l'impresa sabato sera al Franchi

Sabato sera a Firenze arriva un Milan sempre più forte del secondo posto in classifica consolidato, complice la recente crisi di risultati dei bianconeri di allegri che, nonostante non abbiano impegni nelle coppe, non riescono a tenere lo stesso ritmo in campionato di qualche mese fa. Ma quali sono i punti deboli della squadra guidata da Stefano Pioli? beh, oltre a quelli accertati dai numeri stagionali che prenderemo a breve in considerazione, diverse falle il Milan le avrà sabato a causa di infortuni e squalifiche. peserà moltissimo l'assenza in questo senso di Theo Hernandez, fermato dal giudice sportivo. Fermi per infortunio e da valutare Kalulu e Kjaer. A centrocampo non sta bene neppure Bennacer. Mister Stefano Pioli sarà dunque costretto a ridisegnare tutto il reparto difensivo che, davanti a Maignan vedrà schierati Calabria e Florenzi sulle fasce e soprattutto una coppia centrale composta da Gabbia e Tomori, i quali hanno ultimamente dimostrato di non essere proprio rodatissimi a livelli di intesa e lettura delle situazioni di gioco. Inoltre, se prendiamo in considerazione le statistiche pregresse di cui sopra, tra le prime quattro squadre in classifica il Milan è la squadra che ha subito più reti: ben 33. Addirittura una in più della stessa Fiorentina (ferma, speriamo ancora per molto a 32). Dal punto di vista realizzativo invece il trend è esattamente inverso. E qui arrivano i problemi per la Fiorentina. Il Milan è il secondo miglior attacco del campionato assieme alla Roma con ben 55 reti siglate (prima a distanza siderale c'è l'Inter con 71). A Firenze infatti davanti ci saranno tutti: Pulisic, Loftus-Cheek, Leao e Giroud. Speriamo che almeno uno di loro non sia in serata, altrimenti sarà dura per la difesa viola reggere l'urto. Anche la Fiorentina, come il Milan, ha i suoi grattacapi tuttavia. Legati soprattutto al rientro dei nazionali dalla sosta. A disposizione di Vincenzo Italiano in molti lo saranno soltanto dalla giornata di venerdì per la rifinitura o al massimo nel pomeriggio di giovedì nella migliore delle ipotesi. Il primo a tornare sarà Bonaventura che, terminata la tournée con l'Italia, resterà anche oggi in America in occasione del funerale di Giuseppe Barone. Bonaventura sarà comunque indisponibile contro il Milan causa squalifica. Kayode, impegnato con l'under 21 azzurra, oggi affronterà la Turchia e il suo rientro in città è previsto per mercoledì. Così come per Barak che, in splendida forma con la sua Repubblica Ceca, oggi sfiderà l'Armenia. Milenkovic è impegnato con la Serbia. Rientro atteso tra domani e mercoledì. Mentre Nico, con la sua Argentina, giocherà mercoledì contro Costa Rica, per un'altra amichevole. Beltran, invece, impegnato con la squadra argentina per le Olimpiadi under 23. Il rientro dei due, è atteso solamente tra giovedì e venerdì. Probabilmente parteciperanno solo ad un solo allenamento prima di Fioretina-Milan. I rossoneri ritroveranno oggi Leao dopo gli impegni con il Portogallo, oggi in campo invece Olivier Giroud, Theo Hernández e Mike Maignan (Francia), Tijjani Reijnders (Olanda), Noah Okafor (Svizzera) e Jan-Carlo Simić (Serbia Under 19), oltre a Francesco Camarda (Italia Under 17).

