Inaugurata oggi a Firenze la prima Aula Natura del capoluogo toscano

Grazie alla collaborazione fra WWF Italia e Fondazione CR Firenze saranno in totale 5 le scuole fiorentine che riceveranno uno spazio verde in cui poter fare educazione ambientale a contatto diretto con la natura

È stata inaugurata oggi la prima Aula Natura della città di Firenze.Si trova nell'Istituto Comprensivo "Galluzzo", Plesso Damiano Chiesa, ed è nata grazie allacollaborazione tra WWF Italia e Fondazione CR Firenze, con la collaborazione del Comune di Firenze.Questa inaugurazione rappresenta il primo passo di un progetto più ampio: saranno, infatti, 5 le scuole di Firenze che, grazie a WWF Italia e Fondazione CR Firenze, riceveranno un'Aula Natura nei prossimi mesi, contribuendo alla diffusione di spazi educativi verdi e di qualità in tutta la città. Dopo l'apertura oggi dell'Aula Natura al Plesso Damiano Chiesa, Saranno presto fruibili dagli studenti anche le nuove aule al Plesso Nuccio, Plesso Calvino e Plesso Fanciulli. La quinta scuola è in corso di individuazione.Un nuovo spazio didattico per la scuola e tutto il territorioL'iniziativa rientra nel progetto nazionale "Aule Natura" del WWF Italia, nato nel 2020 per trasformare cortili scolastici e spazi esterni in laboratori didattici a cielo aperto, dove gli studenti possono sperimentare un apprendimento immersivo e interdisciplinare a contatto con la natura. Oggi in Italia sono oltre 80 le scuole che fanno parte della rete delle Aule Natura, contribuendo alla creazione di un modello educativo innovativo e replicabile su tutto il territorio. Con questo progetto e grazie al contatto diretto con la natura, le giovani generazioni accompagnate dai docenti apprendono in modo pratico e diretto, sviluppando autonomia, curiosità e un profondo senso di responsabilità verso l'ambiente: valorizzare questi spazi non è solo una scelta didattica, ma un investimento culturale.L'Aula Natura inaugurata oggi alll.C. "Galluzzo" nel Plesso Damiano Chiesa è uno spazio educativo all'aperto pensato per offrire a studentesse e studenti un'esperienza diretta di contatto con la biodiversità. Ospita uno stagno didattico alimentato da energia solare, siepi, piante aromatiche e un giardino delle farfalle, oltre a un orto dove le classi possono sperimentare i cicli stagionali e la cura della terraCassette nido, mangiatoie, bat box e un albergo per insetti favoriscono la presenza della fauna locale, trasformando l'area in un piccolo ecosistema da osservare. Arredi in legno, pannelli informativi e una fototrappola completano lo spazio, rendendolo un laboratorio a cielo aperto che unisce educazione ambientale, sostenibilità e innovazione.Dopo i saluti istituzionali, alcuni degli alunni hanno partecipato a una visita guidata dagli esperti del WWF locale, che hanno illustrato le attività educative e scientifiche che sarà possibile svolgere regolarmente in questo nuovo spazio all'aperto, piantumando nell'AulaNatura alcune erbe aromatiche insieme alle classi. Alessandra Prampolini, Direttrice Generale WWF Italia ha affermato: "Siamo davvero felici di aver portato le nostre Aule Natura anche nel capoluogo fiorentino, grazie al supporto della Fondazione CR Firenze. Le Aule Natura rappresentano per noi un progetto di grande valore educativo e sociale: un vero strumento capace di avvicinare con consapevolezza bambine e bambini al mondo naturale, contribuire a una didattica interdisciplinare innovativa e restituire valore ecologico agli spazi urbani"."L'Aula Natura inaugurata oggi - dice Maria Oliva Scaramuzzi, Vice Presidente Fondazione CR Firenze - non è un nuovo spazio verde, dove si impara facendo, osservando, sperimentando. Portare la natura dentro la quotidianità scolastica significa offrire a bambine e bambini un'esperienza educativa più completa, capace di unire conoscenza, responsabilità e cura. Come Fondazione crediamo che investire nell'educazione ambientale significhi investire nel futuro della nostra comunità. Un'aula per ogni quartiere che vuole lanciare un segnale chiaro: Firenze può e deve essere una città che cresce con i suoi ragazzi, offrendo loro luoghi belli, curati e pensati per stimolare curiosità consapevolezza ambientale. La sostenibilità si costruisce così, un passo alla volta, a partire dai più giovani"."Le 'Aule natura' sono molto più di nuovi spazi scolastici: sono un segnale culturale e ambientale forte - spiegano la vicesindaca e assessora all'ambiente Paola Galgani e l'assessora all'Educazione del Comune di Firenze Benedetta Albanese -. Portare la didattica all'aperto significa innovare i metodi di apprendimento, rafforzare il legame con l'ambiente e offrire esperienze formative che uniscono conoscenza, consapevolezza e crescita sostenibilità, al rispetto dell'ecosistema e alla cura dei beni comuni. Questo progetto si inserisce nel percorso che stiamo portando avanti per rendere Firenze una città sempre più attenta alla transizione ecologica e alla qualità degli spazi urbani. Creare luoghi verdi dedicati all'apprendimento significa formare cittadini più consapevoli, capaci di comprendere il valore della biodiversità e dell'ambiente fin da piccoli. È così che si costruisce una comunità più responsabile e resiliente. Ringraziamo WWF Italia e Fondazione CR Firenze per questa collaborazione preziosa, che ci consente di arricchire l'offerta educativa delle scuole cittadine". peoIl progetto Aule NaturaLe Aule Natura sono spazi verdi dedicati alla didattica, progettati con criteri scientifici per favorire l'osservazione di flora, fauna e cicli naturali. Ogni aula è strutturata in modo sicuro e inclusivo, con aree tematiche che riproducono differenti micro-ecosistemi, offrendo a studentesse e studenti un luogo di apprendimento attivo e partecipato, e un percorso formativo per i docenti nel corso dell'anno scolastico. Per la scelta delle Aule natura, il WWF ha seguito anche criteri legati ad aree particolarmente bisognose di recuperare spazi di vivibilità, in zone degradate o periferiche. I progetto, nato con l'obiettivo di diffondere in tutta Italia una nuova modalità educativa orientata all'esperienza diretta, all'ecologia e alla sostenibilità, ha ricevuto il patrocinio del'Associazione Culturale Pedi.

Cassonetto in fiamme davanti alla stazione di Campo di Marte: paura tra i residenti

'I cassonetti bruciati, il fumo, i rifiuti sparsi ovunque: ci sentiamo trascurati'

Attimi di apprensione domenica mattina davanti alla stazione di Campo di Marte, dove un cassonetto dei rifiuti ha improvvisamente preso fuoco lungo la strada che costeggia gli edifici residenziali a pochi metri dallo scalo ferroviario. Una densa colonna di fumo ha invaso la carreggiata e raggiunto le finestre dei palazzi vicini, mentre alcuni passanti si sono allontanati per precauzione.Sul posto sono intervenuti rapidamente i Vigili del Fuoco, che hanno domato le fiamme evitando che l’incendio si propagasse alle auto parcheggiate accanto o agli altri contenitori. Per alcuni minuti il traffico è rimasto rallentato e la zona è stata presidiata per consentire le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Non si registrano feriti, ma l’episodio ha riacceso le preoccupazioni dei residenti.Piromane o inciviltà?Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento. Non si esclude alcuna ipotesi: dal gesto doloso alla semplice – ma pericolosa – negligenza, come l’abbandono di mozziconi di sigaretta ancora accesi o di materiali infiammabili nei cassonetti.«La situazione sta diventando davvero preoccupante – afferma Maria, residente a pochi metri dalla stazione –. Non passa settimana senza che succeda qualcosa. I cassonetti bruciati, il fumo, i rifiuti sparsi ovunque: ci sentiamo trascurati».«Ho visto il fumo e ho subito portato dentro i miei bambini – racconta un’altra residente –. Per fortuna i vigili del fuoco sono arrivati subito, ma basta poco perché qualcuno si faccia male».Un giovane abitante della zona aggiunge: «Non si tratta solo di incendi. La sera la stazione diventa un luogo poco sicuro. Spesso ci sono gruppi di persone che disturbano o fanno rumore fino a tardi».Allarme sicurezza alla stazioneLa zona di Campo di Marte è da tempo oggetto di segnalazioni da parte dei residenti, che chiedono maggiore controllo e più attenzione al decoro urbano. «Servono più pattugliamenti, soprattutto nei fine settimana – sottolinea Luca, titolare di un bar vicino alla stazione –. Non possiamo continuare a vivere con la paura che ogni episodio degeneri. Il rischio di incendi è reale e costante».Un altro commerciante della zona commenta: «Le auto parcheggiate vicino ai cassonetti e le abitazioni così vicine rappresentano un rischio enorme. Un piccolo gesto sbagliato può diventare una tragedia».Anche un membro del comitato dei cittadini interviene: «Chiediamo interventi concreti: telecamere, illuminazione migliore e controlli più frequenti. Solo così possiamo sentirci sicuri».L’incendio di domenica, fortunatamente senza conseguenze gravi, riporta l’attenzione su un’area strategica della città che, secondo chi la vive ogni giorno, necessita di interventi concreti per garantire sicurezza e tranquillità.

Vanoli e quell'inspiegabile scelta di tornare a 3

I numeri impietosi della Fiorentina

La Fiorentina continua a inciampare nei propri limiti, e anche contro l’Udinese Calcio ha confermato fragilità ormai croniche. Nella 27ª giornata di Serie A i viola hanno mostrato problemi sia difensivi sia offensivi. Il gol decisivo è nato da un corner battuto da Nicolò Zaniolo e finalizzato di testa da Christian Kabasele, portando a 11 le reti subite di testa: un primato negativo in campionato. In totale, sono già 13 i gol incassati su palla inattiva, segnale di lacune organizzative evidenti.La scelta di riproporre la difesa a tre con Marin Pongračić, Daniele Rugani e Luca Ranieri non ha dato i frutti sperati: Rugani ha sofferto la fisicità di Keinan Davis e Adam Buksa. I numeri parlano chiaro: con la linea a tre la Fiorentina ha una media punti nettamente inferiore rispetto alla difesa a quattro. Il tecnico Paolo Vanoli ha però puntato il dito soprattutto sull’atteggiamento, parlando di mancanza di concentrazione e focus.Anche l’attacco ha deluso: per la settima volta in stagione i viola sono rimasti a secco, senza nemmeno un tiro in porta — evento che non accadeva dal match contro l’Empoli del 29 settembre 2024. Moise Kean, capocannoniere con 9 reti, ha inciso poco ed è uscito per un problema fisico. Dopo 27 partite le sconfitte sono già 13, un dato che riporta alla stagione 2001/02. Ora serve una reazione immediata, a partire dalla prossima sfida contro il Parma, per evitare che la stagione prenda una piega ancora più negativa.

Fiorentina, ultima chiamata: serve il vero Gudmundsson

Dopo l’ennesimo blackout mentale, la squadra di Vanoli si aggrappa al rientro del numero 10 per inseguire una salvezza che non può più aspettare

La Fiorentina continua a vivere di improvvisi blackout mentali, nonostante il lavoro di Paolo Vanoli, che fin dal suo arrivo aveva individuato nella testa dei giocatori il vero nodo da sciogliere. Dopo un avvio incoraggiante nel nuovo anno, con otto punti contro Lazio, Cremonese, Milan e Bologna, sono tornati i fantasmi: sconfitte pesanti e un’inaffidabilità cronica che hanno riportato la squadra in piena lotta salvezza. Anche i recenti successi tra campionato e Conference League avevano illuso su una possibile svolta, ma l’ennesimo crollo ha rimesso tutto in discussione.In questo contesto si inserisce il ritorno di Albert Gudmundsson, chiamato a essere l’uomo della svolta. I numeri stagionali – 4 gol in campionato e 3 in Conference – non sono all’altezza del suo talento, ma dopo lo stop per infortunio potrebbe aver ritrovato energie e lucidità. Complice l’emergenza sulla fascia sinistra, tra gli infortuni di Solomon e Gosens, toccherà probabilmente a lui prendersi la responsabilità già dalla sfida di Udine: non novanta minuti, forse, ma abbastanza per incidere. La Fiorentina ha bisogno del suo numero 10, subito.L’eliminazione sfiorata contro lo Jagiellonia ha però evidenziato ancora una volta fragilità profonde: atteggiamento sbagliato, gestione superficiale del vantaggio, mancanza di identità. Vanoli ha chiesto mentalità e consapevolezza, ricevendo invece l’ennesima prova di discontinuità. I confronti interni si moltiplicano, anche con il nuovo direttore sportivo Paratici, ma le risposte devono arrivare dal campo. La trasferta di Udine rappresenta un crocevia decisivo: da lì passa una salvezza che resta l’unico obiettivo, e il tempo per aspettare è finito.

Mentalità e maturità: la Fiorentina tra Europa e salvezza

Vanoli chiede concentrazione totale per chiudere il discorso Conference e continuare la risalita in campionato

La parola d’ordine è mentalità. Alla vigilia del ritorno dei playoff di Conference League contro lo Jagiellonia Białystok, Paolo Vanoli chiede alla sua Fiorentina di giocare per vincere senza fare calcoli, nonostante il rassicurante 0-3 dell’andata in Polonia. Il vantaggio è importante, ma non autorizza distrazioni: l’obiettivo è il passaggio del turno, ma soprattutto la crescita del gruppo, chiamato a dimostrare maturità più mentale che tecnica. L’impegno europeo si intreccia con la lotta salvezza in Serie A, ancora apertissima, e impone una gestione attenta di energie e uomini.I viola arrivano alla sfida in un momento di netta ripresa. Dopo un avvio disastroso, con appena 6 punti nelle prime 15 giornate, la squadra ha cambiato passo conquistandone 18 nelle ultime 11. I numeri raccontano una Fiorentina più solida: aumentano conclusioni, precisione nei passaggi e dribbling, mentre diminuiscono tiri e gol subiti. La squadra è più compatta e organizzata, anche se margini di miglioramento restano evidenti. In Europa, intanto, la Conference è diventata un’abitudine primaverile: due finali e una semifinale nelle ultime tre stagioni confermano un percorso ormai consolidato.Guai però a sottovalutare lo Jagiellonia, capolista in Polonia e squadra abile nel palleggio e nel pressing alto, capace all’andata di mantenere a lungo il possesso. Vanoli punta su un turnover ragionato: spazio a Lezzerini in porta, chance per Piccoli in attacco, con rotazioni che non intaccano l’equilibrio del gruppo. Le tre vittorie consecutive tra campionato e coppa hanno restituito fiducia e entusiasmo. Dal freddo di Białystok al calore del Franchi, la Fiorentina vuole allungare la striscia positiva: vincere per crescere ancora, e continuare a sognare in Europa senza perdere di vista la missione salvezza.

Questo è il vero Luca Ranieri: non tutti i mali vengono per nuocere

La rinascita dell'ex capitano viola

Non è stato un periodo facile per Luca Ranieri. Da capitano della Fiorentina a semplice alternativa in panchina, complice un calo psicofisico che aveva portato il tecnico a ridimensionarne il ruolo. Dall’inizio di gennaio il difensore classe ’99 ha visto il campo solo per 55 minuti complessivi in Serie A, un’involuzione difficile da immaginare a inizio stagione, quando era considerato un punto fermo dello spogliatoio viola.La svolta è arrivata il 14 febbraio, quando l’allenatore Paolo Vanoli gli ha concesso una nuova chance da titolare contro il Como. Ranieri ha risposto con una prestazione solida, fatta di orgoglio e personalità, qualità che lo avevano portato a indossare la fascia da capitano. Senza polemiche e con grande umiltà, il difensore ha continuato a lavorare in silenzio, guadagnandosi nuovamente fiducia e spazio.L’immagine simbolo della sua rinascita è l’intervento contro il Pisa: dopo una palla persa da Fagioli e la ripartenza avversaria, Ranieri è protagonista di una scivolata provvidenziale che evita un gol quasi fatto. Una scena che richiama un episodio simile contro il Milan, quando invece arrivò il pareggio rossonero. Stavolta no: Ranieri ci ha messo una toppa decisiva, tornando a essere guida e riferimento della sua Fiorentina.

Disagi e polemiche in via Folco Portinari: pietre rimosse e carreggiata rattoppata

Tra i residenti prevale un sentimento di preoccupazione e scetticismo

“Via Folco Portinari, la piccola stradina che va da via dell’Oriuolo a Santa Maria Nuova: ecco lo scempio. Le pietre sono state impacchettate… ma chissà, a pensar male si fa peccato?”. È il commento amaro di un cittadino sui social che riaccende i riflettori sulle condizioni della strada nel cuore del centro storico.Le immagini parlano chiaro: una parte della storica pavimentazione in pietra risulta rimossa e accatastata su pallet, legata con cinghie e posizionata dietro transenne. Al loro posto, un’ampia striscia di asfalto nero attraversa la carreggiata, interrompendo la continuità delle lastre in pietra tipiche della zona. Il tratto interessato appare come un rattoppo provvisorio in attesa – forse – di un ripristino definitivo.Pietre “impacchettate” e asfalto al posto del lastricatoVia Folco Portinari, a due passi dall’ospedale di Santa Maria Nuova, è una strada stretta e molto frequentata, sia dai residenti sia da chi lavora o transita quotidianamente nell’area. La pavimentazione storica in pietra, elemento distintivo del centro fiorentino, è stata parzialmente rimossa per consentire un intervento – con ogni probabilità legato a sottoservizi o manutenzioni della rete – ma il risultato attuale lascia perplessi.Le lastre, numerate e accatastate ordinatamente, fanno pensare a un recupero programmato. Tuttavia, al momento, il manto stradale si presenta irregolare, con un lungo tratto asfaltato che spezza l’armonia del contesto architettonico circostante.La voce dei residentiTra i residenti prevale un sentimento di preoccupazione e scetticismo.“Non è la prima volta che vediamo lavori del genere. Si tolgono le pietre, si mette l’asfalto e poi si aspetta mesi prima che tutto venga sistemato,” racconta Maria, che abita in zona da oltre vent’anni. “Capisco gli interventi necessari, ma qui siamo in pieno centro storico: il ripristino dovrebbe essere rapido e fatto a regola d’arte.”Un commerciante della via aggiunge:“Le pietre sono state messe da parte con cura, questo è vero. Però i tempi sono fondamentali. Se resta così troppo a lungo, oltre al danno estetico c’è anche quello pratico: la strada è sconnessa e poco decorosa.”C’è anche chi invita alla prudenza nei giudizi:“Aspettiamo di capire che tipo di intervento è stato fatto. Se le pietre sono state conservate, forse è previsto un ripristino fedele,” osserva un altro residente. “Ma servono comunicazioni chiare e tempi certi.”Attesa per il ripristinoAl momento non risultano cartelli dettagliati con indicazione dei tempi di conclusione dei lavori. Le transenne e il materiale accatastato fanno pensare a un cantiere ancora aperto o sospeso in attesa della fase finale.In un’area dal grande valore storico e architettonico come quella di via Folco Portinari, ogni intervento sulla pavimentazione suscita inevitabilmente attenzione e sensibilità. I cittadini chiedono soprattutto trasparenza e rapidità: se si tratta di un intervento temporaneo, il ripristino delle pietre dovrà avvenire nel più breve tempo possibile per restituire decoro e uniformità alla strada.Nel frattempo, lo “scempio” denunciato sui social continua ad alimentare il dibattito, tra chi teme l’ennesimo rattoppo destinato a durare e chi spera in un ritorno imminente al lastricato originale.

Fiorentina, quanti italiani: chi convincerà Gattuso?

La Fiorentina, insieme a Cagliari e Cremonese, è tra le squadre con meno stranieri in rosa

In tempi in cui il calcio italiano si interroga, quasi con malinconia, sulla propria identità smarrita, c’è una realtà che prova a indicare una strada diversa. Una strada concreta, lineare, forse anche controcorrente: quella della Fiorentina.Mentre il movimento nazionale fa i conti con risultati altalenanti, con club sempre più internazionali e con le preoccupazioni attorno alla Nazionale di Gennaro Gattuso in vista dei playoff di marzo per il sogno Mondiale, a Firenze si è fatta una scelta chiara. Una scelta che parte dall’alto, dal presidente Rocco Commisso, fin dal suo arrivo nel giugno 2019: puntare sui calciatori italiani. Non per nostalgia, non per sciovinismo, ma per costruire un’identità riconoscibile.L’ultima dimostrazione è arrivata in Polonia, nella trasferta europea contro lo Jagiellonia a Bialystok. Dal primo minuto, Paolo Vanoli ha schierato nove italiani su undici. Nove su undici: un numero che oggi, in Serie A, fa quasi notizia. E nove sono rimasti in campo fino all’84’, quando il giovane Balbo, venezuelano classe 2006, ha preso il posto di Ndour. In quel momento gli italiani in campo sono scesi a otto. Ma in panchina ce n’erano altri nove, quasi tutti provenienti dalla Primavera guidata da Galloppa. Un segnale forte, coerente, strutturale.Non si tratta soltanto di quantità. C’è anche la qualità. Tra quei nove c’erano giovani come Fortini, appena ventenne, o i ventunenni Comuzzo e Ndour. C’erano ragazzi che hanno già vestito l’azzurro dell’Under 21 o della Nazionale maggiore. E poi c’è lui, Moise Kean, simbolo e testimonial di questa filosofia. Un attaccante nel pieno della maturità calcistica che rappresenta il volto più noto di un gruppo italiano competitivo.È vero, la stagione della Fiorentina non è stata priva di sofferenze. Il Viola Park e lo stadio Franchi hanno vissuto momenti complessi. Ma le radici delle difficoltà affondano in cause più profonde, che vanno oltre il valore dei singoli. La linea, però, resta chiara.I numeri lo confermano. La Fiorentina, insieme a Cagliari e Cremonese, è tra le squadre con meno stranieri in rosa: dodici. I calciatori italiani sono quindici. Un dato che assume ancora più rilievo se confrontato con altre realtà del campionato.Basta tornare a sabato scorso, allo stadio Sinigaglia. Da una parte il Como di Cesc Fabregas, con sedici stranieri su sedici impiegati tra titolari e sostituti. Il club lariano conta venticinque tesserati provenienti dall’estero, secondo solo al Verona. Dall’altra parte, la Fiorentina di Vanoli, che tra primo e secondo tempo ha schierato fino a otto italiani, e mai meno di sei contemporaneamente. In totale, quattordici italiani sui ventidue convocati.Non è una crociata ideologica. È una scelta tecnica e progettuale. Una direzione che punta a rafforzare il legame con il territorio, con il vivaio, con l’identità. In un calcio sempre più globalizzato, Firenze prova a riscoprire un equilibrio tra apertura internazionale e valorizzazione domestica.Ma non c’è tempo per fermarsi a riflettere troppo. Dopo la trasferta in Polonia, il rientro a Firenze è stato immediato. In aereo, tra sorrisi e stanchezza, Pietro Comuzzo ha festeggiato i suoi ventuno anni spegnendo le candeline su una torta simbolica. Un’immagine semplice, ma significativa: un giovane italiano che cresce dentro un progetto tecnico ambizioso.Il giorno dopo, subito in campo al centro sportivo di Bagno a Ripoli per una seduta di scarico. Perché all’orizzonte c’è il derby contro il Pisa, in programma lunedì sera al Franchi. Una partita che vale molto, soprattutto in ottica salvezza.Vanoli deve sciogliere alcuni dubbi. Il primo riguarda Albert Gudmundsson, alle prese con un trauma distorsivo alla caviglia sinistra rimediato contro il Torino. Le prime valutazioni hanno escluso lesioni gravi, ma l’islandese ha saltato la trasferta europea per favorire il recupero. Oggi saranno decisive le nuove verifiche.C’è poi Daniele Rugani, che punta a rientrare tra i convocati proprio contro il Pisa. Il difensore classe 1994 farà di tutto per esserci.Per il resto, le scelte sembrano quasi obbligate, anche alla luce delle esclusioni strategiche operate in Polonia. Vanoli ha ammesso di aver risparmiato qualcuno per precauzione. È il caso di Moise Kean e di Dodo, pronti a tornare dal primo minuto. David De Gea, dopo una sub-lussazione al terzo dito della mano sinistra, dovrebbe esserci senza problemi. Manor Solomon, fermato dall’influenza, è in recupero.La probabile formazione si orienta verso un 4-1-4-1. De Gea tra i pali. Dodo a destra, Pongracic e Comuzzo – con Ranieri alternativa – al centro, Parisi a sinistra. In mezzo al campo, assente Mandragora per squalifica, toccherà a Fagioli in regia. Sulle fasce Harrison a destra e Solomon a sinistra, con Ndour e Brescianini mezzali. Davanti, unica punta, Moise Kean.Sarà una battaglia. Per la classifica, per la salvezza, per dare continuità a un progetto che guarda oltre l’emergenza del momento. In un calcio italiano che cerca risposte, la Fiorentina prova a offrirne una: investire sui propri talenti, dare spazio ai giovani, costruire un’identità riconoscibile.Non è una formula magica. Non garantisce vittorie immediate. Ma è una strada. E in tempi di incertezze, avere una direzione chiara è già un punto di partenza.

Passerella di via Mannelli nel degrado: buio, acqua e ruggine a Campo di Marte

Sotto accusa le condizioni del collegamento pedonale vicino alla stazione: cittadini esasperati denunciano una situazione pericolosa e chiedono interventi immediati

La passerella ferroviaria di via Mannelli, a pochi metri dalla Stazione di Firenze Campo di Marte, continua a versare in condizioni critiche. Nel quadrante est di Firenze, quello che dovrebbe essere un collegamento sicuro e funzionale per pendolari, studenti e residenti si è trasformato in un percorso insidioso, segnato da degrado e scarsa manutenzione.Il problema più evidente è l’illuminazione: insufficiente, in alcuni tratti praticamente assente. Nelle ore serali attraversare la passerella significa muoversi quasi al buio, con una visibilità ridotta che aumenta il rischio di cadute e rende l’area percepita come poco sicura.A questo si aggiunge la presenza costante di acqua stagnante sul camminamento. Dopo le piogge, ampie pozzanghere coprono buona parte della superficie, costringendo i pedoni a camminare con i piedi immersi nell’acqua. In diversi punti l’asfalto appare sconnesso, scivoloso, potenzialmente pericoloso soprattutto per anziani e bambini.Le barriere metalliche, arrugginite e imbrattate di graffiti, accentuano il senso di abbandono. Ai bordi crescono erbacce e vegetazione spontanea, segno evidente di una manutenzione carente. Un quadro che non riguarda solo il decoro urbano, ma la sicurezza pubblica.“Qui è pericoloso, soprattutto la sera”, racconta una residente della zona. “Quando piove diventa un lago. Ho visto persone rischiare di cadere. Possibile che nessuno intervenga?”.Uno studente che utilizza quotidianamente il passaggio per raggiungere la stazione aggiunge: “Non si vede dove si mettono i piedi. Tra il buio e l’acqua si rischia davvero di farsi male. È una situazione che va risolta subito”.Le segnalazioni, assicurano i cittadini, non sono mancate. Ma finora nulla è cambiato. “Abbiamo scritto e fatto presente il problema più volte. Chi dobbiamo sentire? Nessuno fa niente”, denuncia un pendolare esasperato.La passerella di via Mannelli, snodo importante per la mobilità del quartiere, resta così un luogo percepito come insicuro. I residenti chiedono un intervento urgente di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria, prima che il degrado si trasformi in un incidente annunciato.

Urbanistica, incontro della sindaca con giunta, maggioranza e presidenti di quartiere

Funaro: “Aggiornamento sul Poc. Ognuno, con le proprie sensibilità e opinioni, ha portato un importante contributo”

Si è tenuto al secondo piano di Palazzo Vecchio nella sala riunioni del Gruppo Pd intitolata a “Manuele Auzzi” l’incontro ore della sindaca Sara Funaro con la giunta, il gruppo di maggioranza e i presidenti di Quartiere. L’incontro è durato tutta la mattinata.Quello di stamani è stato un incontro sulla visione di città e sugli strumenti urbanistici per realizzare la Firenze del futuro tra cui il Poc, strumento che comprende scelte innovative e coraggiose.Dopo la sindaca è intervenuta l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti che ha spiegato, entrando nel merito, alcune operazioni di trasformazione urbanistica della città come ad esempio Mercafir e Burci.A seguire gli interventi dei consiglieri, dei presidenti di quartiere e della giunta.L’incontro di stamani rientra tra gli appuntamenti tematici su questioni strategiche per lo sviluppo della città che sindaca e giunta fanno abitualmente con i consiglieri e i presidenti di quartiere.“È stato un incontro molto positivo - ha detto la sindaca Funaro -, nell’ambito del quale, ognuno con le proprie sensibilità, ha portato un importante contributo. A sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo Poc, l’incontro è servito per fare un aggiornamento sul Piano, aggiornamento che sarà continuo e costante, come siamo soliti fare sui temi strategici per la città. Andremo anche nei quartieri, come previsto nel nostro programma di mandato, affinché il principale atto di programmazione urbanistica della città sia portato il più possibile a conoscenza dei fiorentini”.“Come tutte le altre volte in cui ci siamo visti con la maggioranza - ha detto l’assessora Biti -, anche oggi il dibattito si é sviluppato con competenze e visioni che contribuiscono allo svolgimento al meglio del mandato che i cittadini ci hanno consegnato”.La sindaca Funaro ha tracciato le linee guida del Poc e le scelte politiche che ne sono alla base, rivendicando tutta una serie di operazioni contenute al suo interno come ad esempio le monetizzazioni derivanti dal Piano operativo (si stima siano pari a circa 47 milioni di euro), che per scelta politica andranno ad essere investite sulle case per i cittadini. Si tratta di risorse con le quali possono essere ristrutturati fino a 1900 appartamenti erp o costruiti 308 nuovi alloggi. Tra i temi di discussione, tra gli altri, anche il Piano del verde, il blocco degli affitti turistici brevi e la misura che prevede, per interventi urbanistici privati superiori ai 2.000 metri quadrati, di realizzare il 20% della superficie ad alloggi a canone calmierato per venti anni.“La riunione di oggi, nel solco delle tante riunioni avute dalla maggioranza di Palazzo Vecchio dall'inizio della consiliatura, è stata utile e costruttiva” fanno sapere in una nota congiunta Luca Milani (PD), Vincenzo Pizzolo (AVS Ecolò) e Marco Semplici (Lista Funaro). “Abbiamo registrato volontà e consapevolezza della necessità di uno sforzo ulteriore verso la cittadinanza per raccontare quanto fatto e discutere insieme delle trasformazioni di domani. La nostra è una maggioranza composita e plurale, ma ci accomuna l'attenzione all'edilizia sociale, anche individuando soluzioni che possano rispondere in maniera più diretta alle necessità della cittadinanza, a partire da liberalizzazione e investimenti sulle energie rinnovabili, allargare la regolamentazione degli affitti brevi anche al di fuori del centro storico e tutela dell'ambiente e dello spazio pubblico per tutte e tutti”.

Fiorentina, le armi per battere il Como: tutti i dubbi di Paolo Vanoli

Vanoli scioglie i dubbi sugli esterni: Gosens spinge per tornare titolare, Solomon verso la conferma

Ultime prove al Viola Park prima della partenza per Como, con Paolo Vanoli chiamato a sciogliere gli interrogativi che si trascina da inizio settimana. Se gran parte dell’undici sembra già delineata, le scelte sulle corsie restano il vero rebus alla vigilia della trasferta del Sinigaglia.In attacco non ci sono incertezze: al centro dell’attacco sarà ancora Moise Kean, chiamato a dare continuità alla prestazione offerta contro il Torino e, nelle speranze viola, anche al gol ritrovato. Alle sue spalle però si accende il ballottaggio. Sulla destra si giocano una maglia Parisi e Harrison, con un duello che potrebbe risolversi solo dopo la rifinitura. Non è escluso che Parisi possa essere arretrato nel ruolo di terzino, soluzione già vista nell’ultima gara, che aprirebbe scenari differenti nella distribuzione delle maglie.Sulla corsia opposta, invece, le gerarchie sembrano più definite: Solomon è pronto a prendersi la fascia sinistra offensiva. Gudmundsson difficilmente sarà della partita: la distorsione alla caviglia rimediata contro i granata continua a dare sensazioni poco incoraggianti e anche una convocazione appare complicata.Per il resto, la struttura della squadra appare delineata: davanti a De Gea dovrebbero agire Dodô, Comuzzo, Pongracic e uno tra Gosens e Parisi. In cabina di regia Fagioli, con Mandragora e Ndour favoriti per completare il centrocampo, anche se Brescianini resta in corsa.Proprio Gosens rappresenta uno dei temi centrali. Dopo la panchina dell’ultimo turno, il tedesco scalda i motori e punta a riprendersi la fascia sinistra dal primo minuto. La sua scelta di restare a Firenze, respingendo le sirene della Premier League, ha rafforzato il legame con l’ambiente, ma ora serve ritrovare anche la miglior versione in campo. Vanoli nei giorni scorsi aveva ammesso che il suo rientro era stato forse accelerato, con una brillantezza non ancora ottimale anche a causa del problema muscolare accusato in autunno.Adesso però il laterale sta bene e si allena regolarmente con il gruppo. Toccherà al tecnico decidere se rilanciarlo dal primo minuto. In una fase così delicata della stagione, la Fiorentina ha bisogno dell’esperienza e della spinta del suo esterno: a Como può essere il momento giusto per tornare protagonista.

Fiorentina e un ottimismo che fa male

Il messaggio di Paratici è chiaro, la squadra l'avrà recepito?

Il clima che si respira al Viola Park è stato a lungo improntato a un ottimismo ostinato: giocatori e dirigenza hanno continuato a credere che il tempo avrebbe sistemato le cose e che la Fiorentina si sarebbe tirata fuori dalla zona retrocessione quasi naturalmente. Questo atteggiamento, però, contrasta sempre più con la realtà del campo, con l’umore della città e con lo sguardo più lucido di chi osserva la situazione senza filtri.All’interno della squadra emergono visioni opposte: da un lato l’ottimismo di Kean, convinto nella rimonta, dall’altro la frustrazione di Solomon, che sottolinea i continui gol subiti nel finale e la difficoltà a trasformare le prestazioni in risultati. Una spaccatura emotiva che riflette una squadra ancora divisa.La stessa distanza di lettura si è vista con l’arrivo di Fabio Paratici, che ha parlato con realismo di una salvezza da conquistare soffrendo, senza illusioni. Una linea più dura e concreta rispetto a quella espressa in passato dalla dirigenza, che sembrava vivere in una sorta di “bolla” protettiva. In questo contesto, l’allenatore Vanoli appare la figura più lucida: mai allarmista, ma nemmeno indulgente, sempre consapevole dei limiti e delle responsabilità.Ora l’ottimismo non basta più. Servono punti. I numeri dicono che per salvarsi la Fiorentina deve arrivare almeno a quota 35: significa conquistare 17 punti nelle ultime 14 partite, aumentando drasticamente una media finora insufficiente. Le combinazioni sono possibili, ma il recente rendimento è preoccupante.La salvezza resta aritmeticamente alla portata, ma il tempo delle analisi è finito: senza un cambio di passo netto, l’ottimismo rischia di restare solo una parola, mentre le notti viola diventano sempre più scure.

Piazza Vittorio Veneto ostaggio dei parcheggiatori abusivi

Tra intimidazioni, degrado e silenzi: i cittadini chiedono controlli immediati

In piazza Vittorio Veneto, uno dei principali snodi di sosta a ridosso del centro storico, la presenza dei parcheggiatori abusivi è ormai una realtà quotidiana e tollerata. Un fenomeno che, secondo residenti e automobilisti, va avanti da anni sotto gli occhi di tutti, trasformando un’area pubblica in un territorio di sopraffazione e insicurezza.Ogni giorno uomini stazionano tra le auto, indicano posti liberi, chiedono denaro in modo insistente e, in alcuni casi, con atteggiamenti intimidatori. Non si tratta di un semplice “aiuto” alla sosta, ma di una vera e propria richiesta forzata, che molti cittadini pagano per paura di ritorsioni sul proprio veicolo.“Se non dai qualcosa, quando torni trovi l’auto rigata o con gli specchietti rotti. Non è una scelta, è una costrizione”, racconta Marco, che parcheggia in zona per lavoro.A preoccupare è anche il senso di abbandono percepito dai cittadini, che denunciano una totale assenza di controlli.“Li vediamo tutti i giorni, sempre gli stessi. Possibile che nessuno intervenga?”, si chiede Laura, residente nel quartiere. “Questa piazza è diventata terra di nessuno.”Il problema non è solo economico, ma anche sociale e di sicurezza. Famiglie, anziani e turisti si trovano a dover gestire situazioni di disagio che nulla hanno a che fare con una città che si definisce civile e accogliente.“Firenze non può permettersi questo degrado, soprattutto in una zona così centrale”, aggiunge Paolo, pensionato. “Paghiamo le tasse e poi dobbiamo pagare anche per parcheggiare illegalmente.”I cittadini chiedono interventi concreti e costanti, non blitz occasionali: presenza fissa della polizia municipale, controlli sistematici e una strategia che restituisca legalità agli spazi pubblici.La domanda resta aperta: quanto ancora dovrà durare questa situazione prima che qualcuno si assuma la responsabilità di intervenire?

Tutti gli errori di Paolo Vanoli

Cambi, punti persi e gol subiti: così salvarsi diventa complicato

La Fiorentina sta vivendo una stagione segnata da un problema strutturale: l’incapacità di difendere i vantaggi. In 24 giornate ha perso 22 punti da situazioni favorevoli, finendo al terz’ultimo posto. Nove partite raccontano questo spreco, con Pioli prima e Vanoli poi, a dimostrazione che il problema va oltre il cambio in panchina.Quasi metà dei punti persi è arrivata nei minuti di recupero, segno di paura, cattiva gestione e fragilità mentale. Partite come quelle contro Cagliari e Torino seguono sempre lo stesso copione: reazione positiva, apparente controllo, poi blackout finale e pareggio o sconfitta allo scadere. Non è casualità, ma un’abitudine che pesa come una condanna.Anche con Vanoli la situazione non è migliorata: vantaggi buttati contro Genoa, Sassuolo, Lazio, Milan e Torino. A questo si aggiungono scelte discutibili nei cambi, che spesso hanno abbassato troppo la squadra, regalando campo e inerzia agli avversari, come accaduto chiaramente contro il Torino.Sul piano offensivo, i numeri aggravano il quadro: 27 gol segnati contro 37 xG, dieci reti “mancanti”. Kean è l’emblema del problema: molto coinvolto, ma poco concreto. L’attacco Kean–Piccoli–Gudmundsson, teoricamente devastante, ha prodotto solo 12 gol. Anche la sfortuna incide (12 pali), ma non basta a spiegare tutto.

Fiorentina-Torino, la partita di Moise Kean

Vanoli non può più perdere

Fiorentina-Torino, il tradizionale “derby dell’amicizia”, arriva in un momento tutt’altro che romantico. Al Franchi, tra pioggia e difficoltà strutturali, la Viola si gioca molto più di una semplice partita: le recenti sconfitte contro Cagliari, Napoli e Como hanno cancellato i progressi visti nelle settimane precedenti, riportando la squadra in piena emergenza. La classifica è tornata a fare paura e un altro passo falso aprirebbe scenari pericolosi, rendendo questo incrocio decisivo anche sul piano psicologico.Il Torino, invece, arriva con maggiore serenità grazie al successo contro il Lecce. Pur con alcune assenze importanti, la squadra di Baroni gioca con la testa più leggera e l’obiettivo di restare lontana dalla zona calda. La Fiorentina, al contrario, convive da mesi con una fragilità strutturale, soprattutto difensiva: dieci gol subiti nelle ultime sei gare e nessun clean sheet sono numeri allarmanti. Per provare a invertire la rotta servirà ritrovare equilibrio e solidità, a partire dalla protezione di De Gea.In questo contesto pesa il ritorno di Moise Kean, chiamato a dare peso e profondità a un attacco che ha bisogno dei suoi gol. Ma non basterà il singolo: servirà una Fiorentina feroce, compatta, più concreta che elegante, come nella miglior versione vista a Bologna. Vanoli è pronto a qualche correzione negli interpreti per limitare le transizioni difensive che stanno costando caro. Vincere significherebbe respirare e, forse, uscire dalla zona rossa; perdere vorrebbe dire guardare il baratro. Al Franchi, stasera, non c’è più tempo da perdere.

Bagno a Ripoli ripensa i suoi centri abitati: al via il percorso partecipato per la rigenerazione urbana

Tramvia, nuove infrastrutture e rilancio del commercio locale: Bagno a Ripoli, Grassina e Antella al centro di un progetto promosso dal Comune con Confesercenti per ridisegnare il futuro del territorio insieme a cittadini e imprese

Il futuro dei centri abitati di Bagno a Ripoli passa dalla partecipazione attiva della comunità e da una visione condivisa dello sviluppo urbano. Con l’arrivo della tramvia, la realizzazione del nuovo capolinea, il completamento della Variante alla Chiantigiana a Grassina e la conclusione dei cantieri della terza corsia ad Antella, il territorio si prepara a profonde trasformazioni infrastrutturali, economiche e sociali.Per accompagnare questi cambiamenti nasce un nuovo percorso di ricerca, partecipazione e rigenerazione urbana promosso e finanziato dal Comune di Bagno a Ripoli, ideato da Confesercenti e realizzato da Innovazione e Sviluppo, società individuata tramite apposita manifestazione di interesse. I tre centri abitati – Bagno a Ripoli, Grassina e Antella – saranno protagonisti di un progetto che mira a ridisegnarne il volto, valorizzando lo spazio pubblico, rilanciando il commercio di prossimità e costruendo strategie condivise di sviluppo sostenibile.Il percorso prenderà il via nelle prossime settimane con una prima fase di ricerca e raccolta dati, affidata alla società Iris, che servirà a definire il quadro di riferimento. Seguiranno focus group e laboratori di co-progettazione condotti dall’agenzia Codesign, con il coinvolgimento diretto di residenti, commercianti, associazioni di categoria e realtà del terzo settore.Tra le azioni previste anche un censimento dei fondi sfitti presenti nelle diverse frazioni, con l’obiettivo di favorirne il recupero e la valorizzazione, rafforzando il commercio locale come pilastro dell’economia di prossimità e presidio di socialità. Il progetto prevede inoltre attività di formazione rivolte agli operatori commerciali, dedicate alle strategie di promozione e agli strumenti di innovazione digitale. Il percorso si concluderà con un momento pubblico di restituzione alla cittadinanza, per condividere idee, proposte e soluzioni emerse.Un lavoro che sarà fondamentale per l’amministrazione comunale, chiamata a orientare e integrare la propria programmazione futura in materia di commercio, urbanistica, viabilità, servizi e promozione del territorio.«I nostri centri abitati vivranno presto trasformazioni importanti, che non saranno solo infrastrutturali ma avranno ricadute profonde sul tessuto commerciale e sociale – commenta il sindaco Francesco Pignotti –. Da qui l’idea di ripensarne il volto e la fruizione come tele bianche, attraverso un percorso partecipato basato su analisi specifiche e sui criteri dello sviluppo sostenibile, a partire dal riuso degli spazi vuoti. È un progetto in cui crediamo molto e su cui investiremo 60mila euro».Sulla stessa linea l’assessora allo Sviluppo economico Paola Nocentini: «Trasformeremo in opportunità i cambiamenti che attendono i nostri centri abitati, mettendo al centro cittadini e attività commerciali, che rappresentano il cardine dell’economia locale e un elemento fondamentale di tenuta sociale».Soddisfazione anche da Confesercenti. «Siamo molto felici che il Comune abbia scelto di intraprendere questo percorso – afferma la presidente di Confesercenti Bagno a Ripoli, Marianna Cellai –. Per affrontare le trasformazioni in atto servono professionalità specifiche in grado di lavorare sulle criticità e valorizzare le potenzialità del territorio, rendendo Bagno a Ripoli sempre più attrattivo come luogo da vivere».Alla presentazione dell’iniziativa hanno partecipato, oltre al sindaco Pignotti, all’assessora Nocentini e alla presidente Cellai, anche l’assessora alla Partecipazione Sandra Baragli, il vicedirettore di Confesercenti Metropolitana Firenze Luca Bartolesi e la responsabile di Innovazione e Sviluppo Rossana Gori.

Le pericolose strisce pedonali in Viale Europa: cantieri e scarsa illuminazione mettono in pericolo i cittadini

La voce dei residenti

Attraversare Viale Europa, nel tratto interessato dai lavori per la nuova linea della tramvia, è diventato sempre più pericoloso. Le strisce pedonali risultano poco visibili, penalizzate dalla presenza delle recinzioni di cantiere che riducono drasticamente la visuale e da un’illuminazione notturna giudicata insufficiente da residenti e automobilisti.La situazione è evidente anche dalle immagini scattate sul posto: reti arancioni e barriere metalliche affiancano gli attraversamenti pedonali, restringendo la carreggiata e creando angoli ciechi. Le strisce sull’asfalto appaiono sbiadite e, in caso di pioggia o scarsa luce, diventano difficilmente distinguibili.Cantieri e sicurezza: un equilibrio mancatoIl problema non riguarda l’opera in sé, considerata strategica per la mobilità cittadina, ma la gestione della sicurezza durante i lavori. In prossimità degli attraversamenti pedonali, le recinzioni sono collocate a ridosso delle strisce, impedendo a pedoni e conducenti una visuale adeguata. Nelle ore serali e notturne, l’assenza di segnaletica luminosa temporanea aggrava ulteriormente il rischio.Secondo quanto previsto dal Codice della Strada, i cantieri stradali dovrebbero garantire condizioni di sicurezza equivalenti a quelle ordinarie, in particolare nei punti di attraversamento pedonale. In Viale Europa, però, molti cittadini segnalano una situazione ben diversa.Le voci dei residenti“Dopo il tramonto non si vede quasi nulla e le auto arrivano veloci – racconta Anna, 34 anni, residente nella zona – spesso frenano all’ultimo momento. Basta poco perché succeda qualcosa di grave”.Preoccupazione condivisa anche da Giovanni, 67 anni: “Ho difficoltà a muovermi e con le barriere così vicine non riesco a controllare bene il traffico. Mi sento esposto e vulnerabile”.“Con i bambini evito di attraversare la sera – spiega Sara, madre di due figli – le strisce sono strette dal cantiere e non è chiaro dove passare in sicurezza”.Dal punto di vista di chi guida, il problema è altrettanto evidente. “Di notte le strisce non si distinguono – afferma Luca, automobilista – il pedone compare all’improvviso e non sempre c’è il tempo di reagire”.La richiesta al ComuneI residenti chiedono interventi rapidi: maggiore illuminazione notturna, rifacimento o integrazione della segnaletica orizzontale con materiali ad alta visibilità, arretramento delle barriere dai passaggi pedonali e l’installazione di segnalazioni luminose temporanee.La tramvia rappresenta un investimento importante per Firenze, ma – sottolineano i cittadini – non può procedere a discapito della sicurezza quotidiana. Viale Europa rischia di diventare un nuovo punto critico della viabilità urbana se non verranno adottate soluzioni immediate.

Tra ritardi e assenze, Fiorentina il tempo scorre

Paratici cerca un difensore, ma ancora tutto tace

Il mercato della Fiorentina vive una fase di stallo che preoccupa i tifosi, dopo un avvio promettente. La dirigenza è chiamata a completare la rosa di Paolo Vanoli, ma tra trattative rallentate e scelte poco chiare emergono tre concetti chiave — l’inspiegabile, il dubbio e l’alibi — utili per leggere l’andamento complessivo di questa sessione.L’elemento più difficile da comprendere è la cessione di Nicolussi Caviglia al Parma, arrivata in un momento delicato e senza un sostituto già pronto. Pur non essendo una perdita tecnica irreparabile, la sua partenza ha lasciato scoperta una zona di campo già fragile, soprattutto considerando i limiti mostrati dalle alternative. Da qui nasce anche il dubbio sulle reali priorità di mercato: se difensore e centrocampista restano gli obiettivi principali, le condizioni fisiche precarie degli attaccanti aprono interrogativi sulla necessità di un rinforzo offensivo versatile, difficile però da concretizzare nei tempi ristretti.Infine c’è l’alibi del mercato di gennaio, notoriamente complesso, che coinvolge anche club più strutturati della Fiorentina, come dimostrano le difficoltà incontrate da Inter e Juventus. Questo contesto attenua in parte le responsabilità di Paratici e Goretti, ma non cancella la sensazione di un mercato che procede troppo lentamente. Un’attenuante che rischia di non bastare se non arriveranno segnali concreti prima della chiusura.

Firenze, sotto il Ponte all’Indiano una ferita aperta

Finché il problema verrà affrontato solo come emergenza episodica, sotto il Ponte all’Indiano resterà una ferita aperta

Sotto il Ponte all’Indiano, uno dei principali snodi viari di Firenze, si estende da tempo una situazione di grave degrado ambientale e sociale che continua a crescere nel silenzio generale. Le immagini dall’alto mostrano con chiarezza una vera e propria baraccopoli, fatta di strutture di fortuna realizzate con pallet, lamiere, teloni, assi di legno e materiali di recupero, circondate da accumuli incontrollati di rifiuti.L’area, che si sviluppa lungo le sponde dell’Arno e sotto l’infrastruttura stradale, appare come un intreccio di recinzioni improvvisate, capanni, depositi di oggetti abbandonati e zone adibite a discarica abusiva. Si distinguono elettrodomestici rotti, plastica, pneumatici, ferraglia, residui edili, mobili e rifiuti domestici, spesso ammassati a pochi metri dal fiume, con evidenti rischi di inquinamento ambientale.La presenza di pozze d’acqua stagnante, fango e materiali potenzialmente pericolosi evidenzia anche un problema igienico-sanitario: un contesto che favorisce la proliferazione di insetti e roditori e che diventa particolarmente critico in caso di piogge intense o piena dell’Arno. In più punti si notano segni di combustioni improvvisate, con residui anneriti e cumuli bruciati, un ulteriore fattore di rischio per la salute e la sicurezza.Accanto all’emergenza ambientale c’è quella umana. Le baracche sono chiaramente abitate: si vedono letti di fortuna, sedie, contenitori per l’acqua, stendibiancheria, piccoli spazi organizzati per la vita quotidiana. Una realtà di marginalità estrema che pone interrogativi urgenti sul piano sociale, dell’assistenza e dell’inclusione, oltre che su quello dell’ordine pubblico.Nonostante segnalazioni, interventi sporadici e annunci di bonifica, l’area continua a trasformarsi in un insediamento informale stabile, che si espande e si riorganizza dopo ogni sgombero parziale. Il risultato è una zona franca nel cuore della città, a pochi minuti dal centro, sotto gli occhi di automobilisti e residenti.Il caso del Ponte all’Indiano rappresenta una delle contraddizioni più evidenti di Firenze: una città conosciuta nel mondo per il suo patrimonio artistico e culturale, che fatica però a gestire alcune delle sue periferie più fragili. Servono interventi strutturali, coordinati e continui: bonifiche ambientali, controllo del territorio, ma anche soluzioni abitative e sociali per chi oggi vive in condizioni di estrema precarietà.Finché il problema verrà affrontato solo come emergenza episodica, sotto il Ponte all’Indiano resterà una ferita aperta, simbolo di un degrado che non riguarda solo un’area marginale, ma l’intera città.

Una Fiorentina azzurra, come sognava Rocco Commisso

Resta però il rischio di perdere giovani troppo presto, come già accaduto in passato

Rocco Commisso sognava una Fiorentina capace di fornire un vero “blocco” alla Nazionale italiana, e oggi quel progetto sta prendendo forma. Il mercato di gennaio ha rafforzato soprattutto il centrocampo, ora composto quasi esclusivamente da giocatori italiani, molti dei quali nel giro delle nazionali giovanili o maggiori, con Fagioli come potenziale punto di riferimento.Pur restando utopistica un’intera mediana azzurra viola, il solo fatto che sia ipotizzabile è già eccezionale. La società segue una linea chiara: valorizzare talenti italiani, soprattutto cresciuti nel vivaio, con il Viola Park destinato a diventare centrale.Resta però il rischio di perdere giovani troppo presto, come già accaduto in passato. Intanto la Fiorentina continua a produrre e acquistare italiani, arrivando oggi a sedici elementi azzurri in rosa. Una squadra sempre più “tricolore”, proprio come voleva il presidente.

Vanoli e il suo nuovo 4-3-3

Così cambia la Fiorentina

La Fiorentina, risalita in classifica, non vuole fermarsi e con Paolo Vanoli prepara un’evoluzione tattica: dal 4-1-4-1 al più offensivo 4-3-3. Per ora l’assetto attuale resta, ma il cambio è solo rimandato. La difesa rimarrà invariata, mentre a centrocampo Fagioli sarà il regista con Brescianini e Fabbian mezzali; Mandragora diventerà una risorsa importante dalla panchina. In attacco Kean sarà supportato da Gudmundsson e Harrison, con Solomon inizialmente come alternativa. Il mercato, guidato da Paratici e Goretti, non è chiuso: servono ancora un centrale difensivo e un esterno offensivo. Infine, il futuro di Nicolussi Caviglia è incerto: potrebbe partire o restare come vice Fagioli, a seconda delle opportunità.

Firenze laboratorio dell’innovazione italiana

Conclusa l’edizione 2025 di Italian Lifestyle promossa da Fondazione CR Firenze: startup, grandi brand e ricerca insieme per rafforzare il Made in Italy

Firenze si conferma sempre più come capitale dell’innovazione applicata al Made in Italy. Si è conclusa la nuova edizione di Italian Lifestyle, il programma di open innovation promosso da Intesa Sanpaolo Innovation Center e Fondazione CR Firenze, realizzato in collaborazione con Nana Bianca e la Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università di Firenze. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di sostenere la crescita delle imprese italiane e rafforzare la competitività dei settori chiave del territorio: turismo, moda e food.Negli ultimi anni il programma ha dimostrato come l’innovazione possa diventare una leva concreta di sviluppo, mettendo le startup a confronto diretto con grandi gruppi industriali e brand internazionali, in un dialogo continuo tra industria, ricerca e nuove tecnologie. Un modello che trova proprio a Firenze il suo terreno ideale, grazie alla combinazione unica di manifattura, creatività e cultura d’impresa.Dal pane invenduto che diventa birra, ai tessuti intelligenti che si trasformano in sensori, passando per la realtà aumentata senza visori e un “DNA invisibile” contro la contraffazione nel lusso: sono queste alcune delle soluzioni sviluppate dalle sei startup protagoniste dell’edizione 2025. Nelle precedenti tre edizioni, Italian Lifestyle ha sostenuto 18 startup italiane, che hanno raccolto oltre 7 milioni di euro, avviato più di 230 collaborazioni con aziende e creato oltre 140 posti di lavoro altamente qualificati.Un ruolo centrale è stato svolto dai Corporate Partner – Alpitour World, Gucci, Colorobbia, Cisco, Sanpellegrino, Starhotels, affiancati quest’anno da Bauli, Terna e Iren – che hanno messo a disposizione competenze, know-how e visione industriale, contribuendo allo sviluppo di nuove soluzioni e servizi congiunti.Le sei startup selezionate – Aloe, Knitronix, Why Only White, Biotitan, Biova ed Elementag – hanno partecipato a un percorso intensivo di 12 settimane e ricevuto un grant di 20 mila euro, messo a disposizione da Fondazione CR Firenze, grazie a una rete di supporto dedicata e coordinata da Nana Bianca.Nel dettaglio:Aloe (Milano) innova il modo in cui gli hotel vendono esperienze, con una web app integrabile nei sistemi alberghieri che permette agli ospiti di prenotare attività in tempo reale.Knitronix (Firenze) trasforma i tessuti in sensori intelligenti grazie a una tecnologia brevettata applicabile dall’edilizia alla robotica avanzata.Why Only White (Firenze) ha sviluppato una piattaforma di realtà aumentata phygital senza visori per la progettazione di prodotti nei settori moda, design e packaging.Biotitan (Bergamo) realizza soluzioni nanotecnologiche per la pulizia e la manutenzione dei materiali, riducendo fino al 70% l’uso di sostanze chimiche.Biova (Torino) combatte lo spreco alimentare trasformando eccedenze e scarti in nuovi prodotti food & beverage, collaborando con grandi marchi della distribuzione e dell’hospitality.Elementag (Padova) ha sviluppato una tecnologia di “DNA inorganico” per garantire tracciabilità e autenticità dei prodotti, dal lusso all’automotive.Il rinnovo dell’accordo tra i promotori conferma la volontà di fare di Firenze un laboratorio permanente, in cui innovazione, manifattura e ricerca si incontrano per rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali.«Italian Lifestyle rappresenta uno strumento concreto per valorizzare le risorse a supporto dell’innovazione e della crescita sostenibile del sistema economico locale e nazionale», ha dichiarato Viviana Bacigalupo, Direttrice Generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center.Sulla stessa linea Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze: «Con questo nuovo batch abbiamo fatto un ulteriore passo avanti in termini di qualità delle startup e delle collaborazioni con le corporate, rafforzando il trasferimento tecnologico e la creatività per cui il nostro territorio è conosciuto nel mondo».Per Alessandro Sordi, CEO e co-founder di Nana Bianca, «Firenze è il luogo in cui i giovani talenti costruiscono il futuro dell’industria italiana, rendendo intelligenti prodotti e fabbriche grazie alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale».Un percorso che, come sottolineato anche dalla Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università di Firenze, segna un ulteriore passo avanti nel supporto ai giovani imprenditori e nel rafforzamento del tessuto industriale locale, confermando Firenze come cuore pulsante dell’innovazione Made in Italy.

La capanna misteriosa

I residenti dicono di aver segnalato più volte la presenza della baracca

Una baracca improvvisata, fatta di assi di legno, cartoni, pallet e teli di fortuna, giace da mesi in uno spazio laterale vicino al cantiere di Ponte al Pino, nel quartiere fiorentino di Campo di Marte. È ormai diventata parte del paesaggio, ma per i residenti è soprattutto il simbolo di un abbandono prolungato e inspiegabile.La “capanna misteriosa”, come l’hanno ribattezzata gli abitanti della zona, si trova in una piccola area pavimentata, addossata a un muro di contenimento e circondata da vegetazione incolta. Attorno, resti di sedie rotte, secchi, materiali di risulta e oggetti accumulati nel tempo. Nessun cartello, nessuna recinzione, nessun intervento di rimozione. Eppure il cantiere lì accanto va avanti da settimane.«È così almeno dall’estate – racconta una residente che abita nel palazzo di fronte – all’inizio pensavamo fosse qualcosa di temporaneo, legato ai lavori. Poi nessuno è più venuto a sistemare o togliere niente».Secondo i cittadini, la struttura sarebbe stata utilizzata saltuariamente come riparo, ma da tempo appare abbandonata, lasciata al degrado e alle intemperie. «La sera fa anche paura – aggiunge un altro abitante della zona – non sai mai se c’è qualcuno dentro o se può diventare un rifugio improvvisato. Inoltre è piena di materiali infiammabili».A preoccupare è anche l’aspetto igienico e la sicurezza. «Con la pioggia ristagna l’acqua, arrivano rifiuti, topi, insetti. È una situazione indecorosa, soprattutto in un quartiere già messo a dura prova dai cantieri», spiega una commerciante della zona.I residenti dicono di aver segnalato più volte la presenza della baracca, senza però ottenere risposte concrete. «Non chiediamo miracoli – conclude un abitante – solo che venga chiarito di chi sia la responsabilità e che quest’area venga ripulita. Non è possibile che resti tutto così per mesi, nel silenzio generale».La capanna resta lì, immobile, mentre attorno il quartiere cambia volto. Un piccolo ma evidente segno di incuria che, per chi vive a Ponte al Pino, meriterebbe finalmente attenzione.

Dipendenze digitali, una task force di docenti contro il disagio giovanile

Fondazione CR Firenze finanzia 18 borse di studio per formare insegnanti capaci di riconoscere e prevenire le dipendenze comportamentali nelle scuole del territorio

Una vera e propria task force di docenti formati per intercettare il disagio digitale tra i giovani e promuovere un uso consapevole delle tecnologie. È questo l’obiettivo del progetto promosso da Fondazione CR Firenze, che ha messo a disposizione 18 borse di studio per altrettanti insegnanti di dieci istituti primari e secondari della Città Metropolitana di Firenze, consentendo loro l’accesso gratuito al Master universitario di II livello in “Clinica e assessment delle dipendenze comportamentali giovanili”, appena avviato dall’Università di Firenze.L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Fondazione CR Firenze, Università di Firenze e Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, con l’obiettivo di affrontare in modo concreto i disturbi legati alla crescente diffusione delle tecnologie digitali, in particolare smartphone e social media. Al termine del percorso formativo, i docenti coinvolti opereranno direttamente nelle scuole del territorio, raggiungendo potenzialmente circa 10 mila studenti.I numeri descrivono un fenomeno in rapida crescita: in Italia 53,92 milioni di persone utilizzano uno smartphone e 43 milioni sono attive sui social media, pari al 73% della popolazione. Tra i giovani tra i 14 e i 29 anni, le piattaforme più utilizzate sono WhatsApp e YouTube. Dal 2010, il Laboratorio di Psicologia della Salute dell’Università di Firenze ha condotto circa 60 studi sui disturbi da uso di Internet, alcuni dei quali realizzati proprio nelle scuole della Città Metropolitana di Firenze.Le ricerche, pur basate su campioni non rappresentativi, evidenziano dati significativi: tra il 4% e il 5% dei giovani reclutati in contesti scolastici o online riferisce difficoltà nel regolare l’uso dei social media, con ricadute sulla vita quotidiana; percentuali simili emergono per il gioco online non d’azzardo, che arrivano fino al 30% quando i partecipanti sono reclutati direttamente sulle piattaforme di gioco; negli studi sull’uso generalizzato dello smartphone, un giovane su quattro dichiara difficoltà a limitarne l’utilizzo nonostante conseguenze negative.Dati che sottolineano una doppia consapevolezza: l’uso delle tecnologie digitali non è di per sé problematico, ma una quota rilevante di giovani mostra difficoltà nel controllarne l’impiego. Il Master nasce proprio da questa esigenza ed è attualmente l’unico Master universitario di II livello in Italia specificamente dedicato alle dipendenze comportamentali, cioè non legate all’assunzione di sostanze.Il percorso formativo prevede 250 ore di didattica e 150 ore di tirocinio, con l’obiettivo di fornire competenze per il riconoscimento precoce delle principali forme di dipendenza. Agli insegnanti saranno offerti strumenti operativi per progettare interventi di educazione digitale e per sensibilizzare i giovani all’automonitoraggio dell’uso dei dispositivi. I docenti coinvolti provengono dagli istituti: Isis Gobetti Volta di Bagno a Ripoli, IIS Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo, IIS Alberti Dante di Firenze, Istituto Alberghiero Saffi di Firenze, IISS Calamandrei di Sesto Fiorentino, ITIS Meucci di Firenze, Liceo Artistico Porta Romana di Firenze, IIS Peano di Firenze, IIS Elsa Morante–Ginori Conti di Firenze e Istituto Comprensivo Verdi di Firenze.«Nel suo ruolo di osservatorio sul territorio – afferma Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente di Fondazione CR Firenze – la Fondazione ha posto grande attenzione al tema delle dipendenze digitali, che rappresentano una spia del disagio delle giovani generazioni. Con queste borse di studio abbiamo scelto di investire sulla formazione dei docenti, rendendoli capaci di intercettare il malessere dei giovani direttamente nel luogo deputato all’educazione: la scuola».Sull’importanza dell’iniziativa interviene anche la rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci: «I giovani sono immersi in un mondo digitale ricco di opportunità, ma che può generare disagio se l’esposizione è troppo precoce o prolungata. È fondamentale individuare tempestivamente questi segnali. Per questo l’Ateneo ha attivato un percorso di alta formazione unico nel suo genere, rivolto agli insegnanti, che per primi sono chiamati a cogliere i segnali di malessere».Il progetto si inserisce infine nel quadro delle politiche educative europee. «Le istituzioni europee – sottolinea Luciano Tagliaferri, direttore dell’USR Toscana – ribadiscono la necessità di sviluppare competenze e attitudini lungo tutto l’arco della vita. Le tecnologie digitali sono una risorsa chiave per l’educazione formale e per la costruzione di sistemi di istruzione innovativi e inclusivi». In questo contesto, il sostegno di Fondazione CR Firenze rappresenta un investimento strategico sul futuro delle nuove generazioni.

La Fiorentina punta a rinforzare la difesa: Bijol tra i candidati principali

Dopo gli acquisti già completati, i viola cercano un difensore di qualità. Spunta l'ipotesi del ritorno in Italia dell'ex Udinese

La Fiorentina sta lavorando per completare la propria rosa con interventi mirati al settore difensivo. Nonostante le operazioni già concluse e quelle in fase avanzata, la società toscana ritiene indispensabile aggiungere un elemento di spessore alla retroguardia, capace di innalzare gli standard qualitativi dell'intera linea.Nelle ultime ore si è fatto strada il nome di Jaka Bijol, difensore sloveno nato nel 1999 che attualmente milita nel Leeds United, dove condivide lo spogliatoio con Harrison. Il giocatore ha già vestito la maglia dell'Udinese in passato e proprio in quella circostanza la Fiorentina aveva manifestato un interesse concreto, intavolando lunghe discussioni prima del suo trasferimento in Inghilterra. Adesso il suo profilo è tornato prepotentemente sotto i riflettori della dirigenza viola.Bisogna precisare che al momento non esistono negoziati formali in corso, ma il nome di Bijol figura tra quelli attentamente monitorati dallo staff tecnico fiorentino. La lista dei possibili rinforzi difensivi non si limita però allo sloveno: la società ha raccolto informazioni anche su altri profili come Becao, Coppola e Diogo Leite, tutti valutati come potenziali soluzioni per rafforzare il reparto arretrato.

Fiorentina, preso Harrison: ecco il terzo colpo dell'era Paratici

Prestito con diritto di riscatto attorno ai 10 milioni di euro

La Fiorentina piazza il terzo colpo del mercato invernale portando a Firenze Jack Harrison, ala classe 1996 di proprietà del Leeds. Dopo gli arrivi di Solomon e Brescianini, il club viola chiude l’operazione in prestito con diritto di riscatto attorno ai 10 milioni di euro, pescando ancora in Premier League grazie al lavoro di Goretti con l’ausilio di Paratici. Harrison è atteso a breve in Toscana e potrebbe essere già a disposizione di Vanoli per la sfida contro il Bologna.Giocatore duttile e mancino naturale, Harrison può agire su entrambe le fasce, oltre a essere impiegato da trequartista o centrocampista offensivo. Cresciuto tra i settori giovanili di Liverpool e Manchester United, trova la sua consacrazione negli Stati Uniti con il New York City, dove si mette in luce in MLS accanto a campioni come Lampard e Pirlo. Dopo una parentesi al Middlesbrough, passa al Leeds, club con cui vive i migliori anni della carriera grazie soprattutto all’incontro con Marcelo Bielsa.Proprio il rapporto con Bielsa segna l’apice del suo rendimento, tra gol e assist in quantità, prima del passaggio all’Everton, dove però fatica a trovare continuità. Tornato al Leeds, in questa stagione ha giocato poco più di 200 minuti complessivi, finendo anche nel mirino dei tifosi per la scarsa precisione nei cross. Alla Fiorentina sarà chiamato a ritrovare efficacia e fiducia: Vanoli lo vede come alternativa sugli esterni, in particolare sulla destra, per dare maggiore profondità e soluzioni al reparto offensivo nella corsa alla salvezza.

Parco del Mensola, dopo lo sgombero solo abbandono: “Qui non è cambiato nulla”

Il Parco del Mensola, da sempre considerato un polmone verde fondamentale per Firenze, è oggi percepito come una zona di nessuno

Doveva essere un nuovo inizio. Dopo l’incendio che mesi fa aveva coinvolto il campo rom lungo il Parco del Mensola, lo sgombero era stato presentato come una svolta necessaria per restituire sicurezza, decoro e vivibilità a una delle aree verdi più frequentate della città. Oggi, però, la realtà è ben diversa: il campo non c’è più, ma il degrado è rimasto.Le immagini scattate in questi giorni mostrano una situazione desolante. Cumuli di rifiuti di ogni genere – plastica, materassi, vestiti, elettrodomestici, resti di baracche – disseminati tra gli alberi e lungo i sentieri. Recinzioni divelte, teli strappati, fango e tracce evidenti di insediamenti improvvisati. In mezzo alla vegetazione spuntano carcasse di veicoli abbandonati e materiali bruciati, segni ancora visibili dell’incendio che aveva reso necessario l’intervento delle autorità.«Hanno portato via le persone, ma hanno lasciato tutto il resto», racconta un residente della zona che frequenta il parco ogni giorno per portare a passeggio il cane. «Da allora nessuna vera bonifica, nessuna pulizia seria. È come se lo sgombero fosse stato solo una mossa di facciata».Un’opinione condivisa da molti abitanti dei quartieri limitrofi. «Ci avevano promesso che l’area sarebbe stata ripulita e messa in sicurezza», spiega una donna che vive poco distante. «Invece oggi è persino peggio: rifiuti ovunque, sentieri impraticabili, topi e odori fortissimi. Non ci sentiamo tranquilli a passare di qui, soprattutto la sera».Il Parco del Mensola, da sempre considerato un polmone verde fondamentale per Firenze, è oggi percepito come una zona di nessuno. Alcuni tratti sono transennati, ma le barriere appaiono insufficienti o danneggiate. In altri punti l’accesso è libero e il degrado è sotto gli occhi di chiunque: famiglie, sportivi, studenti, anziani.«È un parco pubblico, non una discarica», denuncia un altro residente. «Qui dovrebbero giocare i bambini, non trovare resti di incendi e rifiuti speciali. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni».La sensazione diffusa è quella di uno sgombero incompleto, privo di un vero progetto di recupero ambientale e sociale. Senza una bonifica profonda, senza controlli costanti e senza una visione di lungo periodo, l’area rischia di diventare nuovamente terreno fertile per nuovi insediamenti abusivi o per un degrado ancora più marcato.I cittadini chiedono risposte chiare e interventi concreti: pulizia, messa in sicurezza, controlli e soprattutto trasparenza sui tempi e sulle responsabilità. Perché il Parco del Mensola non può restare il simbolo di un’emergenza affrontata solo a metà.

Asse Firenze-Roma: Vanoli vuole Baldanzi, Gasperini tenta Fortini

El Shaarawy possibile contropartita

È atteso per oggi un incontro decisivo per provare a chiudere l’accordo tra Fiorentina e Roma per Tommaso Baldanzi. La trattativa potrebbe andare in porto sulla base di un prestito con diritto di riscatto, che diventerebbe obbligatorio in caso di salvezza, per una cifra compresa tra i 12 e i 13 milioni di euro.La Roma apprezza molto Fortini e nel corso della giornata potrebbero esserci contatti anche per definire il suo futuro: sul tavolo una possibile offerta da 10 milioni di euro. Attenzione inoltre alla situazione di El Shaarawy, il cui contratto con i giallorossi è in scadenza.

Moise Kean sfida Allegri: il retroscena del mercato di gennaio

L'attaccante viola torna titolare

Moise Kean era stato visto come un possibile “problema” per la Fiorentina a causa di voci, tensioni interne e prestazioni deludenti, ma il gol decisivo contro la Cremonese ha cambiato tutto. Dopo un periodo difficile, segnato anche dalla contestazione dei tifosi, l’attaccante ha ritrovato fiducia e centralità nel gruppo, trascinando la squadra verso la speranza salvezza.L’allenatore Vanoli ha dimostrato leadership prendendo decisioni forti per il bene dello spogliatoio, incluso il cambio di capitano, e ha ribadito che la squadra segue Kean. Anche il dirigente Fabio Paratici considera l’attaccante fondamentale per il progetto viola, tanto da dichiararlo incedibile a gennaio nonostante l’interesse del Milan. In sintesi, Kean non è più un problema, ma una risorsa chiave della Fiorentina.

Lazio-Fiorentina, quante contraddizioni nelle valutazioni delle rose: i dati

Quasi tutti i giocatori viola hanno perso valore

La sfida Lazio-Fiorentina mette a confronto due realtà opposte. La Fiorentina ha ancora una rosa dal valore complessivo leggermente superiore (circa 250 milioni contro i 215 della Lazio), ma arriva da una stagione molto negativa che ha causato una forte svalutazione: –56,8 milioni (–19,24%), la peggiore della Serie A. Quasi tutti i giocatori viola hanno perso valore, con poche eccezioni tra i giovani, mentre elementi chiave come Kean, Dodò, Fagioli e Ranieri si sono deprezzati sensibilmente. Un anno fa la Fiorentina era tra le rose più costose, oggi è scivolata al nono posto per valore.La Lazio, invece, punta su esperienza e solidità, con un’età media più alta e una rosa più stabile, pur incidendo sul valore con cessioni importanti come Castellanos e la probabile partenza di Guendouzi. Anche a livello tattico e di guida tecnica, i biancocelesti appaiono più consolidati con Sarri, mentre la Fiorentina di Vanoli è ancora alla ricerca di un’identità.In sintesi: Lazio affidabile e strutturata, Fiorentina giovane e di prospettiva ma in forte difficoltà; numeri e valori raccontano un netto divario di momento, che solo il campo potrà ribaltare.

Via Orazio Vecchi, la discarica che nessuno vede

I residenti non chiedono interventi straordinari, ma attenzione, responsabilità e continuità

In Via Orazio Vecchi il degrado non è una novità, ma una presenza costante. Da mesi, forse anni, un’area abbandonata è diventata una discarica abusiva a cielo aperto, sotto gli occhi di residenti esasperati e istituzioni che sembrano non accorgersene. Rifiuti di ogni tipo, materiali da cantiere, oggetti ingombranti e spazzatura si accumulano senza sosta, trasformando uno spazio urbano in un simbolo di incuria e abbandono.«Abbiamo segnalato questa situazione decine di volte», racconta un residente della zona. «Comune, vigili, presidente del Quartiere 5: tutti avvisati. A volte vengono, portano via qualcosa, ma dopo pochi giorni è tutto come prima. È come svuotare il mare con un cucchiaino». La frustrazione è palpabile, perché alla segnalazione non segue mai una soluzione definitiva.Un’altra abitante spiega come la situazione sia peggiorata nel tempo: «All’inizio c’erano pochi rifiuti, ora sembra una discarica vera e propria. La sera arrivano furgoni, scaricano di tutto e se ne vanno. Nessun controllo, nessuna telecamera, nessuna sanzione. È normale che poi la gente continui a farlo».Il degrado non è solo una questione estetica. «Qui passano bambini, anziani, persone che portano a spasso il cane», racconta un altro residente. «Ci sono vetri rotti, materiali potenzialmente pericolosi, topi. È anche una questione di salute e sicurezza, non solo di decoro».Ciò che più indigna è la sensazione di essere stati ignorati. Le segnalazioni si sono susseguite nel tempo, ma la discarica è ancora lì, immobile, come se fosse ormai accettata. «Sembra che questa zona non interessi a nessuno», dice una cittadina. «Se fosse in centro, sarebbe già stata sistemata da tempo».Via Orazio Vecchi diventa così l’emblema di una gestione del territorio che interviene solo in emergenza, senza prevenzione né controlli continui. L’assenza di risposte concrete finisce per legittimare l’illegalità e scoraggiare chi, invece, rispetta le regole.I residenti non chiedono interventi straordinari, ma attenzione, responsabilità e continuità. Chiedono che questa discarica venga eliminata davvero, non solo temporaneamente, e che il quartiere smetta di essere trattato come una periferia di serie B. Perché il degrado, quando viene tollerato, diventa normalità. E questa normalità, in Via Orazio Vecchi, è ormai inaccettabile

Solomon subito a disposizione: trasferimento completato, è in lista e convocabile per domani

Prenderà la maglia numero 19

Manor Solomon potrà essere utilizzato dalla Fiorentina già nella gara di domani contro la Cremonese. In mattinata erano emersi alcuni interrogativi legati ai tempi del trasferimento, in particolare per quanto riguarda la documentazione necessaria dopo il rientro dal prestito al Villarreal e il successivo nuovo prestito dal Tottenham al club viola.Tutte le procedure burocratiche sono state completate correttamente: il transfer è regolare, il giocatore è stato inserito nella lista Serie A ed è quindi a piena disposizione dell’allenatore per la partita di domani.

Firenze, pericoloso abbandono al Giardino di Via Locchi: parte di un albero cade su uno scivolo giochi

I residenti chiedono ora chiarimenti urgenti da parte del Comune di Firenze

Un episodio che poteva avere conseguenze ben più gravi è avvenuto nei giorni scorsi nel Giardino di Via Locchi, uno spazio verde pubblico molto frequentato da famiglie e bambini nel cuore della città. A causa del forte vento che ha colpito Firenze negli ultimi giorni, una grossa parte di un albero si è spezzata e abbattuta direttamente su un gioco-scorrevole, nella zona riservata all’infanzia.Il fatto è già oggetto di numerose segnalazioni su gruppi cittadini e social: fortunatamente in quel momento non risultano esserci stati bambini o persone presenti nello scivolo, ma il rischio di un incidente serio o addirittura di un ferimento grave era altissimo.Testimonianze dal quartiere parlano di cittadini preoccupati per la mancanza di manutenzione regolare del verde pubblico e dell’apparente assenza di verifiche periodiche su piante potenzialmente pericolanti. «È inaccettabile che un parco giochi possa diventare così pericoloso per chiunque lo frequenti», commenta un residente che preferisce restare anonimo. «Qualcuno deve prendersi la responsabilità prima che succeda qualcosa di veramente grave».Un’altra frequentatrice del giardino racconta: «Porto qui spesso mio figlio, e non avrei mai pensato di dovermi preoccupare che un ramo potesse cadere sullo scivolo. Le piante dovrebbero essere controllate, soprattutto in un’area dove giocano bambini».Non è la prima volta che episodi simili si verificano nella città: in tutta Firenze negli ultimi mesi i Vigili del Fuoco sono intervenuti più volte per alberi o rami caduti a causa del vento forte e dei temporali estivi, sia in aree pubbliche sia in giardini urbani. Il problema dell’effettiva sicurezza delle aree verdi e della manutenzione degli alberi pubblici è già tornato alla ribalta in passato in città: casi di alberi crollati in giardini scolastici avevano già scatenato proteste da parte dei genitori per la sicurezza dei bambini. I residenti chiedono ora chiarimenti urgenti da parte del Comune di Firenze, verifiche sulle condizioni delle piante del giardino e un piano di manutenzione periodica per evitare ulteriori rischi.

Fiorentina, Vanoli confermato anche dopo la Cremonese?

La società viola vorrebbe dare fiducia al tecnico viola

La Fiorentina potrebbe non esonerare Paolo Vanoli nemmeno in caso di sconfitta contro la Cremonese, nonostante una classifica disastrosa che vede i viola all’ultimo posto e un rendimento peggiore rispetto a quello del predecessore. Secondo le logiche del calcio moderno, l’esonero sembrerebbe la scelta più naturale, ma la società ha deciso di confermare l’allenatore, almeno per ora. Le ragioni di questa scelta sono diverse e intrecciate tra loro.Il primo motivo è legato all’imminente arrivo di Fabio Paratici a Firenze. Il suo ingresso nell’organigramma viola ha di fatto congelato ogni decisione importante. Sarà lui ad avere piena autonomia sulla gestione dell’area sportiva e solo dopo il suo insediamento al Viola Park verrà presa una decisione definitiva sul futuro di Vanoli. Pur con Alessandro Ferrari ancora centrale nei rapporti con il presidente Rocco Commisso, Paratici avrà l’ultima parola su panchina, squadra e spogliatoio.Un secondo elemento riguarda la valutazione interna del lavoro svolto da Vanoli. All’interno del club, infatti, l’operato del tecnico non viene giudicato completamente negativo. Pur riconoscendogli diversi errori, la dirigenza non lo considera il principale responsabile della stagione fallimentare. L’idea è che, con una profonda rivoluzione della rosa decisa da Paratici, Vanoli possa comunque guidare una Fiorentina in grado di salvarsi. Il fatto che continui ad avere peso decisionale, come dimostra il cambio di fascia da Ranieri a De Gea, rafforza questa lettura.C’è poi un aspetto economico che pesa in modo significativo. La società deve fare i conti con i vincoli finanziari imposti da Commisso e con il costo ancora molto rilevante dell’esonero di Stefano Pioli, che grava per milioni sulle casse viola. Un nuovo licenziamento limiterebbe ulteriormente le possibilità di intervento sul mercato, rendendo quasi impossibile una ricostruzione rapida e necessaria per salvare la stagione.Infine, incide anche la difficoltà nel trovare un sostituto adeguato. Le opzioni realmente percorribili sono poche e complicate. Un ritorno di Pioli appare improbabile per i rapporti deteriorati con ambiente e spogliatoio, mentre profili di alto livello come Motta o Sousa sarebbero difficili da convincere ad accettare una situazione così compromessa. Anche per questo la dirigenza preferisce riflettere con attenzione prima di prendere una decisione drastica.In questo contesto, dunque, la posizione di Paolo Vanoli resta solida, almeno nel breve periodo. Anche una sconfitta contro la Cremonese potrebbe non bastare per cambiare la guida tecnica della Fiorentina. 

Fiorentina, calano drasticamente i valori dei giocatori

Quanto vale adesso Gudmundsson?

La Fiorentina attraversa un momento complicato: ultimo posto in classifica, paura della Serie B e un campionato definito “horror” che influisce sulle valutazioni dei giocatori. In questo contesto prende forma la rivoluzione di mercato firmata Fabio Paratici, ma con un presupposto chiaro: le quotazioni dei calciatori viola sono drasticamente sceseIl ridimensionamento dei valori è evidente: Comuzzo, valutato pochi mesi fa 30 milioni, oggi potrebbe fruttare circa 12 milioni cash. Gudmundsson, nonostante gli exploit recenti, si aggira intorno ai 15 milioni, probabilmente dilazionati, mentre per Dodò le offerte realistiche si fermano a circa 12 milioni, a fronte dei 15 sperati dalla Fiorentina.Anche Richardson e Kouadio hanno valori più contenuti, circa 5 milioni ciascuno, legati più all’età che al rendimento. Fa eccezione Dzeko, che, arrivato a parametro zero, mantiene un valore di mercato di circa 3 milioni, rendendo una sua eventuale cessione vantaggiosa.In tutti i casi serviranno trattative attente e convincenti per massimizzare le cessioni, mentre la società prepara una strategia per ridurre rischi e rilanciare il club anche sul fronte economico.

Ranieri non è più il capitano della Fiorentina: possibile cessione a gennaio?

