La Repubblica Firenze questa mattina riporta dell’analisi condotta dall’Istat, in via sperimentale, sul territorio del Comune di Firenze (e di altri comuni italiani coinvolti) per individuare le aree a maggiore disagio sociale, cioè quelle zone socialmente più vulnerabili a causa di dispersione scolastica, tasso di occupazione e stabilità lavorativa, popolazione residente, condizione abitativa degli anziani.
Attraverso il cosiddetto indice di disagio socio-economico, l’Ista ha delineato una mappa delle aree cittadine più fragili, attribuendo un valore di riferimento comunale pari a cento: le aree in cui tale valore è superiore sono aree considerate più fragili.
Un’analisi utile soprattutto per la politica, che può quindi contare su uno strumento basato sui dati per individuare le aree dove sia più urgente l’intervento.
A Firenze, scrive Repubblica questa mattina, l’area più vulnerabile è il quadrilatero di Novoli compreso fra via Torre degli Agli, via Val d’Ombrone, via Valdera e via Lippi e Macia, dove l’indice è di 108,57.
Supera il 108 anche la zona compresa fra via Massapagani e via Santi di Tito, a Galluzzo.
Fra le aree dove l’indice segnala una certa fragilità sociale ci sono poi via Canova all’Isolotto, Brozzi, Quaracchi, Peretola e Firenze Nova nella parte adiacente a viale Guidoni.Condividi
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