Fiorentina avanti grazie a Barak

L'uomo delle Coppe porta Italiano e ai suoi ai quarti di Conference League

In attesa del sorteggio di oggi alle 14:00 quando la Fiorentina conoscerà la sua prossima avversaria nei quarti di finale della Conference League, Italiano sorride e ringrazia il suo amuleto Barak. Il calciatore Cieco che ha recuperato, pare, la forma migliore nel momento cruciale della stagione dopo un'estate difficile in cui ha rischiato addirittura di non ottenere l'idoneità sportiva a causa di una brutta infezione che lo ha colpito.Adesso però questi brutti ricordi sono alle spalle ed il suo attuale stato di forma è senza dubbio un'ottima notizia per il tecnico viola. Anche perché ''Toni'', così lo chiamano i compagni di squadra, non ha perso il vizio del gol ritrovando subito il feeling con la rete. Dopo la rete della scorsa settimana a Budapest che mise la firma sulla vittoria viola contro il Maccabi Haifa nella gara di andata, ieri Barak si è ripetuto con un colpo di testa su assist di Faraoni. La sua rete ha contribuito anche a scacciare qualche fantasma di troppo che rischaiva di materializzarsi sul campo del Franchi dopo un primo tempo davvero ''spento'', e siamo gentili, giocato dalla Fiorentina. Lo scorso anno un'altra rete in extremis di Barak contro il Basilea, sempre in Conference League, portò la Fiorentina in finale a Praga e la speranza è che anche quest'anno i viola saranno in grado di centrare la finale di Atene magari grazie proprio all'aiuto del centrocampista ex Verona che nonostante i molti problemi fisici affrontati in stagione resta, con 4 reti in sole 22 presenze, uno dei migliori realizzatori per media minuti giocati di tutta la squadra.

Bonaventura vs Pellegrini, la sfida nella sfida nella gara di domani sera al Franchi

I due centrocampisti lottano per un posto all'Europeo e cercano di convincere il ct Spalletti

Sfida nella sfida domani sera allo stadio Franchi. Oltre a quella tra Fiorentina e Roma che si affronteranno per un posto in Europa il capitano giallorosso Pellegrini e il viola Bonaventura si troveranno faccia a faccia per cercare di convincere il ct azzurro Spalletti per farsi convocare ad Euro 2024. Inutile dire che Pellegrini in questo momento sia nettamente favorito rispetto a Bonaventura. Non solo può giocare in più ruoli (esterno nel 4-3-3), ma il suo stato di forma è pressoché al top ed è il trascinatore della Roma di De Rossi in questo recente periodo. Un giocatore sinceramente irrinunciabile e che potrebbe permettere a Spalletti, visti i numerosi problemi fisici dei suoi esterni (Chiesa, Berardi e non solo) di non rinunciare al modulo base. Ma, qualora il tecnico di Certaldo decidesse di varare una variante tattica che preveda la presenza di un trequartista in un modulo più stretto, le porte della convocazione ad Euro 2024 potrebbero aprirsi anche per Bonaventura senza necessariamente escludere Pellegrini. Anzi, entrambi potrebbero giocare sia come ''10'' che come mezz'ali, ambedue in grado di garantire gol, assist ed inserimenti per un attacco che fatica ancora a trovare il suo punto di riferimento vista la crisi dei centravanti italiani. Dopotutto non molto tempo fa, dopo la sua ri-convocazione in nazionale, Luciano Spalletti definì Bonaventura ''il nostro Bellingham''. Jack non tardò a confermare questa previsione dando un contributo importante, con gol ed assist, alla qualificazione azzurra ai prossimi campionati europei. Cosa tutto meno che scontata visti i recenti chiari di luna.    

La poiana spadroneggia ancora a Grassina: l'animale è stato catturato

I carabinieri forestali hanno ripreso le attività di ricerca e messa in sicurezza dell’animale questa mattina

AGGIORNAMENTO 12:51 - Il nucleo dei carabinieri forestali impegnato nella cattura della poiana allevata in cattività e fuggita nel comune di Bagno a Ripoli, frazione di Grassina, ha recuperato e messo in sicurezza il rapace nella tarda mattinata di oggi. Proseguono le ricerche del proprietario che non ha denunciato ancora la scomparsa dell'animale.Dalle 8:30 di questa mattina sono rientrati in azione i carabinieri del gruppo della guardia forestale per cercare di catturare la poiana che sta creando qualche disagio a Grassina, frazione del comune di Bagno a Ripoli. Il rapace si è avvicinato nella giornata di ieri a due persone; alla prima ha rubato il cappello e alla seconda ha sfiorato il capo provocando un’escoriazione di lievissima entità. L’animale, spiegano i carabinieri, non rappresenta un pericolo per l’uomo in alcun modo essendo un animale allevato in cattività ed è possibile che queste azioni compiute dall’animale siano in realtà una risposta ad un gesto o ad un atteggiamento inconsciamente compiuto dalle due persone coinvolte nei fatti che la poiana ha evidentemente riconosciuto come familiari al suo addestramento. Nessun attacco intenzionale nei confronti delle persone quindi. Nel frattempo proseguono i tentativi dei carabinieri di risalire al proprietario dell’animale che ha una fascetta identificativa legata alla zampa, ma al momento non risulta alcuna denuncia di smarrimento dell’animale. L’obiettivo resta dunque quello di mettere in sicurezza le persone quanto prima ma soprattutto la poiana stessa, la quale appartiene ad una particolare specie tutelata e protetta (Poiana di Harris). Nei tentativi di recupero sono stati impiegati anche due falconieri in questi giorni con richiami di cibo e con altre due poiane, una maschio ed una femmina, ma per il momento la poiana fuggita non si sta facendo avvicinare per quanto i carabinieri siano ottimisti sulla buona riuscita dell’operazione che sperano di chiudere già nella giornata di oggi. 

