Il bicchiere della Fiorentina va riempito domenica

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Per la Fiorentina è tempo di iniziare a risalire la classifica. Non c’è più margine. Domenica, contro il Verona, deve arrivare il primo successo di questo campionato per la squadra di Vanoli. In ballo c’è la speranza di strappare una salvezza che, ad oggi, è lontana ben sette lunghezze. Il successo rimediato in Conference contro la Dinamo Kiev ha lasciato tanti dubbi e altrettante buone notizie. A seconda della vostra indole caratteriale, che siate più ottimisti o pessimisti, tenderete a voler vedere più cose dell’una o dell’altra categoria.
 
Di certo c’è che questa Fiorentina, nonostante il successo europeo, è ancora gravemente malata. Il centrocampo, da intendere come reparto e come singoli, ha titubato e non poco pure coi modesti ucraini. Nicolussi Caviglia continua a commettere una quantità di errori spaventosa, dopo qualche lampo qua e là si è spento anche Ndour, mentre Richardson è stato positivo solo per un tempo. E’ in quella zona del campo che si concentrano le maggiori perplessità, perché reiterate nel complesso e individualmente.
 
Poi c’è la difesa, troppo spesso battuta, trafitta anche dalla Dinamo Kiev. Nonostante Vanoli avesse messo come priorità l’esigenza di blindare la porta, in ognuna delle sei gare giocate dalla Fiorentina con il nuovo tecnico sono arrivati gol al passivo, sempre. In totale, su ventuno gare stagionali, i viola hanno mantenuto la porta inviolata solo 5 volte, 3 delle quali in Conference. Da qui si spiega il penultimo dato sui gol subiti in Serie A.
 
Davanti si è rivisto un gol di Moise Kean e uno di Gudmundsson. Entrambi, per quanto non si abbraccino e bacino ad ogni rete fatta dal compagno, sono apparsi decisamente più vivi rispetto a tante precedenti uscite. Idem dicasi per Dodo e Parisi. Tra le note liete va messo anche il risultato, visto che Vanoli non aveva ancora vinto una partita dal suo arrivo, così come la voglia di reagire dopo il pari ucraino e di voler vincere la sfida. Certo, rischiando, perché anche con la Dinamo non è stata propriamente una passeggiata. Anzi. Tanti, troppi errori, soprattutto in fase di costruzione del gioco, hanno portato ad alimentare la sensazione che sull’aspetto tecnico ed emotivo ci sia ancora molto da lavorare per Vanoli.
 
Ma, come detto, nel bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, c’è poco tempo per le analisi. La Fiorentina deve solamente vincere domenica, poi rifarlo giovedì prossimo a Losanna per provare a evitare il playoff e rifarlo ancora con l’Udinese domenica prossima. Non c’è altra via d’uscita, passi falsi non ne sono più concessi.
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