La Regione ricorda la legge del 15 febbraio 1996 e rafforza la rete di tutela con Codice Rosa, centri antiviolenza e politiche di prevenzione a sostegno delle donne

Trent'anni fa, ricorda un comunicato della Regione Toscana, l'Italia compiva una svolta storica: con la legge del 15 febbraio 1996 la violenza sessuale veniva riconosciuta come reato contro la persona e non più contro la morale pubblica, affermando un principio fondamentale ancora oggi alla base della tutela dei diritti: senza consenso è stupro. Una riforma che ha anticipato anche il riconoscimento internazionale dello stupro come grave violazione dei diritti umani.

Ora "la Regione Toscana conferma il proprio impegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere e nella tutela delle donne vittime di violenza sessuale, attraverso un sistema integrato che unisce sanità, protezione e prevenzione".

"La legge del 1996 ha segnato un passaggio decisivo di civiltà, mettendo al centro la dignità e la libertà delle donne. Ma i diritti vanno resi concreti ogni giorno, con servizi, prevenzione e politiche pubbliche - afferma l'assessora alle Pari opportunità, Cristina Manetti - La Toscana è stata e continua ad essere in prima linea, con strumenti innovativi e una rete strutturata di sostegno alle vittime".

La Regione, riepiloga lo steso comunicato, è stata tra le prime in Italia ad attivare il Codice Rosa nel 2010, un percorso dedicato nei pronto soccorso per accogliere e assistere in modo protetto le vittime di violenza. È stata inoltre la prima regione a inserire il concetto di sanità di genere nel Piano sanitario regionale, riconoscendo l'importanza di percorsi sanitari attenti alle differenze e alla tutela delle donne.

Elemento centrale del sistema di protezione in Toscana sono anche i centri antiviolenza, presìdi fondamentali sul territorio che offrono ascolto, accoglienza, supporto psicologico, assistenza legale e percorsi di autonomia. Una rete qualificata che opera in stretta collaborazione con i servizi sanitari, sociali e le istituzioni per garantire alle donne sicurezza e accompagnamento in ogni fase del percorso di uscita dalla violenza. Fondamentale anche il lavoro del Centro regionale di riferimento per la prevenzione e il contrasto delle mutilazioni genitali femminili, insieme alle politiche di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno, fino al progetto La Toscana delle Donne, che promuove diritti e cultura del rispetto.

"Il nostro impegno - conclude sempre l'assessora alla cultura Cristina Manetti - è continuare a rafforzare la rete dei servizi, che rappresentano un punto di riferimento essenziale per le donne, e lavorare sulla prevenzione, perché la violenza si combatte con le leggi, ma anche con la cultura, l'educazione e la responsabilità collettiva"
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