Dopo quasi 140 anni di servizio, il cavalcaferrovia di Ponte al Pino sarà demolito e sostituito con una nuova struttura, percorribile entro fine settembre, grazie a un investimento di 17 milioni di euro. L’intervento comporterà mesi di cantieri, disagi per la viabilità e nuove interruzioni della circolazione ferroviaria che, in più fasi, torneranno a dividere l’Italia.
Il percorso verso la sostituzione del ponte è iniziato nel 2021 con verifiche strutturali e lavori di manutenzione straordinaria, che hanno però portato alla decisione di demolire l’opera, di proprietà Rfi. Dopo le prime limitazioni al traffico nel 2022 e un confronto con il Comune per ridurre l’impatto dei lavori, Rfi ha definito a ottobre scorso il cronoprogramma definitivo, accorciando i tempi e concentrando gli stop ferroviari.
Durante i lavori sarà attiva una passerella pedonale provvisoria, lunga 44 metri, mentre tra febbraio e marzo è prevista una riduzione delle corsie stradali. La fase più critica sarà in estate, con 100 giorni di chiusura totale al traffico stradale per la demolizione del vecchio ponte e l’installazione del nuovo, che avverrà con una gru speciale da 2.000 tonnellate. Ulteriori chiusure sono previste in autunno per la rimozione della passerella.
Sul fronte ferroviario, dopo lo stop di 24 ore già effettuato, sono programmati blocchi più lunghi: 96 ore a inizio luglio per la rimozione del ponte esistente, 80 ore a fine luglio per il varo della nuova struttura e un’ultima interruzione di 12 ore per la rimozione della passerella pedonale.
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