Dalle reti protettive agli investimenti e manutenzione dei sistemi già presenti

L’incidente mortale avvenuto ieri mattina nella zona di Barberino di Mugello, in cui un motociclista è deceduto dopo essere stato colpito da un cinghiale, ha riacceso l’attenzione delle associazioni sulla presenza di questi animali, e della fauna selvatica in generale, in prossimità delle strade.

Da Federagripesca Toscana, che da tempo sottolinea l’urgenza della situazione, arriva la richiesta di prendere misure più severe per cercare di tenere sotto controllo il fenomeno, tenendo conto che, secondo l’ente, non si parla più di situazione emergenziale ma strutturale.

La presenza di questi animali rappresenta un pericolo anche per le coltivazioni, sottolinea dal canto suo Confagricoltura Toscana, che invece invita le istituzioni a mettere in campo misure “di contenimento più stringenti”.

La Nazione questa mattina raccoglie il parere anche di Libera Caccia, che da una parte frena sul tema del sovrannumero dei cinghiali nel territorio, ma dall’altra ribadisce l’importanza di tutelare maggiormente gli utenti della strada, in particolare tramite l’installazione e la manutenzione delle reti protettive ai bordi delle carreggiate, per far si che gli animali non possano invadere le corsie e, di conseguenza, rappresentare un pericolo per chi si trovi a transitare.
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