Il club viola ha vissuto una sessione di mercato invernale molto attiva, con operazioni mirate a sostenere il cambio di sistema di gioco operato dall'allenatore Paolo Vanoli. La trasformazione tattica avviata nel periodo natalizio, con il passaggio dal tradizionale 3-5-2 a un 4-1-4-1, ha già prodotto risultati incoraggianti e ora la società ha voluto rafforzare l'organico proprio nelle zone del campo più coinvolte da questa evoluzione.
I dirigenti hanno concentrato gli sforzi su due aree specifiche del terreno di gioco: le corsie esterne e la zona nevralgica. Lungo le fasce, l'obiettivo era dotare la rosa di soluzioni aggiuntive rispetto a Parisi e Gudmundsson, assicurando continuità di prestazioni. Le scelte sono ricadute su Solomon e Harrison, entrambi provenienti dalla Premier League ma con profili tecnici distinti. Il giocatore israeliano rappresenta un'opzione simile a Gudmundsson per la sua abilità nell'uno contro uno, mentre il britannico incarna il prototipo dell'esterno tradizionale, con doti di dinamismo e propensione al cross. Solomon necessita ancora di tempo per raggiungere la condizione ottimale e inizialmente offrirà il suo contributo entrando dalla panchina. Harrison, al contrario, dispone già della forma necessaria per ambire alla titolarità.
La ristrutturazione ha interessato in maniera significativa anche la linea mediana, dove si è abbandonato lo schema a doppio regista per adottare un vertice basso unico, ruolo affidato a Fagioli. Dopo la cessione di Sohm al Bologna, il club ha scelto due centrocampisti dalle caratteristiche complementari come Brescianini e Fabbian, elementi dotati di capacità di inserimento offensivo e presenza fisica. Questi due rinforzi, giovani e di nazionalità italiana, rappresentano i pezzi mancanti per completare un centrocampo a tre uomini, dove Fabbian è destinato nel tempo a contendere la titolarità a Mandragora. Per l'incontro in programma domani, entrambi i nuovi arrivi sono pronti per fare il loro ingresso a partita in corso.
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