Lazio ultima chiamata per l'Europa

La Fiorentina, oggi ottava in classifica, lunedì andrà in campo per salvare la prospettiva europea della stagione

Con la vittoria per 2-0 sul campo del Torino nel recupero della 21esima giornata di Serie A la Lazio di Maurizio Sarri ha scavalcato in classifica la Fiorentina piazzandosi al settimo posto con due lunghezze di vantaggio. Un boccone amaro da digerire se pensiamo al fatto che alla 18esima giornata, l'ultima che ha visto la Fiorentina vincente sul Torino e prima della crisi di risultati arrivata in campionato e di un mercato di gennaio che ha lasciato molti tifosi insoddisfatti, la classifica vedeva la Fiorentina al quarto posto con 33 punti e la Lazio nona a 27, ben sei punti di distacco a favore dei viola. Questo solo per quantificare in modo tangibile i punti persi dalla squadra di Vincenzo Italiano in 7 nerissime giornate di campionato nelle quali l'unica finestra di luce è stata la vittoria casalinga contro un Frosinone tutt'altro che irresistibile. Inoltre, giocando di lunedì sera, Fiorentina e Lazio si troveranno di fronte ad una classifica che potrebbe essersi già ulteriormente complicata per entrambe. Il Bologna scenderà in campo questa sera contro il Verona al Dall'Ara, l'Atalanta affronterà il Milan a San Siro in uno scontro diretto, la Roma riceverà il Torino all'Olimpico ed il Napoli di Calzona sarà di scena a Cagliari. Insomma, una sfida quella di lunedì sera che potrebbe valere molto per la classifica ma soprattutto per le ambizioni europee di una Fiorentina che deve ritrovare se stessa oltre che i risultati. 

Fiorentina, momento nero e arriva la Lazio

Stasera Sarri risparmia Zaccagni, Italiano spera nel recupero dei migliori

Diciamo che tutti nella vita attraversiamo momenti più o meno fortunati. Ci sono giorni in cui sembra andare tutto storto, altri in cui invece il mondo sembra sorriderti. È abbastanza evidente in quale dei due periodi si trovi la Fiorentina. Esclusa la piacevole parentesi con il Frosinone il momento dei viola è più nero che mai e, ovviamente, lunedì arriverà a Firenze la Lazio di Sarri, vera e propria bestia nera per la squadra di Italiano. Unica consolazione è che i biancocelesti potrebbero essere più affaticati dei gigliati in virtù dei recenti impegni di Champions e soprattutto della sfida di campionato di questa sera. La Lazio disputerà il match di recupero della 21^ giornata in casa del Torino senza un titolatissimo: Mattia Zaccagni, come riportato dalle convocazioni appena diramate dalla società biancoceleste. Veramente indisponibile o già strategia tattica per la partita di Firenze? Il giocatore, rientrato da poco da un infortunio all'alluce sinistro, pare sia stato mantenuto precauzionalmente ai box per essere schierabile almeno a partita in corso lunedì sera. Zaccagni, già sogno viola del mercato di gennaio, diventa ancor più un rebus da comprendere e da risolvere per la squadra gigliata. La Fiorentina invece, come detto, non vive certo un momento fortunato viste le condizioni fisiche non ottimali di molti dei suoi migliori uomini, Nico Gonzalez ed Arthur su tutti, ai quali si aggiunge anche Kouamè tornato vincitore dalla Coppa d’Africa con la nazionale della Costa d’Avorio ma che gli è costata un’infezione malarica. Vediamo se Italiano confermerà ancora il modulo con gli esterni o se cambierà strategia di fronte ad una Lazio che lo ha spesso messo in difficoltà negli ultimi incroci.

