Lo ha detto anche Paolo Vanoli: “Nel mese di dicembre iniziano le gare, quelle vere”. Un mese da vivere in apnea per la Fiorentina, con scontri diretti a raffica e la stramaledetta necessità di non sbagliare niente.
Si parte sabato con la trasferta di Reggio Emilia col Sassuolo, poi in successione Verona e Udinese in casa, Parma fuori e, a inizio 2026, la Cremonese in casa. Nel mezzo anche due gare di Conference League che, per la drammaticità del momento, sarebbe il caso di giocare con più alternative possibili, in modo tale da preservare più energie possibili in chi, almeno sulla carta, si spera riesca a rianimare una Fiorentina con un piede in B. Ad oggi, infatti, non esistono precedenti di una squadra che sia riuscita a salvarsi dopo non aver vinto neanche una partita dopo 13 turni di Serie A da quando c’è il campionato a 20 squadre. Se in questo filotto di gare che attende i viola non dovessero arrivare un po’ di punti, allora sì che la situazione sarebbe già quasi spacciata. La Fiorentina è nel tunnel, pienamente, drammaticamente e anche meritatamente. Non c’è un singolo che si salvi in questo disastro, non c’è un reparto che dia segnali di miglioramento. Non c’è nulla.
La speranza, ovviamente, è che d’improvviso si riaccenda il motore, che scocchi una scintilla, che almeno si intraveda un barlume di luce in fondo a quel tunnel. La morte sportiva pare davvero ad un passo. Questa squadra è di una fragilità mentale, tecnica e fisica imbarazzante. Dovessimo pensare a qualcosa a cui aggrapparsi…servirebbe una fatica immane per non lasciarsi andare ad un destino che sembra già segnato.
Ora, come detto, inizia il periodo di gare vere, cioè quelle in cui sarà vitale ritrovare ossigeno per restare almeno in corsa. Il sostegno non mancherà. Ma la speranza, che proverbialmente è sempre l’ultima a morire, inizia anch’essa ad arrancare.
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