Il mercato della Fiorentina vive una fase di stallo che preoccupa i tifosi, dopo un avvio promettente. La dirigenza è chiamata a completare la rosa di Paolo Vanoli, ma tra trattative rallentate e scelte poco chiare emergono tre concetti chiave — l’inspiegabile, il dubbio e l’alibi — utili per leggere l’andamento complessivo di questa sessione.
L’elemento più difficile da comprendere è la cessione di Nicolussi Caviglia al Parma, arrivata in un momento delicato e senza un sostituto già pronto. Pur non essendo una perdita tecnica irreparabile, la sua partenza ha lasciato scoperta una zona di campo già fragile, soprattutto considerando i limiti mostrati dalle alternative. Da qui nasce anche il dubbio sulle reali priorità di mercato: se difensore e centrocampista restano gli obiettivi principali, le condizioni fisiche precarie degli attaccanti aprono interrogativi sulla necessità di un rinforzo offensivo versatile, difficile però da concretizzare nei tempi ristretti.
Infine c’è l’alibi del mercato di gennaio, notoriamente complesso, che coinvolge anche club più strutturati della Fiorentina, come dimostrano le difficoltà incontrate da Inter e Juventus. Questo contesto attenua in parte le responsabilità di Paratici e Goretti, ma non cancella la sensazione di un mercato che procede troppo lentamente. Un’attenuante che rischia di non bastare se non arriveranno segnali concreti prima della chiusura.
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