La fascia da capitano adesso la indossa De Gea

Paolo Vanoli ha deciso di togliere la fascia da capitano a Luca Ranieri, affidandola a De Gea, segnando un cambio netto rispetto alle dichiarazioni di un mese fa, quando il difensore era stato difeso con forza. La decisione è maturata dopo la gara di Losanna, in un momento in cui la Fiorentina aveva bisogno di «un segnale forte e di una leadership diversa in una partita da vincere senza appello».Vanoli ha spiegato personalmente a Ranieri le motivazioni: «dalla necessità di una guida più autorevole alla volontà di alleggerire un giocatore già sotto pressione». A pesare sono stati anche alcuni comportamenti in campo del difensore, come proteste eccessive verso gli arbitri e atteggiamenti giudicati troppo teatrali, oltre a segnali di delegittimazione emersi nelle ultime settimane.Il cambio apre ora uno strappo da ricucire e rende incerto il futuro di Ranieri, soprattutto in vista del mercato di gennaio: «L’interesse intorno al giocatore non manca e resta da capire se la perdita della fascia peserà su una possibile scelta di addio o se prevarrà l’attaccamento alla maglia e alla città». Intanto, contro il Parma Ranieri sarà assente per squalifica, mentre sugli spalti è atteso un nuovo esodo di tifosi viola, nonostante alcune assenze forzate dovute ai Daspo.

Santa Croce soffocata dalla sporcizia: la scalinata della Basilica ridotta a discarica dopo la movida

Bottiglie, rifiuti e degrado ogni domenica mattina: cittadini e residenti denunciano l’abbandono di uno dei luoghi simbolo di Firenze

Piazza Santa Croce è uno dei simboli più amati della città: la maestosa Basilica, la statua di Dante e l’ampio sagrato attirano ogni anno milioni di visitatori. Ma dietro questa cartolina rinascimentale si cela un problema crescente e ormai insostenibile: la scalinata della basilica è costantemente lasciata in balia di sporcizia, rifiuti e comportamenti incivili, soprattutto dopo le notti di movida del sabato.Secondo numerosi residenti e cittadini che frequentano il centro storico, ciò che si presenta all’alba è uno spettacolo ben lontano dalla dignità che un sito UNESCO merita: bottiglie di vetro sparse, bicchieri di plastica, cartacce, vomito e odori sgradevoli tra i gradini e ai piedi della chiesa. La situazione si ripete senza cambiamenti visibili da mesi e alimenta rabbia tra chi vive o lavora nella zona.«Ormai tutte le mattine passo di qui per andare a lavoro e non è raro vedere rifiuti ovunque, gente che urina tra i gradini e bottiglie rotte», racconta una commerciante di Piazza Santa Croce. «È una vergogna vedere la nostra città trattata così».La movida come causa di degradoLa movida del sabato sera, un fenomeno diffuso in molte aree del centro storico, ha trasformato il sagrato e la scalinata in un punto di ritrovo notturno per gruppi di giovani – spesso turisti, ma non solo – che stazionano fino a tarda notte, consumando alcol e lasciando dietro di sé uno scempio di sporcizia.Non è un caso isolato: già in passato articoli dell’ordinanza comunale ricordavano come i sagrati e le scalinate delle chiese – tra cui Santa Croce – siano spesso teatro di bivacchi, consumo di bevande e abbandono di rifiuti, tanto da richiedere provvedimenti specifici contro comportamenti contrari al decoro urbano. Un residente del quartiere che preferisce restare anonimo afferma: «Non dormiamo la notte perché qui sotto la basilica si urla, si litiga, spesso è pieno di ubriachi. Poi al mattino i gradini sembrano un deposito di spazzatura».Non solo sporcizia: insicurezza e malcostumeNon si tratta solo di immondizia: negli ultimi mesi testate locali hanno già documentato scene di risse, venditori abusivi di alcol e schiamazzi incessanti sul sagrato e lungo le scale, con residenti che hanno dovuto chiedere l’intervento delle autorità più volte. Un giovane universitario che frequenta la movida in centro dice: «Capisco che sia un punto di ritrovo, ma non si può lasciare tutto così. È brutto vedere i gradini della basilica pieni di immondizia alle 8 del mattino».Le istituzioni e la risposta (o la sua assenza)Nonostante il Comune di Firenze abbia adottato in passato ordinanze volte a vietare stazionamenti e consumazioni sui sagrati dei monumenti più importanti, molte di queste misure sembrano restare sulla carta, con controlli insufficienti soprattutto nelle ore più tarde.«Servono interventi concreti, non solo ordinanze – afferma un membro di un comitato di cittadini – perché altrimenti la situazione continuerà a deteriorarsi, e a rimetterci sarà l’immagine di Firenze stessa».Una chiamata all’azioneL’appello unanime di residenti, lavoratori e visitatori è chiaro: pulizie più frequenti, controllo delle forze dell’ordine nelle ore notturne e sanzioni reali per chi abbandona rifiuti o si comporta in modo incivile. «Questa scalinata è patrimonio di tutti – conclude una turista che stava visitando la città – ma oggi sembra solo un soprammobile trascurato».

Fiorentina e il sì di Paratici: Goretti fondamentale?

L'ex Juventus scelto come nuova figura per la dirigenza viola

La Fiorentina accelera sul fronte dirigenziale e punta con decisione su Fabio Paratici, attuale co-direttore sportivo del Tottenham.L’ex dirigente della Juventus avrebbe già dato il suo assenso a un’offerta importante e di lunga durata per ricoprire il ruolo di direttore dell’area tecnica viola. A favorire l’operazione anche i buoni rapporti tra Paratici, da poco rientrato dalla squalifica per il caso plusvalenze, e l’attuale ds della Fiorentina Roberto Goretti.  

La Fiorentina si gioca l’Europa a Losanna: i cambi di Vanoli

Dopo il ko in campionato e il silenzio stampa, i viola puntano tutto sull’ultima gara di Conference League

Reduce dall’ennesima sconfitta in campionato contro l’Hellas Verona, dal silenzio stampa della società e da un ultimo posto sempre più pesante in classifica (6 punti in 15 giornate, nessuna vittoria), la Fiorentina prova a voltare pagina in Conference League. Questa sera, allo Stadio della Tuilière, i viola affrontano il Losanna nell’ultima gara del girone: per centrare l’accesso diretto agli ottavi serve una vittoria con almeno due gol di scarto.Paolo Vanoli sceglie un turnover moderato e conferma il 3-5-2. In porta spazio a Martinelli, alla seconda da titolare stagionale, davanti a De Gea. In difesa dovrebbero agire Pongracic, Pablo Marí e Viti, con Dodô e Parisi sulle fasce. A centrocampo Richardson appare sicuro del posto, mentre Fagioli, Nicolussi e Sohm si contendono le altre due maglie. In attacco confermata la coppia “europea” Dzeko-Piccoli.

La chiusura di Ponte al Pino fa paura

I residenti: “Per noi la chiusura è un problema serio”

Sono partiti in questi giorni i lavori per la demolizione e ricostruzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino, uno snodo fondamentale tra il centro storico di Firenze e l’area di Campo Marte. Un intervento importante, destinato a cambiare il volto della zona e a migliorare la sicurezza e la viabilità, ma che inevitabilmente avrà un forte impatto sulla vita quotidiana dei residenti e di chi attraversa l’area ogni giorno.La chiusura progressiva al traffico, prevista in diverse fasi fino al 2026, sta già facendo discutere. Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni fiorentini, tra chi comprende la necessità dei lavori e chi teme disagi prolungati.“Lavori necessari, ma servirà pazienza”«Il ponte è vecchio, si vede che ha bisogno di essere rifatto», racconta Marco, residente in zona Campo Marte. «Capisco i disagi, ma se serve a evitare problemi più gravi in futuro, allora è giusto intervenire adesso. L’importante è che i tempi vengano rispettati».Un pensiero condiviso anche da Anna, che lavora in centro e usa spesso i mezzi pubblici: «Se davvero il nuovo ponte sarà più sicuro e funzionale, ben venga. Speriamo però che le corsie alternative e il trasporto pubblico vengano potenziati come promesso».Commercianti preoccupati per l’impattoDiversa la voce di chi lavora nelle immediate vicinanze del ponte. «Per noi la chiusura è un problema serio», spiega Luca, titolare di un negozio nella zona. «Meno passaggio vuol dire meno clienti. Capisco l’opera pubblica, ma temiamo che per due o tre anni la situazione diventi pesante».Anche Maria, che gestisce un bar poco distante, teme un calo: «Già ora il traffico è complicato, con la chiusura totale in alcuni periodi rischiamo di rimanere isolati. Servirebbero più indicazioni chiare e magari iniziative di sostegno per le attività».Traffico e viabilità: il nodo principaleMolti cittadini indicano nella gestione della viabilità alternativa il punto cruciale. «Il problema non è il lavoro in sé, ma come verrà gestito il traffico», sottolinea Giovanni, automobilista abituale. «Ponte al Pino è una via di passaggio fondamentale. Se non ci saranno percorsi chiari, il caos è assicurato».C’è però anche chi guarda con fiducia al progetto complessivo: «Se alla fine avremo una piazza Vasari riqualificata, più verde e un ponte moderno, forse ne sarà valsa la pena», dice Serena, residente nel Quartiere 2. «L’importante è coinvolgere davvero i cittadini, non solo sulla carta».Un’opera che guarda al futuroIl nuovo Ponte al Pino, realizzato da RFI in collaborazione con il Comune di Firenze, dovrebbe essere percorribile entro settembre 2026. Nel frattempo, tra passerelle pedonali provvisorie, chiusure parziali e totali e modifiche alla viabilità, Firenze è chiamata a fare i conti con un cambiamento importante.Tra comprensione, timori e speranze, una cosa è certa: la chiusura di Ponte al Pino non è solo un cantiere, ma una sfida per l’intera città, che mette alla prova la capacità di conciliare grandi opere e vita quotidiana dei cittadini.

Firenze Manutenzioni, un’eccellenza al servizio della città: riconoscimento a Francesco Capecchi

'Il Nodo Capecchi permette di intervenire nei palazzi delle Belle Arti senza dover rompere e preservando i muri importanti'

Un riconoscimento che unisce innovazione, sicurezza e tutela del patrimonio storico. Domani il Comune di Firenze consegnerà un attestato a Francesco Capecchi, in rappresentanza della Firenze Manutenzioni srl, azienda fondata dal padre Gianfranco Capecchi, per il prezioso lavoro svolto negli anni nella gestione delle fughe di gas all’interno degli edifici storici della città.Al centro dell’evento c’è il Nodo Capecchi, un sistema brevettato che ha rivoluzionato gli interventi tecnici nei palazzi storici del centro fiorentino, permettendo operazioni rapide ed efficaci senza danneggiare muri e strutture di valore artistico.Un sistema che protegge la storiaLa Firenze Manutenzioni srl opera da anni in contesti delicatissimi, all’interno delle mura fiorentine, in strade simbolo come Borgo San Jacopo, via Cavour e via Calzaiuoli, fino agli interventi più recenti in Costa Scarpuccia. Grazie al Nodo Capecchi, è possibile intervenire sulle infrastrutture del gas rispettando l’architettura originaria degli edifici, molti dei quali risalgono al Cinquecento e sono sottoposti a vincoli delle Belle Arti.L’intervista a Francesco CapecchiCapecchi, che valore ha per lei questo riconoscimento?«L’evento di domani è un riconoscimento da parte del Comune di Firenze al Nodo Capecchi. Questo sistema, brevettato da mio babbo, ha permesso in questi anni di gestire le fughe di gas all’interno dei palazzi del Cinquecento che si trovano all’interno delle mura fiorentine».In che modo il sistema ha cambiato il vostro modo di intervenire?«Il Nodo Capecchi permette di intervenire nei palazzi delle Belle Arti senza dover rompere e preservando i muri importanti. È un sistema pensato per rispettare la storia degli edifici, seguendo l’andamento del fabbricato e adattandosi alla sua struttura».Qual è stato l’ultimo intervento significativo?«L’ultimo in cui siamo intervenuti è in Costa Scarpuccia. Anche in quel caso siamo riusciti a risolvere una situazione complessa senza compromettere le murature storiche».

Firenze accelera sulla città digitale dei rifiuti: tempi record, cassonetti smart e servizi on demand

Con oltre 21.000 segnalazioni gestite, 8.700 cassonetti intelligenti e una control room attiva 24/7, l’infrastruttura digitale di Plures Alia entra a pieno regime. Nel 2026 l’IA guiderà la raccolta dinamica

Firenze entra in una nuova fase nella gestione digitale dei servizi ambientali. Dopo mesi di sviluppo e test, l’infrastruttura tecnologica di Plures Alia è ora pienamente operativa e sta trasformando in modo misurabile la qualità del servizio urbano: operatori e mezzi interconnessi, cittadini sempre più attivi tramite app e portale, controllo in tempo reale delle attività e un patrimonio dati senza precedenti.Con questo avanzamento, Firenze si conferma tra le città italiane più all’avanguardia nell’uso del digitale per migliorare i servizi pubblici. Poche realtà possono contare su una combinazione così estesa di cassonetti smart, sistema di segnalazioni gestito in tempo reale, servizio on demand, control room operativa 24 ore su 24 e una rete completa di dispositivi mobili a bordo dei mezzi.Il servizio “Firenze Priority” ne è la prova più evidente: il tempo medio di intervento sui rifiuti abbandonati è sceso stabilmente a 2,6 ore, contro i 3 giorni precedenti. Dalla primavera 2024 sono stati gestiti oltre 21.000 casi.Una control room che governa la città 24/7Cuore della digitalizzazione è la control room di Plures Alia, attiva 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, con 30 addetti dedicati al coordinamento in tempo reale. Qui vengono monitorati raccolta stradale, livelli di riempimento dei cassonetti, pulizia delle postazioni, servizi di spazzamento, interventi su chiamata e attività on demand.Ogni giorno vengono gestite 45–55 segnalazioni di rifiuti abbandonati, con il 91,74% degli interventi chiusi entro 3 ore nel centro storico e 6 ore nel resto della città. Una cabina di regia che consente di anticipare le criticità e restituire ai cittadini un servizio più puntuale e omogeneo.8.728 cassonetti digitali: la rete dati che prepara la raccolta dinamicaSul territorio comunale sono attivi 8.728 cassonetti digitali dotati di sensori capaci di registrare volumi conferiti, livelli di riempimento e utenze. I dati raccolti alimentano una piattaforma cloud che consente monitoraggio costante, individuazione delle aree critiche e pianificazione efficiente degli interventi.Su queste basi sta nascendo un sistema avanzato di analisi che, grazie all’intelligenza artificiale, genererà previsioni sui flussi di riempimento e permetterà di superare gli itinerari fissi attuali. Dal 2026 prenderà forma la raccolta dinamica, organizzata in tempo reale sui reali bisogni: meno chilometri, meno emissioni, più puntualità e costi ridotti.Aliapp e il portale digitale: cittadini più connessi e servizi a portata di clickLa piattaforma Plures Alia, rinnovata nell’interfaccia e accessibile via app e web, sta registrando una crescita costante di utilizzo:258.000 utenti iscritti ad Aliapp, di cui il 19% dei cittadini fiorentini iscritti alla Tari98.000 pratiche digitali gestite (52.000 da app, 46.000 da portale)25.000 nuove iscrizioni dalla metà di ottobre12.000 pratiche Tari e Taric completate online3.500 attivazioni della bolletta smartIl portale unificato permette un unico accesso a segnalazioni, ritiri on demand, pratiche tariffarie, mappe, pagamenti e domiciliazioni, con autenticazione semplificata tramite OTP o account Google, Apple e Microsoft.Servizi on demand: il cittadino sceglie giorno e oraIl ritiro degli ingombranti diventa “su misura”: tramite Aliapp è possibile prenotare giorno e orario dell’intervento senza costi aggiuntivi. Plures Alia sta inoltre progettando nuovi ecocentri per tessili, piccoli RAEE e oli esausti, così da estendere il modello on demand anche alle filiere non ordinarie.È un passaggio culturale oltre che operativo: servizi ambientali più flessibili, personalizzati e completamente integrati nel sistema digitale urbano.Le dichiarazioniLa vicesindaca Paola Galgani sottolinea l’importanza dell’investimento: «Ci attendiamo effetti positivi e cambiamenti nei servizi, orientati alla sostenibilità e al miglioramento dell’offerta ai cittadini».Per Lorenzo Perra, presidente di Plures Alia, i risultati mostrano la solidità della visione digitale: «Ridurre i tempi di intervento e coordinare i servizi in tempo reale significa migliorare la qualità urbana. L’infrastruttura è pronta per la sua evoluzione verso servizi predittivi e on demand».L’amministratore delegato Alberto Irace rimarca la portata del nuovo modello: «Ogni dato raccolto diventa una leva per programmare mezzi e interventi. Firenze è il primo territorio dove questo ecosistema è pienamente operativo, con benefici già evidenti. Ora la sfida è applicare l’IA e rendere il modello scalabile in tutta l’area servita».

Rifredi non ci sta: tutta la rabbia dei residenti

Dopo l'aggressione ai due studenti, arriva lo sfogo del quartiere

La sicurezza torna a essere al centro dell’attenzione a Rifredi, quartiere fiorentino frequentato da studenti e lavoratori, dopo l’aggressione subita da due giovani del liceo Da Vinci. Nei giorni scorsi, i ragazzi sono stati minacciati e derubati da un gruppo di coetanei, uno dei quali armato di tirapugni. L’episodio, che ha lasciato le vittime terrorizzate, ha scosso profondamente la comunità locale, spingendo genitori e residenti a chiedere interventi immediati.I genitori delle vittime hanno scritto una lettera aperta alle istituzioni, tra cui la sindaca Sara Funaro e il presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro, denunciando l’allarme sicurezza e chiedendo misure concrete per proteggere studenti e cittadini. Contestualmente, è stata lanciata una petizione online che ha già raccolto centinaia di firme, con richieste precise come l’incremento della videosorveglianza e una maggiore presenza delle forze dell’ordine e della Polfer, soprattutto nei pressi della stazione di Rifredi, luogo frequentatissimo da studenti e pendolari.“Dopo quello che è successo, non mi sento sicura quando vado a scuola”, racconta Martina, studentessa del Da Vinci. “Sarebbe importante avere più controlli vicino alla stazione e alla fermata del tram.” Luca, impiegato della zona, aggiunge: “Rifredi è sempre stato un quartiere vivace, ma episodi così fanno paura. Telecamere e pattuglie più frequenti sarebbero un primo passo fondamentale.”Anna, madre di due ragazzi delle medie, sottolinea: “Sono molto preoccupata per i miei figli. Una sorveglianza maggiore sarebbe essenziale, soprattutto vicino alle scuole.” Fabio, barista del quartiere, osserva: “La stazione è sempre affollata, ma con più attenzione potrebbe diventare un posto più sicuro. Non possiamo chiudere gli occhi davanti alla violenza.”Sara, studentessa universitaria, aggiunge: “Io prendo il treno tutti i giorni e certe volte mi sento osservata in modo strano. Servirebbero più agenti e magari anche iniziative di educazione alla legalità.” Marco, pensionato, commenta: “Ho vissuto qui per decenni e la situazione è cambiata. Non possiamo abituarci a convivere con la paura, la sicurezza deve tornare una priorità.”Francesca, insegnante, afferma: “La scuola dovrebbe essere un luogo sicuro. È urgente intervenire, anche con progetti di prevenzione e collaborazione con le forze dell’ordine.” Alessandro, studente, racconta: “Ho visto ragazzi minacciati con oggetti pericolosi. Non possiamo permettere che succeda di nuovo.” Roberto, residente, conclude: “Non è solo un problema dei giovani. Tutta la comunità sente il bisogno di vivere senza paura. Le istituzioni devono ascoltarci e agire.”La vicenda ha acceso un dibattito sull’urgenza di misure concrete per la sicurezza nel quartiere, con la comunità pronta a farsi sentire attraverso lettere, petizioni e iniziative pubbliche. L’obiettivo comune è chiaro: restituire a Rifredi la tranquillità necessaria a studenti, lavoratori e famiglie.

Fiorentina, lavoro immediato e testa alla Conference

Vanoli valuta il cambio modulo mentre si attendono i rientri di Fazzini e Gosens

Dopo la pesante sconfitta contro il Sassuolo, Vanoli ha richiamato subito la squadra per allenarsi: seduta di scarico per chi aveva giocato e lavoro più intenso per gli altri. Oggi è previsto un giorno di riposo, prima di tornare a preparare la sfida di Conference League contro la Dinamo Kiev. L’allenatore sta valutando il passaggio alla difesa a quattro, decisione legata soprattutto ai recuperi di Fazzini e Gosens, entrambi da monitorare nei prossimi giorni. Il rientro del tedesco potrebbe essere decisivo per attuare il nuovo modulo.

Via Pisana, il manto stradale è un mosaico di rattoppi: residenti esasperati

Le foto mostrano chiaramente ampie porzioni d’asfalto ricucite in momenti diversi

Le immagini parlano da sole: in Via Pisana, da mesi, il manto stradale è ridotto a un puzzle disordinato di rattoppi, avvallamenti e crepe. Le auto sono costrette a zigzagare fra le buche, mentre i pedoni osservano da marciapiedi altrettanto malmessi le continue manovre di chi cerca di evitare i punti più disastrati. Le foto mostrano chiaramente ampie porzioni d’asfalto ricucite in momenti diversi, con livelli non uniformi e zone ormai completamente disgregate.«Sembra di stare su una strada di campagna, non in città», commenta un residente che vive da anni nella zona. «Ogni volta che piove – continua – l’acqua ristagna nei rattoppi più profondi, e il giorno dopo la situazione peggiora di nuovo. È un circolo senza fine.» Altri abitanti raccontano di vibrazioni continue: «Le auto passano e ci tremano i vetri di casa. Non possiamo più tenere le finestre aperte per il rumore dei colpi sull’asfalto.»Il tratto risulta particolarmente pericoloso anche per ciclisti e motociclisti, che spesso si ritrovano costretti a scansare buche improvvise in mezzo alla carreggiata. Una residente riferisce: «Ho visto due scooter rischiare di cadere nello stesso punto in pochi giorni. Basta una distrazione di un secondo.» Intanto, la fila di auto nelle ore di punta rallenta ulteriormente per colpa delle continue deviazioni di traiettoria: «La strada è diventata un percorso a ostacoli», protesta un commerciante della via.Molti residenti chiedono un intervento risolutivo e non l’ennesimo rattoppo temporaneo: «Serve un rifacimento completo dell’asfalto. I lavori spot durano qualche settimana, poi tutto torna come prima», dicono quasi all’unisono. Per i cittadini della zona, Via Pisana è ormai uno dei punti più critici del quartiere, e l’auspicio è che il Comune prenda in carico la segnalazione una volta per tutte, restituendo alla strada condizioni di sicurezza adeguate.

Campo di Marte, transenne abbandonate e un “laghetto” pericoloso: la protesta dei residenti

“Siamo stanchi di segnalare sempre le stesse cose”

Transenne lasciate per giorni all’ingresso dei giardini di Campo di Marte e un’enorme pozza d’acqua che, a ogni pioggia, trasforma l’area davanti al distributore di acqua pubblica in un piccolo “laghetto”. È questo lo scenario che i residenti di Firenze si trovano davanti e che, soprattutto, devono affrontare le famiglie che portano i bambini a giocare nell’area verde.Le immagini scattate nelle ultime ore lo mostrano chiaramente: all’esterno del parco, diverse transenne metalliche sono state abbandonate senza alcuna funzione apparente, inclinate e parzialmente coperte dalle foglie cadute. Si trovano proprio accanto al vialetto d’ingresso, dove passano quotidianamente famiglie, passeggini e biciclette. «Sono qui da settimane, nessuno viene a toglierle – racconta la signora Marta, che abita in zona –. I bambini ci si arrampicano sopra per gioco, ma basta un attimo perché qualcuno si faccia male. È pericoloso e non ha senso lasciarle così».Non va meglio qualche metro più in là, dove il maltempo degli ultimi giorni ha evidenziato un altro problema irrisolto. La pavimentazione davanti al punto di erogazione dell’acqua pubblica non drena e, già con una pioggia moderata, l’acqua ristagna fino a creare una grande pozza che rende impossibile l’accesso. «Ogni volta che piove, si forma questo lago – spiega un altro residente, Paolo –. Per prendere l’acqua devi praticamente attraversare una pozzanghera profonda. È assurdo che nessuno intervenga, soprattutto perché qui passano anziani e famiglie».La situazione, secondo chi vive nel quartiere, non è nuova ma si ripete da mesi, senza che vengano effettuati interventi di manutenzione o messa in sicurezza. «Siamo stanchi di segnalare sempre le stesse cose – commenta una mamma mentre accompagna i figli all’area giochi –. Campo di Marte è uno dei parchi più frequentati della zona: meriterebbe più cura e più attenzione, soprattutto per i bambini».I residenti chiedono ora un intervento rapido da parte del Comune, con la rimozione delle transenne inutilizzate e un rifacimento del manto vicino alla fontanella, per evitare che ogni pioggia si trasformi in un disservizio. Nel frattempo, tra pozzanghere, transenne e un’area giochi comunque molto frequentata, la sensazione diffusa è che basterebbe davvero poco per restituire sicurezza e decoro a uno dei punti verdi più importanti del quartiere.

Il ritorno di Raffaele Palladino

Dopo l'esonero di Pioli poteva tornare ad allenare la Fiorentina

Raffaele Palladino ha lasciato la Fiorentina in modo improvviso, senza che tifosi o società avessero il tempo di elaborare la vicenda. La causa principale delle sue dimissioni non furono solo divergenze sul mercato, ma soprattutto il rapporto ormai deteriorato con il ds Daniele Pradè, diventato insostenibile. Nonostante la fiducia pubblica di Rocco Commisso e il rinnovo del contratto, Palladino ritenne inevitabile l’addio.Dopo la sua uscita, la Fiorentina è entrata in una fase caotica: l’arrivo di Pioli, un mercato difficile, risultati pessimi e infine l’arrivo di Paolo Vanoli. Nel frattempo Palladino si è fermato e ha studiato, fino a riemergere come possibile candidato al ritorno viola quando Pioli è stato esonerato. Ci sono stati contatti, ma l’allenatore ha chiesto garanzie importanti, che la società non si è sentita di concedere. Una parte dello spogliatoio avrebbe gradito il suo ritorno, ma alla fine la scelta è ricaduta su Vanoli.Pochi giorni dopo, Palladino ha trovato una nuova occasione all’Atalanta, con cui ha esordito in Champions League. Ora si prepara a sfidare la “sua” Fiorentina, ormai irriconoscibile rispetto ai 65 punti del passato, sperando forse di chiudere davvero un capitolo rimasto in sospeso.

Via Domenico Moreni: la buca “storica” sul marciapiede che dal 2018 attende una riparazione

I residenti: “Rischia di far male a qualcuno, soprattutto ai ciechi”

A Firenze, in via Domenico Moreni, sul marciapiede che costeggia la palestra Izumo, c’è una buca che per i residenti è ormai diventata una presenza fin troppo familiare. Il cedimento del terreno, apparso per la prima volta nel 2018, non è mai stato riparato e negli anni si è ampliato, creando un avvallamento sempre più profondo e pericoloso. Ciò che più preoccupa è l’assenza di un cartello di pericolo o di una protezione che ne segnali la presenza, soprattutto considerando il potenziale rischio per le persone cieche o ipovedenti.“È incredibile che da così tanto tempo sia lì, sempre uguale o forse peggiore,” racconta Marco, residente da oltre dieci anni nel quartiere. “All’inizio era un piccolo buco, ma con pioggia, usura e assestamenti è diventato una vera trappola. E nessuno ha mai messo neanche un nastro per segnalarlo.”La posizione della buca, proprio nel punto di passaggio più stretto del marciapiede, rende la situazione ancora più complicata. Chi deve transitare — famiglie con passeggini, anziani o persone con disabilità visive — rischia di mettersi in situazioni pericolose semplicemente camminando sul marciapiede.“Io sono ipovedente e ogni volta che passo da lì mi viene l’ansia,” spiega Lucia, che frequenta la zona quotidianamente. “Con il bastone riesco a percepire l’irregolarità, ma non sempre subito. Se non la intercetto in tempo, potrei infilarci un piede dentro e farmi molto male. È un rischio reale, non un’esagerazione.”Col passare degli anni, la buca è diventata oggetto di conversazione tra i residenti, che sostengono di aver segnalato più volte il problema agli uffici comunali senza però ottenere una soluzione definitiva.“Non chiediamo miracoli, solo un intervento che metta in sicurezza il marciapiede,” afferma Giulia, che vive poco distante. “Basterebbe anche una protezione temporanea in attesa dei lavori, ma nulla. E intanto chi passa rischia ogni giorno.”La preoccupazione principale rimane quella legata a chi non può vedere la buca. “Una persona cieca che ci mette un piede dentro può davvero rompersi una caviglia,” sottolinea Stefano, un altro residente. “E a quel punto di chi sarebbe la responsabilità? Bisogna intervenire prima che accada qualcosa di grave.”Nel frattempo, la buca continua a essere lì, simbolo di una manutenzione rimandata troppo a lungo. I residenti sperano che la situazione venga finalmente presa in carico, prima che un incidente trasformi un problema trascurato in un caso ben più serio.

Il ritorno di Luka Jovic a Firenze

La sua esperienza a Firenze si chiuse con la finale di Coppa Italia, dove sfiorò il gol decisivo contro l’Inter. Un’annata che poteva andare meglio, ma anche peggio, come dimostrato dalle difficoltà avute successivamente al Milan

Luka Jović arriva alla Fiorentina dal Real Madrid con un’operazione a costo zero e un contratto particolare che spingeva il club viola a valorizzarlo e rivenderlo prima dell’aumento d’ingaggio, cosa che però non avvenne. Inserito nella Fiorentina di Vincenzo Italiano, ancora alla ricerca dell’erede di Vlahović e reduce dall’arrivo di Cabral, Jović rappresentò un tentativo della società di colmare il vuoto in attacco.In campo segnò 13 gol in stagione, insieme ai 17 di Cabral, numeri non straordinari ma comunque significativi per una squadra che faticava a trovare un vero centravanti. Il vero problema fu però il suo atteggiamento: dichiarazioni ambiziose poi smentite, polemiche social contro Italiano e parole infelici sulla Fiorentina come “trampolino di lancio”, che incrinarono definitivamente il rapporto con tifosi e società.La sua esperienza a Firenze si chiuse con la finale di Coppa Italia, dove sfiorò il gol decisivo contro l’Inter. Un’annata che poteva andare meglio, ma anche peggio, come dimostrato dalle difficoltà avute successivamente al Milan.

Semaforo “incriminato” a due passi da Santa Maria Novella: code quotidiane e polemiche tra residenti

“Il verde dura talmente poco che spesso passano due o tre macchine, non di più”

All’incrocio tra via Jacopo da Diacceto e via Luigi Alamanni, a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, si ripete ogni giorno la stessa scena: una coda di auto che, negli orari di punta, può estendersi per decine o addirittura centinaia di metri. Il motivo? Un semaforo che concede un verde di cinque secondi — secondo gli automobilisti — contro un rosso che può durare diversi minuti, anche quando non transitano né auto né tram.Un’anomalia che lascia perplessi molti fiorentini, soprattutto tra coloro che hanno necessità frequente di raggiungere lo scalo ferroviario per lavoro o per accompagnare pendolari e viaggiatori. “Il verde dura talmente poco che spesso passano due o tre macchine, non di più” racconta un automobilista fermo in coda alle otto del mattino. “Non capisco quale sia la logica: anche quando la linea del tram è libera, restiamo qui immobili. È frustrante”.Le ipotesi: priorità al tram o errore di sincronizzazione?L’impianto semaforico in questione fa parte del sistema integrato che regola la viabilità nell’area ad alta densità di transito di Santa Maria Novella, dove circolano auto, pedoni e le linee del tram. Secondo alcuni residenti, i tempi “sproporzionati” del rosso potrebbero essere dovuti alla necessità di garantire precedenza ai convogli della tramvia, in particolare nelle fasi di arrivo e partenza verso il capolinea di Alamanni–Stazione.Ma non tutti credono che la spiegazione sia così semplice. “Capisco la priorità al tram, ma qui a volte non passa nulla per decine di secondi e il semaforo resta rosso lo stesso”, osserva una commerciante della zona. “Forse c’è un problema di sincronizzazione, o il sistema non rileva correttamente i flussi. Così però si crea solo caos”.Residenti divisi: tra chi difende l’impianto e chi chiede un interventoLa discussione non è univoca: se molti lamentano disagi, alcuni residenti invitano a guardare la situazione da un’altra prospettiva.“Preferisco un semaforo rigoroso ma sicuro” sostiene un abitante di via Alamanni. “Prima dell’attuale impianto, qui c’erano attraversamenti azzardati e auto che passavano troppo veloci. Oggi, almeno, pedoni e tram hanno la precedenza reale”.C’è poi chi ricorda che la zona è soggetta a flussi complessi, con treni, taxi, bus turistici, tram, biciclette e pedoni che si intersecano continuamente. “Coordinare tutto non è semplice. Magari l’apparente lentezza di una fase serve a evitare ingorghi peggiori più avanti”, spiega un altro residente.Nonostante ciò, il malumore cresce, e molti chiedono una revisione dei tempi semaforici o, almeno, una spiegazione ufficiale. Alcuni segnalano che l’impianto di via Jacopo da Diacceto non è l’unico a funzionare con logiche difficili da comprendere.In attesa di risposteAl momento non risultano comunicazioni del Comune su possibili modifiche o verifiche al sistema semaforico dell'area. Tuttavia, le segnalazioni dei cittadini potrebbero portare a un controllo tecnico dell’impianto, soprattutto in vista dell’aumento dei flussi turistici nei mesi primaverili ed estivi.Nel frattempo, la domanda rimane aperta: quel semaforo funziona davvero nel modo più efficace possibile per una delle zone più trafficate e delicate della città?

Fiorentina, pensa alla Juventus.... “Domani è un altro giorno”

Da Vlahovic a Kean, quanti affari tra Firenze e Torino

La sfida tra Fiorentina e Juventus al Franchi è l’ennesimo capitolo di una storia fatta di rivalità e di intensi legami di mercato. Negli ultimi anni, gli scambi tra i due club si sono intensificati: quasi 200 milioni sono passati da Torino a Firenze per giocatori come Bernardeschi, Chiesa, Vlahovic e Nico Gonzalez, con risultati sportivi altalenanti.Proprio Vlahovic e Kean, protagonisti attesi della partita, rappresentano i due percorsi incrociati dei club: il serbo, esploso a Firenze e poi acquistato dalla Juve per 70 milioni, e l’italiano, cresciuto nel vivaio bianconero e rilanciato dalla Fiorentina con 25 reti nella scorsa stagione. Altri giocatori hanno seguito questa rotta, come Fagioli, Mandragora e Nicolussi Caviglia, segno di un mercato ormai privo delle vecchie barriere tra le due società.La rivalità resta, ma oggi si gioca anche attraverso contratti e investimenti. E mentre le squadre scendono in campo, il ricordo di Ornella Vanoni — scomparsa ieri — fa da sfondo simbolico: come nella sua canzone “Domani è un altro giorno”, anche nel calcio c’è sempre spazio per ripartire e sognare di nuovo.

Recreos inaugura le prime due botteghe: via Palazzuolo riparte dall’artigianato

Consegnati a Studio Bojola e allo Studiolo di Francesca Procopio i primi spazi riqualificati da Fondazione CR Firenze. Oltre 300 le richieste ricevute

Sono state inaugurate questa mattina le prime due botteghe del progetto Recreos, il programma di rigenerazione urbana promosso da Fondazione CR Firenze in collaborazione con il Comune di Firenze per rilanciare l’area di via Palazzuolo. I fondi ristrutturati sono stati assegnati allo Studio Bojola (via Palazzuolo 135-137R) e a Lo Studiolo di Francesca Procopio (via del Porcellana 8E), due realtà artigiane selezionate all’interno di un percorso che ha raccolto oltre 300 manifestazioni d’interesse.All’inaugurazione erano presenti la vice presidente della Fondazione CR Firenze, Maria Oliva Scaramuzzi, e la sindaca Sara Funaro. “Il progetto Recreos inizia a diventare realtà – ha detto Scaramuzzi –. Con queste aperture abbiamo testato il modello progettuale che prevede la concessione gratuita per tre anni di spazi commerciali destinati ad artigiani. Le richieste hanno superato di gran lunga la disponibilità attuale e per questo invitiamo i proprietari dei fondi a credere nel cambiamento”.Due nuove botteghe, due nuove storieStudio Bojola, atelier di design nato in un fienile sulle colline fiorentine, approda ora nel cuore della città con uno spazio di circa 29 m², ristrutturato per accogliere un’area espositiva e una dedicata alla produzione e alla progettazione creativa.Lo Studiolo di Francesca Procopio, primo studio specializzato in fotografia d’autore a Firenze, trova casa in circa 40 m² anch’essi riqualificati grazie a Fondazione CR Firenze. Oltre all’attività fotografica, il nuovo spazio ospiterà incontri, mostre e workshop, diventando un piccolo presidio culturale nel quartiere.La mappa dei fondi e le prossime apertureAd oggi sono state effettuate 89 visure in via Palazzuolo:19 fondi non idonei al progetto;51 affittati ad altre attività;6 utilizzati dai proprietari;2 a utilizzo incerto.Nelle strade limitrofe risultano 35 fondi idonei, di cui 6 liberi. Una decina le trattative in corso per attivare nuove botteghe, mentre i prossimi spazi a essere assegnati saranno due locali messi a disposizione dal Comune di Firenze.Gli altri presidi già attiviRecreos ha già avviato altre realtà fondamentali per il tessuto sociale e culturale della zona:Altremani(via Palazzuolo 120R), punto vendita legato a un laboratorio tessile con finalità socio-lavorative;Project Space(via Palazzuolo 87A/R), spazio sperimentale che ospita realtà artistiche e culturali a rotazione;Spazio Recreos(via Orti Oricellari 6R), cuore operativo del progetto, con sportello di ascolto e servizi sociali per residenti e commercianti.Una comunità che si riattiva: 46 iniziative in un annoOltre alla rigenerazione commerciale, Recreos sta lavorando sul fronte socio-culturale: in un anno sono state organizzate 46 iniziative, dal Festival Recreos alla Rificolona, dal Carnevale ai laboratori per bambini, coinvolgendo complessivamente circa 4.700 persone.Il prossimo appuntamento è la Festa di Natale Recreos, in programma sabato 13 dicembre dalle 15 alle 20, con chiusura parziale della strada, laboratori, visite guidate e attività organizzate insieme a botteghe, negozi e presidi storici della zona. Intanto, già da domani, si accenderanno le luminarie di via Palazzuolo, realizzate con il contributo del Comune di Firenze, delle attività locali e della Fondazione.Recreos continua così a trasformare via Palazzuolo in un laboratorio urbano di creatività, artigianato e partecipazione.

Piazza Beccaria cambia volto: tra entusiasmo, timori e nuove promesse per il quartiere

Le opinioni dei residenti

A Firenze procede la riqualificazione di Piazza Beccaria, un intervento che il Comune definisce “strategico” per restituire alla città uno spazio pubblico moderno, verde e maggiormente vivibile. La sindaca Sara Funaro ha confermato che il progetto porterà alla creazione di 37 nuove alberature, fontane d’acqua di grandi dimensioni, percorsi ciclabili rinnovati e zone dedicate esclusivamente ai pedoni. «Si tratta di lavori importanti — spiega Funaro — che dureranno circa otto mesi. La piazza sarà completamente riqualificata entro l’inizio dell’estate. Stiamo valorizzando le alberature presenti e aggiungendo nuovo verde, con particolare attenzione alla qualità degli spazi».Funaro ha ribadito anche la necessità di collaborazione dei cittadini durante la fase dei cantieri: «Siamo consapevoli dei disagi, per questo abbiamo previsto agevolazioni con Firenze Parcheggi, come quelle già attive al parcheggio di piazza Alberti. Chiediamo ai residenti un po’ di pazienza: il risultato finale li ripagherà».L’assessore alla Mobilità, Andrea Giorgio, collega l’intervento a una visione più ampia: «Siamo nel cuore dei lavori che uniranno piazza della Libertà al Viola Park attraverso la nuova tramvia. Già oggi superiamo i 40 milioni di passeggeri l’anno; arriveremo a 90. Meno traffico, meno inquinamento, più ordine. Piazza Beccaria non sarà più un semplice incrocio: diventerà una piazza vera, con pietra pregiata, fontane da oltre 220 metri quadrati, panchine e un aspetto completamente rinnovato». Giorgio rassicura anche sulla gestione del traffico: «I vigili stanno seguendo un piano specifico per tutte le aree critiche attorno ai cantieri».Le voci del quartiere: entusiasmo, dubbi e richiesteNelle strade attorno a Piazza Beccaria, il dibattito è acceso.Molti residenti vedono la trasformazione come un’opportunità. Maria, che abita in zona da più di trent’anni, afferma: «Per una volta Firenze sta investendo davvero sugli spazi pubblici. Una piazza più verde e a misura di persona è quello che serviva. Spero che diventi un punto di incontro, non più solo un incrocio da attraversare velocemente».Anche Davide, giovane padre, accoglie con favore il progetto: «Finalmente avremo posti dove portare i bambini senza doverci spostare altrove. Le fontane e le zone pedonali possono rendere il quartiere più vivo. E poi se la tramvia ridurrà davvero il traffico, sarà un grande miglioramento».Ma non tutti condividono l'entusiasmo. Leonardo, residente di via Ghibellina, è scettico: «Capisco le buone intenzioni, ma il caos dei cantieri è pesante. E non sono convinto che alla fine la viabilità migliorerà davvero. Temo che le auto finiranno per intasare altre strade del quartiere».C’è anche chi teme conseguenze sociali: Francesca, negoziante della zona, spiega: «La piazza sarà più bella, ok. Ma spesso quando si riqualifica, gli affitti salgono e molti rischiano di dover andare via. Vorrei che il Comune ci garantisse che questa zona rimarrà accessibile per tutti, non solo per chi se lo può permettere».Altri residenti chiedono maggior controllo e sicurezza. Tommaso, che lavora nella piazza, commenta: «Spero che la riqualificazione porti anche più attenzione alla gestione degli spazi. Una piazza bella da vedere non basta: servono vigilanza, decoro e manutenzione costante».Tra aspettative e timori, il futuro della piazza è già iniziatoIl cantiere di Piazza Beccaria rappresenta uno dei passaggi centrali nella trasformazione urbana della città verso una Firenze più verde e connessa. Se da un lato l’amministrazione comunale descrive l’intervento come un investimento sul benessere collettivo, dall’altro i residenti si dividono tra entusiasmo per il nuovo volto della piazza e preoccupazione per i disagi e le possibili ricadute sul tessuto sociale.Solo a lavori ultimati sarà chiaro se il progetto riuscirà a conciliare estetica, funzionalità e qualità della vita, trasformando davvero Piazza Beccaria in un nuovo cuore pulsante della città.

Vandalismo in via de’ Cerretani: specchietti rotti alle auto parcheggiate

Ancora specchietti distrutti e tensione tra i residenti: “Succede quasi ogni mese, servono telecamere”

Ancora una serie di atti vandalici nel cuore del centro storico. Sabato, diversi residenti di via de’ Cerretani, a pochi passi dal Duomo, hanno denunciato il ritrovamento delle proprie auto con gli specchietti retrovisori rotti o completamente divelti. Le immagini scattate mostrano una lunga fila di vetture parcheggiate lungo la strada, molte delle quali con i dispositivi laterali danneggiati in modo evidente.Non si tratterebbe di un episodio isolato: gli abitanti della zona parlano infatti di una vera e propria emergenza vandalismi, che si ripresenta con regolarità.«Non è la prima volta che succede. Almeno una volta al mese troviamo le auto in questo stato», racconta una residente che preferisce rimanere anonima. «Ogni volta dobbiamo pagare di tasca nostra. Nessuno vede niente e nessuno interviene».Un altro residente riferisce che gli episodi avvengono spesso nelle ore notturne:«Qui passano tante persone, soprattutto nei weekend. Più volte abbiamo chiesto maggiori controlli, ma la situazione non cambia. È frustrante uscire di casa e trovare la macchina rovinata senza alcun motivo».A preoccupare gli abitanti è anche il crescente senso di insicurezza:«Sembra che certe zone del centro siano diventate terra di nessuno», commenta un negoziante della via. «Non possiamo continuare a subire danni senza che ci sia una risposta concreta».I residenti chiedono l’installazione di telecamere aggiuntive e un aumento delle pattuglie, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando avverrebbero la maggior parte degli atti vandalici.Intanto, le foto circolate tra gli abitanti e sui gruppi di zona mostrano chiaramente la gravità della situazione: specchietti piegati, gusci di plastica rotti e, in alcuni casi, parti del meccanismo elettrico esposte.

Fiorentina, Kean verso il recupero: con la Juventus ci sarà

Le condizioni di Robin Gosens

La Fiorentina prosegue i doppi allenamenti al Viola Park, con il tecnico Paolo Vanoli focalizzato su attivazione, forza e primi accorgimenti tattici. In vista della ripresa del campionato contro la Juventus, l’idea è continuare sul 3-5-2, con particolare attenzione alla fase difensiva. Il lavoro più specifico inizierà da martedì, quando rientreranno i primi nazionali.Sul fronte degli infortunati, Martinelli e Ndour continuano il lavoro differenziato, ma non ci sono dubbi sul loro recupero in vista della sfida con i bianconeri. Situazione più delicata per Moise Kean e Robin Gosens, entrambi reduci da problemi fisici più importanti.Kean, fermato da una botta alla tibia che gli ha fatto saltare Genova e la Nazionale, sta già mostrando miglioramenti. Per Gosens, invece, servirà ancora tempo: il laterale verrà rivalutato dallo staff medico all’inizio della prossima settimana per capire se potrà essere disponibile.

Ex Poderaccio, dal sogno del parco al degrado: la denuncia dei residenti

Rifiuti, accampamenti improvvisati e lavori fermi: “Così non si può andare avanti”

L’area ex Poderaccio, sgomberata nel 2023 e destinata a diventare il cuore del futuro Parco Florentia, avrebbe dovuto rappresentare la rinascita verde della zona sud della città. Al posto del campo rom, secondo il progetto iniziale, dovevano sorgere sentieri naturalistici, aree verdi e spazi per la comunità.Oggi, invece, i residenti raccontano un’altra realtà: un grande spazio abbandonato, invaso da rifiuti, materiali scaricati abusivamente e segni evidenti di incuria.“È una discarica a cielo aperto”Passeggiando attorno al perimetro si incontrano sacchi di immondizia, mobili rotti, resti edili e oggetti di ogni tipo. La frustrazione tra gli abitanti cresce giorno dopo giorno.“È una discarica a cielo aperto. Dopo lo sgombero ci aspettavamo una riqualificazione vera”, afferma Sara, residente nella zona.“Avevano parlato di un parco, ma noi non vediamo né lavori né manutenzione.”Il contrasto tra promesse e realtà alimenta un senso di abbandono difficile da ignorare.“Pulizie sporadiche, poi tutto torna come prima”Gli interventi di rimozione dei rifiuti, raccontano gli abitanti, sarebbero occasionali e insufficienti a contrastare i continui scarichi abusivi.“Ogni tanto passa qualcuno a ripulire, ma dopo pochi giorni siamo punto e a capo”, spiega Marco, che vive nei pressi dell’ex campo da oltre trent’anni.“Non c’è controllo, e senza controllo è impossibile mantenere il decoro.”Molti sottolineano la totale mancanza di un presidio stabile o di misure dissuasive.I nuovi accampamenti con il freddoCon l’arrivo delle temperature più rigide, nell’area sono ricomparsi accampamenti di fortuna, un segnale per i residenti che la situazione è tutt’altro che sotto controllo.“Non ce l’abbiamo con chi cerca riparo, ma così non è sicuro per nessuno”, commenta Giulia, giovane madre.“Servono soluzioni adeguate sia per chi vive qui sia per le persone vulnerabili che arrivano.”Secondo gli abitanti, il degrado dell’area favorisce nuovi insediamenti informali e rende più difficile qualunque intervento di riqualificazione.“Ci sentiamo completamente dimenticati”Il filo conduttore delle testimonianze è uno solo: la sensazione di essere stati lasciati soli davanti a un luogo che avrebbe dovuto rinascere e che invece sembra regredire ogni mese.“Ci sentiamo completamente dimenticati. Qui non si vede nessun passo avanti”, denuncia Luca, frequentatore abituale dell’argine dell’Arno.“Vogliamo semplicemente che mantengano ciò che era stato promesso.”La speranza di una svoltaNonostante la rabbia e la delusione, i residenti continuano a chiedere con forza che l’area venga messa in sicurezza, ripulita e finalmente trasformata in ciò che era stato annunciato: un parco vivo, fruibile e curato.Per ora, però, l’ex Poderaccio rimane un simbolo di occasioni mancate e di un territorio che attende di essere restituito alla città.

Farsi giustizia da soli: il caso di viale Malta

Le opinioni dei residenti

L’aggressione di due senzatetto in viale Malta, nella notte tra sabato e domenica, ha lasciato la città sotto shock e acceso un confronto acceso tra i fiorentini: sicurezza, paura, degrado e giustizia “fai da te” tornano al centro delle discussioni nei bar, sui social e nei gruppi di quartiere.Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di giovani avrebbe insultato e picchiato i due clochard mentre dormivano in un giardino pubblico di Campo di Marte. I senzatetto, feriti ma non in gravi condizioni, sono stati soccorsi dal 118 e ascoltati dai carabinieri, che ora indagano con l’aiuto delle telecamere della zona.L’episodio, per molti, è il segno di un disagio profondo che attraversa Firenze. Ma su come reagire, la città si spacca.“Non voglio che si arrivi alla violenza, ma ormai ci sentiamo soli – dice Silvano, residente da trent’anni in zona –. La notte succede di tutto, e non si vede mai una pattuglia. Se la gente comincia a organizzarsi in ronde, è perché non ha alternative.”“È una follia – ribatte Giulia –. Chiamano ‘ronde’ quello che spesso è solo rabbia mascherata da senso civico. Oggi sono i senzatetto, domani chi? Chi decide chi ‘non deve stare lì’? È pericoloso.”C’è chi chiede più presenza delle forze dell’ordine, ma anche chi pensa che la risposta debba venire dalla comunità stessa.“Più che ronde, servirebbe conoscersi di più tra vicini – spiega Alessio –. Se sai chi vive nel tuo quartiere, se parli, se ti fidi, i problemi si risolvono prima. Ma se ci chiudiamo in casa o usciamo col manganello, non ne usciamo.”Molti cittadini collegano la questione della sicurezza al tema del degrado e dell’abbandono di alcune aree urbane.“Campo di Marte non è più quello di una volta – afferma Roberta –. Parchi sporchi, bivacchi, gente che dorme sulle panchine. Non giustifico nessuna violenza, ma il disagio cresce. E la paura anche.”C’è chi invece guarda all’aggressione come a un sintomo di un malessere culturale, più che di ordine pubblico.“Il vero problema è la disumanità – dice Paolo –. Quando la gente comincia a credere che chi vive in strada sia un problema da eliminare, allora abbiamo perso la bussola morale.”Altri, più disillusi, vedono nella vicenda l’ennesimo segnale di sfiducia verso le istituzioni.“Ormai ognuno si arrangia – commenta Lorenzo –. Ma così la città si spacca in due: chi si sente vittima e chi diventa carnefice. Le ronde non servono, servirebbe fiducia, ma quella non ce l’ha più nessuno.”Tra paura, indignazione e senso d’impotenza, Firenze si scopre divisa.Da una parte c’è chi invoca un ritorno al controllo e alla fermezza; dall’altra chi teme che la voglia di sicurezza possa trasformarsi in giustificazione per nuove violenze.In mezzo, tanti cittadini che vorrebbero solo una città più viva, più sicura e più giusta — senza dover scegliere tra paura e umanità.

Cedimenti sulla linea della Tramvia in piazza San Marco: i residenti segnalano buche e dislivelli

Le mattonelle intorno ai binari si stanno sollevando: “È pericoloso per pedoni e ciclisti”

Parte della pavimentazione lungo la linea della Tramvia VACS in piazza San Marco sta mostrando evidenti segni di cedimento. Tra i binari che attraversano la storica piazza, le mattonelle si stanno sollevando e alcune risultano danneggiate, creando dislivelli visibili e potenzialmente pericolosi per chi attraversa la zona.La situazione è stata segnalata dai residenti e da alcuni frequentatori abituali dell’area, che denunciano un deterioramento progressivo nelle ultime settimane.“Ogni giorno passo di qui per andare al lavoro – racconta Elena, residente in via Cavour – e ho notato che le pietre attorno ai binari si stanno muovendo. È facile inciampare, soprattutto la sera quando la visibilità è ridotta.”Anche i ciclisti esprimono preoccupazione. “Con le ruote sottili delle bici, basta poco per incastrarsi tra una fessura e l’altra – aggiunge Giulio, studente universitario –. Servirebbe un intervento rapido, prima che qualcuno si faccia male.”La pavimentazione di piazza San Marco, realizzata con lastroni di pietra serena e inserti metallici per la tramvia, era stata rifatta in occasione dell’ampliamento del sistema tramviario cittadino. Tuttavia, il continuo passaggio dei convogli e le vibrazioni sembrano aver compromesso la stabilità di alcune sezioni.Dal Comune, al momento, non è arrivata una nota ufficiale, ma fonti interne fanno sapere che una verifica tecnica è già stata programmata nei prossimi giorni per valutare la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria.Intanto i residenti chiedono attenzione: “Non vogliamo polemizzare – conclude Elena – ma qui passa tanta gente, tra turisti, studenti e lavoratori. Sarebbe importante intervenire prima che la situazione peggiori.”

Galloppa prova a uscire dalla “tempesta”: tutti i cambi di formazione

Fiducia a Martinelli in porta

Alla vigilia di Mainz–Fiorentina, Rolando Mandragora parla di “una tempesta”, descrivendo il momento difficile della squadra. In conferenza anche il tecnico ad interim Daniele Galloppa, alla sua prima panchina da professionista: vuole conquistare il gruppo rapidamente e migliorare il gioco, chiedendo più rapidità e compattezza.Sul piano tattico, Galloppa annuncia rotazioni: Kean partirà dalla panchina per essere preservato in vista di Genova, mentre Piccoli guiderà l’attacco. La novità è in porta, dove debutta il giovane Tommaso Martinelli, classe 2006, già allenato da Galloppa in Primavera.Attesi circa 600 tifosi viola a sostenere la squadra in Germania, contro i 30 mila del Mainz: non sarà il tutto esaurito, ma l’atmosfera si preannuncia calda.

Da Pioli a Galloppa: come cambia la Fiorentina

Modulo, idee e futuro

La Fiorentina è già in Germania.Domani i viola affrontano il Mainz nella terza giornata della fase a gironi di Conference League.Una partita che arriva nel momento più delicato della stagione.Dopo settimane di tensione e risultati deludenti, la società ha deciso di cambiare.Stefano Pioli non è più l’allenatore della Fiorentina.La decisione è arrivata martedì mattina, al termine di un confronto con il presidente Rocco Commisso.Pioli non ha accettato la buonuscita, né ha voluto dimettersi.E così, la dirigenza ha scelto di interrompere il rapporto e di aprire un nuovo capitolo.Al suo posto, per ora, ci sarà Daniele Galloppa.L’allenatore della Primavera è stato promosso a traghettatore della prima squadra.Guiderà la Fiorentina almeno fino alla sfida di campionato contro il Genoa.Intanto, è già in panchina per la trasferta europea di domani.Un volto giovane, 39 anni, ex centrocampista, e da tempo parte del progetto tecnico del club.Galloppa conosce bene diversi giocatori della rosa: molti di loro sono passati proprio sotto la sua guida nel settore giovanile.Un dettaglio non da poco, in un momento in cui serve soprattutto compattezza e fiducia.Il nuovo tecnico ha diretto ieri il primo allenamento e, secondo quanto trapela, ha già introdotto qualche cambiamento.Addio alla difesa a tre, simbolo del sistema di Pioli.Si torna alla difesa a quattro, con un centrocampo a tre e due trequartisti alle spalle della punta.Un modulo più semplice, più naturale per questa squadra, nato anche dal confronto con i giocatori.Galloppa, intanto, lavora in stretto contatto con il nuovo direttore sportivo, Roberto Goretti, ufficialmente promosso dopo l’addio di Daniele Pradè.Goretti, fino a oggi direttore tecnico, assume la piena responsabilità dell’area sportiva.È lui, insieme al presidente Commisso, a guidare la riflessione sul nome del prossimo allenatore.E i candidati non mancano.In cima alla lista ci sono Paolo Vanoli e Raffaele Palladino.Vanoli, ex tecnico del Torino e vecchia conoscenza della piazza fiorentina — con cui vinse la Coppa Italia nel 2001 — è considerato il profilo più solido e adatto al momento.Resta però da risolvere il nodo contrattuale con il Torino.Palladino, invece, rappresenta un’ipotesi più affascinante ma anche più complicata.L’ex allenatore del Monza è stimato da Goretti e da molti giocatori, ma il suo ritorno dipenderebbe dal superamento dei vecchi contrasti con la precedente dirigenza.Una situazione in evoluzione, che la Fiorentina seguirà con calma durante la sosta.Sul fondo, restano anche i nomi di Alessandro Nesta e Marco Giampaolo, possibili alternative nel caso in cui le prime due piste non portassero a un accordo.Intanto, però, c’è un presente che non può aspettare.Domani, alle 21, la Fiorentina scenderà in campo contro il Mainz.Una partita che diventa subito un test, non solo tecnico ma anche psicologico.Galloppa chiede compattezza, entusiasmo e concentrazione.La priorità è ritrovare fiducia e stabilità, prima ancora che i risultati.Per la Fiorentina si apre una fase di transizione.Con Goretti alla guida dell’area sportiva e Galloppa in panchina, il club prova a rimettersi in marcia.L’obiettivo è uscire dal momento difficile, ricompattare l’ambiente e ritrovare, passo dopo passo, la propria identità.Domani, in Germania, comincia un nuovo capitolo.E chissà che proprio da Mainz non arrivi la prima scintilla di questa nuova Fiorentina.

Via Ottorino Respighi, lavori iniziati il 20 ottobre: nuova pista ciclabile, ma i residenti chiedono chiarezza sui tempi

A oggi la via si presenta ancora come un cantiere aperto

Sono partiti lo scorso 20 ottobre i lavori di riqualificazione di via Ottorino Respighi, intervento che prevede il rifacimento completo della carreggiata e la realizzazione di una pista ciclabile sul lato sinistro della strada. L’obiettivo, spiegano i tecnici comunali, è migliorare la sicurezza e incentivare una mobilità più sostenibile.A oggi, però, la via si presenta ancora come un cantiere aperto: sono stati posati i nuovi cordoli in cemento, mentre la futura pista ciclabile è ancora uno spazio di terra e ghiaia delimitato da transenne. L’asfalto è stato rifatto solo in parte, e i lavori sembrano procedere a ritmo rallentato.Intanto, la viabilità è ridotta, con tratti chiusi a senso unico alternato e parcheggi temporaneamente non accessibili. Una situazione che, dopo oltre due settimane, comincia a pesare su chi abita nella zona.“Capisco che sia un intervento utile, ma sarebbe bello sapere quando finiranno,” commenta una residente che abita nei pressi della scuola. “Ogni mattina è difficile parcheggiare e con i bambini non è il massimo passare in mezzo ai lavori.”Un altro cittadino sottolinea come i lavori stiano creando disagi anche al traffico:“Nei momenti di punta si formano code, soprattutto perché molti non sanno come muoversi con le nuove deviazioni. Non c’è nessun cartello con le date di fine lavori.”Dalla parte opposta della via, alcuni automobilisti apprezzano l’intervento ma chiedono maggiore informazione:“Va benissimo la pista ciclabile, ma sarebbe utile sapere quanto durerà il cantiere e se verranno sistemati anche i marciapiedi.”Al momento, non è stata comunicata una data ufficiale di conclusione dei lavori, né eventuali fasi successive dell’intervento. L’impressione è che il cantiere possa protrarsi ancora per alcune settimane, con disagi inevitabili ma con la promessa di una via più moderna e sicura per tutti — automobilisti, ciclisti e pedoni.

[LIVE] Fiorentina: esonerato Pioli. Squadra affidata a Galloppa ad interim

Il presidente Rocco Commisso ha dato il via libera

16:20 - Fiorentina in campo con Galloppa al Viola Park. Domani rifinitura prima della partenza per Magonza. Non ci saranno Gosens per infortunio e Alberto Gudmundsson, in Islanda per il processo----14:13 D’Aversa non è più in corsa per la panchina della Fiorentina. Il club viola si prenderà qualche giorno per riflettere sulla questione.----13:10 Prende sempre più forza la scelta di tenere Galloppa fino alla sfida contro il Genoa. Ma la situazione è in continuo aggiornamento.----12:38 - Arrivato Raffaele Rubino, uno dei candidati a ricoprire il ruolo di direttore tecnico della squadra viola----12:31 - Stefano Pioli ha salutato la squadra e ha già lasciato il Viola Park----11:36 - Nessun accordo sulla buonuscita. Il presidente Rocco Commisso ha dato il via libera per l'esonero di Stefano Pioli. Decisione già comunicata all'allenatore. Si attende solo l'ufficialità. Squadra affidata a Galloppa ad interim. Sarà lui a guidare l'allenamento del pomeriggio----11:22 - Continua la trattativa per cercare di trovare un accordo per la buonuscita che consentirebbe alla società di rescindere il contratto con Stefano Pioli. Ma ancora non ci sono sostanziali novità. Se la situazione non dovesse sbloccarsi nelle prossime ora, non è escluso che sia lo stesso Pioli a guidare l'allenamento della squadra nel pomeriggio, alle 16.-----10:09 -  In attesa di comunicazioni ufficiali sulla fine del rapporto tra la Fiorentina e il tecnico Pioli e sulla figura del direttore sportivo che prenderà il posto di Daniele Pradè, l'allenamento della squadra gigliata è fissato per le 16 di questo pomeriggio.------9.50 - Roberto Goretti, che potrebbe essere promosso a Direttore Sportivo della Fiorentina al posto di Daniele Pradè, ha varcato il cancello del Viola Park.------Giornata chiave in casa Fiorentina per il futuro della stagione. Stefano Pioli continua a chiedere una cifra importa per la rescissione del contratto e intanto il tempo passa. Per questo motivo Rocco Commisso potrebbe decidere di esonerare Stefano Pioli, un sacrificio enorme per le casse viola. Al suo posto pronto Roberto D’Aversa.

Fiorentina, dubbi in mezzo al campo: Fagioli rischia il posto?

La probabile formazione in vista di domani

La Fiorentina ha bisogno di una scossa, e i protagonisti designati per guidarla sono Nicolò Fagioli e Hans Nicolussi Caviglia. Entrambi rappresentano giocatori di qualità e visione, ma devono ora trasformare il potenziale in concretezza per aiutare la squadra a uscire dal momento difficile. In particolare, Fagioli, che finora ha faticato nel ruolo di playmaker, è chiamato a un salto di maturità per prendersi la responsabilità del centrocampo e incidere maggiormente nelle partite.Per Fagioli, il possibile alleato in questa rinascita è proprio Nicolussi Caviglia, che può agire da regista e consentirgli di tornare nel ruolo più congeniale di mezzala. L’ex Venezia si è dimostrato affidabile e continuo, con cinque presenze da titolare consecutive prima della panchina contro il Milan. Domani, secondo le previsioni, tornerà dal primo minuto, offrendo equilibrio e ordine alla manovra della Viola.Entrambi, sottolinea il quotidiano, devono però crescere anche sotto il profilo della personalità e della presenza in campo, soprattutto quando la squadra è in difficoltà. La Fiorentina, in crisi di risultati e identità, ha bisogno del loro talento e della loro energia per ritrovare ritmo, idee e fiducia nel proprio gioco.

Cantieri a Firenze: ecco i lavori simbolo che ridisegnano la città

Tutti i principali cantiere di Firenze riassunti in un articolo

Martedì vi abbiamo riportato il numero dei cantieri presenti a Firenze. Oggi parleremo dei principali, ormai diventati veri e propri “monumenti” del capoluogo toscano.CANTIERE FORTEZZAIniziato nel luglio del 2023, continua senza sosta il cantiere per il restauro della parte esterna della Fortezza. Interventi utili non solo per mettere in sicurezza la cinta muraria, ma anche per riqualificare l’area circostante. Le transenne hanno “invaso” anche il giardino adiacente, ormai un colpo d’occhio abituale per i fiorentini.PIAZZA ALBERTIIl più è stato fatto, ma a breve potrebbe tornare a regnare il caos. Piazza Alberti è stata rivitalizzata, con il sottopassaggio bonificato e reso agibile, dotato di una nuova pista ciclabile. Nel 2026 cambierà il senso di marcia e solo allora si capirà quanto questo intervento sia stato davvero utile. Lo scetticismo resta alto: vedremo.PIAZZA DELLA LIBERTÀUna menzione d’onore per la storica piazza fiorentina. Tranquilli: tutto procede per il meglio e non sono previsti interventi a breve. La tramvia ormai fa parte dell’architettura urbana e il luogo è diventato un nodo fondamentale per chi vuole spostarsi a Firenze senza utilizzare l’auto.VIA LUNGO L’AFFRICOProseguono i lavori di bonifica in Via Lungo l’Affrico. Eliminate le pericolose radici “spacca-asfalto”, il viale sta lentamente assumendo un aspetto più decoroso. La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2025, salvo ritardi.PONTE AL PINOIl ponte che ha accompagnato i fiorentini per decenni non ci sarà più. A breve partirà il cantiere per il rifacimento dell’intera zona, con inevitabili conseguenze sul traffico cittadino, che seguiremo passo dopo passo. La parte centrale dei lavori sarà concentrata in Piazza Vasari, dove verranno abbattuti altri alberi.GIARDINO “PAUL HARRIS”Proseguono i lavori al giardino “Paul Harris”, poco dietro lo stadio di atletica Ridolfi. Gran parte del cemento è stata rifatta e resa più presentabile. A breve dovrebbe terminare anche la seconda fase del cantiere: un intervento importante per le tante famiglie che frequentano l’area.VIALE REDIIl cantiere c’è, anche se dimezzato rispetto al passato, e rimane lì, immobile. Gli interventi di riqualificazione del noto viale proseguono, ma a ritmi estremamente lenti. Difficile capire quando la zona sarà finalmente libera da transenne e cartelli di pericolo.FRANCHIPoteva mancare lo stadio Franchi? Assolutamente no. La foto parla da sola: l’impianto della Fiorentina di Rocco Commisso appare completamente circondato da transenne e da un alto muro bianco. Al traffico non crea particolari problemi, ma meglio non chiedere cosa ne pensano i fiorentini…VIA BENEDETTO FORTINIConoscete la “Novella dello stento”, quella che dura tanto e non finisce mai? Ecco, il cantiere di Via Benedetto Fortini una fine sembra iniziare a vederla. Anche se solo in parte, una delle strade principali del comune di Bagno a Ripoli — ma importante anche per Firenze — è stata riaperta. Il traffico cittadino ha così uno sbocco utile per alleggerire i viali “invasi” dai lavori della tramvia.VIA PIETRAPIANAUn marciapiede nuovo e un po’ di polvere in meno: queste le principali novità del cantiere di Via Pietrapiana, attivo da quasi 300 giorni. Sui social i cittadini documentano con foto e testimonianze l’avanzamento dei lavori. Ormai, in molti, quasi ci si sono affezionati.TRAMVIADa Viale Mazzini passando per Piazza Beccaria, fino a Bagno a Ripoli: è il cantiere che ha “diviso in due” Firenze e che più di tutti condiziona la vita quotidiana dei cittadini. I lavori proseguono a una velocità accettabile: è solo questione di tempo. Quanto? Difficile dirlo, ma lentamente la nuova linea tramviaria sta prendendo forma.VIA MARITIIl cantiere di Via Mariti merita sempre attenzione. Non bisogna dimenticare ciò che è accaduto quel giorno. Quel “mostro” di cemento armato resta lì, immobile, come monito per chi sottovaluta la sicurezza sul lavoro. Con la vita delle persone non si scherza. Chissà, magari un giorno quel luogo diventerà un bel parco in memoria delle vittime — e non un cumulo di macerie e polvere.

Inter-Fiorentina speciale per Dzeko e Gosens: la storia dei 2 ex nerazzurri

Il tedesco partirà titolare, l'attaccante dalla panchina

Oggi a San Siro va in scena Inter-Fiorentina, una sfida speciale per Edin Dzeko, che torna da ex al suo vecchio stadio. Con l’Inter ha segnato 31 gol in 101 presenze, vinto tre trofei e giocato una finale di Champions, diventando un punto di riferimento per squadra e tifosi. Ora alla Fiorentina, Dzeko sta ritrovando forma e continuità, come dimostrato nelle ultime partite contro Rapid e Bologna, dove ha mostrato tecnica, esperienza e leadership.Non sarà l’unico ex: Robin Gosens, anche lui passato dall’Inter, avrà l’occasione di rilanciarsi dopo un periodo difficile. Pioli conferma fiducia a entrambi, e la partita promette emozioni, tra il ritorno di Dzeko e la voglia di riscatto di Gosens, con la Fiorentina pronta a mettersi in mostra contro i nerazzurri.

Ma quanti cantieri ci sono a Firenze?

Con un po’ di pazienza, abbiamo cercato di fornire una cifra più o meno precisa dei cantieri presenti sul territorio

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ma soprattutto: quanti cantieri ci sono a Firenze?Firenzedintorni.it ha provato a dare una risposta a questo impegnativo quesito. Con un po’ di pazienza, abbiamo cercato di fornire una cifra più o meno precisa dei cantieri presenti sul territorio.È un autunno ancora segnato da transenne, deviazioni e lavori in corso. Secondo i dati diffusi dal Comune e confermati dal portale regionale dei dati aperti, nella città di Firenze sono attualmente oltre 300 i cantieri attivi, tra opere pubbliche, infrastrutture e interventi privati.Dall’estate “dei 300 cantieri”, annunciata a luglio dal Comune — con lavori su strade, rete idrica e mobilità — fino ai progetti in corso per la nuova linea della tramvia 3.2.1, Firenze si conferma un grande laboratorio a cielo aperto.Tra i punti più critici ci sono i cantieri legati alla tramvia, che interessano aree estese come viale Lavagnini, piazza della Libertà e i viali di circonvallazione. Sul sito del Comune di Firenze è disponibile una mappa interattiva che mostra in tempo reale i cantieri aperti e le modifiche alla viabilità: uno strumento utile per aiutare cittadini e turisti a orientarsi tra deviazioni e sensi unici temporanei.Accanto alla tramvia, si contano decine di interventi per la riqualificazione stradale e il rifacimento delle reti idrica e fognaria, in collaborazione con Publiacqua. Gli interventi spaziano da via Guelfa a lungarno Cellini, fino alle zone periferiche come Novoli e Isolotto.Un monitoraggio di cantieriedili.net stima che nella provincia di Firenze siano presenti oltre 5.700 cantieri attivi, includendo edilizia privata, opere commerciali e lavori pubblici. Nel solo capoluogo, però, la concentrazione è massima: a settembre 2024 si contavano circa 50 cantieri maggiori aperti in contemporanea, molti dei quali ancora operativi oggi. A ottobre 2025, considerando solo i cantieri di grandi dimensioni, se ne possono contare circa 60, dieci in più rispetto a un anno fa.Non mancano, tuttavia, i disagi. Code, rallentamenti e difficoltà di parcheggio sono ormai la norma in molte zone centrali. Le associazioni dei residenti chiedono una pianificazione più coordinata, per evitare la sovrapposizione dei lavori.Il Comune ha annunciato la creazione di un “tavolo tecnico permanente” per gestire i cantieri in modo più organico, programmando gli interventi con maggiore anticipo e migliorando la comunicazione pubblica.Prossimamente, su Firenzedintorni.it, pubblicheremo la lista dei cantieri più significativi di Firenze.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Pietrapiana, i lavori restano fermi: solo un po’ di marciapiede, ma la situazione non migliora

“Ci avevano detto che il cantiere sarebbe ripartito a fine settembre – racconta una commerciante della zona – invece è tutto come prima, solo più sporco e più deserto”

A quasi tre mesi  dall’annuncio del Comune sulla ripresa dei lavori in via Pietrapiana, la situazione resta sostanzialmente ferma.Nonostante qualche segnale di attività nei giorni immediatamente successivi alla visita della vicesindaca Paola Galgani e del presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli, il cantiere è tornato silenzioso. Oggi si vede solo una piccola porzione di marciapiede completata, mentre il resto della strada continua a presentarsi come un’area di lavori sospesi, tra transenne, buche e materiali accatastati.Il progetto, che prevedeva lo spostamento dei cassonetti interrati da davanti alla farmacia del Canto alle Rondini a piazza Salvemini, sembra ancora in fase di stallo. Nessun segnale concreto sul nuovo posizionamento dell’isola ecologica, e i residenti cominciano a perdere la pazienza.“Ci avevano detto che il cantiere sarebbe ripartito a fine settembre – racconta una commerciante della zona – invece è tutto come prima, solo più sporco e più deserto.”Dai comitati di quartiere arrivano critiche per la mancanza di informazioni chiare. “Non sappiamo quando finiranno né cosa cambierà davvero”, spiegano alcuni residenti, che lamentano anche un peggioramento delle condizioni di sicurezza e accessibilità: la strada è stretta, male illuminata e difficile da percorrere per pedoni e ciclisti.Intanto, cresce il sospetto che il ritardo non sia solo tecnico ma anche burocratico, con rimpalli tra uffici comunali e problemi di coordinamento tra le ditte incaricate.Da Palazzo Vecchio, per ora, nessuna nota ufficiale: si parla genericamente di “tempi tecnici” e di un “riavvio graduale” delle opere, ma senza date certe.Intanto, via Pietrapiana rimane un simbolo di promesse sospese: un cantiere che, pur mostrando qualche metro di marciapiede nuovo, continua a raccontare più immobilismo che progresso.

Sottopasso Statuto, il degrado nel cuore di Firenze: tra buio, graffiti e paura

Il tunnel pedonale della stazione Statuto ridotto a un labirinto di scritte e sporcizia. I cittadini denunciano: “Di sera è un incubo, serve un intervento immediato”

Un corridoio angusto, pareti ricoperte da graffiti e scritte di ogni tipo, luci fioche e un odore stagnante che accompagna i pochi passanti. Le immagini del sottopasso pedonale della stazione Statuto, a Firenze, raccontano meglio di qualunque parola la situazione di degrado che da anni si trascina senza soluzione.L’accesso, già poco visibile dall’esterno, conduce a una scalinata sporca e mal illuminata che scende verso un tunnel ormai divenuto simbolo dell’abbandono urbano. Le pareti, un tempo rivestite da piastrelle chiare, sono oggi coperte da strati sovrapposti di tag, scritte e disegni che si confondono in un caos cromatico. L’illuminazione al neon, debole e intermittente, contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più cupa e insicura.“Non ci passo mai dopo le sette di sera — racconta Lucia, residente in zona —, è buio, sporco e ci si sente osservati. Più di una volta ho visto gruppetti di ragazzi che si radunano lì a bere o a fumare.” Un’altra cittadina, Giulia, aggiunge: “C’è chi parla di spaccio e piccoli furti, e non mi sorprende. È un punto perfetto per chi vuole nascondersi: nessuna telecamera, nessun controllo”.Il sottopasso, che collega due aree trafficate del quartiere Statuto, è diventato negli ultimi tempi anche ritrovo di babygang e piccoli vandali. Le segnalazioni dei residenti si moltiplicano, ma finora nessun intervento concreto è stato messo in atto. “Abbiamo scritto più volte al Comune e alla Polizia Municipale — spiega Roberto, commerciante — ma nessuno è mai venuto a fare una pulizia seria o a sistemare le luci. Firenze non può permettersi angoli così degradati, specie a due passi dal centro”.Le foto scattate recentemente mostrano chiaramente il livello di abbandono: muri completamente ricoperti da scritte, rifiuti agli angoli, scale deteriorate. Di notte, l’unica illuminazione proviene dai deboli neon al soffitto, spesso guasti o coperti da sporcizia. Una condizione che alimenta la percezione di pericolo e scoraggia il passaggio pedonale, spingendo molti a fare lunghi giri per evitare il tunnel.Il sottopasso Statuto, pensato come un punto di collegamento sicuro per i cittadini, si è trasformato in un simbolo del disinteresse e della mancanza di manutenzione. E mentre le segnalazioni aumentano, cresce anche la richiesta di un intervento urgente: pulizia straordinaria, videosorveglianza, nuova illuminazione e pattugliamenti serali.“Non chiediamo miracoli — conclude Lucia —, ma solo di poter camminare senza paura nella nostra città.”

'Oceani. David Doubilet': la meraviglia del mare arriva a Firenze grazie alla Fondazione CR Firenze

A Villa Bardini, dal 21 ottobre 2025 al 12 aprile 2026, la prima mostra italiana del maestro della fotografia subacquea in collaborazione con National Geographic

Firenze si tuffa nelle profondità del mare. Dal 21 ottobre 2025 al 12 aprile 2026, Villa Bardini accoglie “Oceani. David Doubilet”, un’esposizione straordinaria che porta per la prima volta nel capoluogo toscano il mondo di National Geographic e il lavoro di uno dei più grandi fotografi subacquei di tutti i tempi.Promossa dalla Fondazione CR Firenze e dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con National Geographic, la mostra riunisce oltre 80 scatti mozzafiato di David Doubilet, autentico pioniere dell’esplorazione sottomarina, che da più di cinquant’anni racconta la vita nascosta sotto la superficie dell’acqua.Fondazione CR Firenze, motore di cultura e sensibilità ambientaleCon questa iniziativa, la Fondazione CR Firenze conferma il proprio ruolo di protagonista nel panorama culturale cittadino, capace di unire arte, scienza e impegno ambientale in un progetto di grande respiro internazionale.“È con grande soddisfazione che inauguriamo il terzo progetto culturale che la Fondazione realizza con Gallerie d’Italia a Villa Bardini – sottolinea Bernabò Bocca, Presidente di Fondazione CR Firenze –. In collaborazione con National Geographic, portiamo a Firenze un artista che ci ricorda la bellezza e la fragilità del pianeta. Le sue immagini ci invitano a una responsabilità collettiva e a comportamenti più consapevoli verso la natura.”Un messaggio che risuona forte nelle sale di Villa Bardini, dove l’arte incontra l’educazione ambientale, in un percorso che invita lo spettatore non solo ad ammirare la bellezza degli oceani, ma anche a difenderli.Un viaggio tra luce e abissiLa mostra, curata da Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, si sviluppa in undici sale tematiche, costruite su contrasti visivi e concettuali — warm/cold, close/far, bright/dark, threat/care — per restituire la straordinaria varietà del mondo marino.Tra le immagini più iconiche, spicca quella della subacquea Dinah Halstead circondata da un anello di barracuda nelle acque di Papua Nuova Guinea: un simbolo della perfetta armonia tra uomo e natura. Accanto, scorrono scene di rara poesia, come un piccolo di tartaruga verde che nuota verso il mare aperto nella Polinesia Francese o il colorato sorriso di un pesce pappagallo nelle acque dell’Australia.La forza delle partnership culturaliPer la Fondazione CR Firenze, la collaborazione con Intesa Sanpaolo e National Geographic rappresenta un modello virtuoso di alleanza tra istituzioni culturali e scientifiche.“Questa iniziativa consolida un percorso comune di grande valore – commenta Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo –. Villa Bardini si conferma un luogo d’eccellenza per la fotografia e la cultura, capace di unire pubblico e privato in una missione condivisa: valorizzare la bellezza e promuovere la consapevolezza ambientale.”Un invito a guardare oltre la superficieDavid Doubilet, che collabora con National Geographic dal 1971, ha firmato 79 reportage e 12 libri, ed è stato tra i primi a sperimentare la celebre tecnica over/under, in cui la lente cattura simultaneamente il mondo sopra e sotto la superficie del mare. A 79 anni, continua a esplorare gli oceani insieme alla moglie, la biologa marina Jennifer Hayes, portando avanti una missione che è insieme artistica e civile.“Portare la prima mostra di National Geographic a Firenze, con un autore come Doubilet, è un grande piacere – spiega Cattaneo –. Le sue immagini raccontano non solo la meraviglia del mare, ma anche l’urgenza di proteggerlo.”Un appuntamento da non perdere.“Oceani. David Doubilet” non è solo una mostra: è un’esperienza immersiva, un invito a guardare il pianeta con occhi nuovi. Grazie all’impegno di Fondazione CR Firenze, ancora una volta la città si apre al mondo, unendo la tradizione dell’arte alla sfida della sostenibilità

Pioli a San Siro per dimostrare di essere ancora 'on fire'

Attenzione alla carta Fagioli per limitare Modric

Domani sera Stefano Pioli torna a San Siro da allenatore della Fiorentina, contro quel Milan che nel 2022 gli ha regalato la gioia più grande della sua carriera: lo scudetto. Un ricordo che il tecnico emiliano porta inciso sulla pelle, tatuato sul braccio, simbolo di un trionfo che resta nel cuore.«Avrei voluto un altro momento per tornare a San Siro, ma adesso non sto pensando alle emozioni che inevitabilmente ci saranno. Sono concentrato sul nostro momento, nonostante lì abbia vissuto emozioni bellissime», ha detto ieri al Viola Park, alla vigilia di una sfida difficile, delicata ma fondamentale per la sua squadra.Pioli vuole la svolta. E anche farsi un regalo. Domani, nella “Scala del calcio”, toccherà un traguardo storico: le 500 panchine in Serie A. Lunedì compirà 60 anni, ma non ha preparato festeggiamenti: sogna solo un risultato speciale. «Se c’è un dio del calcio, spero che abbia un occhio di riguardo», ha scherzato.Il parmigiano diventa così il tredicesimo allenatore a raggiungere quota 500 panchine in Serie A. Davanti a lui ci sono giganti come Mazzone (792), Ranieri e Radice (501), che supererà proprio contro il Milan. Più avanti, a quota 512, c’è Massimiliano Allegri, il rivale di domani, che ad agosto non aveva inserito la Fiorentina tra le candidate alla Champions 2026-27. Finora, il tecnico livornese ha avuto ragione: la Viola ha solo 3 punti in classifica, come il Verona, sopra soltanto a Genoa e Pisa.Pioli, però, non mostra rancore. Sa che la situazione è complessa e che servono fatti, non parole: «Max è un grande tecnico, hanno costruito una squadra solida».Esperienza e rinascitaPioli è ormai uno dei veterani della Serie A, non solo per il numero di panchine ma anche per età: dopo Gasperini, Sarri e Baroni c’è lui. Dopo la parentesi in Arabia, la Fiorentina gli ha affidato un triennale da tre milioni netti a stagione, segno di fiducia e di un progetto che punta sull’esperienza per risalire dal fondo.Servono però colpi da tre punti, perché finora la Viola ha raccolto solo tre pareggi (Cagliari, Torino, Pisa) e tre sconfitte interne (Napoli, Como, Roma). Contro i giallorossi, primi a sorpresa, la squadra ha mostrato segnali di risveglio e avrebbe meritato di più.Tra le note positive c’è il ritorno al gol di Moise Kean, sbloccatosi il 5 ottobre in campionato e poi in Nazionale, prima di fermarsi per una distorsione alla caviglia. L’attaccante non si è ancora allenato pienamente in gruppo, ma ha lavorato in piscina per ridurre il gonfiore e vuole esserci a tutti i costi: a San Siro, contro il Milan, nello stadio che conta, nella città dove con Rafael Leão condivide la passione per la musica.Pioli, però, non vuole rischi inutili: dopo il Milan, la Fiorentina affronterà Rapid Vienna, Bologna, Inter, Lecce, Mainz e Genoa in appena 18 giorni. «Sarà decisivo l’allenamento di rifinitura. Abbiamo buone sensazioni, ma vedremo. Lui sta bene mentalmente, ma dovremo valutarlo nei cambi di direzione», ha spiegato il tecnico.L’ora delle scelteLa rifinitura di oggi al Viola Park sarà decisiva per sciogliere gli ultimi dubbi. Non solo su Kean, ma su ogni reparto. Pioli vuole una Fiorentina diversa, più coraggiosa, più continua, più “presente” per tutti i novanta minuti.L’idea è ripartire dal 3-4-2-1 con il doppio trequartista: Gudmundsson, rigenerato dopo la Nazionale, e Fazzini, tra i più vivaci contro la Roma. In attacco, Kean se darà garanzie fisiche; altrimenti spazio a Piccoli, pronto a farsi valere.A centrocampo, Pioli valuta anche la variabile Fagioli, che potrebbe spingere verso un più accorto 3-5-1-1. Sulle fasce pronti Dodo e Gosens, in mezzo Nicolussi Caviglia e Mandragora sembrano in vantaggio su Ndour, comunque non escluso.In difesa, davanti a De Gea, tornerà Pongracic, smaltiti i problemi fisici, sul centrodestra con Pablo Marí e Ranieri a completare la linea.Oggi la rifinitura dirà tutto. Domani, invece, parlerà il campo.E comunque vada, sarà una festa. Per lui.

