Tanti addetti, poche indicazioni chiare: durante lo stop ferroviario di Ponte al Pino i disagi pesano soprattutto sui viaggiatori

Alla stazione di Campo di Marte, prima e durante l’interruzione ferroviaria per Ponte al Pino, la scena è quella di una grande macchina organizzativa affollata ma disorientata: centinaia di addetti, volontari e steward schierati, a fronte di pochi passeggeri spaesati e informazioni spesso contraddittorie. Già nel primo pomeriggio emergono incertezze sul reale avvio del blocco ferroviario e sull’organizzazione delle navette sostitutive, mentre molti operatori lamentano la mancanza di indicazioni operative chiare.

L’obiettivo principale — accompagnare i passeggeri alle navette — viene raggiunto, ma con numerose criticità: i convogli cambiano binario all’ultimo momento, i gazebo per l’attesa vengono montati in ritardo e male, e le informazioni sui bus risultano confuse. Le navette, teoricamente riservate ai passeggeri Frecciarossa, vengono però vendute online a chiunque, generando ulteriore confusione. Circolano anche indicazioni errate su collegamenti inesistenti, spingendo molti turisti a muoversi a piedi sotto la pioggia.

I disagi colpiscono soprattutto i viaggiatori stranieri, costretti a lunghe attese, coincidenze perse e percorsi inutilmente complessi tra Rifredi, Campo di Marte e Santa Maria Novella. Mancano perfino informazioni basilari, come l’indicazione dei servizi igienici o la possibilità di attendere al riparo dal freddo.

A fine giornata, dalle Ferrovie arriva la definizione dell’operazione come una “prova generale” in vista delle più impegnative interruzioni estive: una prova che ha mostrato come il problema non sia il numero di addetti in campo, ma la qualità e la chiarezza delle istruzioni fornite. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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