L’evento “Firenze Terra Italia” ha usufruito gratuitamente degli spazi storici per incontri tra hotel e buyer internazionali, sollevando dubbi sulle finalità pubbliche

"L'amministrazione comunale ha fatto una determina che prevede l'azzeramento del canone di concessione (circa 40.000 euro al minimo) del Salone dei Cinquecento per lo svolgimento della cena di gala dell'evento Firenze Terra Italia, conclusosi con incontri b2b finalizzati a nuovi affari tra hotel di lusso e buyer internazionali, leggisi fondi speculativi". La denuncia, con determina allegata, proviene dal comitato Salviamo Firenze per viverci, il raggruppamento di fiorentini che mette in luce la speculazione fatta con studentati ed alloggi di lusso in ex edifici storici della città.

Il caso in questione riguarda la concessione in uso temporaneo per la giornata di ieri, mercoledì 4 marzo, di alcuni spazi all'interno di Palazzo Vecchio a Bts Group. In particolare, il Salone dei Cinquecento (rimasto chiuso al pubblico per tre ore), la Sala Macconi, la sala ex bar e la Sala degli Otto, o spazio alternativo, per i musicisti chiamati a esibirsi nel corso della serata. Palazzo Vecchio, si legge nella determina, ha applicato l'articolo 8 comma 1 lett. b) del 'Disciplinare per la concessione in uso temporaneo di ambienti di particolare rilievo architettonico, storico, artistico e di beni mobili, piante e composizioni floreali di proprietà del Comune di Firenze strumentali all'organizzazione di iniziative ed eventi'. Articolo che prevede un'agevolazione pari al valore del canone di concessione, "fatto salvo in ogni caso l'obbligo di corrispondere il rimborso forfettario e gli importi relativi ai servizi accessori e alla eventuale chiusura del percorso museale". Somme pari, rispettivamente, a 6.543,59 e 1.039,50 euro.

"Sono piccoli fatti, ma parlano chiaro. E spesso sono proprio i piccoli fatti a raccontare la realtà meglio di qualsiasi slogan - afferma il portavoce del comitato, Massimo Torelli che porta alla luce la questione -Stando al testo della determina, restano domande semplici e inevase: quali sono le finalità pubbliche dell'appuntamento? Perché l'agevolazione è concessa a una società di event management? in che modo i cittadini traggono beneficio da questa operazione?". "Ma forse - conclude - la domanda vera è un'altra: esiste una città più adatta di Firenze per fare il 'calciomercato' del turismo di lusso sulla pelle delle città stesse? Temiamo di no".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies