La Fiorentina potrebbe non esonerare Paolo Vanoli nemmeno in caso di sconfitta contro la Cremonese, nonostante una classifica disastrosa che vede i viola all’ultimo posto e un rendimento peggiore rispetto a quello del predecessore. Secondo le logiche del calcio moderno, l’esonero sembrerebbe la scelta più naturale, ma la società ha deciso di confermare l’allenatore, almeno per ora. Le ragioni di questa scelta sono diverse e intrecciate tra loro.
Il primo motivo è legato all’imminente arrivo di Fabio Paratici a Firenze. Il suo ingresso nell’organigramma viola ha di fatto congelato ogni decisione importante. Sarà lui ad avere piena autonomia sulla gestione dell’area sportiva e solo dopo il suo insediamento al Viola Park verrà presa una decisione definitiva sul futuro di Vanoli. Pur con Alessandro Ferrari ancora centrale nei rapporti con il presidente Rocco Commisso, Paratici avrà l’ultima parola su panchina, squadra e spogliatoio.
Un secondo elemento riguarda la valutazione interna del lavoro svolto da Vanoli. All’interno del club, infatti, l’operato del tecnico non viene giudicato completamente negativo. Pur riconoscendogli diversi errori, la dirigenza non lo considera il principale responsabile della stagione fallimentare. L’idea è che, con una profonda rivoluzione della rosa decisa da Paratici, Vanoli possa comunque guidare una Fiorentina in grado di salvarsi. Il fatto che continui ad avere peso decisionale, come dimostra il cambio di fascia da Ranieri a De Gea, rafforza questa lettura.
C’è poi un aspetto economico che pesa in modo significativo. La società deve fare i conti con i vincoli finanziari imposti da Commisso e con il costo ancora molto rilevante dell’esonero di Stefano Pioli, che grava per milioni sulle casse viola. Un nuovo licenziamento limiterebbe ulteriormente le possibilità di intervento sul mercato, rendendo quasi impossibile una ricostruzione rapida e necessaria per salvare la stagione.
Infine, incide anche la difficoltà nel trovare un sostituto adeguato. Le opzioni realmente percorribili sono poche e complicate. Un ritorno di Pioli appare improbabile per i rapporti deteriorati con ambiente e spogliatoio, mentre profili di alto livello come Motta o Sousa sarebbero difficili da convincere ad accettare una situazione così compromessa. Anche per questo la dirigenza preferisce riflettere con attenzione prima di prendere una decisione drastica.
In questo contesto, dunque, la posizione di Paolo Vanoli resta solida, almeno nel breve periodo. Anche una sconfitta contro la Cremonese potrebbe non bastare per cambiare la guida tecnica della Fiorentina.
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