Firenzedintorni.it ha dato voce ai residenti della zona. Passa il tempo, ma la tramvia continua a dividere
I lavori per la linea 3.2.1 della tramvia, che collegherà Piazza della Libertà a Bagno a Ripoli attraversando il quartiere di Gavinana, stanno trasformando radicalmente Viale Giannotti. L’entusiasmo per un’infrastruttura moderna si scontra con le frustrazioni quotidiane di chi vive, lavora o semplicemente transita nella zona. Abbiamo raccolto le voci di 20 persone, equamente divise tra favorevoli e contrari, per raccontare cosa sta accadendo davvero lungo il viale.PARERI FAVOREVOLILaura, 42 anni, insegnante elementare:"Abito qui vicino e vado ogni giorno a scuola in centro. Il tram sarà una svolta per me: niente più traffico né tempi d'attesa infiniti per l'autobus. Certo, i lavori sono fastidiosi, ma li vedo come una fase necessaria per migliorare. Penso ai miei alunni: voglio che crescano in una città più verde, con meno smog e più trasporti pubblici."Davide, 30 anni, grafico freelance:"Da quando lavoro da casa, mi sposto spesso per incontrare clienti. L’idea di potermi muovere velocemente e senza dover usare l’auto mi piace molto. La tramvia è un passo nella direzione giusta, anche se è chiaro che bisognerebbe comunicare meglio i tempi e dare più supporto a commercianti e residenti."Teresa, 67 anni, pensionata:"Vivo da sempre in zona. Quando hanno detto che avrebbero portato il tram, mi sono detta: ‘era ora!’. Per le persone anziane come me, l’accessibilità è fondamentale. Non guido più, e prendere un mezzo comodo, pulito e puntuale sarà un enorme vantaggio. Certo, ora è tutto un cantiere, ma mi adatto. Serve pazienza."Andrea, 21 anni, studente universitario:"Io ci credo nella mobilità sostenibile. Avere una linea diretta fino a Bagno a Ripoli cambierà molto per chi studia o lavora in città. Capisco che chi ha negozi si lamenti, ma non possiamo restare fermi solo per paura del cambiamento. Anche i miei amici sono favorevoli: meno auto, più efficienza."Paolo e Marta, 39 e 36 anni, genitori di due bambini:"Portare i bimbi all’asilo, andare a lavoro e tornare è un incubo. Se davvero il tram sarà veloce, allora sarà un aiuto concreto. Viale Giannotti sarà più moderno. Siamo disposti a sopportare qualche mese di disagio per qualcosa che migliora la qualità della vita."Chiara, 35 anni, commessa in un negozio di scarpe:"Il mio titolare era scettico, ma io ho notato che molte persone ora si fermano a guardare i cantieri e poi entrano a dare un’occhiata in negozio. A volte il cambiamento porta nuove opportunità, anche se non subito evidenti."Lorenzo, 58 anni, architetto urbanista:"Quello che sta accadendo in Viale Giannotti è una trasformazione urbana importante. Per anni si è parlato solo di auto, parcheggi, traffico. Adesso abbiamo un’occasione per ripensare gli spazi pubblici e creare un viale più umano e vivibile. Non sarà perfetto, ma è un buon inizio."Valentina, 26 anni, barista:"Nel mio bar si parla solo della tramvia. Io penso che Firenze ne abbia bisogno: le città moderne si muovono così. E poi i giovani come me non vogliono avere una macchina. Speriamo solo che non ci siano troppi ritardi."Giacomo, 74 anni, ex ferroviere:"Mi emoziona vedere i binari tornare nel quartiere. Ho lavorato per anni nelle ferrovie e so cosa significa un trasporto efficiente. Sono anche contento che l’opera sia stata pensata con attenzione all’ambiente. Certo, si poteva fare qualcosa di più per informare i cittadini."Beatrice, 49 anni, volontaria sociale:"Io lavoro con famiglie che non hanno l’auto o hanno difficoltà a spostarsi. Questa linea li aiuterà tantissimo. Una città è più equa se dà a tutti la possibilità di muoversi. Mi auguro che venga accompagnata da servizi accessori, come aree verdi e piste ciclabili."PARERI CONTRARISergio, 60 anni, tabaccaio su Viale Giannotti:"Il cantiere ha dimezzato il passaggio. I miei clienti abituali si lamentano del parcheggio, altri non passano più. Non so se riuscirò a tenere aperto fino alla fine dei lavori. Nessuno ci ha offerto compensazioni o alternative. È stata una decisione calata dall’alto."Anna, 45 anni, estetista con salone in zona:"Avevamo già vissuto il Covid, adesso questo. Siamo stanchi. Non è che siamo contro il tram, ma contro il modo in cui è stato gestito tutto. Mancano informazioni, mancano aiuti. È come se fossimo invisibili per il Comune."Giulia, 37 anni, madre di due figli:"Ogni mattina è una corsa a ostacoli. Strade bloccate, rumore alle 7 del mattino, polvere. E poi dicono che lo fanno per le famiglie. Vorrei vedere uno di loro portare due bambini all’asilo in mezzo ai camion e alle deviazioni."Marco, 50 anni, autotrasportatore:"Firenze ha bisogno di trasporti, sì, ma non così. Le strade sono strette, non ci passa più nessuno. Io perdo tempo in ogni consegna e il carburante lo pago io. Nessuno ci considera: né lavoratori né padri di famiglia."Lidia, 78 anni, residente dal 1973:"Avevamo gli alberi, adesso abbiamo solo transenne. Dove una volta c’erano passeggiate e panchine, ora c’è rumore e caos. Non mi interessa il tram, io voglio tornare a vedere il viale di una volta."Franco, 63 anni, ex dipendente comunale:"Mi aspettavo maggiore coinvolgimento dei cittadini. Invece abbiamo ricevuto brochure e rendering, ma nessun vero confronto. È una grande occasione sprecata per fare le cose bene e in modo condiviso."Alice, 28 anni, impiegata in centro:"Non ho l’auto, ma nemmeno il tram sarà utile per dove lavoro. Avrei preferito un miglioramento degli autobus e delle piste ciclabili. Qui si pensa in grande, ma si dimentica la realtà di tutti i giorni."Roberto, 53 anni, residente da sempre a Gavinana:"Mi sembra un progetto fatto più per motivi politici che reali. I disagi sono enormi, e il beneficio, per molti di noi, è ancora tutto da dimostrare. Avrebbero potuto fare parcheggi scambiatori e navette."Elide, 61 anni, ex negoziante in pensione:"Mi fa male vedere i negozi con le saracinesche abbassate. Queste trasformazioni vanno fatte, sì, ma non sacrificando chi ha speso una vita dietro un bancone. Qualcuno ha pensato alle famiglie che vivono di questo?"Luca, 40 anni, rider per app di consegne:"Muoversi ora è un incubo. Strade chiuse, percorsi modificati, tempi doppi. Ma noi siamo pagati a consegna. Nessuno ci tutela, eppure siamo quelli che tengono in piedi il servizio in città."La tramvia a Firenze è un'opera che divide. Se da un lato rappresenta il futuro della mobilità urbana, dall’altro scopre tutte le fragilità sociali, economiche e ambientali di un quartiere che cambia. Le voci dei cittadini raccontano la complessità di una trasformazione non solo logistica, ma anche culturale. La vera sfida sarà far convivere progresso e comunità, senza lasciare nessuno indietro.