Campo di Marte, il quartiere che piange in silenzio

Sarebbe bello, un giorno, poter raccontare la rinascita di questa comunità. Ma oggi, purtroppo, sembra solo una lontana illusione

Il direttore mi perdonerà. Da quando è nato Firenzedintorni.it ci siamo sempre occupati delle situazioni più critiche della città, ma questa volta non si parla né di cantieri né di buche. Stavolta si parla di un quartiere — Campo di Marte — che piange. In silenzio. Inerme. Davanti a un degrado che sembra ormai dilagare senza freni.Eppure i residenti da anni cercano di farsi ascoltare, ma intorno a loro regna soltanto il silenzio. Il silenzio di chi, lentamente, sta perdendo una speranza sempre più flebile. «Abbiamo segnalato più volte la situazione al Comune e alle forze dell’ordine», racconta Francesca, 62 anni, residente in via Mannelli. «Ma sembra che nessuno ci prenda davvero sul serio. Dopo il tramonto, è meglio non uscire».L’ultimo episodio che ha sconvolto il quartiere è stato quello di un tredicenne picchiato da un coetaneo per una lite legata a una ragazza. Il ragazzo aggredito ha riportato la frattura della mandibola e dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione fisica e psicologica, e chissà se tornerà davvero come prima. Forse si tratta di un caso isolato, ma è comunque il simbolo di una situazione giovanile sempre più preoccupante, che si aggiunge a una lunga serie di episodi che da anni segnano Campo di Marte.Dal 2020, infatti, i casi di aggressioni, rapine e spaccate sono aumentati in modo drastico. Il giardino intitolato a Niccolò Galli è ormai diventato punto di ritrovo per baby gang e minorenni che consumano alcolici, lasciando rifiuti e bottiglie ovunque. «La sera è impossibile portare i bambini a giocare — denuncia Marco, padre di due figli piccoli —. Ci sono ragazzini che bevono, urlano e, a volte, spaccano tutto. E nessuno interviene».Alcuni residenti segnalano anche episodi di spaccio e di senzatetto che consumano droga a pochi metri dai giochi per bambini. «È triste vedere un luogo così bello ridotto in queste condizioni», aggiunge Anna, 45 anni, «dovrebbe essere un punto d’incontro, un luogo di crescita, non di paura».Eppure, a pochi metri di distanza, la stazione di Campo di Marte è sorvegliata costantemente. «Se lì i controlli funzionano — si chiede un anziano residente, Gianni —, com’è possibile che nel quartiere circostante la presenza delle forze dell’ordine sia praticamente nulla?»Sarebbe bello, un giorno, poter raccontare la rinascita di questa comunità. Ma oggi, purtroppo, sembra solo una lontana illusione.

Via dei Bastioni, dove il tempo si è fermato

Via dei Bastioni, con il suo fascino storico e la sua posizione tra mura antiche e vegetazione, merita un’attenzione particolare anche nei dettagli

Dopo mesi di interventi, transenne e deviazioni, il cantiere di Via dei Bastioni sembra finalmente giunto al termine. Lavori attesi da tempo, finanziati dal Comune e da Publiacqua, che hanno interessato il rifacimento dei sottoservizi idrici, la sistemazione dei marciapiedi e la riasfaltatura della carreggiata. L’obiettivo era migliorare sicurezza, accessibilità e decoro urbano in una delle strade più suggestive della città. Ma oggi, a cantiere “chiuso”, molti residenti lamentano che i disagi non siano affatto finiti.Camminando lungo la via si notano subito i segni di un intervento che, sebbene completato sulla carta, appare ancora provvisorio. Marciapiedi sconnessi, lastre crepate, bordi rialzati e dislivelli pericolosi rendono difficile il passaggio ai pedoni, in particolare ad anziani o persone con passeggini. In diversi punti, l’asfalto nuovo si interrompe bruscamente, lasciando disomogeneità e piccole buche. “Hanno tolto il cantiere, ma sembra tutto fatto di fretta – racconta un residente –. Bastava poco per sistemare meglio i marciapiedi e livellare l’asfalto.”La situazione è aggravata dalla presenza di cartelli e transenne ancora lungo il percorso: segnaletiche di lavori in corso, limiti di velocità a 30 km/h, deviazioni temporanee che non sono mai state rimosse. In alcuni tratti le barriere restringono la carreggiata e costringono auto e pedoni a percorsi forzati, creando ulteriore confusione. “Ogni settimana spostano qualcosa, ma non si capisce mai se i lavori siano davvero finiti o meno”, aggiunge un’altra abitante della zona.La frustrazione cresce anche per la mancanza di comunicazione chiara: molti cittadini lamentano di non aver ricevuto aggiornamenti precisi sulle fasi del cantiere, né sulle tempistiche di completamento. “Abbiamo sopportato mesi di rumore, polvere e difficoltà nel raggiungere le case – spiega un residente – ma ci aspettavamo un risultato migliore. Ora invece restano rattoppi e un aspetto trascurato.”Va detto che gli interventi erano indispensabili. La rete idrica di Via dei Bastioni era vecchia e soggetta a continue perdite; grazie alla tecnica del relining, che permette di inserire una guaina all’interno dei tubi senza dover scavare completamente la strada, i lavori hanno ridotto l’impatto sul territorio. Tuttavia, la fase di chiusura sembra non aver ricevuto la stessa attenzione del resto dell’opera. L’aspetto generale della via appare disomogeneo, con tratti rifatti e altri lasciati com’erano, e marciapiedi che alternano nuove porzioni a parti vecchie e danneggiate.I cittadini chiedono ora che il Comune e Publiacqua effettuino un sopralluogo finale per verificare le criticità ancora presenti e completare gli interventi mancanti. Tra le priorità segnalate: l’eliminazione delle barriere, il ripristino uniforme della pavimentazione, la sistemazione dei bordi dei marciapiedi e un controllo del drenaggio delle acque piovane, che in alcuni punti tende a ristagnare vicino alle caditoie.Via dei Bastioni, con il suo fascino storico e la sua posizione tra mura antiche e vegetazione, merita un’attenzione particolare anche nei dettagli. Dopo mesi di disagi, i residenti non chiedono grandi opere, ma solo di poter tornare a camminare in sicurezza, senza buche né transenne, e con la certezza che i lavori siano davvero conclusi. Perché la vera fine di un cantiere – dicono in molti – non è quando vengono tolte le impalcature, ma quando la strada torna finalmente vivibile per chi la abita ogni giorno.

La Fiorentina riparte dai rinnovi: Pradè tratta con Dodò e Mandragora

Le ultime sulle trattative in casa viola

La Fiorentina di Stefano Pioli è alla ricerca di certezze. Dentro e fuori dal campo.In questa pausa per le Nazionali, a provarci è la società viola, che con Daniele Pradè in prima linea, ha deciso di dare una scossa all’ambiente.Nelle ultime ore, infatti, sono partite due trattative importanti per i rinnovi di contratto di due giocatori chiave: Rolando Mandragora e Dodò. Due nomi, due storie diverse, ma un unico obiettivo: ritrovare stabilità.Partiamo da lui, Dodò, il brasiliano irrequieto, protagonista di una delle telenovele più lunghe dell’estate viola.Tutto comincia nel maggio del 2024: la Fiorentina gli propone un rinnovo fino al 2030, con un adeguamento dell’ingaggio — circa un milione e seicentomila euro a stagione.Sembrava fatta… ma ecco il colpo di scena. Gli agenti del giocatore respingono l’offerta, e Dodò stesso la definisce “offensiva”. Da lì, i rapporti con la dirigenza si congelano. Il direttore sportivo Pradè e l’entourage del brasiliano non si parlano più. Anzi, i procuratori iniziano a spingere per una cessione.Eppure, nessuno si muove davvero. Il Barcellona ci pensa, l’Inter fa un sondaggio, ma la Fiorentina non si smuove dai 25-30 milioni richiesti. Una cifra ritenuta troppo alta da tutti. Così, Dodò resta a Firenze, ma con la testa altrove. O almeno, fino a poco tempo fa.Poi, arriva Stefano Pioli. Il nuovo tecnico viola che, fin dal primo giorno, mostra grande fiducia nel brasiliano: "È bravissimo e simpaticissimo. È dentro al gruppo, ci lavora con impegno. Voglio che faccia più gol, perché ha tutto per diventare decisivo". Parole che pesano. E che, forse, hanno cominciato a far breccia nel cuore di Dodò. Tra i due nasce un rapporto di stima reciproca, di fiducia, di lavoro quotidiano.E anche Pradè, in conferenza, cambia tono: "Dodò ci dà gioia e divertimento. È un leader, e vogliamo tenerlo. I rapporti con gli agenti non sono facili, ma proveremo in tutti i modi a rinnovare". Una mano tesa. Un segnale di distensione che potrebbe aprire la strada a un nuovo inizio. Si parla di un incontro al Viola Park, magari nelle prossime settimane.Per ora, tutto è rinviato a gennaio. Ma una cosa è certa: Dodò non ha mai smesso di amare questa maglia.E il fatto che si stia parlando di rinnovo, oggi, è già una piccola vittoria.E poi c’è lui: Rolando Mandragora, la certezza nel cuore del centrocampo viola. Con Palladino in panchina, ha vissuto la sua miglior stagione di sempre: nove gol, sei assist, e prestazioni di altissimo livello.Numeri che, inevitabilmente, hanno portato alla richiesta di un ritocco dell’ingaggio. Mandragora guadagna attualmente un milione e trecentomila euro, bonus inclusi. Lui e il suo procuratore chiedono qualcosa in più: circa due milioni e due.Una richiesta considerata eccessiva dalla società di Rocco Commisso, ma anche qui, i contatti non si sono mai interrotti.Mandragora, infatti, ha fatto capire chiaramente di voler restare a Firenze. In estate ha rifiutato il Betis Siviglia e anche il Bologna di Vincenzo Italiano. Segnale forte, di attaccamento e fiducia nel progetto.Negli ultimi giorni, Pradè ha messo sul tavolo una nuova proposta: rinnovo fino al 2028, con opzione per il 2029, e stipendio portato a circa un milione e otto. L’accordo è vicino. Mancano solo alcuni dettagli, ma la sensazione è che il lieto fine sia davvero a un passo.Due storie, due caratteri diversi, ma un messaggio comune: la Fiorentina vuole ripartire dai suoi uomini, dai suoi simboli. In un momento difficile, con risultati altalenanti, la dirigenza punta sulle persone che possono dare solidità e identità alla squadra.Pioli lo sa bene: per costruire un gruppo vincente, servono prima di tutto certezze. E se Dodò e Mandragora dovessero davvero firmare i loro rinnovi, il tecnico viola avrebbe due motivi in più per guardare al futuro con fiducia.Perché a volte, nel calcio, non servono solo gol o vittorie.Servono gesti. Segnali di appartenenza. E la Fiorentina, oggi, sembra aver ritrovato proprio quello: il desiderio di crederci ancora, insieme.

Il treno passa una volta sola

Tra partenze, ritardi e attese infinite, la stazione continua a scorrere come un fiume, senza mai fermarsi davvero

Alle prime luci del mattino, la stazione di Santa Maria Novella si risveglia con il rumore metallico dei treni e il brusio dei pendolari. Sono le 6.30 e già centinaia di persone si accalcano sotto il tabellone delle partenze. Tra annunci di ritardi e binari cambiati all’ultimo minuto, c’è chi corre con il caffè in mano, chi trascina trolley sfiancati, chi si appoggia ai muri in attesa di un regionale che non arriva. «Ogni giorno è la stessa storia, treni in ritardo e carrozze sporche», commenta Giulia, 28 anni, che da Empoli viene a lavorare a Firenze. Le scale e i corridoi portano ancora i segni di una notte lunga: cartacce, bottiglie, qualche giaciglio improvvisato.Verso mezzogiorno, il caos si placa solo in apparenza. La folla cambia volto: turisti, studenti, lavoratori in pausa pranzo. Fuori, in piazza della Stazione, i tassisti discutono animatamente con i clienti, mentre gli autobus affollano la corsia riservata. «È un continuo via vai, ma la situazione dell’igiene è peggiorata», spiega Marco, titolare di un’edicola. «La mattina raccolgo bicchieri e rifiuti davanti alla mia vetrina. L’estate è stata un disastro». Dentro la stazione, i bagni pubblici sono spesso fuori uso o intasati, i binari mostrano residui di sporcizia e i cestini traboccano. Non mancano gli agenti di polizia ferroviaria, ma la sensazione generale è di un controllo insufficiente rispetto al flusso di migliaia di persone che ogni giorno attraversano il cuore della città.Quando cala la sera, la stazione cambia ancora volto. I pendolari lasciano spazio ai senzatetto, ai venditori abusivi e ai piccoli gruppi che si muovono tra le ombre. In piazza, il traffico si mescola al vociare confuso di chi bivacca davanti alle scale o nei pressi dei giardini. «Dopo le dieci evitiamo di passare da qui — racconta Lucia, residente in via Fiume —, c’è chi beve, chi litiga, chi spaccia. Ogni settimana sentiamo sirene o vediamo risse». Nelle ore notturne, non è raro assistere a interventi di polizia o a tensioni tra gruppi di stranieri. «Servirebbero più controlli e più illuminazione — aggiunge un altro residente —. La stazione è il biglietto da visita della città, ma così non lo sembra affatto».Santa Maria Novella rimane un crocevia indispensabile per chi vive o visita Firenze, ma anche uno specchio delle sue contraddizioni: il turismo e il degrado, la bellezza e la fatica quotidiana di una città che accoglie e subisce allo stesso tempo. Tra partenze, ritardi e attese infinite, la stazione continua a scorrere come un fiume, senza mai fermarsi davvero.

La corsa contro il tempo della tramvia: a Bagno a Ripoli entusiasmo e malumori

A Bagno a Ripoli, i cantieri della tramvia stanno ridisegnando non solo la viabilità, ma anche il modo di vivere la città

Se da un lato l’avanzamento dei lavori è visibile, dall’altro i cittadini di Bagno a Ripoli convivono ogni giorno con disagi significativi. “Sappiamo che è un’opera importante e necessaria, ma spostarsi è diventato complicato,” racconta Chiara, 42 anni, che vive in via Granacci. “La mattina per portare i bambini a scuola o andare al lavoro ci vuole il doppio del tempo. Le deviazioni cambiano spesso e la segnaletica non è sempre chiara.”Anche i commercianti sentono il peso della trasformazione urbana. Marco, noto residente della zona, spiega: “Da mesi abbiamo perso parte dei parcheggi della zona, fermarsi con la macchina è praticamente impossibile. Capisco che la tramvia porterà benefici, ma servirebbe più comunicazione sui tempi reali”Non mancano, però, voci ottimiste. “Quando sarà finita, la tramvia cambierà la vita di molti — dice Gianni, pensionato e pendolare per Firenze —. Non dover prendere l’auto ogni giorno sarà un sollievo, sia per il portafoglio che per il traffico. Ma la paura è che i lavori si allunghino come in passato: vogliamo certezze sulle scadenze.”Tra i giovani prevale la curiosità. “Per noi studenti sarà comodissimo arrivare in città — commenta Alice, 19 anni, universitaria —. Però vorremmo che il Comune ascoltasse anche chi vive qui, non solo chi progetta da lontano. Una linea diretta di comunicazione tra cittadini e tecnici sarebbe utile per segnalare i problemi quotidiani.”A Bagno a Ripoli, i cantieri della tramvia stanno ridisegnando non solo la viabilità, ma anche il modo di vivere la città. Tra disagi momentanei e aspettative per un futuro più sostenibile, la comunità resta divisa tra impazienza e fiducia.Come sintetizza un residente storico, “Soffriamo adesso, ma se davvero la linea sarà pronta nel 2026, sarà un sacrificio che avrà senso. Basta che, stavolta, le promesse vengano mantenute.”

Fiorentina-Roma, le scelte di Pioli: Gudmundsson-Fazzini alle spalle di Kean

Sorpresa Ndour a centrocampo?

La vittoria contro il Sigma Olomouc, seppur contro un avversario modesto, ha rappresentato per la Fiorentina una boccata d’ossigeno in un inizio di stagione deludente. Pioli ha sfruttato il match di Conference League non solo per ridare morale all’ambiente, ma anche per testare soluzioni tattiche utili in vista della sfida contro la Roma. Il 3-5-2 con il doppio centravanti e la difesa con Pablo Marí affiancato da Pongracic e Ranieri hanno offerto buone indicazioni, confermate anche dal secondo clean sheet consecutivo.Il rientro di Moise Kean, squalificato in Europa ma disponibile in campionato, rappresenta la novità più attesa. L’attaccante sarà al centro delle scelte offensive, considerando anche le risposte positive di Piccoli, autore del primo gol stagionale di un centravanti viola. Sul piano individuale, Ndour si è confermato una pedina affidabile e versatile, capace di incidere con gol e assist, mentre Fazzini ha impressionato per dinamismo e qualità, distinguendosi come l’uomo con più cambio di passo a disposizione della squadra.Pioli, inoltre, ha sperimentato la soluzione con il doppio trequartista, chiudendo la partita europea con Fazzini e Gudmundsson alle spalle della punta. Questo assetto potrebbe tradursi in un 3-4-2-1 contro la Roma, con Nicolussi Caviglia e Mandragora in mediana e laterali come Dodo e Gosens a garantire spinta. Una scelta che testimonia la volontà dell’allenatore di mantenere flessibilità tattica e sfruttare al meglio i giocatori più in forma in un momento cruciale della stagione.

Parco delle Cascine, il degrado tra i cespugli usati come cestini

Testimonianze e immagini che raccontano l’abbandono del polmone verde di Firenze

Il Parco delle Cascine, il più grande parco pubblico di Firenze e simbolo di svago e natura per cittadini e turisti, versa in uno stato sempre più allarmante. Tra gli alberi e i vialetti, che dovrebbero offrire un’oasi di pace, si nasconde invece un degrado che non può più essere ignorato: cespugli trasformati in vere e proprie discariche improvvisate, rifiuti abbandonati ovunque e carrelli della spesa lasciati tra le fronde come monumenti all’inciviltà.Le immagini scattate nei giorni scorsi parlano chiaro: sotto i cespugli si accumulano fazzoletti, bicchieri di plastica, cartacce e resti di ogni genere. Zone che dovrebbero essere rifugi per piccoli animali e spazi verdi per i più piccoli sono invece diventate luoghi maleodoranti, sporchi e pericolosi.Le testimonianze dei frequentatori«Vengo spesso qui a correre, ma ormai è impossibile non notare lo stato in cui versano i cespugli. Sembrano usati come cestini», racconta Luca, un giovane podista.Sara, una madre che porta i figli a giocare al parco, aggiunge: «È vergognoso. Dovrebbe essere un luogo dove insegnare ai bambini il rispetto per la natura, e invece ci troviamo davanti a spettacoli del genere».C’è anche chi punta il dito contro la mancanza di controlli e manutenzione. «Non ci sono abbastanza cestini e quelli presenti spesso traboccano. Ma il problema vero è l’assenza di vigilanza: nessuno sanziona chi sporca», spiega Andrea, residente della zona.Un problema di inciviltà ma anche di gestioneSe da un lato è evidente la mancanza di senso civico di chi abbandona i rifiuti, dall’altro non si può ignorare la responsabilità delle istituzioni. La scarsa presenza di operatori ecologici e l’assenza di campagne di sensibilizzazione lasciano il parco in balia del degrado.Le Cascine dovrebbero rappresentare un fiore all’occhiello per Firenze, una meta turistica e culturale, e non un biglietto da visita di incuria.La richiesta: un piano urgente di pulizia e vigilanzaCittadini e associazioni ambientaliste chiedono un intervento immediato: pulizie straordinarie, più cestini distribuiti lungo i viali, controlli più frequenti e multe per chi abbandona i rifiuti.Le foto scattate sono solo un frammento di una realtà ben più ampia. L’auspicio è che questo grido d’allarme non cada nel silenzio, e che il Parco delle Cascine torni presto a essere un luogo di bellezza e natura, e non di degrado.

La rinascita di San Vivaldo, la “Gerusalemme di Toscana”

Il sogno di Fra Stefano Giorgetti: “Voglio invitare il Presidente della Repubblica”

Il Sacro Monte di San Vivaldo, a Montaione, conosciuto come la “Gerusalemme di Toscana”, si prepara a ritrovare il suo antico splendore. La Regione Toscana ha stanziato oltre 1,6 milioni di euro per il restauro del convento e delle cappelle storiche, un complesso unico al mondo che unisce spiritualità, arte e natura. Le cappelle, oggi in gestione al Comune, custodiscono preziose terrecotte raffiguranti scene evangeliche come la Lavanda dei piedi e la Pentecoste, nate per raccontare il Vangelo anche agli analfabeti.A sottolineare il valore di questo contributo è Fra Stefano Giorgetti, che dal 2018 vive a San Vivaldo e accoglie i tanti visitatori che arrivano da tutta Italia e anche dall’estero: «Questo contributo della Regione è fondamentale per il restauro delle cappelle, che sono un patrimonio unico. All’interno ci sono le terrecotte che riproducono episodi evangelici: servivano per raccontare gli eventi a chi non sapeva leggere. Io vivo qui da sette anni e ho potuto vedere quanto sia vivo ancora oggi questo luogo. Ci sono tanti visitatori perché San Vivaldo è definita la Gerusalemme Toscana: geograficamente e topograficamente riproduce la stessa struttura di Gerusalemme del 1500. Non a caso Fra Tommaso e Fra Cherubino scelsero questa collocazione per la sua somiglianza con la Terra Santa».Il convento è infatti un itinerario di fede e cultura che richiama pellegrini e turisti: «Solo quest’estate – spiega Fra Stefano – sono passati 600 ragazzi. Abbiamo calcolato che nel 2024 circa 2000 giovani sotto i 30 anni sono venuti qui, senza contare famiglie, gruppi parrocchiali e anche stranieri, soprattutto inglesi e tedeschi. In Europa non esiste un altro luogo simile: chi non può andare a Gerusalemme viene in pellegrinaggio qui. È un luogo immerso nel bosco che serve anche come momento di relax, e l’accoglienza è per tutti: chiunque venga deve sentirsi accolto da questo piccolo angolo di Gerusalemme».Il restauro finanziato dalla Regione diventa quindi un’opportunità per rafforzare la centralità di San Vivaldo, unico Sacro Monte di questo tipo in Europa. Un luogo che unisce arte, fede e natura, e che – con il sostegno delle istituzioni – potrà continuare a parlare alle nuove generazioni e ai tanti pellegrini che ogni anno lo scelgono come meta.Infine, Fra Stefano affida anche un suo desiderio personale: «Vorrei invitare qui il Presidente della Repubblica», un sogno che racchiude l’orgoglio e la speranza di vedere San Vivaldo riconosciuto sempre più come patrimonio spirituale e culturale dell’Italia intera.

Villa Il Tasso rinasce: concluso il restauro della sede della Fondazione Roberto Longhi grazie al sostegno della Fondazione CR Firenze

Rinnovati impianti e servizi per accogliere studiosi e visitatori. In programma anche un nuovo ingresso da via Fortini

Si sono conclusi i lavori di restauro di Villa Il Tasso, storica dimora fiorentina e sede della Fondazione Roberto Longhi, che custodisce gli arredi, le collezioni d’arte e le testimonianze della vita quotidiana della coppia Roberto Longhi e Anna Banti, protagonisti della cultura e della critica d’arte del Novecento. L’intervento, reso possibile dal contributo determinante della Fondazione CR Firenze, ha interessato il rinnovamento completo degli impianti e dei servizi, con l’obiettivo di garantire il proseguimento delle attività di formazione per giovani studiosi e l’apertura della villa a un pubblico sempre più ampio.Il restauro, avviato nel 2023 e portato avanti senza interrompere le attività accademiche, ha previsto un investimento complessivo di oltre 800 mila euro. L’intervento ha incluso il rifacimento degli impianti idraulici, elettrici, di riscaldamento e climatizzazione, l’adeguamento dei sistemi di sicurezza, il restauro delle pitture murali e delle antiche pavimentazioni, oltre alla riorganizzazione delle aree destinate agli archivi.Un’attenzione particolare è stata riservata alla digitalizzazione del patrimonio documentario: sono stati scansionati materiali d’archivio e circa 70 mila fotografie raccolte e annotate da Longhi, rendendole accessibili ai borsisti e ai ricercatori internazionali che ogni anno frequentano la Fondazione.Sempre grazie al sostegno della Fondazione CR Firenze, è stato inoltre avviato il ripristino di una porzione del muro di via Fortini, crollato a causa del maltempo, e in questo contesto sarà realizzato anche un nuovo ingresso alla villa.Villa Il Tasso conserva un’eredità culturale unica: la biblioteca, gli archivi personali della coppia, un’ampia fototeca e una collezione di oltre 200 opere d’arte che spaziano dal Duecento al Novecento. Un patrimonio che, come sottolinea Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, «va tutelato e reso accessibile, affinché continui a ispirare le nuove generazioni di studiosi, in piena continuità con il desiderio di Longhi e Banti».La collaborazione tra la Fondazione Longhi e la Fondazione CR Firenze ha già dato vita a progetti di rilievo, come la mostra Caravaggio e il Novecento a Villa Bardini (marzo–luglio 2025), che ha celebrato la centralità della coppia nel panorama culturale del secolo scorso.«Il sostegno della Fondazione CR Firenze – ha dichiarato Cristina Acidini, Presidente della Fondazione Longhi – è stato ed è decisivo per permettere a un’istituzione privata come la nostra di continuare a offrire opportunità formative uniche a giovani storici dell’arte di tutto il mondo».Con la conclusione dei lavori, Villa Il Tasso si conferma così non solo come scrigno della memoria longhiana, ma anche come un luogo vivo di ricerca e formazione, pronto ad accogliere nuove generazioni di studiosi e visitatori.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Mariti sta ripartendo?

Il primo segnale forte arriva dall’incrocio con Via Giovanni da Empoli

Quella che per mesi era stata simbolo di abbandono, con sterpaglie e cemento lasciato a sé stesso, con il tempo sta cambiando volto. Via Mariti sta rinascendo, grazie a interventi concreti che hanno riportato ordine e decoro in un punto nevralgico del quartiere.Il primo segnale forte arriva dall’incrocio con Via Giovanni da Empoli: i blocchi di cemento sono stati rimossi e la strada è di nuovo percorribile in sicurezza. L’area non è più un parcheggio abusivo per auto e camion, ma un punto di passaggio regolare, con nuova segnaletica e controlli frequenti. Dove fino a pochi mesi fa regnavano disordine e incuria, oggi c’è viabilità ordinata e maggiore attenzione al rispetto delle regole.Anche la rotonda di Via Mariti ha ritrovato dignità. La transenna che da anni era rimasta abbandonata tra le sterpaglie è stata finalmente rimossa, liberando lo spazio e restituendo decoro a un incrocio trafficato. Piccoli gesti, ma fondamentali per la vita quotidiana del quartiere. Via Mariti sta provando a tornare alla normalità. 

Due furgoni per gli istituti alberghieri: la Fondazione CR Firenze al fianco delle scuole

Consegnati in piazza della Signoria i mezzi a Saffi e Buontalenti. Bocca: “Un nuovo modello di relazione con il mondo scolastico”

Un Volkswagen Caddy e un Fiat Doblò coibentato, due furgoni che da oggi saranno al servizio degli istituti alberghieri Aurelio Saffi e Bernardo Buontalenti. La donazione è firmata Fondazione CR Firenze, che questa mattina ha consegnato le chiavi dei veicoli ai dirigenti scolastici Francesca Lascialfari e Francesca Cellai durante una cerimonia in piazza della Signoria.Alla consegna erano presenti il presidente della Fondazione Bernabò Bocca, la sindaca di Firenze Sara Funaro, e Giacomo Tizzanini in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, oltre ad alcuni studenti delle scuole.Un nuovo modello di collaborazione“Storicamente la Fondazione ha supportato il Terzo Settore che operava all'interno delle scuole – ha ricordato il presidente Bocca –. Con questa operazione inauguriamo un nuovo modello di relazione che mette in piedi un canale diretto con la scuola: ascoltiamo i suoi bisogni e rispondiamo con rapidità. I due furgoni ne sono un esempio concreto”.I veicoli, infatti, saranno impiegati per il trasporto di alimenti e attrezzature destinate ai catering organizzati dagli studenti e per le attività di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, ex alternanza scuola-lavoro).Funaro: “Investimento per il futuro dei giovani”Grande soddisfazione è stata espressa dalla sindaca Funaro: “È con piacere ed orgoglio che consegniamo due nuovi furgoni agli istituti alberghieri. Rappresentano un investimento importante per la formazione dei nostri giovani, il futuro di Firenze. Grazie a Fondazione CR Firenze, partner fondamentale che testimonia ancora una volta quanto le sinergie possano permettere di superare ogni ostacolo”.Pellecchia: “Vicini al mondo della scuola”Sulla stessa linea Ernesto Pellecchia, direttore dell’Ufficio scolastico regionale: “Le donazioni di oggi testimoniano la grande attenzione della Fondazione per il territorio e la costante vicinanza al mondo della scuola. Stiamo condividendo un approccio innovativo, con momenti di ascolto e confronto diretto, per rispondere in modo sempre più tempestivo ed efficace alle necessità di studenti e studentesse”.Un supporto concreto alla formazioneL’acquisto dei due mezzi è il risultato di un percorso di ascolto delle criticità segnalate dalle scuole, in particolare la necessità di disporre di veicoli per attività pratiche esterne. I furgoni garantiranno maggiore flessibilità operativa e offriranno agli studenti la possibilità di mettere in pratica fuori dalle aule le competenze acquisite.

Non avere paura del buio

Firenze, il sottopasso delle Cure tra buio e paure: un simbolo di degrado e insicurezza

Quando cala la sera, il sottopasso delle Cure si trasforma. Da semplice collegamento tra piazza e viale Don Minzoni, diventa un luogo dove il buio prende il sopravvento. Non è solo l’assenza di lampade a creare disagio, ma la percezione diffusa di insicurezza: genitori che evitano di passarci con i figli, bambini intimoriti dall’oscurità, persone che preferiscono fare giri più lunghi pur di non affrontare quel tunnel.Il sottopasso è diventato teatro di degrado e tensioni sociali che ormai si ripetono con cadenza regolare. Negli ultimi mesi si sono verificati incendi notturni, come quello che ha distrutto i libri di “Marco, il libraio”, senzatetto che aveva trasformato il passaggio in una piccola libreria di comunità. Allo stesso tempo, i giacigli improvvisati, le condizioni igienico-sanitarie precarie e la presenza costante di persone senza fissa dimora alimentano un senso di paura tra residenti e passanti.Le istituzioni hanno risposto con interventi di pulizia straordinaria, sgomberi e rimozioni di giacigli. Alia e la Polizia municipale sono intervenute più volte, accompagnate dai servizi sociali. Ma si tratta di soluzioni temporanee: poche ore dopo lo sgombero, spesso il sottopasso torna ad essere rifugio notturno. Non sono mancate anche misure controverse, come il sequestro dei libri di Marco e una multa di oltre 5.000 euro, che ha suscitato forti critiche da parte di cittadini e associazioni.La politica locale si è divisa. C’è chi propone la chiusura notturna del sottopasso, a condizione di garantire percorsi alternativi sicuri, e chi chiede invece un piano strutturale che combini sicurezza e inclusione sociale. Le opposizioni hanno denunciato l’assenza di una strategia a lungo termine e invocano il coinvolgimento di associazioni, operatori di strada e quartieri per costruire risposte più umane ed efficaci.Le richieste che emergono sono chiare: occorre riportare la luce e la sicurezza in quel luogo, garantendo un’illuminazione costante e una manutenzione adeguata, rafforzando la presenza di controlli per restituire fiducia ai cittadini. Allo stesso tempo è indispensabile offrire soluzioni concrete a chi oggi è costretto a dormire sotto il sottopasso, creando alternative dignitose e durature, capaci di evitare che degrado e paura tornino a ripetersi. Solo così sarà possibile conciliare la necessità di ordine con il rispetto dei più fragili.Il sottopasso delle Cure oggi è più di un luogo di transito: è il simbolo di una città che fatica a garantire spazi pubblici sicuri e vivibili per tutti. Nel buio di quelle mura umide si riflettono le ombre di una Firenze che rischia di perdere qualcosa di fondamentale: la libertà di muoversi senza paura e il dovere di non lasciare indietro i più fragili.

Pioli conferma il 3-5-2, ma cambia gli interpreti: chance per Nicolussi e Pablo Marì

Contro la prossima avversaria, l’allenatore sembra orientato a proseguire con il solito modulo. In difesa si ferma Comuzzo, novità in regia con l'esordio dal 1’ di Nicolussi Caviglia. Piccoli in vantaggio su Dzeko e Gudmundsson

Stefano Pioli sembra intenzionato a dare continuità al 3-5-2 che ha caratterizzato le ultime uscite della squadra. Nessun dubbio, dunque, sul modulo, ma alcune novità potrebbero riguardare gli uomini in campo, a partire dalla difesa.Comuzzo dovrebbe infatti prendersi un turno di riposo, e al suo posto salgono le quotazioni di Pablo Marì. Il centrale spagnolo, ex Monza, ha già dimostrato di trovarsi a suo agio in questa disposizione tattica e sembra pronto a riprendersi una maglia da titolare. Con lui, si assisterebbe a uno spostamento di Pongracic sul centro-destra, mentre Dodo e Gosens restano saldi nelle loro posizioni sugli esterni.A centrocampo è attesa la prima da titolare in regia per Hans Nicolussi Caviglia. Al suo fianco resta viva la concorrenza tra Sohm, Mandragora e Fagioli per due posti, mentre appare improbabile l'impiego di Fazzini dal 1’.In attacco, torna a disposizione Moise Kean, ristabilitosi dopo un lieve malanno influenzale. A far coppia con lui dovrebbe essere Roberto Piccoli, attualmente favorito su Dzeko, Gudmundsson e lo stesso Fazzini.Pioli, dunque, prosegue sulla strada tracciata, ma non rinuncia a inserire nuove energie in vista dei prossimi impegni.

Il potenziale nascosto del giardino ‘Paul Harris’

Il giardino Paul Harris potrebbe essere un piccolo polmone verde e un luogo di socialità per residenti e famiglie, ma perché ciò accada serve un impegno congiunto

Il giardino Paul Harris, a due passi dal centro di Firenze, vive in questi giorni una fase di transizione. Da un lato, il cantiere per il rifacimento del terreno testimonia la volontà dell’amministrazione di restituire ai cittadini uno spazio più vivibile e funzionale, con vialetti rinnovati e percorsi che promettono maggiore comfort per chi ama passeggiare o fare attività fisica all’aperto. L’intervento, già visibile in alcuni tratti, mostra un fondo nuovo e uniforme che contrasta con le zone ancora segnate dal tempo e dall’usura.Accanto a questi segnali di rinnovamento, però, restano ancora evidenti le ombre del degrado. Le panchine del giardino sono circondate da bottiglie di vetro, lattine e rifiuti abbandonati a terra, a testimonianza di un utilizzo poco rispettoso dello spazio pubblico. Lo spettacolo che si offre a chi attraversa il parco è quello di un’area che, nonostante gli sforzi di riqualificazione, soffre ancora per la mancanza di cura quotidiana e per comportamenti incivili che rischiano di vanificare gli investimenti.Il giardino Paul Harris potrebbe essere un piccolo polmone verde e un luogo di socialità per residenti e famiglie, ma perché ciò accada serve un impegno congiunto: interventi strutturali da parte del Comune, certo, ma anche una maggiore responsabilità da parte di chi frequenta l’area. I lavori in corso sono un primo passo importante; a fare la differenza, però, sarà la capacità della città di coniugare manutenzione, decoro e senso civico, affinché questo spazio possa tornare a essere un vero punto di riferimento per la comunità.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Masaccio, l’asfalto nuovo è già vecchio: senza segnaletica regna il caos

I residenti, dopo mesi di disagi, si aspettavano di ritrovare finalmente ordine e sicurezza

Il cantiere si è chiuso, l’asfalto è fresco di posa e il rumore delle ruspe è ormai un ricordo. Tutto bene? Non proprio. Perché a lavori terminati, sulle carreggiate di Via Masaccio e Viale Mazzini è rimasto un vuoto che pesa più del cantiere stesso: l’assenza totale della segnaletica orizzontale.Nessun attraversamento pedonale, nessuna linea di corsia, nemmeno gli stop o le precedenze agli incroci più delicati. Un dettaglio che si sta trasformando in un problema quotidiano: gli automobilisti esitano, i motorini passano come possono, i pedoni si avventurano in mezzo alla strada senza alcuna protezione. Di fatto, quella che doveva essere una strada rimessa a nuovo si presenta oggi come un terreno neutro, dove ognuno si arrangia come crede.I residenti, dopo mesi di disagi, si aspettavano di ritrovare finalmente ordine e sicurezza. Al contrario, la mancanza di strisce ha generato un senso di provvisorietà permanente, come se i lavori non fossero mai stati davvero completati. In un’area che rappresenta uno snodo fondamentale del traffico fiorentino, lasciare la viabilità senza regole scritte sull’asfalto non è una dimenticanza da poco: è un rischio. Adesso serve un intervento rapido, perché l’asfalto senza strisce è un po’ come una casa senza porte: apparentemente finita, ma inutilizzabile.

Salvini a Firenze: “La Lega presenta una lista competitiva per cambiare la Toscana”

Al via la campagna regionale: accanto al leader del Carroccio anche Roberto Vannacci e il segretario regionale Luca Baroncini. Presentati i candidati provincia per provincia

“Basta! La Toscana svolta a destra”, così questa mattina allo Starhotels Michelangelo, in viale Fratelli Rosselli, la Lega ha ufficialmente presentato le proprie liste per le elezioni regionali in Toscana del 2025. L’incontro, aperto al pubblico, ha visto la partecipazione del segretario federale Matteo Salvini, del vicesegretario federale Roberto Vannacci e del segretario regionale Luca Baroncini.I candidati sono stati annunciati provincia per provincia, da Pisa a Siena, passando per Firenze, Livorno e Lucca, in una cornice gremita di militanti e curiosi.Salvini: «Più sicurezza, più concretezza, più libert໫In Toscana è in gioco il futuro di una terra straordinaria, fatta di imprenditori che meritano di più, a partire dalla sanità» – ha dichiarato Salvini, attaccando la gestione del centrosinistra. «I cittadini pagano più tasse per coprire una voragine, mentre la sinistra continua a opporsi ai rimpatri dei clandestini, favorendo così l’illegalità e lo spaccio. Noi vogliamo più sicurezza, più concretezza e più libertà».Il leader del Carroccio ha ribadito la volontà di «sfidare un sistema radicato», convinto che «prima o poi i muri cadono». E sull’influenza di Vannacci nelle liste ha chiarito: «In Toscana, come altrove, ha voce in capitolo. È un valore aggiunto».Vannacci: «Candidarsi è una responsabilità, non un premio»Accanto a Salvini, Roberto Vannacci ha sottolineato lo spirito unitario della squadra: «Andiamo avanti tutti insieme. Nessuno è stato escluso: candidarsi non è un premio, ma una responsabilità e un dovere. Qualcuno ha deciso di non farlo, ma la nostra lista è frutto di collaborazione e partecipazione».Sul clima politico, Vannacci ha parlato di «violenza vergognosa» e ha accusato la sinistra: «Riguarda sempre e solo loro. Noi, al contrario, non abbiamo mai taciuto davanti a nessun atto di violenza».Le liste provincia per provinciaLa Lega ha presentato decine di candidati suddivisi nei collegi territoriali. A Pisa correranno, tra gli altri, Elena Meini e Giorgio Petralli; a Massa-Carrara Andrea Tosi e Michela Bertelloni; a Prato Claudiu Stanasel e Letizia Faggi. Ad Arezzo spiccano Cristiano Romani e Roberto Bardelli, mentre nei diversi collegi fiorentini compaiono nomi storici del Carroccio come Marco Cordone e nuove candidature come Susi Giglioli e Tommaso Villa.A Livorno correranno Roberto Biasci e Carlo Ghiozzi, a Lucca Massimiliano Simoni e Ugo Lunardi, a Pistoia Alessio Bartolomei e Silvia Pellegrini, a Siena Moreno Giardini e Stefano Giorni. La lista si completa con i candidati di Grosseto e delle altre province, in una squadra che Salvini definisce «competitiva e pronta a vincere».

Fiorentina-Napoli, sorpresa Dzeko: il bosniaco in vantaggio su Piccoli

I convocati di Pioli per il Napoli: out Gudmundsson e Sabiri

La Fiorentina si prepara a sfidare il Napoli al Franchi in una gara che promette spettacolo ed emozioni. Stefano Pioli ha diramato la lista dei convocati, con alcune assenze importanti: Albert Gudmundsson non sarà della partita a causa di un infortunio alla caviglia, mentre Abdelhamid Sabiri resta fuori per motivi familiari.Nonostante le defezioni, il tecnico viola è pronto a puntare su un undici competitivo. Tra i pali ci sarà De Gea, chiamato a garantire sicurezza alla retroguardia composta da Comuzzo, Pongracic e Ranieri. Sugli esterni spazio a Dodò sulla corsia di destra e a Gosens su quella mancina, con il compito di garantire spinta offensiva e copertura difensiva. In mezzo al campo agiranno Mandragora, Fagioli e Sohm, un trio che unisce tecnica, visione di gioco e fisicità. In attacco, invece, Pioli sembra orientato a schierare la coppia formata da Kean e Dzeko, con il bosniaco preferito a Piccoli per affiancare l’ex juventino.Con questa formazione la Fiorentina cercherà di sfruttare l’esperienza e la qualità dei suoi uomini migliori per mettere in difficoltà un Napoli in piena corsa scudetto.

PubblicaMente: due giorni di confronto e partecipazione con Firenze Democratica

Cecilia Del Re: “Diamo concretezza alla volontà di confrontarsi e di stare insieme, perché non si può fare politica solo sui social: bisogna farlo di persona, creando una comunità”

Due giornate intense, di approfondimento, confronto e partecipazione. L’11 e il 12 settembre il Circolo ricreativo di Pozzolatico ha ospitato PubblicaMente, la festa organizzata da Firenze Democratica, che ha riunito esperti, associazioni, amministratori e cittadini attorno ai grandi temi dell’attualità, della politica internazionale e del futuro delle istituzioni.Un’iniziativa fortemente voluta da Cecilia Del Re, che ha guidato e animato i lavori con la sua visione di una politica fatta di ascolto, pluralismo e partecipazione: “Siamo arrivati alla seconda edizione di PubblicaMente: una rassegna di dibattiti, ma anche di convivialità, socialità e musica, che quest’anno abbiamo organizzato a Pozzolatico. Le due serate sono andate benissimo, con oltre 250 persone che hanno preso parte sia ai dibattiti sia alla cena. Abbiamo affrontato temi fondamentali. La crisi della rappresentanza, i partiti in difficoltà e le democrazie in affanno sono stati al centro del secondo dibattito. Purtroppo, il disorientamento è forte anche a livello internazionale: la pace viene meno e percepiamo un’Europa molto debole. Il primo dibattito, infatti, lo abbiamo dedicato alla situazione a Gaza e in Ucraina. Abbiamo invitato anche associazioni umanitarie, da Emergency a Mediterranea, presenti per raccontare le loro attività e proporre iniziative rivolte anche ai più piccoli. Il tema della pace e della necessità di rafforzare il diritto internazionale, come la Flotilla sta facendo, è stato il fulcro della prima serata. Con Firenze Democratica vogliamo offrire uno spazio di discussione, partecipazione e confronto. Di fronte alla politica dei posti e dei giochi di potere, qui proponiamo la politica dello stare insieme, dell’approfondire i temi e del confrontarsi anche tra opinioni diverse. Questo è il sale della democrazia. Lo ricorda anche Ernesto Maria Ruffini nel libro “Più uno. La politica dell’uguaglianza”, che abbiamo presentato al circolo di Pozzolatico. Diamo quindi concretezza alla volontà di confrontarsi e di stare insieme, perché non si può fare politica solo sui social: bisogna farlo di persona, creando una comunità”.La prima giornata: Europa, guerre e crisi della rappresentanzaLa serata dell’11 settembre si è aperta con un dibattito dedicato all’irrilevanza dell’Unione Europea nelle crisi internazionali e alla fragilità del diritto internazionale di fronte ai conflitti in corso a Gaza e in Ucraina.Un confronto di alto livello, introdotto da Costanza Hermanin e Serena Berti, con gli interventi di Anna Meli (COSPE), Luciano Bozzo (UniFi), Ugo Pagano (Università di Siena) e Deborah Russo (UniFi), moderati dal giornalista Gherardo Vitali Rosati.Alle 21, l’attenzione si è spostata sulla crisi della rappresentanza politica e dei partiti, con un tavolo che ha visto la partecipazione di studiosi come Lorenzo De Sio (LUISS) e Massimo Morisi (UniFi), insieme a rappresentanti del mondo politico e sindacale, tra cui Franco Lucchesi, Sonia Redini, Davide Tarlini e Lorenzo Vanni (UIL FPL).Un dibattito che ha riportato al centro la questione del premierato e il rischio di un accentramento eccessivo dei poteri.“Finalmente uno spazio in cui si discute davvero, senza slogan – ha commentato una partecipante –. Si sente che qui la politica prova a tornare ad essere un servizio, non una carriera personale”.La seconda giornata: giustizia sociale e futuro della ToscanaVenerdì 12 settembre la giornata è iniziata con il laboratorio Rotte di salvataggio, proposto da Mediterranea Saving Humans Firenze per i più piccoli, a dimostrazione di come la festa abbia dato spazio anche all’educazione e alla sensibilizzazione dei ragazzi.Associazioni come Emergency, Still I Rise, Ebenezer APS e C.a.m.p.a hanno presentato i propri progetti, offrendo uno sguardo concreto sul valore della solidarietà e del volontariato.Alle 18.30 si è tenuta la presentazione del libro di Ernesto Maria Ruffini, Più Uno. La politica dell’uguaglianza, insieme ad Alessandro Martini, Patrizia Giunti, Fabio Franchi e Giuseppe Sangiorgi, moderati da Claudia Fusani. Un momento intenso, in cui si è parlato di giustizia sociale e progressività fiscale, con richiami al dovere della politica di ridurre le diseguaglianze.La chiusura, alle 21, è stata affidata al grande tema della serata: Città in cerca di un futuro. Quale ruolo della Regione Toscana?. Dopo l’introduzione di Cecilia Del Re e Marco Bellandi, sono intervenuti Enrico Rossi, Andrea Barducci, Daniele Calosi, Elisabetta Cerbai, Lucrezia Iurlaro, con l’invito esteso al presidente Eugenio Giani. A moderare il confronto, Massimo Sandrelli.Leonardo Calistri, capogruppo a Palazzo Vecchio per Firenze Democratica, ha parlato così a Firenzedintorni.it: "C’è moltissimo bisogno di momenti come questi, perché rappresentano occasioni di confronto che ci permettono di mettere a fuoco determinate situazioni. Gli argomenti trattati sono interessanti e richiedono approfondimento. Questo è anche un momento in cui si può dialogare con persone competenti. Nella prima serata, gli interventi sono stati di grande livello e spessore. Tantissime persone hanno avuto l’opportunità di capire meglio cosa succede non solo a livello toscano, fiorentino e metropolitano, ma anche a livello mondiale. Credo sia stata una giornata importante, ma anche impegnativa, grazie al lavoro di tanti volontari e di persone che hanno messo a disposizione il proprio tempo. Gli argomenti affrontati sono davvero molto importanti”.Un successo di partecipazione e di ideePubblicaMente si è rivelata molto più di una festa: è stata un laboratorio di idee e di cittadinanza attiva, capace di mettere insieme esperti, associazioni e cittadini comuni, con un’attenzione speciale anche ai bambini e alle famiglie.Il merito di questa riuscita va a tutto il gruppo di volontari di Firenze Democratica, ma in particolare a Cecilia Del Re, che ha creduto e investito in un’iniziativa che ha riportato il confronto politico vicino alle persone.“Questa è la politica che ci piace – ha commentato una volontaria –: aperta, partecipata, fatta di ascolto e di comunità”.Un messaggio forte, che Firenze Democratica ha voluto lanciare da Pozzolatico: la politica può e deve tornare ad essere un bene comune.

A Gavinana esplode la polemica sulla nuova linea tramviaria

Il cemento che ricopre i binari in alcuni tratti della sede stradale si sta già sgretolando, lasciando vere e proprie buche a ridosso delle rotaie

Le immagini parlano chiaro: fessure e avvallamenti lungo la carreggiata mettono a rischio soprattutto scooter e motocicli, che potrebbero perdere l’equilibrio passando sopra queste insidie. «È un pericolo enorme, basta una ruota che scivola dentro il binario e la caduta è assicurata», denunciano i residenti.Il problema non è solo estetico o di decoro urbano: si tratta di sicurezza stradale. La tramvia è pensata per convivere con il traffico cittadino, ma se la pavimentazione non regge, a pagarne il prezzo sono gli utenti più fragili della strada.Cittadini e comitati locali chiedono un intervento immediato: ripristinare la superficie, verificare la qualità dei materiali impiegati e garantire controlli più rigorosi sui lavori. «Non possiamo aspettare che qualcuno finisca all’ospedale perché il cemento si sgretola sotto le ruote», commenta un residente esasperato.La vicenda riapre il dibattito sulla gestione dei cantieri tramviari a Firenze: tempi lunghi, costi elevati e, ora, difetti strutturali che mettono in discussione la durabilità dell’opera.La sicurezza, però, non può aspettare.

Un silenzio che pesa. Un silenzio che non consola. Un silenzio che aspetta giustizia

Il pensiero va a quei cinque operai e alle loro famiglie. In attesa che un giorno, insieme alla giustizia, arrivi anche la pace

Settembre 2025. Passare davanti al cantiere di Via Mariti significa varcare una soglia sospesa tra passato e presente. Nulla sembra essere cambiato da quel 16 febbraio 2024, quando cinque operai persero la vita sotto le macerie di un edificio che non avrebbe mai dovuto crollare. Da allora, il silenzio ha preso possesso del luogo. Un silenzio che pesa, che non consola: è il silenzio di chi aspetta giustizia, di chi aspetta risposte, di chi non riesce a staccare lo sguardo da un cancello che sembra la porta di una tomba.Sul cancello, i nomi delle vittime sono ancora lì, scritti in bianco. “Non dimentichiamo”, recita la scritta che li accompagna. Parole che resistono al tempo, al sole, alla pioggia. Dietro la rete, invece, resiste il degrado: sterpaglie, erbacce, macchinari arrugginiti che non lavorano da più di un anno e mezzo. Il colore dominante è un marrone spento, segnato dall’abbandono. Guardando da un varco della recinzione, si ha l’impressione che la natura stia lentamente inghiottendo il cantiere, come a voler cancellare, pietra dopo pietra, la memoria di ciò che è accaduto.Ma la memoria non si cancella. La comunità lo sa, le famiglie lo ricordano ogni giorno. Eppure, davanti a Via Mariti, il dolore non trova spazio per trasformarsi in ricordo pacificato. Qui il dolore resta vivo, perché il degrado grida più forte delle commemorazioni. Dove tutto tace, tranne le erbacce e le lamiere che scricchiolano al vento, la pace non può arrivare.Il quartiere, intanto, continua a convivere con l’abbandono. L’incrocio tra Via Mariti e Via Giovanni da Empoli resta chiuso, trasformato in parcheggio abusivo. Una transenna dimenticata da anni domina ancora la rotonda, avvolta dalle sterpaglie. I residenti hanno provato a rompere il silenzio con un messaggio scritto sulla rete del cantiere: “Vogliamo fare un parco”. Un grido che rimane sospeso, come tutto in questa storia.Dal punto di vista giudiziario, il tempo sembra essersi fermato quanto e più che nel cantiere. A distanza di diciannove mesi, non ci sono ancora indagati. Le famiglie delle vittime hanno imparato a convivere con una rassegnazione amara, sostenute dagli avvocati e dalle associazioni che continuano a chiedere giustizia. Ma la verità tarda, e il silenzio delle istituzioni sembra accompagnare quello delle macerie.Otto mesi dopo i primi articoli che denunciavano il degrado, Via Mariti è ancora così: immobile, sospesa, ferita. È un luogo che racconta l’Italia della memoria corta e dei procedimenti lunghi. È un luogo che obbliga a fermarsi, a riflettere, a sentire tutto il peso del tempo che non scorre.E mentre il sole di fine estate illumina i resti di un cantiere che non ha mai visto nascere ciò che avrebbe dovuto ospitare, il pensiero va a quei cinque operai e alle loro famiglie. In attesa che un giorno, insieme alla giustizia, arrivi anche la pace.

Una notte di “divertimento” alle Cascine

Firenze si diverte tra il degrado e sicurezza precaria

Musica, schiamazzi e tanto alcool: è questo ciò che colpisce appena arrivati davanti al Central Club, noto locale a pochi passi dall’ingresso del Parco delle Cascine. C’è aria di fine estate, e molti ragazzi si preparano a vivere una delle ultime serate all’aperto prima di riaccogliere la Firenze piovosa che tutti conosciamo.È proprio qui che si percepisce il forte contrasto tra la vita notturna fiorentina e il degrado della zona. Basta guardarsi intorno per capire che qualcosa non va. Le luci della discoteca illuminano l’ingresso e le aree limitrofe, mentre l’oscurità inghiotte tutto il resto: il noto parco lascia spazio solo all’ignoto e all’inimmaginabile. Loschi individui si aggirano nella zona; alcuni cercano qualche spicciolo tra i numerosi giovani presenti, altri osservano tutti con rabbia, mimando gesti di violenza con bottiglie o, in alcuni casi, coltelli.La sicurezza c’è: il locale è circondato da buttafuori pronti a intervenire. Ma negli occhi delle persone presenti, il timore è reale. Molti si guardano intorno, altri parcheggiano il proprio mezzo in zone più sicure per evitare brutte sorprese all’uscita. Questo è ciò che succede nelle ore che precedono l’inizio della serata, tra le 23 e mezzanotte. All’uscita, invece, la situazione esplode: bottiglie lasciate ovunque, urla, schiamazzi e qualche lite che, iniziata all’interno, si trasferisce all’esterno sotto lo sguardo dei buttafuori, che raramente intervengono.Divertimento e degrado, in questa zona di Firenze, vanno di pari passo. E mentre un’altra stagione del Central Club si appresta a concludersi, la situazione stenta a migliorare.

Il rumoroso silenzio di Viale Redi

Oggi Viale Redi è a metà del guado: non più il cantiere caotico di pochi mesi fa, ma nemmeno la strada scorrevole che i cittadini ricordano

Per mesi Viale Redi è stato sinonimo di rumore, polvere e deviazioni. Un cantiere a cielo aperto che ha accompagnato la quotidianità di residenti, commercianti e automobilisti. Ora il viale sembra vivere in un silenzio quasi sospetto: meno transenne, meno mezzi al lavoro, ma i cantieri non sono ancora conclusi e i cittadini aspettano con impazienza che la strada torni alla normalità.Dopo anni di interventi, è partita l’ultima fase della riqualificazione complessiva, che interessa il tratto compreso fra via Veracini e via di Novoli. Nella notte fra domenica e lunedì sono stati abbattuti 15 pini domestici, sostituiti da 28 alberi di ginkgo biloba, una specie più resistente ai cambiamenti climatici e più adatta al contesto urbano. I lavori prevedono il rifacimento della rete di deflusso delle acque meteoriche, il miglioramento della pavimentazione e l’allargamento dell’aiuola centrale, senza però ridurre il numero delle corsie. L’investimento complessivo sfiora il milione di euro.Un intervento necessario, spiega Palazzo Vecchio, soprattutto per motivi di sicurezza stradale e per eliminare criticità storiche, come gli allagamenti e le condizioni dell’asfalto. Ma la percezione dei cittadini è diversa: le corsie ridotte, la viabilità complicata e il senso di precarietà hanno reso il viale un punto critico della mobilità fiorentina.E la sicurezza resta un tema centrale. Lo scorso 29 maggio un uomo di 61 anni ha perso la vita in un incidente all’incrocio con via Doni. Era in sella al suo scooter Honda SH quando si è scontrato violentemente con un furgone da lavoro. Secondo le prime ricostruzioni, i due mezzi procedevano in direzioni opposte: lo scooterista verso il Palazzo di Giustizia, il furgone in svolta a sinistra dalla zona di San Donato. L’impatto è stato devastante e i soccorsi inutili.Un episodio che ha lasciato un segno profondo nella comunità, alimentando le richieste di maggiore attenzione sulla sicurezza di un viale già provato dai lavori e dai disagi quotidiani.Oggi Viale Redi è a metà del guado: non più il cantiere caotico di pochi mesi fa, ma nemmeno la strada scorrevole che i cittadini ricordano. Firenze aspetta che la riqualificazione volga davvero al termine. I residenti chiedono solo una cosa: che Viale Redi torni a essere un viale normale, senza corsie chiuse, senza incertezze, ma finalmente sicuro e vivibile.

Kean resta a Firenze: contratto rinnovato e clausola aumentata

Le parole del giocatore viola e del presidente a Commisso

Moise Kean sarà ancora il simbolo dell’attacco viola. La Fiorentina ha annunciato il rinnovo del contratto fino al 2029 dopo un’annata da record, con 25 gol realizzati in tutte le competizioni.Il presidente Commisso ha raccontato la genesi dell’accordo, nato dall’incontro a Cagliari lo scorso aprile, e ha ribadito la volontà della società di puntare forte sull’attaccante: “Siamo felici di continuare questo percorso insieme a Moise, facendo anche importanti sforzi economici”Dal canto suo, Kean ha voluto ringraziare la dirigenza e i tifosi: “Ho trovato un ambiente che mi ha dato fiducia e affetto. Firenze è casa mia e voglio ripagare questa città con nuove gioie”

Costa San Giorgio: transenne dimenticate e parcheggi selvaggi, un mese di disagi senza lavori

Perché le transenne non sono state tolte? Quando inizieranno davvero i lavori?

A Firenze, in Costa San Giorgio, la situazione è ormai insostenibile. Da settimane i residenti convivono con transenne e divieti di sosta che dovevano servire a liberare la strada per lavori di Publiacqua, programmati tra il 28 luglio e il 1° agosto 2025. Oggi però siamo a fine agosto, i lavori non sono partiti e le transenne restano al loro posto, come se nulla fosse.Il cartello esposto parla chiaro: divieto di sosta e fermata in entrambi i lati, 24 ore su 24, per diversi giorni. Peccato che, terminato il periodo indicato, i divieti e le barriere non siano mai stati rimossi. Una misura temporanea si è così trasformata in un ostacolo permanente, senza spiegazioni né aggiornamenti ai cittadini.Il paradosso è che, mentre i cartelli minacciano rimozioni forzate, basta guardarsi intorno per notare auto parcheggiate ovunque, perfino in spazi ridottissimi. In pieno centro storico, dove i parcheggi sono già una chimera, si permette l’occupazione selvaggia della carreggiata, mettendo in difficoltà pedoni e residenti che devono muoversi lungo strade strette e ripide.Il risultato è un classico esempio di “cantiere fantasma”: si annunciano lavori, si bloccano spazi vitali, ma poi non si vede un operaio né una macchina in movimento. Intanto la città rimane ostaggio di transenne abbandonate e regole che nessuno fa rispettare.Perché le transenne non sono state tolte? Quando inizieranno davvero i lavori? E soprattutto: chi controlla che i divieti temporanei non diventino permanenti per semplice dimenticanza o negligenza?I cittadini hanno diritto a una risposta. Nel frattempo, Costa San Giorgio rimane l’ennesima cartolina stonata di una città che si proclama capitale dell’arte e del turismo, ma che fatica a garantire una gestione ordinaria e rispettosa degli spazi pubblici.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Masaccio, il peggio è passato. Ma c'è un'altra “minaccia” all'orizzonte

A breve inizieranno i lavori di riasfaltatura, indispensabili per chiudere definitivamente l’intervento

"E siamo ancora qua" direbbe Vasco Rossi. Firenzedintorni.it non dà pace a Via Masaccio e a Viale Mazzini, zona cruciale del traffico fiorentino. Era il 1° luglio 2024, e Publiacqua annunciava tempi e modalità precisi dei lavori che riguardavano quella zona. Oggi, ad agosto 2025, il quadro è cambiato: la fase più complessa è stata superata e la situazione, rispetto a pochi mesi fa, è nettamente migliorata.Il cantiere non occupa più l’incrocio nevralgico tra Mazzini e Masaccio, e la circolazione nella zona è tornata quasi alla normalità.Meno deviazioni, meno parcheggi sottratti ai residenti, meno disagi quotidiani. In altre parole, la convivenza con i lavori è diventata più sostenibile e il quartiere ha riacquistato una parte della sua vivibilità.Resta però un punto delicato: a breve inizieranno i lavori di riasfaltatura, indispensabili per chiudere definitivamente l’intervento. Un’operazione che, inevitabilmente, riporterà disagi temporanei, con il rischio concreto di ingorghi e rallentamenti nella viabilità. I residenti, già provati da mesi di cantiere, sperano che questa fase si concluda nel più breve tempo possibile, restituendo finalmente alla zona strade libere e sicure.

Vice Dodò, spunta un nome nuovo dalla Premier League: Fiorentina su Lamptey

Il giocatore è cresciuto calcisticamente nel vivaio del Chelsea

La Fiorentina sta valutando un rinforzo a sorpresa per la fascia destra: il club viola è interessato a Tariq Lamptey, terzino ghanese classe 2000 del Brighton. Il suo profilo sarebbe ideale come alternativa a Dodò, sia per caratteristiche tecniche che fisiche, anche se Lamptey è piuttosto minuto (163 cm).Il giocatore è cresciuto calcisticamente nel vivaio del Chelsea e da quattro anni milita nel Brighton, con cui ha superato quota cento presenze in Premier League. Oltre alla Fiorentina, ci sarebbero altri due club sulle sue tracce, ma i viola sembrano intenzionati a fare sul serio e monitorano con attenzione l’evolversi della situazione.Nell’ultima stagione Lamptey ha visto ridursi il proprio impiego a causa di vari problemi fisici. Attualmente sta recuperando da un infortunio alla caviglia riportato a maggio, che gli ha fatto saltare il finale di campionato, e il suo stato di forma sarà un fattore determinante per il prosieguo delle trattative.

Piccoli alla Fiorentina, affare chiuso. Ecco per quando è previsto l'arrivo dell'attaccante

Il centravanti classe 2001 pronto a unirsi ai viola con un contratto quinquennale: operazione da record da 25 milioni più bonus, ma i tempi delle visite mediche decideranno il suo immediato debutto

Roberto Piccoli è ormai destinato a vestire la maglia della Fiorentina: l’accordo tra le parti è chiuso, ma resta qualche incertezza sui tempi ufficiali dell’operazione. Le visite mediche e la firma sul contratto sono i prossimi passaggi, ma la particolarità è che la squadra viola si trova proprio a Cagliari, città in cui è presente anche l’attaccante. Questo incrocio curioso apre all’ipotesi che Piccoli possa unirsi direttamente al ritiro dei nuovi compagni in Sardegna.Nonostante la vicinanza logistica, è già certo che il centravanti non scenderà in campo con la maglia rossoblù nel prossimo match. Resta invece da capire se potrà essere arruolato subito da Pioli, almeno per la panchina, in base ai tempi stretti delle visite mediche previste entro domani. La Fiorentina preme per averlo a disposizione il prima possibile, anche se servirà ancora un passaggio formale prima di annunciare ufficialmente l’acquisto.Il contratto che lo legherà alla società toscana avrà durata quinquennale, con un ingaggio vicino ai 2 milioni di euro a stagione. L’operazione ha numeri da record per il club viola: 25 milioni di euro di parte fissa, più 2 di bonus, e un’ulteriore clausola che garantisce al Cagliari il 10% sulla futura rivendita. Piccoli diventerà così l’acquisto più costoso nella storia della Fiorentina, un investimento importante su un attaccante classe 2001 considerato di prospettiva.

Giardino dell’Orticoltura, quello che potrebbe essere ma che non è

L’atmosfera che accoglie i visitatori è più vicina a quella di un cortile abbandonato che non a un giardino storico della città

Passeggiando oggi nel Giardino dell’Orticoltura si ha l’impressione di trovarsi in un luogo che ha smarrito la sua identità. Le immagini parlano chiaro: prati secchi e ingialliti, foglie sparse ovunque, panchine vecchie e consumate. L’atmosfera che accoglie i visitatori è più vicina a quella di un cortile abbandonato che non a un giardino storico della città.Appena superato il cancello d’ingresso, il colpo d’occhio non lascia spazio a dubbi: niente acqua nelle fontane, niente fioriture, solo terra bruciata dal sole e aiuole inesistenti. Un contrasto amaro con il nome stesso del luogo, che richiama orti, fiori, vita e natura.Eppure questo spazio potrebbe davvero essere un gioiello verde per Firenze. L’architettura del giardino, i suoi viali alberati, le statue e le fontane ne fanno un luogo che, con la giusta manutenzione, potrebbe tornare a incantare cittadini e turisti.Le foto mostrano con evidenza come basti poco per restituirgli dignità: un sistema di irrigazione regolare, un allestimento floreale curato, maggiore attenzione alla manutenzione ordinaria. Non servono grandi opere, ma costanza e volontà.Un’occasione concreta c’è già: due volte l’anno qui si svolge la mostra-mercato dei fiori, appuntamento atteso da espositori e visitatori. Perché non stringere un accordo con i florovivaisti? Basterebbe offrire uno sconto sugli spazi espositivi in cambio della cura e dell’allestimento di piante e fiori nel giardino. Una soluzione semplice che riporterebbe vita e colore in uno spazio oggi inaridito.Il Giardino dell’Orticoltura non dovrebbe essere un luogo da attraversare distrattamente, ma un punto di orgoglio per la città, uno spazio di bellezza e socialità. Restituirgli cura significherebbe ridare a Firenze un polmone verde degno della sua storia.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Accampamento abusivo al Parco del Mensola: incendi e controlli, ma tutto rimane immobile

Il parco, che dovrebbe essere un’area di svago e natura, rimane così segnato dal degrado

L’accampamento abusivo sorto tra il Parco del Mensola e l’area militare sportiva continua a resistere, nonostante i recenti sopralluoghi effettuati dalle autorità. Il 20 giugno l'accampamento ha preso fuoco, ma nulla sembra essere cambiato: le strutture di fortuna rimangono intatte e l’area è ancora occupata come se nulla fosse accaduto.Già a suo tempo erano state inviate segnalazioni alla vicesindaca e all’assessore competente. La risposta, allora, fu che della questione si sarebbe dovuto parlare con il prefetto, poiché per procedere a uno sgombero occorre anche il suo benestare. Da allora, però, non si sono registrati passi avanti concreti.Nel frattempo, all’interno dell’insediamento continuano le attività di raccolta e combustione di materiali, con fumi nocivi e accumulo di rifiuti che destano preoccupazione tra i residenti per i rischi ambientali e sanitari.Il parco, che dovrebbe essere un’area di svago e natura, rimane così segnato dal degrado e percepito come insicuro, mentre cresce la frustrazione di chi abita nei dintorni e attende un intervento definitivo da parte delle istituzioni.

Robin Gosens, il “capitano senza fascia”. Da lui nasce la nuova Fiorentina

Nel calcio moderno nessuno è davvero incedibile, ma il tedesco è diventato simbolo di valori e leadership: per strapparlo ai viola servirebbe un’offerta fuori da ogni logica

Nel calcio di oggi, il concetto di “incedibile” è sempre più fragile: ogni giocatore può essere ceduto di fronte a offerte economiche irrinunciabili, soprattutto in un contesto in cui la Serie A non riesce a competere con la potenza finanziaria della Premier League. Anche la Fiorentina, pur ambiziosa e in crescita, si trova a dover bilanciare esigenze di mercato e sostenibilità. Tuttavia, la società viola ha voluto mandare un segnale controcorrente, opponendosi a cessioni troppo facili e difendendo il proprio progetto tecnico.Il caso di Robin Gosens è emblematico: non solo esterno affidabile, ma leader carismatico e riferimento nello spogliatoio, un “capitano senza fascia” capace di trasmettere mentalità vincente e coesione al gruppo. Episodi quotidiani, dai gesti in allenamento all’accoglienza dei nuovi arrivati, testimoniano il suo peso umano e tecnico.La Fiorentina sa che, di fronte a un’offerta straordinaria, ogni discorso potrebbe cambiare, ma il messaggio resta chiaro: Gosens non è solo un calciatore, è un simbolo del progetto viola. Dovrà succedere l'impossibile per vederlo lontano da Firenze.

Via Lungo l’Affrico e viale De Amicis: il cantiere procede, lavori a pieno ritmo per la nuova area verde

A sei mesi dall’avvio, visibili i progressi del maxi-intervento da 1,48 milioni di euro: nuovo parterre, percorsi pedonali e verde rinnovato in arrivo entro l’inizio del 2026.

Un cantiere che va avanti, finalmente. A sei mesi dall’apertura, l’intervento di riqualificazione e messa in sicurezza di via Lungo l’Affrico e viale De Amicis mostra segni concreti di avanzamento. Cumuli di terra, reti di protezione e mezzi all’opera raccontano un’attività intensa nel tratto tra il cavalcavia e viale Duse, dove è in corso il rifacimento del parterre centrale alberato e dei percorsi pedonali.L’investimento complessivo, pari a 1,48 milioni di euro, prevede anche la sistemazione delle aree di sosta danneggiate dalle radici e la messa a dimora di nuove essenze vegetali — ligustri e siepi di mirto — a compensare la rimozione di sette pini che creavano pericoli per la sicurezza stradale e per le infrastrutture sotterranee.Al momento il cantiere è in una fase centrale del cronoprogramma, con le opere preparatorie ben visibili e la zona completamente predisposta per i successivi interventi di pavimentazione e piantumazione. La viabilità è regolata per garantire il passaggio, mentre le attività commerciali restano accessibili.«È un investimento necessario per la sicurezza e la qualità urbana di una zona molto vissuta», aveva sottolineato a febbraio l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio. Se i lavori proseguiranno con questo ritmo, entro l’inizio del 2026 il quartiere potrà godere di un’area verde rinnovata, più sicura e accogliente, restituendo alla città uno dei suoi assi viari più importanti.

Giardino pubblico via Toselli–via Galliano: dopo mesi, ancora chiuso e sempre più nel degrado

Oggi l’erba è alta più di mezzo metro, i giochi per bambini sono rovinati e arrugginiti, e la vegetazione spontanea ha invaso vialetti e aiuole

Sono passati oltre cinque mesi dal sopralluogo di Polizia Municipale e Vigili del Fuoco presso l’immobile INPS all’angolo tra via Toselli e via Galliano. Da allora, nulla è cambiato: il giardino pubblico adiacente resta sbarrato, abbandonato e in condizioni sempre più critiche.La chiusura, decisa a marzo per motivi di sicurezza a seguito della pericolosità dei ponteggi arrugginiti e instabili lasciati sull’edificio, sembrava una misura temporanea. Invece, l’estate è arrivata e il parco, che in questo periodo dovrebbe brulicare di bambini e famiglie, è ormai un simbolo di incuria urbana.Un polmone verde trasformato in giunglaOggi l’erba è alta più di mezzo metro, i giochi per bambini sono rovinati e arrugginiti, e la vegetazione spontanea ha invaso vialetti e aiuole. I tavoli da picnic sono nascosti tra rovi e rifiuti, mentre lo scivolo colorato, ormai scolorito e crepato, resiste sotto il sole cocente e le piogge di inizio estate. L’immagine che restituisce il giardino non è solo di abbandono, ma di lento deterioramento.Promesse disatteseNonostante le dichiarazioni di Palazzo Vecchio di voler intimare alla proprietà dell’edificio di mettere in sicurezza i ponteggi come richiesto dai Vigili del Fuoco, non si registrano lavori né interventi visibili. Il silenzio istituzionale pesa, mentre i residenti moltiplicano le segnalazioni.“È assurdo che in cinque mesi non si sia mosso nulla – afferma un abitante del quartiere – questo giardino era uno dei pochi spazi di socialità per bambini e anziani. Ora è solo una ferita aperta.”Quartiere in attesa, ma la pazienza è finitaDal Quartiere 1 arriva un nuovo appello urgente all’Amministrazione e alla proprietà dell’immobile INPS: serve un’azione rapida e concreta, sia per la messa in sicurezza dell’edificio sia per restituire il parco alla comunità.Nel frattempo, dietro la recinzione arrugginita, si intravede un’area che ogni giorno perde un pezzo di sé. E i cittadini si chiedono quanto ancora dovranno aspettare prima di rivedere quel giardino tornare a essere un luogo di incontro, gioco e respiro, invece che un monumento al degrado.

Fiorentina: ecco cosa ci ha lasciato la tourneé inglese

Pioli soddisfatto dell’approccio e delle idee in campo, ma chiede rinforzi: tridente possibile solo con il miglior Džeko e Gudmundsson, mercato aperto per un attaccante rapido e un difensore veloce

La Fiorentina ha concluso la tournée inglese con segnali positivi ma anche diversi aspetti da migliorare. Contro Leicester, Nottingham e Manchester United la squadra di Pioli ha mostrato buone trame di gioco, pur condizionata dai carichi di lavoro estivi. Il tridente è un’opzione concreta, ma servono il miglior Džeko e un Gudmundsson più incisivo. Beltrán resta ai margini e il tecnico apre alla possibilità di un nuovo attaccante rapido, simile a Moise Kean. L’arrivo di Sohm non basta a completare la rosa: potrebbero servire rinforzi anche in difesa, soprattutto se Comuzzo dovesse partire. Con il 21 agosto alle porte, i viola tornano al lavoro consapevoli del potenziale ma anche delle lacune da colmare.

Cascine, giovani alberi piantati ma già in sofferenza: incuria o progetto fallito?

Nel cuore verde di Firenze, molti dei nuovi alberi messi a dimora sembrano destinati a morire. Cosa sta accadendo lungo il viale alberato del parco?

Una passeggiata lungo il viale alberato delle Cascine, storica area verde della città, rivela una realtà sconfortante: molti dei nuovi alberi piantati recentemente sono già secchi, scheletriti o in avanzato stato di sofferenza. Alcuni, come si nota chiaramente nella foto scattata da un cittadino, sono completamente rinsecchiti, sostenuti da pali in legno ma senza alcun segno di vita.Le piante, probabilmente cipressi o conifere, erano parte di un progetto di riforestazione o sostituzione del verde urbano. Tuttavia, l'impressione è che qualcosa sia andato storto: mancanza d’acqua? Scelta sbagliata delle specie? Manutenzione assente?Secondo alcuni residenti e frequentatori abituali del parco, gli alberi non sarebbero mai stati adeguatamente innaffiati, soprattutto durante le ondate di calore estive. In un momento storico in cui la crisi climatica rende ogni albero vitale per la salute urbana, vedere piantumazioni sprecate rappresenta un paradosso e una ferita ambientale.«È desolante vedere alberi giovani morire così – racconta una passante – sembrava un bel progetto, ma ora è solo un viale di steli secchi». Anche chi si occupa di ambiente denuncia un approccio superficiale da parte dell’amministrazione: «Piantare alberi non basta. Serve cura, progettazione e monitoraggio. Altrimenti è solo greenwashing.»L’amministrazione comunale, interpellata da alcuni comitati di quartiere, non ha ancora fornito una risposta ufficiale. Intanto, il viale delle Cascine, che un tempo offriva ombra e bellezza, rischia di diventare il simbolo di una gestione poco lungimirante del verde urbano.Un appello alla responsabilità e alla trasparenza è d'obbligo. Le Cascine meritano molto di più.

Mattia Viti: "Giocare per la Fiorentina è un sogno. Ma devo restare lucido"

Le parole del difensore viola

Mattia Viti è tornato nella sua Firenze per vestire la maglia che da bambino sognava. Dopo le esperienze a Empoli e Nizza, il difensore classe 2002 ha raccontato a Violanews.com le sue emozioni e il suo percorso."Mi sento bene. A Firenze c'è tutto per fare bene. Il gruppo mi ha accolto nel migliore dei modi", ha esordito Viti, sottolineando come anche dal punto di vista fisico stia recuperando da un piccolo problema della scorsa stagione: "Mi sento meglio, anche se ho ancora qualcosa da recuperare".L’esperienza all’estero, per Viti, è stata una crescita fondamentale: "Consiglio a tutti di provarci. Andare al Nizza mi ha fatto crescere sotto ogni punto di vista", ha detto, aggiungendo che nonostante le difficoltà iniziali con la lingua, "vivere da solo ti mette alla prova".Ha affrontato grandi avversari in Ligue 1: "Giocare contro il PSG, con Mbappé, Neymar, Donnarumma e Sergio Ramos… ti lascia qualcosa dentro".Ora è tornato in Italia più maturo: "Ho mille motivazioni. So cosa significa retrocedere, e voglio fare bene".Sul tecnico Pioli: "Gli piace molto il contatto umano. Ti chiede come stai, cosa va e cosa no. Dice le cose in faccia, com’è giusto che sia".Tra i compagni, uno in particolare lo ha colpito: "De Gea! Lo usavo alla PlayStation, ora sono seduto accanto a lui nello spogliatoio. È emozionante".E sul sogno di giocare per la Fiorentina: "Dovrò essere bravo a isolarmi. Se inizio a pensare che è la mia squadra, rischio di caricarmi troppo. Devo liberare la testa, con la consapevolezza che è un onore immenso".Viti ha anche parlato del legame con Firenze: "Sono di Soffiano, ogni angolo della città per me è speciale", e dei suoi idoli: "Il mio punto di riferimento è sempre stato Sergio Ramos".Il Franchi lo emoziona: "Non vedo l’ora di cantare l’inno sotto la nostra Curva", mentre sugli allenamenti racconta: "Con Kean ci siamo dati qualche spallata (ride)".E su Kospo: "Ha qualità, è giovane ma parte da una base importante. Ha viaggiato tanto, conosce tante lingue".Le critiche non lo spaventano più: "Prima le soffrivo tanto. Ora non guardo né ai complimenti né alle critiche. Penso solo a fare bene".Infine, l’obiettivo personale è chiaro: "Voglio arrivare a fine stagione, guardarmi allo specchio e non avere rimpianti. Voglio dare tutto per la Fiorentina. Solo questo mi renderà soddisfatto."

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Pian di Ripoli, meno disagi ma i cantieri restano: i fiorentini ancora in ostaggio della futura tramvia

La situazione è migliorata, ma la normalità è ancora lontana

A sei mesi dall’inizio dei lavori per l’ampliamento del cantiere della tramvia lungo via Pian di Ripoli, la situazione è visibilmente migliorata, ma i disagi non sono ancora finiti. Terminato il restri­ngimento temporaneo della carreggiata in vigore fino al 15 maggio, la viabilità ha ripreso un minimo di fluidità, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Ma per i residenti e i pendolari, le difficoltà non sono scomparse del tutto.Le ruspe ci sono ancora, i cantieri anche. Le corsie sono tornate a due per senso di marcia, ma la presenza di mezzi pesanti, deviazioni e restringimenti localizzati continua a rallentare il traffico, specialmente nelle ore di punta. I miglioramenti rispetto all’inizio dell’anno sono evidenti — non si vedono più le code chilometriche che arrivavano fino a viale Europa — ma il passaggio nella zona resta tutt’altro che scorrevole.In particolare, il tratto tra via degli Olmi e via Nave a Rovezzano, interessato nei mesi scorsi da lavori pesanti, resta soggetto a limiti di velocità e brevi interruzioni del traffico, dovute alle fasi di posa delle strutture definitive della linea tranviaria.I residenti della zona confermano: "Ora si passa, ma ci vuole ancora tanta pazienza", dice Silvia, che abita a Rovezzano. "Non ci sono più le attese di ore, ma basta un camion fermo o una giornata di caldo per tornare nel caos".Dal canto suo, il Comune rassicura: la tabella di marcia è stata rispettata e la fase più invasiva dei lavori è terminata. Resta ancora da completare l’allestimento della sede tranviaria e alcuni interventi sulla viabilità secondaria, che andranno avanti fino all’autunno. Le autorità parlano di una "fase di transizione", utile per testare i flussi di traffico in vista della futura apertura della linea.Nel frattempo, resta alta l’attenzione sulla segnaletica e sulla sicurezza stradale: i limiti di velocità sono ancora in vigore in alcuni tratti e i controlli della polizia municipale sono stati intensificati per evitare incidenti, soprattutto nelle ore serali.In sintesi, la situazione è migliorata, ma la normalità è ancora lontana. I cantieri non sono più un incubo quotidiano, ma restano un ostacolo concreto per chi attraversa l’area. Firenze si prepara a una mobilità più moderna, ma il percorso è ancora lungo e, per molti cittadini, fatto di attese, deviazioni e tanta pazienza.

