Anche se forse serviva altro (prima e meglio)

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Si conclude con l’arrivo di Daniele Rugani il calciomercato invernale della Fiorentina. Una sessione di trattative che, diciamocelo chiaramente, non ha certamente esaltato. Le aspettative, con l’arrivo di Paratici (anche se formalmente ufficiale da domani), erano decisamente più alte. Ma, almeno questa è la speranza, chissà che non si possa verificare l’esatto opposto di quanto avvenne la scorsa estate quando, i 90 milioni investiti da Pradè, avevano fatto pensare a tutti (o quasi) che questo potesse essere l’anno buono, ma che si è presto trasformato in un vero e proprio incubo.
 
Detto questo, in generale, arriva Rugani, evviva Rugani. Arriva da acciaccato e dalla Juventus, in perfetta continuità con alcune operazioni della gestione precedente, dopo 1 mese in cui la Fiorentina ha preso due di picche da Tizio, Caio e Sempronio, in un reparto dove c'era un dannato bisogno di rinforzarsi ma che, come detto, porta in dote a Vanoli solo Rugani. Le caratteristiche del classe 1994 le conosciamo. Così come sappiamo cosa porta nel suo bagaglio: esperienza, capacità di testa e spiccata resistenza in fasi di sofferenza. D'altronde, alla Juve di Allegri, si era spesso distinto in quel blocco basso che tante critiche aveva sollevato negli esteti del calcio, ma che l’attuale tecnico del Milan ha sempre rivendicato come sua filosofia.
 
La trattativa per Rugani è nata pochi giorni fa dopo che l’ipotesi Lazio gli era stata chiusa dalla mancata partenza di Romagnoli, col giocatore che ha spinto profondamente per lasciare Torino, è andata a dama con la formula del prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza a 2 milioni circa, più o meno la stessa con cui sono arrivati Fabbian, Harrison, Solomon e Brescianini.
 
Quest’anno Rugani ha collezionato 6 presenze, per un totale di 250 minuti in Serie A, più altre 2 in Champions per altri 101’. Titolare, però, è partito solo 4 volte. Una miseria. Ben più ricco il suo palmares, con 5 Scudetti, 4 Coppe Italia e 2 Supercoppe, così com’è lunghissima la lista dei suoi infortuni. Quest’anno è stato ai box 44 giorni per uno stiramento al polpaccio, anzi 45 visto che è ancora ad oggi alle prese con questo problema, 22 per un precedente problema muscolare. Dal 2016/17 ad oggi, sommando tutti i giorni di stop, è stato fermo per oltre 300 giorni, praticamente un anno. Viste le amnesie di Pongracic e Comuzzo, l’ormai marginalità di Ranieri e le uscite di Pablo Marì e Viti bhe…forse si poteva, anzi si doveva, fare qualcosa di più. Detto ciò, come prima: è arrivato Rugani, evviva Rugani.
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