Italiano ed i calciatori più utilizzati: i dati di questa Fiorentina

Ecco la top 11 dei calciatori col maggiore minutaggio

Italiano ed i calciatori più utilizzati. nelle 36 gare ufficiali stagionali disputate finora (totale 3.615  minuti, recuperi compresi), grazie ai dati forniti da violanews.com, stiliamo la top 11 dei calciatori col maggiore minutaggio, schierando un 5-3-2 e prendendo in considerazione anche i 5 cambi a disposizione in una reale partita.iniziamo:al primo posto milenkovic, con 32 partite giocate e 2801 minuti, batte persino Terracciano che arriva secondo (paga l'alternanza con Christensen) con 2752 minuti all'attivo. Sul terzo gradino del podio si piazza capitan biraghi a quota 2472. E si passa ad un altro difensore, ironia della sorte Quarta arriva quarto. L'argentino arriva a quota 2289. poi tocca a due centrocampisti: Bonaventura, 2270 ed Arthur 2212. Viene da pensare che, senza i recenti problemi fisici, il centrocampista brasiliano sarebbe stato certamente in grado di insidiare al primo posto di questa particolare classifica lo stesso Milenkovic, ma proseguiamo. E lo facciamo inserendo in graduatoria un altro difensore: Ranieri che accumula 2193 minuti in stagione. Sempre in difesa, ma sulla corsia esterna, ecco che troviamo l'esordiente Kayode, ancora sopra il muro dei 2000 minuti: 2067 per l'esattezza. non male come primo anno tra i professionisti. nono duncan, 1972, poi i due attaccanti: Beltran con 1960 e Nzola con 1953. a riprova di quanto davanti mister Italiano le abbia provate tutte.Quindi, mettendo in campo questa particolare formazione, come detto, ne esce un 3-5-2 con Terracciano tra i pali; difesa con Quarta, Milenkovic e Ranieri; centrocampo con Kayode, Duncan, Bonaventura, Arthur e Biraghi; attacco con Beltran e Nzola.E i cambi? Proseguiamo a scendere in questa classifica per vedere, come detto, chi sono gli altri 5 calciatori più utilizzati per completare gli slot delle sostituzioni disponibili nei 90 minuti regolamentari. Il primo cambio è Mandragora con 1817 minuti, poi Nico Gonzalez con 1792. Altro calciatore, ancora più di Arthur, che se avesse sempre goduto di buona salute sarebbe stato sicuramente in top 5, ma anche top 3. Chiudiamo con un altalenante Ikoné con 1652, Parisi con 1577 e Kouamè con 1207 minuti giocati in stagione.

Fiorentina verso Lecce questa sera ancora in emergenza

Dal mercato nessun aiuto, o quasi, per Italiano

Dopo una finestra di mercato tutt'altro che spumeggiante la Fiorentina vi appresta a scendere in campo questa sera al Via del Mare contro il Lecce gestito dall'ex ds viola Pantaleo Corvino. Sia il Lecce che la Fiorentina non vivono un momento positivo in campionato: i viola sono reduci da un solo punto nelle ultime 3 gare di campionato, stessi punti messi assieme nelle ultime 5 gare dai salentini. Per entrambe dunque una gara da vincere. Ma come la affronterà Vincenzo Italiano? Con Ikoné squalificato a disposizione ci sono i soli Sottil e Nico Gonzalez come attaccanti esterni ed entrambi non sono al meglio: al massimo hanno 60 minuti nelle gambe. E allora che fare? Possibile un cambio di modulo, ma difficile che la difesa possa passare a 3 dato che i centrali in rosa sono soltanto quattro e in panchina come alternativa rimarrebbe il solo Comuzzo. unica soluzione sarebbe far fare a Faraoni il braccetto di destra. a Centrocampo, inoltre, mancherà anche Arthur. Possibile dunque un modulo che preveda la difesa a 4 e due attaccanti veri. Questo farebbe schizzare in alto le quotazioni di un Belotti appena arrivato in viola e subito titolare. Vedremo cosa deciderà mister Italiano questa sera pur di riportare alla vittoria la sua Fiorentina.

