Difesa a quattro e nuove gerarchie: il tecnico cerca la svolta per uscire dalla crisi e rilanciare alcuni interpreti in difficoltà

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L'assenza di partite a metà settimana rappresenta un'occasione preziosa per Paolo Vanoli. Il tecnico viola può sfruttare questo momento per lavorare su un possibile riassetto tattico, passando a una linea difensiva con quattro elementi. Le ragioni dietro questa eventuale scelta sono molteplici: preservare la solidità complessiva della squadra, correggere le fragilità mostrate nel reparto arretrato e garantire maggiore incisività in fase d'attacco. L'obiettivo primario resta conquistare i primi tre punti in campionato.

Questo cambiamento potrebbe portare anche a nuove scelte nella formazione titolare. Tra i possibili beneficiari c'è Pietro Comuzzo, che potrebbe ricevere un'opportunità importante per rilanciarsi. Il difensore era stato al centro delle trattative nel gennaio scorso, quando la Fiorentina respinse una proposta da 30 milioni proveniente dal Napoli. Successivamente arrivarono la conferma in viola e la chiamata in Nazionale. Nonostante la professionalità dimostrata dal giovane centrale, il peso delle vicende di mercato e degli impegni si è fatto sentire, con un comprensibile abbassamento delle prestazioni.

L'annata corrente non è cominciata sotto i migliori auspici: un nuovo infortunio e l'interessamento dell'Al-Hilal, club saudita pronto a investire quasi quaranta milioni per assicurarsi le sue prestazioni. Il direttore sportivo Pradé aveva mostrato apertura verso la cessione, ma il calciatore ha preferito rimanere. Le sue prestazioni hanno alternato pochi momenti positivi ad altri molto meno convincenti, ma l'adozione del 4-2-3-1 potrebbe rappresentare il contesto ideale per ritrovare continuità.

La nuova impostazione tattica permetterebbe a Vanoli di schierare il tridente offensivo con modalità diverse. L'allenatore ritiene che Kean e Piccoli possano giocare insieme, a patto che si cerchino reciprocamente e ricevano rifornimenti migliori e più frequenti. Finora questa condizione si è verificata raramente, anche a causa delle difficoltà nel costruire il gioco dalla mediana. Serve una maggiore produzione realizzativa per abbandonare le posizioni pericolose di classifica e cambiare direzione.

I dati evidenziano un contrasto stridente con la scorsa stagione: dopo tredici turni la Fiorentina aveva segnato 27 gol, mentre quest'anno il bottino si ferma a 10 reti. Il trio formato da Kean, Piccoli e Gudmundsson ha contribuito con sole 5 marcature, mentre Mandragora guida la classifica dei cannonieri della squadra.

Il 4-2-3-1 rappresenta storicamente il modulo preferito da Vanoli, tuttavia le difficoltà nell'applicarlo sin dall'inizio sono concrete. Mancano esterni di ruolo e risulterebbe azzardato spostare Gosens sulla fascia sinistra in posizione avanzata. Il tedesco potrebbe rivelarsi determinante nelle valutazioni sul cambio di sistema. Le possibilità restano comunque molteplici: il 3-5-2 utilizzato recentemente potrebbe essere mantenuto, con l'alternativa della difesa a quattro da introdurre durante le gare in base all'andamento del match.
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