Via Benedetto Fortini ancora chiusa: disagi, polemiche e zero certezze

I residenti esasperati: “Abbandonati da mesi”. Il muro è privato, ma la città paga il prezzo dell’inerzia

Una frana, un muro privato crollato, una strada chiusa da mesi. Via Benedetto Fortini, arteria secondaria ma fondamentale nella viabilità della zona sud-est di Firenze, è diventata il simbolo di una paralisi burocratica che sta esasperando cittadini e pendolari.Tutto è cominciato lo scorso marzo, quando una porzione di muro di contenimento ha ceduto all’altezza di via del Larione, bloccando completamente la carreggiata. Il Comune, per motivi di sicurezza, ha disposto la chiusura del tratto, in attesa della messa in sicurezza da parte della proprietà privata.Da allora, però, il tempo si è fermato, e con esso la pazienza dei residenti. Sui social si moltiplicano le denunce: “Strada sbarrata da mesi, segnaletica confusionaria, e nessuna certezza su quando riaprirà”, scrive un utente in un gruppo Facebook del Quartiere 3. “Per andare a scuola o al lavoro dobbiamo fare giri infiniti. Ma è normale nel 2025?” si legge in un’altra testimonianza.Nel frattempo, il Comune ha imposto ai privati – con ordinanza dello scorso aprile – di intervenire entro 120 giorni. Ma i lavori, a fine luglio, non sono ancora partiti. La delibera condominiale per dare via libera al cantiere è arrivata solo a metà giugno. Da allora, silenzio.La politica interviene, ma senza esito. Il capogruppo di Italia Viva a Palazzo Vecchio, Francesco Casini, ha sollevato più volte il caso: “Una situazione surreale. Tre incidenti in poche settimane, traffico pericoloso, e nessuna prospettiva di riapertura”. Il suo appello a un intervento sostitutivo del Comune è rimasto finora lettera morta.E mentre l’amministrazione temporeggia, la città si spezza in due. Via Fortini collega strategicamente le zone di Gavinana, le Cinque Vie e Ponte a Ema, rappresentando uno sfogo prezioso per il traffico congestionato da cantieri e deviazioni legate alla tramvia. La sua chiusura ha aggravato il caos su viale Europa e viale Giannotti, già messi a dura prova.Le modifiche alla viabilità – come il doppio senso su via Belisario Vinta e la soppressione di stalli auto – hanno inoltre creato un’emergenza parcheggi, denunciata a gran voce dai residenti: “Non solo la strada è chiusa, ma ora dobbiamo anche camminare mezz’ora per trovare posto”.L’assessora ai lavori pubblici, Alessia Bettini, ha fatto sapere che il Comune “segue da vicino la situazione” e che “si valuteranno tutte le strade possibili per garantire la sicurezza e la mobilità”. Ma di concreto, per ora, c’è solo l’ennesima estate calda… e polverosa.Intanto il conto lo paga la città. Una frana su proprietà privata è diventata un problema pubblico, e il tempo perso rischia di aggravare una crisi infrastrutturale che coinvolge migliaia di cittadini.

Pioli boccia Sottil. Adesso chi sarà il vice Dodò?

Zortea costa troppo. Pioli valuterà Fortini, altrimenti pronto un nome low cost

Riccardo Sottil è stato escluso dalla tournée inglese della Fiorentina e resta a Firenze tra gli esuberi, in attesa di una nuova squadra (possibili destinazioni: Torino o Sassuolo). Al suo posto, Pioli ha convocato Abdelhamid Sabiri, che spera di ritagliarsi un ruolo da alternativa sulla trequarti, ma con chance ridotte.Il vero tema resta il vice-Dodò: al momento non c’è un’alternativa chiara sulla fascia destra. La società sta valutando il giovane Niccolò Fortini, classe 2006, reduce da una buona stagione con la Juve Stabia. Verrà testato durante la tournée, ma potrebbe non essere subito la prima scelta nel ruolo. Più probabile un impiego da jolly sulle due fasce.Zortea è un’opzione al momento costosa e non prioritaria. Molto dipenderà dalle risposte che Fortini darà nelle prossime due settimane. Il talento c’è, ma il suo ruolo nella nuova Fiorentina è ancora tutto da definire.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Pietrapiana, ripartono i lavori: il progetto iniziale viene modificato

I cassonetti interrati non saranno più collocati davanti alla farmacia del Canto alle Rondini

A quasi due mesi dall’annuncio di un incontro con i residenti mai avvenuto, e dopo settimane di immobilismo che avevano trasformato via Pietrapiana in un cantiere fantasma, da Palazzo Vecchio arriva finalmente un segnale di svolta. Il Comune ha annunciato la ripresa dei lavori e, soprattutto, una modifica importante al progetto iniziale: i cassonetti interrati non saranno più collocati davanti alla farmacia del Canto alle Rondini, ma verranno spostati in piazza Salvemini.La decisione arriva dopo un sopralluogo della vicesindaca Paola Galgani e del presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli, che hanno incontrato cittadini e commercianti per ascoltare le loro preoccupazioni. Il nuovo posizionamento dell’isola ecologica dovrebbe rispondere meglio alle esigenze del quartiere, sia in termini di spazio che di logistica per i mezzi di raccolta rifiuti. In parallelo, l’amministrazione punta a ripensare l’intero assetto della zona, con l’idea di creare un’area pedonale più ampia, con alberi e panchine.Resta però il sospetto, già emerso nelle scorse settimane, che la scelta di allontanare i cassonetti dall’attuale sede — proprio davanti al futuro studentato privato nell’ex edificio delle Poste — non sia solo una questione tecnica. Il silenzio istituzionale prolungato e la mancanza di trasparenza iniziale continuano a pesare nei rapporti con i residenti, che ora aspettano di vedere, finalmente, i primi segnali concreti di quel dialogo a lungo promesso e finora disatteso.

La Fiorentina vuole Kessié: ecco l'offerta viola

Per concretizzare il trasferimento, Kessié dovrebbe accettare una drastica riduzione dell’ingaggio

La Fiorentina punta a rafforzare il centrocampo e uno degli obiettivi è Franck Kessié, attualmente all’Al Ahli e già allenato da Stefano Pioli ai tempi del Milan. La trattativa è complessa per via del pesante ingaggio del giocatore (14 milioni l’anno), ma il club viola è intenzionato a provarci.Secondo Repubblica Firenze, Pioli è in stretto contatto con Kessié: lo chiama quotidianamente, gli ha illustrato il progetto della Fiorentina, che punta a vincere un trofeo e qualificarsi in Champions nei prossimi tre anni. Il tecnico sta facendo leva sulla motivazione del centrocampista, desideroso di tornare in un calcio più competitivo dopo l’esperienza in Arabia Saudita.Per concretizzare il trasferimento, Kessié dovrebbe accettare una drastica riduzione dell’ingaggio (a circa 3–3,5 milioni più bonus) e valutare attentamente le implicazioni fiscali di un addio anticipato dall’Arabia. Anche la Juventus ha sondato il terreno, ma sarà la Fiorentina — con Pioli in prima linea — a tentare l’affondo decisivo ad agosto.

Mandragora, parla l’agente Antonelli: “Nessun accordo con la Fiorentina, ma c’è l’interesse del Betis”

“Per ora ci sono stati cordialissimi incontri ma non c’è un accordo. Non si può dire che c’è una strada che porta al rinnovo.”

Stefano Antonelli, agente di Rolando Mandragora, ha fatto il punto sulla situazione contrattuale del suo assistito ai microfoni di Sky Sport, gettando luce sul futuro del centrocampista della Fiorentina.Il procuratore ha spiegato che, nonostante i colloqui avvenuti con la dirigenza viola, non si è ancora arrivati a un’intesa concreta per il rinnovo: “Per ora ci sono stati cordialissimi incontri ma non c’è un accordo. Non si può dire che c’è una strada che porta al rinnovo.”Antonelli, però, ha voluto sottolineare il rispetto reciproco tra le parti e l’ambiente positivo in cui si stanno svolgendo le trattative: “La Fiorentina però è una società meravigliosa e il rapporto con loro è meraviglioso.”Il futuro di Mandragora, tuttavia, resta aperto, anche alla luce dell’interesse di altri club. Tra questi spicca il Betis Siviglia, che avrebbe manifestato apprezzamento per il centrocampista: “La cosa importante è sapere che Rolando ha la stima non solo di Firenze ma di altre squadre. Il Betis si è interessata.”Al momento, però, non sembrano esserci segnali di un’imminente svolta: “La Fiorentina non ha intenzione di parlare di nulla. La strada è stata aperta e adesso vedremo.”Il futuro di Mandragora resta dunque in bilico: tra un possibile rinnovo con la Fiorentina e nuove opportunità all’orizzonte, il mercato estivo potrebbe rivelarsi decisivo.

Firenze, Via Gran Bretagna: divieti attivi dal 26 giugno, ma dei lavori ancora nessuna traccia

La situazione è diventata frustrante per chi abita o lavora nella zona

In Via Gran Bretagna, a Firenze sud, da quasi un mese sono stati apposti i cartelli di divieto di sosta per lavori di rifacimento dei marciapiedi. Il primo tratto è stato bloccato a partire dal 26 giugno, mentre il secondo dal 14 luglio. Eppure oggi, 24 luglio, non è ancora iniziato nulla.Né un cantiere, né operai, né mezzi. Solo una strada interamente vietata al parcheggio, senza che si sia visto il benché minimo segnale di un inizio lavori.Parcheggi tolti, disagio assicuratoLa situazione è diventata frustrante per chi abita o lavora nella zona. Non solo è sparita ogni possibilità di parcheggiare vicino a casa o al proprio negozio, ma non c’è nemmeno una data certa su quando inizieranno realmente i lavori. La strada è vuota, silenziosa, e ogni giorno i cittadini si chiedono: "Ma quando iniziano, questi benedetti marciapiedi?"Un post su Facebook ha raccolto tutto il malcontento in poche parole, diventando virale:"Mi chiedo (e so di non essere l’unico) perché mettere divieto di sosta su tutta Via Gran Bretagna dal 26 giugno (14 luglio nel secondo tratto) per lavori di rifacimento marciapiedi che ad oggi, 24 luglio, NON SONO ANCORA INIZIATI!!! Grazie per questo ulteriore disagio e tanti complimenti alla disorganizzazione ma, soprattutto, al MENEFREGHISMO di questa amministrazione!"Un messaggio che ha dato voce a tanti residenti, che in questi giorni si sono sentiti completamente ignorati.Tanta confusione, nessuna spiegazioneIl problema non è solo il ritardo dei lavori, ma anche la totale mancanza di comunicazione da parte del Comune. Nessuno ha avvisato di eventuali slittamenti, nessuno ha aggiornato i cittadini su nuove tempistiche, nessuno ha spiegato perché sia stato imposto un divieto così anticipato.Molti si chiedono perché non si sia potuto organizzare il cantiere a tratti, o perché non si siano attivati i divieti solo quando davvero necessario. Così com’è, la sensazione è che il disagio sia stato creato inutilmente, per poi essere abbandonato a se stesso.Cosa chiedono i cittadiniIn fondo, le richieste dei residenti sono semplici e ragionevoli. Vogliono sapere quando partiranno concretamente i lavori, quanto dureranno, e per quale motivo sono stati imposti divieti così anticipatisenza alcuna attività visibile.E soprattutto chiedono una cosa ancora più basilare: essere informati e rispettati. Perché una strada bloccata senza lavori, in piena estate, non è solo un errore di programmazione: è un segnale di disattenzione verso chi vive quotidianamente la città.

La Fiorentina lavora al rinnovo di Moise Kean: primo incontro positivo tra le parti

A breve la fumata bianca?

La Fiorentina muove i primi passi concreti per blindare il futuro di Moise Kean. Con la clausola rescissoria da 52 milioni di euro ormai decaduta, il club viola vuole assicurarsi la permanenza dell’attaccante italiano, divenuto centrale nel progetto tecnico.Nella giornata di oggi, giovedì 24 luglio, è andato in scena un primo confronto tra la dirigenza della Fiorentina e l'entourage del giocatore. Un incontro definito positivo, che ha gettato le basi per il prolungamento del contratto.Da entrambe le parti emerge la volontà di proseguire insieme. La Fiorentina punta a blindare Kean con un accordo che rispecchi il suo valore attuale e le ambizioni future del club. Anche il giocatore, che si è integrato bene nell’ambiente viola, guarda con favore alla possibilità di rimanere a Firenze.Nei prossimi giorni sono previsti nuovi contatti per trovare l’intesa definitiva, soprattutto sul piano economico. In casa viola filtra comunque ottimismo: le sensazioni sono positive e la fumata bianca potrebbe arrivare già entro le prossime settimane.

Fiorentina al lavoro al Viola Park: Kean protagonista, assente Mandragora. Emozione per Celeste Pin

Tra commozione e intensità, i viola proseguono la preparazione

Giornata intensa al Viola Park per la Fiorentina, impegnata in una nuova seduta di allenamento sotto gli occhi attenti dello staff tecnico e dirigenziale. Il pomeriggio è iniziato con un momento di forte commozione: prima dell'inizio della seduta, è stato osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria di Celeste Pin, figura cara all’ambiente viola, recentemente scomparso nella giornata di oggi. Subito dopo, il gruppo è sceso in campo per una sessione caratterizzata da esercitazioni tecniche e partitelle a tema. L’allenamento si è aperto con alcuni torelli particolari, utili a scaldare i muscoli e migliorare la rapidità nella circolazione palla. In questa prima fase, Nicolò Fortini era regolarmente in gruppo, ma successivamente ha proseguito con un lavoro a parte, insieme a Trapani e Balbo. Assente Rolando Mandragora.Il centrocampista viola ha svolto allenamento differenziato in palestra. Sul fronte delle esercitazioni, spazio a due partitelle 6 vs 6 su campi separati. Nella prima, i gialli erano composti da Fortini, Dodô, Kean, Braschi, Parisi e Balbo, mentre i blu schieravano Martinelli, Fazzini, Comuzzo, Ranieri, Kospo e Pongracic. Nella seconda sfida in contemporanea, altri nomi importanti in campo: nei blu Vannucchi, Gosens, Dzeko, Beltran, Sottil e Trapani, mentre nei gialli spazio a De Gea, Gudmundsson, Ranieri, Pablo Marì, Fagioli e Ndour. Grande protagonista della giornata è stato Moise Kean, in ottima forma durante la sessione di tiri finali. L’attaccante si è distinto per precisione e brillantezza, mettendo in mostra un buono stato di forma e grande determinazione. L’allenamento si è poi avviato verso la conclusione con un'ulteriore partitella 8 vs 8, segno di un lavoro mirato a migliorare ritmo e automatismi di squadra. A seguire la seduta, tra gli altri, anche il direttore tecnico Roberto Goretti, attento osservatore dei progressi della rosa, e l’ex sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, noto tifoso viola. La Fiorentina continua così la sua preparazione con serietà e concentrazione, unendo il lavoro tecnico all’importanza del sentimento e della memoria, in un clima di rispetto e spirito di squadra. 

“A CHE PUNTO SIAMO” - Viale Giannotti ostaggio della futura tramvia. Cosa ne pensano i fiorentini?

Firenzedintorni.it ha dato voce ai residenti della zona. Passa il tempo, ma la tramvia continua a dividere

I lavori per la linea 3.2.1 della tramvia, che collegherà Piazza della Libertà a Bagno a Ripoli attraversando il quartiere di Gavinana, stanno trasformando radicalmente Viale Giannotti. L’entusiasmo per un’infrastruttura moderna si scontra con le frustrazioni quotidiane di chi vive, lavora o semplicemente transita nella zona. Abbiamo raccolto le voci di 20 persone, equamente divise tra favorevoli e contrari, per raccontare cosa sta accadendo davvero lungo il viale.PARERI FAVOREVOLILaura, 42 anni, insegnante elementare:"Abito qui vicino e vado ogni giorno a scuola in centro. Il tram sarà una svolta per me: niente più traffico né tempi d'attesa infiniti per l'autobus. Certo, i lavori sono fastidiosi, ma li vedo come una fase necessaria per migliorare. Penso ai miei alunni: voglio che crescano in una città più verde, con meno smog e più trasporti pubblici."Davide, 30 anni, grafico freelance:"Da quando lavoro da casa, mi sposto spesso per incontrare clienti. L’idea di potermi muovere velocemente e senza dover usare l’auto mi piace molto. La tramvia è un passo nella direzione giusta, anche se è chiaro che bisognerebbe comunicare meglio i tempi e dare più supporto a commercianti e residenti."Teresa, 67 anni, pensionata:"Vivo da sempre in zona. Quando hanno detto che avrebbero portato il tram, mi sono detta: ‘era ora!’. Per le persone anziane come me, l’accessibilità è fondamentale. Non guido più, e prendere un mezzo comodo, pulito e puntuale sarà un enorme vantaggio. Certo, ora è tutto un cantiere, ma mi adatto. Serve pazienza."Andrea, 21 anni, studente universitario:"Io ci credo nella mobilità sostenibile. Avere una linea diretta fino a Bagno a Ripoli cambierà molto per chi studia o lavora in città. Capisco che chi ha negozi si lamenti, ma non possiamo restare fermi solo per paura del cambiamento. Anche i miei amici sono favorevoli: meno auto, più efficienza."Paolo e Marta, 39 e 36 anni, genitori di due bambini:"Portare i bimbi all’asilo, andare a lavoro e tornare è un incubo. Se davvero il tram sarà veloce, allora sarà un aiuto concreto. Viale Giannotti sarà più moderno. Siamo disposti a sopportare qualche mese di disagio per qualcosa che migliora la qualità della vita."Chiara, 35 anni, commessa in un negozio di scarpe:"Il mio titolare era scettico, ma io ho notato che molte persone ora si fermano a guardare i cantieri e poi entrano a dare un’occhiata in negozio. A volte il cambiamento porta nuove opportunità, anche se non subito evidenti."Lorenzo, 58 anni, architetto urbanista:"Quello che sta accadendo in Viale Giannotti è una trasformazione urbana importante. Per anni si è parlato solo di auto, parcheggi, traffico. Adesso abbiamo un’occasione per ripensare gli spazi pubblici e creare un viale più umano e vivibile. Non sarà perfetto, ma è un buon inizio."Valentina, 26 anni, barista:"Nel mio bar si parla solo della tramvia. Io penso che Firenze ne abbia bisogno: le città moderne si muovono così. E poi i giovani come me non vogliono avere una macchina. Speriamo solo che non ci siano troppi ritardi."Giacomo, 74 anni, ex ferroviere:"Mi emoziona vedere i binari tornare nel quartiere. Ho lavorato per anni nelle ferrovie e so cosa significa un trasporto efficiente. Sono anche contento che l’opera sia stata pensata con attenzione all’ambiente. Certo, si poteva fare qualcosa di più per informare i cittadini."Beatrice, 49 anni, volontaria sociale:"Io lavoro con famiglie che non hanno l’auto o hanno difficoltà a spostarsi. Questa linea li aiuterà tantissimo. Una città è più equa se dà a tutti la possibilità di muoversi. Mi auguro che venga accompagnata da servizi accessori, come aree verdi e piste ciclabili."PARERI CONTRARISergio, 60 anni, tabaccaio su Viale Giannotti:"Il cantiere ha dimezzato il passaggio. I miei clienti abituali si lamentano del parcheggio, altri non passano più. Non so se riuscirò a tenere aperto fino alla fine dei lavori. Nessuno ci ha offerto compensazioni o alternative. È stata una decisione calata dall’alto."Anna, 45 anni, estetista con salone in zona:"Avevamo già vissuto il Covid, adesso questo. Siamo stanchi. Non è che siamo contro il tram, ma contro il modo in cui è stato gestito tutto. Mancano informazioni, mancano aiuti. È come se fossimo invisibili per il Comune."Giulia, 37 anni, madre di due figli:"Ogni mattina è una corsa a ostacoli. Strade bloccate, rumore alle 7 del mattino, polvere. E poi dicono che lo fanno per le famiglie. Vorrei vedere uno di loro portare due bambini all’asilo in mezzo ai camion e alle deviazioni."Marco, 50 anni, autotrasportatore:"Firenze ha bisogno di trasporti, sì, ma non così. Le strade sono strette, non ci passa più nessuno. Io perdo tempo in ogni consegna e il carburante lo pago io. Nessuno ci considera: né lavoratori né padri di famiglia."Lidia, 78 anni, residente dal 1973:"Avevamo gli alberi, adesso abbiamo solo transenne. Dove una volta c’erano passeggiate e panchine, ora c’è rumore e caos. Non mi interessa il tram, io voglio tornare a vedere il viale di una volta."Franco, 63 anni, ex dipendente comunale:"Mi aspettavo maggiore coinvolgimento dei cittadini. Invece abbiamo ricevuto brochure e rendering, ma nessun vero confronto. È una grande occasione sprecata per fare le cose bene e in modo condiviso."Alice, 28 anni, impiegata in centro:"Non ho l’auto, ma nemmeno il tram sarà utile per dove lavoro. Avrei preferito un miglioramento degli autobus e delle piste ciclabili. Qui si pensa in grande, ma si dimentica la realtà di tutti i giorni."Roberto, 53 anni, residente da sempre a Gavinana:"Mi sembra un progetto fatto più per motivi politici che reali. I disagi sono enormi, e il beneficio, per molti di noi, è ancora tutto da dimostrare. Avrebbero potuto fare parcheggi scambiatori e navette."Elide, 61 anni, ex negoziante in pensione:"Mi fa male vedere i negozi con le saracinesche abbassate. Queste trasformazioni vanno fatte, sì, ma non sacrificando chi ha speso una vita dietro un bancone. Qualcuno ha pensato alle famiglie che vivono di questo?"Luca, 40 anni, rider per app di consegne:"Muoversi ora è un incubo. Strade chiuse, percorsi modificati, tempi doppi. Ma noi siamo pagati a consegna. Nessuno ci tutela, eppure siamo quelli che tengono in piedi il servizio in città."La tramvia a Firenze è un'opera che divide. Se da un lato rappresenta il futuro della mobilità urbana, dall’altro scopre tutte le fragilità sociali, economiche e ambientali di un quartiere che cambia. Le voci dei cittadini raccontano la complessità di una trasformazione non solo logistica, ma anche culturale. La vera sfida sarà far convivere progresso e comunità, senza lasciare nessuno indietro.

La Fiorentina alza il ritmo al Viola Park: Pioli chiede più intensità e i tifosi sognano in grande

Presente anche Sebastian Frey

Ripresa degli allenamenti per la Fiorentina, che nel pomeriggio ha svolto una seduta a porte aperte davanti a tanti tifosi accorsi allo stadio Curva Fiesole. Agli ordini del nuovo tecnico Stefano Pioli, la squadra ha dato il via al lavoro alle ore 18.00, con una sessione che ha alternato esercitazioni tattiche, lavoro individuale e spettacolo in campo.Dopo un iniziale torello di riscaldamento — con il giovane Braschi e Nicolas Valentini regolarmente in gruppo — si è passati a esercizi sui passaggi a ritmo blando, in due gruppi. Presenti anche Moise Kean e Dodo, che ha subito scaldato il pubblico con un tiro da lontanissimo finito dritto sotto la traversa, guadagnandosi gli applausi della tribuna. Il brasiliano ha ricambiato con un saluto al pubblico.Verso le 18.30 il lavoro si è intensificato, concentrandosi sulle transizioni offensive: alcuni giocatori hanno provato i tiri dal limite, mentre altri si sono impegnati in esercitazioni con le porticine sistemate a centrocampo. Poco dopo, tutta la squadra si è riunita per una partitella a metà campo, con otto piccole porte e anche i portieri coinvolti. Una sfida vivace, accolta dagli "olè" dei presenti, culminata con le reti applaudite di Fazzini e Dzeko.A firmare il momento più emozionante per i tifosi è stata la comparsa di Sebastien Frey, che ha fatto visita al Viola Park fermandosi per autografi e un’intervista ai canali ufficiali del club.Alle 19.00, la squadra si è fermata per il previsto cooling break, dopo una lunga e intensa partitella a porte piccole. Pioli ha così portato avanti il suo percorso di preparazione in vista della prima amichevole estiva, in programma domani contro la Primavera di Galloppa.Nel frattempo, sul fronte assenti si registrano ancora Viti (programma personalizzato), Richardson e gli esuberi Ikoné, Barak, Infantino e Sabiri. Procede invece positivamente il recupero di Fortini, che potrebbe tornare in gruppo dalla prossima settimana.Una giornata di lavoro utile e partecipata, con l’obiettivo di mettere minuti nelle gambe e affinare i meccanismi di gioco in vista della nuova stagione.

Dodò, ridi che ti passa: il brasiliano verso la permanenza?

In caso di cessione pronto Zortea

La preparazione estiva della Fiorentina è iniziata con il piede giusto al Viola Park. A Bagno a Ripoli si respira un clima positivo, non solo tra i giocatori in campo ma anche tra i tifosi presenti sugli spalti. Anche Dodò, nonostante una lunga trattativa complicata con la società, continua a mostrarsi sorridente.Il rapporto tra il club e il terzino brasiliano ha cominciato a incrinarsi nel momento clou delle negoziazioni per il rinnovo del contratto. Prima ci sono stati dei malintesi, poi settimane di incertezze, fino a un vero e proprio allontanamento. Al momento, il rapporto è ancora da ricucire.Il ritiro violaNonostante tutto, Dodò non dà l’impressione di voler lasciare la squadra. Il suo atteggiamento è rimasto lo stesso, così come la sintonia con i compagni. Le risate, la complicità, il legame con l’ambiente fiorentino sono ancora vivi. Forse questi giorni immersi nel lavoro al centro sportivo potrebbero favorire un riavvicinamento tra lui e la dirigenza. Il contratto attuale è valido fino al 2027, mentre l’eventuale prolungamento spingerebbe la scadenza al 2030. Tuttavia, le divergenze economiche tra le due parti restano un ostacolo.Test e sperimentazioniIntanto, Pioli sfrutta il ritiro per valutare diverse soluzioni sulla corsia destra. Tra queste c’è Niccolò Fortini, classe 2006, reduce da un infortunio che ha condizionato la sua ultima stagione. Dopo il prestito alla Juve Stabia, ora verrà monitorato attentamente per capire i suoi progressi.Un’altra novità riguarda Riccardo Sottil, che verrà provato come esterno a tutta fascia. L’intento è trasformarlo in una risorsa utile in quel ruolo, evitando che resti ai margini del progetto.Opzioni di mercatoParallelamente, la Fiorentina continua a sondare il mercato. Nadir Zortea è uno dei profili che piace alla coppia Pradè-Goretti. Il giocatore, attualmente al Cagliari, punta a fare un salto di qualità e giocare in Europa. La richiesta iniziale di 10 milioni potrebbe scendere a 8 per facilitare un accordo, eventualmente con la formula del prestito con obbligo di riscatto.Tuttavia, ogni decisione definitiva sarà rimandata a quanto emergerà dal ritiro in corso, che proseguirà fino al prossimo fine settimana.

Sudore e qualità al Viola Park: Kean si conferma, bene Gosens e Pablo Mari

Stefano Pioli studia il nuovo assetto difensivo

Quinta giornata di ritiro per la Fiorentina, che prosegue il lavoro estivo sotto il sole di luglio tra entusiasmo, pubblico e qualche volto nuovo. Nel pomeriggio, la squadra allenata da Stefano Pioli ha tenuto la terza seduta aperta al pubblico: circa 400 tifosi hanno affollato la Curva Fiesole del Viola Park per assistere all’allenamento e per scoprire da vicino i protagonisti della stagione che verrà.Dopo il consueto riscaldamento, intorno alle 19.00 è andata in scena una mini-partitella, attacco contro difesa, che ha regalato subito emozioni. A rompere il ghiaccio è stato Moise Kean con un gran gol, accolto dagli applausi del pubblico: un destro potente che ha lasciato il portiere immobile. Un segnale positivo dal nuovo attaccante viola, che vuole lasciare il segno già dalle prime sgambate.Nel frattempo, si è rivisto Oliver Christensen: il portiere danese è rientrato nel gruppo dopo sei mesi di prestito alla Salernitana. Con lui anche Nicolas Valentini, il difensore argentino vicino a un secondo prestito all’Hellas Verona. Per entrambi, il futuro sembra lontano da Firenze, ma al momento restano aggregati al gruppo.Diversi gli assenti nella seduta odierna: Barak, Infantino, Ikoné e Sabiri hanno svolto lavoro personalizzato, mentre Fortini si è allenato individualmente. Allenamento a parte anche per Mattia Viti, come previsto dal programma, mentre Richardson è ancora assente per motivi familiari.Il clima al Viola Park resta sereno e carico di aspettative: tra cori, applausi e prime indicazioni tattiche, il ritiro della Fiorentina continua con ritmo e partecipazione. I tifosi hanno potuto osservare da vicino i primi automatismi richiesti da Pioli, che prosegue il lavoro di costruzione in vista delle amichevoli estive.Prossimo appuntamento sempre al Viola Park, con la speranza di vedere crescere la squadra e, magari, altri gol spettacolari come quello firmato oggi da Kean.

Venditori abusivi nel cuore di Firenze: l’arte usata come trappola per turisti

Una pratica tanto diffusa quanto subdola, che trasforma l’arte in strumento di raggiro

Basta una passeggiata davanti al Duomo per accorgersi di un fenomeno sempre più diffuso e ormai impossibile da ignorare: i venditori abusivi di poster e stampe artistiche. Operano indisturbati nel pieno centro storico, patrimonio UNESCO, spesso proprio davanti ai monumenti più iconici della città, come dimostra l’immagine scattata di fronte alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore.I venditori, perlopiù non autorizzati, stendono a terra riproduzioni di celebri scorci fiorentini — Ponte Vecchio, la Cupola del Brunelleschi, vedute romantiche dell’Arno — con una strategia tanto semplice quanto efficace: posizionano le stampe sul selciato, dove il passaggio è continuo e lo spazio è ristretto, così che i turisti finiscano per calpestarle accidentalmente. A quel punto, scatta la trappola: proteste, richieste di risarcimento, pressione psicologica affinché il malcapitato acquisti l’opera danneggiata.Una pratica tanto diffusa quanto subdola, che trasforma l’arte in strumento di raggiro. Non si tratta solo di una questione di legalità, ma anche di decoro urbano e tutela del patrimonio. Gli operatori economici regolari denunciano da tempo questa concorrenza sleale, mentre residenti e visitatori lamentano un centro storico sempre più simile a un bazar abusivo.L’assenza di controlli sistematici alimenta un fenomeno che sembra crescere di anno in anno, complice il grande afflusso turistico estivo e la difficoltà delle forze dell’ordine a gestire il problema in modo capillare. Se da un lato la città vive del suo fascino artistico, dall’altro rischia di vederlo svilito da comportamenti che nulla hanno a che fare con il rispetto per la cultura e per il visitatore.Serve un intervento deciso, mirato e continuativo — non solo per restituire dignità agli spazi pubblici, ma anche per tutelare chi lavora onestamente e offrire ai turisti un’esperienza degna del prestigio di Firenze.

La Fiorentina apre le porte del Viola Park: entusiasmo, esercizi e la prima partitella della stagione

Sottil a destra e Gudmundsson tra i migliori

È iniziata ufficialmente questo pomeriggio la serie di sedute a porte aperte del ritiro estivo della Fiorentina, e il pubblico viola ha risposto con grande entusiasmo. Tanti tifosi, famiglie e giovani appassionati si sono dati appuntamento allo stadio Curva Fiesole del Viola Park per seguire da vicino la squadra di Stefano Pioli, che ha iniziato il suo quarto allenamento della pre-season.Già dalle 17:30, lo staff tecnico aveva predisposto il campo per il lavoro del pomeriggio: ostacoli, sagome, porte mobili e una pioggia di palloni per rendere dinamica una seduta che ha regalato anche spettacolo. Dopo l’allenamento tecnico-tattico del mattino, svolto al coperto nel padiglione della prima squadra, i giocatori sono scesi in campo per un programma variegato e ricco di contenuti.Riscaldamento e tecnica, tra applausi e palleggi da showIl primo contatto con il campo è stato dedicato a esercizi di stretching e mobilità posturale, seguiti da riscaldamento aerobico tra posture su tappetino e mobilità in movimento. Il pubblico ha particolarmente apprezzato i momenti più tecnici: esercitazioni di palleggio e scambi al volo, tra cui spiccano le giocate di Gudmundsson, Kean, Fagioli e Richardson, capaci di strappare applausi e sorrisi con una serie di “canestri” calcistici a colpi di destrezza.Presente anche il direttore sportivo Daniele Pradè, che ha accompagnato i corsisti di Coverciano – tra cui l’ex difensore azzurro Leonardo Bonucci – per una visita didattica all’interno del centro sportivo.Pioli e Martinelli con i tifosi, poi la partitella chiude il pomeriggioTra un autografo e una foto con i tifosi più piccoli, Stefano Pioli e Tommaso Martinelli si sono concessi qualche minuto di calore umano prima dell’inizio vero e proprio della seduta. Poi, spazio al lavoro sul possesso palla a campo ridotto, con due gruppi mischiati in maniera eterogenea, segnale di una preparazione ancora nella fase embrionale.A chiudere la giornata, la prima partitella della stagione: due squadre schierate con il 3-5-2 si sono affrontate con intensità e voglia di impressionare. A decidere il match è stato un rigore trasformato da Gudmundsson per la squadra con la pettorina gialla, che si è imposta 1-0. In campo anche i nuovi arrivati e i volti noti: Dzeko, Mandragora, Gosens da una parte, De Gea, Ndour, Parisi e Kean dall’altra.Ecco le formazioni:Fiorentina 1: Martinelli; Pongracic, Valenini, Viti; Sottil, Mandragora, Fazzini, Bianco, Gosens; Beltran, Dzeko.Fiorentina 2: De Gea; Comuzzo, Mari, Ranieri; Dodo, Fagioli, Ndour, Richardson, Parisi; Gudmundsson, Kean.Al termine, spazio alle ripetute per chiudere la giornata con scarico atletico. Domani si replica, ancora a porte aperte: la Fiorentina continua a correre, e i suoi tifosi con lei.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Piazza Indipendenza, cosa è cambiato? Nulla

A quasi un anno di distanza dal nostro precedente articolo, Firenzedintorni.it è tornato nella storica piazza

Il titolo descrive ancora una volta la situazione che molti fiorentini devono sopportare in questi giorni di caldo afoso, in particolare chi aspetta l’autobus in Piazza dell’Indipendenza. A quasi un anno di distanza dal nostro precedente articolo, Firenzedintorni.it è tornato nella storica piazza, snodo cruciale per turisti e residenti. E la sensazione è quella di un tempo sospeso.Partendo dalla fermata degli autobus 31 e 32, la polemica resta identica: la pensilina continua a essere inesistente e l’attesa sotto il sole, specie per le persone anziane, diventa ogni giorno più faticosa. Nessuna copertura, nessun intervento strutturale. Eppure, la vicinanza della clinica Fanfani suggerirebbe un’attenzione diversa. Un miglioramento del trasporto pubblico in zona sarebbe quantomeno logico. Ma ancora una volta, la domanda è la stessa: le istituzioni dove sono?I lavori lungo il perimetro della piazza non si fermano… ma non finiscono. La pavimentazione resta dissestata, le recinzioni resistono, e il rifacimento attorno alle colonne storiche sembra un’opera senza fine. Di date ufficiali, nemmeno l’ombra.Chi un’ombra continua a cercarla – letteralmente – sono invece i senzatetto, che ogni giorno si sistemano sulle panchine della piazza. Passarci una mattina qualunque significa vedere corpi sdraiati, sacchi a pelo, zaini sparsi persino tra i giochi per bambini. La sera, la situazione peggiora: illuminazione scarsa, passaggi deserti e presunti casi di spaccio rendono l’attraversamento della piazza un’esperienza tutt’altro che serena, come ci hanno confermato anche diversi residenti.Questa è – ancora – la vita in Piazza dell’Indipendenza, un luogo che racconta Firenze ma che continua a essere lasciato indietro. I controlli della Polizia Municipale sono sì presenti, e restano un presidio importante, ma da soli non bastano a cambiare il volto della piazza. Servirebbe un progetto più ampio, una visione più coraggiosa.Per ora, il titolo parla da sé.Cosa è cambiato? Nulla.

Pioli è arrivato al Viola Park

Il tecnico viola torna a Firenze per la terza volta

Stefano Pioli è arrivato a Viola Park pronto ad iniziare il terzo capitolo della sua esperienza alla Fiorentina.Il tecnico nativo di Parma, che per tornare a Firenze ha rescisso con l'Al Nassr, è pronto a riprendere le redini della squadra viola a distanza di sei anni dall'ultima volta.Con lui anche Andrea Tarozzi che prenderà il ruolo di secondo allenatore alle spelle dello stesso Stefano Pioli. 

Stefano Pioli è il nuovo allenatore della Fiorentina: contratto fino al 2028

Commisso: “Ho trovato nel Mister valori umani e voglia di lottare per questo Club”

La notizia era nell’aria, adesso è ufficiale: Stefano Pioli torna alla Fiorentina come allenatore della Prima Squadra. Ad annunciarlo è stata ACF Fiorentina con una nota sul proprio sito ufficiale. Il tecnico emiliano ha firmato un contratto che lo legherà al club viola fino al 30 giugno 2028.Per Pioli si tratta di un ritorno a casa, sia calcisticamente che affettivamente: ha indossato la maglia viola da calciatore per sei stagioni, dal 1989 al 1995, e ha già guidato la Fiorentina da allenatore tra il 2017 e il 2019, segnando uno dei periodi più intensi e umanamente significativi della recente storia gigliata.Pioli sarà affiancato da uno staff tecnico numeroso e altamente qualificato, così composto:Andrea Tarozzi – Allenatore in secondaGianmarco Pioli, Jesse Andrea Fioranelli, Riccardo Taddei e Aleksandr Nizelik – Collaboratori tecniciMatteo Osti, Roberto Peressutti e Alessio Butini – Preparatori atleticiMartino Vignali e Andrea Tordi – Match analystGiorgio Bianchi e Alessandro Dall’Omo – Preparatori dei portieriLe parole del Presidente CommissoGrande entusiasmo da parte del Presidente Rocco Commisso, che ha accolto così il ritorno del nuovo tecnico:“Sono molto contento dell’arrivo di Stefano Pioli alla guida della prima squadra della Fiorentina. Sin dalle prime parole che ci siamo scambiati, ho trovato nel Mister valori umani e voglia di lottare per questo Club e questa città che conosce così bene e alla quale è profondamente legato. Io, la mia famiglia e tutta la Fiorentina diamo il bentornato a Stefano, augurandogli il meglio per questa nuova avventura in maglia viola.”Il nuovo Mister saluterà i tifosi lunedì 14 luglio in occasione del Viola Carpet, l’evento che segnerà simbolicamente il via alla nuova stagione. Il primo incontro ufficiale con la stampa è invece fissato per mercoledì 16 luglio alle ore 12:00, presso il Wind Tre Media Center del Viola Park.L’era Pioli 2.0 è pronta a cominciare. Con emozione, ambizione e quella voglia di far tornare grande la Fiorentina.

Non c'è pace per Kean, adesso lo vuole Inzaghi: l'offerta super

Kean ha già rifiutato la proposta dell'Al Qadsiah

L’Al Hilal, fresco dell’arrivo in panchina di Simone Inzaghi, ha messo nel mirino Moise Kean, centravanti della Nazionale italiana e attualmente in forza alla Fiorentina. Dopo il trasferimento record di Retegui all’Al Qadsiah, ora i riflettori sono puntati sull’attaccante viola. Il club saudita avrebbe pronto un contratto da 20 milioni a stagione per quattro anni, superiore a quello già rifiutato in passato da Kean, e ha già avviato i primi contatti con il suo agente, Alessandro Lucci.Kean, però, prende tempo. L’offerta è ricca, ma il numero 20 della Fiorentina ha espresso il desiderio di restare in Europa, attirato da campionati più competitivi e preoccupato per la possibile perdita di visibilità calcistica. A pesare sulla scelta anche la sua attività musicale, che teme di dover accantonare con un trasferimento in Arabia.A rassicurarlo, però, c’è il nuovo CT Rino Gattuso, che ha aperto alla convocazione anche di chi gioca nei campionati arabi. E all’Al Hilal Kean troverebbe un contesto familiare, con Inzaghi e uno staff italiano. Una combinazione che, unita all’ingaggio monstre, potrebbe farlo vacillare.

Sant’Ambrogio, il cantiere infinito: riflessi roventi e polemiche incandescenti

Il malumore monta anche per i costi dell’intervento, che sfiorano i 2 milioni di euro

Firenzedintorni segue da tempo il cantiere di Sant’Ambrogio, e purtroppo le promesse di un mercato rinnovato e funzionale sembrano ancora lontane dal concretizzarsi. Anzi, con l'arrivo dell'estate, la nuova pensilina — già ribattezzata ironicamente dai frequentatori “lo specchio ustorio di Archimede” — è finita al centro di un’altra ondata di polemiche.La struttura in plexiglas, pensata per dare un tocco moderno e trasparente al mercato, sta invece generando disagi sempre più evidenti. Nelle ore centrali del giorno, la tettoia si trasforma in una sorta di lente che concentra il calore, rendendo insopportabile la permanenza sotto di essa. “È come stare in una serra”, commenta un ambulante visibilmente esasperato. E sui social, dove le immagini del riflesso accecante si rincorrono, non mancano toni sarcastici: “Chi ha bisogno delle terme, con questo tetto si suda gratis”.Il malumore monta anche per i costi dell’intervento, che sfiorano i 2 milioni di euro. In molti si chiedono come sia possibile spendere una cifra simile per una copertura giudicata da più parti “inadeguata”. E i problemi non si fermano qui.Già a febbraio, all’apertura della prima porzione agibile, erano emerse criticità: luci a LED installate ma non funzionanti, scritte vandaliche comparse su una facciata appena tinteggiata, e continui ritardi sulla tabella di marcia. I lavori, inizialmente previsti in conclusione per marzo, sono slittati a settembre a causa del ritrovamento di una pavimentazione storica in pietra. Un imprevisto importante, certo, ma che si aggiunge a una lunga lista di intoppi.Intanto, commercianti e clienti convivono con un cantiere che sembra senza fine e con un clima che sotto quella copertura trasparente si fa ogni giorno più torrido. “La modernità va bene — dice una residente — ma qui si è perso il buon senso. Un mercato è fatto per viverci, non per cuocere sotto il sole”.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Viale Matteotti: 10 mesi dopo, il cantiere è ancora lì. E Firenze aspetta

Non una ruspa in movimento, non un operaio al lavoro

Sono passati oltre dieci mesi da quando segnalavamo su questo sito l’imponente struttura che ostruisce la visuale su viale Matteotti, proprio all’angolo tra piazza Isidoro del Lungo e via Capponi. Un cantiere che, sin dall'inizio, aveva sollevato perplessità tra i cittadini, colpiti dalla sua imponenza e dalla mancanza di informazioni chiare. Era fine agosto 2024, e si parlava allora di "espansione del Four Seasons" e di "progetto prestigioso" finanziato da capitali qatarioti. Oggi, 7 luglio 2025, tutto è fermo. O, almeno, così sembra.Non una ruspa in movimento, non un operaio al lavoro. Solo ponteggi immobili, lamiere scolorite dal sole e l’ennesima promessa sospesa. Di lavori effettivi, pochi. Di trasparenza, ancora meno. I tempi di completamento, già indefiniti mesi fa, continuano a rimanere un mistero. E nel frattempo, il paesaggio urbano continua a pagare il prezzo dell’abbandono, del silenzio e del privilegio.La domanda resta la stessa: vale davvero la pena sacrificare uno spazio pubblico, visivo e storico, in nome del lusso privato? E quanto deve aspettare ancora la cittadinanza per ottenere chiarezza su questo intervento che, più che un investimento, oggi appare come uno sfregio?Firenze sta cambiando volto, sì, ma a che prezzo? E soprattutto: per chi?

Multiutility Toscana, il piano della sostenibilità che cambia il volto dei servizi pubblici: 2,5 miliardi di investimenti per la transizione ecologica dal 2025 al 2029

Una sfida ambiziosa che punta a fare del Centro Italia un modello nazionale di sostenibilità integrata

Un progetto ambizioso, integrato e orientato al futuro: i Consigli di Amministrazione di Alia ed Estra hanno approvato il nuovo Piano Industriale 2025-2029 della Multiutility Toscana, un’iniziativa destinata a trasformare in profondità i servizi pubblici nell’Italia centrale, mettendo al centro sostenibilità, innovazione e territorio.Con 2,5 miliardi di euro di investimenti in cinque anni, il piano rappresenta la spina dorsale della transizione ecologica per Toscana e aree limitrofe, puntando su una crescita integrata dei settori ambiente, energia e acqua.Crescita sostenibile e creazione di valore condivisoIl piano mira a generare e redistribuire valore economico, sociale e ambientale, promuovendo un’offerta unificata e digitale che semplifica la vita di cittadini, imprese e istituzioni. Si prevedono 785.000 MWh di energia verde prodotta, un incremento di oltre il 300% delle materie rigenerate, una gestione più efficiente delle risorse idriche e un taglio del 33% alle emissioni di CO₂ dei mezzi aziendali entro il 2029.Tra le novità, anche la cosiddetta “città spugna”, pensata per migliorare l’equilibrio idrogeologico, e un sistema di loyalty green per premiare i comportamenti virtuosi dei cittadini nella raccolta differenziata.Un unico interlocutore per tutti i serviziPer la prima volta, in Toscana, cittadini e aziende avranno un interlocutore unico per i servizi ambientali, energetici e idrici. Il nuovo modello organizza l’offerta su tre Business Unit e digitalizza i processi, centralizzando l’assistenza, la fatturazione e la relazione con l’utente. Obiettivo: efficienza, minori costi e maggiore qualità del servizio.Investimenti strategici e solidità finanziariaIl valore dell’Equity della Multiutility, nata nel 2022, è già salito a 1,2 miliardi e punta a raggiungere 1,8 miliardi entro il 2029, grazie a una crescita dell’Ebitda da 400 a 648 milioni. Il piano si fonda su un bilanciamento tra sviluppo industriale e disciplina finanziaria, con un rapporto Pfn/Ebitda sotto controllo (2,1x nel 2024).Gli investimenti saranno così ripartiti:1,1 miliardi per la Business Unit Energia, con oltre 520 MW di nuovi impianti fotovoltaici, smart cities e innovazioni nel gas (come il biometano e l’intelligenza artificiale per la rete).0,9 miliardi alla Business Unit Idrico, per il riuso delle acque, il contrasto ai cambiamenti climatici, l’efficienza energetica e 240.000 nuovi contatori smart.500 milioni alla Business Unit Ambiente, per aumentare la capacità di trattamento interna dal 74% al 93%, introdurre la tariffa puntuale e valorizzare i materiali riciclati.59 obiettivi ESG e coinvolgimento dei cittadiniIl piano individua 59 obiettivi ESG chiave, distribuiti su tre assi strategici: trasformazione, valorizzazione del capitale umano e impatto positivo sui territori. L’offerta sarà sempre più on demand, con strumenti digitali che rendono il cittadino parte attiva della transizione ecologica.Le dichiarazioniAlberto Irace, AD di Alia, ha sottolineato: “Non siamo la somma di soggetti diversi, ma una piattaforma unica che mette in rete energia, acqua e ambiente per una crescita sostenibile”.Lorenzo Perra, presidente di Alia, ha dichiarato: “Investiamo per servizi sostenibili non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Al centro ci sono le persone e i territori”.Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra, ha definito il piano “un’infrastruttura strategica per accompagnare cittadini e imprese nella transizione ecologica”, mentre Nicola Ciolini, AD di Estra, ha ricordato l’obiettivo di trasformare l’energia in “un’infrastruttura sociale che guarda a un futuro più sicuro ed efficiente

“Angolo aperitivo” a cielo aperto: la deriva urbana tra Sant’Ambrogio e Santa Croce

Firenze, città d’arte, di cultura e… di aperitivi improvvisati sulle cabine elettriche

Benvenuti nel cuore del centro storico, dove ogni angolo può diventare un bar di fortuna — basta una birra calda, un cartello scritto con lo stesso impegno di un tema delle medie, e il gioco è fatto.Nella foto (purtroppo vera), vediamo uno di questi "angoli della socialità" nascere in via del tutto spontanea, probabilmente a due passi da Sant’Ambrogio o Santa Croce. Una cabina elettrica si è trasformata in tavolino da happy hour, completo di bicicletta parcheggiata male e lattina dimenticata. Il tutto incorniciato da una bella colata di vernice nera che grida “decoro urbano” quanto una vuvuzela grida “silenzio”.La zona di Sant’Ambrogio, un tempo ritrovo bohémien tra mercatino e trattorie, oggi è spesso teatro di sporcizia diffusa, bottiglie abbandonate, graffiti scoloriti e angoli “creativi” come quello immortalato qui sopra. A pochi passi, Santa Croce, simbolo di storia e spiritualità, si ritrova circondata da bidoni traboccanti, angoli maleodoranti e marciapiedi che sembrano più un campo minato che un percorso pedonale.Il problema non è la mancanza di senso dell’umorismo – quello a Firenze, per fortuna, abbonda. Il problema è che questa ironia non basta a nascondere il degrado. Le immagini come questa sono il sintomo visibile di una gestione distratta dello spazio pubblico, dove il confine tra “genialata goliardica” e incuria è sempre più sottile.Possibile che nel 2025 il centro di una delle città più visitate al mondo venga lasciato così allo sbando? Possibile che il massimo del controllo urbano consista nel raccogliere le bottiglie il lunedì mattina, fingendo che nel weekend non sia successo nulla?Serve più cura. Serve più controllo. Serve che il centro non diventi un enorme cortile condominiale abbandonato alla buona volontà dei residenti (pochi), dei turisti (tanti) e degli aperitivisti da marciapiede (troppi).Firenze merita di meglio. Anche — e soprattutto — quando si beve una birra.

Nasce Plures: la nuova identità della Multiutility toscana per una visione condivisa del futuro

'Con Plures inizia una storia nuova, fondata sull’unione e sulla visione condivisa', ha dichiarato il presidente Lorenzo Perra

Da oggi si chiama Plures la multiutility nata in Toscana il 26 gennaio 2023 dalla fusione tra Alia Servizi Ambientali, Publiservizi, Consiag e Acqua Toscana. La decisione è stata ufficializzata a Firenze nel corso dell’assemblea dei soci, che ha approvato la modifica dello statuto societario e dato il via alla nuova fase di consolidamento e sviluppo del primo grande soggetto integrato regionale nei settori ambiente, energia e ciclo idrico.Il nome Plures, dal latino “i molti”, non è soltanto un simbolo linguistico, ma una dichiarazione d’intenti. «Con Plures inizia una storia nuova, fondata sull’unione e sulla visione condivisa», ha dichiarato il presidente Lorenzo Perra. «Il nome che abbiamo scelto è più di un simbolo: rappresenta la pluralità delle storie, delle competenze e delle energie che hanno deciso di unirsi per costruire una realtà industriale forte, innovativa e radicata nei territori. La nostra identità nasce dalla collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprese e punta a creare valore nel tempo, con un linguaggio nuovo, inclusivo e capace di parlare a tutti».Con oltre un milione e mezzo di cittadini serviti e partecipazioni strategiche in realtà come Publiacqua, Acque S.p.A., Toscana Energia ed Estra, Plures si configura sempre più come una public company al servizio dei territori. Il nuovo nome è stato concepito come elemento terzo, condiviso, non riconducibile a una sola delle realtà coinvolte, proprio per dare pari dignità a ciascun soggetto partecipante.Durante la presentazione ufficiale a Palazzo dei Congressi, l’amministratore delegato Alberto Irace e il direttore delle Relazioni esterne Giuseppe Meduri, insieme ad Antonio Romano, founder di Inarea, hanno illustrato la nuova identità visiva e comunicativa. Il logotipo Plures, disegnato con caratteri stencil maiuscoli, punta a coniugare leggerezza ed eleganza, favorendo l’integrazione con i marchi preesistenti e agevolando un dialogo visivo con il territorio. L’identità grafica ruota attorno al concetto “plurale di più”, evidenziato anche dal segno “+” associato ai servizi offerti e alla missione aziendale.Dietro la scelta del nome, c’è stato un articolato lavoro di ricerca, firmato da Synesia con la regia di Béatrice Ferrari, che ha prodotto oltre 1.400 proposte, poi analizzate sotto il profilo legale, linguistico e di posizionamento. Analogamente, la brand identity curata da Inarea è il risultato di un processo partecipativo che ha coinvolto stakeholder interni ed esterni, soci e cittadini, per assicurare coerenza e rappresentatività.Plures rappresenta una discontinuità rispetto al passato, ma anche l’apertura di una nuova fase industriale. Non è solo un nome, ma l’inizio di una narrazione collettiva che valorizza la diversità come forza, e che intende parlare con una voce sola, nel rispetto delle identità di ciascuno. Nei prossimi mesi, la società avvierà un percorso di confronto con i soci per definire l’architettura di brand, in modo da armonizzare il nuovo nome con le identità operative del Gruppo, mantenendo un equilibrio tra il riconoscimento delle singole realtà e la costruzione di un’immagine unitaria.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Nazionale, luglio 2025: nulla è cambiato, anzi. I pullman turistici spesso non riescono nemmeno a passare

Gli stessi problemi di settembre ci accompagnano ancora oggi

Perdonateci se ci ripetiamo, ma raccontare la situazione attuale di Via Nazionale significa fare praticamente copia-incolla di quanto detto (e visto) già mesi fa. È passato quasi un anno da quando abbiamo descritto l’arteria fiorentina come una sorta di Via Crucis urbana, e oggi possiamo solo confermare: tutto esattamente uguale. Anzi, forse anche un po' peggio.Le immagini parlano chiaro. Autobus turistici incastrati, clacson che suonano, pedoni spaesati che si muovono tra i mezzi come in un videogioco. In certi momenti della giornata, l’afflusso di mezzi è talmente intenso che i pullman di turisti restano fermi per minuti interminabili, incapaci di superare l'incrocio o di svoltare senza rischiare di sfiorare i tavolini dei bar.Via Nazionale resta uno degli accessi principali alla stazione di Santa Maria Novella per chi cerca di evitare le temute ZTL. Questo la rende inevitabilmente congestionata. Ma il vero problema è che qui non si tratta più solo di traffico “intenso”. Si parla di immobilismo quotidiano, di una paralisi ormai diventata normalità.Gli stessi problemi di settembre ci accompagnano ancora oggi: strisce pedonali quasi invisibili, semafori con tempi spesso illogici, marciapiedi ridotti all’osso. Nel frattempo, turisti con trolley, ciclisti, motorini e mezzi pesanti si contendono pochi metri di carreggiata in un groviglio continuo."Quando passa un pullman, tutti si devono fermare. A volte si blocca tutto, anche per dieci minuti," ci racconta Elena, titolare di un piccolo negozio di abbigliamento sulla via. "E noi respiriamo smog dalla mattina alla sera."Anche i residenti non ne possono più. Il rumore, lo smog, le difficoltà quotidiane per spostarsi o semplicemente attraversare la strada hanno trasformato questa zona, un tempo animata e viva, in un continuo motivo di frustrazione. Il paradosso? È un biglietto da visita per molti turisti che arrivano in città proprio da qui.A oggi, di interventi concreti neanche l’ombra. E così Via Nazionale continua il suo calvario quotidiano. L’impressione è che, a meno di una svolta radicale, resteremo qui a scrivere lo stesso articolo anche a settembre prossimo.

Una rivoluzione nella chirurgia mininvasiva: Fondazione CR Firenze dona il nuovo robot Da Vinci SP a Careggi

Bocca: “Con l’acquisto del nuovo Robot Da Vinci - Single Port, Fondazione CR Firenze compie un investimento strategico a favore della sanità pubblica del nostro territorio”

Una svolta epocale per la chirurgia mininvasiva in Toscana. È stato presentato oggi presso la sede della Fondazione CR Firenze il nuovo sistema robotico Da Vinci - Single Port (SP), la più avanzata tecnologia al mondo per gli interventi chirurgici robotici. Il sofisticato macchinario sarà donato all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi e permetterà di eseguire oltre 650 interventi l’anno con un impatto minimo sui pazienti.Il nuovo robot, che sarà assegnato a sei unità operative tra cui urologia, ginecologia, senologia, chirurgia generale, toracica e pediatrica, rappresenta una vera e propria rivoluzione per la sanità pubblica toscana. Fondazione CR Firenze, che ha deciso di finanziare l’acquisto con un investimento di 2,2 milioni di euro, ha presentato ufficialmente il progetto nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato figure di spicco della sanità regionale.Una tecnologia al servizio della personaIl presidente della Fondazione, Bernabò Bocca, ha sottolineato il valore strategico di questa iniziativa: «Con l’acquisto del nuovo Robot Da Vinci - Single Port, Fondazione CR Firenze compie un investimento strategico a favore della sanità pubblica del nostro territorio, mettendo a disposizione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi una tecnologia all’avanguardia che cambia radicalmente il paradigma della chirurgia mininvasiva».Il robot Da Vinci SP, già in uso in soli cinque ospedali in Italia e ora anche a Careggi – unico centro in Toscana – consente interventi attraverso una sola incisione di appena 3 centimetri, riducendo drasticamente l’invasività rispetto ai tradizionali 4-7 accessi. Grazie a un endoscopio flessibile e a immagini 3D in alta definizione, i chirurghi potranno operare con una precisione senza precedenti.Nel dettaglio, si prevede che nel primo anno saranno effettuati:•⁠ ⁠300 interventi di chirurgia urologica•⁠ ⁠140 interventi di chirurgia generale•⁠ ⁠70 senologici•⁠ ⁠60 ginecologici•⁠ ⁠60 toracici•⁠ ⁠circa 30 interventi di chirurgia pediatrica (in collaborazione con l’ospedale Meyer)Oltre al Da Vinci SP, la Fondazione ha previsto il noleggio gratuito per 12 mesi di un ulteriore sistema robotico Multiport Xi, destinato ad affiancare le tre piattaforme già presenti a Careggi. Questo consentirà un potenziamento dell’attività chirurgica, soprattutto per le patologie oncologiche, con una riduzione delle liste d’attesa di circa 23 giorni per i pazienti oncologici e 68 giorni per quelli non oncologici.Il progetto include anche un’importante ricaduta sulla formazione medica, grazie all’integrazione del nuovo robot nei percorsi di addestramento già attivi nel laboratorio di simulazione chirurgica di Careggi, sviluppato attraverso i bandi “Grandi Attrezzature” della stessa Fondazione.Oltre al presidente Bocca, alla presentazione hanno preso parte:Andrea Minervini, Direttore SOD Urologia oncologica mininvasiva robotica, AOU CareggiSergio Serni, Direttore SOD Chirurgia urologica robotica mininvasiva e trapianti renaliLorenzo Masieri, Coordinatore GOM Tumori Area UrologicaFabio Cianchi, Direttore Chirurgia dell’apparato digerenteLorenzo Orzalesi, Direttore Chirurgia della mammellaLuca Voltolini, Direttore Chirurgia Toraco-polmonareL’arrivo del robot Da Vinci SP a Careggi rappresenta una tappa storica per la sanità toscana e un esempio virtuoso di collaborazione tra il mondo pubblico e quello filantropico. Un investimento nella salute delle persone, nell’innovazione e nella qualità della cura che pone Firenze all’avanguardia della chirurgia robotica a livello nazionale.

Bernabé sì o Bernabé no? La Fiorentina cerca un regista

Il Parma per lo spagnolo chiede 25 milioni

È un’estate calda, in tutti i sensi, per la Fiorentina. La dirigenza viola ha già piazzato i primi tre colpi del suo mercato: Edin Džeko in attacco, Jacopo Fazzini a centrocampo, Mattia Viti in difesa. Un trio di innesti mirati, con l’obiettivo chiaro di consegnare a Stefano Pioli una rosa il più possibile completa entro il 14 luglio, giorno del raduno al Viola Park.Ma la sensazione, ormai evidente, è che il mercato della Fiorentina sia solo all’inizio.Il prossimo grande obiettivo è un centrocampista. Un regista. Un giocatore in grado di prendere in mano il gioco, di dare ordine, geometrie, ma anche sostanza. Il nome più caldo al momento è quello di Adrián Bernabé, classe 2001 del Parma, ma la concorrenza — e il prezzo — non lo rendono una pista semplice. L'obiettivo primario della Fiorentima infatti, è il centrocampo. Cessione di Moise Kean permettendo...E allora, tra ipotesi, trattative e incastri da risolvere, ecco l’identikit del profilo che la Fiorentina sta cercando: un centrocampista centrale, preferibilmente con visione di gioco, piedi buoni e — dettaglio non secondario — forza fisica. Un elemento capace di completare il centrocampo a tre, dove Pioli ha già individuato Mandragora e Fagioli come due pedine fisse. Il modulo sarà con ogni probabilità il 3-5-2, e a questo sistema servirà un regista vero, capace di dettare i tempi.La lista dei nomi è lunga. Si è parlato di Ismaël Bennacer, ma il centrocampista rossonero non sembra rientrare negli obiettivi della società viola. Anche Kristjan Asllani, attualmente all’Inter, è stato accostato ai viola: profilo interessante, ma non una priorità. Poi c’è lui, Adrián Bernabé. Il nome che piace a Pioli e non solo.Il centrocampista spagnolo è un talento purissimo. Tecnico, intelligente, con quel tocco elegante che lo rende un regista atipico nel calcio moderno. Non ha il fisico possente di un mediano classico, ma compensa con visione, rapidità mentale e piedi educati. In questa stagione con il Parma ha collezionato 21 presenze in Serie A, condite da un gol e un assist. E non è un caso se il suo nome continua a rimbalzare tra i corridoi del Viola Park.Chi lo ha visto giocare lo ricorda bene. Era il 6 dicembre 2023, ottavi di finale di Coppa Italia. Fiorentina contro Parma al Franchi. Quella sera, Bernabé incantò. Segnò un gol bellissimo e mise in mostra tutto il suo repertorio, costringendo molti osservatori a segnare il suo nome sul taccuino. Una prestazione da leader, nonostante la giovane età, in una partita ricca di tensione, poi decisa ai rigori.Ma c’è un problema. O forse due. Il primo è il prezzo: il Parma chiede almeno 25 milioni di euro. Il secondo è legato a una dinamica di mercato ben precisa. Il club emiliano non ha intenzione di privarsi di più di un top player in questa sessione. E l’altro nome caldo in uscita è quello di Ange-Yoan Bonny, attaccante finito nel mirino dell’Inter. Se i nerazzurri dovessero chiudere per Bonny, Bernabé resterebbe al Tardini. E viceversa.Nel frattempo, la Fiorentina osserva e riflette. Sa di avere tra le mani una chance per costruire qualcosa di solido, di concreto. Con Pioli in panchina, l’ambizione è crescere, dare continuità al progetto europeo e competere con le prime sette. Ma per farlo serve una rosa all’altezza, completa in ogni reparto.Il regista è l’ultimo pezzo mancante del puzzle. Musah, anche lui seguito, non convince fino in fondo per caratteristiche: è più una mezzala dinamica che un organizzatore di gioco. Nicolò Rovella sarebbe il profilo perfetto, ma la Lazio chiede 50 milioni. Tanti, troppi. Ma nel calcio non si sa mai... Rimane allora Bernabé. Giovane, tecnico, con il passato tra Barcellona e Manchester City e un presente fatto di sostanza. Un talento in cerca della grande occasione. E forse, questa occasione, può chiamarsi Fiorentina.Solo il tempo ci dirà se l’operazione andrà in porto. Intanto, il mercato viola non si ferma. E a Firenze cresce l’attesa per conoscere il volto di colui che guiderà il centrocampo della nuova era targata Pioli.

Via Pietrapiana, due settimane dopo: tutto fermo. Nessuna riunione, solo silenzio

I residenti sono esasperati

Sono trascorse due settimane dall’annuncio del Comune di Firenze: una riunione con i residenti di via Pietrapiana per illustrare “nel dettaglio” il progetto di riqualificazione che prevede lo spostamento dei cassonetti interrati. Doveva servire a fare chiarezza, a stemperare le tensioni, a mostrare apertura al dialogo. Ma di quell’incontro non si è saputo più nulla. Nessuna data, nessun luogo, nessuna convocazione.Nel frattempo, il cantiere è rimasto esattamente com’era: deserto. Le transenne delimitano ancora la stessa area, il traffico continua a scorrere lentamente tra slalom e marciapiedi ridotti a cunicoli, e i pedoni si muovono come in un campo minato urbano.I residenti sono esasperati. «Non ci ha più contattato nessuno», dice Silvia B., una delle portavoce del comitato spontaneo nato in via Pietrapiana. «Ci avevano promesso ascolto e confronto, ma nei fatti c’è solo abbandono. Abbiamo l’impressione che si stia cercando di far passare il tempo, sperando che la protesta si spenga da sola».«Ogni giorno viviamo in mezzo al caos, con auto che si incastrano, gente che rischia di farsi male, e una sensazione generale di insicurezza», aggiunge Marco R., che abita sopra la farmacia davanti alla quale dovrebbero finire i nuovi cassonetti. «Ma la cosa più assurda è che nessuno si prenda la briga di venire a spiegarci davvero perché tutto questo. Parlano di migliorie, ma qui non si vede nulla, se non disagio».Altri cittadini fanno notare come il cantiere sia inattivo da ormai quasi un mese. «L’unica cosa che si è mossa è stata l’escavatrice, portata via più di due settimane fa», ironizza Gianni, pensionato che passa ore affacciato alla finestra. «Altro che fase due dei lavori: sembra una fase zero».E mentre si rafforzano i sospetti su un possibile favore al futuro studentato privato nell’ex edificio delle Poste, da Palazzo Vecchio non arrivano risposte. Ufficialmente, la pausa sarebbe legata alla conclusione dei lavori di Toscana Energia e all’attesa dell’intervento di Alia. Ma il silenzio, ormai, pesa più delle ruspe.«Non vogliamo lo scontro, vogliamo solo essere ascoltati — insiste Silvia B. — Se avessero parlato con noi prima, forse si sarebbe trovato un compromesso. Invece ci troviamo davanti all’ennesima decisione calata dall’alto, senza trasparenza né rispetto».L’aria, in via Pietrapiana, resta tesa. E la riqualificazione promessa rischia di trasformarsi in un simbolo di incomunicabilità.

Accordo verbale tra Genoa e Fiorentina per Gudmundsson: sconto sul riscatto

Ecco le cifre

Fumata bianca tra Genoa e Fiorentina per Albert Gudmundsson. Le due società avrebbero raggiunto un accordo verbale per un sostanzioso sconto sul riscatto dell’attaccante islandese, il cui futuro si deciderà entro mezzanotte. I viola, inizialmente chiamati a versare 17 milioni di euro, avrebbero ottenuto un abbassamento della cifra, portandola a 12 milioni più 2 di bonus, secondo quanto riportato da Radio Bruno. Una trattativa condizionata anche dal contesto extra-campo.Infatti, sulla posizione del numero 10 pende ancora un procedimento legale in corso in Islanda, fattore che ha inciso sulle valutazioni economiche. Già in tarda mattinata si parlava di uno sconto di circa 5 milioni, un’apertura importante da parte del Genoa.A facilitare la trattativa anche la mancanza di rilanci da parte di altri club: Bologna, Roma e Atalanta, pur interessate, non hanno mai affondato il colpo alle cifre richieste. Di fronte a uno scenario senza aste, i rossoblù hanno scelto di chiudere con la Fiorentina.Per Gudmundsson è pronto un contratto fino al 2029, con un ingaggio da 2,2 milioni di euro netti a stagione. Un segnale forte da parte della dirigenza viola, che punta su di lui come uno dei volti chiave del nuovo progetto tecnico.

Firenze, centro storico tra buche e transenne: ancora disagi e pericoli per pedoni e residenti

I residenti e i commercianti denunciano da tempo una mancanza di interventi strutturali

Firenze continua a fare i conti con un problema che sembra non trovare soluzione: le buche e i dissesti del manto stradale nel centro storico. A distanza di mesi dalla segnalazione della buca pericolosa in Piazza della Signoria – documentata nell'articolo pubblicato su Firenze Dintorni – la situazione non solo non è migliorata, ma anzi si è aggravata in altre zone nevralgiche della città.Le immagini che riportiamo oggi mostrano chiaramente lo stato del manto stradale in diverse vie del centro, dove transenne e segnaletica temporanea cercano di tamponare, più che risolvere, il problema. In particolare, una profonda buca transennata su un attraversamento pedonale (visibile nella prima foto) rappresenta un serio rischio per i passanti, specialmente in zone ad alta frequentazione turistica.Non si tratta di casi isolati. Anche in altre aree del centro – come documentato nella seconda immagine – l'asfalto e la pavimentazione storica risultano visibilmente deteriorati, con rattoppi provvisori che spezzano la continuità delle antiche pietre e compromettono la sicurezza di pedoni, ciclisti e conducenti di scooter.I residenti e i commercianti denunciano da tempo una mancanza di interventi strutturali. «Le transenne rimangono per settimane, ma i lavori veri e propri non si vedono mai», racconta un abitante della zona. Intanto, Firenze si prepara alla stagione estiva con un centro storico che, al posto del consueto splendore rinascimentale, offre spesso ai visitatori un’immagine fatta di rattoppi, dislivelli e incuria.Serve un piano d’azione chiaro e immediato, che affronti il problema con interventi duraturi e non più con soluzioni tampone. La bellezza di Firenze merita di essere valorizzata anche – e soprattutto – attraverso una manutenzione urbana adeguata, che tuteli sia la sicurezza dei cittadini che il decoro di una delle città più amate al mondo.

Via Cavour ostaggio della paura: la città chiede aiuto

A Firenze un senzatetto armato semina il panico tra residenti e passanti. Esasperazione crescente, denunce inascoltate e una comunità che ora pretende risposte concrete dalle istituzioni

A Firenze, in una delle strade più centrali e frequentate della città, si sta vivendo da settimane una situazione sempre più grave e insostenibile. In via Cavour, un uomo senza fissa dimora è diventato il terrore dei passanti: ogni sera si aggira nei dintorni brandendo catene, un martello, e urlando frasi sconnesse mentre rincorre chiunque gli capiti a tiro. I racconti dei residenti, raccolti sui social, sono inquietanti: una giovane fiorentina ha denunciato di essere stata inseguita fin sotto casa, minacciata, e di vivere ormai in uno stato di paura costante.Le forze dell’ordine sono già intervenute più volte e conoscono il soggetto, che è stato arrestato e poi rilasciato. Ma la situazione, lontana dal migliorare, sembra peggiorare. Dopo la scarcerazione, l’uomo è tornato nella stessa zona e continua a comportarsi in modo aggressivo e potenzialmente pericoloso. La frustrazione tra gli abitanti cresce. Alcuni si dicono esasperati, altri hanno iniziato a organizzarsi da soli.Un gruppo di cittadini ha deciso di reagire, lanciando una raccolta firme e presentando nuovi esposti alle autorità. Hanno chiesto che venga installato un cancello di ferro per impedire l’accesso al fondo dove l’uomo solitamente dorme e si rifugia. La mobilitazione è partita anche sui social: l’account “Ilmondochevorrei_ofc” ha pubblicato un messaggio chiaro e determinato, annunciando l’intenzione di proseguire la battaglia con ogni mezzo lecito, pur di ripristinare condizioni di sicurezza nella zona.Quello che sta succedendo in via Cavour non è soltanto un problema di ordine pubblico, ma riflette una crisi più ampia. Da tempo Firenze si confronta con le difficoltà legate al disagio psichico e sociale di persone senza fissa dimora, spesso lasciate sole a vagare per le strade senza cure né supporto. Il confine tra abbandono sociale e rischio per l’incolumità pubblica si fa sempre più sottile, e quando questo confine viene superato, come in questo caso, la risposta delle istituzioni dovrebbe essere rapida ed efficace.I cittadini chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine, ma anche un intervento strutturato da parte dei servizi sociali. La persona in questione ha bisogno di essere seguita, aiutata, e inserita in un percorso di recupero o, se necessario, allontanata da contesti dove può diventare un pericolo. La città non può permettersi che situazioni del genere degenerino in tragedie annunciate. Non è solo una questione di sicurezza, ma anche di dignità, per chi vive in strada e per chi ogni giorno cerca di vivere serenamente il proprio quartiere.Oggi, via Cavour è un simbolo di questo scontro silenzioso tra paura e inazione. E a gridare aiuto non sono solo le vittime dirette, ma una comunità intera che chiede di essere ascoltata. Prima che sia troppo tardi.

Edin Dzeko è arrivato al Viola Park

Il nuovo attaccante della Fiorentina ha fatto visita al centro sportivo

Edin Dzeko è arrivato al Viola Park. L'attaccante bosniaco si prepara a sbarcare alla Fiorentina dopo aver giocato l'ultima stagione con i turchi del Fenerbahçe agli ordini di José Mourinho.

''A CHE PUNTO SIAMO'' - Il Mercato di Sant’Ambrogio e la "nuova" copertura: una riqualificazione che lascia a desiderare

La nuova copertura in plexiglass, completata solo di recente, è già al centro delle critiche da parte di cittadini

A quasi un anno dall’inizio del cantiere, partito ad agosto 2024, la tanto attesa riqualificazione della tettoia esterna del mercato di Sant’Ambrogio si è rivelata, a giudicare dai risultati, un’occasione sprecata.La nuova copertura in plexiglass, completata solo di recente, è già al centro delle critiche da parte di cittadini, commercianti e frequentatori del mercato. La struttura, come si vede chiaramente nella foto scattata nei pressi dell’area rinnovata, appare poco funzionale e inadeguata rispetto alle reali esigenze di un mercato storico e vivo come quello di Sant’Ambrogio.Il plexiglass, materiale scelto per coprire l’area, non solo lascia passare gran parte del calore, rendendo gli spazi soffocanti nelle ore più calde, ma è affiancato da un telo giallastro dall’aspetto provvisorio, poco teso e già deformato. Il risultato è una copertura irregolare, antiestetica e potenzialmente inefficace in caso di pioggia battente o vento forte.A peggiorare la situazione, l’area sottostante resta scarsamente ombreggiata, rendendo difficile la permanenza dei banchi alimentari e dei clienti durante le ore centrali del giorno. Alcuni operatori lamentano inoltre infiltrazioni d'acqua già notate con le prime piogge e una sensazione generale di degrado, più che di riqualificazione.Non meno discutibile è l’impatto visivo complessivo: l’intervento sembra mancare completamente di armonia con l’identità storica e architettonica del quartiere. In un’area come Sant’Ambrogio, che vive della sua autenticità e del rapporto quotidiano tra persone e mercato, l’aspetto estetico non può essere considerato secondario.A fronte di mesi di cantiere, disagi per gli operatori e risorse pubbliche investite, ci si chiede se questo fosse davvero il meglio che si potesse fare. I residenti iniziano a farsi sentire, così come le associazioni di quartiere: si chiede trasparenza, rendicontazione delle spese, e soprattutto un ripensamento del progetto.In un momento in cui Firenze cerca di bilanciare turismo e vivibilità locale, interventi come questo rischiano di minare proprio quelle realtà popolari e identitarie che rendono unica la città.

Calcio Storico Fiorentino, i Rossi dominano gli Azzurri: 16 cacce e mezza a 6, battaglia e spettacolo in Santa Croce

Il 24 giugno la finale contro la vincente tra Bianchi-Verdi

È stata una vera e propria battaglia, come da tradizione. Il campo di Piazza Santa Croce ha tremato sotto i colpi del Calcio Storico Fiorentino, che ha visto affrontarsi i Rossi di Santa Maria Novella contro gli Azzurri di Santa Croce in una semifinale infuocata. Il tabellino parla chiaro: 16 cacce e mezza per i Rossi contro le 6 messe a segno dagli Azzurri, in un match ricco di azione, espulsioni e momenti ad alta tensione.L'avvio esplosivo dei RossiLa partita si è accesa sin dai primissimi minuti. Già al 2’ i Rossi passano in vantaggio con una caccia fulminea, seguita da altre due realizzazioni al 5’ e all’8’, dimostrando una superiorità fisica e tattica evidente. Al 10’ arriva la quarta marcatura, e al 13’ la quinta. Un ritmo forsennato che ha lasciato poco respiro agli Azzurri, colpiti da una vera e propria raffica rossa.Reazione azzurra e caos in campoGli Azzurri riescono a interrompere l'emorragia al 17’ con la loro prima caccia, ma i Rossi rispondono subito con altre due marcature al 19’ e 20’. Da lì in poi, la tensione esplode: ben tre giocatori azzurri espulsi, di cui uno addirittura portato via in barella. Un'altra espulsione, con cartellino rosso, aggrava ulteriormente la situazione della formazione di Santa Croce.Un finale combattuto ma segnatoIl match prosegue su ritmi altissimi, con altre cacce messe a segno in rapida successione. I Rossi non rallentano mai: segnano al 23’, 27’, 31’, 34’, 35’ (in uno scontro quasi caotico), 36’, 40’, 44’ e infine al 49’, chiudendo con autorità e spettacolo.Gli Azzurri provano a rimanere agganciati con marcature al 25’, 26’, 41’, 45’ e 47’, ma la differenza fisica, numerica e tecnica è troppo ampia.Il punteggio finaleRossi 16 cacce e mezzo – Azzurri 6: un risultato che non lascia spazio a dubbi. La formazione di Santa Maria Novella vola in finale con la determinazione di chi punta dritto al trofeo.Un’edizione all’insegna del cuore e della tradizioneNon sono mancate, come sempre, le immagini forti, le botte, il sangue e l’onore. Il Calcio Storico resta fedele alla sua essenza: uno sport unico al mondo, dove coraggio, appartenenza e spirito di quartiere si fondono in una sfida senza compromessi.I Rossi esultano, gli Azzurri si leccano le ferite. La finale si avvicina, e Firenze si prepara a un nuovo capitolo della sua storia secolare.

Firenze, Lungarni del Tempio soffocati dalla polvere: disagi e proteste per i lavori della tramvia

L'ironia dei fiorentini: “Non voglio alzare un POLVERONE però...”

I lavori per la linea della tramvia stanno procedendo lungo i Lungarni del Tempio, ma con essi crescono anche i disagi per residenti e pendolari. Non si tratta solo di rallentamenti alla viabilità o deviazioni improvvise: a sollevare proteste è anche la quantità di polvere sollevata quotidianamente dal passaggio di auto, scooter e autobus sul manto stradale provvisorio.Nelle ultime ore, sono circolati video sui social che hanno mostrato chiaramente la situazione: motociclisti costretti a viaggiare in una nube biancastra, visibilità ridotta e finestre dei veicoli chiuse per evitare di respirare polveri. I fiorentini, come sempre, ci scherzano su commentando il disagio con la scritta: "Non voglio alzare un POLVERONE però...". I tratti interessati sono quelli tra Lungarno Colombo e Lungarno del Tempio, dove i cantieri hanno ristretto la carreggiata e rimosso l’asfalto, lasciando una superficie in ghiaia e sabbia. Il risultato è una coltre di polvere che si alza a ogni passaggio, aggravata in questi giorni da condizioni meteo secche e assenza di pulizie mirate o interventi di bagnatura del suolo.Oltre al disagio per chi guida o cammina lungo questi tratti, c'è anche una questione sanitaria. Polveri sottili e detriti nell'aria possono avere effetti negativi su chi soffre di asma o patologie respiratorie, senza contare il fastidio generale per chi abita nei palazzi affacciati sul cantiere.In attesa del completamento dei lavori – che secondo il cronoprogramma dovrebbe arrivare entro il 2026 – molti chiedono che almeno vengano adottate misure temporanee: utilizzo regolare di autobotti per bagnare il suolo, pulizia meccanizzata più frequente e un controllo più attento dell’impatto ambientale del cantiere.Insomma, noi di Firenzedintorni.it non vogliamo alzare un polverone, però... 

Il tempo passa, le Cascine no: degrado e sporcizia all'ordine del giorno

Possibile non ci sia una soluzione concreta?

A distanza di quasi un anno dall’ultimo grido d’allarme, nulla è cambiato al Parco delle Cascine. O meglio: è cambiato in peggio. Quello che dovrebbe essere il polmone verde della città, simbolo storico e culturale di Firenze, continua a versare in uno stato di abbandono, incuria e degrado che ormai non sorprende più nessuno. I problemi sono sempre gli stessi, solo più evidenti.Passeggiare alle Cascine significa, ancora oggi, imbattersi in siringhe abbandonate, resti di bivacchi, sporcizia e atti di microcriminalità. In alcune zone del parco, soprattutto nelle ore serali, la percezione di insicurezza è altissima. Residenti e frequentatori parlano apertamente di un’area “persa”, dove droga e degrado dettano legge.Numerose le segnalazioni di cittadini, comitati e associazioni che chiedono interventi concreti. Ma le risposte istituzionali – quando arrivano – sembrano parziali e temporanee, incapaci di scalfire un problema ormai strutturale.Un anno fa si parlava di un piano di riqualificazione, di maggiori controlli, di un rilancio del parco in chiave culturale e sportiva. Ma quei buoni propositi sono rimasti sulla carta. I pochi interventi messi in campo – più telecamere, qualche pattuglia in più – si sono rivelati insufficienti. E nel frattempo, le Cascine sono rimaste prigioniere di spaccio, marginalità e trascuratezza.Il parco delle Cascine non è solo un’area verde. È un luogo che appartiene alla storia di Firenze, teatro di eventi, sport, vita sociale. Eppure, oggi, rappresenta una ferita aperta nel tessuto urbano. Una zona che molti evitano, che pochi difendono davvero, e che – di fatto – continua a peggiorare giorno dopo giorno.«Ci avevano promesso una rinascita, ma è tutto come prima. Anzi, peggio», racconta un anziano residente della zona. «Qui si vive nel timore, anche di giorno. I turisti ci passano raramente e chi abita vicino cerca di starne lontano».I comitati di quartiere chiedono l’intervento deciso delle istituzioni: più presidio fisso, una vera politica sociale e una progettualità a lungo termine. Ma, finora, è mancata una visione organica. Si rincorrono emergenze, senza affrontare la questione alla radice.Possibile non ci sia una soluzione concreta?

La Roma vuole Robin Gosens: tutto dipende dall'Arabia

La Fiorentina rischia di perdere il tedesco?

