La salvezza è lontana, ma non impossibile

Sponsor

E menomale che questo che è appena andato in archivio doveva essere l’inizio del campionato della Fiorentina; e che questa giornata vedeva un calendario favorevole alla causa viola, con tante competitors dei gigliati che sfidavano più o meno big; peccato che, oltre al flop della Fiorentina col Sassuolo, tutte le altre abbiano fatto qualcosa contro-pronostico. Dal Verona che batte l’Atalanta trovando il primo successo di questa Serie A, lasciando dunque la Fiorentina come unica squadra ad essere ancora a 0 vittorie, al Genoa che vince a Udine, passando per il Cagliari che stende la Roma e il Parma che vince a Pisa. Almeno il Toro ha perso, come il Lecce, per cui qualcun altro, oltre alla Fiorentina s’intende, continua a zoppicare. Sì, ma come recita un antico detto: aiutati, che il ciel t’aiuta. Come a dire, inutile fare la corsa su chissà chi se non riesci a vincere una singola gara. E, al netto della classifica che, in virtù dei risultati del weekend, si è messa ancora peggio per un quartultimo posto che adesso è salito a 7 punti, val bene ribadire che per strappare una complicatissima salvezza ai viola serve un filotto. La politica dei mattoncini, adesso, non basta più. Serve mettere un bel carico di cemento su un palazzo che si annunciava come un grattacielo e che, ad oggi, non è nemmeno un sottoscala.
 
Detto tutto ciò, c’è una paradossale serie di fortune in questo disastroso scenario che la Fiorentina deve saper sfruttare, per il proverbio sopra citato, aiutandosi da sola: la Fiorentina non è tecnicamente povera come lo sono altre squadre che sono laggiù, cioè, comunque più su dei viola; il precipizio sembra ad un passo, ma in realtà c’è ancora una valanga di punti da poter conquistare per non doversi già considerare in B; c’è una tifoseria che, per quanto legittimamente incaz** , delusa e piena di sconforto non è quella su cui altre piazze possono contare.
 
Ora, per quanto a qualcuno possa far specie sentirsi dire di trovarsi in una situazione fortunata, sarebbe giunto il momento di fare come in tanti momenti storici su cui si è costruita la cultura e l’identità fiorentina: dalla partita dell’assedio, da cui è nato il calcio fiorentino, come gesto di sfida e disprezzo verso gli assedianti, dimostrando di non temere il nemico, agli angeli del fango, passando per la resistenza fino alla neve di Gubbio. Sì ok, concetto un po’ meno alto culturalmente rispetto ai precedenti, ma che fotografa cosa sia la Fiorentina per Firenze. Cosa debba essere, ancora oggi, la Fiorentina. Nonostante algoritmi, statistiche, precedenti e cose che si sono viste sul campo inducano molti a pensare che possa rivelarsi una causa già persa.
 
Ok, può anche darsi, ma vogliamo lottare fino in fondo? Bhè, ai quasi 4mila che si sono presentati a Reggio Emilia non si può certo dire di aver già mollato, anzi. Non è bastato, evidentemente. Il paziente Fiorentina è gravemente malato, ma non è ancora morto. Serve rianimarsi, prima ritrovando se stessi. Aiutarsi, sperando che il cielo ti aiuti. Ora, dopo la Dinamo Kyev arriva il Verona: sia chiaro, quello è un esame da cui dipende la vita di questa Fiorentina. In caso di altro flop…meglio non pensarci. Non può accadere, non deve accadere.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies