Col gol alla Juve è salito a 10 reti nel 2025, 3 in questo avvio di Serie A

Sponsor

A lungo in bilico, sostanzialmente per tutta l’estate, alla fine Rolando Mandragora è dapprima rimasto a Firenze, si è via via ripreso il ruolo di titolare della mediana della Fiorentina e si è confermato anche goleador.
 
Di tutti i centrocampisti che erano a disposizione di Pioli prima e Vanoli poi, con intermezzo europeo a Magonza di Galloppa, Mandragora è forse l’unico che si assesta complessivamente nei pressi della sufficienza. Non ancora piena, sia chiaro, perché al netto delle tre reti che ha segnato fin qui in questa Serie A è stato anche lui spesso trasparente, ma di tutti i colleghi di reparto è stato fino ad oggi senza dubbio il meno peggio.
 
Molto poco hanno fatto Fagioli e Nicolussi Caviglia, pochissimo ha fatto Sohm, qualcosa ha combinato Ndour, almeno in Conference, niente ha fatto Richardson, visto che ancora non è mai sceso in campo, passando per Sabiri che Pioli mise dentro per una manciata di minuti col Bologna e che, in quel piccolo lasso di tempo, è riuscito anche a farsi male oltre ad aver perso il pallone su cui era arrivato il gol dello 0-3 dei rossoblu, poi annullato, e che aveva anche causato il rigore su Bernardeschi non concesso. Vabè, meglio dimenticare quell’episodio. Poi c’è Fazzini, che era sostanzialmente uscito dai radar con l’ultimo Pioli, che adesso potrebbe ritagliarsi qualche spazio con Vanoli.  Ci sarebbe pure Infantino in rosa, ma non in lista, perciò lasciamo perdere, bis.
 
Tornando a Mandragora, dopo le voci estive sul Betis, una valutazione che la Fiorentina faceva del suo cartellino vicina ai 10 milioni di euro, con offerte dalla Spagna non superiori ai 4,5 – 5 milioni in virtù del contratto in scadenza nel 2026, nelle scorse settimane si è sbloccato anche il fronte rinnovo, con un nuovo accordo da quasi 2 milioni di euro netti che lo ha visto salire nelle gerarchie del monte ingaggi gigliato. Cifre un po’ esose, diranno i detrattori di Rolly e Pradé, che tra le ultime cose prima di rassegnare le dimissioni aveva ratificato quel nuovo contratto. Ci sta, d’altronde Mandragora non si è mai imposto come quel centrocampista di regia che prima di farsi male si era visto in Under 21, nelle giovanili della Juve, nell’Udinese e nel Torino. Nelle skills di Mandragora un po’ di interdizione, un po’ di costruzione, un po’ di questo e di quell’altro. Molto, invece, alla voce inserimenti e tiri dalla distanza, vero e proprio punto di forza del centrocampista viola.
 
Tanto che nel 2025, considerando tutte le competizioni, Mandragora è arrivato alla rotonda cifra di 10 gol nell’anno solare. Iniziò a San Siro su rigore con l’Inter a febbraio, segnò a Panathinaikos, Juventus, due volte Celje, Empoli e Venezia nella stagione 2024/25, lo ha rifatto subito col Cagliari alla prima giornata, lo ha fatto col Como e quindi sabato scorso.
 
Ad oggi, nel misero bottino di 10 reti segnate in 12 partite di Serie A dalla Fiorentina, Rolly ha contribuito con 3 gol, ovvero il 30%. Gli altri compagni di reparto, tutti, non possono dire altrettanto. E chissà che non ci siano altri bolidi dalla distanza in canna. Lo spera Vanoli, Mandragora stesso e tutti coloro che sperano di vedere una pronta risalita in classifica da parte della Fiorentina.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies