Il presidente della Fondazione Bioarchitettura, Alberto Di Cintio, chiede di correggere le scelte urbanistiche, riorganizzare i rioni e aprire un consiglio comunale sul patrimonio immobiliare

"Firenze si è svegliata, finalmente. La vicenda del cubo nero ha un solo pregio, quello di aver risvegliato nella città la passione per un dibattito, e non solo sull'urbanistica, da troppo tempo sopito. Direi da almeno 30 anni, dai tempi della variante su Fiat-Fondiaria. Dibattito che, grazie anche all'aiuto prezioso dei media, ha illuminato come un potentissimo faro non solo le vicende puntuali come ex Comunale, ex ospedale San Gallo, Costa San Giorgio, ex officine Ogr, eccetera, ma soprattutto la gravissima deregulation urbanistica, ovvero la mancanza di una visione per la città e l'assenza di pianificazione urbanistica". Lo evidenzia in una nota Alberto Di Cintio, presidente della Fondazione Italiana Bioarchitettura.

"I vuoti, si sa, vengono riempiti e quindi mancando il pubblico - accusa Di Cintio - i privati, i fondi immobiliari quasi sempre multinazionali, si sono facilmente e famelicamente infilati per attuare i loro interessi e profitti milionari a danno e a discapito di Firenze e dei fiorentini in primis".

"Ora - prosegue - dopo le opportune critiche e contestazioni che se necessarie devono continuare, si tratta di offrire alla città anche delle proposte, sia generali che puntuali, per correggere le cattive scelte e delineare il futuro. A tal fine, in questo benemerito dibattito, segnalo anche il contributo di un gruppo di cittadini, che insieme a varie associazioni e comitati, si sono incontrati per sviluppare un'attenta riflessione circa la critica situazione dell'urbanistica fiorentina, per costruire una nuova impostazione culturale e politica, e quindi produrre un vero e proprio cambio di prospettiva, quello che è sintetizzato nel documento 'Proposte per una svolta urbanistica a Firenze'".

Di Cintio riassume tali proposte: "bloccare la vendita del Patrimonio Immobiliare Pubblico; attivare una delibera di moratoria urbanistica, atto di sospensione cautelare e temporanea delle norme e delle procedure edilizie/urbanistiche; attivare una variante al Piano Operativo Comunale centrata sul patrimonio pubblico che riveda anche gli accordi oggi vigenti con i privati nei casi di beni pubblici già alienati, ma non ancora trasformati; dare vita a un patto di partecipazione sulla pianificazione del patrimonio pubblico; riorganizzare l'assetto urbanistico della città con la valorizzazione dei rioni".

La Fondazione di Bioarchitettura ritiene anche "utile un momento istituzionale pubblico ed aperto", cioè la convocazione di un "consiglio comunale aperto" in Palazzo Vecchio.
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