La Toscana è "l'unica regione italiana ad aver mantenuto pressoché intatta la propria conformazione geografica rispetto all'antico territorio granducale" ed "è proprio questo vincolo territoriale e di collocamento che sta a cuore alla Regione Toscana, nel più autentico rispetto delle volontà dell'ultima dei Medici". Lo afferma in una nota Cristina Manetti, assessora regionale alla cultura, tornando sul 'Diamante Fiorentino', il prezioso rivendicato dalla Regione che fu parte del lascito a Firenze e alla Toscana di Anna Maria Luisa de' Medici e che ora è di proprietà degli eredi Asburgo Lorena.
"Una prospettiva che è cosa diversa dall'interpretazione incentrata esclusivamente sulle questioni di nuda proprietà del gioiello - prosegue Manetti - senza tuttavia considerare che l'Elettrice Palatina subordinò la cessione dei beni dinastici a Francesco Stefano di Lorena e ai suoi successori all'unica condizione che essi non fossero mai allontanati da Firenze e dalla Toscana".
Quanto all'affermazione secondo cui il Parlamento starebbe operando "a luci spente" per accertare "l'appartenenza al patrimonio della famiglia Medici", Manetti ricorda che "tale dato è già ampiamente documentato" da un inventario redatto dall'Elettrice Palatina nel 1740 e digitalizzato per la prima volta nel 2024 dalla Regione Toscana in collaborazione con il Museo de' Medici e l'Archivio di Stato di Firenze.
"Una prospettiva che è cosa diversa dall'interpretazione incentrata esclusivamente sulle questioni di nuda proprietà del gioiello - prosegue Manetti - senza tuttavia considerare che l'Elettrice Palatina subordinò la cessione dei beni dinastici a Francesco Stefano di Lorena e ai suoi successori all'unica condizione che essi non fossero mai allontanati da Firenze e dalla Toscana".
Quanto all'affermazione secondo cui il Parlamento starebbe operando "a luci spente" per accertare "l'appartenenza al patrimonio della famiglia Medici", Manetti ricorda che "tale dato è già ampiamente documentato" da un inventario redatto dall'Elettrice Palatina nel 1740 e digitalizzato per la prima volta nel 2024 dalla Regione Toscana in collaborazione con il Museo de' Medici e l'Archivio di Stato di Firenze.
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