La Roma vuole Robin Gosens e il pericolo arriva dall'Arabia. L’Al-Hilal allenato da Simone Inzaghi avrebbe messo gli occhi su Angelino, terzino spagnolo attualmente in forza alla Roma. L’ex Lipsia rappresenterebbe una valida alternativa a Theo Hernandez, obiettivo primario del club saudita.Nel caso in cui Angelino dovesse lasciare la Capitale, la Roma starebbe valutando diversi profili per la corsia sinistra. Tra i nomi in cima alla lista c'è quello di Robin Gosens, attualmente alla Fiorentina ma ben noto a Gian Piero Gasperini, che lo ha allenato ai tempi dell’Atalanta. L'esterno tedesco piace molto anche per la sua esperienza e capacità di adattarsi a diversi moduli tattici.Adesso c'è da capire cosa farà la Fiorentina, in attesa di capire chi sarà il nuovo allenatore. 

Le Cure, la stazione dimenticata: tra atti vandalici e segnaletica danneggiata

“È un peccato vedere un luogo così importante per il nostro quartiere ridotto in queste condizioni”

Un tempo simbolo di connessione e servizio per il quartiere, oggi la stazione ferroviaria di Piazza delle Cure si presenta in uno stato di grave abbandono e degrado. Le immagini parlano da sole: cartelli imbrattati, indicazioni illeggibili, atti vandalici e strutture danneggiate.Il cartello principale che indica "LE CURE" è stato completamente deturpato da scritte spray, rendendo difficile l'identificazione del luogo per chi non conosce la zona. Anche il cartello di “uscita” è stato coperto da graffiti neri, privandolo della sua funzione informativa. Non va meglio per le attrezzature di servizio: una colonnina, probabilmente un vecchio obliteratore o dispositivo di controllo accessi, è stata vandalizzata e imbrattata con vernice, risultando ormai inutilizzabile.Non si tratta solo di un problema estetico, ma di sicurezza e funzionalità. La mancanza di manutenzione e la presenza costante di graffiti alimentano una percezione di trascuratezza e possono scoraggiare residenti e turisti dal frequentare l’area.Molti cittadini si chiedono dove siano gli interventi delle istituzioni. «È un peccato vedere un luogo così importante per il nostro quartiere ridotto in queste condizioni», commenta un abitante della zona. «Servono più controlli e un piano di riqualificazione urgente».La situazione a Piazza delle Cure è purtroppo solo uno dei tanti esempi di spazi pubblici lasciati alla mercé dell’incuria e del vandalismo. Un tema che merita attenzione da parte delle autorità comunali e delle ferrovie, affinché questi luoghi possano tornare ad essere accoglienti, sicuri e decorosi.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Mercato di Sant’Ambrogio, 9 mesi dopo l’inizio dei lavori: i commercianti resistono, ma il cantiere pesa

La foto scattata proprio in questi giorni documenta una realtà che molti residenti e commercianti conoscono fin troppo bene: l’intervento è tutt’altro che concluso

Sono passati nove mesi dall’avvio del cantiere al mercato di Sant’Ambrogio, cuore pulsante della vita quotidiana e commerciale del quartiere. Nonostante le promesse iniziali di un intervento rapido, oggi la zona si presenta ancora transennata, con barriere arancioni che tagliano l’accesso a parte dell’area, segnaletica di divieto e cartelli di cantiere che continuano a raccontare di “lavori in corso”.La foto scattata proprio in questi giorni documenta una realtà che molti residenti e commercianti conoscono fin troppo bene: l’intervento è tutt’altro che concluso. Il cantiere – avviato per la riqualificazione degli spazi e la messa in sicurezza della struttura – si trascina con ritardi evidenti, mentre i banchi del mercato cercano di mantenere viva l’attività tra mille difficoltà logistiche.«Lavoriamo, ma in mezzo a mille ostacoli», racconta un commerciante storico del mercato. «I clienti ci sono, ma raggiungerci è complicato, molti si scoraggiano. E l’estate, con il caldo e i disagi, non aiuta». C’è chi si lamenta per la segnaletica poco chiara, chi per la mancanza di parcheggi, chi ancora per l’assenza di informazioni certe sulle tempistiche.Il mercato, da sempre uno dei poli gastronomici e sociali più vivaci di Firenze, sta vivendo una fase difficile, ma non manca la determinazione. «Resistiamo – dicono molti – ma ci auguriamo che il Comune dia presto segnali concreti di accelerazione».Secondo quanto indicato nel cartello esposto, i lavori dovrebbero garantire una maggiore funzionalità e sicurezza dell’intera area mercatale, ma senza aggiornamenti ufficiali recenti, l'incertezza regna sovrana.Nel frattempo, chi frequenta Sant’Ambrogio continua a trovare la qualità e la passione di sempre tra i banchi, anche se circondati da reti arancioni. Una dimostrazione concreta di come, anche in mezzo alle difficoltà, la Firenze autentica non si ferma.

Fiorentina, salgono le quotazioni di Gilardino per la panchina: primi contatti

Con lui Gudmundsson sarebbe al centro del progetto

Le quotazioni di Alberto Gilardino per la panchina della Fiorentina continuano a salire. Secondo Sky Sport, attraverso i canali social di Gianluca Di Marzio, ha confermato che l’ex attaccante della Nazionale e della Fiorentina è entrato concretamente nella lista dei possibili sostituti di Raffaele Palladino.Accanto ai nomi già noti di Stefano Pioli e Francesco Farioli, segnalati da tempo come profili valutati dalla dirigenza viola, ora anche quello di Gilardino va considerato con attenzione. Il tecnico ha chiuso un’ottima stagione sulla panchina del Genoa, dimostrando capacità di gestione e valorizzazione della rosa, tra cui spicca proprio Albert Gudmundsson, giocatore su cui la Fiorentina dovrà presto decidere se esercitare il riscatto.Secondo quanto sottolineato da Di Marzio, uno dei punti di forza di Gilardino è proprio il suo legame con la piazza di Firenze. Un passato da giocatore amato e rispettato, un carattere equilibrato, un’identità di gioco chiara: tutti elementi che fanno dell’ex bomber una candidatura credibile e ben vista anche dall’ambiente.La corsa alla panchina viola resta aperta, ma il nome di Gilardino è ora in piena ascesa. E, con l’allenatore, si deciderà anche molto del futuro mercato gigliato.

Tra Baroni e Pioli, spunta il caso Gudmundsson: cosa fare con il numero 10?

La Fiorentina riflette sul suo riscatto

La settimana appena iniziata è decisiva per il futuro della Fiorentina. Il club deve scegliere il nuovo allenatore che sostituirà Palladino, una decisione che influenzerà profondamente il progetto per la stagione 2025-26, già avviato con il rinnovo triennale di De Gea.Due nomi in cima alla lista sono Stefano Pioli e Marco Baroni, entrambi ritenuti adatti per rilanciare le ambizioni della squadra e superare un periodo difficile segnato da tensioni e insoddisfazioni. Pioli sembra favorito, ma si attende la rescissione del contratto tra Baroni e la Lazio. Altri profili, come De Rossi, Gilardino e Farioli, restano comunque monitorati.In parallelo, è legata a questa scelta anche la decisione sul riscatto di Albert Gudmundsson (17,5 milioni), attuale numero 10. La sua permanenza è considerata fondamentale e molto probabile, dato che qualsiasi allenatore vorrà ripartire da un talento come il suo. La Fiorentina dovrà quindi decidere a breve anche sul suo futuro, per costruire una squadra competitiva e ambiziosa

Fumi tossici, accampamenti nascosti e silenzio delle autorità: la ferita aperta tra Mensola e via della Torre

“Se io sbaglio qualcosa, dopo cinque minuti ho i vigili sotto casa” dice amaramente un residente

Da oltre un anno, una situazione di degrado urbano sta generando crescente preoccupazione tra i residenti di una zona situata tra il Parco del Mensola e l’area militare sportiva visibile dalla strada, non lontano da via della Torre. In questa zona, un gruppo di persone – identificate come raccoglitori di metalli e cavi elettrici, noti anche come "rondi" – ha dato vita a un accampamento abusivo che, secondo i cittadini, esiste ormai da troppo tempo senza alcun tipo di intervento risolutivo da parte delle autorità.L’area, già in passato teatro di occupazioni, è vicina al cosiddetto “deposito carburante" (presumibilmente un vecchio magazzino dismesso), lo stesso che solo dopo anni è stato sgomberato e parzialmente riqualificato grazie a un intervento del Ministero. Il cartello dei lavori è ancora appeso, testimonianza di una bonifica avviata ma non pienamente conclusa.Oggi, però, l’attenzione si concentra su un altro punto poco distante: un nuovo insediamento abusivo nascosto all’interno di un boschetto, tra il parco e la struttura militare. I residenti raccontano che, inizialmente, era possibile vedere chiaramente l’interno dell’accampamento e l’accumulo di rifiuti; ora invece l’area è stata circondata da teli e strutture di fortuna, al punto da sembrare un campeggio autorizzato. Una mimetizzazione che rende ancora più difficile capire cosa accada realmente al suo interno.Le preoccupazioni maggiori riguardano le condizioni igienico-sanitarie e ambientali. “Stanno bruciando qualsiasi cosa – plastica, cavi, ferro – per recuperare metalli”, afferma un residente. Un'attività che non solo produce fumi tossici, ma potrebbe anche inquinare la falda acquifera sottostante, considerando la vicinanza alla vegetazione e alla zona umida del parco.A peggiorare ulteriormente il quadro, si aggiunge la presenza di spacciatori segnalati all’interno del parco del Mensola, rendendo insicura una zona che avrebbe invece tutte le potenzialità per essere un luogo di svago e natura per famiglie, sportivi e cittadini.“Se io sbaglio qualcosa, dopo cinque minuti ho i vigili sotto casa – dice amaramente un residente – mentre lì continua tutto come se nulla fosse”. Un sentimento diffuso di impotenza e frustrazione, che chiede risposte concrete, non solo sul piano della legalità, ma anche su quello della salute pubblica e del rispetto degli spazi comuni.

“A CHE PUNTO SIAMO” - Il pallone fermo da sei mesi: chi restituirà il gioco ai ragazzi del Gignoro?

La foto sembra la stessa, ma non lo è. Purtroppo...

“Guarda che bella giornata, non stare davanti alla televisione!” dicevano i genitori. Ma oggi, nel quartiere di Via del Gignoro, quella frase è diventata un paradosso doloroso. Perché dopo sei mesi dalla nostra prima denuncia, nulla è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata.Il campetto, che una volta era un rifugio per i bambini del quartiere, resta in uno stato di abbandono totale. La rete è completamente divelta, il terreno è sempre più impraticabile, i pali arrugginiti sembrano pronti a cadere da un momento all’altro. Le erbacce hanno preso il posto dei sogni, e il silenzio ha sostituito le risate. Nessun intervento, nessun progetto di riqualificazione, nessuna risposta dalle istituzioni.Nel frattempo, il degrado ha fatto il suo corso. Alcuni residenti segnalano che il campetto viene utilizzato come punto di ritrovo da gruppi giovanili che, senza alternative, finiscono per scivolare in dinamiche di microcriminalità. Le segnalazioni si sono moltiplicate: furti, atti vandalici, spaccio. I controlli delle forze dell’ordine? Ancora inesistenti. Le promesse di ascolto e intervento? Mai arrivate.Cos’altro deve accadere prima che qualcuno si prenda le proprie responsabilità?Il campetto del Gignoro è il simbolo di una generazione dimenticata, ma anche dell’indifferenza con cui viene trattata la periferia urbana. Non servono grandi opere: basta la volontà politica e un minimo di investimento per restituire uno spazio sicuro e vivo ai giovani del quartiere.Sei mesi fa chiedevamo attenzione. Oggi chiediamo conto.Firenzedintorni.it continuerà a denunciare il silenzio delle istituzioni, finché quel pallone non potrà tornare a rotolare.

Fortezza da Basso, tra storia e degrado: angoli dimenticati nel cuore di Firenze

La domanda sorge spontanea: com'è possibile che un luogo così centrale e carico di significato sia lasciato in queste condizioni?

Nel cuore di Firenze, la Fortezza da Basso rappresenta un simbolo architettonico e storico della città. Costruita nel XVI secolo, ospita oggi eventi di caratura internazionale come Pitti Uomo, ma basta allontanarsi di pochi metri dalle aree principali per scoprire una realtà completamente diversa. Le immagini scattate lungo il perimetro della Fortezza raccontano una storia fatta di incuria, con muri antichi soffocati dalla vegetazione, alberi secchi che sembrano abbandonati a sé stessi, e rifiuti che si accumulano indisturbati ai piedi delle mura.Le foto mostrano chiaramente uno stato di degrado visibile: rami secchi che si arrampicano lungo i bastioni, recinzioni piegate che delimitano zone interdette ma mai veramente protette, foglie morte mai rimosse e angoli trasformati in piccoli ricettacoli di sporcizia. È un contrasto stridente con il valore culturale del luogo, che dovrebbe essere non solo tutelato, ma anche vissuto e rispettato nella sua interezza. I cartelli di pericolo e i nastri segnaletici sembrano più un tentativo di contenere un problema già fuori controllo che una reale misura di sicurezza.La domanda sorge spontanea: com'è possibile che un luogo così centrale e carico di significato sia lasciato in queste condizioni? La Fortezza da Basso non è solo un contenitore di eventi, ma un bene pubblico, un frammento dell’identità fiorentina che merita attenzione costante. La cura degli spazi storici non può limitarsi alla superficie visibile ai turisti. Serve una strategia di manutenzione che parta dal basso, da quegli angoli nascosti dove oggi regna l’abbandono, affinché la Fortezza torni a essere davvero patrimonio vivo della città. 

“A CHE PUNTO SIAMO” - Segnali di ripresa sul cavalcavia di Piazza Alberti: ciclabile in arrivo e sicurezza sotto controllo

La situazione qualche mese dopo

Il cavalcavia di Piazza Alberti, snodo fondamentale per la mobilità fiorentina tra Campo di Marte e il centro città, mostra segnali di miglioramento dopo le preoccupazioni emerse nelle scorse settimane. Le transenne, ancora presenti in alcuni punti, delimitano aree sotto osservazione, ma i lavori proseguono con passo costante e con qualche buona notizia per i residenti e i ciclisti. Una delle novità più visibili è l’avvio della costruzione di una nuova pista ciclabile lungo il tratto che costeggia il cavalcavia. Si tratta di un intervento atteso da tempo, che punta a migliorare la sicurezza e la mobilità sostenibile in una zona da sempre trafficata e poco adatta alla circolazione in bicicletta. I lavori sono già in corso, con segnaletica provvisoria e operai al lavoro, e si prevede che il percorso ciclopedonale sarà completato entro l’estate. Rimane l’area transennata sotto il ponte, dove erano state segnalate crepe e la caduta di piccoli calcinacci. Tuttavia, secondo quanto comunicato da Palazzo Vecchio, la situazione è monitorata costantemente e non desta particolari allarmi. I tecnici del Comune continuano a effettuare controlli periodici per garantire la piena sicurezza della struttura, confermando che non ci sono rischi immediati per la viabilità.In sintesi, seppur il cantiere resti aperto e il cavalcavia non sia ancora completamente libero da transenne, i segnali di miglioramento sono evidenti. L’ampliamento dell’infrastruttura ciclabile rappresenta un passo in avanti verso una mobilità più moderna e sicura, mentre l’attenzione dell’amministrazione ai piccoli ma significativi dettagli quotidiani – come l’illuminazione – è un segnale positivo che i cittadini accolgono con favore.Firenzedintorni.it continuerà a seguire gli sviluppi, mantenendo alta l’attenzione su questo come su altri luoghi della città. Perché ogni angolo di Firenze merita di essere raccontato.

Rosso fisso, pazienza a zero: il semaforo che fa impazzire via Alderotti

Careggi ostaggio di un semaforo

Da giorni via Taddeo Alderotti, una delle arterie principali di collegamento con l’ospedale di Careggi, è teatro di una situazione al limite del paradossale. Un semaforo temporaneo, installato per regolare il traffico veicolare in corrispondenza di un cantiere stradale, resta inspiegabilmente fisso sul rosso, mandando in tilt la circolazione e seminando confusione tra gli automobilisti.Il dispositivo, che dovrebbe garantire il passaggio alternato dei veicoli lungo un tratto a senso unico provvisorio, non cambia mai colore. Il risultato è un blocco continuo della circolazione, con auto che si fermano a lungo senza sapere quando proseguire, fino a quando uno dei conducenti decide arbitrariamente di avanzare. Non mancano clacson, litigi e situazioni di potenziale pericolo.Fortunatamente, una corsia riservata consente il transito dei mezzi di emergenza diretti all’ospedale di Careggi. In caso contrario, il rischio di ritardi nei soccorsi sarebbe stato altissimo. Ma la tensione tra gli automobilisti cresce, aggravata dall’assenza di vigili o personale addetto alla regolazione del traffico.In mancanza di risposte da parte delle autorità, alcuni residenti hanno affisso un cartello fai-da-te nei pressi del semaforo con la scritta: “Semaforo rotto – passare con prudenza”. Un segnale improvvisato, ma ormai necessario per evitare il caos totale.La situazione è particolarmente difficile anche per gli abitanti della zona, in particolare per gli studenti universitari. “Il clacson è diventato la colonna sonora delle nostre giornate. È impossibile studiare o lavorare da casa”, racconta una giovane residente.Il cantiere, che avrebbe dovuto essere una presenza temporanea, continua invece a occupare parte della carreggiata senza che si intravedano miglioramenti. Intanto, la strada resta ostaggio di un semaforo bloccato e dell’indifferenza amministrativa.I cittadini chiedono un intervento immediato: non solo per il traffico, ma per garantire la sicurezza e la vivibilità in una via cruciale per l’accesso a uno dei più importanti poli ospedalieri della città.

Firenze Manutenzioni, cinque anni di impegno costante e sempre al servizio della società

Nel corso degli anni, Firenze Manutenzioni ha continuato a distinguersi per prontezza ed efficacia

Sono trascorsi cinque anni da quando, nel pieno della pandemia da Covid-19, il Governo italiano, sotto la guida dell’allora Presidente del Consiglio Antonio Conte, emanava un decreto che identificava le attività strategiche per il Paese. Tra queste, le imprese con Codice ATECO 432202, ovvero quelle specializzate in interventi e riparazioni su condotte del gas, furono precettate per garantire la continuità dei servizi essenziali.Firenze Manutenzioni fu tra le realtà che risposero immediatamente alla chiamata, mobilitando personale tecnico specializzato, attrezzature sofisticate, maschere protettive e visori notturni, per individuare e riparare tempestivamente le fughe di gas anche nelle condizioni più estreme.Nel corso del 2020, gli operatori si trovarono spesso a intervenire in contesti complessi, come condomini dove, in parallelo, i volontari della Misericordia prelevavano malati di Covid-19. Nonostante le difficoltà, l’azienda mantenne alto il livello di operatività, portando avanti la propria missione senza esitazioni.Nel corso degli anni, Firenze Manutenzioni ha continuato a distinguersi per prontezza ed efficacia. Un esempio significativo fu l’intervento in Piazza della Libertà, quando una ruspa danneggiò una tubazione del gas ad alta pressione. Anche in quell’occasione, l’azienda fiorentina intervenne rapidamente e con mezzi adeguati, ripristinando la sicurezza in tempi record.Oggi, l’impresa è riconosciuta come operatore qualificato da Toscana Energia, Italgas e Snam Rete Gas, e continua a garantire un servizio attivo H24, tutti i giorni dell’anno, per la gestione di emergenze legate alle fughe di gas sia su strada che nei condomini. Il personale, altamente formato e sempre aggiornato, rappresenta un punto di riferimento per la sicurezza energetica del territorio.Cinque anni dopo quei momenti critici, Firenze Manutenzioni conferma con orgoglio il proprio ruolo: una realtà strategica, sempre pronta a intervenire per la sicurezza e il benessere della comunità fiorentina.

Giardino di via Galliano ancora chiuso e in degrado. Quando a rimetterci sono i bambini

Cresce la rabbia dei residenti

A distanza di due mesi dal sopralluogo effettuato dalla Polizia Municipale e dai Vigili del Fuoco presso l’immobile INPS all’angolo tra via Toselli e via Galliano, la situazione dell’adiacente giardino pubblico resta drammaticamente invariata: chiuso, abbandonato e in stato di completo degrado.Il sopralluogo, avvenuto nel marzo scorso nell’ambito delle attività coordinate dal Cosp in risposta alle numerose segnalazioni del Quartiere 1 e dell’Amministrazione Comunale, aveva evidenziato la pericolosità dei ponteggi presenti sull’edificio INPS, lasciati da anni in uno stato di totale abbandono. A seguito delle verifiche, i Vigili del Fuoco hanno disposto la chiusura immediata del giardino per motivi di sicurezza.Un parco ostaggio del degradoOggi, nel pieno della primavera, quel giardino dovrebbe essere un luogo di ritrovo per famiglie, bambini e anziani del quartiere. Invece, come mostrano le immagini scattate a maggio, l’area verde si presenta in condizioni disastrose: erba alta, giochi per bambini inutilizzabili, rifiuti e vegetazione incontrollata. Panchine e tavoli restano inutilizzati dietro la recinzione, mentre il piccolo scivolo rosso-blu si deteriora sotto il sole e le intemperie, immerso in un contesto di totale abbandono.Un silenzio che pesaNonostante Palazzo Vecchio avesse annunciato l’intenzione di intimare alla proprietà dell’immobile di mettere in sicurezza i ponteggi come richiesto dai Vigili del Fuoco, ad oggi non risulta alcun intervento concreto. La cittadinanza, intanto, continua a chiedere risposte. “È inaccettabile che uno spazio pubblico venga chiuso per mesi senza che si muova nulla – commenta una residente – questo giardino è uno dei pochi polmoni verdi del quartiere, e vederlo in queste condizioni fa male.”La richiesta di intervento immediatoDal Quartiere 1 si rinnova l’appello all’Amministrazione affinché si sblocchi la situazione al più presto. La speranza è che la proprietà dell’edificio INPS si attivi in tempi rapidi per adempiere alle prescrizioni, consentendo così la riapertura dell’area verde.Nel frattempo, i cittadini continuano a guardare attraverso la recinzione, chiedendosi quando potranno tornare a usufruire di uno spazio che dovrebbe essere sinonimo di comunità e benessere, e non di incuria e abbandono.

Una vasca lunga 12 ore per la ricerca: a Tavarnuzze si nuota con il cuore per la lotta alla CMT

In acqua, ogni goccia conta. E domenica 18 maggio, a Tavarnuzze, si nuota insieme per un futuro migliore

Una giornata di sport, solidarietà e ricerca scientifica si prepara a prendere il largo domenica 18 maggio alla Piscina Zodiac di Tavarnuzze, dove dalle ore 9 alle 21 si terrà “Swim4CMT”, una maratona di nuoto benefica che promette di trasformare ogni bracciata in un passo verso la speranza.L’evento, organizzato dal Gruppo CMT in collaborazione con Rari Nantes Florentia, nasce con l’obiettivo di raccogliere fondi per AIGEM – Associazione Italiana Genetica Medica Onlus, impegnata nello studio delle neuropatie ereditarie tipo Charcot-Marie-Tooth (CMT), una rara malattia neurogena che colpisce progressivamente i muscoli di arti superiori e inferiori, compromettendo in maniera grave la mobilità e la qualità della vita.Questa mattina si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa presso la Terrazza Rarini, sede di Rari Nantes Florentia in Lungarno Ferrucci 24 a Firenze. Presenti il presidente della Rari Nantes Florentia Andrea Pieri, Fausto Birigazzi, presidente Gruppo CMT e Letizia Perini, assessora allo sport di Firenze. Quest'ultima ha commentato così l'evento: "Siamo contenti che ci sia questa iniziativa. Il senso è quello di mettersi insieme per supportare la ricerca in ogni modo. Servono dei finanziamenti è chiaro e quindi, avere a Firenze una realtà come questa per raccogliere fondi credo sia davvero importante". L’incontro inoltre, ha rappresentato un’importante occasione per illustrare alla stampa e al pubblico le finalità del progetto e le modalità di partecipazione alla maratona solidale.L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico – Regione Toscana, del Comune di Impruneta, della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico – Delegazione Toscana, oltre che del Forum Toscano Associazioni Malattie Rare e dell’Associazione Nazionale Stelle Palme e Collari d’Oro al Merito del CONI e del CIP.Non serve essere nuotatori esperti per partecipare: ci si può tuffare con braccioli, ciambelle o materassini. L’unica vera regola? Non lasciare mai la piscina vuota. Ogni partecipante darà il suo contributo alla “catena umana d’acqua” che per dodici ore non si interromperà mai, in un simbolico abbraccio solidale alla causa.L’intero ricavato, derivante da una donazione minima di 10 euro (5 per i bambini), sarà devoluto a sostegno di un importante progetto di ricerca portato avanti dal team di genetisti dell’Ospedale San Martino di Genova, coordinati dalla professoressa Paola Mandich, dalla dottoressa Emiliana Bellone e dal dottor Alessandro Geroldi.Il progetto in questione punta a investigare il ruolo di un gene recentemente identificato nella regolazione della mielinizzazione, processo cruciale per la trasmissione degli impulsi nervosi, e fortemente compromesso nei pazienti affetti da CMT.Alle ore 15 è prevista una presentazione dell’iniziativa e dei suoi obiettivi scientifici direttamente da parte dei ricercatori di AIGEM, per approfondire il legame tra sport, salute e progresso medico. Un momento significativo che sancirà il cuore pulsante di questa giornata: la consapevolezza che anche un piccolo gesto, come nuotare una vasca, può contribuire a cambiare la vita di tante persone. Fondamentale il supporto della Rari Nantes Florentia, che ha messo a disposizione spazi e servizi, e il contributo di partner come Officina Artigiana Fossi Srl, Fondazione Confcommercio Toscana Onlus, emm&mme Informatica e Radio Bruno, media partner dell’iniziativa.L’invito è aperto a tutti: famiglie, sportivi, bambini, curiosi. Per iscriversi o per sostenere la causa con una donazione, è possibile consultare il sito www.gruppocmt.it. Chi desideri sostenere la ricerca scientifica sulle neuropatie tipo Charcot – Marie – Tooth può inviare uncontributo con un bonifico intestato a:AIGEM Associazione Italiana Genetica Medica ONLUS - C.F. 95115850109IBAN: IT58M0324202802CC1044020679

“A CHE PUNTO SIAMO” - Via Masaccio, dieci mesi dopo: stesso cantiere, stesso disagio, indirizzo diverso

I lavori servono, nessuno lo mette in dubbio. Ma anche il diritto a una mobilità vivibile meriterebbe, forse, la stessa attenzione

Dieci mesi fa vi raccontavamo l’avvio dei lavori di rinnovo della rete idrica in Viale Mazzini, angolo Via Masaccio. Era il 1° luglio 2024, e Publiacqua annunciava con precisione tempi e modalità: due mesi per completare la prima fase. Ebbene, i tempi sono stati rispettati. Ma oggi, maggio 2025, il cantiere non è scomparso: si è solo spostato.Attualmente i lavori insistono su Via Masaccio, all’altezza dell’incrocio con Via degli Artisti. È come se il cantiere avesse intrapreso una lenta marcia lungo la via, trascinandosi dietro tutte le criticità già vissute mesi fa: chiusure parziali della strada, deviazioni obbligatorie, parcheggi sottratti ai residenti (altri 15-20 stalli in meno), e la consueta difficoltà per chi si muove in auto nella zona.È giusto sottolinearlo: i lavori procedono secondo cronoprogramma, e questo va riconosciuto. Ma resta un dato evidente: la situazione di Via Masaccio continua ad essere critica.Le proteste dei residenti si sommano alla rassegnazione di chi, ormai, ha imparato a convivere con cantieri che sembrano parte del paesaggio urbano. Firenze e i cantieri: un duo indissolubile, una compagnia costante nella quotidianità cittadina.Nel frattempo, ci si chiede quanto ancora durerà questo intervento "a tappe", e se in futuro non si potrà pensare a una pianificazione che riduca l’impatto sulla viabilità e sulla vita di chi abita o lavora lungo queste arterie cruciali.I lavori servono, nessuno lo mette in dubbio. Ma anche il diritto a una mobilità vivibile meriterebbe, forse, la stessa attenzione.

Francesco Capecchi e Firenze Manutenzioni: l'importanza di fare del bene

La sua azienda, oltre a distinguersi per l’eccellenza e la serietà professionale, ha fatto della responsabilità sociale un punto fermo

In un’epoca in cui la solidarietà sembra spesso un valore da riscoprire, c’è chi, con discrezione e costanza, continua a farsi carico dei bisogni del territorio. È il caso di Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni, imprenditore dal cuore grande che, anche nei momenti più duri, non ha mai fatto mancare il suo sostegno a persone in difficoltà, enti e associazioni.La sua azienda, oltre a distinguersi per l’eccellenza e la serietà professionale, ha fatto della responsabilità sociale un punto fermo. Grazie anche al progetto del "bagno viaggiante", Firenze Manutenzioni ha saputo intervenire concretamente in numerose situazioni, sempre con spirito generoso e senso civico.Tra gli interventi più significativi spicca la realizzazione di quattro vasche presso il parcheggio dell’ospedale Meyer di Firenze, dove oggi trovano posto quattro opere dell’artista Tomaini. Sempre per il Meyer, negli anni, sono arrivate donazioni regolari a favore dei reparti pediatrici, confermando un legame speciale con l’ospedale dei bambini.Un altro fiore all’occhiello è stata la costruzione del “Giardino del Sorriso” a Reggello, uno spazio dedicato ai bambini con disabilità, all’interno dell’oratorio della Pieve di Cascia, pensato per regalare momenti di gioco, spensieratezza e inclusione.Durante l’emergenza Covid del 2020, Capecchi ha risposto prontamente con una donazione alla Croce Azzurra di Reggello, permettendo l’acquisto di un macchinario per ottenere risultati rapidi sui tamponi. Da allora il sostegno all’associazione non è mai mancato: tra gli interventi, l’acquisto di un mezzo 4x4 per affrontare gli incendi boschivi, e contributi annuali, come quello del 2025, destinato all'acquisto di uova di Pasqua per una lotteria benefica.Il Comune di Reggello è stato più volte al centro delle attenzioni solidali di Firenze Manutenzioni: dal sostegno alle feste dell’olio tra il 2021 e il 2022, alle donazioni natalizie per addobbi e regali ai bambini. Sempre a Reggello, l’azienda ha garantito per cinque anni consecutivi (dal 2020 al 2024) il proprio contributo per la tradizionale festa della Befana, regalando le calze ai più piccoli.Nel 2024 e 2025 l’impegno si è esteso anche alla Misericordia del Campo di Marte, con importanti fondi per la costruzione di nuovi studi medici, uno dei quali è stato intitolato a Gianfranco Capecchi e a Firenze Manutenzioni Srl, in segno di riconoscimento per l’instancabile sostegno al territorio.L’azienda ha inoltre offerto assistenza al gattile di Bagno a Ripoli, ha partecipato alla ricostruzione dell’opera vandalizzata a Piazzale Michelangelo, su iniziativa del Rotary Firenze, e ha contribuito all’acquisto di una sedia a rotelle per un missionario, grazie a una collaborazione con il Lions Club.Altri interventi significativi hanno incluso la manutenzione annuale del defibrillatore in Piazza Gualfredotto da Milano, il contributo alla cena solidale della Misericordia di Badia a Ripoli, il sostegno al Serafico di Assisi per bambini sordociechi per cinque anni consecutivi, e l’aiuto all’associazione Lesc Nayan. Questi sono solo alcuni degli interventi segnalati da Firenze Manutenzioni, realtà cresciuta anche grazie alla collaborazione con aziende altamente qualificate come Toscana Energia e, in particolare, Italgas. Proprio da quest’ultima è arrivato un modello di professionalità, serietà, affidabilità e dedizione al servizio degli altri, valori che oggi contraddistinguono il lavoro quotidiano svolto nel settore del gas, spesso in condizioni difficili e a rischio, sempre nell’interesse della collettività.

Alle Cure bruciano i libri, ma anche la dignità del quartiere

Lo stato di degrado del quartiere aumenta ogni giorno che passa

Nel cuore della notte, in un quartiere che dovrebbe profumare di libri e di pane fresco, il fuoco ha inghiottito – di nuovo – le pagine del sogno di Marco, il libraio senza dimora delle Cure. Non è la prima volta che accade: i suoi volumi usati, ordinati con cura su un banchetto che sapeva di cultura e resistenza, erano già stati dati alle fiamme mesi fa. Ora è successo ancora. Un gesto vile, reiterato, che puzza di odio e indifferenza. E che non colpisce solo un uomo, ma un’intera comunità ormai rassegnata a convivere con il degrado.Il quartiere delle Cure, uno dei più storici e popolari di Firenze, oggi si presenta come un luogo spaccato tra memoria e abbandono. Il sottopassaggio che collega i lati della piazza è un emblema del declino: sporco, maleodorante, privo d’illuminazione e ormai divenuto simbolo di insicurezza. Chi ci passa di notte racconta di ombre inquietanti e passi affrettati, spesso accompagnati dalla paura. Nessuna telecamera, nessuna presenza delle forze dell’ordine: solo degrado.«Dopo una certa ora non si vede anima viva, tranne gruppetti di ragazzi che bevono, urlano, si spintonano. A volte danno anche fastidio ai passanti», racconta Giorgio, residente da oltre trent’anni nella zona. «Qui una volta si viveva bene, adesso si ha paura anche solo di portare il cane fuori la sera. Nessuno controlla, nessuno interviene».Piazza delle Cure, un tempo salotto popolare della città, è oggi teatro di notti disturbate da schiamazzi, urla e comportamenti molesti. Le voci dei cittadini si fanno sentire, ma sembrano perdersi nel vuoto istituzionale. E mentre la vita notturna degenerata si prende la scena, i più fragili – come Marco – pagano il prezzo più alto.Non bastano le parole di solidarietà dopo l’ennesimo incendio. Serve una presa di posizione chiara: il Comune deve intervenire. Ripulire, sorvegliare, illuminare. Ridare dignità a un quartiere che chiede solo di tornare a essere vivo, ma in modo civile e sicuro.Perché se bruciano i libri e nessuno se ne accorge, allora il silenzio è complice.

“A CHE PUNTO SIAMO” - La stazione di Campo di Marte respira, ma i disagi non sono finiti

10 mesi dopo, la viabilità sembra migliorata nonostante il restringimento della carreggiata

Era luglio 2024 quando parlavamo di "Paradosso" e la stazione di Campo di Marte era un mix di caos e disorganizzazione. Sono serviti un po' di mesi, forse troppi, ma adesso la situazione è migliorata. I parcheggi a lisca di pesce non ci sono più: al loro posto, una carreggiata più libera e scorrevole. Questo ha portato a una sensibile riduzione dei posti auto, ma anche a un miglioramento della circolazione e a un ambiente urbano più ordinato e meno caotico.Una delle principali criticità segnalate lo scorso autunno riguardava la fermata dell’autobus numero 17, collocata proprio davanti alla stazione e sistematicamente bloccata da mezzi in doppia fila. Anche su questo fronte qualcosa è cambiato: la fermata è stata spostata su viale Mazzini, una zona che garantisce maggiore fluidità e meno possibilità di intralcio da parte delle auto. Una decisione che ha sollevato qualche mugugno tra i pendolari, ma che nel complesso ha contribuito a migliorare la viabilità.Rimangono però alcuni elementi di criticità. Da due mesi ha aperto un nuovo ostello nelle vicinanze della stazione, con un flusso costante di giovani viaggiatori. Questo ha portato a un aumento del traffico pedonale e a nuovi disagi legati soprattutto alla sosta momentanea dei pullman turistici, che spesso si fermano dove non dovrebbero e all'inquinamento acustico denunciato da diversi residenti. Nonostante ciò, la situazione generale rispetto ai primi mesi del cantiere è migliorata. La zona respira un’aria più vivibile, anche grazie alle nuove alberature e a un marciapiede che finalmente riesce ad accogliere degnamente i viaggiatori in arrivo. Rimane il tema della sosta, che per molti residenti e pendolari resta un problema non risolto. Ma almeno ora l’ordine urbano ha guadagnato qualche punto. Della serie, la speranza è l'ultima a morire. 

Ford Youth Academy: una giornata speciale da Autosas nel segno dei giovani e del futuro dell’automotive

Il commento di Francesco Falciani, direttore generale del Ford Store Autosas

"Insieme per il futuro delle nuove generazioni." Con questo slogan, il FordStore Autosas di via della Cupola 249, a Firenze, ha accolto i partecipanti al progetto Ford Youth Academy, l’iniziativa promossa da Ford Italia in collaborazione con alcuni dei suoi Ford Partner più rappresentativi, tra cui proprio Autosas. Oggi, infatti, è stato consegnato il diploma ai partecipanti del progetto.Un evento simbolico e concreto che ha segnato il culmine di un percorso formativo pensato per formare e valorizzare i giovani professionisti dell’officina di domani. La cerimonia ha visto la partecipazione degli studenti coinvolti, dei docenti, dei referenti della rete Ford e dello staff Autosas, tutti riuniti per celebrare un traguardo importante frutto di mesi di impegno, passione e collaborazione.Il progetto Ford Youth Academy: un ponte tra scuola e lavoroLanciata da Ford Italia, la Ford Youth Academy nasce con un obiettivo chiaro: colmare il divario tra il mondo della scuola e quello del lavoro, creando un ponte concreto tra formazione tecnica e occupazione qualificata nel settore dell’autoriparazione. Il progetto ha coinvolto 32 studenti in tutta Italia, selezionati in collaborazione con 14 scuole professionali e attraverso una rete di 14 Ford Partner, tra cui Autosas.I ragazzi hanno seguito un percorso strutturato che ha previsto sia formazione teorica in aula che attività pratiche in officina, ma non solo: il programma ha incluso anche momenti di orientamento e mentoring, con l’obiettivo di trasmettere competenze tecniche e valori aziendali, metodo e visione del lavoro.La giornata di consegna: un evento di crescita e condivisioneL’evento di lunedì 5 maggio ha preso il via con la presentazione ufficiale del progetto, alla presenza del direttore generale di Autosas Francesco Falciani, del responsabile vendite Gennaro Granato e del responsabile service Stefano Spagnolo. Proprio quest’ultimo ha approfondito i dettagli operativi dell’iniziativa, illustrando le opportunità offerte ai ragazzi, tra cui la possibilità di accedere a stage formativi all’interno delle officine Ford.Successivamente, è stata raccontata l’esperienza di una giornata tipo nel lato vendita, con focus sulla gestione del cliente, per offrire agli studenti una visione completa delle dinamiche che caratterizzano una realtà moderna e strutturata come quella di Autosas. Un altro momento significativo è stato quello dedicato al rapporto con il mondo della scuola, sottolineando quanto sia importante creare un dialogo continuo con gli istituti professionali per introdurre nuove leve nel settore.La cerimonia si è conclusa con la divisione in gruppi e la consegna ufficiale dei diplomi, un momento di grande emozione per i giovani partecipanti, ma anche per tutto lo staff coinvolto nel progetto.Autosas: da sempre al fianco del territorio e dei giovani talentiAutosas, storica realtà del panorama automotive toscano, è da sempre impegnata in iniziative a sostegno del territorio e nella valorizzazione del talento. La partecipazione al progetto Ford Youth Academy non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa naturale in un percorso che l’azienda porta avanti con convinzione da oltre cinquant’anni.Con questa iniziativa, Autosas conferma il proprio ruolo non solo come punto di riferimento per chi sceglie un’auto Ford, ma anche come luogo di crescita e formazione, dove il talento incontra l’opportunità.Perché il futuro non si improvvisa: si costruisce insieme, giorno dopo giorno, con dedizione e visione.

Giardini di Viale Malta, riposizionato il cancello dell'area cani: la soddisfazione dei residenti

Dopo la denuncia di Firenzedintorni.it ecco la buona notizia

Buone notizie per il quartiere di Campo di Marte: il cancello dell’area cani dei giardini di Viale Malta è stato finalmente reinstallato. Dopo mesi di attesa, segnalazioni e disagi, i residenti possono tornare a godere in sicurezza di uno degli spazi verdi più amati della zona. L’intervento di ripristino, atteso dalla scorsa estate, è stato completato nei giorni scorsi con una nuova saldatura e la rimessa in funzione della chiusura serale.«Siamo sollevati – racconta una residente –. Era diventato un punto buio, insicuro. Ora speriamo torni ad essere frequentato da famiglie, padroni di cani e bambini». La situazione di degrado che aveva travolto il giardino – tra transenne provvisorie, accessi notturni incontrollati ed episodi di microcriminalità – aveva trasformato lo spazio da luogo di socialità a zona d’ombra.La soddisfazione tra i cittadini è palpabile. Il ritorno del cancello, seppur un piccolo gesto, rappresenta un segnale forte: la cura del territorio è possibile e i quartieri possono tornare vivibili quando le istituzioni rispondono. Ora resta la sfida più grande: garantire continuità nella manutenzione e una presenza attiva di chi il giardino lo vive ogni giorno. Campo di Marte se lo merita.

Grande successo per il 'Bagno Viaggiante': stupore e apprezzamenti

Anche Francesco Casini si è complimentato per l'invenzione di Francesco Capecchi

Un vero trionfo per la nuova invenzione italiana presentata al tradizionale “Fierone di Primavera”, uno degli appuntamenti più sentiti dai fiorentini, organizzato con cura e passione da Assidea – Associazione Commercianti su Area Pubblica: il bagno viaggiante di Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni. A notarlo per primi sono stati i turisti stranieri, in particolare tedeschi e inglesi, che hanno apprezzato moltissimo l'idea innovativa. Incuriositi e affascinati, molti di loro hanno fotografato il bagno mobile, lasciando commenti entusiasti: "Mai visto niente di simile!" hanno dichiarato, lodando la creatività e l’utilità dell’invenzione. Il bagno viaggiante ha fatto registrare una media di 30 persone all’ora, a conferma del grande interesse suscitato tra i visitatori del “Fierone di Primavera”. Anche le autorità locali non sono rimaste indifferenti. Francesco Casini, consigliere comunale di Italia Viva in visita al "Fierone", ha espresso parole di grande apprezzamento per l'iniziativa. Durante il suo tour dell'evento, ha sottolineato come soluzioni di questo tipo rappresentino un passo avanti importante, non solo per l’accoglienza turistica, ma anche per il miglioramento dei servizi nei luoghi pubblici molto frequentati. Il bagno viaggiante, pensato soprattutto per disabili e i visitatori sempre in movimento, si candida così a diventare un nuovo simbolo dell’ingegno italiano, capace di coniugare funzionalità, praticità e un tocco di originalità.

Fiorentina, questa non ci voleva: Dodò sarà operato per appendicite

A rischio per la sfida contro il Betis

Brutte notizie per la Fiorentina: Dodô sarà operato per appendicite. Il difensore brasiliano salterà sicuramente la partita contro l’Empoli, e resta in forte dubbio anche per la sfida di Conference League a Siviglia. I tempi di recupero non sono ancora chiari. Nonostante l’inconveniente, Dodô ha voluto tranquillizzare i tifosi con un messaggio pubblicato su Passione Fiorentina: "Non preoccupatevi ragazzi, per uno che è tornato da un crociato dopo 4 mesi, un'appendice non è niente".Oltre all’assenza probabile di Kean, la squadra viola dovrà quindi rinunciare anche a Dodô. Al suo posto, è pronto Folorunsho, che potrebbe essere schierato in quel ruolo, come già accaduto in passato su entrambe le fasce.

Firenze accoglie la primavera con il “Fierone alle Cascine” e l’esordio del rivoluzionario “Bagno Viaggiante”

Il commento di Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni

Domenica 27 aprile, dalle 8:00 alle 18:00, il Parco delle Cascine si trasformerà in un vivace centro di festa e condivisione per il tradizionale “Fierone di Primavera”, uno degli appuntamenti più sentiti dai fiorentini, organizzato con cura e passione da Assidea – Associazione Commercianti su Area Pubblica. L’evento, che affonda le sue radici nell’antica “Festa del Grillo”, vedrà la presenza dei migliori banchi selezionati della Toscana, street food, shopping all’aria aperta e musica.Ma l’edizione 2025 si carica di un valore simbolico e sociale ancora più grande: per la prima volta al mondo sarà presentato ufficialmente e operativo il “Bagno Viaggiante”, innovativa struttura mobile pensata per garantire autonomia e dignità anche alle persone con disabilità in eventi pubblici.A idearlo è Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni, insieme a Massimiliano Chiuchiolo e al geometra Francesco Bertini, con il fondamentale supporto di Arcadia Srl e del suo fondatore Alessandro. Un team che, come sottolinea lo stesso Capecchi, “non ha nulla da invidiare alla Ferrari di Formula 1”.“Domenica, per la prima volta, sarà operativo alla più bella festa nel miglior parco del mondo: Le Cascine, antica dimora dei Medici, che torna a essere il cuore pulsante della nostra città,” racconta Capecchi. “Con il Bagno Viaggiante un disabile potrà finalmente vivere un concerto, un mercato, un evento, con la possibilità di usare un bagno attrezzato, lavarsi le mani e anche cambiarsi. È un sogno che si realizza.”Il “Bagno Viaggiante” sarà presente in piazza del Re, e rappresenta un traguardo importante nel percorso verso una società più accessibile e inclusiva. Il progetto ha potuto contare sul sostegno e l’entusiasmo di Assidea, che non solo ha creduto nell’idea fin dal principio, ma ne ha anche facilitato la messa in opera all’interno del più grande evento di primavera a Firenze. Un ringraziamento speciale va anche ad Alessio Pestelli, presidente di Assidea, e al generale Stefano Agletti, definito da Capecchi come “il grande promotore di questa amicizia e collaborazione che durerà in eterno”.“Vi aspetto a Le Cascine, nel cuore verde di Firenze, per condividere una giornata di festa, solidarietà e innovazione,” conclude Francesco Capecchi.

L'arte mettetela da parte, non sui muri

Degrado a Campo di Marte. Le pessime condizioni della passerella di via Fra Paolo Sarpi

Il quartiere di Campo di Marte, a Firenze, vive una quotidianità segnata da disagi e incuria, sempre più evidenti agli occhi dei residenti. Tra i problemi maggiormente segnalati ci sono le pessime condizioni delle due passerelle pedonali che collegano le aree divise dalla ferrovia, in particolare quella situata su via Fra Paolo Sarpi.Le passerelle versano in uno stato di degrado avanzato: l’illuminazione è scarsa o assente, la sporcizia dilaga, i graffiti coprono interamente le pareti e la pavimentazione presenta numerose buche e irregolarità. Si tratta di un'infrastruttura che, nata per agevolare il passaggio pedonale e ciclabile, è oggi fonte di preoccupazione, soprattutto per la totale assenza di sistemi di videosorveglianza.A rendere la situazione ancora più critica è l’inaccessibilità per persone con disabilità, cittadini con difficoltà motorie o semplicemente con una bicicletta. Le barriere architettoniche presenti impediscono a molti di attraversare in sicurezza la zona. Anche via Mannelli, importante arteria del quartiere, presenta criticità evidenti, con marciapiedi inesistenti o danneggiati e condizioni di scarsa sicurezza per pedoni.A questi disagi si aggiungono i forti rumori causati dal traffico ferroviario e dai lavori notturni di manutenzione, che compromettono il riposo notturno e la qualità della vita degli abitanti della zona.Campo di Marte, quartiere vivace e densamente abitato, attende da tempo un piano di intervento serio che restituisca decoro, sicurezza e accessibilità agli spazi pubblici. L’assenza di una visione condivisa tra enti pubblici e operatori infrastrutturali rischia di compromettere ulteriormente la vivibilità di una zona che dovrebbe essere tra le più curate della città.

Cagliari-Fiorentina, la probabile formazione: Palladino con i titolarissimi

Torna Gosens, confermati i big dal primo minuto

Cagliari-Fiorentina, la stagione viola entra nel vivo.Il tecnico Raffaele Palladino punta a conquistare punti fondamentali contro una squadra di bassa classifica, proprio per evitare di ripetere gli errori commessi durante la stagione contro avversari considerati alla portata. L'obiettivo è presentarsi in campo con l'undici migliore, nonostante il recente tour de force tra campionato e coppe.Nella formazione titolare, rispetto alla gara di giovedì, sono previsti pochi cambi: Pablo Marí dovrebbe prendere il posto di Comuzzo, Gosens quello di Parisi, mentre Dodo sostituirà Folorunsho. Tre modifiche mirate, segno della volontà di Palladino di mantenere alta la competitività della squadra e affrontare la trasferta sarda con la massima concentrazione. Il tecnico vuole una prestazione solida per tornare a Firenze con i tre punti.La preparazione alla sfida prevede per domattina la rifinitura finale, durante la quale Palladino scioglierà gli ultimi dubbi. Subito dopo l’allenamento, la squadra pranzerà al Viola Park e partirà per Cagliari. L'attenzione ai dettagli e l’organizzazione della vigilia confermano l'importanza della partita per la corsa della Fiorentina in campionato.

San Jacopino, situazione fuori controllo: degrado e insicurezza sotto gli occhi di tutti

I residenti sono esasperati

Ancora una volta San Jacopino finisce al centro di degrado e polemiche. Il sottopasso che collega via Toselli a via Galliano, attraversando il palazzo dell’INPS, è diventato il simbolo di un degrado ormai fuori controllo, con una situazione sanitaria e sociale che preoccupa residenti e passanti.Nella serata di martedì, un nutrito gruppo di persone, visibilmente alterate dall’alcol, ha seminato il caos. Urla, spintoni, bottigliate, vomito e urina ovunque: lo scenario era quello di un luogo abbandonato, più simile a una zona di guerra urbana che a un quartiere residenziale. A pochi metri dall'ennesimo episodio di degrado, i sanitari sono intervenuti per soccorrere un soggetto colto da malore. Testimoni riferiscono anche di piccoli spacciatori in bicicletta che andavano e tornavano indisturbati, approfittando della confusione.Fortunatamente l’intervento dei carabinieri ha riportato un minimo di ordine, ma la situazione resta esplosiva. La chiusura del giardino pubblico della zona ha evitato che il degrado si estendesse ulteriormente, ma non basta. I cittadini parlano di una San Jacopino ormai da “zona rossa”, dove la sicurezza è un lontano ricordo. L’appello è chiaro: servono controlli più frequenti, presidi fissi e un intervento deciso per restituire dignità e vivibilità a un quartiere che si sente lasciato solo.

L'arte di Folco Cianfanelli: tra opere di grande bellezza e il rischio dell'oblio

Capecchi: “Vogliamo far conoscere e valorizzare la bellezza di queste opere, che rischiano di essere dimenticate”

"Il recente omaggio a Folco Cianfanelli alla Casa di Dante ha offerto l’occasione per riscoprire un artista la cui opera, se non valorizzata, rischia l’oblio". Così ha scritto una nota rivista d'arte sulle opere dell'artista Folco Cianfanelli. Firenzedintorni.it, per mantenere vivo il ricordo di questo grande pittore, ha intervistato Francesco Capecchi. Il patron di Firenze Manutenzioni, amico stretto del figlio Filippo, possiede vari quadri del noto artista. "Nel 2010 ho avuto il piacere di conoscere Filippo Cianfanelli, pittore e medico di grande fama, nonché figlio di Folco Cianfanelli" racconta Capecchi "È stato lui a introdurmi nel mondo della ceramica, dell'arte e della cultura. Mi ha mostrato i quadri del padre, incentrati principalmente sui nudi femminili. Per me è stato come entrare in un mondo nuovo e speciale". "Voglio ricordare, infatti, che Filippo ha ricevuto un riconoscimento da Vittorio Sgarbi per le sue opere. Detto questo, guardando quei quadri me ne innamorai. Il "nudo" è arte, basta pensare alla Venere di Botticelli. E i dipinti di Folco Cianfanelli incarnano perfettamente questa idea" spiega Capecchi. Capecchi conclude: "Alla Casa di Dante è stata allestita un’esposizione di queste opere, e la mia azienda, Firenze Manutenzioni, ha sponsorizzato l’evento. Nel 2027 organizzeremo una vera e propria mostra. Vogliamo far conoscere e valorizzare la bellezza di queste opere, che rischiano di essere dimenticate". 

Nicolò Fagioli fondamentale per questa Fiorentina: il punto sul suo futuro

Serve riscattarlo al più presto

Moise Kean e Nicolò Fagioli stanno vivendo un momento felice alla Fiorentina, dopo un passato difficile. Entrambi sono stati rilanciati da Raffaele Palladino e ora sono centrali sia per il club che per la Nazionale. Tuttavia, se la Fiorentina dovesse scegliere tra i due, il riscatto di Fagioli sarebbe prioritario rispetto alla permanenza di Kean.Kean ha una clausola da 52 milioni di euro ed è seguito da diversi club europei. Pur essendo un attaccante di grande talento, il suo rendimento dipende molto dal contesto. Fagioli, invece, sembra avere una classe naturale che lo rende unico e meno legato all’ambiente circostante. Il centrocampista può essere riscattato per 13,5 milioni (obbligatori in caso di qualificazione europea), una cifra che appare un vero affare considerando la sua qualità. In sintesi: entrambi importanti, ma Fagioli rappresenta un investimento tecnico e strategico ancora più cruciale per il futuro della Fiorentina.

Piazza della Signoria: una buca pericolosa da mesi, auto danneggiate e nessun intervento

La denuncia dei residenti sui social

In una delle piazze più iconiche e fotografate al mondo, cuore pulsante del centro storico fiorentino, simbolo dell’arte e della bellezza rinascimentale, si trova una “ferita” che ormai da mesi nessuno si preoccupa di curare. Parliamo di una profonda buca presente in Piazza della Signoria, al centro della carreggiata che attraversa l’area transitabile, divenuta ormai un pericolo concreto per automobilisti e mezzi autorizzati al passaggio.La buca, larga circa mezzo metro e profonda oltre dieci centimetri, è comparsa alcuni mesi fa in seguito a una serie di piogge intense, ma col tempo si è allargata e aggravata. A nulla sono servite le segnalazioni dei residenti e dei commercianti della zona: la voragine continua a crescere indisturbata, diventando una trappola per le sospensioni delle auto e, in più di un caso, anche per le ruote delle biciclette e dei motorini. Alcuni passanti hanno provato a segnalarla sui social e alle autorità competenti, ma finora l’unica risposta è stata... il silenzio.Non mancano gli episodi concreti: negli ultimi due mesi sono stati segnalati almeno quattro casi di danni a veicoli causati proprio da quell’insidiosa depressione stradale. Ammortizzatori rotti, copertoni scoppiati, cerchioni piegati. Tutto in pieno centro storico, a pochi metri da Palazzo Vecchio e dalla Loggia dei Lanzi. Una situazione paradossale, vista l’importanza storica e turistica della piazza, che accoglie ogni giorno migliaia di visitatori da tutto il mondo.I cittadini chiedono ora un intervento urgente da parte del Comune. Anche solo un rattoppo temporaneo sarebbe preferibile all’attuale stato di abbandono. Nel frattempo, la buca resta lì, come un piccolo cratere nel cuore del Rinascimento, a ricordare che tra statue, storia e bellezza, c’è anche spazio per una sconcertante disattenzione.

Palladino, Commisso e l'obiettivo di questa Fiorentina

Dove può arrivare questa squadra?

La Fiorentina di Raffaele Palladino sta vivendo una stagione ricca di entusiasmo, con obiettivi ancora incerti ma ben definiti tra le mura del Viola Park. Il presidente Rocco Commisso, dopo la finale del torneo di Viareggio, ha dichiarato che l’obiettivo è "fare meglio dell'anno passato", ma la sua frase può essere interpretata in diversi modi. Nello specifico, per i viola, migliorarsi significa vincere un trofeo europeo, come la Conference League, o almeno qualificarsi per l'Europa League. In altre parole, un altro accesso alla Conference League sarebbe considerato un fallimento.Il pensiero della squadra sembra allinearsi con quello del presidente. Robin Gosens, ad esempio, ha sottolineato l'importanza di perseguire traguardi concreti come la vittoria della Conference League, che garantirebbe un posto in Europa League. Questa visione pratica è condivisa anche da David De Gea, che ha dichiarato di voler puntare al massimo, senza sognare troppo, ma mirando alla conquista di trofei tangibili. In questo contesto, Palladino si è sempre impegnato a mantenere equilibrio e determinazione, evitando di far sognare troppo la squadra, ma incoraggiando comunque a puntare a obiettivi concreti senza limiti mentali.Nonostante questo approccio realistico, alcuni giocatori, come Danilo Cataldi e Dodò, non hanno nascosto l'ambizione di arrivare in Champions League, forse spinti dall'entusiasmo. Tuttavia, l'impressione generale è che la Fiorentina stia vivendo con l’obiettivo di qualificarsi in Europa League, ma sogni la Champions League. La differenza tra vivere l’obiettivo e sognarlo è sottile, ma evidente, come suggerito da Marcel Proust: "Se sognare è un po' pericoloso, il rimedio non è sognare di meno, ma farlo di più".

L’Istituto Fanfani si rinnova: inaugurati i nuovi spazi tra salute, innovazione e passione per le due ruote

Grande successo per l'inaugurazione dei nuovi spazi dell'Istituto Fanfani a Firenze

Si è tenuta nel pomeriggio del 1° aprile l’inaugurazione dei nuovi spazi totalmente rinnovati della storica sede di piazza Indipendenza a Firenze. Un evento significativo che ha visto la partecipazione di numerose autorità cittadine e istituzionali, testimoniando l’importanza di questo progetto per la comunità. L’Istituto Fanfani, parte del Gruppo Lifenet, ha rinnovato il proprio impegno nel promuovere salute e benessere, rafforzando il suo ruolo di punto di riferimento per i cittadini. “La missione della struttura fiorentina – ha dichiarato Fabio Fanfani dell’Istituto Fanfani – è rispondere concretamente ai bisogni sanitari, promuovendo un ecosistema di benessere che permetta a ogni individuo di vivere in modo sano e consapevole.”Un punto di riferimento per lo sport e la saluteL’inaugurazione ha visto l’intervento di Sandra Leoncini, Amministratore Delegato di Savino Del Bene, che ha sottolineato il legame tra sport e benessere: “Nel volley, come in ogni disciplina sportiva, l’attenzione alla salute e al benessere complessivo è essenziale per ottenere grandi risultati. Come Savino Del Bene Volley, sappiamo quanto sia importante garantire agli atleti un supporto medico, fisioterapico e diagnostico di alto livello per prevenire gli infortuni e migliorare la performance. L’Istituto Fanfani, con il suo approccio innovativo alla salute nello sport, rappresenta un punto di riferimento per chi crede che la prevenzione e la cura siano essenziali per raggiungere nuovi traguardi, in campo e fuori.”Anche il Prorettore per le relazioni internazionali dell’Università degli Studi di Firenze è intervenuto all’evento, dimostrando il forte legame tra l’Istituto Fanfani e il tessuto sociale della città.Un’attrazione speciale per gli amanti delle due ruoteUna delle sorprese più attese dell’inaugurazione è stata l’esposizione della MotoGP ufficiale Aprilia Racing, che rimarrà visibile al pubblico fino al 9 aprile. Un’occasione imperdibile per gli appassionati di motociclismo, che potranno ammirare da vicino la moto che gareggia nel Campionato Mondiale.“L’inaugurazione segna una svolta cruciale per il Gruppo Lifenet, che punta ad aggiornare il modello sanitario, rendendolo più innovativo e sostenibile” – ha dichiarato Maria Carlotta Rinaldini, Direttore Marketing e Comunicazione di Lifenet. “Vogliamo confermare e rafforzare l’Istituto Fanfani quale punto di riferimento non solo per la cura della salute, ma anche per la promozione del benessere culturale, onorando la tradizione e i valori della famiglia Fanfani, che hanno reso questo istituto un simbolo per Firenze.”Un concorso esclusivo per gli appassionati di MotoGPMa le sorprese non finiscono qui! Per rendere l’esperienza ancora più emozionante, è stato indetto un concorso a premi. I partecipanti avranno la possibilità di vincere un viaggio esclusivo allo stabilimento Aprilia di Noale, dove prendono vita queste straordinarie moto da corsa.Per concorrere, basterà indovinare l’ordine di arrivo dei primi cinque piloti del Gran Premio del Qatar di MotoGP, in programma il 13 aprile. La scheda di partecipazione sarà disponibile presso il desk informazioni durante i giorni dell’esposizione e dovrà essere consegnata al personale incaricato.Un evento da non perdereAppassionati di velocità e due ruote, segnatevi queste date! Dall’1 al 9 aprile, l’Istituto Fanfani vi aspetta per un’esperienza unica, tra innovazione, passione e adrenalina. Non solo potrete ammirare la straordinaria MotoGP Aprilia Racing, ma potreste anche realizzare il sogno di visitare il cuore pulsante della produzione di Noale!

Via Masaccio invasa dai bisogni dei cani: la denuncia dei residenti

Cartelli e denunce, la situazione sta sfuggendo di mano

Negli ultimi mesi, la situazione igienica di Via Masaccio è diventata insostenibile a causa dei rifiuti organici lasciati dai cani e dei loro padroni poco civili. Le immagini che circolano in rete e i cartelli affissi dai residenti raccontano una realtà fatta di incuria e mancanza di rispetto per lo spazio pubblico.Uno dei cartelli più eloquenti recita un chiaro messaggio: "No pipì sulle finestre". Un avvertimento che sembra surreale, ma che testimonia l'esasperazione di chi abita nella zona. Un altro cartello, dal tono ironico ma amaro, invita i passanti a giocare a "Salta la cacca (e la pipì)", descrivendo il marciapiede come un campo minato di escrementi.Giovanni, abitante di Via Masaccio da oltre vent'anni, racconta: "Ogni mattina è una lotta. Devo stare attento a dove metto i piedi, soprattutto quando accompagno i miei figli a scuola. Purtroppo, alcuni padroni non raccolgono i bisogni dei loro cani, e la strada ne risente."Anche Maria, negoziante della zona, è esasperata: "Il mio negozio si affaccia sulla strada e ogni giorno vedo la stessa scena. Cani che fanno i bisogni davanti alle vetrine e padroni che si allontanano come se nulla fosse. Non è solo una questione di decoro, ma anche di igiene pubblica."I residenti chiedono a gran voce un intervento delle autorità per contrastare il fenomeno. Le proposte sono diverse: dall'aumento delle sanzioni per chi non raccoglie gli escrementi all'installazione di distributori di sacchetti per la raccolta, fino a un controllo più serrato da parte della polizia municipale."Abbiamo bisogno di maggiore sensibilizzazione e rispetto. Se tutti facessero la loro parte, Via Masaccio potrebbe tornare a essere una strada pulita e vivibile per tutti" conclude un residente.Nel frattempo, i cartelli di denuncia restano ben visibili, monito per chi continua a ignorare il problema e speranza per chi desidera una città più decorosa.

Abbondanza di uomini. Risorsa ma anche rischio

Tutti a disposizione, Palladino può scegliere. Ma deve farlo bene

Mai come in questa vigilia di campionato Raffaele Palladino si è ritrovato ad avere così tanti elementi a disposizione per scegliere l’undici da mandare in campo. Tanti, praticamente tutti, eccezion fatta per Colpani, anche lui comunque ormai prossimo al rientro. Contro l’Atalanta il tecnico viola ha l’imbarazzo della scelta.Se davanti non si scappa dal tandem Kean-Gudmundsson, con Beltran e  Zaniolo che ‘avanzano’, così come non si scappa dai due esterni Dodo-Gosens, con Parisi che ‘avanza’, e dalla titolarità di De Gea tra i pali, già in difesa ci sarà da scegliere tra quattro titolari per tre maglie: Pablo Marì, Comuzzo, Ranieri e Pongracic sono ormai tutti considerabili titolarissimi. Lasciarne fuori uno è già compito arduo. La scelta potrebbe essere influenzata dall’assenza/presenza di Retegui dall’altra parte, quindi o un difensore più marcatore come Comuzzo, magari più rapido per stare su Lookman, uno più alto e tecnico come Pongracic, o…Ecco, appunto, già il dover scegliere tra l’uno e l’altro diventa onore, ma anche onere, con annesso ‘ah già, c’è anche Moreno’, con l’argentino che ‘avanza’.Il clou dell’abbondanza, tuttavia, è in mezzo al campo. Di maglie a disposizione ce ne sono tre dopo la virata sul 3-5-2, di uomini da poter mandare in campo ce ne sono sette, coi rientri di Adli e Folorunsho. Cataldi, Mandragora e Fagioli sono in vantaggio su tutti gli altri, con la risorsa del poter scegliere che, in questo caso più di altri, è quasi un ‘problema’. Sì perché quando ci sono più vie, strade ed opzioni, aumenta la possibilità di scelta, ma anche il rischio di prendere la decisione sbagliata. Con annesso ‘ah già, c’è anche Ndour; ah già c’è anche Richardson’, che ‘avanzano’.Insomma, un bel problema. Un bello scegliere. Tante risorse, che è meglio che averne poche. Ma allo stesso tempo per Palladino non ci sono margini di errore. Ok la ripartenza con Juve e Panathinaikos, ma la Fiorentina è ancora ottava. Di strada ce n’è ancora tanta da fare per tornare in alto, senza sbagliare nulla, o quasi.

Fiesole candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028, Scaletti: “Un progetto di inclusione, dialogo e futuro”

“Vogliamo che i giovani siano parte attiva del processo partecipativo e che ci raccontino le loro esperienze”

Il Comune di Fiesole si candida a Capitale Italiana della Cultura 2028. Firenzedintorni.it, per commentare questa iniziativa, ha intervistato Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole. Ecco le sue parole:Fiesole candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028. Cosa significa per lei questa occasione? "Siamo davvero felici. Fiesole parla di cultura al mondo intero da sempre. Basta guardare la sua storia, la sua area archeologica, le sue fondazioni e il suo immenso patrimonio paesaggistico, artistico e naturalistico. Ma non vogliamo solo valorizzare questi aspetti: vogliamo anche trasmettere un messaggio di unione, inclusione e dialogo. L'obiettivo è esaltare il rapporto tra la pietra dell’area archeologica e il cielo, tra la materia e lo spirito"."Abbiamo il sostegno della Città Metropolitana di Firenze, della Regione Toscana, della Diocesi di Fiesole e di molti altri enti. Siamo tutti legati da un filo unico, contando anche le numerose fondazioni presenti sul territorio. Insomma, questo è un grande progetto che si realizzerà nel modo più partecipativo possibile.""I giovani avranno un ruolo fondamentale. Li coinvolgeremo non solo come protagonisti dell’inclusione e del dialogo, ma anche come promotori di idee e proposte", spiega la sindaca."Vogliamo che i giovani siano parte attiva del processo partecipativo e che ci raccontino le loro esperienze. Non a caso, nel nostro logo c'è il simbolo dell'infinito: vogliamo lanciare un messaggio alle future generazioni. Un messaggio che non si esaurirà nel 2028, ma che continuerà nel tempo, affinché Fiesole possa essere Capitale della Cultura per molti anni a venire."

Firenze, altra spaccata. Perché non usare l'idea di Firenze Manutenzioni?

L'inventiva di Francesco Capecchi può essere la scelta ideale per aiutare la città

Firenze è ancora una volta teatro di una spaccata ai danni di un’attività commerciale in Viale Corsica. I malviventi hanno utilizzato un metodo ormai collaudato: sollevare i chiusini stradali e i tombini per poi scagliarli contro le vetrate dei negozi. Questi elementi, progettati per la raccolta delle acque piovane, si trasformano in veri e propri arieti nelle mani dei delinquenti, causando danni ingenti e lasciando le attività esposte a furti e vandalismi.Tuttavia, una soluzione efficace esiste già ed è stata adottata con successo in altre zone della città, come alla Fortezza da Basso e a Firenze Fiera. Merito di Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni. Qui, infatti, sono stati installati i nuovi chiusini ultraleggeri Polieco, dotati di un sistema di bloccaggio con viti di sicurezza che impedisce la loro rimozione da parte di chiunque non sia un operatore autorizzato. Questa tecnologia innovativa, distribuita dalla ditta Sartini di Firenze, ha eliminato il problema del furto e dell’uso improprio dei tombini, aumentando la sicurezza delle aree interessate.Oltre alla questione della criminalità, la sostituzione delle caditoie con modelli più grandi potrebbe rappresentare un ulteriore vantaggio per la città. Un sistema di drenaggio migliorato aiuterebbe a prevenire gli allagamenti durante le piogge intense, garantendo così una maggiore efficienza nella gestione delle acque meteoriche. Firenze ha già sperimentato i benefici di questa tecnologia in alcune zone strategiche: estendere l’applicazione potrebbe essere la chiave per contrastare i furti e migliorare la sicurezza urbana.

Il simbolo dell'abbandono

Transenne abbandonate e resti di un brutto incidente: il caso di Via Girolamo Vitelli

Ci troviamo in Via Girolamo Vitelli, dove ormai da mesi si assiste a una situazione di totale abbandono e incuria. Le immagini parlano chiaro: transenne che dovevano segnalare un pericolo lasciate a marcire sul posto, senza alcun intervento risolutivo. Un ostacolo non solo visivo, ma anche concreto per chi si trova a dover attraversare la strada o il marciapiede.Le transenne e i cartelli stradali installati per segnalare il problema sono stati spostati e lasciati al proprio destino. Il loro scopo era quello di avvisare automobilisti e pedoni di un ostacolo, ma ad oggi rappresentano solo un simbolo del degrado di questa zona. Alcuni segnali sono caduti, altri sono stati ammassati in modo casuale, come se nessuno avesse intenzione di occuparsene.A peggiorare la situazione, si aggiunge la presenza di detriti e pezzi di automobile sparsi vicino alla zona transennata. Questo fa pensare che l'area sia stata teatro di un incidente, ma senza che nessuno si sia preoccupato di ripristinare la sicurezza. Una buca, pezzi di paraurti e detriti metallici giacciono ancora sull’asfalto, esponendo i cittadini a ulteriori rischi.Gli abitanti della zona sono esasperati. "È da mesi che questa situazione persiste. Ogni giorno vediamo le stesse transenne, gli stessi segnali storti e nessuno che interviene" racconta Pietro, indignato. "Prima o poi qualcuno si farà male sul serio, e allora di chi sarà la colpa?".Denunciare per cambiare, ancora una volta. Nella speranza che questo articolo sia il primo passo verso una situazione migliore.

Mugello, incubo alluvione: frane, smottamenti e strade disintegrate

Riccardo Rocchi racconta: “Così non si può vivere. Bisogna mantenere alta l'attenzione”

Il 14 marzo, la Toscana è ricaduta nell'incubo d'acqua che un anno e mezzo fa aveva causato ingenti danni ai cittadini. Dopo giorni complicati, la situazione sembra essersi stabilizzata, ma i disagi persistono e, anzi, sono molto più gravi di quanto si possa immaginare. Una delle zone più colpite, che ora deve fare i conti con i danni causati dall'alluvione della scorsa settimana, è il Mugello. Firenzedintorni.it ha voluto mantenere alta l'attenzione su questa situazione intervistando Riccardo Rocchi, titolare di Riverauto, che conosce la zona come le proprie tasche."È stata un'alluvione devastante, con un dissesto idrogeologico importante" ci racconta Riccardo. "Nonostante i tentativi di ripulire e sistemare la situazione, ci sono ancora enormi problemi di viabilità stradale e ferroviaria. Ci sono Comuni completamente isolati, senza alcuna possibilità di comunicazione o accesso. Serve mantenere alta l'attenzione, perché non sappiamo quanto tempo ci vorrà per migliorare la situazione. La vita quotidiana è diventata estremamente complicata: per fare 30 chilometri ora ne devi fare 200. E così non si può vivere. Le frane sono enormi, colline spostate, è qualcosa di incredibile. Non possiamo vivere e lavorare in queste condizioni"Riccardo è stato fortunato, meno chi vive nelle zone limitrofe: "Noi ci troviamo tra Borgo e San Piero. Per fortuna eravamo dall'altra parte del fiume Sieve. Borgo, Vicchio e San Piero sono i luoghi più colpiti dall'alluvione. Noi non abbiamo subito danni gravi, ma la situazione è comunque molto difficile. Sai, una cantina la sistemi con l'olio di gomito, con lavoro e sudore. Ma qui parliamo di strade franate, di località inaccessibili. Guarda Marradi, ad oggi è inarrivabile. Palazzuolo è quasi isolato. La viabilità secondaria è completamente distrutta. "La Bolognese" è interrotta a Vaglia, non c'è più la strada. E senza parlare della linea ferroviaria, che è completamente bloccata. Come faranno i pendolari a raggiungere Firenze?"Riccardo, infine, vuole sottolineare un concetto importante: "Con il passare del tempo, l'attenzione su questi temi tende a diminuire, ma non possiamo permetterci che succeda. Qui si parla di disagi che dureranno a lungo, e bisogna parlarne. I vari Comuni sembrano limitarsi a mettere transenne e semafori, ma stavolta i danni sono davvero gravi. Le istituzioni sono in difficoltà. Sicuramente qualche aiuto arriverà, ma ci vorrà del tempo. Chissà quanto..."

Torna il sole su Firenze, ma il Parco delle Cascine rimane nell'ombra

Degrado e spaccio. Un film già visto troppe volte

Torna il sole su Firenze, ma non sulle Cascine. Il grande polmone verde della città, un tempo luogo prediletto per il jogging mattutino, le passeggiate in bicicletta e i momenti di relax all'ombra degli alberi, oggi versa in uno stato di degrado sempre più allarmante.Sporcizia, rifiuti sparsi ovunque, siringhe abbandonate nei prati e sotto le panchine: la situazione del Parco delle Cascine si fa ogni giorno più critica. I residenti lamentano una crescente insicurezza, tanto che molti hanno smesso di frequentare la zona, soprattutto nelle ore serali e del primo mattino. "Una volta venivo qui a correre ogni giorno, ma adesso ho paura", racconta Anna, una giovane fiorentina appassionata di sport. "Trovarsi davanti gruppi di spacciatori o senza tetto accampati con coperte e oggetti abbandonati non è certo rassicurante".Il problema principale sembra essere il proliferare dello spaccio di droga, con individui che si aggirano tra i vialetti in cerca di clienti, spesso alla luce del giorno. Le segnalazioni dei cittadini parlano di vere e proprie "piazze di spaccio" consolidate, dove il traffico illecito non conosce soste. Accanto a questo, il fenomeno dei senzatetto che hanno trovato rifugio nelle aree più nascoste del parco contribuisce a un senso generale di insicurezza. "Non sono le persone in difficoltà il problema", precisa Marco, un residente della zona. "Il problema è che tutto questo viene lasciato senza controllo. Ci vogliono più pattugliamenti, più pulizia e una soluzione per chi ha bisogno di aiuto".Le istituzioni cittadine sono al corrente della situazione e, negli ultimi mesi, sono stati intensificati i controlli da parte delle forze dell'ordine. Tuttavia, molti fiorentini ritengono che le misure finora adottate siano insufficienti e chiedono interventi strutturali per restituire il parco alla città.Le Cascine potrebbero tornare a essere il gioiello verde di Firenze, ma serve un'azione decisa e continua. Nel frattempo, il contrasto tra il sole che illumina la città e le ombre che avvolgono il parco rimane forte, e con esso il timore che un luogo di svago e natura si trasformi definitivamente in una terra di nessuno.

Fagioli illumina la Fiorentina. A Torino già lo rimpiangono

I numeri di Nicolò Fagioli con la maglia viola sono impressionanti

Nicolò Fagioli ha offerto una prestazione straordinaria contro la sua ex squadra, la Juventus, sfiorando il gol e servendo due assist decisivi. Nonostante il suo addio ai bianconeri, il centrocampista piacentino ha dimostrato grande maturità evitando polemiche su Thiago Motta e concentrandosi sulla sua nuova avventura alla Fiorentina. Intanto, i tifosi juventini si interrogano sulla scelta del club di lasciarlo partire, soprattutto in un momento in cui la squadra fatica a trovare qualità e idee a centrocampo.La separazione è stata influenzata sia da un rapporto complicato con Motta sia dalle esigenze economiche della Juventus, che ha preferito monetizzare la cessione. Per Fagioli, però, il passaggio alla Fiorentina si sta rivelando una svolta positiva: accolto con entusiasmo dai tifosi, ha trovato fiducia e continuità, dimostrando di poter essere un elemento chiave della squadra di Palladino. Il pubblico del Franchi gli ha tributato una standing ovation, segnale di un legame già forte con l’ambiente viola.La Fiorentina ha acquisito Fagioli in prestito con obbligo di riscatto fissato a 18,5 milioni, una cifra che il club sembra deciso a investire indipendentemente dalla qualificazione europea. Il centrocampista si sente già a casa e ha sottolineato il clima positivo in cui sta lavorando. La sua crescita continua, con l’obiettivo di aiutare la squadra a restare competitiva su più fronti e rilanciare definitivamente la sua carriera.

Fiorentina-Juventus, la probabile formazione: Palladino con Adli dal 1' minuto

Le possibile scelte dell'allenatore viola

Dopo il ribaltone europeo ai danni del Panathinaikos, la Fiorentina cerca la rimonta anche in campionato. Domenica alle ore 18:00, allo stadio Artemio Franchi, va in scena Fiorentina-Juventus, match valido per la 29esima giornata di Serie A. Con dieci partite ancora da disputare, ogni sfida assume un'importanza cruciale: la corsa all'Europa entra nel vivo e la concorrenza non aspetta. Nonostante gli ultimi risultati altalenanti, la qualificazione alle competizioni europee resta alla portata. All'andata il confronto terminò 2-2, con la rete nel finale di Sottil, ora passato al Milan.La Fiorentina si presenta all'appuntamento con diverse novità di formazione. In attacco, Gudmundsson è pronto a partire titolare al fianco di Moise Kean. A centrocampo torna disponibile Mandragora, dopo aver scontato la squalifica, ma restano dubbi sulla sua presenza dal primo minuto vista la concorrenza di Folorunsho e Adli. Sugli esterni confermati Dodò e Gosens, mentre in difesa la linea a tre sarà guidata probabilmente da Pablo Marí. Tra i pali spazio a De Gea, chiamato a garantire sicurezza alla retroguardia viola.La Fiorentina cerca punti preziosi per rilanciare la propria stagione e dare continuità al successo europeo. La Juventus, d'altro canto, non vorrà concedere nulla in una sfida che potrebbe risultare decisiva per le ambizioni di entrambe le squadre.

Alluvione, Sesto Fiorentino in ginocchio: l’aiuto di Firenze Manutenzioni

Capecchi: “Siamo operativi dalle 11 di ieri. Faremo di tutto per aiutare la popolazione”

Un anno e mezzo dopo, il maltempo ha nuovamente colpito la Toscana, in particolare Sesto Fiorentino, che ieri si è risvegliata sommersa dall’acqua del fiume Rivaggio. Firenzedintorni.it ha intervistato Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni, che ha fornito un aiuto fondamentale alla popolazione:"Ieri mattina, verso le 11, abbiamo saputo che la situazione a Sesto Fiorentino stava peggiorando in modo preoccupante" ci racconta Capecchi. "Il fiume Rivaggio ha rotto gli argini, sommergendo la città in modo impressionante. Un nostro responsabile ci ha avvertito, descrivendo una situazione di gravità mai vista prima. L’acqua stava raggiungendo i 60-70 cm, entrando anche nelle abitazioni e nei negozi"."Abbiamo quindi riunito il consiglio della Firenze Manutenzioni e deciso di inviare mezzi, uomini e aiuti per supportare la popolazione, ovviamente in modo totalmente gratuito. Abbiamo dotato i nostri addetti di tutto il necessario perché, con la pressione dell’acqua in uscita, i tombini diventano un pericolo serio per chiunque voglia prestare soccorso o semplicemente attraversare la strada. Oltre all’esperienza, i nostri operatori dispongono di speciali sensori utili a individuare i mulinelli. Gli aiuti sono arrivati già nella mattinata di ieri e sono proseguiti senza sosta fino alle 23. Abbiamo liberato decine di scantinati e abitazioni, oltre a donare alla popolazione picconi e pali per rimuovere il fango e ripristinare le strade".Gli aiuti, però, non si sono fermati a ieri: "La melma è ancora presente e questa mattina abbiamo continuato a inviare aiuti per liberare le strade da ogni residuo dell’esondazione di ieri. Voglio sottolineare che questo intervento di Firenze Manutenzioni nasce dal cuore. Sono profondamente legato a Sesto Fiorentino per il passato che ho condiviso con mia moglie, e questo desiderio di aiutare viene dal profondo del mio cuore". 

Firenze ostaggio dei malviventi: ennesima spaccata

E insieme alle vetrate, anche il cuore dei fiorentini sembra andare in frantumi

I vetri a terra, il sogno di una vita distrutto, i sacrifici di ogni giorno rubati da malviventi. Questo è lo scenario che i proprietari della nota pasticceria di Via Lanza, Il Dolce Morso, si sono trovati davanti all'apertura del negozio nella giornata di ieri. L'ennesima spaccata ha colpito Firenze e, oltre alle vetrate, ad andare in frantumi è anche il cuore dei fiorentini, ormai costretti ad assistere inermi a situazioni del genere quasi ogni giorno.Firenzedintorni.it ha parlato con Alessandro Morrocchi, uno dei tre soci del noto locale, ma bastava guardarlo negli occhi per capire la desolazione di un imprenditore che si vede sottrarre ciò che è suo, senza nemmeno la possibilità di difendersi o di evitare situazioni del genere.Tra i danni al locale, l'incasso di sabato e domenica e il furto della cassa automatica, la perdita ammonta a circa 13.000 euro. Ma ciò che fa più male non è la cifra persa, bensì lo stato di abbandono in cui tanti commercianti si trovano in questo periodo. La criminalità a Firenze aumenta a dismisura giorno dopo giorno, e il senso di sicurezza è ormai pari a zero.Non a caso, la cassa rubata è stata ritrovata nel tardo pomeriggio al Parco delle Cascine. Era da aspettarselo? Sì. È cambiato qualcosa? No. Quello che rimane è la desolazione dei fiorentini, ostaggi di malviventi, senza un briciolo di speranza all'orizzonte. Alessandro è uno dei tanti. Cambierà la situazione? Ormai questa domanda sembra cadere nel vuoto da parecchi mesi.

Una tramvia in più, ma una pista ciclabile in meno: il caso di Viale Giannotti

Macchine e motorini hanno invaso la pista ciclabile del noto viale. E adesso?

