Fiorentina-Torino, il tradizionale “derby dell’amicizia”, arriva in un momento tutt’altro che romantico. Al Franchi, tra pioggia e difficoltà strutturali, la Viola si gioca molto più di una semplice partita: le recenti sconfitte contro Cagliari, Napoli e Como hanno cancellato i progressi visti nelle settimane precedenti, riportando la squadra in piena emergenza. La classifica è tornata a fare paura e un altro passo falso aprirebbe scenari pericolosi, rendendo questo incrocio decisivo anche sul piano psicologico.
Il Torino, invece, arriva con maggiore serenità grazie al successo contro il Lecce. Pur con alcune assenze importanti, la squadra di Baroni gioca con la testa più leggera e l’obiettivo di restare lontana dalla zona calda. La Fiorentina, al contrario, convive da mesi con una fragilità strutturale, soprattutto difensiva: dieci gol subiti nelle ultime sei gare e nessun clean sheet sono numeri allarmanti. Per provare a invertire la rotta servirà ritrovare equilibrio e solidità, a partire dalla protezione di De Gea.
In questo contesto pesa il ritorno di Moise Kean, chiamato a dare peso e profondità a un attacco che ha bisogno dei suoi gol. Ma non basterà il singolo: servirà una Fiorentina feroce, compatta, più concreta che elegante, come nella miglior versione vista a Bologna. Vanoli è pronto a qualche correzione negli interpreti per limitare le transizioni difensive che stanno costando caro. Vincere significherebbe respirare e, forse, uscire dalla zona rossa; perdere vorrebbe dire guardare il baratro. Al Franchi, stasera, non c’è più tempo da perdere.
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