L’associazione avverte: 'Rischio isolamento del pubblico ministero e contrappesi democratici indeboliti'

L'Aned di Firenze ha deliberato l'adesione al Comitato per il No al referendum costituzionale sulla giustizia, ritenendo "che la riforma sulla separazione delle carriere non costituisca un intervento neutro sull'organizzazione giudiziaria, ma incida sull'equilibrio costituzionale tra poteri dello Stato e sulla funzione di garanzia della giurisdizione". Lo rende noto la stessa associazione di Firenze.

L'Aned fiorentina segnala in particolare "il rischio che la separazione delle carriere produca un pubblico ministero istituzionalmente isolato e, proprio per questo, più vulnerabile rispetto al potere politico, senza che ciò risponda a criticità reali del sistema, né produca miglioramenti in termini di efficienza o di garanzie processuali". "Le riforme definite tecniche e neutrali sono spesso quelle che finiscono per incidere sui diritti - afferma Lorenzo Tombelli, avvocato e presidente di Aned Firenze -. È per questo che serve la memoria: per riconoscere in tempo i passaggi che riducono i contrappesi democratici e rendono più fragile la tutela delle libertà".

Intanto il Coordinamento per la democrazia costituzionale della Toscana (Cdc Toscana) segnala l'avvio ufficiale della campagna referendaria per il No alla riforma dell'Ordinamento giudiziario, promossa dal comitato Società civile per il No al referendum costituzionale, in programma il 10 gennaio a Roma: ad oggi, dal 22 dicembre, raccolte oltre 250.000 firme, ed "è necessario raggiungere almeno 500.000 firme entro il 30 gennaio". "Rivolgiamo un appello a tutte le cittadine e i cittadini toscani affinché contribuiscano con la propria firma a rendere possibile questo fondamentale momento di confronto e di scelta consapevole, che il ministro Nordio, riferendosi alla raccolta firme, ha dichiarato essere inutile e superflua" dichiara Cinzia Niccolai, coordinatrice Cdc Toscana.
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