La pista ciclabile di viale Donato Giannotti, nel quartiere di Gavinana a Firenze, sta vivendo una situazione critica a causa dei cantieri per la realizzazione della linea 3 della tramvia. Questi lavori, iniziati a gennaio 2025, hanno comportato modifiche significative alla viabilità locale, rendendo la pista ciclabile vulnerabile all'invasione da parte di automobili e motorini. La mancanza di una separazione adeguata dalla carreggiata principale ha trasformato questo spazio dedicato alle biciclette in una corsia improvvisata per i veicoli a motore, ostacolando il passaggio sicuro dei ciclisti.La situazione attuale costringe molti ciclisti a spostarsi sui marciapiedi, condividendo lo spazio con i pedoni e creando potenziali situazioni di pericolo. Questa convivenza forzata non solo mette a rischio l'incolumità di entrambe le parti, ma evidenzia anche una carenza nella pianificazione e gestione degli spazi urbani durante i periodi di cantiere.Con l'entrata in funzione della nuova linea tramviaria, prevista entro ottobre 2026, sorgono interrogativi sul futuro delle infrastrutture ciclabili in questa zona. Il progetto della linea 3 prevede un percorso di oltre 7 chilometri con 17 fermate, collegando piazza della Libertà a Bagno a Ripoli e attraversando viale Giannotti. Tuttavia, non è chiaro come verrà garantita la sicurezza e la continuità delle piste ciclabili lungo questo tracciato.I residenti del noto quartiere fiorentini chiedono a gran voce un intervento delle autorità, per permettere la salvaguardia di una zona dedicata proprio al passaggio delle biciclette. 

Moise Kean titolare in Grecia? Le condizioni di Adli, Folorunsho e Colpani

L'ex Juventus può partire dal 1 minuto contro il Panathinaikos

Moise Kean sta bene e si prepara a lottare per una maglia da titolare nella prossima sfida di giovedì contro il Panathinaikos. Intanto, la Fiorentina ha diramato un comunicato ufficiale sulle condizioni fisiche di tre giocatori: Andrea Colpani, Yacine Adli e Michael Folorunsho.Andrea Colpani è alle prese con una lesione di LISFRANC causata da un trauma subito durante una partita. Il centrocampista sta seguendo un trattamento conservativo e sarà sottoposto a un nuovo controllo specialistico tra due settimane. In quel momento, si valuterà la possibilità di aumentare i carichi di lavoro per permettergli un graduale reinserimento in gruppo.Yacine Adli, come anticipato dalla nostra redazione, sta recuperando bene e da domani inizierà il reinserimento nel gruppo. La sua disponibilità per le prossime gare ufficiali sarà valutata nei giorni successivi.Michael Folorunsho, invece, sta svolgendo un lavoro differenziato per recuperare da una lesione al muscolo vasto intermedio, causata da un trauma diretto subito durante la partita contro l'Hellas Verona. La sua condizione verrà rivalutata nei prossimi giorni.La Fiorentina, dunque, continua a monitorare attentamente la situazione di questi giocatori, con Kean che si prepara a un possibile ruolo da protagonista contro il Panathinaikos.

Fiorentina, adesso testa alla Conference: giovedì il ritorno ad Atene

Possibile allenamento a porte aperte prima della partenza per la Grecia

Dopo la vittoria contro il Lecce, la Fiorentina si prepara a tornare in campo per un impegno cruciale in Europa. Settantasette giorni dopo il pareggio di Guimaraes, firmato da Rolando Mandragora, i viola riprenderanno il cammino in Conference League. Giovedì sera la squadra di Palladino sarà ad Atene per affrontare il Panathinaikos nell’andata degli ottavi di finale.Sarà un ritorno in Grecia che inevitabilmente rievoca il ricordo della dolorosa finale persa lo scorso anno contro l’Olympiakos, un episodio ancora difficile da digerire per i tifosi gigliati. Questa volta, però, il seguito della squadra sarà più contenuto: saranno circa 300 i sostenitori viola attesi nella capitale greca, in attesa magari di una presenza più numerosa per un eventuale quarto di finale. Da capire se prima della partenza, la Fiorentina di Raffaele Palladino farà un allenamento a porte aperte per caricare l'ambiente. 

La normalità, un bene da tenersi stretto: la storia di Cinzia Capecchi e del piccolo Dario

Cinzia Capecchi racconta la sua storia a Firenzedintorni.it

Ieri, 28 febbraio, è  stata la Giornata Mondiale delle Malattie Rare. Firenzedintorni.it ha raccontato la storia di Cinzia Capecchi, madre del piccolo Dario."Io sono la mamma di Dario, un bambino speciale di quasi 8 anni. Ha la sindrome di Lesch-Nyhan, detta anche 'Gotta giovanile', una malattia molto rara. Siamo circa 42 in Italia" racconta Cinzia Capecchi. "La Giornata Mondiale delle Malattie Rare è fondamentale per far sapere a tutti che la nostra vita è più 'viva', con colori molto forti. E che la normalità è un bene da tenersi stretto".Una vita, quella di Cinzia, non semplice anche dal punto di vista fisico: "Gestire Dario è uno sforzo fisico non indifferente. Spostare un bambino di circa 20 chili, che non riesce a stare seduto o a camminare, dal letto al passeggino o al deambulatore comporta un impegno davvero importante. Soprattutto perché Dario, come tutti i bambini, si innervosisce, e così la gestione fisica diventa ancora più complicata. Senza dimenticare, ci dice Cinzia, l'aspetto mentale. Non parlando, bisogna cogliere tutti i piccoli segnali che Dario ci dà per farsi capire e lui, devo ammettere, ci riesce benissimo. Ma qualche volta non riesco a coglierli subito".Importante anche sottolineare gli aiuti che le istituzioni offrono alle famiglie con bambini affetti da queste patologie: "Ci sono terapiste brave che ci vengono incontro, con i loro tempi. Sono davvero di grande sostegno".L'impegno di Cinzia, però, non si ferma qui. "L'intenzione è di scrivere un libro, anche per sfogarmi. Tante volte le giornate passano in modo silenzioso, anche se spesso sono davvero molto rumorose. Insomma, viviamo molti contrasti e scrivere un libro per raccontare la mia storia e quella di Dario credo possa essere una bella iniziativa".

Firenze, la paura delle spaccate continua. La soluzione targata Firenze Manutenzioni

Capecchi: “Dopo l'ennesima spaccata, consiglio di effettuare una prova gratuita con i chiusini KIO della Polieco”

Firenze e Montelupo Fiorentino sono state teatro di due furti con spaccata ai danni di altrettante profumerie. Durante la notte tra martedì e mercoledì scorso, ignoti hanno utilizzato un tombino per infrangere la vetrina di una profumeria situata in viale Talenti, a Firenze. Dopo aver sfondato il vetro, il ladro ha rapidamente arraffato diversi profumi prima di darsi alla fuga. L'allarme è stato dato da un passante che ha subito contattato il 112 Nue. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha avviato le indagini per risalire ai colpevoli, analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza sia interne al negozio che quelle installate nel quartiere. Al momento, il valore della refurtiva non è ancora stato quantificato.Di fronte a questi episodi sempre più frequenti, viene sempre più spontaneo pensare a misure innovative per contrastare il fenomeno delle spaccate e migliorare la sicurezza urbana. Tra queste, spicca l'installazione dei nuovi chiusini KIO, realizzati dalla ditta Firenze Manutenzioni di Francesco Capecchi. Questi chiusini rappresentano un'importante innovazione nel settore grazie alle loro caratteristiche avanzate e all’utilizzo di materiali tecnologicamente evoluti.I chiusini KIO sono infatti prodotti in Kinext, un materiale biocompatibile che offre una resistenza superiore nel tempo. A differenza della tradizionale ghisa, Kinext è completamente anti-ruggine, il che permette ai chiusini di mantenere inalterate le proprie caratteristiche nel lungo periodo, resistendo agli agenti atmosferici. Questa durabilità li rende un investimento strategico per la sicurezza delle infrastrutture cittadine.Oltre alla resistenza, i chiusini KIO presentano soluzioni innovative in termini di sicurezza: la chiusura ermetica li rende impermeabili alle intemperie, impedendo infiltrazioni d’acqua e garantendo un efficace drenaggio grazie alla griglia integrata. Inoltre, il design anti-vandalismo e anti-scintilla previene manomissioni e utilizzi impropri, riducendo drasticamente il rischio di furto o effrazione. A differenza dei tradizionali chiusini in ghisa, che possono essere facilmente rimossi e utilizzati per atti criminosi, i chiusini KIO sono saldamente fissati e non possono essere divelti con facilità.Questa innovazione si inserisce perfettamente nel piano di Firenze per migliorare la sicurezza urbana e contrastare il fenomeno delle spaccate, dimostrando come l’adozione di tecnologie avanzate possa contribuire al benessere della comunità e alla protezione del patrimonio cittadino.Firenzedintorni.it ha intervistato sul tema, Francesco Capecchi proprietario della Firenze Manutenzioni: "Dopo l'ennesima spaccata, consiglio di effettuare una prova gratuita con i chiusini KIO della Polieco, forniti dalla Sartini Srl. Questi chiusini garantiscono la sicurezza degli operai grazie al loro peso ridotto, sono fissati con viti rendendo impossibile aprirli e utilizzarli per rompere vetri vari. Inoltre, sono composti da un materiale leggero ed estremamente resistente alla ruggine. Sono antiscintilla e isolanti. Mi sembra un'ottima opportunità per il Comune di Firenze per limitare questi episodi di violenza e degrado. Ricordo che questi chiusini sono già presenti nel complesso della Fortezza da Basso. Questo progetto è sostenuto e finanziato anche dall'Artigiancredito Toscano e dal CNA Firenze, che auspica una buona riuscita dell’iniziativa".

Il paradosso di Via Mannelli

Una carrozzina costretta a muoversi tra le macchine che sfrecciano sulla carreggiata. Com'è possibile?

Camminando di sera, a piedi, verso la stazione di Campo di Marte, mi sono imbattuto in una scena che mi ha fatto riflettere: in via Mannelli, una donna spingeva una carrozzina lungo il bordo della carreggiata, nel senso opposto di marcia rispetto alle auto che sfrecciavano a tutta velocità. Il marciapiede? Largo appena 50 cm, pieno di dossi e buche, lasciato in condizioni pessime che impediscono il passaggio di una carrozzina.Il caso di via Mannelli è emblematico. La situazione è già critica, ma nei prossimi giorni peggiorerà ulteriormente a causa dei lavori per la nuova tramvia. Con la trasformazione della strada in un controviale e il conseguente cambio di senso, il traffico aumenterà in modo esponenziale, rendendo ancora più difficile e pericoloso il transito pedonale. Oltre all’assenza di marciapiedi adeguati, via Mannelli è una strada buia e insicura, dove la mancanza di illuminazione e le barriere architettoniche rappresentano solo alcuni dei numerosi problemi. Ogni giorno, il tratto è attraversato da turisti, studenti e residenti, tutti costretti a muoversi in condizioni di elevato rischio.A questa situazione si aggiunge un'altra riflessione sul paradosso della stazione di Campo di Marte. La scorsa estate è stata avviata la riqualificazione della zona con la creazione di nuove aiuole per contrastare le isole di calore, ma questo ha reso la carreggiata ancora più stretta, causando continui ingorghi a causa dei parcheggi "selvaggi" e del frequente passaggio di autobus. Inoltre, pochi giorni fa, abbiamo parlato dell'inaugurazione della nuova struttura A&O Hostels: da fuori, un vero e proprio paradiso.Basta però spostarsi di qualche metro per trovarsi di fronte al degrado di via Mannelli. Una situazione che lascia spazio a molte riflessioni, nella speranza che con l’arrivo della tramvia e delle nuove modifiche alla viabilità fiorentina, possano arrivare anche più sicurezza e meno degrado.

Hellas Verona-Fiorentina, i dubbi di Palladino: Fagioli in mediana, torna Comuzzo?

La probabile formazione della Fiorentina

Hellas Verona e Fiorentina si affrontano in una sfida cruciale per i rispettivi obiettivi stagionali. I padroni di casa cercano punti fondamentali per la salvezza, mentre i viola vogliono rialzarsi dopo due sconfitte consecutive e cancellare la pessima prestazione offerta contro il Como.La Fiorentina non è al completo: Palladino dovrà rinunciare per un periodo a Gudmundsson, Colpani e Adli, oltre a Gosens, fermato dal giudice sportivo. Nonostante le numerose assenze, il tecnico della Fiorentina intende confermare il 4-2-3-1. Sulla trequarti Zaniolo e Folorunsho agiranno sugli esterni, con Beltran al centro e Kean pronto a rientrare dal primo minuto come riferimento offensivo.In difesa, Pongracic parte favorito su Comuzzo, anche se il giovane classe 2005 resta in ballottaggio per un posto, sia da centrale sia da terzino adattato. A centrocampo Palladino ha diverse opzioni a disposizione. Attualmente, la coppia Cataldi-Fagioli è la più accreditata per partire titolare, con Mandragora leggermente più indietro nelle gerarchie. A sinistra, invece, sarà Parisi a prendere il posto dello squalificato Gosens.

La più totale indifferenza

Continui furti di motorini nel quartiere di Campo di Marte. E il tutto accade davanti l'indifferenza generale...

"Odio gli indifferenti", scriveva Antonio Gramsci. E tra l’indifferenza della gente, nella giornata di ieri, si è verificato l’ennesimo furto di un motorino nel quartiere di Campo di Marte. La cosa più sconcertante? È accaduto in pieno giorno.Erano circa le 13 quando Andrea, terminata la pausa pranzo, ha parcheggiato il suo SH bianco in Largo Gennarelli. Qualche ora dopo, intorno alle 16, pronto per tornare a casa, ha fatto l’amara scoperta: il mezzo non c’era più. Scomparso nel nulla.Firenzedintorni.it, raccogliendo la testimonianza di Andrea, ha approfondito la questione. E basta chiedere ai residenti di Campo di Marte per capire che quanto accaduto ieri non è un caso isolato, anzi. "Da più di un anno, questa baby gang ruba motorini SH dal 2018 in giù", racconta Antonio, anche lui vittima di un furto nei mesi scorsi. "Da quello che ci hanno riferito le forze dell’ordine, si muovono per Campo di Marte con un furgone. Caricano il motorino, lo smontano e i resti li abbandonano in Viale Righi".Siamo andati a dare un’occhiata. Sì, qualche pezzo di metallo abbandonato, ma nulla di rilevante. Eppure, parlando con i cittadini, questa baby gang sembra essere ben nota nel quartiere. Anche le forze dell’ordine sono a conoscenza dei fatti, ma nessuno sembra riuscire a fermarli. "La cosa più assurda" – continua Antonio – "è che questi furti avvengono durante il giorno. Le persone vedono quello che accade, non c’è dubbio. Com’è possibile che nessuno sia mai intervenuto?". La più totale indifferenza.Che questo articolo serva ad avvertire i residenti di questa situazione, ma anche a lanciare un messaggio: intervenite, se necessario. Ignorare questi episodi danneggia gli altri, ma alla lunga anche voi stessi…

Fiorentina-Como, Palladino e il dubbio del modulo: ancora 4-4-2?

La probabile formazione della squadra allenata dall'ex Monza

La Fiorentina e il Como si affronteranno domani alle 12:30 in una partita importante per entrambe le squadre. Per Raffaele Palladino, l'obiettivo è tornare a fare punti dopo la sconfitta di San Siro, mentre il Como deve reagire dopo tre sconfitte consecutive. Entrambi gli allenatori hanno diverse scelte da fare, soprattutto in attacco per Palladino e nella gestione della rosa per Fabregas, tra infortuni e nuovi acquisti.   La Fiorentina ritrova Comuzzo in difesa e si affiderà alla linea a quattro con Ranieri e Pongracic centrali, mentre Gosens è favorito su Parisi a sinistra. In mezzo al campo, l'assenza di Adli potrebbe aprire le porte all'esordio da titolare di Fagioli, che affiancherà Mandragora. Dodò e Folorunsho presidieranno le fasce, mentre in attacco resta il grande dubbio su chi sostituirà Kean, squalificato. La coppia Beltran-Zaniolo sembra la più probabile, con Gudmundsson pronto a entrare a gara in corso.  Il modulo scelto da Palladino dovrebbe essere il 4-4-2, puntando su un centrocampo dinamico e su un attacco rapido e tecnico. La Fiorentina cercherà di sfruttare il buon momento vissuto in casa, mentre il Como dovrà trovare il modo di reagire per non restare invischiato nella zona bassa della classifica. La partita si preannuncia combattuta, con entrambe le squadre alla ricerca di punti fondamentali per i rispettivi obiettivi stagionali.

I giardini di Viale Malta e il cancello della discordia: il degrado va combattuto, non aiutato

Il grido dei residenti per le condizioni dell'area cani del giardino

I giardini di Viale Malta erano una piccola oasi per il quartiere di Campo di Marte. Sì, erano. Perché adesso anche quello spicchio di verde è stato "inghiottito" dal degrado che avanza inesorabilmente e ha colpito anche le zone più profonde di Firenze.Firenzedintorni.it ha raccolto il grido d’aiuto dei residenti per denunciare lo stato di abbandono del noto giardino. Infatti, dalla fine di giugno, il cancello dell’area cani di Viale Malta è in riparazione per una semplice saldatura. Come soluzione d’emergenza, è stata posta a mo’ di barriera una transenna. Ovviamente, entrare nell’area cani, anche di notte, quando dovrebbe essere chiusa al pubblico, è diventato estremamente facile.Alcuni cittadini segnalano episodi di spaccio e la presenza di baby gang, tanto che l’area cani risulta inutilizzabile persino al mattino e nel pomeriggio. Insomma, una situazione di degrado che si protrae da mesi e rende difficile godere di uno spazio così bello e importante per il quartiere di Campo di Marte.Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, tuttavia, questa situazione dovrebbe risolversi a breve con l’installazione di un nuovo cancello a protezione dell’area cani del giardino. Con la speranza che quella zona venga frequentata dai residenti con maggiore continuità. Questi spazi devono essere una risorsa, non degli ostacoli al benessere dei cittadini. 

Ruspe, cantieri e restringimenti: via Pian di Ripoli è in ostaggio

Code chilometriche per entrare a Firenze

Ruspe, cantieri e restringimenti: ecco cosa vede un fiorentino provenendo da via Pian di Ripoli. Dal 1° febbraio, infatti, per consentire l’ampliamento del cantiere della tramvia, è stato attuato un restringimento della carreggiata.Il traffico verso Firenze ora dispone di due corsie da 3 metri ciascuna, mentre i veicoli diretti alla rotonda di Quarto-Pontassieve hanno a disposizione una sola corsia da 3,5 metri. Il tratto interessato, lungo circa 500 metri tra via degli Olmi e via Nave a Rovezzano, è soggetto a un limite di velocità di 30 km/h. Questa modifica alla viabilità resterà in vigore fino al 15 maggio, come disposto dalla Città Metropolitana.Come prevedibile, questi lavori stanno causando notevoli disagi al traffico fiorentino. Dalle 16 in poi, infatti, all'altezza del Viola Park si formano code chilometriche che si estendono lungo via Pian di Ripoli fino a viale Europa, in direzione Firenze. I residenti segnalano attese di ore per entrare in città, anche a causa dei grandi camion trasportatori che rallentano ulteriormente il traffico.Immaginare questa situazione fino al 15 maggio sembra davvero difficile, sperando che non ci siano ritardi o complicazioni nei lavori. Allo stesso tempo, appare altrettanto complesso individuare una soluzione alternativa, data l'importanza dell’intervento. L’unica opzione è abituarsi, con i fiorentini che, per diversi mesi, saranno ostaggi di gru, ruspe e cantieri.

Nicolò Fagioli è arrivato al Viola Park

A breve la firma sul contratto

Nicolò Fagioli, ormai ex centrocampista della Juventus, è arrivato al Viola Park. A breve la firma sul contratto che lo legherà alla Fiorentina. Così si conclude il mercato di gennaio della squadra di Palladino.

Statuto, incubo per i residenti: ragazzini lanciano sassi da un cavalcavia

Una vittima: “Io colpita e minacciata. La polizia non interviene, situazione surreale”

Un vero incubo quello che stanno vivendo i residenti dello Statuto, in particolare coloro che abitano nelle vicinanze del cavalcavia di viale Cadorna. La scorsa settimana, una ragazza è stata colpita da un sasso lanciato da tre adolescenti, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, proprio da quel cavalcavia. Ad intervenire è stata la madre, la signora Erica, che, nel tentativo di difendere il figlio, è stata minacciata da uno dei membri di questa baby gang. "Tiro fuori la pistola!" avrebbe gridato il ragazzo, dopo aver colpito la donna al ginocchio con un sasso."Non appena sono uscita dal cancello, ho preso una sassata al ginocchio" racconta a Firenzedintorni.it Erica, madre del ragazzo vittima di questo pericoloso "passatempo". "Io ho riportato solo un livido, ma se avesse colpito un anziano o un bambino, cosa sarebbe successo? Sono due settimane che questa situazione va avanti: arrivano alle 18:30 e per un'ora si divertono a lanciare sassi ai passanti. Ma non solo. Uno di questi ragazzini, avrà avuto 13 anni, mi ha letteralmente minacciata dicendomi che avrebbe estratto una pistola. Questi giovani salgono dall'Orticoltura, dove c'è un buco nella rete, e percorrono la ferrovia a piedi. È una situazione insostenibile"."La polizia è arrivata dopo 40 minuti: controllano in macchina e poi se ne vanno" spiega Erica. "Quando abbiamo denunciato questa situazione per la prima volta, abbiamo fornito documenti e testimonianze. Il giorno dopo hanno mandato una pattuglia per due ore, poi sono andati via. Addirittura, una volta ho fatto una chiamata d'emergenza mentre mia figlia si trovava sotto il ponte e non mi hanno aiutata. Il motivo? Avrei dovuto identificare con precisione quei ragazzi, altrimenti nessuno sarebbe intervenuto".Sono ormai quattro i casi simili e sui social cresce la rabbia dei residenti, che chiedono aiuto alle forze dell'ordine e alle istituzioni. Firenzedintorni.it continuerà a seguire da vicino questa vicenda, con la speranza di vedere presto un cambiamento.

Pablo Marì è un nuovo giocatore della Fiorentina: le visite mediche

Il difensore potrebbe non essere l'ultimo colpo in entrata dal Monza: occhi dei viola su Bondo

Arrivato questa mattina al Viola Park, Pablo Marì ha svolto le visite mediche presso la nota clinica Fanfani. A breve firmerà il contratto con la Fiorentina fino al 2026. Lo spagnolo ritrova Raffaele Palladino dopo l’esperienza al Monza.

[GALLERY] Bomba d'acqua su Firenze: allagamenti e traffico in tilt

Le situazioni più critiche

A Firenze il maltempo continua a provocare gravi disagi. La città è alle prese con una serie di allagamenti che stanno interessando numerose strade e creando difficoltà per residenti e automobilisti. La situazione più critica è stata registrata nella zona delle Cure, dove il livello dell'acqua del torrente Mugnone è salito pericolosamente, arrivando a sfiorare il ponte ferroviario. Anche in Via Faetina, presso il noto giardino "Area Pettini" si registrano allagamenti. Le autorità stanno monitorando costantemente l'area per evitare ulteriori problemi.Le strade allagateLe strade maggiormente colpite dagli allagamenti includono: Via Artemisia Gentileschi, Via Livorno, Via delle Cascine,Via San Bartolo a Cintoia, Viale Undici Agosto, Via Luigi Lanzi, Via Incontri, Via Circondaria, Via Pisacane, Via della Pietra, Via di San Leonardo, Vicolo di San Marco Vecchio,Via Dino del Garbo, Via delle Bagnese, Via San Piero a Quaracchi, Viale MiltonQueste vie risultano impraticabili in diversi tratti, rendendo difficoltoso il traffico e aumentando i rischi per chi si sposta in auto o a piedi. I cittadini sono invitati a prestare la massima attenzione e, se possibile, a evitare di mettersi in viaggio.

Campo di Marte, la passerella abbandonata: buio, degrado e acqua fino alle caviglie. Si può continuare così?

I residenti del noto quartiere fiorentini protestano da mesi

Le immagini parlano chiaro: la passerella ferroviaria di Via Mannelli, nei pressi della stazione di Campo di Marte a Firenze, versa in condizioni che definire precarie è un eufemismo. Un luogo che dovrebbe garantire il passaggio sicuro dei pedoni è invece diventato un simbolo del degrado urbano, lasciando i cittadini esasperati e senza risposte.Passeggiare su questa passerella significa affrontare una serie di disagi evidenti. Il buio è totale: l'illuminazione, se presente, è completamente insufficiente, rendendo pericoloso il passaggio soprattutto nelle ore serali. Come dimostrano le foto scattate di recente, il camminamento è invaso dall'acqua stagnante, costringendo chi lo percorre a immergersi con i piedi in pozzanghere profonde, spesso fino alle caviglie.Le barriere di metallo, arrugginite e coperte di graffiti, sembrano solo accentuare l’atmosfera di abbandono, mentre le erbacce crescono indisturbate lungo i bordi. È evidente che la manutenzione è assente da tempo. La situazione non è solo scomoda ma anche potenzialmente pericolosa: i pedoni, tra cui studenti, lavoratori e residenti, rischiano ogni giorno di scivolare o di trovarsi in situazioni di disagio."Chi dobbiamo sentire? Nessuno fa niente." Questo il grido esasperato di chi è costretto a utilizzare quotidianamente la passerella. I cittadini chiedono interventi immediati, ma, nonostante le segnalazioni, la situazione rimane immutata. A chi spetta prendersi cura di questo luogo?

A Firenze una retrospettiva dedicata a Folco Cianfanelli: un omaggio a 100 anni dalla nascita

Mostra organizzata con la collaborazione di Firenze Manutenzioni

Dal 1 al 13 febbraio 2025, la Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti “Casa di Dante” ospiterà una mostra unica nel suo genere per celebrare il centenario della nascita di Folco Cianfanelli, artista e artigiano fiorentino. L'esposizione, voluta e curata dal figlio Filippo Cianfanelli, rappresenta un viaggio emozionante attraverso le opere e la vita di un artista che ha saputo lasciare un segno indelebile nell’arte toscana.Folco Cianfanelli, nonostante la sua maestria e il talento, è un nome che oggi rischia di cadere nell’oblio. “A 100 anni dalla sua nascita, ho voluto realizzare questa mostra per ricordare mio padre, la sua eleganza e la sua generosità,” scrive Filippo Cianfanelli nel testo introduttivo della mostra. L’esposizione assume un valore ancora più simbolico, considerando che lo stesso Folco tenne proprio alla “Casa di Dante” la sua prima mostra di disegni nel 1960.Le opere di Cianfanelli si trovano oggi in numerose collezioni private prestigiose, testimoniando il valore artistico e culturale del suo lavoro. Attraverso l’uso magistrale di olio su tela, l'artista catturava scorci di paesaggi, atmosfere e momenti della quotidianità con una sensibilità unica. La mostra include una selezione di queste opere, offrendo ai visitatori l’opportunità di riscoprire la sua arte in tutto il suo splendore.Chi ha conosciuto Folco Cianfanelli ricorda non solo il suo talento, ma anche il suo carattere aperto e generoso. Il suo laboratorio di decoratore in via Maggio era un punto di riferimento per artisti e amici, che spesso si fermavano per un consiglio o per trascorrere del tempo in sua compagnia. “Ovunque andasse, portava con sé un blocco di carta da disegno e una penna a feltro Flo-Master per immortalare gli scorci che lo colpivano,” racconta Filippo, che da ragazzo lo accompagnava nei suoi viaggi in Maremma.L’eredità di Folco Cianfanelli è oggi portata avanti dal figlio Filippo, che ha deciso di dedicarsi alla pittura solo dopo la scomparsa del padre. “All’età di 68 anni ho iniziato a dipingere a olio, senza mai raggiungere la sua maestria, ma con la speranza di onorare il suo ricordo,” scrive Filippo con emozione.La mostra si terrà presso la sede della Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, in via Santa Margherita 1/R, Firenze. Gli orari di apertura sono dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00, dal martedì alla domenica. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare il numero 330.643131 o scrivere a cianfanelli5@gmail.com.Una tappa imperdibile per chi ama l’arte fiorentina e desidera rendere omaggio a un grande artista del Novecento.

Tramvia, il 25 gennaio la nuova linea. E i fiorentini si dividono tra traffico e sicurezza

Firezedintorni.it ha intervistato i fiorentini per avere la propria opinione sull'avvento di questa nuova linea tramviaria

Il 25 gennaio 2025 segna una data importante per Firenze con l'inaugurazione della linea tranviaria VACS, progettata per migliorare la mobilità e alleggerire il traffico urbano. Dopo un sondaggio condotto pochi giorni fa, Firenzedintorni.it ha chiesto a un numero maggiore di cittadini se, secondo il loro punto di vista, l'uso della tranvia potesse davvero avere un impatto sul traffico cittadino. Ecco le opinioni raccolte:Pareri a favoreGiovanni, residente a Scandicci:"La linea 1 ha già dimostrato che la tramvia riduce il traffico. Mi aspetto lo stesso dalla nuova linea. Sono nato a Scandicci e, da quando c'è la linea tramviaria, muovermi per Firenze non è mai stato così semplice. La macchina la lascio a casa, senza alcun problema."Maria, pendolare:"Uso già la tranvia per lavoro. È comoda e puntuale. Con questa nuova linea, altre persone potrebbero lasciare l'auto a casa. Certo, non è facile cambiare le proprie abitudini, ma insieme e con un forte senso di comunità, Firenze può diventare una città migliore."Luca, studente universitario:"È un passo verso una città più vivibile. Ogni tram in più significa meno macchine sulle strade, ne sono convinto. Basta vedere i dati di questi giorni. Inoltre, grazie all'Università di Firenze, noi studenti abbiamo vari sconti che incentivano l'uso dei mezzi pubblici. Insomma, tutto di guadagnato."Simona, ambientalista:"Faccio parte di un'associazione ambientalista. Non per tirare l'acqua al mio mulino, ma questa nuova linea tramviaria è un contributo alla sostenibilità. Meno auto in circolazione significano meno emissioni. Usciamo dall'idea che il traffico a Firenze ci sarà per sempre. Non è vero! Questo è un passo importante per migliorare la qualità dell'aria che respiriamo."Elena, madre di famiglia:"Con la nuova linea, i miei spostamenti quotidiani saranno più rapidi e sicuri per i bambini. Forse ci dovremo svegliare un po' prima e loro non saranno felici (ride, ndr), ma non importa. Meglio 10 minuti in più in tramvia che fare le corse in bicicletta. Quando piove, poi, non ne parliamo!"Marco, ciclista urbano:"Tramvia o no, io userò sempre e solo la bicicletta. Sono una persona atipica rispetto al mondo moderno: non ho né macchina né motorino. Solo la mia amica a due ruote e un sellino. Detto ciò, sono contento per l'arrivo della nuova tramvia, con la speranza che le strade diventino più sicure anche per noi ciclisti."Laura, turista abituale:"Io vivo a Milano, ma quando posso vengo a Firenze per ammirarla e gustarmi ogni suo dettaglio. Devo ammettere che, con l'avvento della tramvia, visitarla è più piacevole. Non so se avrà un impatto sul traffico, ma tentar non nuoce."Giorgio, autista di autobus:"I mezzi pubblici stanno diventando sempre più la normalità a Firenze, e lo dico da addetto ai lavori. Lo vedo ogni giorno. Adesso prendere la macchina è diventata una spesa quasi insostenibile per le famiglie. Il Comune ha il dovere di aiutare i cittadini, e la tramvia è un modo perfetto. Traffico ridotto? Difficile dirlo adesso, vedremo tra qualche mese."Chiara, liceale:"Onestamente non voglio parlare di traffico. Ho 19 anni, vivo in periferia e uso la tramvia per uscire la sera con gli amici. Ampliare la linea tramviaria mi sembra un ottimo modo per aiutare e proteggere noi ragazze che la sera ci spostiamo da sole. Il traffico è un tema importante, certo, ma non dimentichiamo mai la sicurezza."Lucia, guida turistica:"Da quello che so, molti hotel stanno creando convenzioni con il Comune per favorire l'uso della tramvia. Per i turisti è tutto di guadagnato. Speriamo di non dover assistere più al caos di macchine e smog che ormai siamo abituati a vedere."Pareri contrariAlessandro, tassista:"La storia del traffico ormai va avanti da parecchio tempo. La tramvia è presente a Firenze da anni e non mi sembra di vedere grandi miglioramenti. Perché con questa nuova linea dovrebbe essere diverso?"Silvia, residente nel quartiere VACS:"Con l’arrivo dei cantieri c’è stato caos per mesi. Non sono convinta che ne valga la pena. Sono nata a Firenze e il traffico c'è sempre stato. Serve la bacchetta magica, altro che tramvia!"Federico, pensionato:"Senza una gestione integrata dei parcheggi e delle auto in periferia, il traffico non diminuirà davvero. La tramvia, per me, è solo fumo negli occhi per i cittadini. Serve un intervento più a 360 gradi."Roberto, imprenditore:"Per chi deve trasportare merci o materiali pesanti, la tramvia non è una soluzione. Bisogna pensare al bene della città, certo, ma la nuova linea cambierà poco le mie abitudini. Saremo noi lavoratori, poi, a dire se il traffico sarà davvero diminuito."Stefano, medico:"La tramvia diminuirà il traffico? Forse. Ma i cantieri? Alcuni percorsi sono diventati più lunghi per via delle modifiche alla viabilità attorno ai binari. Guardate Piazza della Libertà. Firenze paga un prezzo troppo alto per la tramvia. A Scandicci serve, ma in altre zone no. Non tutta la città è uguale."Francesca, commerciante:"Non tutti i clienti vogliono usare i mezzi pubblici, specialmente quelli che fanno grandi acquisti. Forse è questione di mentalità, non lo so. Ma non diamo per scontato che la tramvia venga vista di buon occhio da tutti, perché non è così."Matteo, lavoratore notturno:"La tramvia è un covo di criminali e malviventi. E non sto esagerando. Io, alla linea della Stazione Santa Maria Novella, ne vedo di tutti i colori di notte. La gente usa la tramvia per spacciare e rubare. Senza sicurezza diventerà presto un altro luogo di degrado."La nuova tramvia continua a dividere l’opinione pubblica: da un lato, la speranza di una Firenze più vivibile e sostenibile; dall'altro, il timore che le difficoltà logistiche e le necessità di alcune categorie non siano completamente considerate. Riuscirà questo ambizioso progetto a mettere d'accordo i fiorentini?

Quanto costa parcheggiare a Firenze?

Il caso di Andrea Colombini, proprietario della Pacof Impianti

A Firenze il tema dei parcheggi continua a far discutere, con ripercussioni su cittadini, lavoratori e aziende. Andrea Colombini, proprietario di Pacof Impianti, ai microfoni di Firenzedintorni.it ha espresso la sua opinione in merito, sottolineando le difficoltà che la città pone a chi deve muoversi o lavorare nel capoluogo toscano.“Si parla tanto di soluzioni più ecologiche per limitare il traffico e l’inquinamento, ma nella pratica i problemi restano irrisolti” afferma Colombini. “La mia azienda, per far parcheggiare i vari furgoni da lavoro in giro per Firenze, spende delle cifre davvero alte. Parliamo di costi insostenibili: fino a 6.300 euro all’anno. E per un'azienda la spesa è davvero importante.”Questo è un danno importante per un'azienda. "Ogni permesso costa 700 euro all’anno a furgone solo per poter parcheggiare, più i permessi per accedere al centro e non solo. Non è una questione di limiti, ma di trovare soluzioni concrete per arginare le difficoltà. Noi così, come facciamo a lavorare?".Anche chi decide di utilizzare i mezzi pubblici non trova sempre una soluzione ottimale. “Chi viene da lontano con i mezzi ci mette troppo tempo. La mattina, forse, è ancora gestibile, ma la sera diventa complicato. Questo disincentiva l’uso del trasporto pubblico, vanificando gli sforzi per ridurre il traffico cittadino.”Le istituzioni? La risposta è chiara e netta. La gestione dei parcheggi è mirata al favorire i mezzi pubblici, salvaguardando l'ambiente. Detto ciò, dopo aver preso coscienza di questi forti limiti per i lavoratori, ci sarà maggiore impegno per trovare una soluzione congrua.

FED chiede ai fiorentini: “Ma la tramvia è davvero così importante?”

Le reazioni dei fiorentini dopo l'incidente del 9 gennaio

Il recente incidente avvenuto il 9 gennaio 2025 all'incrocio tra via Guido Monaco e viale Fratelli Rosselli, che ha coinvolto un convoglio della tramvia e un'auto, ha suscitato diverse reazioni tra i cittadini fiorentini. L'impatto ha causato il deragliamento del tram e il ferimento non grave del conducente dell'auto e dell'autista della tramvia. Firenzedintorni.it ha chiesto a Firenze: "La tramvia quindi, è davvero così importante?". Giulia, 34 anni, residente in zona Porta al Prato: "Utilizzo la tramvia quotidianamente per recarmi al lavoro. Nonostante l'incidente recente, continuo a ritenerla un mezzo sicuro ed efficiente. Eventi come questo sono rari e credo che le autorità prenderanno le misure necessarie per evitare che si ripetano."Marco, 45 anni, commerciante in via Guido Monaco: "L'incidente ha causato notevoli disagi al traffico e alle attività commerciali della zona. Sebbene la tramvia sia un servizio utile, è fondamentale garantire una maggiore sicurezza agli incroci più critici."Elena, 29 anni, studentessa universitaria: "La tramvia rappresenta un'ottima soluzione per la mobilità urbana. Tuttavia, dopo l'incidente, mi chiedo se siano necessari ulteriori controlli o aggiornamenti infrastrutturali per prevenire situazioni simili in futuro."Se si ferma la tramvia, si ferma Firenze. E questo un po' spiega come questo nuovo mezzo di trasporto sta diventando parte essenziale della quotidianità dei cittadini fiorentini. Nel bene, ma anche nel male. Il tuo parere è importante. Facci sapere cosa ne pensi! Scrivici a redfirenzedintorni@gmail.com

Albert Gudmundsson è un caso. Che fine ha fatto il numero 10 della Fiorentina?

La differenza con Beltran è troppo evidente

Albert Gudmundsson ha deluso nella sfida contro il Monza, con una prestazione opaca che lo ha visto sostituito all’intervallo dopo 45 minuti anonimi. Schierato come trequartista nel 4-2-3-1, ha faticato a trovare spazi e a superare la marcatura stretta di Izzo, senza creare occasioni pericolose. Con soli 3 gol stagionali e un rendimento calante dal rientro a dicembre, deve ritrovare forma e incisività per aiutare la Fiorentina.Nonostante la serata negativa, Lucas Beltran ha offerto segnali positivi entrando nella ripresa. Ha guadagnato e trasformato un rigore con freddezza, mostrando intraprendenza e contribuendo a movimentare l’attacco viola. Tuttavia, la stanchezza dei centrocampisti e l’assetto tattico rigido di Palladino hanno limitato le possibilità di rimediare a una prestazione complessivamente deludente.Albert Gudmundsson è un caso? Verrebbe da dire di sì

Come giocherà la Fiorentina con Folorunsho?

Il nuovo centrocampo viola

La Fiorentina continua a rivoluzionare il centrocampo, e l'ultimo acquisto è Michael Folorunsho, proveniente dal Napoli. Il giocatore si inserisce in un reparto che ha mostrato difficoltà, specialmente dopo l'assenza di Bove, con cui però presenta caratteristiche diverse. Folorunsho può formare un trio completo con Cataldi e Adli, offrendo aggressività, gol, tiri da fuori e dinamismo. Cataldi garantisce quantità e qualità, mentre Adli eccelle in regia ma ha limiti nel coprire campo.Palladino ha diverse opzioni tattiche per integrare Folorunsho. Potrebbe essere utilizzato in un 4-3-2-1 come mezz'ala di inserimento o in moduli più dinamici come un 3-5-2 o un 3-4-2-1, sfruttando la sua versatilità. Il suo arrivo dà energia e nuove soluzioni al centrocampo viola, rispondendo alle esigenze di una squadra che necessita di maggiore equilibrio e creatività.

Capecchi: “16 anni del Nodo Capecchi. Così è nata questa grande invenzione”

“Un orgoglio per me, figlio di Firenze, condividere questa tecnologia con tutti i fiorentini”

Dopo 16 anni dalla sua prima applicazione, il sistema "Nodo Capecchi" è diventato una vera e propria innovazione nel campo delle riparazioni alle fughe di gas. Firenzedintorni.it ha intervistato Francesco Capecchi, ideatore del sistema insieme al padre Gianfranco e proprietario di Firenze Manutenzioni, per raccontarci la storia dietro a questa rivoluzionaria tecnica.Francesco, come è iniziato tutto? "Era il 2009, e mi trovavo in via Rosselli Cecconi durante una fuga di gas in un condominio. Toscana Energia, che si era appena fusa con Toscana Gas, aveva bisogno di intervenire, ma non sapevano come farlo senza causare danni al palazzo. Il problema era che, per riparare la fuga, avrebbero dovuto rompere il solaio, un'operazione complessa e costosa". Come sei arrivato alla soluzione? Mio padre, Gianfranco Capecchi, mi raccontò un sistema che usava in telecomunicazioni per i cavi sanzionati e ad alta tensione. Lui utilizzava uno stucco speciale che proteggeva i cavi dall’umidità e impediva cortocircuiti. Decisi di testarlo sulle tubazioni, ma mi resi subito conto che non era la stessa cosa. Mio padre aggiunse due ingredienti speciali a questo stucco, e grazie alla sua esperienza, riuscimmo a creare un composto che potesse aderire perfettamente alle tubazioni senza danneggiarle. Dopo alcune verifiche, lo studio "Brevetti Italia" ci concesse il brevetto per quello che chiamammo "Nodo Capecchi".Come ti sei sentito durante il primo intervento? Ricordo ancora bene quel momento: avevo le mani tremanti, ero nervoso. Ma dovevo fare qualcosa, non c'era altra scelta. Applicai lo stucco sulle tubazioni danneggiate, rischiando anche la mia vita, e, incredibilmente, funzionò. Il gas si fermò immediatamente. Per la prima volta nella storia, riuscivamo a riparare una fuga di gas senza interrompere il flusso.Immagino la gioia del condominio, no? Tutto il condominio rimase a bocca aperta, come se stessero assistendo a una scena di un film. Il giorno dopo sono tornato a verificare, e il danno era stato completamente riparato. Non c’era più traccia della fuga. Poi, per nascondere l’intervento, riverniciammo le tubature dello stesso colore. Non si notava niente. Era davvero perfetto, sembrava un'opera d'arte.Cos'è che rende il sistema "Nodo Capecchi" così speciale? Una delle particolarità principali del "Nodo Capecchi" è che lo stucco può essere modellato a mano, adattandosi alla forma necessaria per ogni tipo di intervento. L’importante è che penetri in profondità nella tubatura per sigillare la fuga di gas in modo sicuro ed efficace.Dopo 16 anni, possiamo fare un bilancio dell'impatto del "Nodo Capecchi?" Il primo intervento fu il 9-10 gennaio 2009. Da allora, sono stati realizzati 18.740 interventi con il sistema "Nodo Capecchi", e, incredibilmente, non c'è stata alcuna fuga dopo il trattamento. È una soddisfazione enorme, non solo professionale, ma anche personale. Sono fiero di poter condividere questa tecnologia con tutti i fiorentini, essendo io stesso figlio di Firenze, nato a San Frediano.

C'era una volta Campo di Marte, c'era una volta Piazza Fardella

Un luogo un tempo sicuro, oggi teatro di furti, risse e degrado

C'era una volta Piazza Fardella. Un tempo era un luogo dove trascorrere le serate giocando a palla, chiacchierando e divertendosi. Sì, c'era, perché oggi tutto è cambiato. È rimasta solo una piazza. Non è più sicura e mal tenuta.Firenzedintorni.it ha deciso di porre l'attenzione su una questione che sta a cuore al quartiere di Campo di Marte. Piazza Fardella, un tempo punto di ritrovo, è oggi diventata il ritrovo di baby gang, degrado e senza tetto. La sporcizia regna sovrana, e spesso passano mesi prima che venga ripulita."Mio figlio non ci va più a giocare", ci dice Maria, residente della zona. "Adesso è inverno e fa freddo, ma d'estate spesso si trovava lì la sera con i suoi amici per passare un po' di tempo insieme. Be', quei momenti sono ormai solo un lontano ricordo."Come darle torto? Oggi sembra impossibile attraversare il quartiere di Campo di Marte di notte senza correre il rischio di incorrere in pericoli gravi. Piazza Fardella è solo una delle zone ormai abbandonate al degrado, spesso teatro di furti, risse notturne e schiamazzi che disturbano la quiete del quartiere.Forse, quando vediamo i giovani chiusi in casa davanti a un telefonino, dovremmo chiederci: da cosa si stanno nascondendo? Cosa al di là del portone di casa? Beh, se mettiamo la testa fuori dalla finestra, lo scenario non è certo rassicurante.

Fiorentina, che fine ha fatto Pongracic?

Il croato ha realizzato finora solo 379 minuti in 7 presenze complessive

Marin Pongračić, acquistato per 15 milioni dopo la cessione di Nikola Milenković, ha giocato pochissimo ed è attualmente l'ultima scelta di Palladino. Nonostante sia stato provato in allenamento, Moreno, in procinto di partire per il Monza nello scambio con Pablo Marí, gli è stato preferito. Pongračić, reduce da problemi fisici, non è mai stato schierato in campo da quando è tornato disponibile, totalizzando finora solo 379 minuti in 7 presenze complessive.Palladino ha dichiarato di averlo preso in considerazione per giocare, ma gli ultimi allenamenti pre Napoli hanno visto Moreno testato con i titolari. La società spera che la situazione di Pongračić possa migliorare, o almeno che gli venga data un’opportunità concreta.

Rovezzano e il suo grido d'aiuto: via della Chimera è una discarica a cielo aperto

Via della Chimera non sarà il Ponte Vecchio, è vero, ma merita sicuramente lo stesso rispetto

Rovezzano lancia un grido di aiuto e Firenzedintorni.it risponde, per quanto possibile. La situazione nelle case popolari di via della Chimera, assegnate dal 1998 a sei nuclei familiari Rom, è critica.La zona è stata trasformata in una discarica a cielo aperto, con rifiuti come lavatrici, divani e piccoli elettrodomestici abbandonati accanto alle abitazioni. Inoltre, un furgone con la scritta "sgombero tutto" contribuisce ad accentuare il degrado.La vicina area del parcheggio della stazione di Rovezzano, destinata a diventare uno scambiatore per la linea tramviaria, è perennemente vuota. La situazione, già oggetto di cinque denunce per gestione non autorizzata dei rifiuti e una per trasporto illegale, continua a ripetersi, con anche il sequestro di due autocarri senza assicurazione.Alia si è subito attivata per risolvere la situazione, ma le segnalazioni continuano ad arrivare, giorno dopo giorno. "È uno schifo," ci dice Francesca, residente della zona. "Mi fa stare male vedere una situazione del genere. Eppure Firenze è così bella. Vorrei ricordare che anche le periferie sono importanti, non solo il Duomo o Palazzo Vecchio."Via della Chimera non sarà il Ponte Vecchio, è vero, ma merita sicuramente lo stesso rispetto e decoro delle zone centrali del capoluogo fiorentino.

13657 interventi dal 7 aprile 2020 al 31 dicembre 2024, il risultato straordinario del Nodo Capecchi

Capecchi: “Dedico questo successo a mio padre e alla città di Firenze”

In questi anni, sono stati realizzati 13.657 interventi mirati utilizzando il sistema Nodo Capecchi (N.C.), una tecnologia innovativa per la riparazione di colonne montanti e tubazioni interrate. Questi interventi hanno affrontato con successo situazioni estremamente complesse: bicchieri, curve, tre vie, quattro vie e manicotti che risultavano impossibili da sostituire a causa della loro collocazione in punti critici (vicini a solai, affreschi storici, palazzi del '500, arcate in mattoni o edifici vincolati dalle Belle Arti).Grazie a questo sistema, è stato possibile evitare lavori invasivi come l’apertura immediata delle strade o interventi diretti sopra solai e cantine, garantendo al contempo la sicurezza totale: 0 fughe di gas riscontrate dopo il trattamento.Firenzedintorni.it ha intervistato Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni e inventore del sistema "Nodo Capecchi": "Questo traguardo ancora più significativo se si considera che, nel periodo più critico della pandemia di Covid-19, abbiamo riparato 1.213 fughe di gas, operando in condizioni estreme, muniti solo di maschere e attrezzature sofisticate, ma con tanta determinazione e fede. In una Firenze deserta, al culmine dell’emergenza, oltre alle Forze dell’Ordine, noi eravamo gli unici a garantire la sicurezza delle reti, spesso rischiando la vita per il bene della comunità". "Dedico questo successo a mio padre e alla città di Firenze" continua Capecchi. "È stato un risultato possibile grazie al lavoro di un team straordinario che desidero ringraziare di cuore: Dott. Massimiliano Chiuchiolo, che ha perfezionato il sistema con me, Danilo Giorgetti, Angelino Marinelli, Indrit Cereni e tutti gli operai della Firenze Manutenzioni. Grazie a tutti per il sostegno e il sacrificio condiviso in questa avventura".

Lo stradominio di Kean in Serie A: i numeri

L'attaccante della Fiorentina si è affermato come il giocatore più prolifico tra tutte le squadre del campionato

In una stagione di Serie A che sta regalando emozioni e sorprese, un nome emerge con prepotenza tra le fila dei marcatori: Moise Kean. L'attaccante della Fiorentina si è affermato come il giocatore più prolifico tra tutte le squadre del campionato, segnando il maggior numero di gol in tutte le competizioni. Una performance che lo consacra come uno degli attaccanti più letali e decisivi del momento. I numeri di Kean parlano chiaro. Con una media gol che supera quella di molti attaccanti più celebrati, il giovane talento italiano si è guadagnato un posto d'onore nelle statistiche stagionali. La sua freddezza sotto porta e la capacità di sfruttare al massimo ogni pallone lo rendono una risorsa indispensabile per la Fiorentina. Sono 15 i gol messi a segno dall'ex Juventus in tutte le competizioni. 

Juventus-Fiorentina, 300 tifosi viola caricano la squadra di Palladino

Breve discorso della Curva Fiesole ai giocatori viola

Circa 300 tifosi viola hanno accompagnato la partenza della Fiorentina di Palladino verso Torino, in vista della sfida di domani contro la Juventus di Thiago Motta. La Curva Fiesole non sarà presente, ma ha voluto ugualmente caricare i suoi giocatori. Breve discorso da parte dei rappresentanti del tifo viola, che hanno motivato allenatore e giocatori, sottolineando come la gara di domani non sarà mai una semplice partita per Firenze

Firenze e un cambio di passo contro le barriere architettoniche: la forza del “Bagno Viaggiante”

Dalle parole dell'assessore Giorgio, all'idea di Francesco Capecchi

"Abbiamo stanziato i fondi da investire nell’abbattimento delle barriere architettoniche in città, tutte già interamente mappate." Così Andrea Giorgio, assessore alla mobilità di Firenze, ha affrontato il tema delle difficoltà che i disabili incontrano nella vita quotidiana. Ben vengano, quindi, tutti gli interventi capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con ogni tipo di disabilità.In questo contesto, un aiuto concreto è arrivato negli ultimi mesi da Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni, grazie alla sua nuova invenzione: Il Bagno Viaggiante. Un’idea rivoluzionaria che, in linea con le parole dell’assessore Giorgio, potrebbe davvero migliorare la vita di molte persone non solo a Firenze, ma anche altrove.Il Bagno Viaggiante è una struttura urbana innovativa che combina sostenibilità, igiene e accessibilità. Dotato di pannelli solari e di un sistema autopulente, assicura un servizio sempre igienico e funzionale. Grazie a una rampa per disabili e alla presenza di un operatore fisso, garantisce piena accessibilità e assistenza.Al suo interno, offre acqua corrente, un fasciatoio per bambini e specchi con illuminazione regolabile, trasformandolo in uno spazio ideale per la cura personale. Inoltre, funge da punto informativo grazie a un sistema collegato alle forze dell’ordine e a un operatore, che fornisce informazioni utili su negozi e luoghi della città. Un servizio che integra igiene, tecnologia e inclusività.L’idea del Gruppo Capecchi potrebbe rappresentare per Firenze lo slancio necessario per un cambio di passo significativo nella tutela dei disabili, migliorando così la vita di tutti i cittadini fiorentini.

Parcheggi abusivi e degrado: il tempo si è fermato in Via Mariti

Via Mariti dovrà essere ripulita, prima o poi

A pochi passi dal degrado di Via Mariti, si trova altro degrado. "Il degrado attira altro degrado", dice qualcuno. E come controbattere? Tra le sterpaglie dell'ex cantiere Esselunga, Via Mariti versa in uno stato di abbandono totale. Noi di Firenzedintorni.it ci siamo soffermati su due situazioni particolarmente preoccupanti.La prima, segnalata dai residenti, riguarda l'incrocio tra Via Mariti e Via Giovanni da Empoli. La strada, chiusa con blocchi di cemento a causa delle indagini sul crollo avvenuto quasi un anno fa, è diventata un parcheggio "abusivo" per auto e camion. Abbiamo verificato di persona la situazione, e la foto dell'articolo testimonia chiaramente lo stato desolante dell'area. Spesso, nello spazio lasciato vuoto da un incrocio inutilizzabile, si trovano più di quattro veicoli parcheggiati contemporaneamente. E pensare che a pochi centimetri di distanza, solo pochi mesi fa, si è consumata una tragedia.Sempre nelle immediate vicinanze di questo incrocio, sulla rotonda di Via Mariti, si trova una transenna abbandonata. "È lì da anni", ci riferiscono. Utilizzata per lavori ormai conclusi, la transenna è stata lasciata sul posto senza alcun apparente motivo. Ormai sembra essere diventata parte integrante della rotonda stessa, quasi assorbita dalle sterpaglie circostanti.Via Mariti dovrà essere ripulita, prima o poi. Se il tempo sembra essersi fermato sul tristemente famoso cantiere, lo stesso non può accadere al quartiere circostante. Il degrado attira degrado: riconoscerlo è un buon punto di partenza, ma ora servono azioni concrete.

A Firenze si festeggia il Natale, alle Cascine no

Mercatino abusivo, l'incubo non ha fine

Siamo ormai vicini alle festività, e i fiorentini si riversano nelle strade del centro di Firenze per il consueto shopping natalizio. Tuttavia, alle porte del Parco delle Cascine, accanto alla possente ruota panoramica, si trova un mercatino che è tutto tranne che rappresentativo dello spirito natalizio. Anzi.Alla fermata Paolo Uccello, molti venditori abusivi si radunano per offrire la loro merce ai passanti: borse, occhiali, dischi, ma anche caricabatterie e portafogli. Di tutto. "Una volta ci ho trovato il sellino della mia bicicletta", racconta Francesca, residente della zona. "Avevo messo un segno rosso apposta per riconoscerlo. E pochi giorni dopo il furto, eccolo lì, esposto in questa sorta di mercatino. Ho chiamato subito la polizia, ma all’arrivo degli agenti i venditori si erano già dileguati".È una situazione surreale che si protrae da anni. In passato, il mercatino abusivo si svolgeva all’interno del Parco delle Cascine, ma con l’aumento dei controlli si è spostato nella zona della fermata Paolo Uccello. Cambia solo la location, ma il problema rimane invariato. E i controlli? Esistono, ma non sono costanti. La polizia fatica a fermare tutti gli ambulanti che, giorno dopo giorno, sembrano moltiplicarsi. Nel frattempo, le segnalazioni di merce rubata ritrovata in questi mercatini continuano a crescere.Non resta che segnalare e sperare in controlli più frequenti e incisivi. Perché, mentre lo spirito natalizio anima Firenze, nella zona delle Cascine, festeggiare il Natale sembra davvero un’impresa complicata.

Viale Fratelli Rosselli e il paradosso dei semafori

44 minuti per percorrere 3,2 chilometri. C'è qualche problema...

Sapete quanto ci mette un fiorentino in macchina ad attraversare Firenze? Più o meno da Ponte alla Vittoria a Piazza della Libertà? 44 minuti. Di cui 30 spesi per attraversare Porta al Prato. Oggi Firenzedintorni.it vuole soffermarsi su una situazione critica che affligge Firenze da molto, troppo tempo.Viale Fratelli Rosselli è una delle zone più martoriate della città, vittima di traffico e smog. Si tratta di un nodo stradale complesso, con un incrocio di strade, semafori e la linea della tramvia che si intersecano. Attraversare questo tratto è ormai diventato un’Odissea. Partendo da Piazza Taddeo Gaddi, le macchine al mattino si trovano intrappolate in un imbuto senza "capo né coda", per poi proseguire lungo Viale Fratelli Rosselli, dove i semafori sembrano ormai solo un passatempo per gli automobilisti annoiati.A proposito di semafori: nel viale ce ne sono circa quattro, teoricamente utili a smaltire il traffico. Tuttavia, il binario della linea tramviaria interseca proprio quel tratto, e le lunghe code rischiano spesso di ostruirne il passaggio, nonostante i semafori regolino i tempi. Ecco perché la polizia municipale è costantemente presente dalle 9 del mattino fino alle 20, intervenendo direttamente per gestire le interminabili code.Il semaforo è verde, ma le macchine restano ferme. È normale? Non credo. Con quattro semafori, è accettabile che sia necessario il supporto continuo della polizia municipale? Credo di no. Ed è così che per percorrere circa 11 chilometri si impiegano 44 minuti. È indispensabile intervenire, e al più presto.

Statuto-Careggi, incubo code. Colpa di un parcheggio?

La surreale situazione davanti all'ospedale di Careggi

Sono stati giorni intensi all'Ospedale Careggi di Firenze, dove domenica pomeriggio il centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove è stato ricoverato in terapia intensiva a seguito del malore accusato durante la partita contro l'Inter. Nel frattempo, colleghi e addetti ai lavori si sono alternati all'uscita del pronto soccorso, mentre in Viale Gaetano Pieraccini regnava il caos più totale.Il traffico mattutino che caratterizza la zona dallo Statuto fino all'Ospedale Careggi è ormai noto. Gran parte del problema è causata dal parcheggio dedicato ai pazienti, dove la lentezza delle sbarre all’ingresso provoca code chilometriche. Ma non è questo l’unico disagio.Viale Gaetano Pieraccini è composto da tre corsie: due in un senso di marcia e una nell’altro. Una delle corsie in direzione Statuto è riservata alle ambulanze e ai mezzi di emergenza dell’ospedale. Tuttavia, a causa delle code che bloccano l’altra corsia, gli automobilisti spesso invadono la corsia di emergenza, ostacolando il passaggio dei veicoli di soccorso. Un comportamento assolutamente inaccettabile.Sorprende che una coda capace di paralizzare una parte di Firenze per tutta la mattina sia causata da un semplice parcheggio. Viene spontaneo chiedersi se non esistano soluzioni più efficienti per gestire la situazione. Andare in ospedale non dovrebbe essere così complicato.

Workshop sulle Risorse Minerarie, un dialogo tra Toscana e Kazakhstan

Albini: 'Il Kazakhstan si sta dimostrando una risorsa preziosa non solo per l'Italia, ma anche per la Toscana'

La sala Caterina dell’Hotel Villa Medici ha ospitato un importante workshop organizzato dalla Fondazione dei Geologi della Toscana, in collaborazione con l’Ambasciata e il Consolato del Kazakhstan. L’evento ha rappresentato un momento di confronto per esplorare il potenziale minerario in Toscana e il ruolo del Kazakhstan come partner strategico per l’Europa nella fornitura di risorse minerarie critiche, fondamentali per la transizione energetica e il contrasto al cambiamento climatico.La giornata è stata aperta dai saluti istituzionali dell’Ambasciatore del Kazakhstan in Italia, Yerbolat Sembayev, e di Federico Albini, Console onorario del Kazakhstan a Firenze. Quest'ultimo ha parlato così ai microfoni di Firenzedintorni.it: "L'Italia è un partner strategico per il Kazakhstan, e altrettanto il Kazakhstan lo è per l'Italia. L'incontro di oggi, organizzato in occasione dei 125 anni dalla nascita di un importante geologo kazako, è stato davvero significativo. Hanno partecipato diverse aziende italiane e kazake per discutere di risorse minerarie e dei possibili potenziamenti legati ai giacimenti minerari". Prosegue Albini: "In Toscana abbiamo l'associazione più importante d'Italia nel campo della geologia, ossia la Fondazione dei Geologi della Toscana. Questo incontro ha favorito uno scambio culturale significativo tra studiosi e istituzioni. Voglio cogliere l'occasione per ringraziare tutte le figure istituzionali che hanno partecipato, mostrando grande attenzione verso questo tema. A Milano, inoltre, si è già tenuto un incontro con il primo ministro kazako Toqaev per discutere la possibilità di ampliare questi sviluppi commerciali. Non dimentichiamo che molti italiani visitano il Kazakhstan. Mi sento fiero di rappresentare questo Paese, che si sta dimostrando una risorsa preziosa non solo per l'Italia, ma anche per la Toscana". Moderato dal giornalista Gabriele Canè de La Nazione, il workshop ha visto la partecipazione di esperti, stakeholder e rappresentanti del settore minerario ed economico, sia in presenza che in remoto.Il tema centrale dell’incontro è stato il Critical Raw Materials Act (Regolamento UE-2024/1252), che stabilisce un quadro normativo per garantire la disponibilità delle materie prime critiche, indispensabili per tecnologie come pannelli fotovoltaici, pale eoliche, impianti geotermici e batterie per veicoli elettrici. Sebbene in Toscana molti siti minerari non siano più attivi, il dibattito si è concentrato sulla necessità di individuare potenziali giacimenti ancora sfruttabili, in linea con le nuove priorità europee.Nel corso dell’evento sono state illustrate le politiche e le iniziative che hanno portato il Kazakhstan a diventare la prima economia dell’Asia centrale e uno dei principali fornitori di energia per l’Europa. Grazie a risorse minerarie e energetiche di prim’ordine, il Paese si pone come un modello per lo sviluppo sostenibile e una fonte di ispirazione per le strategie future in Toscana e nel resto d’Europa. Tra i punti emersi, l’importanza della collaborazione internazionale per promuovere la ricerca, l’esplorazione e lo sviluppo delle risorse minerarie. Questo approccio è stato definito essenziale per affrontare le sfide legate alla dipendenza dai mercati esteri e per garantire la sicurezza energetica e tecnologica del continente.

Chiodi arrugginiti e sporcizia alle Cascine. E a breve torna la ruota...

Inutile nascondere la polvere sotto il tappeto

Le Cascine di Firenze, uno dei parchi più amati e frequentati della città, offrono uno scenario ideale per passeggiate, attività sportive e momenti di relax all'aria aperta. Quanto sarebbe bello fermarsi qui, ma la realtà è ben diversa. Il noto parco fiorentino, oltre ai numerosi casi di spaccio e aggressioni, nasconde molti altri pericoli.Oltre alle condizioni discutibili dei prati e delle strade, spesso piene di sporcizia, siringhe e bottiglie rotte, alcuni segnali di degrado hanno catturato l'attenzione dei fiorentini. Aumentano giorno dopo giorno le segnalazioni di chiodi arrugginiti che spuntano da tronchi rotti o sono nascosti ai margini delle siepi.Questo è il simbolo di un passato non troppo lontano, dal quale le Cascine devono distaccarsi al più presto, per il bene del parco e di tutti i fiorentini. Difendere la bellezza della nostra città deve diventare una priorità, e il prima possibile. Inoltre, a breve, verrà riposizionata la famosa ruota panoramica. Con essa tornerà la pista da pattinare, i bambini, le famiglie e quelle briciole di normalità che tanto fanno bene a un luogo come questo.Ecco, il fatto che tutto ciò accada tra sporcizia e chiodi arrugginiti ha qualcosa di incommentabile. Firenzedintorni.it seguirà l'arrivo della ruota panoramica nel noto parco fiorentino, nella speranza che non diventi un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto.

Dalla tragedia al degrado: Via Mariti, una tomba tra erbacce e abbandono

Le pietose condizioni del tragicamente noto cantiere fiorentino

Firezenditori.it ha raccontato più volte ciò che ha lasciato in eredità la tragedia di Via Mariti: dal dolore dei familiari delle vittime a una comunità cittadina ancora scossa. Ma passando davanti a quel cantiere, che ha tutti gli aspetti di una tomba, non si può ignorare il degrado e le condizioni di abbandono in cui versa.Sul cancello del cantiere, con una scritta bianca, sono riportati i nomi delle persone che, in quel febbraio del 2024, persero la vita, accompagnati da un toccante “Non dimentichiamo”. Anche il grido dei residenti, scolpito sulla rete che copre le grate esterne del cantiere – "Vogliamo fare un parco" – rompe metaforicamente il silenzio che avvolge il luogo.Basta però affacciarsi, sbirciare da qualche buco lasciato dalla rete ormai logora, per scorgere sterpaglie ed erbacce che hanno preso il sopravvento tra le macerie e i macchinari inutilizzati all’interno del cantiere. Un colore marrone, simbolo di abbandono, domina tra il grigio della pietra e del cemento, suscitando un senso di impressione e malinconia, considerando ciò che è accaduto in quel luogo.Ovviamente, essendo sotto sequestro, il luogo deve rimanere com’è. Questa può essere una spiegazione, ma dove c’è degrado non potrà mai esserci pace. E le famiglie delle vittime ne avrebbero diritto, eccome. Non resta che aspettare.

Degrado e sporcizia nei bagni pubblici: perché non usare “Il Bagno Viaggiante”?

L'invenzione di Francesco Capecchi contro il degrado cittadino

Ha fatto scalpore l'articolo di Firenzedintorni.it sulle condizioni igieniche dei bagni di Piazza Indipendenza. Il degrado della zona e di questi servizi solleva una riflessione importante: perché non sfruttare "Il Bagno Viaggiante", l'invenzione di Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni?Il Bagno Viaggiante non è un semplice bagno pubblico, ma una piccola rivoluzione nel panorama urbano, pensata per garantire la massima igiene e sicurezza in ogni momento. Dotato di un pannello solare, rappresenta anche una fonte di energia alternativa, che contribuisce a un mercato sempre più attento alla sostenibilità. Il suo sistema autopulente assicura che sia sempre pronto per l’uso, senza rischi di degrado o scarsa igiene, un elemento fondamentale, soprattutto dopo la pandemia da COVID-19.Un altro aspetto fondamentale di questo innovativo bagno è l’accessibilità. Il Bagno Viaggiante è equipaggiato con una rampa levatrice per persone disabili, garantendo che anche chi ha difficoltà motorie possa utilizzarlo in totale sicurezza. Un operatore fisso è sempre presente per assistere in ogni evenienza, rispondendo prontamente a qualsiasi necessità. Questo non è solo un luogo di servizio, ma anche un punto di riferimento per tutti.Il Bagno Viaggiante offre inoltre una serie di comodità insospettabili. Al suo interno sono presenti acqua corrente, un fasciatoio per bambini e specchi con luce soffusa e normale, perfetti per una rapida sistemata al trucco. Non si tratta solo di un luogo dove lavarsi le mani o cambiare un pannolino: è uno spazio di cura personale, comodo e attrezzato per ogni necessità.Inoltre, grazie a un computer collegato alle forze dell'ordine e a un sistema telefonico, il Bagno Viaggiante non è solo un servizio igienico, ma anche un punto di riferimento. Gli utenti possono chiedere informazioni su negozi, attività o luoghi della città, con un operatore sempre pronto a rispondere in modo utile e puntuale. Un altro vantaggio che lo distingue dai tradizionali servizi pubblici.La proposta del Bagno Viaggiante è anche una risposta al degrado dei tradizionali bagni pubblici, spesso freddi e poco curati. Questo progetto vuole trasformare il bagno pubblico in un ambiente confortevole e sicuro, da vivere come se fosse un ambiente di casa. Non solo funzionale, ma anche accogliente, grazie alle sue dotazioni tecnologiche avanzate e all'attenzione al decoro.Combattere il degrado con efficienza e innovazione: così facendo, Firenze potrebbe affrontare con successo le sfide legate alla sporcizia e all'inciviltà. Onestamente, vedendo foto come quelle dei bagni di Piazza Indipendenza, viene spontaneo chiedersi come mai il Bagno Viaggiante non sia ancora stato preso in considerazione come soluzione contro il degrado pubblico cittadino.

Presentato il Documento Previsionale Annuale 2025 della Fondazione CR Firenze

Bocca: "Qui per aiutare Firenze, ma non solo. Abbiamo molti progetti in mente".

La Fondazione CR Firenze ha comunicato un significativo incremento dei fondi destinati alle attività istituzionali per il 2025, con un aumento di 7,5 milioni di euro rispetto al 2024, portando così il budget complessivo a 47,5 milioni di euro. Il Presidente Bernabò Bocca, durante l’evento di presentazione del Documento Previsionale Annuale 2025, ospitato presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ha ribadito l’impegno della Fondazione nel promuovere iniziative volte a migliorare il benessere e la qualità della vita nella comunità.Tra i progetti annunciati, spicca “Strade di Comunità”, un’iniziativa intersettoriale sviluppata in collaborazione con il Comune di Firenze, pensata per favorire un processo di rigenerazione urbana e sociale, affrontando sfide come povertà economica, educativa e culturale.Il Presidente Bernabò Bocca, a margine dell’evento, ha dichiarato ai nostri microfoni: "Abbiamo incrementato in modo significativo le nostre risorse, come dimostrano chiaramente i dati. Questi fondi saranno destinati a Firenze e Grosseto per sviluppare numerosi progetti, ma soprattutto per realizzare iniziative che lascino un segno concreto. Questo è il vero obiettivo della Fondazione. Ascoltando le necessità del territorio, abbiamo individuato le aree in cui intervenire, mantenendo però totale indipendenza nelle decisioni. Vorrei ricordare che noi rispondiamo esclusivamente alla nostra assemblea dei soci."Per il 2025 saranno inoltre lanciati 24 nuovi bandi tematici, con focus su welfare, disabilità, arte, cultura, sport e inclusione sociale. Parallelamente, la Fondazione continuerà a supportare circa mille progetti del terzo settore, contribuendo in media al 30% dei loro costi complessivi.Un’altra importante area di intervento riguarda gli investimenti dedicati al social housing e allo student housing. Grazie a un investimento di 11,7 milioni di euro nel Fondo Housing Toscano, sono già stati creati 423 nuovi alloggi a canone calmierato. Tra le future iniziative, si valuta la possibilità di realizzare 300 appartamenti nell’ex caserma Lupi di Toscana, contribuendo a contrastare la crisi abitativa.Tra i progetti diretti, “Problema Carcere” mira a garantire maggiori diritti e tutele sociali ai detenuti, mentre, in collaborazione con Dynamo Camp, saranno offerti servizi di terapia ricreativa per ragazzi affetti da patologie gravi e per le loro famiglie.All’evento “Generare Valore. La Fondazione per la città”, che ha coinvolto istituzioni locali e numerosi beneficiari, è intervenuto anche il professor Mario Calderini del Politecnico di Milano, uno dei massimi esperti europei in impatto sociale. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione e confronto sulle strategie future per promuovere inclusione, sostenibilità e innovazione sul territorio.

Palladino prova nuove soluzioni a centrocampo? Cosa filtra dal Viola Park

La Fiorentina riparte dalle certezze

La Fiorentina di Palladino ha trovato un equilibrio dopo l’abbandono della difesa a tre, e l’intenzione è di mantenere questa solidità. Tuttavia, l'infortunio di Richardson ha evidenziato una potenziale carenza a centrocampo, dove sono disponibili solo Cataldi, Adli, Bove e Mandragora. Nonostante ciò, Palladino non intende fare esperimenti come adattare Quarta o arretrare Colpani, preferendo puntare sulle certezze.In vista della sfida contro il Como, Palladino lavorerà sul consolidamento delle soluzioni attuali: Cataldi e Adli centrali, Bove a sinistra e Colpani a destra. Anche l’idea di schierare Gudmundsson e Beltrán insieme resta per ora remota, nonostante possa essere valutata in futuro. La squadra funziona bene e non ci sono ragioni per cambiare nell’immediato. 

“Mamma, vado a giocare a calcio con gli amici... ”

Il campetto del Gignoro, tra degrado e baby gang. Così i bambini non possono più sognare

"Guarda che bella giornata, non stare davanti alla televisione! Prendi un pallone e vai a divertirti all’aria aperta." Questa è una delle frasi più usate dai genitori in un 2024 dominato da social e videogiochi. Ma i genitori di Via del Gignoro questa cosa non potranno più dirla.Come potete vedere nelle foto, quello non è un campo da calcio abbandonato, anche se può sembrare. Fino a qualche anno fa era un punto di riferimento per i ragazzi della zona. Si festeggiavano compleanni, si trascorrevano ore in compagnia e si sognava tirando due calci a un pallone. Adesso, però, tutto questo non è più possibile.Le condizioni del campo sono pietose e nessuno sembra più interessarsi della sua manutenzione. La rete è bucata, il terreno sradicato, i pali arrugginiti e molti altri segni di degrado sono evidenti. Firenzedintorni.it porta alla luce un problema che finora è stato ignorato. Il campetto del Gignoro merita molto di più, anche per il bene dei numerosi ragazzi che lì trascorrevano le loro ore di gioco e svago.E, come spesso accade, dove c’è degrado, cresce anche la criminalità. Le segnalazioni di baby gang che si accampano all’interno del campetto sono numerose. Questi gruppi spesso aspettano vittime all’uscita dell’Esselunga vicina. I controlli? Praticamente inesistenti. La situazione deve cambiare, e Firenzedintorni.it spera di contribuire a risolvere un problema che ormai riguarda tutti gli abitanti del quartiere.Che i bambini possano tornare a sognare, non davanti alla televisione, ma con un pallone tra i piedi.

Via Mariti, il ricordo di Aldemira: “Firenze non dimentica. Qualcuno dovrà pur pagare”

Aldemira, 84 anni e residente davanti a Via Mariti. Ecco il suo racconto di quel tragico 16 febbraio 2024

Tutta Firenze e l'Italia, quel 16 febbraio, assistettero alla tragedia di Via Mariti. Noi di Firenzedintorni.it abbiamo voluto proporvi il racconto di Aldemira, una donna di 84 anni da sempre residente di fronte al complesso su cui doveva sorgere una nuova Esselunga. Da casa sua si vede tutto, dall’alto: le macerie, le sterpaglie, ma anche il dolore di una tragedia che ha segnato il cuore di tutti i fiorentini e non solo.Buongiorno, signora Aldemira. Grazie per averci accolti e per voler condividere i suoi ricordi con noi. Si ricorda qualcosa di quel 16 febbraio 2024?Oh, me lo ricordo benissimo. Come potrei dimenticare? Ero a casa, mi ero svegliata da poco. All’improvviso ho sentito un rumore che non avevo mai sentito prima, come un tuono, ma più profondo, più vicino... Poi le urla della gente. Mi è venuto subito un nodo allo stomaco. Vedere quella scena è stato devastante. Era come se un pezzo della nostra vita fosse stato strappato via.Come ha vissuto i giorni successivi al crollo?All'inizio ero scioccata. Poi lo shock ha fatto spazio alla rabbia. Vedevo quelle povere persone lavorare in condizioni precarie e mi chiedevo: ma è possibile che nessuno faccia nulla?Secondo lei le istituzioni erano a conoscenza della situazione di rischio?Come posso pensare il contrario? Noi residenti ci siamo spesso lamentati del cantiere, ma non ci saremmo mai immaginati che potesse finire così. La mia ignoranza però è giustificata, non quella di chi ha gestito il cantiere.E oggi? Cosa lasciano ai residenti queste macerie e tutto questo dolore?Guardi, da solo... Credo ci sia poco da aggiungere. Qui a Firenze abbiamo visto di tutto, abbiamo visto l’Arno esondare, ma una tragedia del genere è davvero difficile da superare. Almeno per me. Ma mi permetta di mandare un messaggio...Prego, Aldemira...A tutte le persone, giovani e adulti, che ogni giorno passano davanti al cantiere di Via Mariti, vi chiedo di guardare le macerie anche per un minuto e riflettere su quello che è successo. Che nessuno dimentichi. E che l'ennesima tragedia possa aiutare le migliaia di lavoratori in difficoltà a migliorare la loro situazione.Così Aldemira ci ha raccontato quello che per lei, fiorentina doc, è stata la tragedia di Via Mariti, con la speranza che nessuno dimentichi.

Riparte la storica edicola di Piazza delle Cure: un lume di speranza per il settore dell'editoria

Gabriella Giorgi: “Così vogliamo avvicinare i giovani alla lettura. Vi presento il nostro nuovo progetto”

Dopo mesi di incertezza, una buona notizia arriva a portare gioia e speranza nel cuore del quartiere delle Cure. L’edicola della piazza, chiusa a fine estate lasciando dietro di sé un vuoto tangibile, ha riparto i battenti. Oggi, sabato 16 novembre, è stata inaugurata la nuova edicola del quartiere.  Dietro questa rinascita c’è la visione della Giorgio Giorgi, storica azienda fiorentina attiva nella distribuzione di quotidiani e periodici dal 1920. Nonostante le difficoltà del settore, l’azienda ha deciso di puntare ancora sull’editoria e sulla cultura, dimostrando fiducia nel futuro e nel valore della carta stampata.Non è la prima volta che la Giorgio Giorgi investe per rivitalizzare luoghi simbolo della lettura e dell’informazione: nel 2014 aveva rilevato la storica Libreria Gioberti, un’istituzione amata da generazioni di fiorentini. Da allora, ha continuato a scommettere sul territorio, riaprendo librerie a Gavinana, in via Federico d’Antiochia, e a Novoli, in via Maragliano."C'è grande soddisfazione!" ci spiega Gabriella Giorgi, amministratrice delegata della "Giorgio Giorgi" ai nostri microfoni. "I giornali stanno diminuendo la loro presenza sul territorio. L'idea di aprire una libreria-cartolibreria, che propone anche giornali e un po' di pubblicità ai prodotti del territorio, ci è sembrata interessante. Il quartiere sta rispondendo alla grande. Abbiamo capito che economicamente non si può andare avanti solo con i giornali. Per questo stiamo provando a trasformare le edicole in librerie arricchite con giocattoli e articoli di cartoleria. Diventano, insomma, dei 'mini-mercati' di qualità, proprio sotto casa. Stiamo cercando anche di avvicinare i giovani, che piano piano si interessano sempre di più alle nostre edicole, chiedendoci giochi e figurine. E se poi si avvicinano anche ai libri, allora abbiamo fatto bingo!". L’iniziativa di riaprire l’edicola in piazza delle Cure rappresenta un segnale importante per il quartiere, in un momento storico in cui molte attività commerciali abbassano definitivamente le saracinesche. L’edicola, oltre a essere un punto di riferimento per giornali e libri, è anche un luogo di incontro e socialità, che contribuisce a mantenere vivo il tessuto urbano.

'Il G7 passa, Firenze resta': altre proteste in centro a Firenze

Dopo quelli di ieri, anche oggi si sono verificati casi di dissenso verso il G7 sul turismo

In occasione del G7 tenutosi Firenze, un gruppo di manifestanti guidati da Dmitrij Palagi e il sindacato COBAS, si è riunito in piazza Adua per esprimere il proprio dissenso contro l'impatto del turismo di massa sulla città. La manifestazione, immortalata in un’immagine significativa, evidenzia striscioni e cartelli con messaggi di protesta, tra cui frasi come "Il G7 passa, Firenze resta" e "Il turismo passa, Firenze resta."I manifestanti si oppongono alla gestione del turismo e dell’economia urbana, criticando come gli eventi internazionali e la crescente pressione turistica stiano trasformando Firenze, snaturando la sua identità e rendendo la città sempre meno vivibile per i residenti. Il gruppo presente sembra voler lanciare un chiaro messaggio ai leader globali e agli amministratori locali, evidenziando il bisogno di politiche che proteggano il tessuto sociale e culturale di Firenze, piuttosto che incentivare un’economia incentrata esclusivamente sul turismo.

G7 sul turismo, secondo giorno. L'ironia dei fiorentini: “Venite ministri, guardate i nostri cantieri”

Ma la chiusura di Piazza della Signoria ha creato diversi disagi. Le testimonianze

Secondo giorno del G7 sul turismo a Firenze. Piazza della Signoria diventa zona rossa, con tiratori scelti sui tetti dei palazzi a sorvegliare l'incontro con i ministri di tutto il mondo. Questa è solo una delle misure di sicurezza adottate dal Comune di Firenze per questi tre giorni intensi. Firenzedintorni.it ha voluto però sentire l'opinione di chi vive quotidianamente la città."Non potete capire i disagi", ci spiega Alessandra, 37 anni, guida turistica. "Questa settimana avrei avuto vari gruppi da guidare per il centro storico, ma tra deviazioni e zone chiuse, molti clienti hanno annullato le visite. Capisco che sia solo per qualche ora, ma chiudere Piazza della Signoria mi sembra davvero eccessivo."Marco, 45 anni, proprietario di un bed & breakfast in centro, racconta la sua esperienza: "Ho avuto varie cancellazioni all'ultimo minuto. Credo che questo G7 abbia un po' 'spaventato' il turista medio. Le misure non sembrano troppo limitanti, ma se un turista non si sente libero, spesso preferisce cambiare meta."Luca, 52 anni, ristoratore vicino a Piazza della Signoria, invece, non sembra essere preoccupato: "In questi giorni ne ho sentite tante. Firenze è bella tutta, possibile che tutti vogliano vedere Piazza della Signoria nello stesso momento? La vedranno un altro giorno, ci sono mille altre cose da visitare in questa città. Gli affari? I problemi ci sono, ma il G7 non c'entra nulla."C'è anche chi, con un po' di ironia, mette in risalto un problema ancor più grande delle zone rosse, che Firenzedintorni.it testimonia giorno dopo giorno: "Venite ministri, guardate i bei cantieri fiorentini", ci dice scherzando Giorgio, fiorentino doc di 61 anni. "A me le zone rosse non mi spaventano, Firenze è sempre una zona rossa per via del traffico. Mi dispiace solo che le varie istituzioni vedano la mia città in queste condizioni. Speriamo che sia un modo per cambiare le cose. Ci sono veramente troppi cantieri."Il G7 sul turismo prosegue, e Firenze non smette di far sentire la sua voce, con quel tocco di ironia che solo questa città sa avere.

