Il nuovo Garante per la privacy? Servono tecnici esperti della materie, con competenze giuridiche e informatiche, bocciate invece le figure con background politico. E' quanto emerge da un'indagine svolta dall'Osservatorio di Federprivacy tra gli addetti ai lavori, dopo le polemiche scoppiate in seguito all'inchiesta della trasmissione televisiva Report.
"L'obiettivo del nostro sondaggio non è quello di giudicare la correttezza dell'operato dell'attuale Autorità - precisa Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy - ma ritenevamo doveroso conoscere l'opinione della comunità di addetti ai lavori per fare le opportune riflessioni sulle caratteristiche che dovrebbero avere i futuri membri del Collegio che dovranno essere eletti a luglio 2027 e fornire il nostro contributo alle istituzioni".
Dall'indagine è emerso che per l'81,9% dei professionisti che si occupano di protezione dei dati, un componente dell'Autorità dovrebbe possedere sia competenze giuridiche che informatiche, mentre per il 78% in nessun caso dovrebbe essere eletta una persona senza i requisiti richiesti dal Codice della privacy. Il 61,3% degli intervistati vorrebbe un tecnico esperto della materia, e praticamente nessuno (0,1%) una figura con background politico, mentre il 72% ritiene che ex parlamentari e militanti di partiti non dovrebbero far parte del collegio del Garante.
Ancora, l'80,4% dei professionisti si aspetta un presidente dell'Authority con "un elevato spessore etico e morale" e un profondo senso delle istituzioni (60,3%), che non venga scelto per ricoprire tale carica semplicemente perché è la persona più anziana del collegio (79,5%).
Per il 70,9%, inoltre, il trascorso professionale non dovrebbe essere motivo di esclusione, a condizione che durante il mandato venga troncato ogni rapporto con la precedente attività (29,4%) e che non vi sia un evidente conflitto d'interessi (41,5%). Infine, il 53,8% pensa che il compenso per la carica dovrebbe essere parametrato agli stipendi dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni.
"L'obiettivo del nostro sondaggio non è quello di giudicare la correttezza dell'operato dell'attuale Autorità - precisa Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy - ma ritenevamo doveroso conoscere l'opinione della comunità di addetti ai lavori per fare le opportune riflessioni sulle caratteristiche che dovrebbero avere i futuri membri del Collegio che dovranno essere eletti a luglio 2027 e fornire il nostro contributo alle istituzioni".
Dall'indagine è emerso che per l'81,9% dei professionisti che si occupano di protezione dei dati, un componente dell'Autorità dovrebbe possedere sia competenze giuridiche che informatiche, mentre per il 78% in nessun caso dovrebbe essere eletta una persona senza i requisiti richiesti dal Codice della privacy. Il 61,3% degli intervistati vorrebbe un tecnico esperto della materia, e praticamente nessuno (0,1%) una figura con background politico, mentre il 72% ritiene che ex parlamentari e militanti di partiti non dovrebbero far parte del collegio del Garante.
Ancora, l'80,4% dei professionisti si aspetta un presidente dell'Authority con "un elevato spessore etico e morale" e un profondo senso delle istituzioni (60,3%), che non venga scelto per ricoprire tale carica semplicemente perché è la persona più anziana del collegio (79,5%).
Per il 70,9%, inoltre, il trascorso professionale non dovrebbe essere motivo di esclusione, a condizione che durante il mandato venga troncato ogni rapporto con la precedente attività (29,4%) e che non vi sia un evidente conflitto d'interessi (41,5%). Infine, il 53,8% pensa che il compenso per la carica dovrebbe essere parametrato agli stipendi dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni.
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