Il Grig chiede alla Regione Toscana di bocciare il progetto a Londa

Alla vigilia di Natale, il Gruppo d'intervento giuridico (Grig) ha inoltrato un atto di intervento nell'ambito del procedimento di valutazione d'impatto ambientale (Via) relativo al progetto per la realizzazione della centrale eolica a Londa proposta dalla società milanese Hergo Renewables sui crinali appenninici vicino al Parco nazionale delle Foreste casentinesi.

"Sei torri eoliche alte circa 200 metri, per 30 Mw di potenza installata sui crinali appenninici toscani, caratteristici paesaggi noti nel mondo", scrive il Grig, ricordando che "la centrale eolica sorgerebbe ben dentro la fascia di rispetto estesa tre chilometri dal limite di numerose zone tutelate con vincolo paesaggistico". Inoltre, sottolinea, "nessuna previsione di alcuna prestazione di fideiussione per eventuali danni all'ambiente e agli interessi pubblici nelle fasi di cantiere, di gestione dell'impianto e del ripristino ambientale".

Il Grig ha chiesto alla Regione Toscana (titolare della procedura) di esprimere formale diniego alla compatibilità ambientale dell'impianto industriale in progetto e ha informato, per opportuna conoscenza, il ministero della Cultura, il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, le Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Firenze e di Siena, i Comuni di Londa, Dicomano, Rufina (Firenze) e Pratovecchio Stia (Arezzo). Secondo l'associazione ecologista "siamo alla reale sostituzione paesaggistica e culturale, alla sostituzione economico-sociale, alla sostituzione identitaria". "In tutto il territorio nazionale - viene ricordato - le istanze di connessione di nuovi impianti presentate a Terna (gestore della rete elettrica nazionale) al 31 luglio 2025 risultano complessivamente ben 6.133", "un'overdose di energia potenziale che non potrebbe esser nemmeno esser consumata".

"Il sacrosanto passaggio all'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile (sole, vento, acqua) dalle fonti fossili tradizionali (carbone, petrolio, gas naturale) in assenza di pianificazione e anche di semplice buon senso sta favorendo le peggiori iniziative di speculazione energetica", conclude la nota del Grig che ha promosso una petizione popolare 'Si all'energia rinnovabile, no alla speculazione energetica!' che al momento ha raccolto oltre 22mila sottoscrizioni. 
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