G7 sul Turismo, Firenze non ci sta: 'Turismo selvaggio, così Firenze muore'

La protesta del comitato "Salviamo Firenze per viverci" e dell'Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione

Primo giorno di G7 sul Turismo e Firenze è in rivolta. Fin dalla mattina, varie associazioni si sono riunite per attirare l'attenzione della stampa e delle istituzioni su temi ritenuti cruciali per il capoluogo toscano e i suoi abitanti. In piazza Santa Maria Soprarno, a pochi passi dal Ponte Vecchio, una ventina di attivisti del comitato Salviamo Firenze per viverci ha organizzato un flash mob per accogliere, in segno di protesta, l’apertura del G7 del Turismo. Caschi gialli, ombrelli, fumogeni e due striscioni con messaggi inequivocabili: “Firenze muore di turismo selvaggio e speculazione” e “Speculazione in corso”. Questo è il “non benvenuto” che gli attivisti fiorentini hanno voluto dare ai leader mondiali riuniti per discutere di turismo, portando alla luce una situazione che definiscono ormai insostenibile per i residenti. “Questi adesivi hanno fatto miracoli,” ha commentato Massimo Torelli, un altro membro del comitato, riferendosi alla recente delibera del Comune di Firenze che ha vietato l’installazione di keybox sulle facciate degli edifici nell’area Unesco. “Finalmente, qualcosa si è mosso. Ma non hanno capito che non si può parlare solo di zona Unesco e lasciare il resto di Firenze fuori da queste norme. Firenze intera è in sofferenza, e questi vincoli devono essere estesi a tutta la città,” ha aggiunto Torelli ai nostri microfoni.La protesta di Firenze, però, non si ferma qui. In una mattinata caratterizzata da slogan, bandiere e caschi gialli, centinaia di manutentori hanno manifestato nel cuore della città, scegliendo il vertice internazionale del G7 come momento simbolico per far sentire la propria voce. L'Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione (ANLM) ha organizzato questa protesta per attirare l'attenzione sulle difficoltà e le condizioni di lavoro nel settore della manutenzione.La manifestazione è iniziata alle 10:30 con il raduno presso la stazione di Santa Maria Novella, seguito da un'assemblea pubblica alle 11:30. Successivamente, i lavoratori hanno fatto una pausa pranzo, con panini al lampredotto e pappa al pomodoro, per un ristoro dal sapore toscano. Alle 14:00, il gruppo si è mosso in corteo verso Palazzo Spini Feroni, sede del G7, rispettando i limiti imposti dalla "zona rossa" attorno all'area del vertice.Matteo, 34 anni, tecnico manutentore fiorentino, ha commentato: “Non possiamo più accettare condizioni di lavoro precarie, con contratti a tempo determinato che non ci garantiscono stabilità. Abbiamo scelto il G7 per farci ascoltare, sperando che i riflettori internazionali portino maggiore attenzione alle nostre richieste.”Il G7 sul Turismo prosegue, ma l'ira di Firenze non si placa. Firenzedintorni.it continua a raccontare la città e dà voce a ogni sua sfaccettatura.

G7 sul turismo, i negozianti fiorentini protestano: “Tante parole, ma dove sono i fatti concreti?”

I negozianti fiorentini chiedono aiuto: “Siamo abbandonati a noi stessi”

Oggi inizia ufficialmente il G7 sul turismo. Firenzedintorni.it ha  intervistato alcuni negozianti del centro storico per raccogliere le loro opinioni riguardo l'impatto di questo evento sul turismo e sull'economia locale. Mentre alcuni vedono il G7 come un'opportunità per la città, altri sollevano preoccupazioni sulle conseguenze a lungo termine per il settore turistico."Sinceramente, ho molti dubbi sull'utilità di questo evento" spiega Marco, noto negoziante di Via dei Calzaioli. "È vero che l’arrivo di tanti leader mondiali e giornalisti potrebbe portare visibilità alla città, ma la maggior parte dei turisti che vengono a Firenze ormai sono interessati al mercato spicciolo come quello dei souvenir. Come spesso accadrà, in questi giorni parleranno tanto ma agiranno poco". Senza dimenticare il problema del traffico: "Le misure di sicurezza in vista del G7 sono molto rigide, e ci sono già voci di blocchi alla circolazione e limitazioni alla zona turistica. Ciò potrebbe influire sul flusso dei turisti che sono più interessati a passeggiare liberamente. Per noi piccole botteghe, questo significa meno clienti. Inoltre, l'aumento della presenza di agenti di sicurezza potrebbe dare una sensazione di 'chiusura', cosa che non aiuta l'immagine accogliente di Firenze". Conclude Marco. C'è anche chi, come Maurizio, ormai esperto nel settore tessile, analizza la situazione con un realismo quasi invidiabile: "Per noi commercianti è una doppia faccia della medaglia. Sicuramente ci saranno turisti che approfitteranno dell'evento, ma in concomitanza con il G7, potrebbero esserci disagi legati alla sicurezza, chiusure stradali e limitazioni nella mobilità. Questo potrebbe ridurre il numero di visitatori 'normali' che si trovano di passaggio"."Questa cosa mi spaventa molto" continua Maurizio. "Il G7 potrebbe portare a un aumento dei costi, sia per la sicurezza che per eventuali cambiamenti nelle ordinanze comunali. Con la città che diventa una sorta di zona blindata, molti turisti potrebbero evitare Firenze in quei giorni, preferendo altre destinazioni più tranquille". Come spesso accade in queste situazioni, c'è anche chi sfrutta i mezzi di informazione come mezzi di sfogo. E così ha fatto Filippo, fiorentino doc che contribuisci al mercato dal centro storico da ormai 20 anni: "Firenze è già un marchio conosciuto nel mondo grazie al suo patrimonio artistico e culturale. Gli eventi politici, se non gestiti correttamente, potrebbero più che altro creare un'immagine di una città troppo 'politicizzata' o 'blindata'. E onestamente, non ho più fiducia in queste istituzioni. Sarebbe fondamentale che il Comune lavori insieme ai negozianti per trovare soluzioni che permettano di limitare i disagi, come la creazione di zone pedonali alternative o l'informazione tempestiva sui cambiamenti in città. Inoltre, sarebbe utile promuovere pacchetti turistici e offerte che incoraggino i visitatori a restare anche dopo il G7. Ma chi ci ascolta ormai. Posso dirlo? Siamo abbandonati a noi stessi". E così, Firenze si divide anche sul G7. Lo fa con la chiarezza che sempre ha caratterizzato il fiorentino doc. Nonostante la rabbia e un po' di frustrazione, la speranza non sembra essere svanita. E così Firenze continua a lottare per un futuro migliore. 

La Firenze che non si vede

Settimana del G7 sul turismo. Attenzione a non far finta di niente

Questa è la settimana del G7 sul turismo, la settimana in cui Firenze cerca di risollevare un settore in crisi e con molti limiti. Ma, vista la lente di ingrandimento che il capoluogo fiorentino avrà in questi giorni, la speranza è che il silenzioso grido della Firenze che non si vede possa essere ascoltato da chi davvero può cambiare le cose.Questa volta la foto sarà solo una, per rispetto, ma anche perché fa davvero male dover riportare certe realtà. Come quelle delle pessime condizioni in cui alcune persone sono costrette a vivere. Qui siamo al mercato di San Lorenzo, uno snodo cruciale per il mercato fiorentino, ma non solo. Queste persone si riparano dal freddo e dal sole in questo modo e rimangono lì 24 ore su 24, senza mai spostarsi. Secondo alcuni residenti, questa situazione dura da più di qualche mese. "Mandrie", scusate il termine brusco, di turisti passano accanto a questi due senza tetto ogni giorno, mostrando il duro contrasto di questa città: da un lato un turista intento a fotografare le bellezze di Firenze, dall'altro due senzatetto che cercano riparo dalle intemperie.La stessa situazione si trova anche in Piazza della Libertà, dove, tra la tramvia e i locali notturni, c'è anche spazio per qualche senzatetto che trova rifugio sotto i portici. Questa è la Firenze che non si vede e non si sente. Domani inizia il G7 sul turismo, nella speranza che possa diventare una cassa di risonanza per risolvere queste situazioni.

Il rumore del silenzio

Via Mariti, nove mesi dopo. Basta parole, servono fatti

Sono trascorsi nove mesi da quel 16 febbraio, giorno in cui il cantiere di Via Mariti, destinato alla costruzione della nuova Esselunga si trasformò in tragedia, costando la vita a cinque operai. In questo lungo periodo, il dolore ha lasciato spazio a dichiarazioni e commemorazioni, ma i passi avanti nella vicenda sono stati pochi.Firenzedintorni.it ha cercato di fare chiarezza in una situazione che appare sempre più delineata. L’indignazione è grande, soprattutto tra le famiglie delle vittime, che continuano a lottare per ottenere giustizia per i loro cari, supportate da avvocati, associazioni e da cittadini fiorentini profondamente colpiti dal crollo e dalla tragedia.A scuotere maggiormente i familiari e l’opinione pubblica è l’assenza di indagati per il crollo di Via Mariti. Come abbiamo potuto apprendere, la sorpresa iniziale ha lasciato spazio a un'amara rassegnazione. Basta parlare con i legali delle vittime per percepire il clima di sconforto in cui queste persone vivono da quel 16 febbraio.La nostra redazione ha tentato di contattare chi sta lavorando per portare giustizia a chi, quel giorno, ha perso una persona cara. Tra loro, Alessandro Taddia, presidente del Taddia Group, un’associazione specializzata in risarcimento per infortuni sul lavoro, che sta seguendo il caso di tre vittime (Taoufik Haidar, Mohamed El Ferhane e Bouzekri Rahimi) insieme ai rispettivi legali. Tuttavia, prevale il silenzio, forse nel tentativo di fare "più rumore" con i fatti piuttosto che con le parole. Come a dire: "Abbiamo già parlato abbastanza, ora è il momento delle azioni concrete."Nel rispetto delle persone coinvolte, prendiamo atto di questo silenzio. Intanto, i raggi del sole attraversano le macerie del cantiere, e con essi la speranza che un giorno portino chiarezza e giustizia per quei cinque operai che, quel fatidico giorno, persero la vita.

Fiorentina, Kean non può bastare. A gennaio arriverà un attaccante?

Kean non può fare tutto da solo

La sconfitta contro l'Apoel ha evidenziato diverse difficoltà per la Fiorentina di Palladino. La squadra viola, considerata una rivelazione della stagione con un terzo posto in Serie A dopo due finali europee consecutive, adesso si trova ora con soli 6 punti e la necessità di vincere contro Paphos e Lask per qualificarsi agli ottavi e affrontare senza pretese i portoghesi del Vitoria Guimaraes.La rotazione voluta da Italiano ha mostrato dei limiti: senza titolari come Gosens e Dodô, i sostituti Biraghi, Parisi e Kayode non hanno saputo sfruttare le occasioni. Anche l’attacco ha faticato, con Ikoné, Kouamé e Beltran in difficoltà. Per gennaio, si prospetta quindi un rinforzo offensivo, con Djuric come possibile obiettivo. Kean non può bastare.

Innovazione e sicurezza: ecco i rivoluzionari chiusini KIO di Firenze Manutenzioni installati al Palazzo degli Affari

La sindaca Sara Funaro si è complimentata in prima persona con Francesco Capecchi

L'inaugurazione del nuovo ingresso del Palazzo degli Affari di Firenze è stato un modo anche per presentare i nuovi chiusini KIO, effettuata dalla ditta Firenze Manutenzioni. Questi chiusini rappresentano una vera rivoluzione nel settore grazie alle loro caratteristiche avanzate e all’utilizzo di materiali innovativi.I chiusini KIO sono realizzati in Kinext, un materiale biocompatibile che garantisce durabilità e resistenza nel tempo. A differenza della tradizionale ghisa, Kinext è anti-ruggine, il che significa che i chiusini non subiranno deterioramento dovuto agli agenti atmosferici, mantenendo inalterate le proprie caratteristiche nel lungo periodo. Questa resistenza alla corrosione rende i chiusini KIO un investimento duraturo per le infrastrutture cittadine, poiché sono destinati a "non invecchiare mai".Oltre alla resistenza, i chiusini KIO presentano una serie di caratteristiche progettate per migliorare la sicurezza. La chiusura ermetica li rende inattaccabili dalle intemperie, evitando infiltrazioni indesiderate e raccogliendo efficacemente l'acqua piovana grazie a una griglia integrata. Inoltre, la loro progettazione anti-vandalismo e anti-scintilla ne impedisce l’uso improprio, riducendo i rischi di furto o manomissione. A differenza dei tradizionali chiusini in ghisa, che possono essere rimossi e utilizzati per atti vandalici o effrazioni, i chiusini KIO sono fissati in modo sicuro e non possono essere facilmente divelti.Francesco Capecchi, proprietario e responsabile di Firenze Manutenzioni, dichiara: "Queste sono nuove grate che, a differenza di quelle tradizionali, hanno una maggiore capacità di raccolta delle acque meteoriche. Inoltre, possono essere fissate con viti speciali, in modo da non poter essere sollevate, se non dall'operatore tramite appositi macchinari. Ma non è tutto. I nuovi chiusini, dotati di queste viti, non possono essere rimossi, evitando così ogni possibile problema per la sicurezza pubblica."Anche Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera, ha commentato l’innovazione introdotta da Capecchi: "Questo esperimento, che abbiamo già realizzato in Fortezza, migliorerà la sicurezza del luogo. I nuovi chiusini sono costruiti con un materiale più leggero, ma restano altrettanto efficaci per la funzione per cui sono stati progettati. Voglio ringraziare Francesco Capecchi e Firenze Manutenzioni, che, dopo il progetto del Bagno Viaggiante, hanno dato vita a un’altra splendida iniziativa."La sindaca Sara Funaro e la deputata del Partito Democratico Simona Bonafè si sono personalmente complimentate per il lavoro svolto da Francesco Capecchi e Firenze Manutenzioni.Questa innovazione si inserisce perfettamente nel piano di Firenze per migliorare la sicurezza e il decoro urbano, offrendo una soluzione concreta contro il fenomeno delle “spaccate” e delle occupazioni abusive. I chiusini KIO dimostrano come l'adozione di tecnologie avanzate possa contribuire al benessere della comunità e alla preservazione del patrimonio urbano.

Inaugurato il nuovo Ingresso di Piazza Adua: Firenze Fiera si rinnova

Funaro e Giani in coro: 'Così Firenze diventa più bella e più sicura'.

Lorenzo Becattini, Presidente di Firenze Fiera, ha inaugurato il nuovo ingresso di Piazza Adua, parte integrante del complesso espositivo e congressuale di Firenze.L’apertura del nuovo ingresso di Piazza Adua segna un importante passo per Firenze Fiera, consolidando il ruolo di Firenze come centro d’eccellenza per eventi, congressi e fiere a livello nazionale e internazionale. L’evento ha rappresentato  un’opportunità per conoscere da vicino gli spazi rinnovati e apprezzare le iniziative che Firenze Fiera continua a portare avanti per rendere la città sempre più centrale nel settore del turismo congressuale."Oggi abbiamo unito prestigio, decoro e sicurezza," dichiara Lorenzo Becattini ai nostri microfoni. "Abbiamo lavorato solo tre mesi, ma il risultato è davvero elegante. Sono stati realizzati molti interventi, grazie al contributo della Regione Toscana, del Comune e dell'architetto Elio Di Franco, che ringrazio. Inoltre, questo cancello è anche un elemento di sicurezza, poiché verrà chiuso la sera per evitare occupazioni abusive e situazioni di degrado."All'evento ha partecipato anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, che ha commentato così l'iniziativa: "Un nuovo ingresso utile per la riqualificazione del polo fieristico più importante della nostra città. Becattini e tutti i tecnici hanno svolto un ottimo lavoro. Questo è solo l'inizio: ci saranno altri interventi volti a migliorare il decoro della nostra città. In questo modo amplieremo gli spazi e metteremo Firenze Fiera sempre più al centro della nostra comunità."L'entusiasmo per questo nuovo inizio è palpabile, e lo sottolinea anche Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana: "Ho sempre creduto in Firenze Fiera, considerandola una delle vocazioni di questa città. Questa ristrutturazione porterà a vari passaggi successivi per abbellire Firenze. Inoltre, voglio aggiungere che la Regione Toscana investirà altri 6 milioni per l'aumento del capitale sociale di Firenze Fiera."

IL MOSTRO NELL'ARMADIO

L'insegnamento della signora Maria

No, non c'è nessun mostro. E l'armadio non è uno solo, ma due. Al loro interno, fili e collegamenti vari. Alle loro spalle, l'ingresso degli Scolopi. Intorno a loro, polemiche su polemiche. Ma di cosa stiamo parlando?Erano i primi giorni di settembre quando, all'improvviso, queste due strutture sono apparse davanti all'ingresso del noto liceo fiorentino. I due "armadi" servono ad alimentare la tramvia. Non emettono alcun rumore, ma sono necessari. Genitori e politici hanno subito attaccato il Comune di Firenze per la gestione di questa situazione: l'inquinamento acustico e l'aspetto antiestetico sono i principali motivi di polemica, soprattutto considerando che si tratta di una scuola e degli studenti.Noi di Firenzedintorni.it siamo andati sul posto per "testare" di persona le condizioni attuali di un cantiere ormai prossimo alla conclusione. I due armadi, però, sono ancora lì. E lì rimarranno. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, il Comune di Firenze non ha intenzione di spostare queste strutture, anche perché sarebbe un intervento troppo complesso, a distanza di circa tre mesi dalla loro comparsa.Maria, madre di uno studente del noto liceo, mette fine alle tante polemiche: "Sì, non sono bellissimi da vedere, ma non facciamone una questione di stato. I ragazzi studiano lo stesso e senza distrazioni. Il Comune si metta una mano sulla coscienza e si chieda se ha fatto il massimo per evitare questa situazione. Io voglio credere di sì. Vivere in una comunità significa anche fare dei sacrifici per il bene di tutti. Ho due armadi davanti alla scuola, ma ho anche una tramvia che prima non avevo. Non mi posso lamentare."C'è veramente poco da aggiungere, e noi non lo faremo. Tra traffico e cantieri, la pazienza dei fiorentini è davvero al limite, ma queste sono dichiarazioni che fanno bene a tutta la comunità. E noi ce le teniamo strette. Il mostro nell'armadio c'è, solo se decidiamo di vederlo. Questo è bene ricordarlo.

'L'EMOZIONE DELLE PAROLE - IL COLORE DELLA LETTURA': la poesia come specchio dell'anima

Eventi gestiti e organizzati da Giacomo Trallori

Un viaggio emotivo, una scoperta di emozioni nascoste e profonde attraverso i versi di quattro grandi poetesse, interpretate dalla voce e dall’anima di attrici talentuose. Questo è l’obiettivo di "L'EMOZIONE DELLE PAROLE - IL COLORE DELLA LETTURA," un ciclo di incontri dedicato a chi desidera esplorare i sentimenti umani, le piccole meraviglie quotidiane, le paure e le amarezze attraverso la poesia. L’evento, che si terrà alla Libreria Rinascita di via Gramsci 334 a Sesto Fiorentino, invita il pubblico a partecipare a un’esperienza di lettura intima e coinvolgente, dove le parole diventano un ponte verso il nostro mondo interiore. Ogni incontro sarà guidato da attrici che, con sensibilità e bravura, daranno voce ai versi immortali di quattro poetesse straordinarie: Mary Shelley, Alfonsina Storni, Alda Merini e Marina Cvetaeva. Attraverso le loro opere, i partecipanti potranno riscoprire la forza della parola poetica come strumento di introspezione e liberazione emotiva.Gli organizzatori, Luigi Bicchi, Alessandra Bruscagli e Giacomo Trallori, hanno sottolineato l’importanza della poesia come “anticorpo contro il dilagare della superficialità” nella società odierna, dove spesso il genere è ignorato. L’iniziativa si propone di riportare l’attenzione su un’arte che invita alla riflessione e al contatto profondo con le emozioni.Sabato 16 Novembre 2024 – Mary Shelley con Chiara RiondinoIl primo appuntamento sarà dedicato a Mary Shelley, celebre autrice britannica ricordata per l’immortale "Frankenstein". Sarà Chiara Riondino a interpretare i versi e le parole di una donna dalla giovinezza inquieta, che riversò nelle sue opere le contraddizioni e le tensioni del suo tempo. Shelley, oltre che scrittrice, fu anche una poetessa e pensatrice, figlia di una cultura progressista che la spinse a esplorare le profondità dell'animo umano. Attraverso la sua poesia, il pubblico potrà toccare con mano la vulnerabilità e il coraggio di una donna rivoluzionaria.Sabato 7 Dicembre 2024 – Alda Merini con Maria CassiIl secondo incontro vedrà protagonista Alda Merini, poetessa amata in tutta Italia per la sua voce unica, che sapeva parlare con disarmante sincerità della sofferenza e dell'amore. Maria Cassi interpreterà le poesie di Merini, portando il pubblico nel mondo interiore di una donna che ha vissuto la poesia come una rivincita sulla vita stessa, nonostante i lunghi periodi di dolore e sofferenza psichiatrica. Le sue parole, forti e intense, ci parlano della capacità di resistere e affermare la vita, diventando un simbolo di speranza per tanti.Sabato 14 Dicembre 2024 – Alfonsina Storni con Letizia FuochiIl terzo incontro sarà dedicato ad Alfonsina Storni, poetessa e giornalista argentina di origine svizzera, la cui vita fu un percorso di lotta e resilienza. Letizia Fuochi accompagnerà il pubblico nella vita e nelle poesie di questa donna coraggiosa, che sfidò le convenzioni del suo tempo, affrontando da sola la maternità e le difficoltà della vita. Storni, che trovò nella poesia un rifugio e una voce, si arrese alla depressione dopo la diagnosi di un tumore, scegliendo di mettere fine alla sua vita nel Mar della Plata. Le sue poesie, lette oggi, risuonano come un grido d'amore e di dolore.Sabato 18 Gennaio 2025 – Marina Cvetaeva con Daniela MorozziA chiudere il ciclo, il 18 gennaio, sarà Daniela Morozzi con la lettura dei versi di Marina Cvetaeva, poetessa russa appassionata e inquieta. La Cvetaeva visse intensamente, tanto da lasciare una testimonianza potente della sua visione della vita come una "stazione" temporanea. Poetessa raffinata e anticonformista, si avvicinò alla letteratura a Parigi, dove studiò alla Sorbona, e abbracciò un’esistenza carica di sentimenti contrastanti, fino a un finale segnato dalla disperazione. Le sue parole, lette da Morozzi, sveleranno al pubblico le sfaccettature di un’anima sensibile e tormentata.Un’occasione per riscoprire la poesia come fonte di conoscenzaQuesti incontri rappresentano un’opportunità unica per chi ama la poesia e per chi cerca un modo per avvicinarsi alle emozioni autentiche e ai dilemmi della vita. Con la bravura delle attrici e l’intensità dei versi scelti, il ciclo "L'EMOZIONE DELLE PAROLE - IL COLORE DELLA LETTURA" si propone di restituire alla poesia il ruolo di specchio dell’anima, capace di toccare la sensibilità di tutti e di trasformare le parole in un’esperienza emozionale condivisa.

Kean come Vlahovic? I numeri parlano chiaro

L'ex Juventus si prende sulle spalle Firenze

Dopo mesi di tentativi e delusioni, i tifosi della Fiorentina hanno finalmente trovato il loro attaccante ideale in Moise Kean, capace di riaccendere i sogni della città con 7 gol e grandi prestazioni. Il paragone con Dusan Vlahovic è inevitabile: come l’ex bomber viola, Kean interpreta il ruolo in modo completo, supportando la manovra offensiva e sfruttando il fisico e la tecnica. A differenza di altri attaccanti recenti, Kean si dimostra efficace senza complicate strategie tattiche, grazie alla fiducia e al sostegno del mister Palladino. Finalmente, Firenze ha ritrovato un goleador capace di far sognare i tifosi. I numeri parlano chiaro: nella stagione 2021-22, nelle prime 9 giornate aveva messo a segno 5 gol e un assist. Soltanto una rete in più rispetto ai 4 gol segnati dall'attuale bomber viola. Il paragone, quindi, non poteva essere più azzeccato.

“Gioca chi sta meglio”: ecco le probabili scelte di Palladino in vista della gara di Genova

Cataldi verso la panchina, al suo posto Richardson. Come sta Mandragora?

La Fiorentina affronta il Genoa al "Ferraris" di Genova giovedì alle 18:30, per la decima giornata di Serie A. La squadra di Palladino è in ottima forma, con cinque vittorie consecutive tra campionato e Conference League e ben 15 gol segnati nelle ultime tre partite. Nonostante ciò, il Genoa, allenato dall’ex Gilardino e in difficoltà sia per problemi societari che infortuni, cercherà di risollevarsi, essendo in zona pericolosa con soli 6 punti.Per l'incontro, Palladino potrebbe fare turnover, con possibili riposi per Comuzzo, uscito acciaccato, Dodo, Cataldi e forse Adli. Potrebbe invece partire titolare Richardson, mentre Biraghi potrebbe sostituire Gosens. Mandragora, dopo l'infortunio, potrebbe essere convocato, mentre saranno sicuramente assenti Pongracic e Gudmundsson.FIORENTINA (4-2-3-1): De Gea; Dodò, Quarta, Ranieri, Gosens; Richardson, Adli; Colpani, Beltran, Bove; Kean. All. Palladino

Una situazione davvero preoccupante

Tra musica ad alto volume, ostacoli continui e tanta confusione

Vi piace fare atletica? Non preoccupatevi, a Firenze ci sono mille possibilità per praticare questo bellissimo sport. E non solo allo stadio Luigi Ridolfi! Basta passeggiare nel centro della città per rendersi conto che, tra marciapiedi stretti, cartelli stradali abbandonati, biciclette e monopattini fuori posto, si può improvvisare un vero e proprio allenamento.Scusatemi per l’ironia, anche perché la situazione è molto seria. Tempo fa Firenzedintorni.it aveva già trattato il tema dell’abbandono dei monopattini in città, ma purtroppo la situazione non sembra migliorata. Basta guardare le numerose foto per rendersi conto di quanto sia diventato difficile camminare in sicurezza.Oggi ci siamo soffermati su una zona in particolare: all’incrocio tra via dell’Oriuolo e via Sant'Egidio, a due passi da piazza Salvemini, lo scenario appare fuori controllo. Motorini, monopattini e biciclette sono abbandonati sui marciapiedi o in punti destinati a favorire il flusso intenso del traffico. Parlando con i residenti, inoltre, abbiamo scoperto una realtà davvero preoccupante.A causa di questi "ostacoli", è stato chiuso un tratto che per molto tempo era usato come passaggio per le ambulanze nei momenti più critici, quando il traffico rendeva difficoltoso il collegamento con l'ospedale Santa Maria Nuova. Abbiamo potuto verificare di persona la gravità della situazione.Ma i problemi non finiscono qui. Oltre alla presenza di queste "barriere" che complicano la vita dei pedoni, specialmente dei disabili, un altro tema caldo per i residenti è l’inquinamento acustico. Alcuni si lamentano della musica alta proveniente dai locali della zona già dalle 10:30 del mattino.Come sempre, Firenzedintorni.it denuncia la situazione nella speranza di un intervento da parte delle istituzioni, perché questo è ciò che possiamo fare. Con la speranza di rendere Firenze un posto migliore per tutti.

'Fenice Florentia: dalle Ceneri al Rinascimento': così riparte la storica società sportiva

Andrea Pieri: "Siamo la più grande società sportiva nel mondo natatorio e questo è uno step da cui spiccare il volo verso mete sempre più alte"

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa "Fenice Florentia: dalle Ceneri al Rinascimento", un’occasione per presentare ufficialmente il nuovo consiglio direttivo e il piano di rilancio della storica e vincente associazione sportiva toscana.Durante l'incontro, il Presidente della Rari Nantes Florentia, Andrea Pieri, i membri del nuovo direttivo hanno illustrato i progetti futuri della Rari Nantes, con particolare attenzione agli obiettivi sportivi, agli interventi sugli impianti e ai programmi di inclusione sociale che contraddistinguono questa longeva società, fondata su valori di sportività, resilienza e innovazione.Andrea Pieri non è solo una figura chiave per la Rari Nantes, ma ha anche avuto un ruolo centrale a livello nazionale, reggendo la Federazione Italiana Nuoto tra novembre 2022 e febbraio 2024 e presiedendo il Comitato organizzatore degli Europei di Roma 2022. Sotto la sua guida, la Rari Nantes Florentia ha conquistato importanti risultati, come la partecipazione di quattro atleti e un tecnico alle ultime Olimpiadi, il titolo italiano nelle categorie Cadette e Ragazze, il ritorno della squadra maschile di pallanuoto in serie A1 e il titolo italiano paralimpico di pallanuoto nel 2023.A riprova dell’impegno sociale della società, Pieri ha promosso anche l’associazione ONLUS "Rarini per Amore", creata per sostenere le famiglie bisognose nell’avviamento alla pratica sportiva, nel nome di sua moglie Monica.Andrea Pieri, nel commentare la sua rielezione, ha espresso la propria determinazione a proseguire il cammino intrapreso nonostante le difficoltà affrontate: “Abbiamo trascorso gli ultimi 12 anni in mezzo alle traversie che tutti ricordano. Siamo la più grande società sportiva nel mondo natatorio e questo è uno step da cui spiccare il volo verso mete sempre più alte.”Sul nuovo assetto organizzativo ha aggiunto: “Avere due vicepresidenti come Raggi e Tempestini significa poter garantire una maggiore attenzione agli impianti e un approccio a 360° al mondo dello sport. E sulla squadra di Minetti, posso dire che l’inizio del campionato è stato incoraggiante, ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Ora ci aspetta il periodo più impegnativo, in cui affronteremo le squadre in lotta per lo scudetto.”Con questa conferma, Pieri e il suo team si preparano a scrivere un nuovo capitolo nella storia della Rari Nantes Florentia, puntando su un mix di esperienza e innovazione per consolidare la presenza della società nel panorama sportivo italiano.Il nuovo consiglio direttivo sarà composto da:Roberto Raggi – VicepresidenteSimone Boldi – Segretario e responsabile comunicazioneRoberto Turchini – Responsabile della pallanuoto maschileAndrea Nesti – Responsabile della pallanuoto femminile e WP AbilityMassimo Borselli – Responsabile del nuoto artisticoPaolo Biagioli – Responsabile del nuotoMarco Nocentini – Gestione degli impiantiRiccardo Tempestini – Coordinatore delle attività sportive, pallanuoto giovanile, scuola nuoto, leva agonistica e reclutamentoStefano Luporini – Responsabile del nuoto Master, rapporti sportivi e avanzamento informatico

Di Livio: “Che bella Fiorentina! Mai visto un Bove così. Kean? L'amore di Firenze è stato fondamentale”

“Champions? Ci vuole calma. Ma veder giocare questa Fiorentina mi rende davvero felice”

"Che bella la Fiorentina!" esclama con entusiasmo Angelo Di Livio in esclusiva a Firenzedintorni.it. Appena iniziata l’intervista, l’ex centrocampista viola, a Firenze dal 1999 al 2005, esprime tutta la sua gioia nel vedere la squadra di Palladino giocare un calcio così spettacolare: "I cinque gol mi hanno sorpreso, e in parte è anche responsabilità della Roma, ma per il resto era prevedibile. La Fiorentina è una squadra umile che gioca un bel calcio. I tifosi viola possono ben sperare".L’artefice di questo successo è Raffaele Palladino. L’inizio non è stato facile, ma Di Livio ha sempre invitato alla calma: "Le prime difficoltà erano normali. Non dimentichiamo che veniva da una piazza come quella di Monza. Serve tempo per trasmettere il proprio gioco alla squadra". Nelle parole dell’ex viola si percepisce un mix di orgoglio e gioia: "Lasciamelo dire ancora: ho visto una squadra davvero umile. E ne sono molto contento".Dopo il 5-1 alla Roma, Firenze non è semplicemente soddisfatta: è entusiasta. Qualcuno parla persino di Champions League, ma non Di Livio. È come se non volesse svegliare i giocatori viola da un bellissimo sogno: "È ancora presto. La Fiorentina non deve entrare in campo con un obiettivo specifico in testa, ma affrontare partita dopo partita con la massima serenità. Poi, arrivati al girone di ritorno, tireremo le somme".La Fiorentina viaggia sulle ali dell’entusiasmo, spinta da giocatori in cerca di riscatto dopo esperienze difficili in altre squadre. "Questo è merito anche dell’ambiente di Firenze", sottolinea Di Livio. "La passione del tifo viola sta dando una spinta fondamentale per il rilancio di giocatori come Bove, Cataldi e Kean".A proposito di Kean, Di Livio ha le idee chiare: "Moise è nella fase giusta della sua crescita per prendersi la Fiorentina e fare il tanto atteso salto di qualità". È naturale chiedersi cosa sia cambiato rispetto alla sua esperienza alla Juventus, dove non si era mai visto un Kean così. Di Livio, che ha vissuto sia a Torino sia a Firenze, conosce bene la pressione di queste due piazze importanti: "Attenzione, eh! Firenze è una piazza grande e ambiziosa come Torino. Negli ultimi tre anni, la Fiorentina ha giocato tre finali. Moise ha cambiato tante squadre in passato, e questo può indicare scarsa personalità. Ma lo ripeto, ora lo vedo maturato".Non solo Torino e Firenze, ma anche Roma: Angelo Di Livio conosce bene l’ambiente della Capitale, lo stesso in cui è cresciuto Edoardo Bove. "Edoardo è un ragazzo meraviglioso, lo ammiro davvero tanto: intelligente, umile, propositivo, con uno straordinario spirito di sacrificio". E detto da "Il Soldatino", questo è un grande complimento. "Devo però essere onesto: a Roma non l’ho mai visto giocare così. Quando hanno deciso di cederlo, la Fiorentina è stata davvero fortunata. E permettetemi di fare i complimenti a Pradè, che è abilissimo a cogliere queste opportunità".Prima di congedarsi, Di Livio non manca di salutare quella che è stata e sarà sempre la sua città: "Non dimenticherò mai il calcio romantico della mia esperienza a Firenze. Abbiamo unito una città magnifica. E, se potessi tornare indietro, non cambierei nulla della mia carriera qui. Dalle vittorie alla rinascita, è stato tutto bellissimo".

Verba volant, scripta manent

Basta un cantiere per bloccare tutta Firenze. La forza preoccupante dei cantieri fiorentini

No, non siamo qui per ripetere quello che hanno scritto i giornali stamattina. Se volete leggere tutto su quanto accaduto ieri a Firenze, in particolare nella zona Careggi-Rifredi, potete consultare La Nazione o il Corriere Fiorentino. Firenzedintorni.it è qui per ribadire ancora una volta l'importanza della gestione dei cantieri. Se ne parla molto, ma alla fine cambia davvero poco."Verba volant, scripta manent" dicevano i latini, ed è ciò che questo sito cerca di fare fin dalla sua nascita: mettere nero su bianco tutte le problematiche che riguardano Firenze, i cantieri e i cittadini fiorentini. Quanto accaduto ieri ne è la prova: non si può e non si deve dare nulla per scontato.Cosa è successo? Un cantiere in via delle Panche ha causato code chilometriche in tutto il quartiere di Rifredi, soprattutto nei pressi dell'ospedale di Careggi. "Mal segnalato", ci dicono molti cittadini. Ma ci sorge qualche dubbio. I cartelli gialli che indicano i tempi del cantiere ci sono, come in tutti gli altri interventi in città. Quindi la domanda è: l'errore sta nel cantiere specifico o nell'organizzazione generale? A voi la risposta.La cosa più preoccupante di ieri, oltre ai tempi passati in auto (a cui i fiorentini sono purtroppo abituati), è stata vedere le ambulanze con le sirene accese zigzagare tra le automobili. I disagi per i malati sono stati notevoli, e questo è inaccettabile. "Prendete le biciclette!" polemizzano i residenti. Insomma, ce n'è per tutti, ma vogliamo sottolineare un concetto semplice: non serve una coda o un'emergenza per segnalare un problema. Firenze non dovrebbe fermarsi per evidenziare un tema come quello dei cantieri. In via Masaccio, dove i lavori sono iniziati a luglio, i ritardi continuano e siamo ormai quasi a novembre.Per questo motivo Firenzedintorni.it continuerà ad analizzare settimana dopo settimana varie situazioni. Perché "Verba volant, scripta manent" e noi preferiamo parlare poco e scrivere di più. Per voi, per Firenze, per tutti.

Per fare un albero...

Un po' di verde in più per Firenze

"Per fare un albero, ci vuole un fiore...". Cantava così Sergio Endrigo nella celebre canzone che ha accompagnato la nostra quotidianità negli anni. Forse perché oggi è un martedì diverso dal solito, Firenzedintorni.it ha deciso di soffermarsi su una situazione che potrebbe strappare un sorriso ai lettori.Spesso abbiamo trattato temi preoccupanti, come cantieri, traffico e disagi. Oggi, invece, parliamo del giardino di Via Martini/Novelli, che diventa un po' più verde per tutti. In questi tempi, non è certo una notizia da sottovalutare. I lavori di riqualificazione di una delle tante aree verdi di Firenze sta per concludersi. L'area di circa 1000 metri quadrati è stata dotata di una torre multiuso, un'altalena, una piramide e tre giochi a molla, tutti installati su gomma colata per garantire maggiore sicurezza. Sono stati migliorati anche i giochi esistenti con mattonelle anti-caduta, particolarmente utili durante l'inverno, e tutta la superficie del giardino, di 4500 metri quadrati, ha visto la sostituzione di panchine e la risistemazione dei tavoli da picnic.Michele Pierguidi, presidente del Quartiere 2, ha commentato: "I lavori al giardino di Via Martini/Novelli procedono spediti: più spazio verde per gli alberi e vialetti belli e sicuri. Presto sarà un altro bellissimo parco nel nostro quartiere."Ecco, vedendo questi progressi, ci sorgono ancora più dubbi sui lavori alla Stazione di Campo di Marte (VEDI VECCHIO ARTICOLO). Ci chiediamo: perché tanta disparità? Poco importa per ora; ciò che conta è che Firenze stia tornando a respirare grazie a un po' più di verde.

Una situazione paradossale

Prenotare un taxi fuori da un ospedale è impossibile. Serve un compromesso al più presto

Il taxi è un mezzo che semplifica notevolmente la vita dei fiorentini. Attraversare il capoluogo toscano può essere molto complicato, e in questo modo tutto sembra più facile. Tuttavia, come spesso accade in Italia, ogni cosa nasconde un lato così contorto da sfidare la logica.È il caso delle prenotazioni dei taxi. Firenzedintorni.it ha raccolto l'appello di un cittadino fiorentino che ha voluto denunciare una situazione davvero difficile da spiegare."Io sono non vedente e lavoro al CTO di Firenze. Da 34 anni ho sempre preso il taxi per tornare a casa," ci racconta Paolo. "Un giorno avevo bisogno di una vettura a un orario specifico e speravo di poter fare una prenotazione. Ma così non è stato. Con mia sorpresa ho scoperto che non è possibile prenotare un taxi da luoghi pubblici come teatri, stazioni o ospedali. Credo sia una cosa grave: come si fa a paragonare questi luoghi?"La situazione si commenta da sola. Ma qual è il motivo di questa disposizione del servizio taxi? "Se chiamo un taxi quando esco dall'ospedale, arriva senza problemi, ma se lo prenoto in anticipo, no," ci spiega Paolo, ancora incredulo. "È davvero difficile capire il perché di questa decisione. I miei amici tassisti dovrebbero cambiare questa regola per il bene della comunità."Il paradosso non finisce qui. "Spesso le attese sono di circa 30-40 minuti, il che è complicato per una persona con problemi di salute," aggiunge Paolo. "E non è finita: se indico una via o un numero civico che non corrispondono a un luogo pubblico, la prenotazione è possibile. Una situazione che fa riflettere."Paolo Tozzetti, vice presidente e responsabile sala radio del 4242, ha chiarito la posizione dei tassisti ai nostri microfoni: "Noi non siamo contrari alle prenotazioni, anzi. Per noi rappresenterebbero un’opportunità di lavoro più stabile. Il problema è trovare un punto d’incontro sugli orari". Ci spiega con attenzione. " Spesso le visite terminano oltre l’orario previsto o in anticipo, e così viene preso un altro taxi. Nei luoghi pubblici, come teatri o stadi, è davvero complicato rispetto a quelli privati, dove il servizio è più agevole". Continua Tozzetti: "Per noi sarebbe un'opzione interessante, ma è davvero difficile da attuare. Va inoltre precisato che, per legge, non possiamo accettare prenotazioni di un taxi con largo anticipo, ad esempio dalla mattina per la sera. Questo è una prerogativa del servizio NCC, come previsto dalla legge 21/92. Le cooperative taxi permettono agli utenti di “prenotare la chiamata”, garantendo che l’operatore inserirà la richiesta al momento opportuno, evitando al cliente di dover chiamare personalmente". Un giusto compromesso sarebbe di grande aiuto per tutti, cittadini e tassisti. Solo insieme si può ottenere un servizio migliore.

La Fiorentina e la rivincita del mercato

Molti giocatori viola hanno smentito le loro ex società

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori," cantava Fabrizio De André, il poeta degli emarginati, dei bisognosi, di chi veniva considerato scarto. Proprio come gli scarti che, secondo molti, la Fiorentina avrebbe preso durante il mercato estivo. Ecco un riepilogo.Moise Kean: "18 milioni per la terza punta della Juventus?! Questo è l’attaccante promesso?" Ebbene sì, Pradè ha avuto ragione. Dopo un anno complicato alla Juventus, ora è il protagonista dell'attacco viola, raccogliendo l’eredità di Vlahovic.David De Gea: "Un portiere fermo da un anno? A 34 anni, che azzardo!" Ma guardando Fiorentina-Milan si capisce che il rischio ha pagato. De Gea è tornato ai suoi livelli e sta guidando la squadra con la sua esperienza, un vero leader silenzioso.Edoardo Bove: "Se De Rossi non l’ha voluto tenere, ci sarà un motivo." A Roma faceva panchina, ma Palladino ha visto il potenziale e ora Bove è diventato un jolly prezioso per la Fiorentina, sempre efficace ovunque venga schierato.Danilo Cataldi: "Sarri gli preferiva Rovella, quindi non era così importante." Ma da quando è arrivato a Firenze, ha preso in mano il centrocampo e guida la squadra con personalità, formando un’ottima coppia con Biraghi anche fuori dal campo.Yacine Adli: "Giocava solo per l’assenza di Bennacer al Milan, se fosse forte non l’avrebbero ceduto." Ma vedendolo ora in campo, la Fiorentina ha trovato un regista di qualità, capace di dare ordine e geometrie che mancavano da tempo.Questi sono gli "scarti" che la Fiorentina ha raccolto nel mercato estivo. E come diceva De André, a Firenze stanno sbocciando fiori, che insieme a qualche diamante, stanno creando una Fiorentina competitiva. Gli scarti? A questo punto, vanno più che bene.

L'invasione dei monopattini

Strade, marciapiedi e non solo. Camminare per Firenze è una vera corsa a ostacoli

Firenze è letteralmente invasa dai monopattini elettrici. No, non stiamo usando un’iperbole. Basta girare per la città, dal centro alla periferia, per vedere come le strade e i marciapiedi siano occupati da questi mezzi a noleggio.Sono un’alternativa valida alla tramvia e ai bus, soprattutto per i numerosi turisti che visitano il capoluogo toscano. Ma allo stesso tempo, è evidente a tutti che manchi una regolamentazione, soprattutto per evitare che vengano lasciati in posti non idonei.Le foto parlano chiaro: spesso gli accessi alle strade sono occupati da biciclette, le cosiddette "Mo-bike", e dai monopattini. Gli ingressi per disabili e le strisce pedonali sono ostacolati da questi scomodi mezzi. Cosa fare, quindi, a riguardo? La soluzione potrebbe essere una semplice rastrelliera o un meccanismo tecnologico piuttosto banale: finché il mezzo non si trova in una zona di sosta adeguata, sarà impossibile scollegarlo e quindi fermare il timer utile per calcolare il prezzo del noleggio.Chissà, forse in futuro sarà così, ma per adesso serve una soluzione efficace nel breve periodo. Le segnalazioni aumentano giorno dopo giorno, e la situazione sta sfuggendo di mano.

Palladino, Fonseca e il peso dei giudizi

Fiorentina-Milan vale tanto per questi due allenatori

Il calcio è un gioco semplice, ripete spesso Massimiliano Allegri. Così come i giudizi, che cambiano con una facilità imbarazzante partita dopo partita. Un giorno sei un eroe, l’altro il colpevole. Un giorno tocchi il cielo con un dito, quello dopo ti trovi sul ciglio di un burrone a due passi dal baratro.Questo vale per tutti, giocatori ma soprattutto allenatori. Domani sera al Franchi Raffaele Palladino sfiderà Paolo Fonseca, due allenatori diversi per esperienza e idee di calcio, ma simili in molti altri aspetti.Partendo dall’allenatore della Fiorentina, il suo percorso fino ad oggi è stato pieno di alti e bassi. Certo, gli alti sono pochi, ma non importa. La Fiorentina continua a faticare dal punto di vista del gioco, e il primo tempo contro i New Saints non ha alleggerito le pressioni intorno a un allenatore che ancora deve trovare la quadra. Domani sera una vittoria ribalterebbe completamente i giudizi su Palladino, perché il calcio è questo. Non c'è pazienza, non ci sono vie di mezzo. Il calcio è semplice, sì, ma allo stesso tempo spietato. Palladino dovrà dimostrare di saper rispondere alle difficoltà. Perché è proprio in questi momenti che si trova la via per crescere, e Palladino lo sa bene. Battere il Milan per toccare il cielo e allontanare il baratro. I "se" e i "ma" non conteranno più.Guardate Fonseca. Praticamente un morto che cammina appena arrivato a Milano. La tifoseria non è mai stata soddisfatta del suo arrivo. Le prime difficoltà, i mugugni e tanto malcontento. Sembrava uno scenario già scritto verso un esonero inevitabile. Poi il derby, una vittoria importante, ed ecco che Fonseca non è più in discussione. Fonseca batte anche il Lecce e tutto sembra rientrato. Fino a quando la sconfitta con il Leverkusen fa riapparire i fantasmi del passato. E così Fiorentina-Milan diventa decisiva anche per l'ex Roma. Una sconfitta significherebbe ritornare vicino al baratro da cui è partito.Il calcio è così. Semplice, ma spietato. Non c'è tempo da perdere, né per Palladino né per Fonseca. Fiorentina-Milan vale tanto, se non tutto. Un giorno credi di essere nel giusto, in un altro ti svegli e devi cominciare da zero. Palladino e Fonseca lo sanno bene. Molto bene.

Toscana Energia, Firenze si arricchisce ancora di più: inaugurato il nuovo Centro di Controllo Impianti e Reti (CIR)

Funaro: “Vogliamo offrire servizi sempre più innovativi ed efficienti, rispondendo alle esigenze di crescita e innovazione della città”

Quest'oggi si è svolta l'inaugurazione del nuovo Centro di Controllo Impianti e Reti (CIR) presso la sede di Toscana Energia a Firenze. Questo traguardo segna una tappa fondamentale nella gestione e nel controllo dell’intera rete di distribuzione del Gruppo Italgas, rappresentando un passo significativo verso l'innovazione e la digitalizzazione del settore.Il nuovo CIR, realizzato presso la sede fiorentina di Toscana Energia, avrà un ruolo strategico nella supervisione della rete di distribuzione del gas, non solo a livello regionale, ma su tutto il territorio nazionale. Grazie a questo impianto, la gestione di 74.000 km di rete distribuiti in tutta Italia, di cui 8.000 km solo in Toscana, sarà condivisa tra i centri operativi di Firenze e Torino. La struttura d’avanguardia è stata progettata per monitorare e gestire in tempo reale ogni aspetto della rete, permettendo interventi tempestivi e coordinati, indipendentemente dal centro operativo di riferimento."Quello di oggi è un altro passo importante per la nostra città verso la smart city", ha dichiarato la sindaca di Firenze, Sara Funaro, a margine della presentazione. "Ci tengo a ringraziare Toscana Energia e Italgas per aver scelto Firenze, dopo la sede madre di Torino, per portare un sistema così avanzato. Questo impianto va a integrare tutto il lavoro che stiamo facendo sul nostro territorio, a partire dalla smart city control room, con cui abbiamo già un collegamento con Toscana Energia. Vogliamo offrire servizi sempre più innovativi ed efficienti, rispondendo alle esigenze di crescita e innovazione della città. Inoltre, i risultati ottenuti in termini di nuove assunzioni e miglioramento della qualità sono significativi, e rappresentano un ulteriore passo verso la città che vogliamo: una città che innova, che crea opportunità per i giovani e che offre servizi di alta qualità", ha concluso la sindaca.Fabio Giorgetti, presidente di Toscana Energia, ha sottolineato l’importanza del nuovo centro: "Grazie al CIR, potremo garantire una maggiore qualità nel controllo del trasporto e del monitoraggio del nostro sistema del gas, raggiungendo tutte le abitazioni. Toscana Energia rappresenta un’eccellenza all’interno del gruppo Italgas. Questo centro permetterà un monitoraggio accurato, garantendo una tempestività d'intervento e inserendosi perfettamente nel processo di innovazione e digitalizzazione che Italgas ha avviato negli ultimi otto anni. Un impegno che punta a migliorare la sostenibilità e la qualità, con l'obiettivo di assicurare la sicurezza delle nostre famiglie e del trasporto di gas in tutta Italia."A concludere l’evento, Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas, ha evidenziato le principali novità dell’impianto: "Quando nessuno si accorge del nostro servizio, significa che stiamo facendo un ottimo lavoro. Con il nuovo centro, avremo ancora più controllo su tutta la nostra rete, permettendoci di intervenire in anticipo rispetto a eventuali criticità. Questo è già accaduto durante le recenti inondazioni in Emilia Romagna, quando abbiamo gestito da remoto i nostri impianti, in una situazione in cui l'intervento locale non era possibile. In caso di eventi atmosferici estremi, possiamo gestire la rete da remoto, metterla in sicurezza e riavviarla in sicurezza. La qualità del servizio continuerà a migliorare: negli ultimi anni, le perdite della nostra rete sono scese sotto lo 0,1%, e monitoriamo costantemente la situazione, offrendo un servizio di altissimo livello."

Quando prevenire è meglio che curare

Il nostro resoconto della situazione dei tombini fiorentini

La Toscana è stata una delle regioni italiane più colpite da forti temporali nell'ultimo anno. Purtroppo, l'alluvione che ha colpito Campi Bisenzio, ma non solo, ha lasciato un segno profondo nell'animo dei suoi cittadini. Se a Firenze la pioggia è ormai diventata un disagio per chi si trova bloccato nel traffico, è giusto chiedersi quali siano le misure di prevenzione adottate per gestire situazioni d'emergenza.Come recita il proverbio "prevenire è meglio che curare". Firenzedintorni.it si è quindi concentrato sulla condizione dei tombini in città. Basta fare un giro per Firenze, come abbiamo fatto noi, per osservare lo stato preoccupante delle fognature. Una delle foto che vedete in questo articolo è stata scattata il 2 agosto, un giorno prima di un'allerta gialla per temporali e grandine. Le immagini parlano da sole.A distanza di mesi, nonostante le segnalazioni dei nostri lettori, molti tombini sono ancora nelle stesse condizioni. Nella seconda foto, per esempio, vediamo uno dei tanti tombini otturati su Viale Michelangelo. Questo è solo uno dei primi, ma lungo la via ce ne sono almeno altri cinque nelle stesse condizioni.Le istituzioni sono presenti e fanno sentire la loro voce. La pulizia dei tombini è affidata sia ad ALIA che a Publiacqua, che collaborano in un lavoro di squadra costante. I cittadini possono contribuire in modo significativo attraverso le segnalazioni. Ci informano che ne ricevono già molte, ma ogni aiuto è sempre ben accetto. Con pazienza, tutte le situazioni di emergenza verranno affrontate, perché, come si dice, prevenire è meglio che curare. Sempre.

Becattini: “Sprechi e cambiamenti climatici. Il Festival dell'Acqua un modo per trovare delle nuove soluzioni”

“Il Bagno Viaggiante? Dopo il ‘Nodo Capecchi’ ecco un'altra grande invenzione”

L’Earth Technology Expo, conosciuta anche come "Festival dell'Acqua", ha catturato l'attenzione del centro di Firenze dal 25 al 27 settembre. La splendida cornice dell'evento è stata la Fortezza da Basso, che ancora una volta ha confermato il suo fascino e la sua bellezza."Un'ottima occasione per mettere a confronto diverse realtà", ha dichiarato a Firenzedintorni.it Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera. "Sono stati trattati molti temi importanti: dalla distribuzione dell'acqua al problema sempre più pressante degli sprechi. Ma si è discusso soprattutto delle calamità naturali che colpiscono con crescente frequenza il nostro Paese, cercando di capire come prevenirle. Un tempo erano eventi rari, ora invece si ripetono negli stessi luoghi con una violenza sempre maggiore. Affrontare questi argomenti è un passo essenziale per trovare soluzioni."Firenze e la Regione Toscana hanno una lunga esperienza nella gestione di eventi calamitosi devastanti. "I Comuni dispongono di diversi strumenti per affrontare queste situazioni - ha proseguito Becattini - ma sarà necessario valutare se servirà un vero e proprio piano regolatore delle acque. Questo sarà utile sia per una gestione più efficiente della distribuzione, sia per coordinare meglio gli interventi in caso di calamità naturali. I cambiamenti climatici ci impongono di adottare strategie diverse rispetto al passato."Durante la Fiera dell'Acqua è stata presentata per la prima volta al pubblico un'innovativa invenzione: "Il Bagno Viaggiante", ideato da Francesco Capecchi con il supporto di Fabrizio Bertini di Firenze Manutenzioni, Massimiliano Chiuchiolo e Alessandro Masi dell'Arcadia Garage Lab, quest'ultimo creatore del mezzo. "Un grande investimento!" ha commentato Becattini. "L'ho visto personalmente e posso dire con certezza che Capecchi, dopo il successo del ‘Nodo Capecchi’, ci ha offerto un'altra invenzione straordinaria. Questa struttura, particolarmente utile durante eventi di massa e non solo, offrirà ai cittadini un servizio che spesso è difficile da trovare o fuori servizio".

Campo di Marte, l'incubo continua. Altra spaccata nella notte

Colpito il negozio Tognoni. I residenti: “Siamo stanchi!”

Spensieratezza, tranquillità e sicurezza: erano solo tre delle qualità che caratterizzavano il quartiere di Campo di Marte. Ora, però, la situazione è cambiata. L'ondata di insicurezza e criminalità che ha colpito Firenze è arrivata anche ai piedi dello stadio Franchi, e la situazione peggiora di giorno in giorno.L'incubo delle spaccate sembra non avere fine. Tra i negozi colpiti nel quartiere di Campo di Marte ci sono la cioccolateria Donnamalina in via Pacinotti, la bigiotteria La Tartaruga in viale dei Mille, il bar Moma in piazza Antonelli e il negozio di abbigliamento K13 in via Marconi. Ora, anche il negozio di scarpe Tognoni in via Elbano Gasperi è stato vittima di un furto.Noi di Firenzedintorni.it abbiamo voluto testimoniare la situazione di persona. Arrivati al negozio, tra i frammenti di vetro sparsi sul pavimento, si percepisce un’aria di disperazione e rabbia, e poca voglia di parlare. Lo capiamo subito e rispettiamo il silenzio del proprietario. Le immagini già parlano da sole: la porta a vetri è completamente distrutta."È un giornalista?" ci chiede Graziella, una signora di 75 anni che vive nel quartiere da ben 60 anni. Intuiamo e sentiamo subito la sua voglia di raccontare: "Siamo stanchi. Parlo a nome di tutti i residenti. Campo di Marte era un’oasi di benessere e felicità, i miei nipoti sono cresciuti in queste vie. La sera potevamo uscire senza problemi, ma ora le nostre case sono diventate bunker per proteggerci dai malviventi, e a volte non basta nemmeno questo. Cosa dobbiamo fare?"Non sappiamo cosa rispondere. Graziella ci saluta e ci ringrazia per averla ascoltata. La situazione delle spaccate sta peggiorando visibilmente. Sembra che si stia raggiungendo un punto di non ritorno. Denunciare è utile, ma senza un aiuto concreto, possiamo solo immaginare scenari ancora più gravi.

Il “Bagno Viaggiante” è finalmente realtà. Capecchi: “Un'invenzione che aiuterà disabili, ma non solo”

Le immagini in esclusiva dall'Earth Technology Expo, presso la Fortezza da Basso di Firenze

La bellezza della Fortezza da Basso di Firenze fa da cornice all'invenzione che caratterizzerà il 2025. Durante l'Earth Technology Expo è stato presentato il "Bagno Viaggiante".Nato da un'idea di Francesco Capecchi, con il supporto di Fabrizio Bertini, componente di Firenze Manutenzioni, di Massimiliano Chiuchiolo, e del creatore del mezzo stesso Alessandro Masi, dell'Arcadia Garage Lab, ha preso forma questa nuova invenzione destinata ad aiutare le persone con disabilità e non solo.Come mostrano le foto di Firenzedintorni.it, il "Bagno Viaggiante" è un vero e proprio contenitore di servizi igienici mobile. Colpisce subito l'attenzione la rampa d'accesso situata sul retro della struttura, che permette a tutte le persone con disabilità di usufruire dei numerosi comfort presenti all'interno."Il Bagno Viaggiante è realtà!" esulta Francesco Capecchi, proprietario e responsabile di Firenze Manutenzioni, ai nostri microfoni. "La struttura ha una rampa con una portata di 360 chili, in grado di sostenere sia la persona disabile che l'accompagnatore". E questo è solo uno dei tanti comfort offerti da questa nuova invenzione."Le persone con disabilità", continua Capecchi, "possono usufruire di ogni comfort possibile. L'accompagnatore può uscire in ogni momento, lasciando massima libertà alla persona. Una volta terminato l’utilizzo, si accenderà una luce rossa per segnalare a chi è all'esterno che il bagno è libero. Per quanto riguarda l'ingresso principale, gli utenti potranno accedere alla struttura in qualsiasi momento, trovando all'interno tutto il necessario per rifocillarsi. Saranno necessarie prove su strada, e poi tutto sarà pronto. Verso gennaio 2025, il Bagno Viaggiante sarà operativo e disponibile sul mercato"."La struttura è alimentata da pannelli solari e ha una capacità di 8 kilowatt. Potenzialmente, può alimentare un intero mercato. In questo modo, il Bagno Viaggiante può diventare anche una fonte di energia in caso di necessità o emergenza. La struttura è stata apprezzata da Francesco Becattini, presidente di Firenze Fiera, e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, riscuotendo grande successo. Sono davvero felice", conclude Capecchi.Non è stato facile raggiungere questo risultato, come conferma Capecchi: "La realizzazione del Bagno Viaggiante ha richiesto molto tempo. Ringrazio Alessandro Masi e tutto il team di Arcadia Garage Lab per lo splendido lavoro svolto".Ma le novità non finiscono qui: "Stiamo lavorando anche a un prototipo di dimensioni ridotte, pensato per eventi e ricevimenti. Sarà pronto per metà aprile-maggio del 2025".

Via Nazionale, una Via Crucis tutta fiorentina

Una situazione che sta sfuggendo di mano

Perdonatemi il paragone religioso, ma non è stato facile trovare una similitudine adeguata per esprimere il caos con cui Via Nazionale e i fiorentini devono convivere ormai da diversi anni. La foto di Firenzedintorni.it, che può avere anche un tocco romantico, mostra una normale situazione del traffico nella zona della nota via intorno alle 18-19. È l'orario di punta, certo, ma spesso il tutto si ripete in vari momenti della giornata.Via Nazionale è conosciuta da tutti. È uno degli accessi principali per la stazione di Santa Maria Novella, soprattutto per coloro che vogliono raggiungere questo punto di snodo fiorentino senza incorrere in ZTL, corsie preferenziali e multe salatissime. Inoltre, la via è anche una delle zone con più negozi e turisti, che contribuiscono in modo significativo a quel caos che ormai la caratterizza.Tra strisce pedonali sbiadite e semafori con tempi discutibili, gli ingorghi sono all'ordine del giorno. I pedoni non aiutano, con attraversamenti improvvisi o passeggiate lungo la carreggiata a causa degli stretti marciapiedi del centro storico fiorentino. Già trascinare una valigia diventa molto complicato. Inoltre, il continuo passaggio di autobus e camion di spedizione rallenta ulteriormente il traffico.File su file. Attesa dopo attesa. Via Nazionale diventa spesso un incubo per chi deve raggiungere la stazione di Santa Maria Novella, con il costante rischio di perdere il treno. "Ristoranti, bar e turisti in mezzo allo smog del traffico non sono un bel biglietto da visita per una città bella come Firenze," ci dice Maurizio, milanese di nascita ma residente in Via Nazionale da diversi anni. "E non parliamo poi dell'inquinamento acustico. A volte il via vai di macchine diventa insopportabile."In motorino, l'esperienza è ben diversa, ma la situazione sta sfuggendo di mano. Una Via Crucis di macchine e camion, tra turisti e smog. Via Nazionale è entrata in un loop davvero senza uscita.

Il “Bagno Viaggiante” prende forma: ecco la rampa d'accesso 

Dall’idea di Francesco Capecchi, ecco la nuova invenzione firmata Firenze Manutenzioni

Il "Bagno Viaggiante" è un'innovativa struttura progettata per migliorare l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità, un progetto ideato da Francesco Capecchi. La sua presentazione ufficiale è prevista per mercoledì 25 settembre, nell'ambito dell'Earth Technology Expo, che si terrà presso la Fortezza da Basso a Firenze. A presentare il mezzo ci sarà Fabrizio Bertini, componente della Firenze Manutenzioni, Massimiliano Chiuchiolo e il creatore del mezzo stesso Alessandro Masi, dell'Arcadia Garage Lab. Questo progetto è di grande rilevanza poiché si tratta del primo in Italia ad essere specificamente pensato per rispondere alle esigenze delle persone con disabilità. Il "Bagno Viaggiante" è una soluzione che consente di trasportare un bagno mobile dotato di tutti i comfort necessari, facilitando così la fruizione di spazi pubblici, eventi e località turistiche per chi ha difficoltà motorie.In particolare, la foto menzionata ritrae la rampa d'accesso che sarà utilizzata per trasportare le persone all'interno della struttura, un dettaglio essenziale per garantire un ingresso comodo e sicuro. Questo strumento si inserisce in un contesto più ampio di innovazioni tecnologiche e accessibilità, puntando a migliorare l'inclusione e l'autonomia delle persone con disabilità in diverse situazioni quotidiane e contesti sociali.L’Earth Technology Expo è un'importante vetrina per tecnologie sostenibili e innovative, e il "Bagno Viaggiante" rappresenta un passo avanti significativo verso una società più inclusiva.

Fiorentina-Lazio, squadre a confronto. E attenzione all'ex obiettivo Dia

I segreti della Lazio di Baroni

La sfida tra Fiorentina e Lazio, in programma domani alle 12:30, potrebbe rappresentare un momento cruciale per la stagione della Fiorentina. Nonostante i miglioramenti mostrati in campo, come sottolineato da Palladino, i risultati non sono ancora all'altezza delle aspettative per una squadra costruita per ambire a posizioni più alte in classifica. Le prime partite contro squadre come Venezia e Monza, entrambe disputate in casa e concluse con solo 2 punti raccolti, indicano che alla Fiorentina manca ancora il cinismo necessario per fare la differenza contro le squadre "piccole", un problema che si era già manifestato nelle stagioni precedenti.Dall'altro lato, la Lazio, sebbene rivoluzionata dal mercato e inizialmente accompagnata da qualche dubbio, ha dimostrato maggiore continuità contro avversari teoricamente inferiori. Le vittorie contro Venezia ed Hellas e il pareggio con il Milan sono segnali positivi per gli uomini di Baroni.Numeri alla mano, la Fiorentina avrebbe potuto essere alla pari con la Lazio in classifica se non avesse "sbagliato" le partite casalinghe. L'adattamento ai nuovi schemi di Palladino richiede tempo, ma la squadra non può più permettersi di perdere punti preziosi. Dopo Lazio, Empoli e Milan, sarà fondamentale per la Fiorentina ottenere risultati per risollevare la stagione.Un'altra sfida sarà arginare Dia, attaccante della Lazio che in passato ha già messo in difficoltà la difesa viola, come nel pareggio 3-3 con la Salernitana nella scorsa stagione. La difesa di Palladino dovrà essere particolarmente attenta per evitare ulteriori problemi.

Singoli o modulo? Ecco cosa succede alla difesa viola

Palladino difficilmente abbandonerà la difesa a tre

Il tema della difesa era centrale l'anno scorso e lo è anche quest'anno, rappresentando la principale critica rivolta all'allenatore della Fiorentina. La curiosità sta nel fatto che, nonostante il cambio in panchina da Vincenzo Italiano a Raffaele Palladino, le stesse accuse persistono. L'attuale allenatore del Bologna aveva ricevuto critiche simili, e chi lo ha sostituito ora si trova a dover affrontare le medesime problematiche. La difesa a tre della Fiorentina ha messo in evidenza i motivi delle critiche alla difesa alta di Italiano.Biraghi, Ranieri e Quarta sono gli stessi giocatori dello scorso anno, ma il nuovo contesto tattico influisce sulle loro prestazioni. Biraghi appare fuori posto come terzo di difesa, Ranieri non sembra in grado di guidare il reparto da solo, e Quarta, nonostante i suoi gol, mostra ancora carenze difensive. Il modulo influisce fino a un certo punto, e forse Italiano lo aveva intuito: giocatori come Ranieri e Quarta si esprimono meglio aggredendo l'avversario piuttosto che aspettando. Inoltre, la fisicità richiesta da questo tipo di gioco non sembra essere all'altezza delle caratteristiche dei centrali della Fiorentina. Il problema è stato costruire una fase difensiva con giocatori non adatti a seguirla. Tuttavia, anche con una difesa a quattro, potrebbero emergere gli stessi difetti, poiché Ranieri e Quarta davano il meglio nel sistema offensivo di Italiano. Solo Milenkovic sembrava soffrire in alcune situazioni, ma il rischio era giustificato. Ciò che conta non è tanto il tipo di difesa, ma come viene applicata. Anche Inzaghi, Gasperini e Conte difendono a tre, ma con approcci completamente diversi.La squadra è stata progettata per una difesa a tre, come dimostrano le scelte di mercato. Non tanto nei giocatori acquistati, quanto nel modo in cui sono stati scelti. Pongracic, ad esempio, sembra non adattarsi bene all'assetto difensivo di Palladino, e per ora rappresenta una scommessa. Paradossalmente, l'unico giocatore che conosce bene la difesa a tre è Moreno, che non ha ancora giocato in Italia. L'arrivo di Gosens, invece di un nuovo centrale, conferma che questo sistema di difesa rimane centrale nel progetto della Fiorentina, e un cambiamento non sembra previsto a breve.

Una corsa a ostacoli

Motorini, monopattini e sterpaglie: è ancora possibile andare in bicicletta in Via Erbosa?

La bicicletta è un mezzo che unisce l'utile al dilettevole: un piacevole passatempo per i bambini e un modo per salvaguardare l'ambiente per gli adulti. Tuttavia, è importante chiedersi se gli spazi dedicati all'uso delle biciclette siano adeguatamente mantenuti per favorirne l'utilizzo.Grazie alla segnalazione di un nostro lettore, Firenzedintorni.it ha portato alla luce una problematica che riguarda Via Erbosa, una nota zona del quartiere di Gavinana, famosa per la sua pista ciclabile. Arrivati sul posto, abbiamo subito notato come quello che dovrebbe essere un semplice spazio per le biciclette si sia trasformato in una vera e propria corsa a ostacoli.Il primo problema evidente riguarda le siepi confinanti che, come si può vedere nelle foto, invadono la pista ciclabile per oltre un metro, costringendo i ciclisti a oltrepassare la linea che separa le due corsie. Ma i disagi non finiscono qui: spesso la pista ciclabile viene utilizzata come parcheggio abusivo per motorini o monopattini a noleggio, mentre le auto in doppia fila invadono parte della pista per evitare di bloccare la carreggiata principale."A questo punto preferisco andare a piedi", ci dice Marco, un residente di Via Erbosa. "Vivo qui da molti anni e ricordo quando la nostra pista ciclabile veniva curata e trattata come un bene prezioso. Oggi sembra abbandonata a se stessa, e andare in bicicletta è diventato troppo pericoloso".Dopo aver constatato personalmente la situazione, è difficile non dargli ragione. Il tema della pista ciclabile, soprattutto nel quartiere di Gavinana, continua ad essere sempre più centrale. Firenzedintorni.it solleverà anche altre problematiche che interessano questo noto quartiere fiorentino, ma per ora il caso di Via Erbosa non può passare inosservato.

Ecco a voi il “Bagno Viaggiante”. Capecchi: “Un’innovazione davvero importante”

Scopriamo insieme tutti i dettagli della nuova creazione di Francesco Capecchi

"Il bagno quando vuoi e dove vuoi", si chiama così la presentazione del nuovissimo "Bagno Viaggiante" che avverrà dal 25 al 27 settembre alla Fortezza da Basso di Firenze durante l'Earth Technology Expo. Firenzedintorni.it ha intervistato Francesco Capecchi, proprietario e responsabile di Firenze Manutenzioni, nonché ideatore del "Bagno Viaggiante": "Il "Bagno Viaggiante" nasce esattamente due anni fa, a fine luglio, in un periodo segnato ancora da alcuni casi di Covid e dalla paura per ciò che era accaduto. Durante i lavori nei cantieri, i miei operai non potevano usufruire dei servizi igienici a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Per risolvere questo problema, decisi di installare dei bagni chimici, ma presto mi resi conto dei loro limiti"."Com'è nata l'idea? Un giorno, vedendo un bagno all'interno di un camper, mi venne un'idea: perché non creare un "Bagno Viaggiante" adatto a tutti? Ne parlai subito con Massimiliano Chiuchiolo e il geometra Fabrizio Bertini della Firenze Manutenzioni, e insieme cominciammo a gettare le basi per il progetto. Essendo padre di un bambino con disabilità, decisi di progettare un bagno accessibile a persone con qualsiasi tipo di difficoltà motoria. Così, creammo un camion dotato di un accesso posteriore con rampa elevatrice, pensata per le persone con disabilità. All'interno dello stesso camion, aggiungemmo anche servizi igienici separati per uomini e donne". "Successivamente, grazie all'ingegnere A. Mannucci, responsabile dell'ufficio brevetti del Comune di Firenze, riuscimmo a ottenere il brevetto e avviammo la costruzione del nostro "Bagno Viaggiante". Si tratta di un bagno vero e proprio, come quello di casa, con lavandino, lavabo, acqua corrente, due fasciatoi, un bagno per disabili e vari specchi. L'intera struttura è alimentata da pannelli solari per fornire acqua calda ed è utilizzabile anche come spogliatoio. Inoltre, sono presenti prese USB per ricaricare i cellulari e una tenda per proteggersi dal sole durante i mesi estivi". "Questo tipo di bagno è stato progettato per essere utilizzato durante feste, eventi e in tutti quei luoghi dove c'è una grande affluenza di persone con diverse necessità, rappresentando un'ottima alternativa ai bagni chimici, grazie ai 600 litri di acqua corrente disponibili. Il termine "viaggiante" deriva dal fatto che il bagno è montato su un camion, rendendolo facilmente trasportabile in tutta la città. La presentazione ufficiale del "Bagno Viaggiante" avverrà dal 25 al 27 settembre, durante la Fiera dell'Acqua all'Earth Technology Expo, presso la Fortezza da Basso. Sarà un evento di grande rilevanza, con migliaia di visitatori, che permetterà di mostrare questa innovazione importante, capace di rispondere anche alle esigenze delle persone con disabilità".

Il peso dell'inspiegabile

Il caso di Via Melchiorre Gioia: possibile chiudere una via per due mesi?

Il peso dell'inspiegabile. A volte certe scelte sembrano davvero poco comprensibili, soprattutto per chi non conosce i dettagli. Siamo in via Melchiorre Gioia, dove recentemente sono iniziati i lavori di rifacimento delle tubature da parte di Publiacqua. L'intervento, invasivo e necessario, riguarda una strada importante che collega Via Giovanni Fabbroni con Largo Cesare Cantù, e comporterà la chiusura della via per più di due mesi."Serve l'elicottero per muoversi," ci dice un residente durante il nostro sopralluogo. I lavori dureranno fino all'8 novembre 2024 e i dubbi su questa tempistica sono molti. "Perché iniziare a settembre e non prima, magari a luglio e agosto quando Firenze è meno affollata?" è una delle tante domande poste dai residenti, alle quali possiamo solo rispondere con il peso dell'inspiegabile.Un caso simile è quello di Via Masaccio, già descritto da Firenzedintorni.it, dove lavori importanti iniziati a luglio sono stati rallentati, aumentando i disagi con l'aumento del traffico.Inoltre, le polemiche non mancano, soprattutto per quanto riguarda i parcheggi. Via Melchiorre Gioia era un'area preziosa per chi cercava un posto auto, ma ora la situazione è peggiorata drasticamente.Il peso dell'inspiegabile rimane evidente e si aggiunge al crescente malcontento.

Rocco Commisso è al Viola Park

Il numero uno viola assisterà alla partita della Primavera contro il Lecce

Dopo essere tornato in Italia questa mattina dopo quasi sei mesi di assenza Rocco Commisso è arrivato al quartier generale della Fiorentina, il Viola Park: presso la struttura il presidente della Fiorentina assisterà alla gara in programma oggi alle 15 tra la Fiorentina Primavera e il i pari categoria del Lecce.

I giocatori viola in Nazionale: top e flop

Bene Kean, Pongracic preoccupa

La sosta per le nazionali ha visto diversi giocatori della Fiorentina di Palladino impegnati con le rispettive squadre. Tra i protagonisti principali:Kean: Ha confermato il suo buon stato di forma segnando un gol decisivo contro Israele, anche se ha giocato pochi minuti contro la Francia.Pongracic: Ha deluso con la nazionale croata, mostrando difficoltà difensive contro il Portogallo, che hanno portato alla sua sostituzione all'intervallo e alla panchina nella partita successiva contro la Polonia.Kouame: Ha giocato solo 4 minuti con la Costa d'Avorio contro lo Zambia, una scelta che lo lascia fresco per la prossima partita con la Fiorentina.Richardson: Ha avuto una sosta discreta con il Marocco, giocando complessivamente 70 minuti nelle due partite contro Gabon e Lesotho, mostrando una prestazione solida ma non brillante.Bove e Kayode: Bove è stato protagonista con l'Under 21 italiana, segnando un gol e offrendo ottime prestazioni nelle due partite giocate, mentre Kayode non è sceso in campo.Comuzzo: Ha giocato con l'Under 20, partecipando parzialmente nella partita contro la Repubblica Ceca e interamente contro la Germania, in una gara difficile conclusa con una pesante sconfitta.Martinelli e Caprini: Martinelli ha brillato parando un rigore contro l'Inghilterra e giocando bene nelle successive partite con la Germania e la Croazia. Caprini ha segnato il gol del pareggio contro la Croazia, dimostrando lucidità e freddezza.

Kean-mania, la Fiorentina ha un centravanti vero

Palladino e Spalletti sorridono, ma a gennaio...

Moise Kean: sarà lui il centravanti che Firenze cercava da tre anni? Dopo tentativi falliti con Cabral, Piatek, Jovic, Nzola, Belotti e Beltran, sembrava una maledizione. Ma l’ex Juventus sembra destinato a rompere questo incantesimo, diventando protagonista e trascinando la Fiorentina di Palladino.Fin dal suo arrivo, Kean ha mostrato movenze da vero attaccante, quel tipo di punta che Firenze non vedeva da tempo. Ha già segnato tre gol con la maglia della Fiorentina e ora anche con la Nazionale di Spalletti. L'ex PSG sta finalmente trovando una continuità che gli era mancata in passato. Tuttavia, è necessaria cautela nei giudizi: anche Belotti lo scorso anno aveva iniziato con una buona prestazione contro il Frosinone, illudendo i tifosi viola, ma si rivelò poi un flop.La situazione di Moise Kean sembra però completamente diversa, fortunatamente. Le sue ottime prestazioni hanno aperto una riflessione importante in casa Fiorentina: quanto è rischioso diventare dipendenti da Kean? Al momento, tra Kouamè e Beltran, la Fiorentina non ha un vero vice Kean. L’ex Genoa rimane un jolly d’attacco utile in varie situazioni, ma senza garanzie concrete, mentre l’argentino vive ancora nel limbo del suo ruolo: attaccante o seconda punta? Inoltre, con l’arrivo di Gudmundsson, lo spazio per loro sta diventando sempre più limitato.La squadra viola disputa in media 50-60 partite a stagione, considerando che spesso raggiunge le fasi finali delle competizioni come Coppa Italia e Conference League. E si sa, prevenire è meglio che curare. Per questo motivo, il mercato di gennaio sarà fondamentale.Tra i principali nomi c’è Milan Djuric del Monza, già seguito in passato dal Ds Daniele Pradè. Sebbene l'operazione non sia andata a buon fine nell'ultimo giorno di calciomercato estivo a causa delle difficoltà nel trovare un sostituto per il Monza, la Fiorentina potrebbe riprovarci a gennaio se il rendimento di Beltran dovesse risultare insoddisfacente. Djuric è apprezzato da Palladino e le cifre del suo stipendio (circa un milione di euro a stagione) e del suo eventuale trasferimento (non più di 2 milioni) sarebbero accessibili per il club viola.Altri nomi valutati dalla Fiorentina includono Giovanni Simeone, attualmente al Napoli, che potrebbe essere disponibile in prestito con opzione di riscatto, e Leonardo Pavoletti del Cagliari, che potrebbe trovare poco spazio nella squadra sarda. Infine, tra i giocatori svincolati c’è Eric-Maxim Choupo-Moting, ex Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, che potrebbe rappresentare un’opzione a costo zero in caso di necessità. È Kean-mania, con la speranza che questa volta vada tutto secondo i piani.

La storia può essere d'intralcio?

Mercato Sant'Ambrogio, ritardo inevitabile?

A volte la storia può essere d'intralcio? Chiedetelo ai venditori ambulanti del mercato di Sant'Ambrogio. Ma andiamo con ordine. Il progetto, iniziato lo scorso gennaio con un investimento di 1,3 milioni di euro, prevede la costruzione di un nuovo loggiato esterno che sostituirà le vecchie pensiline con strutture più moderne ed efficienti.Le nuove strutture saranno armonizzate con l'edificio esistente e includeranno un ampio corridoio centrale, una migliore disposizione dei banchi, infrastrutture nascoste e un'illuminazione a risparmio energetico. Inoltre, verranno realizzati nuovi impianti per i posteggi esterni e una nuova pavimentazione, rispettosa della struttura storica e delle norme di sicurezza e salute.L'intervento si svolgerà in tre fasi: la prima riguarda i nuovi pavimenti interni e la realizzazione della vasca antincendio (da luglio a dicembre 2023); la seconda prevede le nuove tettoie esterne (a partire da gennaio 2024), con spostamento temporaneo dei banchi a piazza Annigoni; la terza fase vedrà il progressivo ricollocamento dei banchi sotto le nuove tettoie fino a dicembre 2024. Il completamento del progetto è previsto entro dicembre 2024.Questa è la teoria, ma la pratica è un'altra cosa. Nei giorni scorsi, il ritrovamento di reperti archeologici ha rallentato tutto. Ora il cantiere è completamente fermo, come si può notare facendo un giro al mercato. Il tempo passa e niente sembra andare avanti, rendendo la fine dei lavori, prevista per dicembre 2024, sempre più un miraggio. I disagi, quindi, sono destinati ad aumentare.Da una parte ci sono i venditori ambulanti che chiedono a gran voce un sostegno economico dal Comune di Firenze. Passare il Natale 2024 in queste condizioni comporterebbe gravi perdite economiche per tutti i venditori, senza contare l'impatto visivo, davvero disturbante. Inoltre, il cantiere ha occupato vari posti macchina utili sia per le attività di vendita che per i residenti.Ora non resta che capire quando finirà tutto. Il ritardo sembra inevitabile, così come il peso dei disagi che lavoratori e venditori dovranno sopportare.

Palladino, cosa ti inventi?

Tutti i possibili cambiamenti tattici della Fiorentina del futuro

Negli ultimi tre anni, una delle critiche principali rivolte a Vincenzo Italiano è stata la sua rigidità tattica e la mancanza di cambiamenti. Ora, con l’arrivo di Raffaele Palladino alla Fiorentina, sembra che il problema si stia ripetendo. Il nuovo modulo 3-4-2-1 ha mostrato più limiti che vantaggi, soprattutto in difesa, con un Pongracic disorientato e Biraghi adattato a un ruolo non suo, alimentando le preoccupazioni dei tifosi.È vero che Palladino è appena arrivato e che serve tempo per adattare i giocatori a un nuovo sistema tattico, specialmente dopo tre anni con lo stesso allenatore. Tuttavia, l'ex tecnico del Monza è stato criticato per la mancanza di inventiva nelle prime partite. Nonostante le difficoltà evidenti, Palladino ha fatto pochi cambiamenti, puntando solo sull'inserimento di Biraghi nella linea difensiva a tre—a detta di molti, una scelta tutt'altro che azzeccata. In questa sosta, Palladino dovrà lavorare proprio sulla fantasia per trovare nuove soluzioni e alternative tattiche.La Fiorentina ha diverse opzioni tecniche a disposizione. Un centrocampo a tre potrebbe aiutare a proteggere il reparto difensivo, attualmente il punto debole della squadra. Palladino può contare su un mediano di contenimento come Mandragora, un combattente come Bove, un regista equilibratore come Cataldi, un giocatore più avanzato come Adli e una mezz'ala tecnica come Richardson. Sugli esterni, Gosens a sinistra e Kayode (o Dodo) a destra offrono qualità e solidità. Con Gudmundsson a supporto di Kean, potrebbe nascere una Fiorentina più equilibrata e funzionale in un possibile 3-5-1-1.Palladino ha anche menzionato la possibilità di utilizzare una difesa a quattro, sulla scia di quanto fatto da Italiano nei suoi anni in viola. Tuttavia, anche quella difesa a quattro aveva mostrato vulnerabilità, soprattutto per la distanza ridotta tra difesa e centrocampo che rendeva la squadra vulnerabile ai contropiedi. Con un modulo 4-2-3-1, Palladino avrebbe a disposizione una vasta gamma di opzioni: Kayode o Dodo sulla destra, Pongracic o Martinez Quarta al centro, Ranieri o Moreno, e Biraghi o Parisi sulla sinistra. A centrocampo, potrebbe scegliere tra una coppia solida come Bove-Mandragora, più creativa come Cataldi-Adli, o una mista che includa Richardson. Davanti, i tre giocatori dietro Kean potrebbero variare da attaccanti puri come Colpani, Gudmundsson e Sottil, a una versione meno offensiva con Gosens al posto di Sottil.Per tornare a vincere servono fantasia e lavoro, elementi che Palladino dovrà integrare rapidamente. Le prossime sfide contro Atalanta, Lazio, Empoli e Milan non concederanno tregua, e la Fiorentina deve ancora trovare la giusta direzione. È il momento di agire, con forza e coraggio!

