Retroguardia da rifare, anche col mercato

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A questo punto c’è poco altro da fare se non provare a stravolgere il reparto. La difesa della Fiorentina che incassava reti a raffica con Pioli, anche con Vanoli continua a fare altrettanto. Eppure, migliorare la fase difensiva e renderla il più ermetica possibile, era stata inserita tra le priorità all’arrivo da parte del tecnico della Fiorentina, senza esito. Con Vanoli, che ha iniziato la carriera da allenatore lavorando proprio sulla difesa nello staff di Antonio Conte, non proprio il primo ‘bischero’, la rete viola è stata sempre bucata. Dieci volte su dieci partite.
 
Tutti gli avversari hanno trovato la via del gol, dal poco prolifico Genoa al pochissimo prolifico Hellas, entrambe due volte a segno coi viola. Il Sassuolo ne ha infilati addirittura tre, l’Atalanta due, mentre una rete è stata concessa anche ai modestissimi avversari europei del Losanna e della Dinamo Kiev, oltre all’AEK. All’appello mancano solamente la rete concessa alla Juventus, quella all’Udinese e infine quella al Parma. E se qualcuno ha trovato il proverbiale gol della domenica, come Solet, altri hanno approfittato di dormite epocali come Colombo o Ostigard, mentre col Sassuolo ci ha messo tantissimo del suo De Gea, fino alla topica col Parma che certifica il fatto che questa retroguardia vada completamente, o parzialmente, stravolta.
 
C’è poco da fare. Il gol di Sorensen, dicevamo, è la fotografia di lacune collettive ma soprattutto individuali. Pongracic, che esce sull’avversario in maniera scriteriata lasciando un buco in mezzo all’area, Parisi che lascia crossare opponendo una scadente opposizione, Comuzzo che si fa anticipare da Pellegrino, Dodo e Fortini che si perdono Sorensen.
 
Volendo entrare ancor più nello specifico, non è la prima volta che Fortini evidenzia limiti difensivi, così come che Pongracic abbia quel ‘vizio’ di tentare l’anticipo anziché temporeggiare, stessa caratteristica evidenziata da Viti, senza dimenticare gli evidenti limiti di Ranieri (come sul gol col Verona) e la valanga di reti incassate da calcio piazzato. La lista è ormai nota, e sempre più lunga. Dal gol subito a Cagliari alla prima giornata fino alla dormita sul gol da fallo laterale del Verona allo scadere. 
 
La missione salvezza della Fiorentina, con Paratici che sarà operativo tra qualche giorno, passerà per forza di cose dal dover migliorare questo aspetto. Oltre, s’intende, al riuscire ad incidere maggiormente davanti. Pongracic, Viti, Ranieri, Comuzzo, Pablo Marì e chiunque abbia giocato in difesa, a tre o a quattro, con Pioli, Galloppa o Vanoli nulla è cambiato. Serve intervenire con forza lì, oltre che in mediana per riuscire a migliorare un filtro che, quest’anno, non ha mai protetto la difesa. E, ok, magari Vanoli non sta riuscendo a intervenire a dovere anche su questo, ma…sembrano essere troppo evidenti i limiti individuali dei singoli calciatori per poter addossare tutte le colpe sul tecnico. Morale: il reparto è da rifare. Palla a Paratici, senza tempo da perdere. Tempo, d’altronde, in una situazione com’è quella della Fiorentina, non ce n’è più.
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