Caccia a vittorie pesanti per la salvezza

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101 giorni dopo Cagliari-Fiorentina che ha aperto il campionato, per i viola è tempo di buttarsi alle spalle i sogni di gloria di quei caldi giorni d’agosto e, adesso che è iniziato dicembre, cominciare sul serio a trasformare un destino terrificante a cui pare indirizzata in un grosso spavento da cui, tra qualche mese, guardandosi indietro con grosso sospirone di sollievo annesso, trarne lezione e insegnamento.
 
101 giorni, a pensarci pochissimi, ma che somigliano ad un’eternità per chi aveva iniziato la stagione sognando ad occhi aperti andando dietro a proclami e ambizioni, tra asticelle e ciliegine, e che adesso vive un incubo degno del peggior film horror. Dapprima i dubbi e la paura di dover rivedere verso il basso le proprie aspettative, passando poi per il rischio dell’annata di transizione, fino al ritrovarsi a sei punti in classifica alla tredicesima giornata, con 0 vittorie e una ‘fottuta’ paura di sprofondare addirittura in Serie B.
 
Inizia adesso un mese in cui per la squadra di Paolo Vanoli sarà vita o morte, sportivamente parlando ovviamente. Ma è quello che sarà: o la Fiorentina si ritrova, mette punti in cascina, risale qualche posizione in classifica ed acquisisce un po’ di certezze e fiducia, oppure il baratro sarà inevitabile. Ogni tipo di statistica rema contro le speranze, perché nessuno da quando esiste il campionato di Serie A a 20 squadre si è mai salvato non avendo vinto neppure una partita alla tredicesima giornata, perché da qui in avanti servirebbero almeno una decina di vittorie per arrivare alla fatidica soglia (teorica) salvezza, perché dietro non funziona nulla, in mezzo al campo neppure e davanti ancora meno. Il dramma vero non è solamente che la Fiorentina ha 6 punti in classifica, ma che li ha pure meritati, cioè che non ha meritato tanto di più di quello che ha raccolto.
 
Al netto di paure, pressioni, patti vari ed eventuali, la squadra viola inizierà sabato un mini-campionato da cui deve uscire per forza di cose con più punti possibili. E, sia chiaro, adesso non basta più la politica dei piccoli passi, dei mattoncini, del bicchiere mezzo pieno (come dopo il pareggio col Genoa). Ora servono vittorie. Si comincia con la gara col Sassuolo di sabato pomeriggio, al Mapei di Reggio Emilia, quando con grande probabilità la Fiorentina troverà il suo popolo in massa sui gradoni dello stadio ‘Città del Tricolore’. Ma guai a sbagliare anche lì, perché la pazienza non è infinita. A seguire il doppio confronto interno con Verona e Udinese, per poi andare a Parma e iniziare il 2026 con la Cremonese. Cinque sfide tra il 6 dicembre e il 4 gennaio in cui serve un bottino di almeno 10-12 punti, che uniti ai 6 che ha ad oggi la Fiorentina permetterebbero di andare alla gara con la Lazio dell’ultimo turno d’andata con 16-18 punti. Girare ad almeno 18 lunghezze in classifica sarebbe vitale.
 
Ha ragione Vanoli, la strada per salvarsi sarà lunga e complicata. Le occasioni per evitare ciò sono già state buttate, coi 2 punti rimediati nelle 3 sfide recenti. In caso di risultati migliori, ma soprattutto di segnali più incoraggianti, allora si sarebbe potuto pensare ad un percorso più tranquillo. Comunque modesto, ma almeno non così spaventoso. E invece, così è stato. Nel mezzo anche le due gare di Conference che restano del girone, che in caso di altra situazione in classifica in campionato, sarebbero potute essere sfide decisive per sognare, ma che, anche in virtù del ko con l’AEK, sembrano essere solamente un intralcio.
 
Purtroppo il momento è questo. La Fiorentina o reagisce e risale, oppure sprofonda. 101 giorni dopo il destino all’orizzonte sembra nefasto, ma c’è ancora la possibilità di invertirlo. Va fatto adesso, in fretta. Per forza.
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