Il rapporto “Mal’Aria di Città 2026”: migliorano Pm10 e Pm2.5 nei capoluoghi, ma servono ulteriori riduzioni entro il 2030

Aria più pulita, ma ancora lontana dai nuovi limiti europei: è la fotografia che emerge per la Toscana dal rapporto 'Mal'Aria di Città 2026' di Legambiente, che analizza l'andamento degli inquinanti atmosferici nei capoluoghi di provincia italiani nel 2025 e le prospettive al 2030. Nel quadro nazionale la regione non registra città tra quelle con più superamenti dei limiti giornalieri di Pm10, ma restano criticità sui valori medi annui e sugli obiettivi futuri più stringenti fissati dalla Ue.

Nel 2025 Firenze ha fatto registrare una concentrazione media annua di Pm10 pari a 22 microgrammi per metro cubo, con una riduzione necessaria dell'8% entro il 2030 per rientrare nel nuovo limite di 20 microgrammi. Valori analoghi per Lucca, che si attesta anch'essa su 22 microgrammi, con un taglio richiesto del 7% delle concentrazioni in cinque anni. Secondo le proiezioni elaborate sul trend 2011-2025, Firenze potrebbe scendere a 18 microgrammi al 2030, mentre Lucca è stimata a 19 microgrammi, rientrando così nei nuovi standard europei se sarà confermato il ritmo di riduzione fin qui registrato.

Sul fronte del particolato più fine (Pm2.5), il report evidenzia per Firenze una media annua 2025 pari a 14 microgrammi per metro cubo, con una riduzione necessaria del 26% per raggiungere il limite di 10 microgrammi previsto dal 2030. In Toscana compaiono inoltre Prato, con una media di 13 microgrammi e un taglio richiesto del 20%, oltre ad Arezzo e Pisa, entrambe a quota 12 microgrammi e con una riduzione stimata del 17%. Nella graduatoria nazionale delle 68 città con i valori più alti di Pm2.5, i capoluoghi toscani si collocano in una fascia intermedia, lontani dalle situazioni più critiche della Pianura Padana ma comunque sopra i nuovi obiettivi Ue.
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