La sua esperienza a Firenze si chiuse con la finale di Coppa Italia, dove sfiorò il gol decisivo contro l’Inter. Un’annata che poteva andare meglio, ma anche peggio, come dimostrato dalle difficoltà avute successivamente al Milan

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Luka Jović arriva alla Fiorentina dal Real Madrid con un’operazione a costo zero e un contratto particolare che spingeva il club viola a valorizzarlo e rivenderlo prima dell’aumento d’ingaggio, cosa che però non avvenne. Inserito nella Fiorentina di Vincenzo Italiano, ancora alla ricerca dell’erede di Vlahović e reduce dall’arrivo di Cabral, Jović rappresentò un tentativo della società di colmare il vuoto in attacco.

In campo segnò 13 gol in stagione, insieme ai 17 di Cabral, numeri non straordinari ma comunque significativi per una squadra che faticava a trovare un vero centravanti. Il vero problema fu però il suo atteggiamento: dichiarazioni ambiziose poi smentite, polemiche social contro Italiano e parole infelici sulla Fiorentina come “trampolino di lancio”, che incrinarono definitivamente il rapporto con tifosi e società.

La sua esperienza a Firenze si chiuse con la finale di Coppa Italia, dove sfiorò il gol decisivo contro l’Inter. Un’annata che poteva andare meglio, ma anche peggio, come dimostrato dalle difficoltà avute successivamente al Milan.
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