Il mercato della Fiorentina: avanti su Vargas, Brekalo e Mina partono?

L'Olympiakos vuole i due calciatori viola

La Fiorentina non molla il principale obiettivo del suo mercato, un esterno offensivo da aggiungere a quelli già a disposizione di mister Vincenzo Italiano. Al di là dei nomi esotici emersi nelle ultime ore e della trattativa naufragata con il Club América per Bryan Rodriguez il nome in cima alla lista per Pradè e Barone è sempre stato, e continua ad essere, quello dello svizzero Ruben Vargas. La situazione non è cambiata rispetto a qualche giorno fa, quando la trattativa sembrava essersi arenata. L'Augusta, club proprietario del cartellino, non molla e continua a chiedere 10 milioni di euro per lasciar partire il suo calciatore, ma la Fiorentina non arriva ad offrire più di 7 milioni. La differenza sembrerebbe minima e facilmente colmabile con l'inserimento di qualche bonus ma questo finora non è accaduto. I viola si fanno forti di un'intesa di massima già raggiunta col giocatore e del tempo che scorre inesorabile verso la chiusura della finestra di mercato. Il contratto di Vargas scade a giugno del 2025 e questo è potenzialmente l'ultimo mercato nel quale il club tedesco può sperare di monetizzare al massimo la sua cessione. le parti si aggiorneranno nei prossimi giorni. Sul fronte cessioni la situazione è più movimentata. Tramontata definitivamente la possibilità che Ikoné possa lasciare Firenze gli sforzi del club gigliato si sono concentrati nel tentare di accontentare Brekalo che ha chiesto di essere ceduto. Già ad un passo dal ritorno in patria alla Dinamo Zagabria il suo destino sembra essere legato alla Grecia. Lo vuole l'Olympiakos per rilanciare le sue ambizioni in campionato e propone alla Fiorentina un prestito con diritto di riscatto che sembra soddisfare quasi perfettamente le richieste economiche della Fiorentina. I due club discutono sul pagamento dell'ingaggio del calciatore da qui fino al termine della stagione. Olympiakos che avrebbe messo nel mirino anche il difensore colombiano Mina, ma se ne riparlerà da lunedì. I viola non sono convinti di cederlo praticamente gratis includendo nell'affare legato a Brekalo e c'è da capire se il giovane Comuzzo è pronto per scalare la gerarchia nel reparto difensivo della Fiorentina ed essere chiamato in causa più spesso.

Intelligenza artificiale e ‘’reddito universale’

E’ uno scenario plausibile?

Non molto tempo fa il multimiliardario e proprietario di Microsoft Bill Gates è tornato a ribadire una sua "profezia": con l’arrivo dell’intelligenza artificiale i lavori per gli esseri umani saranno sempre meno e per sostenere il turbocapitalismo ed il consumismo di massa, nonché prevenire e curare la disuguaglianza sociale, l’unica soluzione sarà un reddito universale che la maggior parte delle persone sul pianeta possano ricevere in maniera omogenea. Sia per quella che è attualmente l’implementazione della IA nelle sue innumerevoli applicazioni, sia per la titanica difficoltà di mettere in piedi un sistema come reddito universale, questa prospettiva appare, almeno per il momento, utopistica. Ma il mercato del lavoro in Italia che cosa racconta? Che ci sono sempre più aziende che non trovano il personale specializzato che ricercano, nonostante gli istituti tecnici si stiano sempre più indirizzando verso la formazione di personale altamente specializzato in determinate mansioni.  Questa per la "solita vecchia ragione" che ci sono lavori e mansioni che gli italiani, giovani o meno, non vogliono più svolgere. Ed allora è inevitabile che questi lavori prima o poi qualcuno se li verrà a prendere: che siano stranieri immigrati, "nuovi italiani" o aziende che aprano in Italia le proprie succursali esportando anche i propri lavoratori. Prima o poi nel nostro paese si costituirà una nuova forza lavoro, certamente prima che l’IA sostituisca l’essere umano o che venga varato il reddito universale.