San Miniato al Monte rimane un punto di riferimento spirituale e culturale per Firenze, reso ancora più vivo dalle iniziative aperte ai cittadini da padre Bernardo Gianni. L’abate osserva con attenzione i cambiamenti della città e le trasformazioni urbane: «Con qualche gru di troppo che speriamo non violenti l’armonia del nostro tessuto urbanistico», sottolinea, auspicando interventi rispettosi del patrimonio storico e spirituale, come alla collina di San Giorgio o all’ex ospedale militare di San Gallo.
Sul turismo, padre Bernardo concorda con l’arcivescovo Gambelli: «È in atto una turistificazione che sta inevitabilmente consumando la città… Ben venga qualsiasi metodologia che propizi un turismo rispettoso della bellezza e dell’umanesimo di Firenze».
Riguardo alla povertà, l’abate commenta: «Credo che sia l’indicazione di un disagio sociale e di una mancanza di opportunità che non può non interrogarci. Bisogna riscoprire lo spirito del Natale, che è uno spirito di accoglienza». Pur riconoscendo gli sforzi di volontariato e solidarietà della città, padre Bernardo invita a fare di più, confidando nelle nuove generazioni per «aprire al futuro, anche per quanto riguarda la cura degli altri».
Il Natale per lui porta anche un desiderio concreto: «Vorrei tanto che ci togliessero le buche dalla strada che conduce a San Miniato, perché è diventata un safari pericoloso». Guardando al futuro, auspica «una pace autentica, generosa, feconda, disarmata e disarmante… e tanta più giustizia sociale nelle nostre città, nella nostra Italia e nella nostra Europa». Lo riporta la Nazione.
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