Il clima in casa Fiorentina è di quelli elettrici, quasi sospesi. La domanda che rimbalza da Borgo Ognissanti fino ai cancelli del Viola Park è solo una: come si fa a fare a meno di Albert Gudmundsson? L'islandese, il faro di questa squadra, è fermo ai box. Salterà la delicata trasferta di Como al Sinigaglia e molto probabilmente anche la Conference League contro lo Jagellonia. L’obiettivo? Averlo al 100% per quella che non è una partita qualunque: il derby salvezza contro il Pisa del 23 febbraio.
Ma attenzione, perché in un momento così delicato della stagione, con una classifica che scotta e non permette passi falsi, mister Vanoli non può permettersi di piangere sul latte versato. Deve cambiare pelle, e deve farlo subito."
"Ed è qui che entra in gioco il mercato di gennaio. Se la fortuna è cieca, la lungimiranza della società stavolta ci ha visto benissimo. Vanoli si ritrova tra le mani due 'frecce' che sembrano già perfettamente integrate nel motore viola: Manor Solomon e Jack Harrison.
l’impatto di Solomon è stato più che buono nelle ultime uscite con due gol contro Napoli e Torino. È lui l'uomo della scintilla, quello capace di strappare sulla fascia sinistra e accentrarsi. E' in pole position per una maglia da titolare.
Ma non dimentichiamoci dell'inglese, Jack Harrison. Sabato scorso contro i granata abbiamo visto un saggio di cosa può fare questo ragazzo. Un assist chirurgico, rasoterra, per il momentaneo vantaggio di Moise Kean. Harrison porta in dote l'esperienza della Premier League e una concretezza che sulla fascia destra mancava da tempo. La combinazione vista col Torino (Solomon che apre, Harrison che crossa, Kean che la butta dentro) è il manifesto della nuova Fiorentina: meno fronzoli, più profondità."
"Perché piacciono così tanto a Vanoli? Perché offrono soluzioni diverse. Con loro in campo, la Fiorentina può crossare con più precisione per la stazza di Kean, ma anche sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti.
C'è però un dettaglio fondamentale da non sottovalutare: il futuro. Entrambi sono arrivati in prestito. Questo significa che ogni dribbling, ogni cross, ogni goccia di sudore al Sinigaglia sarà un mattone per la loro conferma in maglia viola. La permanenza a Firenze passa inevitabilmente dai piedi di questi due e, soprattutto, dal raggiungimento della salvezza. Per loro non è solo una partita di calcio, è un provino lungo sei mesi."
"Dunque, niente esperimenti azzardati: Vanoli si affida alla qualità e all'esperienza internazionale dei suoi nuovi esterni per espugnare Como."
Ma attenzione, perché in un momento così delicato della stagione, con una classifica che scotta e non permette passi falsi, mister Vanoli non può permettersi di piangere sul latte versato. Deve cambiare pelle, e deve farlo subito."
"Ed è qui che entra in gioco il mercato di gennaio. Se la fortuna è cieca, la lungimiranza della società stavolta ci ha visto benissimo. Vanoli si ritrova tra le mani due 'frecce' che sembrano già perfettamente integrate nel motore viola: Manor Solomon e Jack Harrison.
l’impatto di Solomon è stato più che buono nelle ultime uscite con due gol contro Napoli e Torino. È lui l'uomo della scintilla, quello capace di strappare sulla fascia sinistra e accentrarsi. E' in pole position per una maglia da titolare.
Ma non dimentichiamoci dell'inglese, Jack Harrison. Sabato scorso contro i granata abbiamo visto un saggio di cosa può fare questo ragazzo. Un assist chirurgico, rasoterra, per il momentaneo vantaggio di Moise Kean. Harrison porta in dote l'esperienza della Premier League e una concretezza che sulla fascia destra mancava da tempo. La combinazione vista col Torino (Solomon che apre, Harrison che crossa, Kean che la butta dentro) è il manifesto della nuova Fiorentina: meno fronzoli, più profondità."
"Perché piacciono così tanto a Vanoli? Perché offrono soluzioni diverse. Con loro in campo, la Fiorentina può crossare con più precisione per la stazza di Kean, ma anche sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti.
C'è però un dettaglio fondamentale da non sottovalutare: il futuro. Entrambi sono arrivati in prestito. Questo significa che ogni dribbling, ogni cross, ogni goccia di sudore al Sinigaglia sarà un mattone per la loro conferma in maglia viola. La permanenza a Firenze passa inevitabilmente dai piedi di questi due e, soprattutto, dal raggiungimento della salvezza. Per loro non è solo una partita di calcio, è un provino lungo sei mesi."
"Dunque, niente esperimenti azzardati: Vanoli si affida alla qualità e all'esperienza internazionale dei suoi nuovi esterni per espugnare Como."
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