Fiorentina, ecco Moreno. Come cambiano le gerarchie in difesa

Oggi la presentazione dell'argentino

La Fiorentina ha presentato Matias Moreno, un difensore centrale argentino del Belgrano, classe 2003, destro e alto 1,93 m. Moreno gioca titolare da un anno con il Belgrano, dove ha accumulato 26 presenze nell'ultima stagione (35 totali, contando anche l'anno precedente) e un assist. Cresciuto nel settore giovanile del Belgrano, ha debuttato in prima squadra nell'agosto 2023. È un difensore versatile, capace di ricoprire vari ruoli della linea difensiva, con una buona tecnica di base e abilità nel gioco aereo. Arriverà alla Fiorentina per 5 milioni di euro e un contratto fino al 2029, inizialmente come alternativa a Martinez Quarta.Nel frattempo, la Fiorentina riflette sulla posizione di Cristiano Biraghi dopo la grande prestazione di Robin Gosens, che ha segnato un gol decisivo al 95'. La qualità del tedesco ha messo in discussione la titolarità di Biraghi, il cui rendimento difensivo è stato deludente. Palladino dovrà decidere se Biraghi può adattarsi nella difesa a tre, altrimenti potrebbe finire fuori dai titolari.Anche Fabiano Parisi è sotto osservazione dopo un difficile adattamento dal trasferimento dall'Empoli. L'arrivo di Gosens e la sua immediata titolarità evidenziano la mancanza di fiducia di Palladino verso Parisi, il cui futuro nella squadra è incerto se non migliorerà le sue prestazioni.Crediti foto: ACF Fiorentina Facebook  

Vivere nel disagio: la situazione preoccupante del giardino di Piazza Valdelsa

Abbiamo ascoltato la richiesta d'aiuto di un nostro lettore. Ecco cosa abbiamo scoperto

Quanto è importante ascoltare? Con l'ascolto si possono imparare molte cose e, soprattutto, conoscere situazioni sconosciute ai più. Ed è proprio quello che ha fatto Firenzedintorni.it, ascoltando la richiesta di aiuto del signor Gianluca, residente fiorentino che ci ha illustrato una situazione preoccupante riguardante un giardino pubblico.Ci troviamo in Piazza Valdelsa, dove da qualche anno è sorto quello che doveva essere uno dei giardini pubblici migliori di Firenze. Tuttavia, gli alti condomini della zona nascondono una situazione di degrado non trascurabile. Con l’aiuto del signor Gianluca, abbiamo potuto constatare la preoccupante condizione di un giardino abbandonato a sé stesso.All'apparenza non manca nulla: ci sono un'area per i bambini, un piccolo campo da calcio, tante panchine e un’area per i cani. C'è tutto, ma più che un giardino, sembra un assemblaggio di servizi messi lì senza una vera logica. Prendiamo ad esempio l’area cani: tra rifiuti e sterpaglie, questo terreno desertico accoglie diversi cani del quartiere. Il campetto da calcio, però, confina proprio con questa zona e, ovviamente, l'attenzione dei cani viene attirata dalle numerose pallonate dei bambini. Senza dimenticare l’inquinamento acustico della zona: dalle 6 del mattino si sentono schiamazzi, cani abbaiare e rumori metallici, e così fino a tarda notte. Il giardino dovrebbe seguire gli orari stabiliti dall'ordinanza del Comune di Firenze, ma nessuno li rispetta. Anche perché, raramente c’è qualcuno incaricato di chiudere il giardino.Parlando con il signor Gianluca, una sua frase descrive bene il disagio: "Ho la cucina che si affaccia su questo giardino. Adesso sono costretto a cenare in salotto a causa della confusione che proviene da lì". Senza parlare della sicurezza: la presenza delle forze dell'ordine è scarsa e la sera diventa davvero difficile uscire anche solo per sedersi in tranquillità e godersi il verde della zona. La situazione sta sfuggendo di mano a tutti, a partire dalle istituzioni. Il giardino è diventato ostaggio di baby gang, rider intenti in picnic notturni e sporcizia (vedere foto).Questa è la realtà che diversi residenti affrontano ogni giorno. Qualcuno cerca di proporre soluzioni: c’è chi parla di recinzioni, chi invece chiede più controlli da parte delle forze dell’ordine. Insomma, in attesa di una risposta da parte delle istituzioni, i residenti devono armarsi di una pazienza ormai al limite. Firenzedintorni.it ha ascoltato e, nel suo piccolo, prova a dare una mano, nella speranza che qualcosa possa davvero cambiare.

Fatta per Adli, si tratta Gosens. Amrabat piace in Turchia

Le ultime sul mercato della Fiorentina

Il Milan ha autorizzato il trasferimento di Yacine Adli alla Fiorentina. Il centrocampista, classe 2000, dovrebbe arrivare in prestito con un'opzione di riscatto tra 12 e 14 milioni di euro. Adli non si è allenato con il Milan questa mattina e potrebbe arrivare a Firenze già in serata o, al più tardi, domani mattina. Nelle due stagioni al Milan, non ha avuto un grande impatto, collezionando solo 6 presenze il primo anno e 24 (di cui 17 da titolare) lo scorso anno. Inoltre, dopo il rallentamento nella trattativa per Kostic, la Fiorentina potrebbe puntare su Robin Gosens come possibile nuovo rinforzo per la fascia sinistra.Sirene turche per Amrabat (in foto). Il Fenerbahce ha chiesto ufficialmente il centrocampista marocchino. Si sta muovendo Josè Mourinho in persona per convincere l'ex Manchester United.  

Più lusso per Firenze, ma a quale prezzo?

Ecco l'ingombrante cantiere di Viale Matteotti

Da qualche mese, i fiorentini che attraversano viale Matteotti si imbattono in una struttura che lascia perplessi (vedi foto). Di cosa si tratta? È un nuovo ostacolo al bellissimo paesaggio di Firenze? Per chiarire la questione, Firenzedintorni.it ha voluto fare luce sul cantiere in viale Matteotti 7, all'angolo tra piazza Isidoro del Lungo e via Capponi.La risposta, semplice ma non scontata, è che si tratta del cantiere per l'espansione del Four Seasons. Il noto albergo di lusso sta infatti prendendo il posto dell'ex Liceo Castelnuovo, che negli ultimi anni era stato adibito a sede di vari uffici. L'espansione è finanziata dalla società Cu.Gi.Mi., gestita dal fondo qatariota che possiede il celebre resort di lusso.I tempi di completamento non sono ancora chiari, ma questo è solo uno dei tanti interventi che stanno trasformando Firenze in una città sempre più orientata al lusso. Basti pensare che, tra qualche mese, in Piazza della Libertà aprirà un nuovo hotel 4 stelle superior, aumentando ulteriormente il prestigio del capoluogo toscano.Intanto, questo cantiere ingombrante farà compagnia ai fiorentini per un altro po' di tempo. Poi, più lusso per tutti. Ne varrà la pena? Ai posteri l'ardua sentenza. 

Piazza Indipendenza, quando anche prendere il bus diventa complicato

Il nostro report sulle condizioni della storica piazza fiorentina

No, il titolo non è l'inizio di una canzone dei The Giornalisti, ma descrive la situazione che molti fiorentini devono sopportare in questi giorni di caldo afoso, in particolare chi aspetta l'autobus in Piazza dell'Indipendenza. Oggi, Firenzedintorni.it si è soffermato sulla vita di questa nota piazza fiorentina, uno snodo cruciale sia per i turisti che per i residenti.Partendo dalla fermata degli autobus 31 e 32, la polemica tra i cittadini è costante. Basta guardare la foto nell'articolo per notare che la fermata è completamente esposta al sole per quasi tutto il giorno, rendendo l'attesa dei mezzi pubblici, soprattutto per le persone anziane, sempre più difficile. Considerando la vicinanza della storica clinica Fanfani, un miglioramento del trasporto pubblico sarebbe auspicabile. Forse servirebbe un intervento da parte delle istituzioni?Mentre in questi giorni di calciomercato la zona si tinge spesso di viola, i lavori ai margini della piazza non si fermano. I tempi si allungano e il rifacimento del terreno intorno alle storiche colonne continua senza sosta, ma i tempi di completamento rimangono indefiniti.Chi invece attraversa Piazza dell'Indipendenza alla ricerca di ombra o di un posto dove dormire sono i senzatetto. Basta passare nella zona una qualsiasi mattina per notare numerose persone sedute o distese sulle panchine della piazza, persino tra i giochi riservati alle famiglie che frequentano l'area. E la situazione peggiora di notte: con la diminuzione della luminosità, attraversare la piazza diventa una sfida, senza dimenticare i vari casi di spaccio segnalati dai residenti.Questa è la vita in Piazza dell'Indipendenza, un luogo dove si respira la storia di Firenze e che va assolutamente preservato. I controlli della Polizia Municipale sono costanti, e questo può essere un buon punto di partenza, per ora...

Gudmundsson arrivato a Firenze

Le visite mediche dell’ex Genoa

Finalmente Gudmundsson è arrivato a Firenze per le visite mediche di rito con la Fiorentina. Oggi la firma del contratto.

Calcinacci e transenne: in che condizioni è il cavalcavia di Piazza Alberti?

E quando arriva la notte...

Il cavalcavia di Piazza Alberti è un punto cruciale per il traffico fiorentino, collegando Campo di Marte al resto della città, così come fa Ponte al Pino, pochi metri più avanti. Tuttavia, da giorni sono apparse alcune transenne a causa di crepe visibili nella parte inferiore del ponte.Firenzedintorni.it è stato sul posto per verificare le condizioni del cavalcavia. Senza creare allarmismi, è sempre opportuno effettuare controlli per rassicurare i cittadini. A parte qualche calcinaccio caduto sotto il ponte, la situazione non sembra preoccupante. Palazzo Vecchio ha confermato che vengono eseguiti controlli continui per garantire la sicurezza della struttura. Tuttavia, ci sono altri aspetti da segnalare.Abbiamo anche osservato le condizioni del sottopassaggio, che molti cittadini attraversano a piedi sia di giorno che di notte. Si tratta di un piccolo tunnel, per così dire, di pochi metri, spesso scarsamente illuminato. C'è infatti una piccola luce che si fulmina frequentemente, lasciando la zona al buio per diversi giorni. La richiesta di una maggiore illuminazione è stata, e continua ad essere, una delle principali battaglie dei residenti. Il cavalcavia di Piazza Alberti è solo uno dei luoghi che, giorno dopo giorno, osserveremo per il bene dei cittadini e la totale informazione su varie situazioni. Perché, ci sono varie situazioni che meritano la nostra attenzione, ma tempo al tempo. 

Niente Tessmann per la Fiorentina. Ecco Richardson

Il marocchino arriverà a Firenze lunedì

Niente Fiorentina per Tessmann. Il centrocampista del Venezia non vestirà la maglia viola, salvo clamorose sorprese. Il tira e molla degli agenti del giocatore non è piaciuto alla Fiorentina che quindi ha optato per Richardson del Reims. Tessmann quindi rimarrà a Venezia dove al suo posto doveva andare Hans Nicolussi Caviglia. Lunedì arriverà a Firenze il classe 2002 del Marocco che tanto ha stupito alle Olimpiadi. La Fiorentina ha concluso l'acquisto per una cifra pari a 10 milioni di euro. Richardson firmerà un contratto di 5 anni a 1,2 milioni di euro.Adesso bisognerà capire, quale sarà il centrocampista che affiancherà i vari Barak e Mandragora. Richardson non può bastare. E se dovesse rimanere Amrabat? L'ultima parola spetta a Palladino. 

Il potere dell'ascolto

La pericolosità dell'incrocio tra Via Campo d'Arrigo e Via della Torretta è nota da tempo

A volte basterebbe ascoltare. Da quando Firenzedintorni.it ha iniziato la sua avventura, l'ascolto dei cittadini è stato uno dei suoi punti cruciali per la ricerca di notizie e per il tipo di giornalismo espresso. Per questo motivo, oggi ci soffermiamo su una situazione emersa dall'ascolto di chi vive Firenze ogni giorno.Sono anni, infatti, che i residenti di Campo di Marte, ma non solo, segnalano la pericolosità dell'incrocio tra Via Campo d'Arrigo e Via della Torretta. Basta provare di persona per rendersi conto di come, effettivamente, servirebbe un intervento preventivo per evitare tragedie, come quella che ha coinvolto il 29enne Davide Sicilia, morto qualche mese fa sempre in Via Campo d'Arrigo dopo uno scontro con una minicar.Ritornando all'incrocio tra Via Campo d'Arrigo e Via della Torretta, è abbastanza facile percepire la pericolosità dell'intersezione. Le auto provenienti dalla strada dell'Università di Psicologia, spesso a velocità elevata, non tengono conto dei pedoni o delle uscite dalle strade private vicine alla curva. Con il caldo, la situazione potrebbe peggiorare, specialmente per quanto riguarda l'attenzione dei conducenti.I marciapiedi della zona sono molto stretti e il passaggio dei pedoni è difficoltoso. Anche questo aspetto andrebbe considerato. Cosa fare? Difficile a dirsi, ma sicuramente è una situazione su cui porre la massima attenzione. A volte basta saper ascoltare, poi il resto viene da sé.

Prevenire è meglio che curare...

Iniziano i lavori in Piazza Brunelleschi. E quelle maledette transenne...

Era il 13 gennaio 2020 quando il giovane Nicolò Bizzarri, uno studente universitario disabile, rimase incastrato con la sua carrozzina in una buca di Piazza Brunelleschi a Firenze e perse la vita a soli 21 anni. Sono passati quasi cinque anni e le transenne che delimitano la causa della morte di quel giovane sono ancora lì. Sono posizionate in maniera discutibile, ma sono lì."Prevenire è meglio che curare", si dice. E quelle transenne, dall'aria abbandonata, fungono da monito per tutti. Purtroppo, per Nicolò non sono servite, ma si spera che questa tragedia possa insegnare qualcosa, anche se ciò non riporterà in vita quel ragazzo pieno di sogni e speranze.Per quanto riguarda Nicolò, sarà il corso della giustizia a trovare un colpevole, poiché non può essere solo una semplice buca a essere responsabile. Nel frattempo, Firenzedintorni.it si è soffermata sullo stato della piazza e sul futuro di un punto di snodo per gli studenti fiorentini.Ieri sono iniziati i lavori di rifacimento della piazza. L'intervento prevede la creazione di una nuova pavimentazione in asfalto grigio, l'installazione di un'isola pedonale con pavimentazione in pietra e l'incremento del verde urbano con nuove aiuole e un albero in più. Saranno aggiunte nuove panchine e mantenuti i parcheggi per le auto. Le tempistiche? La prima fase dei lavori dovrebbe concludersi il 27 settembre, mentre la seconda e ultima fase ha come deadline gennaio 2025.E quelle transenne? Rimarranno lì, anche con i nuovi cantieri. L’area è sotto sequestro da parte della magistratura e non può essere toccata. Da Palazzo Vecchio fanno sapere che è stato tentato un intervento anche in quella zona, ma non è stato possibile."Prevenire è meglio che curare". Piazza Brunelleschi sarà completamente nuova, ma Nicolò non tornerà. Forse, quelle transenne fanno bene a rimanere lì, come segno di ciò che non è stato e di ciò che doveva essere.

La sindrome dell'abbandono

Quante transenne abbandonate al proprio destino. Nel 2025 la svolta?

La sindrome dell’abbandono indica preoccupazioni eccessive e travolgenti riguardo al possibile allontanamento e abbandono delle persone vicine. Adesso immaginate se Firenze temesse l'addio o la scomparsa di elementi ormai caratteristici. Un esempio? Le transenne. Se chiedete ai residenti di Campo di Marte da quanto tempo sono state posizionate le transenne che limitano il collegamento di Viale De Amicis con Via Lungo l'Affrico, pochi vi risponderanno. Ormai nessuno ricorda più né il quando né il perché. Ma solo che esistono e che ormai fanno parte del paesaggio. Guai a immaginare Campo di Marte senza. Basta ironizzare. Il discorso è serio. Via Lungo l'Affrico è delimitata da anni da transenne che indicano il passaggio alle macchine che da Viale De Amicis vogliono raggiungere Via Lungo l'Affrico o viceversa. La strada è danneggiata da tempo a causa delle radici degli alberi che hanno rotto il cemento. Ma negli anni nulla è cambiato. Come risponde Palazzo Vecchio? Esiste un progetto di riqualificazione che riguarda Via Lungo l’Affrico e Viale De Amicis, con un investimento di 1,48 milioni di euro. Dopo l'approvazione del progetto esecutivo, è iniziata la gara per i lavori, che inizieranno nel 2025 e dureranno 8 mesi, suddivisi in 5 lotti per minimizzare i disagi alla circolazione. I lavori partiranno dal tratto tra il cavalcavia dell’Affrico e Via Poma, procedendo successivamente in altre aree specifiche.Cosa cambierà? Il progetto si focalizza sul parterre alberato di Viale De Amicis e Via Lungo l’Affrico, inclusa una pista ciclabile e vari stalli di sosta. Verranno mantenute due corsie per senso di marcia, modificati i varchi di collegamento e riorganizzati i parcheggi senza ridurre il numero di posti disponibili. Così, quelle transenne potranno essere rimosse senza troppi problemi. Chissà se qualche fiorentino, affetto da una "strana" sindrome dell'abbandono, teme l'arrivo di quel giorno. Ad oggi, sembra davvero difficile...

Il lato nascosto della tramvia

I cantieri della rete tramviaria non si fermano in Viale Spartaco Lavagnini ed è giusto ricordarlo

Se chiedete alla maggior parte dei cittadini di associare un'immagine alla tramvia, molti risponderanno: Piazza della Libertà. Altri invece menzioneranno Viale Spartaco Lavagnini. Ci sarà poi chi si lamenterà dei cantieri e del traffico. Insomma, un solo tema, molte sfumature per analizzarlo. E oggi su Firenzedintorni.it vogliamo soffermarci sul lato "nascosto" della tramvia, su quegli aspetti che spesso passano inosservati e su cui, per dovere di cronaca, è giusto porre la massima attenzione.Passando per Viale Spartaco Lavagnini è facile notare come il paesaggio circostante sia stato ripulito dai vari cantieri, segno che i lavori del nuovo tratto tramviario che unirà la Fortezza a Piazza della Libertà stanno procedendo secondo i piani del Comune di Firenze. Ma se ci spostiamo poco più in là, nella silenziosa Via Lamarmora, la situazione è completamente opposta.Infatti, i lavori della parte della tramvia che riguarderà Piazza San Marco e il centro storico continuano senza sosta, ma i reclami dei cittadini vanno di pari passo. In particolare, è curioso quanto successo nella via del noto Liceo scientifico Castelnuovo. Entrando nei dettagli, spiegano i fiorentini del posto, nei giorni scorsi è stato fatto un lavoro preciso per rifare l'asfalto. Ma la cosa che ha lasciato sorpresi, è che pochi giorni dopo, lo stesso asfalto appena posato è stato rotto per lavori legati alla rete tramviaria. Operazioni senza un vero senso logico, in effetti.Non sono poi da trascurare i disagi causati dai rumori dei lavori, soprattutto la notte, o la situazione che riguarda la linea elettrica danneggiata per errore e che ancora non è stata riparata. Tutti aspetti che spesso vengono trascurati perché, quando si parla di tramvia, l'attenzione è tutta su Piazza della Libertà e dintorni, trascurando tutto il resto. La speranza è che con la conclusione del cantiere, la situazione torni alla normalità il prima possibile.

Attaccante o trequartista? Dove giocherà Lucas Beltran?

Tanti dubbi sull'attaccante argentino

Da Nico Gonzalez a Lucas Beltran il passo è molto breve. Tutto nasce da un piccolo e semplice quesito: Nico Gonzalez rimarrà alla Fiorentina? L'argentino è il giocatore chiave della squadra di Italiano, ma allo stesso tempo l'unico in grado di portare introiti importanti per il mercato. Le parole di Daniele Pradè su Nico Gonzalez risuonano ancora nelle stanze del Viola Park: "Rimarrà al 99%", ma nel calciomercato quel 1% pesa come un macigno.Offerte? Ancora zero, ma come per l'Europeo, anche la Coppa America è un freno importante per i club interessati ai giocatori della competizione. Da immaginare poi per una pedina della squadra finalista. La sensazione, quindi, è che da fine luglio in poi, molti club, soprattutto inglesi, busseranno alla porta della Fiorentina per l'esterno d'attacco. Quanto vale Nico Gonzalez? Difficile a dirsi. Sicuramente la dirigenza viola non ascolterà offerte inferiori ai 40 milioni, questo è certo. Ma da quella cifra in su la trattativa può prendere il via. Così si spiegano anche le attuali trattative del club viola.Con una trequarti che straborda di giocatori (Sottil, Barak, Kouamé, Ikoné, Beltran, Nico Gonzalez), perché cercare giocatori dalle caratteristiche di Zaniolo o Colpani? È ben noto quanto la Fiorentina sia stata vicina all'attuale attaccante dell'Atalanta. Come è conosciuto l'interesse della Fiorentina per il gioiello del Monza di Galliani. Giocatori che, per caratteristiche, rispecchiano alla perfezione l'ex giocatore dello Stoccarda. Forse Colpani può affrontare il ruolo in modo diverso, ma per zona di campo e idea di calcio è l'esatta copia di Nico Gonzalez. Che la dirigenza viola voglia mandare un messaggio? Lo stesso discorso vale per Gudmundsson.Il talento del Genoa può benissimo giocare sulla sinistra, ma allora il quesito è un altro: dove lo metti Lucas Beltran? La Fiorentina ha speso 24 milioni per portare in Italia l'attaccante ex River Plate e, a oggi, sembra difficile immaginare una sua cessione. Immaginiamo però che i vari Colpani, Gudmundsson non siano i papabili sostituti di Nico, ma anzi. Dei nomi che vanno a rinforzare il reparto. In quel caso, sulla trequarti ci sarebbero Sottil, Barak, Kouamé, Ikoné, Beltran, Nico Gonzalez, più un possibile acquisto. Ikoné è in partenza, mentre sul fronte Barak e Kouamé tutto tace. E anche se fosse, la cessione di questi giocatori difficilmente porterà introiti all'altezza del nome del talento del Genoa.Insomma, la domanda rimane tale: dove giocherà Lucas Beltran? In quale ruolo? Tutti punti interrogativi che l'11 agosto, quando l'attaccante solcherà la soglia del Viola Park, verranno sciolti da Italiano in persona. Mentre per la domanda iniziale: Nico Gonzalez rimarrà alla Fiorentina? Ad oggi verrebbe da dire di sì. Ma con un Colpani che arriva, un Nico Gonzalez si allontana. Beltran permettendo...

Lo strano caso della Stazione di Firenze Campo di Marte

Code, macchine in doppia fila e autobus bloccati. Sì può continuare così?

Spesso i cantieri lasciano dei cambiamenti poco visibili, come una tubatura, un marciapiede o l'asfalto di una strada. Nulla che va a modificare in maniera importante la viabilità, almeno non dopo la fine dei lavori. Esistono, in alcuni casi, delle eccezioni. Come, per esempio, quanto accaduto alla stazione di Campo di Marte in questi mesi.Era l'ottobre del 2023, quando via Mannelli è stata invasa da transenne e operai intenti a modificare in maniera netta la struttura della seconda stazione di riferimento del capoluogo toscano. Infatti, il marciapiede che accoglie turisti e viaggiatori in arrivo è stato allargato di qualche metro, andando così a restringere la carreggiata. Ciò ha portato vari effetti collaterali, come l'eliminazione delle rastrelliere, utili per chi volesse lasciare la propria bicicletta, e la sostituzione di parcheggi, che per motivi di spazio sono diminuiti in maniera significativa.Il motivo di tutto ciò? Le cosiddette "Isole di calore". Per combattere il caldo afoso di Firenze, incentivato dal cambiamento climatico, il Comune di Firenze ha programmato una serie di interventi per inserire nuove piante capaci di contrastare le alte temperature. E così, da settembre 2023 a gennaio 2024, la stazione di Campo di Marte è stata "rinchiusa" in un imbuto che complica non poco la vita degli automobilisti.Inoltre, la fermata del bus numero 17 davanti alla stazione di Campo di Marte è uno snodo importante per i viaggiatori, visto che unisce questa zona di Firenze con Santa Maria Novella. Sistematicamente, la corsa dell'autobus è ostacolata da macchine o camion in doppia fila che, a causa del restyling della via, non permettono il transito né al 17 né al resto delle automobili. Scenari come quelli che potete vedere nella nostra foto succedono quasi ogni giorno.Molte domande sorgono spontanee: questo intervento era necessario? Poteva essere fatto in altri modi? Ma soprattutto, è necessario un intervento della Polizia Municipale per impedire agli automobilisti di lasciare le proprie vetture in doppia fila? Da Palazzo Vecchio hanno pochi dubbi sull'utilità dell'intervento. Per quanto riguarda la gestione del traffico, l'auspicio è che il buonsenso dei cittadini porti a evitare determinate situazioni.

Via Masaccio-Viale Mazzini, ecco il nuovo cantiere: dettagli e viabilità

La pazienza dei fiorentini messa a dura prova. E chi pensa ai parcheggi?

Firenze e i cantieri, un duo indissolubile con cui i fiorentini convivono stoicamente giorno dopo giorno. Quest'oggi Firenzedintorni.it si sofferma sui lavori di Publiacqua che interessano tratti di Via Masaccio, all'angolo con Viale Mazzini. Come raccolto dalla redazione, lo scopo di questo cantiere è il rinnovo della rete idrica su entrambi i lati della strada. I tempi? I lavori sono divisi in due lotti: sono iniziati ieri, 1 luglio, e finiranno il 31 agosto.E la viabilità? Questo cantiere comporta la chiusura del tratto di Via Masaccio, dall'angolo con Viale Mazzini fino all'incrocio con Via Benedetto Varchi. Per adesso, la viabilità è regolare verso Viale Mazzini, mentre nella direzione opposta sarà impossibile proseguire fino all'incrocio con Viale Mazzini. Infatti, è stato imposto l'obbligo di svolta a sinistra o a destra per garantire il corretto andamento del cantiere.Ovviamente, non ne risente solo la viabilità. Parte dei parcheggi di Via Masaccio saranno impraticabili (circa 20), creando molti disagi ai fiorentini che decidono di spostarsi in macchina. Publiacqua sottolinea l'urgenza dei lavori, ma viene spontaneo chiedersi: è possibile chiudere una via per quasi due mesi? Ma soprattutto, non c'era altra soluzione? Nelle foto raccolte dalla nostra redazione, potete osservare l'attuale situazione.

Inizia il calciomercato: tutti i possibili affari della Fiorentina

Da Kean a Zaniolo, come sarà la Fiorentina di Palladino?

Oggi, 1 luglio 2024, inizia ufficialmente il calciomercato. E le ambizioni della prima Fiorentina di Raffaele Palladino passeranno sicuramente dagli acquisti della coppia Pradè-Goretti. Ma di cosa ha bisogno questa Fiorentina? Partendo dalla porta, fino all'attacco, ecco dove il mercato potrà venire in soccorso della Viola."È un giocatore forte" ha detto Daniele Pradè su Pietro Terracciano. L'ex Empoli si avvia all'ennesima stagione da protagonista, a differenza del suo compagno di reparto Christensen. L'ex Hertha sembrerebbe sul mercato, anche se non sarà facile piazzarlo. Al suo posto, piacciono vari giocatori come Audero della Sampdoria, Musso dell'Atalanta e Strakosha, ex Lazio adesso in Inghilterra.La Fiorentina di Palladino giocherà con la difesa a tre e questo implica un semplice ragionamento di mercato: servono almeno due difensori centrali. Milenkovic, Quarta e Ranieri saranno i perni della retroguardia viola, ma dopo? Ecco che Palladino dovrà valutare i vari Lucchesi e Comuzzo e capire se sono pronti o meno per la prima squadra. Altrimenti, serve un innesto importante. E per adesso, il nome più seguito è quello di Theate, ex Bologna di proprietà del Rennes. Sulle fasce, tutto ruota intorno a Kayode. Biraghi e Parisi dovrebbero essere sicuri della loro permanenza a Firenze, così come Dodò. Per il giovane talento viola invece, la Premier è pronta a fare pazzie con Tottenham e Aston Villa tra i club più interessati. Il club di Rocco Commisso chiede almeno 25 milioni di euro.Mandragora e Bianco. Per adesso questo è il centrocampo della Fiorentina 2024-2025. Senza contare i vari Sabiri, Amrabat e Infantino, destinati alla cessione, serviranno molti innesti in questa zona del campo. Il primo nome trattato dalla Fiorentina è quello di Ster Vranckx del Wolfsburg, ma il club tedesco ha offerte dalla Premier League. La richiesta è di 10 milioni, mentre la Fiorentina, forte dell'accordo con il giocatore, ne offre 8. Sullo sfondo rimangono Marco Bresciani del Frosinone, gestito dallo stesso Beppe Riso agente di Sottil e Palladino. Prezzo? 15 milioni. Piace anche Tommaso Pobega in uscita dal Milan, Thorsvedt e Daniel Boloca del Sassuolo tra i tanti. Ma la sensazione è che ancora deve uscire il vero obiettivo di questa Fiorentina per il centrocampo.Infine, l'attacco. E l'ambizione della Fiorentina passerà proprio da qui, dal centravanti. Che, salvo sorprese, sarà Moise Kean. L'ex PSG arriva dalla Juventus per 13 milioni più 5 di bonus e con ogni probabilità sarà lui il centravanti della prossima Fiorentina. Nei piani dei dirigenti viola dovrebbe arrivare un altro attaccante con la cessione di Nzola e il primo obiettivo sembrerebbe essere Lorenzo Lucca. Riscattato dall'Udinese a 9 milioni di euro, potrebbe partire per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Alla Fiorentina serve quindi un tesoretto da investire e la speranza è che possa arrivare non solo da Nzola ma anche da Ikoné, cercato da molti club esteri. Intanto, la Premier League rimane interessata a Nico Gonzalez. Quel 99% di cui parlava Pradè può essere messo in discussione soltanto con un'offerta da capogiro. Conferme importanti invece per Sottil e Lucas Beltrán, mentre Vincenzo Italiano sarebbe pronto a fare pazzie per Kouamé, fresco di rinnovo fino al 2025. Capitolo a parte quello che riguarda Nicolò Zaniolo. Continua il testa a testa con l'Atalanta. Il club di Gasperini offre di più, ma non l'obbligo di riscatto che tanto vuole il Galatasaray. Il club di Commisso è pronto invece a garantire un riscatto pari a 15 milioni, più altri 3 milioni per il prestito. L'ex Roma sembrerebbe davvero interessato all'offerta viola, dove ritroverebbe Kean e Firenze, la piazza che l'ha accolto da giovanissimo.

“Siamo agli Europei”: così Firenze accoglie la nuova sindaca

“Italia, Italia” “Sindaca! Sindaca!” e Via Fratelli Rosselli si riempie di gioia e cori

No, non è Italia-Croazia. No, non siamo dentro uno stadio. Non si tratta nemmeno di una competizione sportiva. Ma nonostante ciò si sentono cori ed esultanze. Dal comitato elettorale di via Fratelli Rosselli è arrivata una vittoria che segna la storia di Firenze. Il capoluogo fiorentino avrà la sua prima sindaca donna: Sara Funaro. Dopo un'ora dalla fine dello spoglio, iniziato alle ore 15, Firenze ha accolto la notizia del successore di Dario Nardella.La festa era già iniziata pochi minuti prima. Sezione dopo sezione, la squadra di Sara Funaro accoglieva i vari dati con applausi e boati. La vittoria era quindi nell'aria da tempo, ma appena Sara Funaro è uscita dal suo ufficio, le lacrime e la commozione hanno preso il sopravvento. Lacrime di gioia di chi ha accompagnato la candidata sindaca fino alla fine. Salti di gioia del sindaco Dario Nardella e applausi di tutti i volti politici presenti, da Emiliano Fossi a Eugenio Giani."Italia! Italia!" o "Sindaca! Sindaca!". Questi i cori che riempiono le stanze del comitato, ma non solo. Un gruppo di cittadini si è raccolto all'esterno del quartier generale intorno a Sara Funaro per abbracciare per la prima volta la neo sindaca di Firenze. Adesso, un passaggio al volo in Piazza Signoria e poi un meritato riposo dopo mesi estenuanti."Siamo agli Europei", hanno detto alcuni dei presenti mentre la folla inneggiava a Sara Funaro. E la metafora, in effetti, non è così errata. Bastava chiudere gli occhi per immedesimarsi nel clima che poteva benissimo essere quello di un vero e proprio stadio. Così, tra cori e applausi, Firenze accoglie la sua nuova sindaca.

Al quartier generale di Sara Funaro si festeggia già: boati e applausi

Affluenza pari al 48,7%

Boati, esultanza e applausi. Arrivano via, via i dati delle varie sezioni e l'aria all'interno del comitato della candidata sindaca Sara Funaro si riempie di gioia e conforto. Ovviamente, ancora è presto per fare ogni tipo di proiezione. Ma le urla di gioia provenienti dall'ufficio della candidata sindaca del centrosinistra lascia pochi dubbi. Intanto arrivano i dati sull'affluenza: 48,7%. Non è stato quindi superato il 50%. 

Alcuni sostenitori riempiono il comitato: grande appoggio per Sara Funaro

La candidata sindaca sente il sostegno di alcuni cittadini 

La pioggia non ferma i fiorentini che, numerosi, sono accorsi al comitato elettorale di Sara Funaro. La candidata sindaca è rimasta chiusa nel suo ufficio in attesa dei primi dati indicativi del ballottaggio. È possibile che durante il pomeriggio si affacci per salutare chi ha voluto sostenerla di persona, nonostante il maltempo di questo 24 giugno. C'è molto entusiasmo tra i vari sostenitori di Sara Funaro, ma la tensione è comunque alle stelle. 

I Fochi di San Giovanni si faranno anche sotto la pioggia? 

Firenze si prepara a festeggiare 

La tradizione dei fuochi di San Giovanni a Firenze è troppo importante per essere fermata dalla pioggia. Secondo le previsioni meteorologiche attuali, sembra che il tempo migliorerà intorno alle 19, permettendo ai fiorentini di godersi i festeggiamenti senza troppi problemi. Anche se dovesse piovere, i fuochi d'artificio sono confermati, mentre l'unico evento che potrebbe essere cancellato è il concerto introduttivo allo spettacolo pirotecnico. Quindi, i "fochi" di San Giovanni si faranno, confermando l'impegno della città nel mantenere viva questa tradizione, indipendentemente dalle condizioni meteo. 

Le ultime ore di quiete poi la pioggia lascerà spazio all'attesa e all'ansia 

Dalle 15 lo spoglio

Si sente solo il picchiettare della pioggia in questo lunedì di giugno al comitato elettorale di Sara Funaro. Iniziano adesso le ultime ore di quiete e "pace", se così vogliamo definirla. Dalle 15 inizierà lo spoglio e il quartier generale della candidata sindaca del centrosinistra brulicherà di esponenti politici, giornalisti e forse anche qualche cittadino.La pioggia continua a scendere, il tempo passa e l'ansia diventa sempre più protagonista di questa giornata grigia ma decisiva per il futuro di Firenze. Il 10 giugno, Sara Funaro seguì tutto lo spoglio dal suo ufficio, circondata dai suoi collaboratori. Lo farà anche oggi?

Sara Funaro, quell'applauso e l'abbraccio di tutto il PD

Dalle 14 tutti gli aggiornamenti dal quartier generale della candidata sindaca Funaro

Erano le 17.00 del 10 giugno. Nelle stanze del comitato elettorale di viale Rosselli risuonò un lungo e caloroso applauso. Così, Sara Funaro e tutta la sua squadra accolsero con entusiasmo i 10 punti di distanza da Eike Schmidt con il loro 43,02%. Oggi, alle 15, si chiuderà il ballottaggio e Firenze avrà il suo nuovo sindaco.Dalle 14, Sara Funaro attenderà i risultati delle elezioni all'interno del suo comitato, come successo due settimane fa. Insieme a lei, ci sarà un grosso abbraccio da parte di tutto il PD: Dario Nardella, Emiliano Fossi e Federico Gianassi saranno soltanto alcuni dei volti che sosterranno la candidata sindaca del centrosinistra in queste ore decisive.Probabilmente, anche alcuni cittadini aspetteranno l'esito del ballottaggio all'interno del comitato. O almeno così era stato quel 10 giugno. La speranza di Sara Funaro è di tornare ad applaudire, accogliendo un risultato positivo e definito. Nella giornata di ieri, Firenze ha registrato un'affluenza pari al 35,01%.

Mauro Icardi alla Mario Gomez? Numeri e differenze

Firenze ha voglia di sognare, Icardi è il nome giusto

Alzi la mano chi, tra tutti i nomi accostati alla Fiorentina in questi giorni, non sceglierebbe Mauro Icardi. Pochi, molto pochi. L'attaccante argentino, ad oggi, rappresenta l'identikit ideale dell'attaccante che serve a questa Fiorentina: un profilo forte, una garanzia, ma soprattutto un bomber capace di far sognare il tifo viola. Non a caso, il possibile arrivo dell'attaccante del Galatasaray viene paragonato all'acquisto di Mario Gomez ai tempi dei Della Valle. E in effetti, Icardi sarebbe il nome perfetto per alzare l'asticella della Fiorentina. Cosa frena però i sogni dei tanti tifosi viola che chiedono a gran voce l'attaccante argentino? La realtà.E quindi, è lecito chiedersi: Mauro Icardi direbbe davvero sì alla Fiorentina? L'illusione è la peggior forma di masochismo che esista, quindi è giusto analizzare i fatti con razionalità. Mauro Icardi ha un contratto con il Galatasaray fino al 2026 e guadagna 6 milioni all'anno netti. Questo comporta che la Fiorentina, in caso di trattativa, deve convincere il club turco con un'offerta per il cartellino (valore intorno ai 18 milioni) e poi trattare con Wanda Nara per cercare un accordo sul contratto. Le parole di Daniele Pradè sono state molto chiare: il monte ingaggi della Fiorentina ha già cifre molto importanti e l'acquisto di Icardi comporterebbe un aumento davvero significativo. Senza trascurare il lato sportivo: tutti conoscono la storia dell'ex Inter e il rapporto che Wanda Nara, sua agente, ha con i vari club. Icardi è un attaccante abituato a giocare la Champions League e difficilmente accetterebbe di giocare per un club che milita in Conference League. La realtà dice questo, e convincerlo a venire a Firenze, ad oggi, sembra davvero complicato.Qualcuno parla di un colpo alla Gomez, ma con le dovute proporzioni, il bomber tedesco venne acquistato a condizioni diverse rispetto a quelle che servirebbero per portare Icardi a Firenze. Mario Gomez venne acquistato dopo una stagione che vide il tedesco protagonista 21 volte in campionato con 11 gol all'attivo e tante assenze per infortunio. Quell'anno Mario Mandzukic relegò il bomber tedeco in panchina e l'exploita dell'ayyaccante croato spinse poi Mario Gomez a intraprendere una nuova avventuraAltro quesito, però, va a favore della Fiorentina: se l'Atalanta rimane l'obiettivo a cui ispirarsi, che senso ha prendere Icardi? Club come quello di Gasperini o lo stesso Bologna di Sartori puntano a profili diversi. Icardi sì, è una certezza, ma per quanto tempo? Vero, la coppia Retegui-Pinamonti potrà non scaldare un tifo viola alla ricerca di riscatto, ma in prospettiva potrebbe regalare più emozioni rispetto a Icardi. Il calcio moderno ha dato un grande insegnamento: il calcio non è né passato né presente, ma solo futuro. E al futuro dovrà pensare la Fiorentina con un mercato calibrato e gestito nel migliore dei modi, senza andare a rincorrere il grande nome. Perché alla fine dei conti parlerà il campo, e se Retegui, preso come esempio, inizierà a segnare con continuità, il nome di Icardi rimarrà solo un lontano ricordo. Mauro Icardi verrebbe davvero alla Fiorentina? Domanda sbagliata: sarebbe meglio chiedersi se la Fiorentina ha davvero bisogno di Mauro Icardi.

Funaro-Schmidt e un confronto in "stile Colosseo"

Platea protagonista durante il confronto organizzato da Repubblica

Non se le sono mandate a dire Sara Funaro ed Eike Schmidt durante il confronto prima del ballottaggio organizzato da Repubblica, all'interno della sala della Camera di Commercio. I due candidati sindaco hanno discusso su quella che sarà Firenze in caso di vittoria, ma la scena se l'è presa la platea. Una sala gremita pronta a commentare in "stile Colosseo" ogni parola detta dai due candidati. Gli applausi e i mugugni di insoddisfazione hanno caratterizzato con forza il confronto. Più il tempo passava, più gli animi si scaldavano. Con Sara Funaro ed Eike Schmidt quasi costretti a reagire e rispondere anche alle persone presenti. Immaginiamo: se la platea di questo dibattito fosse Firenze stessa i temi che faranno la differenza in questi ultimi giorni di campagna elettorale in vista del ballottaggio sarebbero principalmente tre. Tramvia, traffico e stadio Franchi. Anche su questi temi i fiorentini decideranno chi li rappresenterà per i prossimi 5 anni. Una parte del pubblico non ha apprezzato i temi "nazionali" di alcune domande, esternando la volontà di restare sulle questioni cittadine. "Firenze! Parliamo di Firenze!", alcune delle esclamazioni più ricorrenti. E così è stato. Funaro prima e Schmidt poi hanno risposto a tutti quei punti interrogativi che attanagliavano la mente dei presenti."Un dibattito acceso, appassionato e interessante", commenta a Firenzeditorni.it il giornalista di Repubblica Fabio Galati. "Si viene da un mese di campagna elettorale quindi molti temi erano già conosciuti, ma si sono approfonditi aspetti fondamentali come l’ambiente, il traffico e tutte quelle questioni centrali per Firenze. Attraverso questo dibattito, i fiorentini avranno un elemento in più per decidere chi votare il 23 e il 24 giugno".Quello di oggi era il secondo confronto consecutivo dopo quello di ieri alla Fiom, per Firenze saranno sicuramente 10 giorni di fuoco. 

Addio cara ruota. E adesso? Cosa succederà al Parco delle Cascine?

È giusto chiedersi: la ruota ha davvero cambiato qualcosa?

Sono le 00.00 del 10 giugno 2024. La ruota panoramica in Piazza Vittorio Veneto, lentamente, si ferma e spegne le sue luci per l'ultima volta. Esatto, da oggi non ci sarà più. Quel complesso di bar, giochi e intrattenimento che aveva caratterizzato la zona per mesi sarà smantellato e rimandato a data da destinarsi. Adesso il Parco delle Cascine tornerà a vivere la sua normalità, caratterizzata da crimini, spaccio e aggressioni. Ma la ruota ha davvero cambiato qualcosa?I locali notturni prendono il sopravvento della notte fiorentina, con la musica che si espande per tutto il Parco delle Cascine. I ragazzi in fila aspettano il proprio turno per iniziare una notte di divertimento e spensieratezza. Nel frattempo, i soliti spacciatori si aggirano nella zona in cerca di qualche possibile affare. Forze dell'ordine? Zero. Solo qualche buttafuori prova a risolvere eventuali screzi o situazioni di disagio. Troppo poco, per il luogo più pericoloso della città fiorentina. E tutto questo, sotto le luci della ruota.Quindi? No. Non è cambiato molto. Come spesso abbiamo detto qui su Firenzedintorni.it, Piazza Vittorio Veneto è solo una piccola parte del grande parco di Firenze. Il crimine che prima trovava spazio in quella zona, si è solo spostato di qualche metro. Serve intervenire, al più presto. E il nuovo sindaco, chiunque esso sia, dovrà partire proprio da qui. Forse anche dalla ruota, ma serve altro. Molto altro. 

Palladino-Fiorentina sempre più vicini: il tecnico è nuovamente a Firenze

Il tecnico del Monza è nuovamente in città per trattare il suo passaggio alla Fiorentina

L'era di Raffaele Palladino a Firenze sta per iniziare. Le immagini di Firenzedintorni.it mostrano l'arrivo del tecnico ex Monza alla stazione di Santa Maria Novella poco dopo pranzo, pronto a firmare il suo nuovo contratto con la Fiorentina. Dopo due anni alla guida del Monza, Palladino è chiamato a raccogliere l'eredità di Vincenzo Italiano, che ha lasciato la panchina viola dopo tre stagioni.

Da Arthur a Nzola: i dubbi che attanagliano la mente di Italiano

Tanti si giocano un posto in finale

Chi gioca contro il Cagliari? Chi contro l’Olympiacos? Questi sono i due grandi dubbi che attanagliano la mente di Vincenzo Italiano. Questa sera alle 20.45, scopriremo chi sarà incaricato di portare tre punti fondamentali per l’Europa e chi, invece, avrà il compito di portare a Firenze quel tanto atteso trofeo. Questione di scelte quindi, ma anche di singoli. Partiamo da chi fin dall’inizio dell’anno è stato gestito con il contagocce: Arthur."C'è fare o non fare, non c'è provare", recita così una nota citazione tratta da un altrettanto noto film e Arthur ha fatto eccome contro il Monza. Dopo tre anni, il centrocampista brasiliano è tornato a segnare in campionato. Era il 2 gennaio 2021, Juventus-Bologna, e Arthur indossava la maglia bianconera. Anche in quell'occasione, il suo destro è stato decisivo, anche se deviato da un difensore del Bologna. Si è sbloccato il brasiliano e con lui la Fiorentina ha mandato in gol 19 giocatori diversi in Serie A, nessuno ha fatto meglio della squadra di Vincenzo Italiano.Il futuro di Arthur è segnato. I 20 milioni per il suo riscatto, pagabili in 3 rate, non sono considerati cifra abbordabile dalla Fiorentina, che quindi cercherà altrove. Il brasiliano lascerà un vuoto importante nella squadra che, molto probabilmente, non sarà più allenata da Vincenzo Italiano. Con 45 presenze all'attivo, un gol e 4 assist, Arthur ha accumulato ben 2.690 minuti. L'anno scorso con il Liverpool sono stati soltanto 256 i minuti giocati, veramente pochi a causa del brutto infortunio. Con la Juventus ha giocato 1714 minuti il primo anno e 1533 il secondo. Insomma, il brasiliano non ha mai giocato così tanto come in questa stagione, nemmeno ai tempi del Barcellona. Forse, Arthur ha fatto fin troppo rispetto alle sue possibilità?Al di là di ciò, adesso serve un ultimo sforzo e vedremo quale sarà la decisione di Vincenzo Italiano. Stesso discorso vale per un giocatore che in tre partite ha mostrato tutto quello che ha fatto fatica a dimostrare per il resto della stagione: M’bala Nzola. Tra le due gare di Bruges e la sfida contro il Napoli, l’ex Spezia ha messo a segno 2 gol e si è guadagnato il rigore che è valso la finale di Conference League. Adesso toccherà a Vincenzo Italiano capire chi giocherà e chi no. Senza dimenticare che in queste due partite, Andrea Belotti si gioca il futuro a Firenze e un possibile riscatto. La scelta rimane ardua: la rinascita di Nzola o il recupero di Belotti? La palla passa a Vincenzo Italiano.Insomma, sono tanti i giocatori che si divideranno la Fiorentina tra Cagliari e Atene. Bonaventura o Mandragora? Quarta o Ranieri? Dodò o Kayode? La gestione di Nico Gonzalez e la scelta tra Lucas Beltran e Antoni Barak. Insomma, rebus su rebus per Vincenzo Italiano che adesso non può che guardare avanti. Stasera Cagliari, poi la trasferta di Atene. Un futuro a tinte viola tutto da scrivere.

Corteo ex Gkn: il racconto della giornata dal nostro inviato

Alcuni manifestanti hanno piantato tende nel prato antistante i palazzi della Regione

Firenze si unisce intorno all'ex Gkn e alle 14.30 ha dato il via a un corteo per sostenere e difendere i diritti dei lavoratori. Su Firenzedintorni.it potete trovare immagini e video esclusivi della giornata che vedrà la manifestazione partita da Via Mariti e fermarsi davanti alla sede amministrativa della Regione Toscana.AGIORNAMENTO 20.00: Al punto di arrivo del corteo, secondo quanto appreso, circa 100-150 manifestanti hanno scavalcato la cancellata della sede della Regione Toscana, piantando poi le tende nel giardino antistante i palazzi, mentre un intervento di contenimento da parte delle forze dell'ordine ha impedito che un'altra quarantina di persone potessero scavalcare. I manifestanti accampati nel giardino chiedono di poter parlare con rappresentanti della Regione e dare il via libera ad una legge regionale per la nascita di consorzi industriali, che secondo la Rsu potrebbe rappresentare una soluzione per lo stabilimento di Campi Bisenzio. AGGIORNAMENTO 19.00: Il corteo di Firenze per la ex Gkn si è concluso davanti al complesso direzionale della Regione Toscana nella zona di Novoli, e alcuni manifestanti hanno piantato tende nel prato antistante i palazzi della Regione, scavalcando le recinzioni. Il numero dei manifestanti, strada facendo, è aumentato rispetto agli oltre tremila della partenza in via Mariti: tante le bandiere palestinesi nel corteo, che ha spesso intonato slogan come 'Palestina libera, Gaza Gaza vincerà', in segno di solidarietà col popolo palestinese.    "Non andiamo a casa", ha annunciato Dario Salvetti (Rsu ex Gkn), "resisteremo fino a quando ci pare", e "lunedì quando i lavoratori della Regione, che appoggiano la nostra proposta di legge, timbreranno il cartellino, ci troveranno lì, e decideremo nel frattempo quali altre azioni fare; ma se andiamo via di lì è solo per raggiungere le nostre compagne e i nostri compagni in piazza San Marco", ha concluso, riferendosi alla protesta degli universitari per la Palestina.IL RACCONTO DELLA GIORNATA Parla uno dei partecipanti al corteoLe immagini del corteo che prosegue in cittàLa manifestazione prosegue15:30 - La candidata del centrosinistra Sara Funaro ha parlato ai nostri microfoni dal corteo15:04 - Il corteo è appena partito15:03 - "I legami politici con la vicenda sono tutti da indagare", afferma Salvetti (Rsu Gkn) ai nostri microfoni 14:49 - Anche Cecilia Del Re (Firenze Democratica), ha parlato ai microfoni del nostro inviato direttamente dal corteo14:29 - Ai nostri microfoni ha parlato Dimitrij Palagi, che ha polemizzato sull'assenza di Eike Schmidt

Del Re al corteo Gkn: 'Legge regionale la miglior soluzione'

la candidata per Firenze Democratica è intervenuto ai ostri microfoni direttamente dal corteo in città

La candidata sindaca di Firenze Democratica Cecilia Del Re si è fermata ai nostri microfoni a margine del corteo a favore dell'ex Gkn che si sta tenendo in questi minuti in città: "Gli operai della ex GKN chiedono l'approvazione di una legge regionale e noi sosteniamo questa richiesta perché ci pare il modo migliore per affrontare questo momento di grande difficoltà. Si tratterebbe di un'operazione che vuole anche immaginare una politica industriale diversa, basata su una transizione ecologica, su un progetto collettivo per evitare anche che investitori possano arrivare e fare quello poi è stato fatto agli oltre 400 lavoratori di questa zona. Sappiamo quanto quelle zone siano state interessate da un disastro ambientale recentemente, quindi c'è la necessità di un progetto che parta da una legge regionale di fronte all'immobilismo del governo Meloni"SCHMIDT ASSENTE - "L'assenza non mi stupisce. Dietro ha comunque i partiti del centrodestra e come ho detto prima c'è un immobilismo anche di fronte a questa situazione. In ogni caso, quest'assenza non è giustificata"CASCINE - "Sono stata la prima a parlare di Cascine, sono stata la prima a dire che per Le Cascine c'è bisogno di un nuovo modello di gestione. Quello di un ente parco. Lo dissi già quando ero assessora all'ambiente in giunta, ma Nardella non volle sentir parlare di questa innovazione che veniva peraltro da un percorso di ascolto. Dopo aver proposto il trenino alle cascine, Sara Funaro propone adesso un ente parco. Guarda caso, era la proposta che avevo fatto io, ma non siamo gelosi. Siamo nati per stimolare un dibattito pubblico e quindi se il PD ci ripensa su questa proposta e la fa è per noi la proposta più giusta. Non sono invece d'accordo con il night manager perché questo vuol dire invece esternalizzare un problema così importante come la sicurezza. La politica se ne deve occupare, se ne deve occupare con le altre forze dell'ordine e non si può attaccare il questore ma occorre agire anche col comando di Polizia Municipale che presiede insieme agli altri corpi il comitato d'ordine e sicurezza pubblica ogni settimana."NARDELLA - "Ha amministrato la città e ha servito la città nel primo mandato, nel secondo mandato si è servito della città per il suo futuro e i suoi interessi personali. Questo è molto grave perché Firenze merita invece un progetto che metta i cittadini e le cittadine al centro del dibattito, che metta un vero progetto pubblico al centro della città. Noi siamo qua per questo, con i nostri temi, con la nostra coerenza. Siamo usciti dalla maggioranza proprio perché anche nel piano operativo tante scelte sono state disattese rispetto a quelle che avevo avanzato nella fase di adozione. Non viene tenuta dritta la barra e questo non va bene perché i cittadini hanno bisogno di un'amministrazione giusta, di un'amministrazione che spinga questa Firenze, Grande Firenze, verso una città dove il pubblico dà le sue risposte."

Palagi al corteo Gkn: 'Difendiamo tutto il territorio. Schmidt assente? Siamo stupiti'

Le parole del candidato sindaco di Spc ai nostri microfoni

Il candidato sindaco a Palazzo Vecchio Dimitrij Palagi ha parlato ai nostri microfoni a margine del corteo in favore della Gkn che si sta tenendo in questi minuti a Firenze: "Non dobbiamo difendere solo il collettivo di fabbrica, ma tutto il territorio e il suo tessuto industriale. Avremmo fatto a meno di questi licenziamenti. C'è una proposta di produzione di cargo bike, noi le stiamo utilizzando per le nostre campagne elettorali. Ci auguriamo che qui ci siano tute le istituzioni, oltre ai candidati della città. Il sostegno deve essere costante. C'è una proposta di legge depositata a livello regionale che deve essere sostenuta e che prevede la possibilità che anche la regione, il comune e la città metropolitana possano investire, se non tutto, almeno una parte per far riprendere la produzione industriale. Quindi questo è un impegno che noi ci prendiamo."PROGETTI - "Anche nel programma per le elezioni comunali abbiamo previsto che per tutte le aree inutilizzate e vuote ci possa essere una proposta di creazione di consorzio pubblico o pubblico-privato per ritornare ad avere un ruolo attivo rispetto a una situazione dove ci sono fondi internazionali che spesso guardano più alla speculazione finanziaria che effettivamente alla dimensione economica reale." SOSTEGNO - "Firenze è una città importante dai tempi del social forum, anche prima, ha sempre saputo rispondere in maniera aperta e richiamare tante persone da tutte le città d'Italia. La vertenza della GKN è una vertenza che parla di tanti licenziamenti, di tante decisioni che a livello internazionale poi ricascano sul territorio, quindi non ci stupisce"SCHMIDT ASSENTE - "Beh, siamo contenti che la candidata del PD venga perché l'avevamo invitata noi. Non riconoscerà mai che ha accettato il nostro invito e non è nostra la manifestazione quindi ci fa piacere che venga, non era scontato. Che il centrodestra non venga un po' polemicamente, lo voglio dire, ci stupisce perché loro dicono di essere una destra sovranista eppure quando c'è da difendere le lavoratrici e i lavoratori non li vediamo mai. quindi bisogna capire quale sovranità difendono, se difendono la sovranità del capitale finanziario non è esattamente un tipo di sovranità che corrisponde nemmeno alla loro propaganda, quindi secondo noi anche il centrodestra e le destre potevano tranquillamente venire."

Il parco delle Cascine, Dr. Jekyll e Mr. Hyde. E quel nesso nascosto tra forze dell'ordine e Fiorentina

Durante Fiorentina-Monza, il noto parco era privo di controlli e polizia

Dr. Jekyll e Mr. Hyde, no, non è il titolo di un noto romanzo inglese, ma è l'immagine perfetta di quello che è diventato il Parco delle Cascine, la zona verde più grande di Firenze, ormai in mano a spacciatori e criminalità che continuano a creare problemi non solo per chi ci vive, ma anche per chi lo visita.Ormai tema centrale della campagna elettorale fiorentina, il giorno e la notte dividono in due il parco. E attenzione, non bisogna illudersi: casi da segnalare sono accaduti anche alla luce del sole, ma la differenza sostanziale rispetto a quanto succede di notte fa davvero riflettere.Lunedì 13 maggio, Fiorentina-Monza. Lo Stadio Artemio Franchi e il quartiere di Campo di Marte "invasi" dalle consuete forze dell'ordine incaricate di gestire il traffico e l'afflusso dei tifosi. Ma mentre l'arbitro del match fischia per tre volte, al Parco delle Cascine regnava l'anarchia più totale. È difficile capire se esista un nesso tra l'assenza di forze dell'ordine alla Cascine, anche nelle zone che spesso sono sotto il controllo della polizia e municipale, e la partita della Fiorentina. Fatto sta che nella serata di ieri, girare il parco in motorino diventava un serio problema, con spacciatori all'angolo delle strade pronti a importunare chiunque voglia passare da quelle zone.Al sorgere del sole invece, la quiete dopo la tempesta. La ruota inizia a girare in Piazza Vittorio Veneto, le strade vengono ripulite dalla sporcizia del giorno precedente e qualche giovane corre per le vie del parco provando a raccogliere delle briciole di normalità da un luogo che ormai sembra aver perso ogni via di salvezza.

Piazza Cavour, Fallani a FeD: “Noi vittime, non carnefici. Il cantiere non si ferma”

L'appello di chi ci vive: “Uno scandalo, la situazione è uguale da anni”

Transenne, sterpaglie, buche e lavori lasciati a metà: così si presenta Piazza Camillo Cavour, nella provincia di Scandicci. Il progetto di riqualificazione della piazza è diventato una vera e propria odissea, con un cantiere che dura da quasi due anni e che, tra stop, rinvii e 'scontri', sembra non trovare mai fine.Firenzedintorni.it ha dato voce a Mario, residente della zona, che ha illustrato le principali criticità della nota piazza di Scandicci: "Ho amici che abitano in zona San Giusto con cui spesso ci fermiamo a parlare di questa piazza, che ormai è diventata uno scandalo. Non finisce mai e più passa il tempo, più emergono difetti di progettazione che lasciano tutti perplessi. Ormai sono anni che la situazione rimane invariata".Il cantiere, visto dagli occhi di un cittadino, presenta molteplici problematiche: "Le transenne che chiudevano la piazza sono state rimosse a fine marzo, ma è stata lasciata una situazione davvero preoccupante. I commercianti che si affacciano sulla piazza sono spesso in contatto con le istituzioni per discutere di questa situazione. Ad esempio, i cassonetti dei rifiuti sono ancora recintati e inutilizzabili perché, a quanto pare, i camion dell'AIA non riescono a svuotarli a causa di un errore di progettazione. Inoltre, hanno allargato così tanto la piazza da rendere la carreggiata estremamente stretta, creando problemi soprattutto per i SUV che spesso urtano i cordoli che delimitano la piazza, i quali vengono distrutti perché colpiti dalle macchine. Questi sono tutti problemi di progettazione. Chi deve trovare delle soluzioni?". Firenzedintorni.it ha interpellato coloro che cercano di risolvere giorno dopo giorno questa situazione. Così, Sandro Fallani, sindaco di Scandicci, ha illustrato nel dettaglio la situazione di Piazza Cavour: "Le lamentele dei cittadini sono normali e accettabili. Piazza Cavour è uno dei luoghi che abbiamo reso 'luoghi di vita'. Il problema di questa piazza si è intrecciato con una serie di questioni: appalti, aumento dei prezzi a causa del Covid e discussioni ancora aperte con le aziende. Noi ci siamo sempre esposti, aggiornando costantemente i cittadini sulle principali novità. Siamo in piena discussione con l'azienda per completare la piazza, dall'illuminazione ai parcheggi. Non vogliamo passare attraverso la giustizia civile per non prolungare i tempi".Sull'AIA e la questione dei cassonetti, il sindaco ha dichiarato: "Abbiamo discusso con l'assessore all'ambiente per il riposizionamento dei cassonetti, poiché erano stati previsti cassonetti interrati che, senza il giusto cordolo, non sono utilizzabili. Noi siamo vittime della situazione, non i responsabili".Sui tempi del cantiere, il sindaco ha aggiunto: "I lavori non si sono mai fermati, anche se ogni volta che si prosegue c'è una discussione su dettagli e appalti. Il cantiere è in avanzamento, anche se non si vedono ancora i miglioramenti. Le discussioni non si fermano mai. Tutto ciò è fatto per garantire la sicurezza dei cittadini".Questa è la situazione attuale di Piazza Cavour a Scandicci. Serve tempo e pazienza, con la speranza di vedere il progetto completato il prima possibile.

Il direttore del Tour de France Prudhomme: “Questo evento può essere locomotiva per il ciclismo”

“Il passaggio del Tour dall'Italia può essere un'occasione per rilanciare il ciclismo”, ha detto il direttore del Tour

È stato avviato il conto alla rovescia dei 100 giorni alla partenza del Tour de France, la cosiddetta Grand Départ: in piazza della Repubblica a Firenze il cronometro è stato scoperto dal sindaco Dario Nardella con il direttore del Tour de France Christian Prudhomme, l'ambasciatore di Francia in Italia Martin Briens, il presidente della Toscana Eugenio Giani, il presidente del Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, e il presidente dell'Apt Emilia-Romagna Davide Cassani, ex ct della Nazionale di ciclismo."Il Tour del France parte dall’Italia, da Firenze, attraversa luoghi patrimoni dell’UNESCO, Firenze e Bologna e una parte del Piemonte - ha detto Christian Prudhomme -. È una gara sportiva, una delle più importanti del mondo, che attraversa paesaggi stupendi. Più che per altri sport, nel ciclismo e per il Tour de France, conta la scenografia, i paesaggi che i corridori attraversano. Lo ricordo, per il Tour del France, la visione d’eccellenza è quella dall’alto, quella presa dall’elicottero, quindi è importante chiaramente l’exploit e la performance dei corridori, ma sono altrettanto importanti i paesaggi e le scenografie nelle quali hanno luogo questi exploit. Io sono venuto a Firenze prima di tutto come turista, come molti altri, ancora prima di immaginare qui una partenza del Tour de France. E da Firenze, che è un museo a cielo aperto, il tour attraverserà l’Emilia Romagna, l’Adriatico per poi andare verso il Piemonte, quindi parliamo di paesaggi mozzafiato e il Tour de France si nutre della bellezza, sia della bellezza delle performance dei suoi corridori sia della bellezza dei paesaggi che attraversa. E l’Italia è un Paese magnifico quando la Francia".Cosa può fare il Tour de France per il ciclismo italiano, che ha perso un po’ di interesse e risultati rispetto a tanti anni fa? "Non ho la bacchetta magica, perché se avessi la bacchetta magica e potessi prevedere il futuro, io una soluzione per rilanciare il ciclismo l’applicherei anche al ciclismo francese - ha proseguito Prudhomme -. Però è sicuramente molto importante che il Tour de France passi dall’Italia, voi siete un Paese che ha avuto grandi campioni e un po’ fa male non avere un equipe italiana in prima fila, che parta proprio dall’Italia, però se il Tour de France può essere un’occasione per rilanciare il ciclismo in Italia, io sarò contento. Sarò contento se avrò portato avanti questa missione. Dobbiamo espanderci in altri Paesi, ma è anche importante che paesi di lunga tradizione ciclistica come l’Italia, i Paesi Bassi e il Belgio, abbiano dei campioni in casa propria. In bicicletta è tutta una questione di equilibrio, questo è l’equilibrio che va trovato. Quando sono arrivato qui dall’aeroporto e considerata anche l’accoglienza che mi avete riservato, tutto questo mi ha emozionato, ho visto di sbandieratori, i vessilli tradizionali, ma accanto a loro c’erano anche dei bambini con la maglia gialla, e questo è quello che io sogno: un rilancio del ciclismo nelle nuove generazioni. Vorrei che i bambini continuassero a sognare di diventare campioni di ciclismo e il Tour de France può rappresentare una locomotiva per rilanciare il ciclismo, non soltanto per creare dei campioni di ciclismo, ma anche per lanciare la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano".

Via al conto alla rovescia per il Tour de France. Nardella: “Per la prima tappa attese 900mila persone”

Cento giorni al via dell'edizione 2024. Un orologio scandirà il tempo in piazza della Repubblica

"I numeri della partenza del Tour de France sono impressionanti, più di 4.000 giornalisti, 5.000 tra volontari e forze dell’ordine, due miliardi e mezzo di contatti media nel mondo in quasi 200 paesi e un indotto tra diretto e indiretto di 200 milioni di euro, se pensiamo alla visibilità, all’immagine, alla promozione turistica e ovviamente la mobilitazione di tante energie e risorse". Lo sottolinea il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nel giorno in cui in piazza della Repubblica, questa mattina, è partito il conto alla rovescia dei 100 giorni alla partenza della Grande Boucle. Conto alla rovescia che sarà tenuto da un tabellone elettronico che segnerà il tempo mancante fino al giorno della partenza, sabato 29 giugno."Siamo davvero eccitati, emozionati all’idea di ospitare tra 100 giorni esatti la grande partenza del Tour de France - prosegue Nardella -. È un evento unico al mondo, il più grande evento sportivo itinerante e il terzo evento sportivo dopo le Olimpiadi e i Mondiali di calcio. Certamente un obiettivo che abbiamo inseguito per tanti anni, di cui siamo orgogliosi anche perché Firenze, con il suo Gino Bartali, può essere considerata città nel pantheon della storia del ciclismo ed è proprio nel nome di Bartali e di Gastone Nencini, due grandi vincitori del tour, che abbiamo lanciato la nostra candidatura. C’è stato un bel gioco di squadra con l’Emilia Romagna e il Piemonte e siamo riusciti ad ottenere l’aggiudicazione di questa edizione, che è un’edizione speciale, perché cade nell’anno olimpico e quindi di fatto sarà il primo evento che farà da battistrada alle Olimpiadi di Parigi. Quindi c’è una liason, un asse tra Italia e Francia nel nome dello sport che si apre proprio a Firenze,  e questo ci rende davvero orgogliosi".Poi torna su Joe Barone e l’affetto da lui ricevuto nella giornata di ieri, durante l’apertura della camera ardente: "La presenza di così tanti tifosi e cittadini comuni ha dimostrato due cose: uno, l’amore per lo sport e per il calcio della nostra città, il legame profondo con la Fiorentina, due il grande affetto e il grande rispetto verso la figura di Joe Barone, che è sempre stato un esempio di schiettezza in tutte le occasioni, in quelle positive tantissime e anche in quelle dialettiche che abbiamo avuto ma che non sono mai state all’insegna della falsità o della scorrettezza. Questo ha fatto di Joe un vero combattente, un uomo appassionato, una persona che ha messo sempre la faccia in tutte le cose, e per questo ho voluto ricordare proprio oggi, nella conferenza stampa del Tour de France, il giorno in cui condividemmo questa decisione di far partire la corsa agonistica, perché la corsa ufficiale partirà da piazza della Signoria come sapete con tutta la carovana, ma quella cronometrata agonistica vera e propria partirà davanti al Viola Park. E questo 29 giugno sarà appunto una partenza nel nome di Joe Barone. Credo che sia una cosa anche doverosa, che ci riempierà di orgoglio, e anche un gesto di vicinanza e di affetto alla Fiorentina, alla famiglia di Barone, alla famiglia di Commisso, perché è anche un modo per dare lustro, e davanti a due miliardi e mezzo di contatti media al Viola Park, che è la creatura di Joe Barone”.Per l’occasione del Tour de France saranno rifatte alcune strade. "Proprio in questi giorni stiamo definendo tutti i progetti esecutivi, quindi vi daremo presto i chilometri di strade che saranno interessati a questa manutenzione, però parliamo sia di strade comunali che di strade provinciali, quelle che attraversano la Val di Sieve e lambiscono il Mugello, e regionali, quindi sarà un numero significativo, ve lo daremo sicuramente nei prossimi giorni non appena avremo pronti i progetti esecutivi, i lavori dovranno partire ovviamente nelle prossime settimane", conclude Nardella.

La Fiorentina accoglie il suo nuovo attaccante. Belotti è arrivato al Viola Park

Il Gallo Belotti sbarca alla Fiorentina

Andrea Belotti è prnto a diventare un nuovo calciatore della Fiorentina. L'attaccantee ex Torino è appena arrivato a Bagno a Ripoli dove ha posato con una sciarpa viola davanti al Viola Park. L'attaccante arriva dalla Roma in prestito secco oneroso da 750mila euro.ITER - Il ragazzo svolgerà domani mattina le visite mediche con la Fiorentina e poi apporrà la firma sul contratto con il club. La speranza, adesso, è che porti i gol che mancano all'attacco gigliato...

Cascine: spaccio, furti e reati ai piedi della ruota

"Dall'8 dicembre la ruota sorge possente sulle Cascine, ma è cambiato qualcosa?"

Gira la ruota e no, non stiamo parlando di un noto programma televisivo. Gira la ruota sopra il parco delle Cascine, quei 170 ettari che rendono Firenze una città più verde ma allo stesso tempo più pericolosa. Sì, perché da anni il parco delle Cascine è diventato un luogo di spaccio e degrado, dove di notte entrarci diventa un’impresa ardua e complicata.Firenzedintorni.it, vi porta all’interno del noto parco. Sia di notte che di giorno, per descrivere quello che i residenti devono vivere ogni giorno. Ma soprattutto, è spontaneo chiedersi, che cosa è cambiato con la ruota? Lo sappiamo, dall’8 dicembre fino al mese di giugno, Piazza Vittorio Veneto sarà decorata dalla possente ruota panoramica e da una pista di pattinaggio che si trasformerà in varie attività per giovani e bambini nei mesi seguenti. Un paesaggio surreale se paragonato alle Cascine, ma bisogna ammetterlo, l’installazione sembra aver soltanto spostato i problemi di degrado e disagio. E non di molto.Basta fare qualche metro all’interno del parco ed ecco che inizia la marcatura a uomo per la consueta vendita di sostanze stupefacenti. Una, due, al terzo rifiuto ecco che non vieni più visto di buon occhio. Dopotutto, cosa ci fai alle Cascine se non per partecipare allo spaccio? Purtroppo, tutto ciò è diventato la normalità. Muovendosi per i meandri del giardino, ecco che possiamo notare sporcizia ovunque, tra i cespugli ma anche nelle zone riservate alle famiglie. Nel parco giochi che si trova tra la vegetazione del parco, non è una novità vedere bambini che giocano tra bottiglie, lattine, siringhe, profilattici e vetri rotti. Gli stessi vetri, che possiamo notare nei parcheggi limitrofi, con auto e macchine colpite dalla criminalità del luogo. Chiedetelo alla signora Maria, di 65 anni, che proprio durante un nostro sopralluogo ci ha raccontato come una sera, all’interno della sua auto, abbia trovato un senza tetto a dormire e a fare uso di sostanze stupefacenti dopo aver scassinato la macchina. Per non parlare poi dei consueti bazar abusivi che metto in mostra merce di ogni tipo con dubbia provenienza.Insomma, questa è le Cascine e noi ve le raccontiamo con continuità. La ruota? Un bene, ma non è la soluzione. Come spesso ricordiamo piazza vittorio Veneto non è le Cascine, ma solo una piccola parte. Chiudere gli occhi o ignorare il problema non è la soluzione, serve un intervento concreto. In attesa di ciò, continueremo a raccontare ciò che accade nel polmone verde di Firenze. Notte dopo Notte. 

Salvini senza freni: “Un nuovo stadio per Firenze”

Salvini commenta: "Sono a disposizione per trovare un'area adatta in città per la sua realizzazione"

Matteo Salvini, vicepremier e ministro, ha parlato dalla sala stamapa del Viola Park. Ecco le sue parole sul tema Franchi:Il Viola Park è la casa di una comunità, complimenti alla Fiorentina per l'investimento strepitoso. C'è bisogno di stadi nuovi in questo Paese, non solo a Firenze ma in tutte le città e come Ministero faremo di tutto per rendere sempre meno complessa la burocrazia legata alla realizzazione di nuovi impianti. Per quanto riguarda il Franchi, non voglio entrare nel merito delle polemiche ma una cosa la voglio dire: è veramente un peccato quando un privato vuol investire e portare soldi per costruire uno stadio nuovo ed all'avanguardia e non gliene viene data la possibilità. Questo purtroppo è successo qui a Firenze, così come a Milano. Da appassionato di calcio mi rifiuto di pensare che i tifosi e gli appassionati della Viola debbano andare a centinaia di chilometri di distanza, fuori dalla Toscana, per seguire la loro squadra, sarebbe una mancanza di rispetto. Il tema del PNRR riguarda il governo precedente ed il discorso relativo al Franchi è stato bocciato dalla Commissione europea, mi auguro che a questo punto le istituzioni possano dialogare con la società gigliata per trovare una soluzione, pensando anche e soprattutto ad un nuovo impianto. Sono a disposizione per trovare un'area adatta in città per la sua realizzazione. Il recupero del Padovani? Mi sembra molto complesso. L'adeguamento di strutture vecchie in un sistema urbanistico vecchio ne rende difficile l'utilizzo per eventi sportivi importanti e prestigiosi, mi auguro che Firenze possa ospitare gli Europei del 2032. Allungare i tempi per il restyling del Franchi? La vedo molto ambiziosa come ipotesi, difficilissimo che l'Europa dia l'ok.

La Curva Fiesole nei guai per gli striscioni contro Nardella e non solo

Striscioni contro Nardella e gazebo: la Digos chiede spiegazioni

“Nardella tranquillo alla copertura ci s’è pensato noi”. Recita così lo striscione esposto dalla Curva Fiesole durante Fiorentina-Udinese. Insieme alla scritta, i tifosi viola, hanno sollevato anche due gazebo come simbolo della “copertura”. Secondo quanto riportato da Repubblica, la Digos starebbe indagando per capire come sia possibile che certi contenuti siano entrati all’interno dello stadio Franchi di Firenze.

Kayode: “Vi svelo il segreto di questa Fiorentina vincente”

Michael Kayode, ai microfoni di Radio Serie A, ha parlato della sua esperienza alla Fiorentina ma non solo:

"La Supercoppa? Abbiamo tantissime aspettative. Giocheremo per provare a vincere questo bellissimo trofeo e tramite le nostre idee daremo il massimo in campo. Kvaratskhelia? E' un grandissimo calciatore e ho già avuto modo di studiarlo in campionato e sarà una bella sfida. Il segreto della Fiorentina? Il nostro segreto è il gruppo, lavoriamo ogni giorno insieme e cerchiamo sempre di dare il massimo. Ti aspettavi un rendimento personale così? Non mi aspettavo di iniziare la stagione in questo modo, ho avuto la fiducia dei miei compagni e di tutto lo staff tecnico, mister compreso, e per questo devo ringraziare loro".

Dal Medio Oriente: “Assenza Fiesole? Una tristezza immane”

L’Associazione dei tifosi della Fiorentina nel Medio Oriente ha espresso, via Twitter, il rammarico per l’assenza della Curva Fiesole in Arabia per la Supercoppa:

"Ci rivolgiamo a voi con profondo rammarico e tristezza per esprimere la nostra grande delusione per l'assenza della Curva Fiesole a Riyadh. È veramente doloroso per noi tifosi della Fiorentina e sentiamo un vuoto nel nostro cuore. La Curva Fiesole è stata parte integrante della nostra identità da tifosi, sono lo spirito vero della squadra e la loro voce alta riempiva gli stadi, dandoci forza e sostegno in ogni partita. La loro assenza sarà un grande vuoto nei nostri cuori e in tutto lo stadio. Tuttavia, desideriamo confermare che non ci arrenderemo mai. Faremo tutto il possibile per sostenere la nostra amata squadra nella sua partita di giovedì. Saremo lì sugli spalti, cercando in ogni modo di esprimere il nostro amore e la nostra lealtà alla Fiorentina. Sappiamo che non saremo in grado di colmare il vuoto lasciato dalla Curva Fiesole, ma siamo impegnati a continuare a sostenere il club e la squadra. Continueremo ad essere fedeli alla Fiorentina in ogni momento, li supporteremo e incoraggeremo indipendentemente dalle circostanze che i tifosi potrebbero affrontare. Crediamo che l'amore e la lealtà che abbiamo per la Fiorentina non saranno influenzati dalla semplice assenza della Curva Fiesole. Sono veri coraggiosi e rimarranno nei nostri cuori. Continueremo a sostenere e sostenere la squadra con tutte le nostre forze, perché la Fiorentina non è solo una squadra di calcio per noi, ma è la nostra famiglia e la nostra passione. In questi tempi difficili, la nostra unità come tifosi e la nostra solidarietà saranno più importanti che mai. Resteremo uniti e rimarremo sempre dietro la Fiorentina".

Mourinho lascia da Roma, con lui anche Belotti? Piace alla Fiorentina

Mourinho è stato esonerato e la Fiorentina potrebbe sfruttare questa situazione per un obiettivo di mercato

Josè Mourinho non è più l’allenatore della Roma. Una notizia che ha scosso tutto l’ambiente giallorosso e che avrà un impatto importante sul futuro della rosa. Tra i giocatori che potrebbero partire infatti, come riportato da footmercato.net, ci sarebbe anche Andrea Belotti. L’attaccante ex Torino piace a molti club di  Serie A e tra questi c’è anche la Fiorentina di Italiano.

Trevisani a Ranieri: “Paredes miracolato? E bene che stia un po’ calmo”

Il noto telecronista ha parlato così dell’atteggiamento di Luca Ranieri in campo con la maglia della Fiorentina

Tutti ricordano il messaggio che Ranieri, in Roma-Fiorentina ha mandato a Paredes. Riccardo Trevisani, noto giornalista, ha parlato così del suo atteggiamento a Cronache di spogliatoio: “Paredes è stato definito miracolato da Ranieri, discutiamone, che l'altro giorno abbruttiva con Beltran e Ikone che non gli tagliavano sul palo. Ranieri, stai calmo”.

Italiano saluta la Fiorentina a giugno? Commisso ha l’asso nella manica

La Fiorentina è nel vivo della stagione, ma c’è da pensare al futuro di Vincenzo Italiano. Partirà?

Tuttosport questa mattina, si è soffermato sul futuro di molti allenatori. Da Pioli a Thiago Motta, passando per Vincenzo Italiano. L’allenatore della Fiorentina rimarrà a Firenze anche la prossima stagione? Ha il contratto in scadenza, però la Fiorentina può esercitare l’opzione per il rinnovo a suo favore, un jolly importante su cui può contare Commisso e gli permetterebbe di tenere il boccino in mano nel caso in cui arrivassero offerte per il suo allenatore.

Barak vuol il Napoli e De Laurentiis rassicura: “Ne compriamo altri due”

Barak è vicino a vestire la maglia del Napoli, c’è da convincere solo la Fiorentina. Intanto De Laurentiis parla così del mercato azzurro

"Ne compriamo altri due". Queste le parole di Aurelio De Laurentiis riportate dal Corriere dello Sport. Il presidente del Napoli è pronto per regalare a Mazzarri altri colpi. Traorè è arrivato, Ngonge e cosa fatta e adesso c'è la Fiorentina nel mirino. Domani i due club si sfideranno per la finale della Supercoppa, ma nel mentre, i dirigenti viola ascolteranno l'offerta decisiva per Antonin Barak.  La trattativa per il centrocampista ceco della Fiorentina, 29 anni, entrerà nel vivo proprio a Riyad: il giocatore ha già dato il placet e i club chiacchierano sulla formula (prestito con obbligo la richiesta della Viola).

Saltato Ngonge, la Fiorentina punta tutto su Vargas

Ngonge sarà un nuovo giocatore del Napoli. La Fiorentina rimane spiazzate ed è pronta ad investire tutto su Ruben Vargas

Se c’è una cosa che nelle ultime ore ha spiazzato (e non poco) la dirigenza della Fiorentina è stato, più che il no dell’Augsburg alla prima offerta viola per Rubén Vargas, il sorpasso quasi al fotofinish del Napoli per Cyril Ngonge. Un nome sul quale l’area tecnica era tornata a sondare il terreno già domenica sera - dopo una lunga corte avviata a inizio gennaio - e su cui, attraverso gli agenti, aveva ricevuto nuove aperture alla luce del ritrovato interesse del club di Commisso. Una speranza tramontata in un baleno che ha fatto partire la comitiva di Italiano - con tutta la società al seguito - verso l’Arabia Saudita di cattivo umore. La prima offerta per Vargas? 5 milioni di euro più una serie di bonus per arrivare a quota 8. L’Augsburg si è presa qualche ora per riflettere ma già lunedì ha fatto pervenire il proprio rifiuto. Che tuttavia non preclude ad alcuna rottura. La sensazione, infatti, è che vi siano ancora discreti margini di trattativa perché i viola si assicurino il classe ’98, valutato dal club tedesco 8 milioni di euro. Tutto lascia pensare che non appena la truppa viola sarà tornata in Italia, ultimati gli impegni in Supercoppa a Riyad, la Fiorentina tenterà subito un altro (e decisivo) affondo alzando l’offerta. Ad oggi la prospettiva più probabile è quella che un accordo possa essere trovato attorno ai 7 milioni di euro e che dunque un eventuale braccio di ferro possa essere scongiurato. Lo riporta il Corriere dello Sport. 

Calleri a Firenze e dintorni: "La ruota non può combattere la criminalità delle Cascine"

La nostra intervista a Salvatore Calleri, presidente della fondazione Caponnetto, sulla situazione delle Cascine

Le Cascine di Firenze è sempre un tema all’ordine del giorno. Un luogo che Firenze e dintorni segue con interesse e attenzione per mantenere alta l’attenzione su un tema che non deve essere dimenticato. Per questo motivo, Salvatore Calleri presidente della fondazione Caponnetto ed esperto del tema delle Cascine ha descritto così la situazione del parco più importante di Firenze: "Le Cascine di Firenze, un parco bellissimo, non è mai stata un'isola felice. Ci hanno provato a migliorarla, ma adesso sta peggiorando. Con il Covid, con l'aumento di una droga come il crack che si appresta agli accampamenti e il ritorno dell'erorina la situazione sta peggiorando. Poi, l'arrivo della tramvia ha quasi isolato un pezzo di Cascine, visto che le fermate sono punti di spaccio. E sia chiaro, non è colpa del concetto di tranvia. Esistono strade da seguire per salvare la zona da spaccio e degrado? Molto si sta già facendo, ma non si sta ottenendo l'effetto sperato. Tra tutti i corpi di polizia che hanno il compito di proteggere e controllare la zona i numeri sono alti, circa un centinaio. Però non basta. Biosgna fare delle cose straordinarie: da un lato un intervento sociale per salvare queste persone, circa 200 persone. Molti di questi sono consumatori di crack. Poi, devi passare a una fasa di intervento mirato, forte, con operazioni ad alto impatto. Adesso è arrivata la ruota. Come commenta l'impatto di questa decisione? L'impatto è positivo, ma non puoi chiedere alla ruota di migliorare la situazione criminale. Non è il compito di una ruota. Aiuterebbe di più se la zona fosse più piccola, come la Fortezza. Ma le Cascine è un parco troppo ampio e la criminalità si sposta"