Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato a maggioranza la proposta di delibera relativa all'efficacia della variante al Piano operativo per la linea 4.2 della tramvia: l'atto sancisce l'aggiornamento urbanistico necessario per il nuovo deposito della linea che collegherà le Piagge a Campi Bisenzio. Il tragitto nel territorio di Firenze, venne spiegato quando l'atto transitò dalla commissione urbanistica, sarà "a doppio binario". La variante - illustrata in aula dall'assessora all'urbanistica di Palazzo Vecchio Caterina Biti - si è resa necessaria "per ottimizzare il posizionamento del deposito tranviario in zona San Donnino".
Il progetto definitivo è oggetto di procedura Pau: si tratta di una procedura unica che racchiude sia la Conferenza di servizi ordinaria sia il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale nonché le varianti urbanistiche nei Comuni di Firenze e Campi Bisenzio. Per l'approvazione in linea economica, viene chiarito da Palazzo Vecchio, "occorre risolvere il tema dei finanziamenti: al momento l'opera è finanziata con uno scarto di circa nove milioni di euro che corrispondono all'aumento dei costi dovuti alle prescrizioni essenzialmente ambientali emerse in sede di procedura Pau. Detto questo, il problema dell'approvazione risiede nei fondi Pnrr: se pur l'opera non sia stata ancora definanziata risulta critico approvare un'opera finanziata con fondi che prevedono la fine dei lavori a giugno 2026. A questo proposito gli uffici stanno lavorando da oltre un anno con il Mit per individuare una fonte di finanziamento alternativo. Molte opere finanziate con analoghi fondi Pnrr sono state già da tempo definanziate, questo conferma che a livello ministeriale c'è in effetti un impegno a salvaguardare un intervento che è contrattualizzato".
Polemiche in aula: "Abbiamo dubbi e sono legittimi, l'opera rischia di essere definanziata - ha affermato Matteo Chelli di Fdi -. Temo ci saranno sviluppi negativi per la nostra città". "Crediamo in questo sistema trasportistico", ha ribadito Luca Milani del Pd. Dmitrij Palagi di Spc ha rilevato "la preoccupazione per ciò che abbiamo visto in questi giorni".
Il progetto definitivo è oggetto di procedura Pau: si tratta di una procedura unica che racchiude sia la Conferenza di servizi ordinaria sia il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale nonché le varianti urbanistiche nei Comuni di Firenze e Campi Bisenzio. Per l'approvazione in linea economica, viene chiarito da Palazzo Vecchio, "occorre risolvere il tema dei finanziamenti: al momento l'opera è finanziata con uno scarto di circa nove milioni di euro che corrispondono all'aumento dei costi dovuti alle prescrizioni essenzialmente ambientali emerse in sede di procedura Pau. Detto questo, il problema dell'approvazione risiede nei fondi Pnrr: se pur l'opera non sia stata ancora definanziata risulta critico approvare un'opera finanziata con fondi che prevedono la fine dei lavori a giugno 2026. A questo proposito gli uffici stanno lavorando da oltre un anno con il Mit per individuare una fonte di finanziamento alternativo. Molte opere finanziate con analoghi fondi Pnrr sono state già da tempo definanziate, questo conferma che a livello ministeriale c'è in effetti un impegno a salvaguardare un intervento che è contrattualizzato".
Polemiche in aula: "Abbiamo dubbi e sono legittimi, l'opera rischia di essere definanziata - ha affermato Matteo Chelli di Fdi -. Temo ci saranno sviluppi negativi per la nostra città". "Crediamo in questo sistema trasportistico", ha ribadito Luca Milani del Pd. Dmitrij Palagi di Spc ha rilevato "la preoccupazione per ciò che abbiamo visto in questi giorni".
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